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     Cap.  grigio = Testo di commento

503 II| di porta S. Bartolo.»~S'avviarono.~«Qualche buona notizia 504 IV| voce disperata, vedendolo avviarsi col suo passo da vecchio.~ 505 IV| altro credette la cosa ben avviata.~ Infatti Mario, incontrando 506 I| meglio.»~«Poco importa» e s'avviava già verso la porta. La signora 507 VI| delle sue scarpine, che si avvicinassero. Poi tentò di reagire osservando, 508 I| Annetta sorrise. Mario si era avvicinato supplicandola cogli occhi, 509 IV| Questo esame di se stesso l'avvilì.~Poi un gruppo di amici 510 VI| la tortura di tutti gli avvilimenti.~Un bel giorno seppe che 511 IV| perché non è venuto ad avvisarci? Lei non è già consigliere.»~ 512 II| per l'avvocato. A che pro avvisarlo? La signora Annetta andrebbe 513 II| Perché l'Annetta non aveva avvisato prima lui? Le prese una 514 II| potrebbero forse tratto tratto avvivare. Anch'egli s'alzò; non poteva 515 IV| Annetta pareva secondarla, avvolgendoli nel proprio sorriso luminoso 516 IV| verde e festosa, era ancora avvolta nei raggi del sole; le cicale 517 II| distinguevano sottili vene azzurrognole; la bambina succhiava ghiottamente, 518 V| Zanetti. Non vi sono che i babbi e i domestici che possono 519 VI| lei che lo aspettava, e baciando la sua immagine nel pensiero. 520 V| si era prostrato dinanzi, baciandole i piedi, salendole colle 521 II| pregni di lagrime: aveva baciato per la prima volta sua figlia! 522 VI| dall'avvocato, mentre la baciava.~Non c'era tempo da perdere; 523 V| ne sono sicuro!" e senza badarle più era fuggito dal salotto 524 V| fissandola duramente: «Badate di non pretendere che venga 525 V| con quel solito sorriso:~«Badi di non farla piangere, altrimenti 526 IV| parola aveva trovato impeti e bagliori più terribili, mentre quella 527 II| sossopra, molte salviette bagnate ed un lenzuolo giacevano 528 I| cuscini, come dentro un bagno, tratto tratto protendeva 529 I| ma se ne rammaricavano.~«Bahprosegui la Teresa alzando 530 VI| riconoscere la grande pariglia baia del conte Giglioli. Altri 531 V| muovere i primi passi e a balbettare le prime parole. La Gina 532 I| donna, a tutte le promesse balbettate pochi giorni prima con lui, 533 VI| assenti, un vaso di fiori al balcone, un nastro, un bioccolo 534 IV| avesse messo negli occhi i baleni delle sue foglie più lucide 535 VI| muro impenetrabile, finché balenò un primo finestrino illuminato.~ 536 IV| noi faremo una festa da ballo coi contadini.»~La mattina 537 I| la propria tazza, ella si baloccava con una susina. Non si parlavano. 538 III| mandorli, in quell'aria balsamica e vibrante, che ridestava 539 IV| sensualità di uomo.~«Siete pur bambine!» si volse l'avvocato, sorridendo 540 II| ne sorrideva come di una bambineria, che finirebbe collo stancarla, 541 II| altra stanza per mostrare bambinescamente il dono a Mario. Egli impallidì; 542 II| raccontò tutti i discorsi bambineschi di lei, i consulti colla 543 V| allora erano lunghe scene di bamboleggiamento a chi primo ottenesse, egli 544 IV| quelli che gesticolavano al banco della giunta, disparvero; 545 I| medesima, coll'impossibilità di barattare un'idea. Che cosa fare in 546 IV| la moglie dell'esattore, barattavano occhiate dietro la sua schiena, 547 II| La sua bella testa, colla barbetta tagliata a punta e la scriminatura 548 I| la piazza? Avete visto la baronessa andare in Duomo. Scommetto 549 II| Usciamo fuori di porta S. Bartolo.»~S'avviarono.~«Qualche 550 I| alberi, ne allargava la base dei tronchi, e l'erba appariva 551 IV| dote, commetterebbe una bassezza. Egli la divorava cogli 552 I| teneva le orecchie e il collo basso, quasi ad annusare il terreno, 553 III| merita tutto l'amore.»~«Se bastasse meritarlo per averlo!» ribatté 554 VI| dal cavo di un fosso.~Era bastata una donna per inaridirlo. 555 V| quelle frenetiche voluttà non bastavano a dargli il possesso vero 556 V| sposato, non ne parlò nemmeno; basterebbe questo perché gli fossi 557 I| panoplia con alcune giardiniere basterebbero. Il pavimento bisognerebbe 558 II| all'altro scrittoio, con un bastoncino di ceralacca rossa.~Questa 559 IV| vi andava, erano piccole battaglie. Egli vi portava sempre, 560 IV| dall'Università, d'ingegno battagliero e scrittore abbastanza disinvolto 561 I| due pioppi a fianco; un battente era aperto.~Sul prato della 562 III| contro il suo desiderio di battezzare la piccina piuttosto col 563 II| per la bambina.»~«Si deve battezzarla, prima.»~«C'è tempo: non 564 V| cedere. Dopo una settimana di battibecchi nessun dei due era ancora 565 V| energica, che ella ebbe un battito di paura.