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Alfredo Oriani Gelosia Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
grassetto = Testo principale Cap. grigio = Testo di commento
1507 III| poltrona, e che non osava escire di casa, all'aria libera, 1508 II| prima volta che l'avvocato escirebbe per ragioni di studio.~A 1509 V| Improvvisamente tornò a piangere esclamando:~«Non mi hai mai voluto 1510 II| Salva, salva!»~«Che!» esclamarono ad una voce l'avvocato e 1511 I| Teresa si lasciò scappare una esclamazione sguaiata.~Mario ascoltava 1512 IV| quale la signora Annetta lo escludeva. E si mostrava a volta a 1513 V| dimenticando così che l'amore vive esclusivamente di rapina, e muore alla 1514 II| fiamma di un altro sole, o n'escono così temprate che nulla 1515 IV| nuove piaghe, testamenti non eseguiti, poderi affittati dei quali 1516 II| irresistibile di una passione. Gli esempi quotidiani della vita non 1517 VI| che essere ingannati. Per esempio scoprire che l'amante vi 1518 II| serio, la signora è un bel esemplare di donna.»~«Ecco...» fece 1519 IV| ambiente spirituale, ove esercitare le forze accumulate pazientemente 1520 II| perché la gelosia non può esercitarsi diversamente, e le passioni 1521 V| diventava ogni giorno più esigente con lei!~Una domenica, nel 1522 II| Giorgi non parlava. Talli esigeva l'imbottimento di ghiaccio 1523 III| offenderla.~La piccola ed esile figura della Gina si drizzava 1524 V| quella festa delle loro due esistenze era l'opera di un altro 1525 III| nello studio.»~L’altra parve esitare.~«Lo voglio.»~Bevve ancora 1526 IV| in cuore l'orgoglio dell'esordio, col quale aveva incominciato 1527 V| di mercato a rivederla, espandendosi in tenerezze per cavarne 1528 III| rendevano impossibile ogni altra espansione~Poi v'erano altre difficoltà 1529 III| volesse tentare su lui un esperimento. Invece tutto andò anche 1530 V| complimenti, che erano come l'espiazione della sua colpa.~Tutto era 1531 IV| preferenze, e nell'urto con altre esplode senza che l'anima quasi 1532 IV| piuttosto che affrontare una esplosione della coscienza nazionale.~ 1533 II| raumiliato, disponendosi ad esporre la diagnosi; ma l'altro 1534 III| piccolo bicchiere di punch, espose all'avvocato il dubbio giuridico, 1535 IV| limpido e conciso nelle esposizioni, terribile per la densità 1536 IV| come lo spirito umano ed espressa con ogni varietà di accenti 1537 | esser 1538 IV| stata felice prima, potrebbe esserlo dopo quell'amore, giacché 1539 V| posizione, avere uno studio, ed essermi magari vantato di te: un 1540 | esserne 1541 | esservi 1542 I| ove il fieno falciato si essiccava vaporando i più dolci profumi, 1543 II| si era mai perduta in un'estasi di adorazione, ella non 1544 II| improvvisa veemenza dell'estate in quel vespro invernale, 1545 IV| prato di S. Domenico, ove si estraevano le solite cinque doti per 1546 II| gabinetto verde, come un estraneo.~ ~ ~ ~ 1547 II| diventava terribile.~Talli estrasse il termometro; segnava quaranta 1548 II| decise di non spingere agli estremi quella corte, mentre ella 1549 II| non intorbidare la gioia esuberante della signora Annetta, per 1550 VI| sbarra.~I minuti divennero eterni. Egli non poteva vedere 1551 V| lui, Mario, non era che l'eterno contrabbandiere, vagante 1552 III| sarebbe dovuto rompere l'euritmia cogli altri mobili. Era 1553 VI| aritmetici su patrimoni eventuali, scioglieva sciarade, o 1554 I| Veronica, e Annetta l'avrebbe evitato; poi temeva di tradirsi, 1555 V| capitano e da quelle che evitiamo, Mario per qualche mese 1556 IV| trionfi maggiori. Invano evocando i ricordi delle ore, nelle 1557 IV| dell'accento, col quale evocava i ricordi del passato; finalmente, 1558 I| quella fantasmagoria di evocazioni, si abbandonava ridendo 1559 I| distintamente.~Ella titubò, poi facendogli un cenno intraducibile, 1560 | facendole 1561 | facessero 1562 II| il marito con grossolana facezia, indovinando in lei tutto 1563 VI| legno, s'intravedeva qualche fagotto; poi altre camere meno tristi, 1564 I| dai prati, ove il fieno falciato si essiccava vaporando i 1565 I| dello strame sfuggito alla falciatura, parevano immense pezze 1566 I| altra domenica! ... E le Falconi? La Ghita, sempre con quel 1567 II| fraudolenza di proprietari falliti e insidie di legulei avevano 1568 I| farle dimenticare quella falsa chiamata.~Finalmente partirono 1569 IV| tutta una serie di mandati falsi fra l'economo e il cassiere. 1570 IV| ogni giorno più sotto la fama crescente dell'avvocato, 1571 III| lezione, che per essere famigliare diventava anche più bella. 