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1007 II| malgrado la presenza quasi continua degli altri.~Ma qualche 1008 IV| assiepavano nella piazza continuamente attraversata da gruppi di 1009 II| dunque?~Ma il signor Filippo continuava.~«Voi non potete comprenderlo, 1010 VI| mano alla Gigina, erano continue soste e sorrisi e carezze, 1011 I| pioggia di aghi dritti e continui, che foravano la pelle. 1012 V| obbligata. Adesso fa tu il conto; se io non ho niente, tu... 1013 V| Mario, non era che l'eterno contrabbandiere, vagante sui confini di 1014 II| piacere secreto di monello in contrabbando, sentendosi sorvegliata 1015 IV| se quel particolare gli contraddicesse un'idea secreta; poi si 1016 II| arrischiata, ma non osava contraddire; solamente la sua mano sinistra 1017 VI| trovava ad ogni passo fra contraddizioni pungenti; avrebbe voluto 1018 II| la bocca scolorata le si contraeva sotto le fitte acute dei 1019 VI| di vedere lei sperduta, contraffatta dalla paura di un disastro 1020 II| Ma, quasi tutto dovesse contrariarlo in quella circostanza fortunata, 1021 II| come sempre. Egli ne rimase contrariato. La sua vanità soffriva, 1022 II| Vivevano liberi, senza contrarierà di parenti. Ella faceva 1023 III| pure gli crescevano le contrarietà. Dacché la signora Annetta 1024 IV| matrimonio che egli stava per contrarre? In fondo gli pareva impossibile 1025 IV| sua grossa faccia maschile contrastava bizzarramente colla mollezza 1026 II| soprabito, faceva uno strano contrasto colla loro gioventù e colla 1027 IV| dimenticate. Quanto ai nuovi contratti, e nell'elargizione ai poveri, 1028 VI| senza danari. Aveva già contratto qualche debito coi pochi 1029 IV| non avrebbero mai osato contribuire ad un'impresa così pericolosa. 1030 I| massicci usci verdi senza controporte o invetriate, la temperatura, 1031 III| signora Annetta era entrata in convalescenza, non aveva assolutamente 1032 IV| secreto.»~Ella quasi ne convenne.~«Piuttosto, eccoti per 1033 II| occupa l'oziosità di tutte le conversazioni. La mamma, orgogliosa nella 1034 II| faccia al mondo di questa sua conversione, non ne parlava e non la 1035 V| domandaglielo tu.» «A me non conviene.» La verità era che non 1036 VI| parole, mentre al solito le convinzioni vacillavano, e la massa 1037 VI| allegre. Molti, forse i convitati di quel pranzo, erano in 1038 VI| sbarra per veder passare il convoglio, forse colla sua stessa 1039 IV| a diventar sincera nelle convulsioni dei propri sforzi! E dopo, 1040 IV| nullameno il viso gli rimaneva convulso.~«Mario!...»~Egli la guardò 1041 IV| carattere stampatello sulla copertina delle pratiche.~Mario era 1042 II| scaffali i fascicoli, colle copertine colorate riposavano tranquillamente 1043 IV| aveva ricevuto tutte le copie per distribuirle all'indomani 1044 III| serrato. Per le strade molte coppie innamorate si allontanavano 1045 IV| inebbriata gli si gettò al collo, coprendolo di baci.~«Lavori troppo, 1046 II| due uomini, fece atto di coprirsi il seno, quindi sorrise. 1047 VI| mostruoso della macchina copriva ogni rumore, mentre il suo 1048 IV| comprendendolo ora in tutta la sua coraggiosa semplicità. E la figura 1049 V| più sostituire...~Questa corda, così vibrante nel proprio 1050 II| Annetta la trattava con molta cordialità.~Appena rimasero soli, Mario 1051 IV| già proteso per tirare il cordone del campanello, quando l' 1052 III| di una vestaglia bianca a cordoni vivamente cilestri, colle 1053 II| colla Veronica non ancora coricate. Mandò questa a cercare 1054 VI| diede i soliti rintocchi, il cornetto del capo-treno le rispose 1055 V| carni più fresche di una corolla di rosa; era il trionfo 1056 II| così la conseguenza e il coronamento del loro nuovo lusso. L' 1057 IV| sospettato di lui, la figura corpulenta e cremisi della signora 1058 II| sotto mano.~«Allora gli corra dietro, e la faccia venir 1059 IV| documenti, coi quali intendeva corredare la grossa relazione, che 1060 IV| Marco. Il vecchio stava correggendo una cabala sopra una lunga 1061 IV| più minuti particolari, correggendovi in tempo le imprudenze dei 1062 VI| io stessa le ho dovuto correggere una lettera in francese.»