~«Non ti immaginerai 566 I| quella carrettella!»~E, beata del proprio cicaleccio e 567 III| sotto la luce rossastra dei becchi a gas, mentre tutti la guardavano, 568 II| con un riso:~«Lo dirò alla befana di portarmi un bambino, 569 II| moglie sterile. Qualche beffa maligna dei colleghi lo 570 VI| procuratore, ricominciarono le beffe. L’avvocato Gelli, che aveva 571 III| corpo, tentandone tutte le bellezze più segrete con quel terribile 572 IV| una moglie così giovane e bellina; ma ogni accusa cadeva, 573 II| non era che una delle più belline e delle più stonate, ma 574 VI| capitano di artiglieria, bellissimo, che le faceva una corte 575 I| più intenso, pareva una benda sotto l'oro ardente dei 576 IV| signora Annetta non volesse il beneficio delle proprie effimere sentimentalità. 577 II| gli scorreva facile fra la benevolenza del pubblico e l'invidia 578 IV| studiarla malgrado le occhiate benevoli. Si volse tutta vergognosa, 579 II| regalo d'un cliente, per berle tutti insieme. S'intendeva 580 II| promise di ricamargli un'altra berretta.~Poi, quando lo intesero 581 V| Mario per qualche mese fu bersagliato da tutte le maligne allusioni; 582 IV| amministrazione radicale, berteggiandone le asinerie e rivelandone, 583 I| mangiare molto. L'avvocato la berteggiava, ella s'offendeva scherzosamente, 584 I| bisogno di muoversi, di bestemmiare ad alta voce, stancando 585 IV| intimidazioni, avventando fango e bestemmie dai loro giornalucoli. Forse 586 II| alcuno, lavorando come una bestia da soma, salvando tanti 587 IV| loro modi e dalla rapacità bestiale del loro governo, si sentivano 588 V| cuore, come se l'avesse bevuta. Ma anche la bellezza di 589 III| parve esitare.~«Lo voglio.»~Bevve ancora un piccolo bicchiere 590 I| Ma quell'azzurro, quasi biancheggiante come la polvere della strada, 591 VI| dava ancora regolarmente le biancherie di Mario alla lavandaia, 592 VI| canti e profumi, la polvere bianchiccia della strada si alzava in 593 I| bocca fresca, coi denti bianchissimi, parlava e rideva colla 594 VI| avvocato li aveva tutti nella biblioteca, ma non oserebbe mai domandarglieli. 595 IV| scrivanie, verniciate di bigio, larghe macchie d'inchiostro, 596 VI| signor Mario? Non vi saranno bigliettini di signore?»~«Non ho più 597 II| l'avvocato gli scrisse un biglietto per pregarlo di tornar subito, 598 III| calva, scarno, di un pallore bilioso nel volto. Non aveva che 599 I| simpatia l'avvolgeva come quei bimbi, dei quali la contentezza 600 VI| Roma.~Mario traversò il binario a testa bassa per ritornare 601 VI| fargli dispetto puntò il binocolo di madreperla sulla barcaccia 602 VI| al balcone, un nastro, un bioccolo sventolante da un ganghero, 603 II| collo e i capelli radi, bipartiti sulla fronte bassa e dura.~ 604 I| con un riso grazioso di birberia.~«Se volete mettervi in 605 I| rubate. Se lo prendo quel birichino di Tonio, il figlio della 606 I| Veronica se ne andò, sopra un biroccino, coll'asino del podere e 607 III| sa? ha mangiato la solita bistecca, e dopo ha voluto anche 608 IV| faccia maschile contrastava bizzarramente colla mollezza dell'accento, 609 VI| indiscutibile anche sulla madre. Le bizze, gli equivoci avrebbero 610 IV| insospettita dall'umore più bizzoso di Mario, aveva tentato 611 I| dal pavimento, fra quella blanda frescura dell'andito, nella 612 VI| sollevava alto l'avvocato, blandendo simultaneamente gli interessi 613 VI| quanto gli restava! Si gettò bocconi sul divano, mordendone il 614 IV| forava improvvisamente queste bolle iridate della sua superbia: 615 I| mandar giù una minestra così bollente?»~«Ah!» ribatté con intenzione 616 II| cilestri, dentro ai quali bollivano delle fiamme, ella si sentiva 617 IV| restauri e nelle manutenzioni, bonifiche già saldate e non ancora 618 IV| scrivania, le regalò un bono da cinquecento lire.~L'Annetta 619 V| adesso non sarebbe che una borghesuccia seppellita nel fondo di 620 III| cuore la punta di quella botta lungamente studiata, ma 621 IV| sedersi ad un tavolo della bottiglieria nuova, all'angolo del loggiato, 622 IV| Sarebbe un conquistare di botto nel mondo la metà di quella 623 II| un pappagallo, sopra un bracciuolo della larga poltrona, nella 624 II| coll'insaziabilità delle brame.~La gelosia di lui, attutita 625 II| sua fiorente gioventù, una bramosia di godimenti sconosciuti, 626 II| quando le si accendevano tali bramosie, si attaccava a Mario, comunque, 627 II| temerità per poterlo premere e brancicare. Una sera che giuocavano 628 I| avvocato colla forchetta brandita faceva qualche gesto lento 629 IV| relazione; se ne leggevano brani in pubblico. Al caffè dei 630 VI| cronaca mise in ridicolo un brano di una sua difesa.