1572 IV| e a poco a poco Mario si famigliarizzò coll'idea di quel matrimonio. 1573 III| finalmente so che cosa sia questo famoso amore materno.»~E uscì di 1574 VI| presso alla vaschetta del fanale, le facevano un'aureola 1575 VI| conoscesse secreti. Ammiratori fanatici dell'avvocato gli dicevano 1576 III| scusandosene come di una fanciullaggine, che lo prendeva certe volte 1577 III| capisci?»~Ella ebbe un sorriso fanciullesco.~«Ma lui è mio marito.»~ 1578 IV| passione, deliziarsi di quella fanciullezza, che lo distraeva dal guardare 1579 III| delle case le donne e i fanciulli ridevano cianciando, allegri 1580 II| accontentarla in tutte le fantasie. L'antico appartamento s' 1581 I| cicaleccio e di tutta quella fantasmagoria di evocazioni, si abbandonava 1582 VI| potuto sospettare della sua fantasticheria nello scorgerlo fermo sotto 1583 VI| smarrito in una delle solite fantasticherie senza senso e senza memoria.~ 1584 II| trasformava in un pallore fantastico, cogli occhi senza sguardo 1585 | faranno 1586 | farci 1587 I| tre sopra un carrettino faremmo ridere.»~ L'avvocato sorrise 1588 II| consiglio, non prendete moglie; fareste due infelici.»~«Certo,» 1589 IV| compresa. La sua natura di farfalla le impediva di posarsi a 1590 VI| Ma sono anche capaci di fargliene una» rispose piccata.~«Chiacchiere! 1591 IV| Mario sentiva la coscienza farglisi sempre più torbida. Non 1592 II| Veronica, cerca Giorgi alla farmacia del Redentore: è sempre 1593 II| deputazione.~Nei caffè, nelle farmacie, da per tutto non si parlava 1594 III| senza che ci sia bisogno di farmelo pesare addosso.»~Mario invece 1595 V| interrompeva il lavoro per farsela portare nello studio, e 1596 II| loro; s'incaricava lei di farvelo costringere dall'avvocato. 1597 IV| alla villa o al modo di farvisi invitare; ma ogni volta 1598 II| ricamavano delle cuffie o delle fascette per la nascitura. Era deciso 1599 II| silenzio; sugli scaffali i fascicoli, colle copertine colorate 1600 I| nell'attrazione di altri fascini.~Guardò l'orologio; non 1601 | fatemi 1602 I| scricchiolìo del letto, il soffio faticoso di una forte respirazione; 1603 V| secreta, l'attribuiva alla sua fatua vanità di bel giovane. E 1604 VI| melanconica, temprando la fatuità della sua bellezza, gli 1605 VI| Non era più il bel giovane fatuo di una volta; pareva invecchiato 1606 IV| una effimera alleanza coi fautori della monarchia, sbraveggiavano 1607 VI| pungenti; avrebbe voluto favorire i radicali, e non osava 1608 I| avvocato, rientrando nel tema favorito di quella causa, si rimise 1609 II| ella ribatté.~L'altro si fe' scuro.~«Sì, sì, lo sento» 1610 II| pettegole; poi vengono le febbri infettive.»~ Era nervoso. 1611 II| altro. Apparvero alcune febbriciattole, che la tennero a letto 1612 V| spogliandola colle mani febbrili, e interrompendosi per tuffare 1613 | fecero 1614 III| dinanzi al maschio, che l'ha fecondata.~«Quest'altra volta, signora 1615 V| aria i germi di tutte le fecondità.~Quindi la signora Annetta 1616 III| inventava, finendo in buona fede col credere al proprio racconto 1617 VI| si fosse potuta mantenere fedele; allora le teoriche pessimiste 1618 V| dopo che mi hai giurato fedeltà, colla bambina che ci unisce. 1619 II| tutta rossa tra le grandi fedine bianche, era diventata quasi 1620 V| stesso unirsi al corso delle felicitazioni, e pronunciare talvolta 1621 I| rosse, perdeva della propria femminilità con quei baffetti, tirati 1622 VI| frasi ambigue, tentò di ferire l'avvocato nell'onore di 1623 II| e quel sorriso lo aveva ferito.~Mario, ingannato dalla 1624 II| singhiozzando, ma invece di fermarsi a guardare la balia, seduta 1625 III| per strada!»~«Sì, ma non fermarti con lui.»~Nonpertanto, rianimandosi, 1626 VI| erano in tuba.~Egli si era fermato guardando intensamente.~ 1627 II| il marito non c'era, si fermava in piedi dinanzi a Mario; 1628 I| trovasse nulla a ridire. Colla ferocia delle passioni, che si dilaniano, 1629 I| oscillava con un suono di ferraglia, interrotto a quando a quando 1630 VI| appoggiata con una mano bianca al ferro della rete rigonfia di valigie; 1631 III| primi giorni di devozione fervente. Ella l'aveva sorpresa una 1632 IV| da lui aspettavano i più ferventi ammiratori.~Quindi suggerì 1633 II| fatto senza sforzo sotto le festanti civetterie della moglie, 1634 V| fu più assidua al teatro, festeggiata, affollata di visite, dacché 1635 I| molto alte e i filari a festoni piantati lungo di esse, 1636 IV| donna.