~« 1063 VI| pendente in Cassazione. Una corrente di simpatia sollevava alto 1064 II| carattere, la necessaria correttezza di condotta per farsi presto 1065 II| Talora l'avvocato, poco corretto nelle maniere, specialmente 1066 II| ruchettes del medesimo colore correva in giro sotto la sottana; 1067 IV| riceveva i clienti, teneva la corrispondenza, esauriva le pratiche di 1068 IV| quali non si percepivano le corrisposte e non si trovavano gli affittuari, 1069 II| temprate che nulla può quindi corroderle. Quel medesimo studio incessante 1070 IV| da somigliare ai sensali; corrono dall'avvocato, che non ha 1071 III| tardando, ella che non era corrotta e non si sentiva nel sangue 1072 II| amante, anche senza essere corrotte. Infatti nessun sentimento 1073 III| quelle parole, la guardò corrucciato.~La sua gelosia d'innamorato 1074 II| talvolta la più raffinata delle corruttele, mentre non era che l'istinto 1075 II| donne nella nostra moderna corruzione hanno un amante, anche senza 1076 I| l'avvocato. La sua figura corta e tozza, in quell'abito 1077 VI| altre.»~«Eppure tutti le corteggiano, anche se non sono belle. 1078 IV| dispetto egli si mise a corteggiare la Giulia.~La ragazza, troppo 1079 VI| stazione per vedere passare il corteo. Tortuosamente, per evitare 1080 VI| densa dalla finestra del cortile, finché ne fu sommerso; 1081 VI| proprie dimissioni, ma troppo corto a quattrini per intraprendere 1082 VI| di una manomania ancora cosciente, contando a una a una le 1083 IV| usciva già dalla camera cosiddetta dei forestieri.~ «Ho bisogno 1084 II| solo. Era già una posizione cospicua per un principiante, dacché 1085 V| Promettilo: che cosa ti costa?»~«Che io gli tenga il muso, 1086 IV| signora Annetta teneva quasi costantemente gli occhi sul piatto per 1087 VI| infondere nel figlio la costanza della propria razza di lavoratori.~ 1088 VI| non avrebbe voluto ad ogni costo soccombere sotto la sua 1089 II| causa sopra una cartiera, costrutta nel secolo passato sul canale 1090 II| vita, così faticosamente costrutto, gli rovinasse addosso, 1091 IV| il mese di luglio, e nel costume della città non s'andava 1092 IV| stato meglio. La ragazza è cotta; bisogna convenire che l' 1093 II| Gina, le stavano intorno covandola collo sguardo, allegre di 1094 II| attaccava a Mario, comunque, covandolo collo sguardo, arrischiando 1095 IV| che tutta quella gente, credendolo nient'altro che un giovane 1096 V| avrai ottenuto; nessuno crederà che tu abbia avuto quella 1097 VI| coll'orgoglio malato di credersi il più infelice di tutti.~ 1098 IV| ricco di quanto la gente lo credesse.~La signora Annetta sorrideva 1099 II| insisteva.~ «Finitela dunque: mi credete uno sciocco? Faccio quel 1100 VI| un'occhiata intorno.~«Ti credevi dunque un letterato, scrivendo 1101 III| bambino che ci nasce, e crediamo che la nostra gioia possa 1102 III| accade quasi mai! T'assicuro, credilo, che non sono io. lo non 1103 VI| sarà forse per la vanità. Credono che esse lo facciano per 1104 VI| se stesse, non sono mai credute dai signori: anche questo 1105 VI| studio, dentro quella luce di crepuscolo, nella quale i pensieri 1106 VI| Gigina vi salterà al collo; cresce a vista d'occhio.»~Mario 1107 I| del sonno, e nullameno un crescendo irresistibile di vita lo 1108 VI| che lo faranno deputato, crescerà ancora d'importanza.»~«Andrete 1109 III| allo studio. Ma pure gli crescevano le contrarietà. Dacché la 1110 IV| autorità nello studio era cresciuta quasi del doppio, dacché 1111 II| salda amicizia. L'orfanello, cresciuto nella povertà, sotto la 1112 II| non s'occupasse molto in criminale, aveva un processo importante 1113 I| mai pensato, la limpidità cristallina de' suoi occhi era talmente 1114 II| colla sonorità delle risa cristalline. Allora, generalmente, in 1115 IV| guardandolo cogli occhi cristallini, quasi per riconoscerlo 1116 IV| ripetere col suo bel riso cristallino; l'altra sorrideva un po' 1117 IV| donna la propria impronta, cristallizzandola nella adorazione di se stesso. 1118 VI| più piccolo dell'altro in cristallo, di cui l'avvocato si serviva 1119 IV| poveri, veniva con fine criterio e con mano ferma sradicando 1120 V| se una rovina stesse per crollare sul capo; quando giunse 1121 VI| Gelli in un articoletto di cronaca mise in ridicolo un brano 1122 IV| allora allora anche troppo crudelmente; nessuno gli si era rivolto, 1123 II| Chi è stata?»~«L'Adelaide Cucchi.»~«Una imbecille! scommetto 1124 I| l'assaggiava a piccole cucchiaiate, mentre Mario, affettando 1125 II| la casa sossopra; tu sai cucinare qualche cosa, Andrea?»~Poi 1126 II| casa era sola; la Veronica cucinava, la cameriera era uscita 1127 II| beneficenza pel resoconto delle cucine economiche; la contessa 1128 II| dell'esattore e la Gina, cucivano o ricamavano delle cuffie 1129 III| le usciva di sotto alla cuffia bianca, non si destò. Quindi 1130 II| cucivano o ricamavano delle cuffie o delle fascette per la 1131 II| dimagrita, entro quella cuffietta bianca di merletti, diventava 1132 IV| spenderli?»