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2511 IV| Bruschi erano giunti nella mattinata. L'indomani sino dall'alba 2512 V| Sei tu che mi fai diventar matto! tu colle bugie, mentre 2513 I| bisognerebbe metterlo a mattonelle lucide, così moderne e così 2514 IV| situazione.~Quel disegno, maturato così lentamente, era riuscito 2515 IV| giovinezza del cuore nella maturità stanca della ragione, poteva 2516 | medesime 2517 II| braccia aperte. Suo padre, mediocre ingegnere, morto anzi tempo 2518 VI| per sceglierne uno nelle mediocrità del partito. Mario si lusingò, 2519 VI| Per due o tre ore rimase meditando nell'ombra, che entrava 2520 IV| mostrava a volta a volta melanconico e chiassoso, più spesso 2521 II| anima, lasciandole nelle membra come la lassitudine di una 2522 IV| deputazione delle Opere Pie alcuni membri, dei quali non era possibile 2523 II| della vita non gli avevano menomato questa latente convinzione, 2524 III| pudore di donna e di signora, mentendo, perché vi debbono essere 2525 V| altro:~«Sì, tu hai sempre mentito» ripeté.~«Mario...»~«Tu 2526 II| afferrandole con una mano il mento, le aveva dato un bacio 2527 V| per lui, nemmeno fra le menzogne più carezzevoli, una di 2528 I| fare il letto, e si volse meravigliata.~L'altro s'arrestò interdetto.~« 2529 VI| la curiosità degli amici, meravigliati di quella sua brusca risoluzione. 2530 VI| il domestico di quei due mercanti arricchiti.»~La Gina ebbe 2531 IV| e tutti vi offrono della merce. I clienti hanno da somigliare 2532 VI| sfilavano neri, chiusi sulle merci che li stipavano, allungandosi 2533 III| dissimulare:~«L'avvocato merita tutto l'amore.»~«Se bastasse 2534 IV| ciò vuol dire che sente di meritare tali ingiurie.»~«Dov'è la 2535 III| tutto l'amore.»~«Se bastasse meritarlo per averlo!» ribatté l'altra 2536 II| una rovina, che non si è meritata, che nessuna ragione giustifica.»~ 2537 II| caffè.»~«Sì, sì, se l'è meritato. Ora lo faccio subito.»~ 2538 II| miseria. Annetta stessa non meritava tale angoscia di rimpianto, 2539 II| atroce, sento che non lo meritavo. Eppure è così. Vivrò per 2540 II| coperta di un drappo bianco merlettato, dormiva la piccola Maria.~ 2541 II| scrivania, li udiva piangere mescendo il loro dolore in un supremo 2542 VI| resisté alla tentazione di mescolarvisi; tutti i muri n'erano tappezzati, 2543 IV| della carta.»~Si erano già messi a cercare le penne, scrissero 2544 I| dal sole sulla lucentezza metallica delle foglie; vedeva un 2545 II| la sorveglianza avara e meticolosa della mamma, conservatasi 2546 III| altra non comprese. Quindi, mettendogli una mano sulla spalla, ella 2547 III| rimpianto, perché aveva dovuto metterla in campagna, e si lasciava 2548 I| Il pavimento bisognerebbe metterlo a mattonelle lucide, così 2549 III| indefinibile gli disse:~«Li metterò sulla scrivania del signor 2550 I| di birberia.~«Se volete mettervi in libertà, Mariodisse 2551 VI| della prova prima ancora di mettervisi, non seppe rispondere; quindi 2552 IV| paresse loro di far presto, ci mettevano abbastanza tempo, per non 2553 II| nella camera da pranzo; mettici quello che hai. Vengo anch' 2554 VI| signore, e innamorandosi ci mettono tutte se stesse, non sono 2555 II| buona famiglia di coloni, mezzadri da molti anni del conte 2556 V| rientrò a casa, dopo la mezzanotte, trovò la mamma ad aspettarlo. 