~La campagna, verde e festosa, era ancora avvolta nei 1637 IV| tentennerebbe per quella fiacca politica dell'acconciarsi 1638 III| doveva salire sul primo fiacchero.~Egli non si era ancora 1639 IV| morte, che le donne nella fiacchezza della loro fibra provano 1640 I| le si rivolse cogli occhi fiammeggianti e la bocca contratta da 1641 VI| tettoia della stazione i lumi fiammeggiavano, dandole quasi un'apparenza 1642 VI| che lo sopraffece. I suoi fiaschi furono commentati; finalmente 1643 IV| nella fiacchezza della loro fibra provano così facilmente, 1644 VI| amato da entrambe; ma si era fidato sulla forza della passione 1645 III| Veronica e la Gina non si fidava, era che una grande debolezza 1646 II| del vecchio Giorgi non mi fido.»~«Perché Talli? Aspetti, 1647 I| riarse, dai prati, ove il fieno falciato si essiccava vaporando 1648 IV| nominare al loro posto alcuni figuranti, suoi ammiratori da tempo, 1649 VI| misteriosa con tutte quelle figure, che passavano e ripassavano 1650 IV| andata a trovarla da sé.~ «Si figuri, sarà un piacere per la 1651 IV| sempre nel silenzio. La sua figurina pareva inchiodata sulla 1652 II| circostanza fortunata, la fila dei clienti non s'interruppe 1653 II| vecchio noce; sei grandi file di libri rilegati, coi titoli 1654 II| un po' rimessi, concluse filosoficamente scrollandosi dentro l'antico 1655 I| nella pace di quella luce filtrante dai vetri sudici delle lunette 1656 II| destò. La luce del mattino filtrava chiara fra le imposte; spalancò 1657 IV| e fresca; dalle griglie filtravano minimi raggi, che la doppia 1658 VI| pertanto qualche cosa ne filtrò.~Un foglietto anonimo, con 1659 II| nella inanità del risultato finale, perché ella era istintivamente 1660 I| inconvenienti per le proprie finanze. Ora non aveva arredato 1661 IV| tutta piena di numeri entro finche segnate colla matita rossa, 1662 III| particolari, inventava, finendo in buona fede col credere 1663 VI| finché balenò un primo finestrino illuminato.~Mario ebbe come 1664 VI| con malignità vanitosa e fingendo per lei un disprezzo, che 1665 I| fatica automatica. I suoi finimenti sotto quel polverio diventavano 1666 II| come di una bambineria, che finirebbe collo stancarla, mentre 1667 VI| giacché al mondo tutto finisce col passare. Infatti, arrischiandosi 1668 II| per lui.~Ella insisteva.~ «Finitela dunque: mi credete uno sciocco? 1669 IV| ornato di una rama di fiori finti le ombrava la faccia cerea.~ 1670 VI| teoriche pessimiste sulla donna fioccavano, si cercava, si voleva trovare 1671 I| abito di percalle turchino a fiorami di un colore più pallido, 1672 I| bianco, a larga orlatura fiorata, cercando di non scomporsi 1673 II| cosa dormiva sotto la sua fiorente gioventù, una bramosia di 1674 III| primavera.~ Infatti col fiorire dei mandorli, in quell'aria 1675 IV| stesso qualche articolo senza firmarlo, ma vantandosene poi in 1676 IV| ciecamente alla sua parola, e firmata qualunque relazione senza 1677 IV| radicali, è possibile che fischino.»~«Lo facessero!» ribatté 1678 V| soprassalto; poi lo guardò fissamente:~«Tu credi di riconquistare 1679 IV| seguitò scherzando, ma fissandolo negli occhi.~«Lo vedi bene, 1680 IV| orgasmo.~Allora si mise a fissarla. Sotto il peso de' suoi 1681 II| seguire un ragionamento, fissarsi in una immagine.~Ma una 1682 IV| tutti i consiglieri lo fissavano sospesi, palpitanti, per 1683 II| le rimanevano come in una fissazione di preghiera, mentre la 1684 II| le si contraeva sotto le fitte acute dei primi spasimi.~ 1685 VI| scriveva una citazione per un fitto non pagato; se ne ricordava 1686 II| impetuosa e larga come un gran fiume.~Poi lo scrivano chiese 1687 II| Che odore!» disse Mario, fiutandole l'aria al disopra della 1688 V| stessa opinione. Mario si fiutava intorno tutte quelle ostilità 1689 II| come uno scolaro colto in flagrante, e la signora Annetta scappò 1690 II| Infatti la sua bella e flessibile figura n'era tutta deturpata; 1691 IV| col berretto in testa e il fodero della sciabola nella mano 1692 I| dal secreto di tutto quel fogliame, ove gli uccelli nascondevano 1693 VI| di velleità pullulavano foglietti, le idee si sgretolavano 1694 VI| qualche cosa ne filtrò.~Un foglietto anonimo, con frasi ambigue, 1695 III| si vestivano delle prime foglioline, i mandorli bianchi di fiori 1696 III| inquietante, quelle; e una folta capigliatura castagna, piena 1697 IV| del partito moderato la fondazione di un giornale ebdomadario 1698 VI| ancora aperta verso i bassi fondi della magistratura.