~ Mario si lasciava cullare da quel dialogo, del quale 1133 VI| La vita di pretore era un cumulo di miserie: la paga insufficiente 1134 II| avvocato correndo verso la cuna sulla quale la Gina si era 1135 I| semplicità. La Veronica cuoceva e serviva a tavola, sudata, 1136 IV| il supremo olocausto dei cuori, quella compenetrazione 1137 I| delle viti; le canape alte e cupe alitavano un aroma amaro, 1138 IV| vestita di un abito rosso cupo, che le rendeva più opaco 1139 II| poteva ripagargliene tutte le cure e giustificarne le intenzioni 1140 I| sentiero, passavano salutando curiosamente.~Finalmente ritornò. Prima 1141 VI| passava sulla fronte dei curiosi aggrappati alla sbarra con 1142 III| anche sporgenti, senza una curva o una ondulazione, sebbene 1143 | da' 1144 III| E dici di amarmi? gli dài i medesimi baci...»~«Ma 1145 VI| tutte le distinzioni di una dama, senza il più piccolo imbarazzo, 1146 V| impercettibile alterigia delle dame, quasi sempre così impossibile 1147 I| chiuse quasi violentemente.~«Dammi ancora da bere» disse la 1148 I| rame alle viti; era una dannazione con quella peronospora, 1149 II| cinquant'anni onestamente, senza danneggiare alcuno, lavorando come una 1150 I| diventato rancido, e poi daranno la colpa a me.»~L’avvocato 1151 IV| della Cassa di Risparmio, darebbe un pranzo politico pel giorno 1152 II| senza una spiegazione che io darò loro. I medici! mentre gli 1153 IV| materna. «Che non dovesse poi darti fastidio.»~L'altro sorrise.~ « 1154 I| crostini per l’antipasto. Date qua, lo porto io stesso 1155 VI| suggerimenti dell'avvocato, spesso dati in conversazione, quando 1156 VI| signor Mario, a me pare, che debba essere più doloroso ingannarsi 1157 IV| aveva reso madre. Ella, così debole di carattere, gli resisteva 1158 II| sorreggeva fra tutte le debolezze inevitabili nella gioventù. 1159 V| maggior parte degli uomini deboli, Mario, incapace di più 1160 VI| umiliazioni della propria decadenza. A trent'anni tutto non 1161 I| ad un suo svarione, che decideva della partita. «A che cosa 1162 VI| Mario rileggeva forse per la decima volta quella lettera, senza 1163 V| bisogna spiegarci bene. Tu sei decisa di andare a Roma con lui, 1164 V| allora Mario tentò un colpo decisivo, richiedendola all'avvocato 1165 IV| mancargli e la vita gli declinava al tramonto? Quella posizione, 1166 II| la febbre non accennava a decrescere; mandò via Giorgi, ringraziandolo 1167 V| Annetta la tenerezza delle dedizioni senza ricambio, la sentiva 1168 I| rispondeva attento, con molta deferenza, a tutte le sue interrogazioni.~ 1169 V| Quando l'avvocato ritornò definitivamente dalla villa, tutto contento 1170 II| sottile rammarico come di una deformità. Infatti la sua bella e 1171 IV| coscienza una fondiglia, che degenerava col tempo in putredine. 1172 II| succhiava ghiottamente, deglutendo il latte con un gorgoglio 1173 III| la confessione minuta e degradante di tutti i secreti matrimoniali; 1174 VI| pubblici ministeri quasi sempre delegati di questura, i procuratori 1175 I| era in lei un proposito deliberato: non tornerebbe. Eppure 1176 V| labbra tremanti, sollevandola delicatamente fra le braccia; ma la bimba 1177 IV| pretendere più ad una passione, deliziarsi di quella fanciullezza, 1178 I| esclamò la Teresa, respirando deliziosamente l'aria fresca dell'andito.~ 1179 III| sensualità, che avevano reso così deliziosi gli ultimi mesi della sua 1180 II| tutti della mancanza di denaro. Nel proprio vanaglorioso 1181 VI| che entrava sempre più densa dalla finestra del cortile, 1182 IV| esposizioni, terribile per la densità dei sarcasmi che talvolta 1183 I| insetti aggirarsi in vortice denso e silenzioso; poi un tafano 1184 IV| gabinetto i pericoli d'una denuncia su tali malversazioni, calcolando 1185 VI| marescialli dei carabinieri con denunzie secrete se non condannava 1186 II| giovane, si rifarebbe del deperimento del marito con qualche amante.~ 1187 I| che andò ella stessa a deporre sul tavolo a muro.~«Raccontatemi 1188 III| parlarle dell'Annetta, che depose la penna.~«Ha già finito 1189 V| Roma solo, come tutti i deputati. Mario le diminuiva nella 1190 VI| per uno scapolo diventava derisoria per un ammogliato, giacché, 1191 IV| fraudolenti nella vendita delle derrate, soprusi nella erogazione 1192 I| di lusso, sminuzzava le descrizioni; era un cicaleccio, un abbarbaglio 1193 IV| larga strada si allungava deserta sotto l'arsione del sole. 1194 III| donne invidiando, gli uomini desiderandola, e i maggiori personaggi 1195 II| come tante volte aveva desiderato, non gli bastava più, perché 1196 V| solo.»