~La posizione 631 VI| quando il vizio è ancora una bravata e la sguaiataggine della 632 II| colpito dalla gioia, che gli brillava nel viso.~«Dove andate, 633 IV| per la solita partita a briscola.~Mario dovette per forza 634 IV| il corpo gli tremava di brividi, e coi denti le mordeva 635 III| già calva, la grossa barba brizzolata, troppo lunga ed incolta, 636 I| Cominciava già ad essere calvo e brizzolato, colla barba tagliata a 637 I| affettando di aspettare che il brodo si agghiacciasse, cercava 638 I| avevo fatto preparare un brodone; non lo ha nemmeno assaggiato. 639 VI| degli amici gli tenne il broncio, gli altri, che sperando 640 I| grossa della Veronica, che brontolava. A poco a poco quella distrazione 641 II| giovane e forte. Il colore bronzino della faccia e del collo 642 II| a passare la gente, più bruna in quel chiarore gelido, 643 IV| uno sguardo coll'ingegnere Brunelli.~Mario sentì che tutta quella 644 VI| meravigliati di quella sua brusca risoluzione. L’avvocato, 645 II| zerbinotto vacuo, era adesso brusco. La sua bella testa, colla 646 II| seguitò, spiegandosi più brutalmente per farsi meglio intendere.~« 647 II| cosa potesse prendere una brutta piega. Glielo disse una 648 II| quasi spaurita, di una bruttezza progrediente, ella ammirava 649 I| e le altre gli parevano brutti al confronto della signora 650 IV| subito le lenzuola. Erano di bucato, ancora cogli spigoli delle 651 VI| presso:~«È qui?» domandò.~«Un buco!» egli rispose con amarezza 652 V| invece sottratta con una bugia. Diceva di non tentare mai 653 V| diventar matto! tu colle bugie, mentre non ami che lui 654 IV| giudicando Mario dalle buone parole dell'avvocato. Egli 655 IV| gli dava quasi un'aria di burattino.~ «Si lavora meglio quando 656 II| vecchio Andrea entrava senza bussare, per chiedere a Mario una 657 I| il tempo di un bacio.~Fu bussato alla porta. Era la Teresa, 658 I| giovanotto, colla giacca buttata sopra una spalla e la camicia 659 II| Però, se l'avvocato aveva buttato in quel capriccio giovanile 660 I| spero bene, poi tu me li butterai tutti in una sol volta.»~« 661 IV| passare il tempo colle proprie cabale, o quando non aveva da copiare, 662 I| salone; qualche trofeo di caccia e qualche panoplia con alcune 663 IV| cartapecora, di un giallore cadaverico. Si sarebbe detta una camera 664 II| greve, quasi di doloroso, cadde loro sulla coscienza. Discendendo 665 IV| collo. Così abbracciati caddero su quella stessa poltrona, 666 II| la scelta di un aiutante, cadendo su lui, aveva naturalmente 667 I| proseguiva in quel trotto cadenzato, imprimendo alla carrettella 668 II| propri responsi, come se cadessero dalla medesima altezza. 669 IV| bellina; ma ogni accusa cadeva, perché nessun incidente 670 VI| sulla loro relazione erano cadute.~Invece egli fuggiva incontrando 671 IV| comunale c'era gran tempesta a cagione dell'avvocato. La Veronica 672 I| le redini lente, si era calcata la cappellina di paglia 673 III| che passerebbero ai soffi caldi della primavera.~ Infatti 674 V| riprendendola dalle sue mani e calmandola subito con poche carezze. 675 V| penare un bel pezzo per calmare la piccina, egli sentì ripiombarsi 676 V| sopravvento, mostrava di calmarlo colle risposte ambigue e 677 IV| intorbidandole gli occhi, ma si calmava poco dopo; e Mario, che 678 III| gravidanza. Era un amore più calmo, quasi regolare nel suo 679 IV| risero; quella ilarità la calmò. Adesso era ripresa dalla 680 IV| per comprare il palazzo Calusi per una miseria, venticinquemila 681 I| Cominciava già ad essere calvo e brizzolato, colla barba 682 VI| Gina notò subito che era cambiato. Infatti Mario, un po' dimagrato, 683 V| cosa poteva offrir loro in cambio della posizione, che perderebbero?~ 684 II| solita bonarietà a fare da cameriere, ma nessuno mangiava. Finalmente 685 II| grande sotto la cappa del camino nel salotto.»~E diedero 686 IV| tolleravano con viltà una camorra d'impiegati negligenti e 687 VI| vuotato di tutto.~Poi la campanella diede i soliti rintocchi, 688 IV| per tirare il cordone del campanello, quando l'uscio dell'appartamento 689 VI| i radicali ancora senza campione e in preda a clamorosi dissensi 690 II| costrutta nel secolo passato sul canale Naviglio, ed ora abbandonata, 691 I| filari verdi delle viti; le canape alte e cupe alitavano un 692 I| interrompevano le siepi coi cancelli verdi di legno; i colli 693 V| dirle nulla. Ella accese la candela, e l'accompagnò silenziosamente 694 VI| ma la Gina aveva un'aria candida, che ispirava confidenza. 