~Egli 1699 IV| lasciando nella coscienza una fondiglia, che degenerava col tempo 1700 IV| dubbio atroce e sottile forava improvvisamente queste bolle 1701 I| aghi dritti e continui, che foravano la pelle. Ma quell'azzurro, 1702 I| mentre l'avvocato colla forchetta brandita faceva qualche 1703 IV| dalla camera cosiddetta dei forestieri.~ «Ho bisogno di parlarvi.»~ « 1704 VI| vergognosamente il cappello come un forestiero sgarbato, che se ne fosse 1705 V| leggermente ironica di volerla formare per Roma. Quei primi contatti 1706 IV| vestire la signora.~La strada formicolava di gente lieta sotto il 1707 IV| cinquant'anni.~Mario dovette fornire particolari sulla loro intimità, 1708 III| cresceva il dispendio, e gli forniva l'occasione di scemarle 1709 IV| che un incontro fortuito, fors'anco prestabilito dalla 1710 II| tornava a singhiozzare più fortemente, quasi per reagire contro 1711 III| inespugnabile come una fortezza, nella quale non era ancora 1712 IV| dalla speranza del potere, e forti del consenso momentaneo 1713 IV| era quindi che un incontro fortuito, fors'anco prestabilito 1714 II| contrariarlo in quella circostanza fortunata, la fila dei clienti non 1715 III| dalla moglie dell'esattore. Fortunatamente la Veronica, di mente ottusa 1716 V| sente del pari offeso dalle fortune che ci capitano e da quelle 1717 II| potuto offrirgli col più fortunoso dei processi il destro di 1718 IV| Giulia e la signora Annetta forzandole a parlare, ma la ragazza, 1719 IV| le sue mani dal collo per forzarla a ricomporsi dinanzi a tutta 1720 IV| ostinarsi a torto, poté forzarli a dare le dimissioni. Ciò 1721 I| egualmente chiari, s'accendevano fosforescenze rapide quanto un baleno, 1722 | foste 1723 II| lietamente invulnerabile frammezzo ai dolori, che riempiono 1724 II| un giorno, un'ora e tutto frana; non si può più lottare, 1725 IV| ingrossava; l'avvocato ebbe una franca risata, poi scorgendola 1726 III| nella città per la rude franchezza dei modi. L'avvocato ne 1727 II| scollatura riparata da un'altra frappa già fuori di moda. Lo spaccato 1728 IV| giornate di primavera.~Il frastuono, l'onda turbolenta della 1729 IV| ancora incominciate, accordi fraudolenti nella vendita delle derrate, 1730 II| l'intrigo delle liti, che fraudolenza di proprietari falliti e 1731 III| i giuochi pazzerelli, ma freddi della mamma.~Tuttavia quando 1732 I| avvocato; però si sentiva fremere nella sua voce il dispetto. 1733 VI| poche righe, dentro le quali fremevano rimpianti inconsolabili, 1734 I| aprisse gli occhi. Mario frenava l'anelito, che gli cresceva 1735 V| la figlia. Tutte quelle frenetiche voluttà non bastavano a 1736 III| per quella...»~Mario le frenò con un gesto violento l' 1737 II| interessava alla beneficenza, frequentava il teatro nell'unica stagione 1738 III| Mario cominciò a mangiare frequentemente all'albergo, con un gruppo 1739 I| larghe e le gambe dritte. La freschezza del suo volto, illuminato 1740 IV| brina dei suoi fiori più freschi. Saltellava, si abbandonava 1741 III| bello, e soprattutto più fresco; quindi con un sorriso insolente 1742 II| ne provava un solletico frizzante di compiacenze vanitose; 1743 VI| degli abiti gli attirò nuovi frizzi.~Gelli aveva sposato la 1744 VI| aveva creduto vinto col frodargli la moglie, e che ora lo 1745 III| potuto penetrare nemmeno di frodo, diventava la prigione del 1746 I| cicale, nascoste fra le fronde, seguitava a cantare con 1747 VI| dalla città venivano a frotte. Mario passò dall'altro 1748 I| Mario sollecitava colla frusta il grasso cavallo.~La strada, 1749 IV| finalmente, vedendo di non far frutto, dichiarò che sarebbe andata 1750 II| della quale si pentiva fugacemente senza averne la coscienza 1751 VI| stata di rapire la Gigina, fuggendo in America. Egli se ne faceva 1752 VI| apparivano aspetti di camere fuggenti, alcune vuote e povere nella 1753 IV| Nessun rimorso, dopo quel fuggevole ritorno alle devozioni di 1754 II| penetrare che una sola volta, fuggevolmente, in quella camera; ma l' 1755 V| l'avvocato va a Roma, tu fuggirai con me.»~La proposta era 1756 VI| entrato nella magistratura per fuggire dalla città dopo una delusione 1757 VI| erano cadute.~Invece egli fuggiva incontrando la Gina.~Ma 1758 V| sgabello, come una statua fulgente nella soavità incolore del 1759 II| tre linee.~Era una febbre fulminea, spaventevole. I due medici 1760 I| intorno, l'avvocato finiva di fumare l'ultima pipa, sdraiato 1761 I| stamane avete un abito nuovo. Fumate dunque; volete bere?»