2557 II| sorpassa per ora i miei mezzi. Forse non sarà sempre così.»~« 2558 VI| signora.~Erano già le due dopo mezzogiorno. Il pranzo annunziato per 2559 IV| questa che diceva:~«I gelosi miagolano tutti come i gatti.»~Una 2560 | mie 2561 II| della testa.~«È acqua di miele, non adopero altro.»~Ella 2562 V| taglio degli abiti, fatti dal miglior sarto della città, mentre 2563 IV| sbagliato il risotto alla milanese; ciò permise alla signora 2564 IV| patrimonio, quasi dieci milioni di lire, più che sufficiente 2565 IV| di pronunciare le solite minacce legali. Evidentemente l' 2566 V| sulla testa della Gigina, minacciando di commettere qualche eccesso, 2567 V| occhi sfavillanti di Mario minacciavano uno scandalo; l'avvocato 2568 IV| radicali s'ingiuriavano minacciosi, alcuni consiglieri della 2569 IV| educande. Era piccola e mingherlina, cogli occhi sbiaditi come 2570 IV| dalle griglie filtravano minimi raggi, che la doppia tenda 2571 VI| dei due avesse mostrato il minimo turbamento; poi intesero 2572 VI| certa gente, i pubblici ministeri quasi sempre delegati di 2573 IV| alcuni consiglieri della minoranza profittavano del chiasso 2574 II| donne.~Poi, fra tutte queste minuscole sensazioni, un'altra si 2575 V| colori, insegnandole colle minuzie del gran vivere mondano 2576 II| quanto avessero compito un miracolo di prestezza, Talli li sgridò. 2577 IV| amarla anche di più. Tutti i miraggi della posizione sociale, 2578 VI| partite di piacere. La sua misantropia si abituava alle inutili 2579 VI| a mantenersi fuori della mischia presso un gruppo di giovani 2580 IV| pubblica opinione.~«Vorresti mischiartene tu pure, mia cara?»~«Perché 2581 III| solo:~«Il signor Mario è un miserabile.»~Marco lo aveva guardato 2582 IV| guardava con una curiosità mista di ammirazione; egli era 2583 III| perché vi debbono essere misteri anche per gli amanti. L' 2584 II| noi stessi nell'infinito misterioso delle generazioni. I nostri 2585 II| nullameno dal letto di morte, misticamente solenne, nascondendo nella 2586 II| il pericolo, dandogli la misura del disastro, che lo minacciava.~ 2587 V| rinnovellamento d'amore, pur non misurando bene la grandezza del sacrificio, 2588 IV| più pure del cielo nelle miti giornate di primavera.~Il 2589 IV| ginocchia.~«Sì, te solo, cattivo mobile, geloso.»~«E in questi mesi?»~« 2590 IV| poi diede alla Gazzetta moderata una serie di articoli sulla 2591 I| mattonelle lucide, così moderne e così carine; quindi spostare 2592 II| gioventù. Aveva vissuto modestamente all'Università senza troppo 2593 II| credendo di provare così la modestia del proprio desiderio.~« 2594 II| Mario nella famiglia vi modificò molte abitudini; vi furono 2595 III| separarli; il loro letto, di mogano ad intagli, non si poteva 2596 III| confessione Annetta uscì molle di pianto, col proposito 2597 IV| Naturalmente i maligni, che l'ozio moltiplica nelle cittaduzze di provincia, 2598 VI| quale l'avvocato Gelli, moltiplicandosi, manteneva un vivo fuoco 2599 II| appena l'udiva nella stanza, moltiplicava i pretesti per venirvi.~ 2600 V| del martirio, che quella momentanea impotenza imponeva loro. 2601 IV| potere, e forti del consenso momentaneo dei socialisti, che l'odio 2602 IV| alleanza coi fautori della monarchia, sbraveggiavano in piazza.