695 V| udiva parlare che sulla candidatura dell'avvocato, accolta prima 696 II| occupata nello studiarne e nel cangiarne le disposizioni. Quando 697 VI| riconobbe il calamaio, una cannetta, colla quale era solito 698 VI| Porta Vecchia, l'oltrepassò cansando il viale dei tigli, e proseguì 699 VI| scarsi amici finirono per cansarlo, mentre in casa la signora 700 III| Qualche operaio rincasava cantando, i pipistrelli vagolavano 701 I| così ardente, le cicale cantavano instancabili, l'aria bolliva 702 VI| festa; nell'aria passavano canti e profumi, la polvere bianchiccia 703 II| già dimagritaesclamò canzonatoriamente. Ella sorrideva.~«Tu, Gina, 704 I| anche opulenti, un'immensa capellatura bionda scarduffata sulla 705 V| ribellò, ma egli tenne duro, capendo di perdere tutto nel cedere. 706 III| inquietante, quelle; e una folta capigliatura castagna, piena di riflessi, 707 III| non sono i medesimi... capirai.»~«Sei tu che non capisci. 708 II| temi più belli, che possano capitare ad un principiante. Ho piacere 709 II| di successioni, gli era capitata in quei giorni per aumentare 710 VI| nome della signora Annetta capitava travolto nella lordura del 711 V| ritornarvi, ma le occasioni non capitavano che di rado, e bisognava 712 II| amore; un terzo, che vi capitò, non seppe durarvi per la 713 VI| romanzo, lo divideva in capitoli, lo scandiva in scene, ne 714 VI| rintocchi, il cornetto del capo-treno le rispose con un lungo 715 II| gorgoglio di piccolo fiasco capovolto.~L'avvocato si fermò a contemplare 716 II| stivaletto più grande sotto la cappa del camino nel salotto.»~ 717 III| confessarsi, in casa, ad un padre cappuccino, popolare nella città per 718 II| del carattere. Improvvisi capricci la coglievano, lo chiamava 719 IV| Parlava un italiano un po' capriccioso, ma ne rideva ella stessa 720 IV| prese sulle ginocchia, e carezzandole colla grossa mano la bella 721 V| nemmeno fra le menzogne più carezzevoli, una di quelle parole semplici 722 IV| orgogli disputantisi le cariche cittadine. Laonde quelle 723 III| di fiori parevano ancora carichi di neve in quel tepore languido 724 II| risparmiato.»~«lo!»~«Ma tu, carina mia: non è un rimprovero, 725 I| lucide, così moderne e così carine; quindi spostare la cucina, 726 I| vedute coll'ingegnere dietro. Carino anche lui! Chi sa come la 727 III| destasse sotto quella sua carne florida e riposata. E anche 728 I| finiva per dargli un'aria di carrettiere di fronte alla signora Annetta, 729 IV| comprerai a Firenze la più bella carrozzina per la Gigina. Uscirò colla 730 IV| pieni di vecchi volumi in cartapecora, di un giallore cadaverico. 731 II| ella divideva con lui la cartella sedendogli presso. Mario, 732 I| che i grappoli inariditi cascavano.~La Teresa accettava le 733 VI| vestita con un abito di casimiro grigio, con un velo sulla 734 IV| volte e ora presidente della Cassa di Risparmio, darebbe un 735 VI| malgrado il ricorso pendente in Cassazione. Una corrente di simpatia 736 I| Adesso la Veronica lavava le casseruole, ma l'altra rimaneva in 737 IV| falsi fra l'economo e il cassiere. Il caso era grave. Questi 738 III| e una folta capigliatura castagna, piena di riflessi, le metteva 739 IV| spalle due lunghe treccie castane, strette alla cima da due 740 I| diceva nullameno che era un castigo di Dio. Poi la vacca di 741 II| sinistra fra i ciondoli della catena, scosse il capo senza rispondere. 742 III| si manteneva abbastanza cauto, malgrado la veemenza della 743 IV| Mario aveva dovuto fare da cavaliere alla ragazza, ma per tutto 744 V| espandendosi in tenerezze per cavarne qualche altro regalo.~Nullameno 745 II| vecchio Andrea, che si era cavato un fazzoletto turchino di 746 VI| giuoco, sollevandole dal cavo di un fosso.~Era bastata 747 I| discendere le scale, Mario si cavò la cappellina alzandosi 748 VI| col cessare, perché tutto cede davanti alla verità della 749 VI| saperne.»~«Lo conosco Gelli, cederà. Con tutto l'ingegno, che 750 V| accorgo che ho fatto male a cederti, perché va sempre a finire 751 II| principiante. Ho piacere di cedervelo, tanto io sono finito.»~ 752 V| rimescolamento della paternità, così celebrato dalla rettorica di tutti 753 II| vantaggio contro le maggiori celebrità del foro italiano.~Mario, 754 I| camicia bianca, le seguiva celiando colle parole e colle mani.~ 755 IV| Mario invece difendeva il celibato. Prima di tutto per prender 756 V| disse la sera medesima, a cena, la vecchia ebbe un brutto 757 IV| attaccapanni il suo cappello a cencio, largo e sudicio, perché 758 III| dita a premervi dentro la cenere.