~Ricominciarono 1762 VI| anonimi, pullulanti come una fungaia sopra il campo di battaglia 1763 I| scendevano già per andare alla funzione dei vespri, vestite a festa, 1764 II| dall'avvocato. Era diventata furba; infatti vi riuscì. Mario, 1765 V| così alto sopra di lei, col furore di un’imprecazione sul viso 1766 III| pericolo di un convegno furtivo, perché la voluttà le si 1767 VI| elettorali, onde impedire il furto delle schede. Fra quella 1768 IV| senza che fra tanti nomi di futuri consiglieri comunali si 1769 IV| l'avvocato era il sindaco futuro. Ma troppo abile per mostrarsi 1770 II| d'oro, rilucevano quasi gaiamente, malgrado la gravità del 1771 I| obbiezione per intorbidare le gaie speranze di quella donnina 1772 IV| a riprendere la propria gaiezza.~«Ah!» esclamò vedendo finalmente 1773 II| questi disse con accento gaio, dopo aver stretta la mano 1774 I| donna non è più giovane.»~ «Galba è ancor lontano!» intervenne 1775 I| lussureggiava. Le stoppie coi gambi qua e là schiacciati, dello 1776 VI| bioccolo sventolante da un ganghero, che nella leggerezza del 1777 II| Sì, ora credo di poter garantire, ma lasciatemi andare. Addio, 1778 II| rifece due volte il corso Garibaldi, e vide la finestra del 1779 III| luce rossastra dei becchi a gas, mentre tutti la guardavano, 1780 IV| gelosi miagolano tutti come i gatti.»~Una mattina Mario incontrò 1781 V| Fu una doccia di acqua gelata sulla fantasia già accesa 1782 IV| amarezza gli stillava a gocce gelide sul cuore. Egli non era 1783 II| più bruna in quel chiarore gelido, sotto il cielo grigio di 1784 VI| allusioni maligne, certamente gelose, colle quali lo pungeva 1785 I| un aroma amaro, mentre i gelsi, sfogliati da poco, sorgevano 1786 III| sostituirlo con due letti gemelli si sarebbe dovuto rompere 1787 II| dottore!» mormorò una volta gemendo, e come riconoscendolo solo 1788 II| notte la puerpera tornò a gemere lagnandosi di un caldo insoffribile; 1789 II| Orsolina, ritta come un gendarme alla porta del gabinetto, 1790 V| dall'Annetta.~Alle elezioni generali l'avvocato, malgrado le 1791 III| egli non avrebbe mai potuto generarla.~Quest'orgoglio gli crebbe 1792 IV| sarebbero contenti di averti per genero, perché vogliono nobilitarsi; 1793 I| non saper giuocare, pagò generosamente i sei centesimi, e andò 1794 II| principiante, dacché l'avvocato, generoso per indole e piuttosto scienziato 1795 II| le lasciava scoperte le gengive giallastre, si alzò rispettosamente.~ 1796 II| moglie del maggiore del genio, alla quale era morto il 1797 V| primavera effonde nell'aria i germi di tutte le fecondità.~Quindi 1798 VI| spietata severità quel suo gesuitismo. Non pertanto qualche cosa 1799 II| nessuno di quegli slanci, che gettano la vita al di là di noi 1800 I| cima di un albero, sembrava gettare un lieve strido d'impazienza, 1801 III| prese il mazzo, e andò a gettarlo nella latrina. Pochi giorni 1802 I| sei centesimi, e andò a gettarsi sul divano presso l'uscio, 1803 IV| piccolo cappello di paglia gettato monellescamente indietro; 1804 IV| loro monelleria femminile gettava alla sua sensualità di uomo.~« 1805 IV| cantare, gli uccelli si gettavano vivamente da albero ad albero 1806 IV| improvviso, incredibile, aveva ghiacciato la sala.~«Sono a' suoi ordini!»~ 1807 IV| anch'essi vestiti a festa, ghignavano sparlandone ad alta voce. 1808 II| azzurrognole; la bambina succhiava ghiottamente, deglutendo il latte con 1809 I| domenica! ... E le Falconi? La Ghita, sempre con quel cappellino 1810 II| salviette bagnate ed un lenzuolo giacevano ammucchiati presso l'armadio 1811 I| di Dio. Poi la vacca di Giacomo, dopo il parto, non aveva 1812 I| la cappellina di paglia gialla sugli occhi, e ogni tanto 1813 II| lasciava scoperte le gengive giallastre, si alzò rispettosamente.~ 1814 I| nuovo e quelle scarpette gialle all'ultima moda, calcolando 1815 I| tratto tratto una nebbia giallognola. Il caldo era soffocante. 1816 IV| volumi in cartapecora, di un giallore cadaverico. Si sarebbe detta 1817 I| qualche panoplia con alcune giardiniere basterebbero. Il pavimento 1818 II| teatro, più passeggiate al giardino pubblico, e più lunghe soste 1819 VI| orecchi da due spilloni di giavazzo.~La Gina gli sorrise amabilmente.~ 1820 V| salendole colle braccia su pei ginocchi, nello sforzo di una aspirazione 1821 V| il misantropo, che aveva giocato sopra di lei un ambo vincendo 1822 II| preoccupato del marito, che giocava colla Veronica mettendo 1823 II| Giorgi, che aveva il vezzo di giocherellare colla mano sinistra fra 1824 II| gravidanza le si alterava la gioconda facilità del carattere. 