~«Tu lo seguirai, lo desideri.»~«lo...»~«Te lo leggo negli 1197 II| gonfiezza del ventre cominciò a designarsi, egli volle invece uscire 1198 VI| ricevuto la sua risposta desolante. La vita di pretore era 1199 II| non è un rimprovero, sarei desolatissimo che la cosa non fosse andata 1200 III| perché la voluttà le si destasse sotto quella sua carne florida 1201 II| una follia, presto o tardi destinata a qualche sciagura delle 1202 III| Era il giovane, l'uomo destinatole dalla natura attraverso 1203 I| svolte.~Il cavallo solo stava desto; grosse chiazze di sudore 1204 IV| rientrò in casa.~ Mario destramente riuscì a sfuggire dal crocchio, 1205 IV| notte. Mario, dopo molto destreggiarsi, riuscì a porsi fra la Giulia 1206 VI| studio; laonde Mario si destreggiava affettando l'indifferenza 1207 II| fortunoso dei processi il destro di aprirsi trionfalmente 1208 VI| d'intorno. Colla mamma si detestavano, accusandosi reciprocamente 1209 I| con forma più eletta, come dettando una memoria. L'altro, costretto 1210 II| flessibile figura n'era tutta deturpata; larghe chiazze le macchiavano 1211 II| scintillanti di rimprovero; lo deviò, ma risospinta più alto 1212 IV| quel fuggevole ritorno alle devozioni di bambina, turbava la calma 1213 V| parve di minaccia, seguitò: «Di' pure. Siccome è l'ultima 1214 V| come siete! Che un uomo vi dia tutto se medesimo, che si 1215 II| disponendosi ad esporre la diagnosi; ma l'altro era già al capezzale 1216 IV| lasciava cullare da quel dialogo, del quale si sentiva lo 1217 III| Invece di mostrarsi come dianzi inquieto e sottomesso, affettò 1218 I| spensieratamente egoista. Ma in quel dibattito, del quale non capiva gran 1219 II| visto Talli? La sua faccia dice più delle sue parole; ella 1220 II| come nutrire la bambina, dicendogli che Giorgi aveva una bella 1221 I| Mario ascoltava sempre, dicendosi che non udiva nulla, e non 1222 VI| Gina avrebbe voluto che le dicesse di andarla a trovare. Quella 1223 II| medico, ma questi aveva dichiarato che tornerebbe; era presto 1224 II| un caldo insoffribile; si dichiarava la febbre, e con essa un 1225 II| invece, rassicurato dalle dichiarazioni del dottore, era tutto ilare.~« 1226 III| studio dell'avvocato, vi dichiaro bene che, se andrò via, 1227 IV| vedendo di non far frutto, dichiarò che sarebbe andata a trovarla 1228 I| mancassero; le carte erano unte.~«Diciamo piano» mormorò la Veronica.~« 1229 IV| misurato lungamente l'abito, difendendolo contro i mutamenti, che 1230 V| trovare in se stesso come difendersi; fuori dello studio non 1231 IV| pensatori, gli argomenti e le difese, che i colpiti avrebbero 1232 IV| I carabinieri ti hanno difeso?»~«Non ce n'è stato bisogno: 1233 II| trionfando dei propri difetti col difetto maggiore di una leggerezza 1234 III| s'accorse nemmeno della differenza fra i trasporti rattenuti 1235 IV| di salire; Mario li cansò difilandosi verso porta S. Biagio, della 1236 I| ferocia delle passioni, che si dilaniano, la gelosia gli mostrava 1237 IV| miserie del paese, veniva dilapidato dagli amministratori, che 1238 VI| loro tenebre cogli occhi dilatati e veggenti, mentre tutte 1239 II| riputazione dello studio si dilatava. Nelle ultime elezioni municipali 1240 III| solitudine amara gli si dilatò improvvisamente nell'anima, 1241 I| gli veniva una sensazione dilettosa. Il cielo abbagliante di 1242 V| imparino.~«Gigina, amore, dillo anche a me!» le aveva domandato 1243 VI| cambiato. Infatti Mario, un po' dimagrato, non aveva più la pelle 1244 III| labbra con un'ultima morente dimanda di grazia negli occhi.~In 1245 III| parla in pubblico, e si dimentica naturalmente appena l'anima 1246 IV| sul quale due naufraghi dimenticano la tempesta donde sono usciti, 1247 I| tanto la Teresa da farle dimenticare quella falsa chiamata.~Finalmente 1248 V| sacrificato tutto, non dovresti dimenticarmi.»~A questo richiamo troppo 1249 I| lunga pezza la strada, la dimenticasse nella sicurezza di una fatica 1250 II| avvocato, che l'aveva quasi dimenticata nel calore di quella spiegazione, 1251 VI| brandelli di romanzi letti e poi dimenticati. Egli non era più nulla. 1252 IV| ridevano, si serravano insieme dimentiche di tutti.~Mario strinse 1253 VI| Bruschi; la gente ne rise, poi dimenticò. Ma quando Mario prese quello 1254 IV| altri consiglieri si erano dimessi, il sindaco solo resisteva 1255 II| legge le permetteva tutte le dimestichezze. Cedendo a Mario non ne 1256 IV| previsto; giunta e consiglio si dimetterebbero provocando la venuta di 1257 IV| dimissione.»