~Mario ebbe coscienza di 759 III| cogliere a volo tutti i suoi cenni, e nel lasciarsi persino 760 III| voluto da lei, almeno per la centesima volta, la confessione minuta 761 I| giuocare?»~«A calabresella, un centesimo alla partita.»~«Due»~Si 762 II| scrittoio, con un bastoncino di ceralacca rossa.~Questa volta pure 763 IV| finestra, «abbiate la bontà di cercarne.»~A Mario parve di diventare 764 VI| perché non aveva niente da cercarvi; invece si accostò alla 765 VI| del luogo, senza che egli cercasse di trattenerlo.~Dopo la 766 IV| della figlia unica, pallido cerino, che l'amore o la maternità 767 II| una figura tagliata in un cero, con quegli abiti regalati 768 VI| equivoci avrebbero finito col cessare, perché tutto cede davanti 769 V| voluttà fuori dell'amore, la cessione del corpo senza l'assenso 770 IV| era tanto accanita nella chiacchiera, che si fosse davvero propalata. 771 IV| presso alla poltrona, e chiacchierarono della seduta con parole 772 II| piedi dinanzi a Mario; poi chiacchierava riempiendo quella larga 773 I| loro due tenerlo sveglio, e chiacchieravano a caso di pettegolezzi cittadini, 774 I| altro tendeva l'orecchio al chiacchierio della cucina, dalla quale 775 II| questi casi bisogna o non chiamarci, o fidarsi assolutamente.»~ 776 VI| delirante di urlare e di chiamarla per nome. Vi passava anche 777 IV| naturalmente quelle poche frasi; chiamarono Andrea. Egli non sapeva 778 II| Qui resto io solo. Come vi chiamate?»~«Veronica.»~«Bene, state 779 II| un'altra volta. Come la chiamerai?»~«Tu ci hai pensato?»~« 780 IV| Annetta, senti.»~ «Andate o chiamo»; e si ricacciò precipitosamente 781 II| luce del mattino filtrava chiara fra le imposte; spalancò 782 I| invece aveva le scarpette chiare. Nonpertanto la sua giovine 783 II| gente, più bruna in quel chiarore gelido, sotto il cielo grigio 784 II| suo contegno per un occhio chiaroveggente avrebbe rivelato anche troppo 785 IV| quella camera, in delirio di chiaroveggenza, che gli faceva persino 786 V| malgrado tutte le sue effusioni chiassose intorno alla Gigina, non 787 II| pastrano.~«Vuol lasciarmi la chiave dello studio? domani mattina 788 II| lui? Le prese una mano, chiedendoglielo concitatamente. Ella, sempre 789 II| entrava senza bussare, per chiedere a Mario una spiegazione 790 V| nemmeno, perché né egli poteva chiederglielo, né l'altro consentirlo, 791 VI| libri. Come comprarli? A chi chiederli? L'avvocato li aveva tutti 792 II| precipitare come sopra una china; ma egli la spinse, la rovesciò 793 I| distrattamente.~Questi andava chiudendo gli occhi.~ Mario sussurrò 794 II| sospesa alla mammella, corse a chiudersi nello studio. , solo, 795 II| violenti da parte di lui, e si chiudevano con un sorriso di lei, solleticata 796 VI| giorno. Era sempre la stessa, chiusa, muta, senza un segno che 797 VI| della sbarra nel palo di chiusura, e lungi nella campagna 798 II| conclusione nella causa Ciampoli - Rocchi.»~Mario gliela 799 III| donne e i fanciulli ridevano cianciando, allegri di quel risveglio 800 I| cucina s'udiva l'Annetta ciarlare allegramente colla Veronica. 801 IV| avrebbero sempre creduto ciecamente alla sua parola, e firmata 802 I| interrotto a quando a quando dal cigolio di una ruota, o dal tremito 803 I| parevano immense pezze di un cinereo caldo fra i filari verdi 804 VI| rimaneva che il ricordo cinico ed altero di quell'adulterio 805 II| quel berretto ricamato di ciniglia e d'oro, ancora pulito dopo 806 IV| invitati. Si parlava di cinquanta coperti. Il giovane direttore 807 II| dell'esattore, donna sulla cinquantina, grossa e volgare, con due 808 IV| scrivania, le regalò un bono da cinquecento lire.~L'Annetta inebbriata 809 I| sui fianchi, la scollatura circolare troppo bassa e mascherata 810 II| che riempiono la vita e la circondano, irrompendo da quella degli 811 II| Giglioli.~Era ilare, tutti lo circondavano con un sorriso di ammirazione.~« 812 II| dovesse contrariarlo in quella circostanza fortunata, la fila dei clienti 813 IV| Filippo. Il vecchio ometto lo circuì talmente colle domande, 814 VI| poco o punto; egli volle citarne qualcuno, e perdette così 815 I| chiacchieravano a caso di pettegolezzi cittadini, di mode, di nonnulla. Pareva 816 V| mondana, vaniva ora che dalla cittaduzza di provincia ella stava 817 IV| l'ozio moltiplica nelle cittaduzze di provincia, lanciavano 818 III| colore delle pupille e nel ciuffetto biondo, che le usciva di 819 IV| per te, quell'altra è una civetta, che ti pianterà, se non 820 VI| senza campione e in preda a clamorosi dissensi per sceglierne 821 IV| caffè; era rigurgitante, clamoroso. Si parlava del pranzo Giglioli. 