1825 II| groppo di singhiozzi, i più giocondi della sua vita, gli soffocavano 1826 IV| fango e bestemmie dai loro giornalucoli. Forse il governo stesso 1827 VI| senza alcun bisogno, o giovandosi dei più lontani pretesti. 1828 IV| il corso. V'era ressa di giovanotti eleganti per vedere le signore. 1829 V| il trionfo delle loro due giovinezze, il premio, che la natura 1830 IV| saluto militare, e si voltò girando sul pubblico un'occhiata 1831 VI| quegli sconosciuti, che girano il mondo. Una malinconia 1832 I| scricchiolare le sue scarpette, ella girellava, faceva tintinnare i bicchieri 1833 IV| oramai secco della sua vita. Girò su e giù nervosamente per 1834 VI| Allora Mario si mise a gironzolare per le strade, senza scopo, 1835 II| abitudini; vi furono più gite in campagna, più serate 1836 II| la signora Annetta scappò gittando al marito, che dovette riderne, 1837 II| Mario, colle braccia alzate, giubilando.~«Davvero, dottore?»~«Sì, 1838 IV| ed in secreto approvava, giudicando Mario dalle buone parole 1839 I| Teresa lo chiamò, perché giudicasse fra loro due il valore della 1840 VI| superiorità così invidiabile, anzi giudicavano con spietata severità quel 1841 VI| stessa aria severa di un giudice, che vede un colpevole umiliato 1842 VI| i procuratori del Re, i giudici, i presidenti, tutti. Con 1843 II| anticamera, si guardarono; il giudizio che egli faceva di loro, 1844 III| nemmeno la passione può giungere. E siccome il temperamento 1845 II| Adesso voleva anche lei giungergli sino al fondo dell'anima, 1846 IV| delle proprie recriminazioni giungeva fino a provare contro a 1847 I| delle siepi spessi lampi gli giungevano, accesi dal sole sulla lucentezza 1848 IV| Quando Mario e l'avvocato giunsero sul prato della villa, la 1849 IV| i signori Bruschi erano giunti nella mattinata. L'indomani 1850 II| brancicare. Una sera che giuocavano a tombola, un altro suo 1851 II| che teneva in mano; ella giuocherellava, all'altro scrittoio, con 1852 I| padroni vanno un po' a letto, giuocheremo una scopa. Vuole?»~Mario 1853 IV| Dorme» disse rientrando. «Giurami che non ami che me» Mario 1854 II| doveva impensierire anche un giurista della sua forza. Però, vincendo 1855 II| meritata, che nessuna ragione giustifica.»~Essi non sapevano rispondere.~ 1856 III| pretesto immaginato per giustificare quella visita. L'avvocato 1857 II| ripagargliene tutte le cure e giustificarne le intenzioni recondite.~ 1858 VI| una speranza cercano di giustificarsi dinanzi alla ragione, Mario 1859 III| e sformato il seno; poi giustificava a se stessa questa ripugnanza 1860 V| carriera; vedi che sono giusto. Ma io e te come rimaniamo?»~ 1861 I| incrociate colle sue, ma non gliele stringeva. Il vespro scendeva 1862 III| bel mazzo di fiori; ella glieli fece restituire dalla Gina, 1863 IV| amarezza gli stillava a gocce gelide sul cuore. Egli non 1864 II| donne, e che mi facciano un goccio di caffè. Una notte come 1865 IV| eletto alla unanimità, e godeva ancora di quella dittatura 1866 II| sedurre quella donna per un godimento sensuale, troppo meschino 1867 III| cameriera» ribatté l'altro goffamente, credendo così di farle 1868 IV| corse dalla signora Annetta, gonfiandole naturalmente quelle poche 1869 II| presso di lei. Quando la gonfiezza del ventre cominciò a designarsi, 1870 II| portava la mano al seno gonfio dolorosamente di latte.~« 1871 IV| Mario discese col cuore gongolante.~ A pranzo fece un po' di 1872 V| di sposi. Mario ne aveva gongolato, sebbene soffrendo del dispetto 1873 II| deglutendo il latte con un gorgoglio di piccolo fiasco capovolto.~ 1874 V| parole. La Gina le faceva da governante, ma la balia veniva ancora 1875 III| ondulazione, sebbene la gracilità la rendesse donna, e due 1876 I| saltando gli ultimi due gradini a piè pari come una bambina.~ 1877 V| bimba si rivolgeva ad ogni gradino, rabbuiandosi nel volto.~ 1878 II| delle maniche era in velluto granatino, una orlatura a ruchettes 1879 V| pur non misurando bene la grandezza del sacrificio, dal quale 1880 V| sarebbe allora abbastanza grandicella da poter camminare; ella 1881 I| foglie della vite, così che i grappoli inariditi cascavano.