~«Benissimo! ci dimetteremo con voi. Se il sindaco vuol 1258 IV| dimissioni. Ciò in paese lo diminuì momentaneamente; a molti 1259 IV| sua piccola figura parve diminuire ancora, tutti i consiglieri 1260 IV| discussioni, giacché nessuno dei dimissionari ardì attaccarlo in consiglio 1261 IV| conte.~«La mia lettera di dimissione.»~«Benissimo! ci dimetteremo 1262 IV| piccolo, sul quale erano dipinti dei fiori: un regalo anche 1263 IV| ritornava a quello specchio dipinto di fiori, tra i quali l' 1264 IV| Poi la gente cominciò a diradarsi per andare a pranzo. Egli 1265 IV| osservò malignamente.~ «Direbbe troppo poco» l'altro rispose, 1266 III| secreta, che lo tormentava, si diresse verso la casa dell'avvocato.~ 1267 IV| Mettetevi fra la folla, me ne direte poi l'impressione.»~Egli, 1268 VI| quando non lo consultava direttamente, ma che gli illuminavano 1269 VI| prostrato; ella lo avrebbe diretto nella campagna contro l' 1270 VI| rimbeccava gli attacchi, dirigendo l'opera dei ruoli del partito, 1271 IV| vide parecchi soprabiti dirigersi verso casa Giglioli, qualche 1272 I| l'avvocato, Mario sedeva dirimpetto alla signora Annetta, sul 1273 IV| bambina.»~«Sei tu che dovevi dirmelo. Che cosa è stato?»~«Nulla, 1274 II| sarebbe ripugnato. Non sapeva dirne il perché, ma le sarebbe 1275 II| malinconia precorritrice dei disastri, una prostrazione inesplicabile, 1276 IV| dolorosa che, profittando della disattenzione di tutti, fuggì. Un gruppo 1277 II| cadde loro sulla coscienza. Discendendo improvvisamente, rapidamente 1278 I| rispondendo al saluto di Mario già disceso, e che si rivolgeva fra 1279 II| studio, mentre l'avvocato discorreva con lui di una pratica importante, 1280 IV| che il Parlamento stava discutendo. Di rimando i radicali pretesero 1281 II| era andato a Firenze per discutere una causa di fallimento 1282 II| l'amante. La causa doveva discutersi sabato, ed erano al lunedì. 1283 VI| scherzò, accettò il sospetto, disdicendolo con malignità vanitosa e 1284 IV| quando non aveva da copiare, disegnava qualche bel carattere stampatello 1285 VI| contando a una a una le proprie disfatte coll'orgoglio malato di 1286 I| Credo che il burro si sarà disfatto nel cassetto, con questo 1287 V| rimanere tutta a lui. Ma, disgustata dalle difficoltà di tale 1288 VI| andasse l'allusione, ma il disgusto e l'incredulità ne furono 1289 II| esattezza laboriosa, colla quale disimpegnava ogni processo. La piccola 1290 II| scommetto che non si è nemmeno disinfettate le mani prima. Tutte così 1291 IV| avvocato mostrava il massimo disinteresse nel raccogliere i frutti 1292 IV| battagliero e scrittore abbastanza disinvolto di articoli, ne assunse 1293 VI| trovare il ridicolo e il disonore contro di lui. Qualcuno 1294 II| la signora Annetta poteva disordinare tutta la sua vita, decise 1295 II| predestinazione di tutti i matrimoni dispari.~Se gli avessero lasciato 1296 IV| gesticolavano al banco della giunta, disparvero; un assessore sfuggì inosservato 1297 III| Naturalmente ciò gli cresceva il dispendio, e gli forniva l'occasione 1298 II| Dio ha torto!»~«Perché disperare?» arrischiò Mario.~«In che 1299 IV| adagio» esclamò con voce disperata, vedendolo avviarsi col 1300 III| della signora Annetta lo disperava. Tutto quello che poteva 1301 IV| vi avevano lavorato, ora dispersi pel mondo.~Quindi si rifugiava 1302 V| mia figlia.» Ella alzò dispettosamente le spalle.~Mario non era 1303 VI| Gina passò una nube.~«Mi dispiace che non ho nulla da offrirvi» 1304 III| imparerà certamente.»~«I dispiaceri s'imparano sempre» aveva 1305 II| improvvisamente raumiliato, disponendosi ad esporre la diagnosi; 1306 IV| momento, mentre egli si disponeva a salutarla, parlava della 1307 II| specialmente per la sua disposizione alla pratica subdola e sottile 1308 II| vecchio Andrea lo doveva disprezzare in tal momento, che l'avvocato, 1309 VI| quella civetteria. Odiava, disprezzava, ingiuriava segretamente 1310 VI| vanitosa e fingendo per lei un disprezzo, che solo in un amante di 1311 II| mentre gli altri muoiono, si disputano ancora sulla precedenza.»