822 VI| scompartimento di prima classe. Dal proprio canto era solo, 823 III| al quale la gente delle classi superiori ripara le inimicizie.~ 824 V| anche più livida nella vita claustrale di questi ultimi mesi, aveva 825 IV| studio, gente ricca, mezzo clericale, ma di gran nome nella città. 826 V| Curci, sostenuto da tutto il clero, non si sarebbe lasciato 827 II| bene.»~La Gina, ragazza clorotica, quasi elegante, perché 828 V| la colazione o il pranzo co' suoi giuochi infantili, 829 V| baciare la bambina.~«Addio, cocca, addioseguitava a dirle 830 I| altra vivacità che nella coda, colla quale si schermiva 831 III| amabile di civetteria nel cogliere a volo tutti i suoi cenni, 832 II| Improvvisi capricci la coglievano, lo chiamava vicino, affettava 833 V| poche ore vuote dopo la colazione o il pranzo co' suoi giuochi 834 IV| Il collo le usciva da un collarino di merletti, bianco e grasso, 835 VI| imprendibile» disse a Mario un collega di foro, indicandogli un 836 VI| della natura e della società collegate a resisterle. Era stato 837 I| città, s'internava fra le colline separate da una florida 838 VI| cerchia sociale ove era stata collocata. Ma, più forte di lui, era 839 IV| porta, si era impegnata una colluttazione, mentre la folla urlava 840 IV| leggera leggera come un'ala di colomba.~Non si lagnavano più, non 841 II| ad una buona famiglia di coloni, mezzadri da molti anni 842 I| spesseggiavano; le case coloniche, vecchie e malandate, si 843 I| abiti in tela leggera, di un color chiaro, gli lasciavano penetrare 844 IV| doppia tenda intercettava colorandosi di un rosso incerto, quasi 845 II| fascicoli, colle copertine colorate riposavano tranquillamente 846 | coloro 847 VI| sotto il peso delle proprie colpe, e gli rispose di accomodarsi 848 II| avvocato, ammollito da tanti colpi improvvisi, tentava di scusarsi, 849 V| quella che la legge non può colpire e trionfa spesso dentro 850 IV| argomenti e le difese, che i colpiti avrebbero usato. Tutti sapevano 851 II| quella sventura, che lo colpiva improvvisamente nel più 852 III| con quello di Maria. Poi colta da un postumo spavento religioso 853 IV| impressionarono tutte le persone colte del paese. Egli si levava 854 IV| incidenti allora forse nemmeno colti, di voci, di gesti, fra 855 II| mano dell'inferma sotto la coltre.~«Niente, niente, un po' 856 III| testa che sopra di me non si comanda più.»~«Tutto per quella...»~ 857 IV| le pratiche di tribunale, comandando più seccamente agli scrivani. 858 III| permalosa per l'impossibilità di comandargli ancora. E siccome egli non 859 I| anche; vadano via, in cucina comandiamo noi.»~Essi tornarono al 860 VI| renderlo più lubrico pei combattenti. Mario, spaventato, dovette 861 II| risolutezza.~«Sì, ma lo combatteremo vigorosamente. Bisogna che 862 VI| gli diventava impossibile combatterlo apertamente.~Quindi si trovava 863 III| settimane prima di poter combinare un convegno; ella sembrava 864 II| sei mio marito.»~Avevano combinato che Mario verrebbe spesso 865 VI| amarezza sprezzante.~«Si comincia sempre da poco.»~Non era 866 III| benché qualche cosa se ne cominciasse a sussurrare dopo quelle 867 II| ragazzo, farà carriera.»~ «Ha cominciato bene qui, purché ella gli 868 II| sotto la pelle delle guance, cominciavano a mostrarsi. Di tanto in 869 II| stata ad una seduta del comitato di beneficenza pel resoconto 870 VI| sopraffece. I suoi fiaschi furono commentati; finalmente l'avvocato Gelli 871 I| doppi sensi, e il sorriso le commentava, mentre nei loro occhi, 872 IV| seduta coi più strampalati commenti. Si annunziavano adunanze 873 III| giornale ne fu stampato qualche commento satirico. Naturalmente i 874 V| cedendo al marito, avrebbe commesso un secondo adulterio peggiore 875 IV| quella ragazza per la dote, commetterebbe una bassezza. Egli la divorava 876 V| dirlo per vendicarti.»~«Non commetterò mai una simile infamia.»~ 877 II| cameriera era uscita per qualche commissione. Ella andava nello studio 878 IV| dopo ella comparve; era commossa, pallida.~«Annetta» egli 879 V| disperato, che ella se ne commosse.~«Ma perché tutto questo?» 880 IV| sogno suo e di tutte le compagne al convento.~Quando il pranzo 881 II| interesse scoperti in lui dai compagni. Siccome una passione per 882 IV| appartamento si aperse, ed ella comparì.~«Che cosa fate»~Egli la 883 II| mostravano di credere quando compariva in pubblico. Ella s'ignorava 884 IV| ma le signore Bruschi non comparvero alla villa.