~ 2603 II| ritratto era vestita quasi monasticamente, con una bavarina al collo 2604 V| gioventù e la poca pratica mondana, vaniva ora che dalla cittaduzza 2605 IV| amoroso; le compiacenze mondane della sposa facevano loro 2606 V| minuzie del gran vivere mondano quella impercettibile alterigia 2607 IV| sfida indiretta, che la loro monelleria femminile gettava alla sua 2608 IV| cappello di paglia gettato monellescamente indietro; ma egli doveva 2609 IV| colla Giulia, che parlava a monosillabi. Allora Mario, con uno sforzo, 2610 VI| coll'avvocato Gelli vada a monte.»~Mario alzò sprezzantemente 2611 IV| saliva. Infilò la porta, montò di corsa le scale, non sapendo 2612 II| propria natura. Difficoltà morali di riconoscenza verso l' 2613 III| Annetta, con quella tenerezza morbida degli uomini, che diventando 2614 I| spiegazioni scientifiche di quel morbo, ma diceva nullameno che 2615 VI| gettò bocconi sul divano, mordendone il drappo per soffocare 2616 IV| brividi, e coi denti le mordeva già una trina del collo. 2617 III| le labbra con un'ultima morente dimanda di grazia negli 2618 IV| diventa impossibile non morirne al primo scoppio della catastrofe, 2619 I| sottane. Qualche parola le moriva sulle labbra, guardando 2620 I| Annetta imprudentemente, mormorandole tra i denti, cogli occhi 2621 II| in altri, dopo che saremo morti; si riprodurranno forse 2622 II| Annetta rimase un istante mortificata; evidentemente non si attendeva 2623 II| seduzioni della sua bellezza, la mortificava nel senso più delicato della 2624 IV| Annetta; in quel momento la mortificazione dell'orgoglio fu in lui 2625 I| schermiva da un volo di mosche querulo ed ostinato. Pareva 2626 VI| manteneva un vivo fuoco di moschetteria contro gli avversari. Questi 2627 VI| serva?»~Ella si alzò, si mosse disinvolta per lo studio, 2628 IV| cancello di legno, tutti mossero loro incontro; vi furono 2629 I| Annetta ...»~Ella tremò, mostrandogli il marito; l'altro s'indispetti. 2630 I| Mariodisse l'avvocato, mostrandoglisi bonariamente così in maniche 2631 II| ma ella si rimise presto, mostrandosi più premurosa e carezzevole 2632 IV| afflitta, sebbene non volesse mostrarlo, del matrimonio che egli 2633 III| bambina. La signora si è mostrata di una arrendevolezza... 2634 VI| della stazione; il respiro mostruoso della macchina copriva ogni 2635 II| aveva più la prontezza dei movimenti, quando le si accendevano 2636 I| con un colore odioso di muffa. Le sedie scompagnate mostravano 2637 IV| quell'atmosfera lievemente muffosa. Sulle tre scrivanie, verniciate 2638 III| Nessuna condiscendenza muliebre, nessun abbandono passionato, 2639 I| della camicia con righe multicolori. Cominciava già ad essere 2640 IV| per l'appello, solamente munendosi a Bologna del più sottile 2641 II| dilatava. Nelle ultime elezioni municipali l'avvocato era stato eletto 2642 III| giuridico, del quale si era munito per venire, e si ritirò 2643 I| anche lei, c'è pericolo che muoia.»~«Ma io non me ne intendo.»~ 2644 II| medici! mentre gli altri muoiono, si disputano ancora sulla 2645 I| colle.~Aveva bisogno di muoversi, di bestemmiare ad alta 2646 VI| delle coscienze anodine si muoveva sotto la pressione del vento 2647 VI| di mescolarvisi; tutti i muri n'erano tappezzati, la gente 2648 V| costa?»~«Che io gli tenga il muso, perché tutti se ne accorgano!»