~La 1882 IV| quell'unica figlia, era grassa e rubiconda, con una faccia 1883 III| imprudenza, egli non le era punto grato; anzi il sapersi da lei 1884 V| ripugnato che l'Annetta fosse gravida; poi nella crisi quasi mortale 1885 II| inesauribile sui bambini, sulle gravidanze e i pericoli che vi si incontravano, 1886 II| quasi gaiamente, malgrado la gravità del loro peso e della loro 1887 VI| aspetterò.» «No, no, grazie, Andrea» gli rispose colla 1888 I| incalzavano sotto i gesti graziosi e petulanti.~«Conclusione!» 1889 IV| distinguere le parole: s'intese gridare: "Viva l'anarchia".~Tre 1890 V| manine rosate alla sua barba grigia. Sorrideva. «Sono io il 1891 IV| era scura e fresca; dalle griglie filtravano minimi raggi, 1892 II| del vecchio scrivano; un groppo di singhiozzi, i più giocondi 1893 II| le disse il marito con grossolana facezia, indovinando in 1894 II| Accetti?» ripeté sorridendo grossolanamente il marito, niente imbarazzato 1895 I| grembiule tutt'altro che pulito, grugnendo ad ogni piatto. Non era 1896 IV| la causa della cartiera, guadagnandovi trentamila franchi, ma a 1897 II| facesse strada nel mondo a guadagnarvi una agiatezza invidiata.~ 1898 IV| posizione, così faticosamente guadagnata, gli serviva appena per 1899 II| quella causa, avrebbe forse guadagnato un cinquantamila lire, e 1900 I| trentamila franchi.»~«Li guadagnerai.»~«Lo spero bene, poi tu 1901 II| professionista, gli abbandonava i guadagni di tutte le piccole cause. 1902 IV| dell'acconciarsi a tutti i guai, piuttosto che affrontare 1903 I| andare verso la cucina.~«No» guaì la signora Annetta, slanciandosi 1904 I| fronte alla signora Annetta, guantata da quell'abito di mussolina, 1905 VI| sarei provato. Tieni! adesso guarda al capitano.»~Infatti era 1906 II| infelici.»~«Certo,» replicò guardandola «non vorrei che mia moglie 1907 I| bassi, affettava di non guardarla; ella si era abbandonata 1908 I| spiando, temendo quasi di guardarsi per non tradirsi, se aprisse 1909 IV| studente, tornato non a guari da Torino.~Poi la gente 1910 III| quale le donne anche dopo la guarigione sono senza difesa.~«Come 1911 IV| l'avrebbe fatta soffrire, guastandole fatalmente la posizione 1912 VI| quelle prime necessità di guidare da solo una causa gli era 1913 I| contadini accorsi sul prato; guidava l'avvocato, Mario sedeva 1914 IV| della ragione, poteva aver gustato una tale natura di donna, 1915 V| intorno alla Gigina, non gustava nella maternità che una 1916 IV| terribile; gli risposero con un "hurrà!". Mario, entrato nel gabinetto 1917 II| merletti, diventava di una idealità prima non sospettabile. 1918 IV| lira quel patrimonio. Erano ignari, incolti, ubbriachi nella 1919 I| Voleva vedere, una curiosità ignobile e violenta lo spingeva: 1920 I| righe era di una temerità ignorante. Aveva la vita troppo lunga 1921 II| compariva in pubblico. Ella s'ignorava ancora. Nella sua affezione 1922 IV| volgarità del loro spirito. Essi ignoravano il supremo olocausto dei 1923 | II 1924 | III 1925 II| disperatamente «perché tentare di illudermi? È indegno, atroce, sento 1926 II| s'impossessò di quei due, illuminandoli, stirando loro la bocca 1927 VI| arrivava coi fanali quasi ad illuminare la sbarra.~I minuti divennero 1928 VI| direttamente, ma che gli illuminavano sicuramente la strada, spazzandone 1929 V| un pezzo senza farmi un'illusione, imponendo silenzio a tutte 1930 V| aveva visti sui giornali illustrati) tanti bambini... poi vedrebbero 1931 II| Filippo Buonconti, avvocato illustre in tutta la provincia per 1932 III| tramonto la signora Annetta, imbacuccata entro uno scialle roseo 1933 I| mezzo sorgeva la tavola, imbandita quasi poveramente, se non 1934 II| L'Adelaide Cucchi.»~«Una imbecille! scommetto che non si è 1935 I| la quale i raggi del sole imbiancavano il proprio oro per cadere 1936 IV| proprio spavento, e rinculò imbizzita.~ «Che hai?» le chiese ridivenendo 1937 V| visto venire incontro alla imboccatura del gran viale; e le si 1938 II| parlava. Talli esigeva l'imbottimento di ghiaccio nell'utero e 1939 II| da due settimane, stava imbronciato. Allora ella si arrese, 1940 VI| spingeva a tali risoluzioni immaginarie. La vecchia, dopo quel fallimento 1941 II| indovinando in lei tutto quel male immaginario, mentre il suo viso non 1942 V| sua voce buona. «Bisognava immaginarselo che la Gigina avrebbe avuto 1943 III| a servirsi del pretesto immaginato per giustificare quella 1944 I| di bimba felice. Ella non immaginava una sola delle sue sofferenze 1945 II| rimasta spaventosa nella immaginazione. Non poteva scordarsela, 1946 V| battito di paura.~«Non ti immaginerai già che io ti voglia cedere. 