~Era la prima 885 III| loro rapporti quel rispetto compassato, dietro al quale la gente 886 V| blandizie dell'ispirarle compassione, dimenticando così che l' 887 V| nomeonore. Nessuno mi compatirebbe di aver trattato così male 888 IV| olocausto dei cuori, quella compenetrazione delle coscienze, che fa 889 V| pareva legittima, quasi un compenso dovuto a quel supremo olocausto 890 II| medesimo, e preferiva ad ogni compiacenza quella di vestire con eleganza, 891 VI| fossi nata serva, potrei compiacermi dei miei ventidue anni, 892 III| proprio racconto a forza di compiacersene. Allora parlava della bambina 893 III| Naturalmente i suoi amici se ne compiacquero punzecchiandolo coi sarcasmi, 894 II| disposizioni. Quando l'arredo fu compiuto, ella diede una serata d' 895 I| naso grosso e sensuale, ne compiva il carattere bonario.~«Ah! 896 V| la domenica prossima, il compleanno della signora Orsolina.~ 897 II| ammonirlo severamente di non complicare con più spaventevoli rivelazioni 898 VI| pensarlo! Quella poltrona, complice muta della sua felicità 899 IV| caffè, gli si mostrò più complimentoso, e gli promise di andare 900 I| appartamento superiore si componeva di cinque stanze, libere 901 II| si manteneva nella solita composta impassibilità. Davanti alla 902 II| camera, e vide la Gina seduta compostamente sulla poltrona, a capo del 903 VI| mancavano molti libri. Come comprarli? A chi chiederli? L'avvocato 904 VI| ella non avesse danari per comprarlo. Sciaguratamente nemmeno 905 VI| non era riuscito nemmeno a comprarsi quell'opera in tutta la 906 V| seguì fremente di collera, comprendendo benissimo tutto il machiavellismo 907 IV| sorrise.~ «Sai come faremo? mi comprerai a Firenze la più bella carrozzina 908 IV| ancora di amarla l'aveva compresa. La sua natura di farfalla 909 II| essersi così irrevocabilmente compromessi come amanti. Perché dunque? 910 III| Annetta.~Mario si era già compromesso con due domande, la gelosia 911 III| sarebbe ancora una spesa compromettente. Diceva che forse diventerebbe 912 IV| delle signore Bruschi senza compromettersi, e a poco a poco Mario si 913 VI| accostò ai radicali, che lo compromisero senza sostenerlo. Ma dentro 914 VI| un ammogliato, giacché, computate tutte le ritenute, non ne 915 IV| nomi di futuri consiglieri comunali si fosse ancora fatto il 916 III| stringeva ambe le mani, comunicandole il proprio tremito. Ella 917 IV| senza chiederle più che la comunicazione di quella gioia e il contatto 918 V| così quell'altra? Se ti concede la bambina per una mezza 919 III| guadagna ancora abbastanza per concedersi questo lusso.»~«Lei crede! 920 IV| un Otello o di un Amleto concentra tutto il dominio che un' 921 VI| più livide. La stessa cupa concentrazione della signora Orsolina lo 922 I| eleganza, quasi facesse una concessione ad una necessaria volgarità, 923 IV| discussioni personali, limpido e conciso nelle esposizioni, terribile 924 II| una mano, chiedendoglielo concitatamente. Ella, sempre così sottomessa, 925 III| fra Mario e l'avvocato per concludere col vedere in questi un 926 IV| un pezzo sul prato, poi conclusero che l'avvocato, l'Annetta 927 VI| studio, a forza di copiare conclusionali e di ascoltare discorsi 928 IV| commedia dell'arte, tutte le conclusioni della scienza, erano per 929 II| sentiva che una affettuosa concordanza in quella sventura, che 930 VI| denunzie secrete se non condannava certa gente, i pubblici 931 V| colle risposte ambigue e condiscendenti, che si danno ai bambini: 932 IV| intendimenti più onesti, condiscendenze anche più ipocrite e quella 933 VI| desiderio, che si sente condiviso.~Per l'ultima volta vi si 934 I| dal padre, era in pessime condizioni; ma, sebbene lo studio gli 935 V| domenica, quando Mario tentò di condur via la Gigina tutta vestita 936 IV| Orsolina, e pregò Mario di condurle da lei per riannodare quella 937 VI| elettori in manipoli per condurli alla conquista dei seggi 938 V| poter camminare; ella la condurrebbe la mattina al Pincio, ove 939 IV| amare. La signora Annetta condusse la ragazza su, nell'altro 940 V| ricusato la carica di sindaco conferitagli per acclamazione, adducendo 941 I| tentava ancora di scusarsi, confessando la propria inferiorità di 942 III| nella vita, aveva voluto confessarsi, in casa, ad un padre cappuccino, 943 VI| primo giorno. Non lo avrebbe confessato ad alcuno, ma tutte le notti 944 I| Alla terza partita Mario confessò di non saper giuocare, pagò 945 III| raccontava la scena del confessore, che egli non