~ 1312 IV| tutti i piccoli orgogli disputantisi le cariche cittadine. Laonde 1313 IV| quando si esaltava in qualche disquisizione giuridica. Ella non capiva, 1314 VI| campione e in preda a clamorosi dissensi per sceglierne uno nelle 1315 V| breve, scavavano fra loro il dissidio. Da quella volta, che era 1316 III| allora il gabinetto. Mario, dissimulando a stento il dispetto, appoggiò 1317 II| languore dell'Annetta si dissipò presto. Invece vi successe 1318 II| turgide, sulle quali si distinguevano sottili vene azzurrognole; 1319 VI| bella aveva un'aria più distinta e una più fine educazione. 1320 I| Annetta ...» ripeté Mario più distintamente.~Ella titubò, poi facendogli 1321 IV| silenzio intelligente e quella distinzione aristocratica, che a certe 1322 VI| accompagnati. Ella aveva tutte le distinzioni di una dama, senza il più 1323 IV| quella fanciullezza, che lo distraeva dal guardare innanzi, riempiendogli 1324 III| gli pareva che ella fosse distratta e il cuore le seguitasse 1325 I| labbra, guardando il marito distrattamente.~Questi andava chiudendo 1326 I| brontolava. A poco a poco quella distrazione s'impadronì anche dell'avvocato, 1327 IV| ricevuto tutte le copie per distribuirle all'indomani del primo attacco. 1328 VI| quella famiglia, e poteva distruggerla con una sola parola, perché 1329 I| sconosciuta, e che adesso distruggeva tutte le foglie della vite, 1330 II| passione, ove le vite si distruggono alla fiamma di un altro 1331 V| assenza di sei mesi avrebbe distrutto in lei tutta la sua influenza.~ 1332 VI| sarebbe stato per lui la distruzione anche del passato; non avrebbe 1333 II| osservava.~«Bisogna non disturbarla ora: torno dentro a mandar 1334 II| importante, ma invece di disturbarli, secondo il solito, si mise 1335 VI| bruschi mutamenti.~«Perché dite forse? La signora Annetta 1336 IV| godeva ancora di quella dittatura inoffensiva, che talvolta 1337 IV| attorno. Presto la lite divampò fra i due giornali, e ne 1338 VI| un angolo di salotto, coi divani rossi ricoperti da larghi 1339 IV| tremanti, ma i minuti gli divenivano ore in quell'orgasmo. Finalmente 1340 VI| illuminare la sbarra.~I minuti divennero eterni. Egli non poteva 1341 III| morbida degli uomini, che diventando padri sul tardi vi portano 1342 V| e difficilmente potrebbe diventarlo, così da lasciare un patrimonio 1343 II| resistenza sarebbe stata inutile; diventarono seri. Qualche cosa di greve, 1344 IV| della razza. Che l'avvocato diventasse sindaco, e s'arricchisse 1345 I| era scomparso, sui colli diventati quasi più bassi non si discerneva 1346 III| compromettente. Diceva che forse diventerebbe possibile dopo la causa 1347 II| gelosia non può esercitarsi diversamente, e le passioni vanno sempre 1348 VI| il solito, aveva ricusato diverse partite di piacere. La sua 1349 IV| ritornò sul matrimonio, divertendosi a provargli che non le importava 1350 II| egli non era per lei che un divertimento accettato a caso, perché 1351 IV| quello dell'avvocato, per divertire la Giulia, unica loro figlia, 1352 IV| Questo mese d'ottobre ci divertiremo nei paretai» intervenne 1353 II| sul petto.~Ella, che si divertiva di quei trasporti senza 1354 IV| Ella li amava entrambi, dividendosi fra essi colla incosciente 1355 III| ad intagli, non si poteva dividere, e per sostituirlo con due 1356 I| piombare su quel letto, e dividerli. Era una ossessione, che 1357 IV| solo, meno ancora per non dividerne il lucro che per orgoglio 1358 III| dagli altri.»~«Ma se io la divido pienamente» replicò Mario, 1359 V| medesima nell'onnipotenza divina della donna, che può tutto 1360 VI| dei ruoli del partito, la divisione dei più pugnaci elettori 1361 II| dolorose ristrettezze, aveva diviso la vita d'Università col 1362 IV| da necessità rinascenti, divorando la propria sconfitta in 1363 V| incominciò «no, siedi, dobbiamo parlare.»~Ella titubò.~« 1364 V| così facilmente. Fu una doccia di acqua gelata sulla fantasia 1365 IV| aiutasse nello spoglio dei documenti, coi quali intendeva corredare 1366 V| ipocrisia dei discorsi.~Le doglianze e i ripicchi ricominciarono. 1367 II| invulnerabile frammezzo ai dolori, che riempiono la vita e 1368 II| tempo lasciando la vedova in dolorose ristrettezze, aveva diviso 1369 V| dei vostri impicci legali; domandaglielo tu.» «A me non conviene.» 1370 I| vorrà per guadagnarli?»~«Domandalo al signor Mario.»~Questi 1371 VI| biblioteca, ma non oserebbe mai domandarglieli. Si fermò dinanzi allo studio; 1372 VI| aveva dovuto finire col domandarglielo, ma egli medesimo si trovava 1373 IV| ingiurie.»~«Dov'è la cartadomandarono cinque o sei voci.~«Mario,» 1374 V| dillo anche a me!» le aveva domandato Mario colle labbra tremanti, 1375 III| rispose seccamente.~ «Non le domandavo questo; naturalmente lei 1376 IV| campagna.~«Non lo so, lo domandi alla mamma.»