1947 VI| lungo squillo nasale, e l'immane serpente nero si snodò nelle 1948 V| semplici e così piene, che immedesimano le anime nella inseparabilità 1949 I| alla falciatura, parevano immense pezze di un cinereo caldo 1950 IV| pareti bianche fra i quattro immensi scaffali pieni di vecchi 1951 II| quale nessuno era venuto ad immergersi, che si strinse spaurita 1952 V| ancora l'Annetta dentro, immersa nel sangue, che gli irrompeva 1953 IV| sgombrare la sala.»~«Perché t'immischi di queste cose?» proruppe 1954 IV| anima si straziava sotto l'immobilità di tale visione, cui gli 1955 III| ad inchinarla coi soliti immutabili complimenti sulla sua bellezza, 1956 VI| incontrarsi coll'avvocato; Mario impacciato non sapeva che dire; l'altro 1957 II| ghiaccio nell'utero e l'impacco nel ghiaccio di tutto il 1958 I| poco quella distrazione s'impadronì anche dell'avvocato, così 1959 II| nel giuoco, mentre Mario impallidiva.~ La mamma di Mario, l'Orsolina, 1960 III| certamente.»~«I dispiaceri s'imparano sempre» aveva risposto Marco 1961 III| impari.»~«Da noi non lo imparerà certamente.»~«I dispiaceri 1962 III| Bisogna che l'avvocato non lo impari.»~«Da noi non lo imparerà 1963 V| per solito i bambini non l'imparino.~«Gigina, amore, dillo anche 1964 IV| sapendolo, si nascondeva. Mario imparò che era uscita per la messa 1965 VI| sorrisi, che ella fingeva d'impartire ai visitatori, erano invece 1966 II| manteneva nella solita composta impassibilità. Davanti alla sua enigmatica 1967 VI| e se ne andava subito, impaziente della tetraggine del luogo, 1968 V| maliziosamente, vedendolo impazientirsi e riuscendo così a farlo 1969 V| troppo frequente, ella si era impazientita; ma l'altro senza darle 1970 V| lo guardò come se fosse impazzito; Mario punto da quella meraviglia 1971 II| pensato che a Mario, per impedirgli nell'esaltazione di quella 1972 III| afferrò alla cintura per impedirle di andarsene, ella gli si 1973 V| dopo aver invano tentato d'impedirli.~Quando l'avvocato ritornò 1974 III| sua presenza gli avesse impedito di commettere allora qualche 1975 IV| alla gran porta, si era impegnata una colluttazione, mentre 1976 IV| cominciò a trascurare gli impegni; qualche cliente si lagnò 1977 III| resistevano colla propria impenetrabilità, egli vi s'accaniva senza 1978 II| sue parole, che l'altro s'impensierì.~«Tu stesso lo credi?» prosegui 1979 II| ogni acquirente, doveva impensierire anche un giurista della 1980 IV| sotto di loro, finirono d'impensierirle.~Che cosa era avvenuto?~ 1981 II| Filippo incominciava ad impensierirsi. Mario entrato da lei, in 1982 V| la presenza di Mario l'impensieriva perché l'avvocato poteva 1983 VI| uscì ripetendogli quasi imperiosamente:~«Resti, resti pure.»~Quando 1984 II| bacio. Aveva dei silenzi impermaliti, da cui usciva con nuove 1985 II| al marito. Egli voleva l'impero dell'anima e del corpo, 1986 VI| esaminando lo scrittoio con una impertinenza elegante.~«Si può guardare 1987 II| trascinate da quella eloquenza impetuosa e larga come un gran fiume.~ 1988 VI| primi studi per il nuovo impianto, malgrado il ricorso pendente 1989 V| non m'intendo dei vostri impicci legali; domandaglielo tu.» « 1990 II| da serva, la Veronica s'impicciavano reciprocamente. Solo la 1991 II| la Veronica chi sa quanto impiegherebbe. Tu, Veronica, cerca Giorgi 1992 I| quanto?»~«Quanto tempo impiegheremo» egli ripeté coll'altro « 1993 I| ghiottoneria da bambini, impolverato di caffè.~Ella lo mangiò 1994 V| senza farmi un'illusione, imponendo silenzio a tutte le mie 1995 III| capezzale della signora Annetta, imponendosi a tutti piuttosto per la 1996 V| quella momentanea impotenza imponeva loro. Poi lo scandalo di 1997 IV| ipocrite e quella paura dell'impopolarità, che toglie il coraggio 1998 V| avrebbe voluto persuaderla d'imporlo come socio all'avvocato.~« 1999 II| Allora un'altra commozione s'impossessò di quei due, illuminandoli, 2000 III| Mario: vi sono delle cose impossibili. In fondo egli è buono anche 2001 V| di lei, col furore di un’imprecazione sul viso e la bocca contratta 2002 VI| riesce lui, è una rocca imprendibile» disse a Mario un collega 2003 IV| osato contribuire ad un'impresa così pericolosa. Lentamente, 2004 III| pensa lei? La signora è così impressionabile!»~«Per voi sarebbe una seccatura.»~« 2005 IV| scandaloso era ancora venuto ad impressionare la fantasia del pubblico.~ 2006 IV| valore vero dei suoi articoli impressionarono tutte le persone colte del 2007 IV| Questo capriccio aveva impressionato la signora Berta sui pericoli 2008 I| perfezione, di primo tempo non impressionava; i suoi occhi troppo grandi,