sapeva, poi 946 III| vita, che non aveva mai confidato ad alcuno, nemmeno a lui 947 II| le carezze e quel cicalìo confidenziale, la più deliziosa delle 948 II| ma le tenerezze troppo confidenziali del marito colla moglie 949 V| contrabbandiere, vagante sui confini di una famiglia, che la 950 I| incendio di sole sembrava confondersi col tremolìo dell'aria, 951 VI| quelli dell'infanzia, gli si confondevano nella mente con brandelli 952 II| prontamente le speranze confortatrici, che l'altro gli dava, esclamò:~« 953 IV| le lagrime sono ancora un conforto. Avrebbe voluto l'Annetta 954 I| tutte le idee gli si erano confuse, mentre allungandosi involontariamente 955 IV| rimando i radicali pretesero confutarlo, ma egli non rispose, e 956 II| presidente di tutte le opere pie congregate. Una grossa causa sopra 957 I| quella loro intimità di coniugi. Nullameno la conversazione 958 I| ed ostinato. Pareva che, conoscendo da lunga pezza la strada, 959 VI| seguitò:~«Tu la dovresti conoscere bene: sentiamo, chi ha avuto? 960 VI| avesse ricevuto confidenze, conoscesse secreti. Ammiratori fanatici 961 II| occhi di coloro, che non lo conoscevano bene, per un signore.~Nella 962 IV| Berta si ricordò di aver conosciuta molti anni prima la signora 963 VI| non voleva saperne.»~«Lo conosco Gelli, cederà. Con tutto 964 VI| manipoli per condurli alla conquista dei seggi elettorali, onde 965 VI| volendo, avrebbe potuto conquistarla in quella lunga intimità; 966 IV| del potere, e forti del consenso momentaneo dei socialisti, 967 V| chiederglielo, né l'altro consentirlo, rimanere suo sostituto 968 V| sarebbe fuggito, qualora ella consentisse a seguirlo? Con quali risorse 969 IV| superiore come l'avvocato, conservando la giovinezza del cuore 970 IV| appena dell'altro, spesso conservandone una impressione antipatica. 971 IV| era persuaso, ma voleva conservare l'Annetta.~«Siete proprio 972 II| meticolosa della mamma, conservatasi vedova malgrado la viva 973 VI| ultima ripresa del partito conservatore. Fra essi il nome della 974 IV| non salendo nella pubblica considerazione; laonde il giornale radicale 975 IV| annunziò per la prossima seduta consigliare una interpellanza sulle 976 IV| vasta sala delle sedute consigliari, egli aveva assistito per 977 VI| intendersene, e talvolta l'aveva consigliato.~Ma ora sarebbe stato impossibile 978 IV| Ma la prima difficoltà consisteva nell'eliminare dalla deputazione 979 II| ce ne intendiamo.»~ «Mi consolate tutto. Mario è un eccellente 980 II| secreti delle sue voglie, la consolava di qualche dispetto, mentre 981 III| una vera ambizione, se ne consolò; qualche piccola causa vinta 982 I| il mazzo delle carte, per constatare se ve ne mancassero; le 983 VI| entrare nello studio per consultare il Laurent, di cui aveva 984 VI| conte Giglioli venuto a consultarlo in una assenza dell' avvocato. 985 II| spaventevole. I due medici si consultarono, ma Giorgi non parlava. 986 VI| inevitabile. Si sarebbe volentieri consultato colla mamma, se avesse potuto 987 VI| conversazione, quando non lo consultava direttamente, ma che gli 988 II| discorsi bambineschi di lei, i consulti colla Veronica e colla moglie 989 VI| come avrebbe fatto in un consulto legale. Sulla faccia della 990 II| preparava altri modi di meglio consumare l'imminente vecchiezza.~ 991 IV| maternità avrebbe presto consumato colla propria fiamma. La 992 I| interrompeva a quando a quando. Le contadine, più frequenti pel sentiero, 993 I| quali la contentezza è un contagio, e la scempiaggine dei giuochi 994 VI| manomania ancora cosciente, contando a una a una le proprie disfatte 995 VI| nata, i miei ventidue anni contano doppio. Bisogna essere liberi 996 IV| essere qualche cosa, per contare nel mondo? Se egli fosse 997 V| formare per Roma. Quei primi contatti aristocratici le scopersero 998 I| del mondo, ma la Veronica contava già sulla tavola il mazzo 999 II| capovolto.~L'avvocato si fermò a contemplare quel dolce quadro, risentendone 1000 VI| una porta; poi tornava a contemplarle con una voglia delirante 1001 I| irresistibile gli veniva dalla contemplazione di quell'uomo così volgarmente, 1002 IV| grossa relazione, che avrebbe contemporaneamente presentata al consiglio 1003 IV| corte alla signora Berta, contentandosi di volgere qualche sorriso 1004 IV| lasciato capire che sarebbero contenti di averti per genero, perché 1005 IV| porvi la mano. I moderati contentissimi di uno scandalo avrebbero 1006 III| in famiglia. L'avvocato contentissimo della Caterina, una donna


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