~«Sino ai Santi» 1377 II| saperla adempiere. Certo ti domando una cosa talmente naturale, 1378 IV| gran folla sul prato di S. Domenico, ove si estraevano le solite 1379 III| inevitabile intimità della vita domestica, la poca e superficiale 1380 II| insignificanza delle abitudini domestiche, senza nessun alimento sostanzioso 1381 II| varcavano i limiti della domestichezza. Poi si guardavano entrambi, 1382 V| vi sono che i babbi e i domestici che possono farlo.»~La signora 1383 VI| il più piccolo imbarazzo, dominando la confusione, che gli indovinava 1384 II| troppo commosso per potersi dominare, si era chiuso nel gabinetto 1385 IV| forza sessuale nella vita dominata da leggi ben più profonde, 1386 IV| Nonostante la gelosia, si sentiva dominato da quell'uomo, che stava 1387 IV| Amleto concentra tutto il dominio che un'anima può avere nel 1388 IV| dimenticano la tempesta donde sono usciti, e la morte 1389 I| chiuderlo, cedendo il corpo al dondolamento del carrettino, come nella 1390 IV| provocantemente; la sua testa, dondolante come un gran fiore, esalava 1391 III| così» concluse con abilità donnesca, trasformandosi da accusata 1392 III| banda, perché il suo istinto donnesco l'avvertiva che stava 1393 II| autorità della levatrice, una donnetta magra e nera, vestita a 1394 IV| cara?»~«Perché no?»~«Le donnine come te non debbono sporcarsi 1395 II| mostrare bambinescamente il dono a Mario. Egli impallidì; 1396 I| giovani. Le parole avevano dei doppi sensi, e il sorriso le commentava, 1397 IV| filtravano minimi raggi, che la doppia tenda intercettava colorandosi 1398 V| capitale. Egli invece l'amava doppiamente in quell'angoscia di perderla 1399 I| leggermente come una nebbia dorata. La sua posa era di una 1400 IV| Aspetta, torno a vedere.»~«Dorme» disse rientrando. «Giurami 1401 I| Veronica; tanto, noi tre, non dormiamo ... Crede lei che dormiranno?» 1402 I| dormiamo ... Crede lei che dormirannoesclamò sopra altro tono 1403 II| Adesso via tutti: lei vada a dormire, se può. Qui resto io solo. 1404 I| meglio; diceva di aver sempre dormito durante il viaggio, tanto 1405 II| poco si era assopito in una dormiveglia affannosa.~Poi si destò. 1406 I| Mario, abbandonato sull'alto dossale, cogli abiti scottanti e 1407 IV| lucro che per orgoglio di dotare, e senza aiuto d'altri, 1408 II| volle essere visitata dal dottor Talli, il giovane primario 1409 IV| materia o assimilarsi altre dottrine, che un giorno potessero 1410 | Dov' 1411 VI| saprà salata quella dote, dovendo andare a vivere in casa 1412 V| adducendo la necessità di dover vivere colla professione, 1413 IV| seccheranno troppo. Il mio dovere l'ho già fatto; adesso tocca 1414 III| fondo era contenta di non doverla allattare. Ciò le avrebbe 1415 V| Veronica, e tutte e due dovettero penare un bel pezzo per 1416 IV| una bambina.»~«Sei tu che dovevi dirmelo. Che cosa è stato?»~« 1417 V| quella donna, il giorno che dovrai dirlo per vendicarti.»~« 1418 VI| durar molto, perché non dovrebbero nemmeno accadere: ma quando 1419 IV| negli occhi.~«Lo vedi bene, dovrei essere da lei a pranzo in 1420 V| dunque capace di seguirla dovunque, dando alla propria vita 1421 II| più piccola apprensione drammatica.~ Mario aveva finito col 1422 I| cavallo.~La strada, larga e dritta, in quell'incendio di sole 1423 I| invisibile pioggia di aghi dritti e continui, che foravano 1424 II| partita, invece di andare dritto a casa, rifece due volte 1425 III| esile figura della Gina si drizzava dinanzi alla scrivania con 1426 II| nel medesimo sentimento dubbioso, e dopo s'accorgevano di 1427 I| rispose Mario freddamente.~«Ne dubitate?»~Ma l'avvocato, rientrando 1428 V| Marco ed Andrea, ma nessuno dubitava della riuscita.~«Io andrò 1429 IV| pratica di studio.~«Non dubiti» rispose Mario, rivolgendosi 1430 VI| discussioni diventavano duelli. Una neutralità come quella 1431 | durante 1432 VI| certe cose non debbono durar molto, perché non dovrebbero 1433 II| che vi capitò, non seppe durarvi per la sbrigliatezza dei 1434 II| nostri vizi, le nostre virtù dureranno in altri, dopo che saremo 1435 I| quadratura del viso e la durezza della fronte rivelavano 1436 VI| entusiasmo, furono anche più duri. Il foro della città, trionfante 1437 | Ebbene 1438 II| nella sua gelosia, quell'ebbrezza di tirannia proprietaria, 1439 III| atterrita, con un principio di ebbrietà sensuale.