~ 2649 VI| protocollo, colle fodere di mussola alle maniche del soprabito 2650 VI| facciano per la speranza di mutar condizione.»~«Infatti lo 2651 II| Quasi il mio nome; basta mutare l'o in a.»~Arrivarono gl' 2652 IV| abitudini, che avrebbe potuto mutarsi in noia. Ella li amava entrambi, 2653 VI| accomodarsi pure.~Nulla era mutato nello studio. Mario si accostò 2654 VI| capitale, si mariterebbe o muterebbe padrone per entrare in qualche 2655 III| bene che, se andrò via, muterò anche paese, ma non vi prenderò 2656 II| enorme e la fisonomia molto mutevole, non faceva nulla, come 2657 IV| scelta. Marco invece, sempre muto, seguitava a passare il 2658 IV| d'inviti a molti parenti. Mutò caffè, cansò quasi di malumore 2659 II| che da principio non ne nacquero chiacchiere. Gli amici lo 2660 IV| Egli incominciò infatti a narrarle il principio della seduta, 2661 VI| rispose con un lungo squillo nasale, e l'immane serpente nero 2662 III| col primo bambino che ci nasce, e crediamo che la nostra 2663 IV| e i figli, che potessero nascere.~ «Chi ha paura della vita, 2664 II| o delle fascette per la nascitura. Era deciso che sarebbe 2665 II| morte, misticamente solenne, nascondendo nella propria luce gli avanzi 2666 IV| nelle tasche uno zigaro per nascondere il proprio turbamento alla 2667 III| porta per vederli ritornare, nascosto nella svolta di un viottolo, 2668 IV| strette alla cima da due nastrini cilestri. Un largo cappellino 2669 IV| finestra. Non distinse che un nastrino rosso sopra i suoi capelli 2670 VI| di fiori al balcone, un nastro, un bioccolo sventolante 2671 I| volto in alto e gli occhi natanti nell'ombra sotto il grande 2672 VI| risoluzioni della giornata gli naufragavano daccapo in quella oscurità 2673 IV| all'oceano, sul quale due naufraghi dimenticano la tempesta 2674 II| forze dinanzi a questo nuovo naufragio della vita. Il temperamento 2675 II| fatta greve, leggermente nauseabonda.~«Ti par molto gravedomandò 2676 II| secolo passato sul canale Naviglio, ed ora abbandonata, in 2677 IV| esplosione della coscienza nazionale.~Nullameno si decise.~Allora 2678 | ne' 2679 IV| compiere, almeno nelle cose più necessarie, l'arredo di quell'appartamento 2680 IV| l'avvocato.~«Io!»~«Non lo negate; d'altronde le donne desiderano 2681 III| solleticata nella vanità. Negava ancora, non tutto. Del resto 2682 IV| una camorra d'impiegati negligenti e rapaci. L'avvocato si 2683 I| di Tonio, il figlio della Nena!»~L'Annetta sorrise. Mario 2684 I| un turbante, e le calze nere ad un prete, ma invece aveva 2685 IV| con un fremito di tutti i nervi. Non era egli il giovane? 2686 IV| indarno. Una stanchezza nervosa lo sorprendeva.~A che ora 2687 IV| sua vita. Girò su e giù nervosamente per la stanza, mentre egli 2688 VI| diventavano duelli. Una neutralità come quella di Mario doveva 2689 III| parevano ancora carichi di neve in quel tepore languido 2690 IV| levava luminoso entro un nimbo d'oro, coi capelli biondi, 2691 III| sulla bocca:~«Dormi, dormi, Ninina, fra le braccia del tuo 2692 III| tranquillamente sotto i fiori nivei del seno, quasi ancora vergine 2693 II| collo staccava sul candore niveo delle poppe turgide, sulle 2694 IV| accolto benissimo Mario per nobilitare la propria origine. La dote, 2695 IV| genero, perché vogliono nobilitarsi; tu puoi diventare uno dei 2696 IV| avrebbe potuto mutarsi in noia. Ella li amava entrambi, 2697 I| attaccava il cavallo da nolo, col quale erano venuti 2698 IV| sempre, senza che fra tanti nomi di futuri consiglieri comunali 2699 II| Pistacchio?» questi rispose, nominando il vetturino di casa.