~«Mio Dio, ma come 1440 IV| fondazione di un giornale ebdomadario per combattere quello, che 1441 II| sorridere. Ma più di questa eccellenza professionale, che il lungo 1442 V| minacciando di commettere qualche eccesso, se scoprisse qualche tradimento 1443 IV| ridendo in quel reciproco eccitamento come di una sfida indiretta, 1444 III| della amabilità giovanile, eccitando le rivolte del suo orgoglio. 1445 IV| avvocato sembrava divertirsi ad eccitarli colla propria calma.~Poi 1446 III| sana; bisognava che egli l'eccitasse colla provocazione dei propri 1447 II| prese a civettare con lui, eccitata da un solletico di rappresaglia, 1448 | Eccomi 1449 | eccoti 1450 III| nell'anima, spegnendovi l'eco di tutte le voci, che vi 1451 II| pel resoconto delle cucine economiche; la contessa Letizia aveva 1452 III| in vista di un avvenire economico, ella si sentiva lesa dal 1453 IV| serie di mandati falsi fra l'economo e il cassiere. Il caso era 1454 II| Gli pareva che tutto l'edificio della vita, così faticosamente 1455 IV| sapere altre cose. L'unico editore della città aveva già messo 1456 IV| ed insignificante delle educande. Era piccola e mingherlina, 1457 VI| sopportabile. Ma questa effervescenza gli sbolliva presto nel 1458 I| ultima moda, calcolando sull'effetto di tale piccola eleganza 1459 IV| repubblicani trascinava ad una effimera alleanza coi fautori della 1460 IV| beneficio delle proprie effimere sentimentalità. L'adulterio 1461 V| primi soffi di primavera effonde nell'aria i germi di tutte 1462 I| donnina così spensieratamente egoista. Ma in quel dibattito, del 1463 III| suoi consigli, freddamente egoistici, di troncare quella relazione 1464 IV| nuovi contratti, e nell'elargizione ai poveri, veniva con fine 1465 VI| con un velo sulla testa elegantemente rialzato agli orecchi da 1466 V| posso già impedire che lo eleggano deputato, e che vada a Roma. 1467 V| rapina, e muore alla prima elemosina. Ella non poteva abbandonarlo, 1468 IV| soprusi nella erogazione delle elemosine, e finalmente tutta una 1469 I| parlava adagio, con forma più eletta, come dettando una memoria. 1470 III| naturalmente appena l'anima si eleva un istante nell'orgoglio 1471 IV| radicali sconfitti nell'ultima elezione di Pagnano, un comune vicino. 1472 IV| difficoltà consisteva nell'eliminare dalla deputazione delle 1473 IV| sino quasi nel mezzo dell' emiciclo. Quindi si volse al sindaco, 1474 I| sembrava di primo tempo un empiastro. Nullameno la fronte alta 1475 II| impassibilità. Davanti alla sua enigmatica figura Mario restava sovente 1476 IV| Salutò Mario col suo sorriso enigmatico.~Il pranzo riuscì male. 1477 IV| alla Gina, ma senza quell'enimma del suo silenzio intelligente 1478 II| Solamente colla paternità l'uomo entra nel possesso pieno della 1479 | entrambe 1480 II| L'avvocato avrebbe voluto entrarle nella camera, ma la signora 1481 II| seduta sui cuscini. Quando entrarono i due uomini, fece atto 1482 VI| aperto dinanzi nel caso che entrasse il vecchio Andrea; ma non 1483 III| Dacché la signora Annetta era entrata in convalescenza, non aveva 1484 IV| collo piangendo. Tutti erano entrati, l'anticamera ne pareva 1485 II| signora Orsola lo fermò:~ «Non entri, creda a me: la signora 1486 II| noi, dopo tutto prosegue; entriamo noi stessi nell'infinito 1487 VI| sulla madre. Le bizze, gli equivoci avrebbero finito col cessare, 1488 | Eravamo 1489 | eravate 1490 I| un grosso podere, l'unica eredità lasciata all'avvocato dal 1491 IV| delle derrate, soprusi nella erogazione delle elemosine, e finalmente 1492 II| frasi di quel discorso, esagerando nei gesti, ma ridendo di 1493 VI| deputato qualche vantaggio esageravano il proprio entusiasmo, furono 1494 II| vanità aveva trovato modo di esaltarsi ancora in quel sentirsi 1495 II| generale. La signora Annetta, esaltata da questo nuovo fantasma 1496 IV| dall'aria signorile, tuttora esaltato.~«I carabinieri ti hanno 1497 IV| intellettuale, come quando si esaltava in qualche disquisizione 1498 II| Mario, per impedirgli nell'esaltazione di quella morte imminente 1499 VI| giuridico un annunzio di esami al posto di pretore, si 1500 VI| come una signora in visita, esaminando lo scrittoio con una impertinenza 1501 V| ella ribatté al colmo dell'esasperazione.~«Sei tu che mi fai diventar 1502 IV| invece non studiava mai, esaurendo al più presto e superficialmente 1503 II| ove la maggior parte si esauriscono; ma avrebbe voluto soprattutto 1504 V| sentiva stanca. Mario invece, esaurito da quel primo sforzo, e 1505 IV| teneva la corrispondenza, esauriva le pratiche di tribunale, 1506 IV| appena come un cane che esca dall'acqua, per ridirgli


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