~E 2700 IV| Quindi l'avvocato fece nominare al loro posto alcuni figuranti, 2701 I| il signor avvocato vi ha nominato.»~Per fortuna la signora 2702 VI| contro all'altro della sua nonna, la mamma dell'avvocato. 2703 | nonnulla 2704 | Nonostante 2705 VI| in politica, ma anche la nota scettica era pericolosa 2706 IV| Egli invece, credendo di notare l'ombra di un dispetto sul 2707 II| da tutto quel tramestio notturno, non sapeva più che fare 2708 | nove 2709 V| per mostrarsi nella grazia novella della sua maternità. Naturalmente 2710 III| se ne andavano stanche a novellare in giro su tutte quelle 2711 IV| gli parlò dell'abito, una novità che nessuna signora aveva 2712 IV| Giulia.~La ragazza, troppo novizia, sulle prime ebbe sgomento 2713 II| loro ai primi giorni delle nozze si scolorava nella inanità 2714 VI| faccia della Gina passò una nube.~«Mi dispiace che non ho 2715 VI| aveva tenuta sulle ginocchia nuda e fremente. Ma ella, indovinando 2716 VI| alcune vuote e povere nella nudità del legno, s'intravedeva 2717 IV| dai capi radicali ai loro numerosi adepti, il tumulto era scoppiato 2718 II| Interrogò il medico sul come nutrire la bambina, dicendogli che 2719 I| pesantemente alzando la polvere, in nuvola, sotto il suo largo ventre; 2720 II| sotto il cielo grigio di nuvole. Il freddo sul volto gli 2721 I| delle foglie; vedeva un nuvolo d'insetti aggirarsi in vortice 2722 III| camera da letto che quella nuziale, senza modo di adattarne 2723 I| ancora troppo scarsa, qualche obbiezione per intorbidare le gaie 2724 V| perché gli fossi sempre obbligata. Adesso fa tu il conto; 2725 IV| nello spavento aveva persino obliato di pronunciare le solite 2726 IV| tratto tratto le mani le si obliavano sulle ginocchia, nella posa 2727 IV| indifferenza del cinismo, o con un oblio delicato ed istintivo. Giacché 2728 IV| mentre Mario le faceva gli occhiacci. Ma non vi fu tempo a spiegazioni.~ 2729 II| li guardava di sopra agli occhiali tondi a stanghette, che 2730 II| indifferenza per la politica, che occupa l'oziosità di tutte le conversazioni. 2731 II| Benché l'avvocato non s'occupasse molto in criminale, aveva 2732 II| per tutto quel primo anno occupata nello studiarne e nel cangiarne 2733 II| vanaglorioso, non d'altro occupato che di far fortuna al più 2734 VI| due ingegneri inglesi si occupavano già dei primi studi per 2735 VI| si abituava alle inutili occupazioni dei solitari. Restava spesso 2736 IV| rovente di sole in mezzo all'oceano, sul quale due naufraghi 2737 | od 2738 I| sensazioni.~Quindi si provava ad odiarla per la sua spensieratezza 2739 IV| finivano coll'essere odiosi ed odiati.~ Mario invece difendeva 2740 I| divenne improvvisamente odiosa; era una solitudine, nella 2741 IV| scapoli finivano coll'essere odiosi ed odiati.~ Mario invece 2742 I| sporcata la volta con un colore odioso di muffa. Le sedie scompagnate 2743 III| dalla Gina, dicendo che odoravano troppo.~La Gina nel compiere 2744 VI| campagna dormiva nei propri odori.~Poi la gente cominciò a 2745 III| bene; i fiori, anche molto odorosi, non le danno più fastidio.»~ 2746 I| camicia, «Annetta non se ne offende.»~L'altro ricusò.~«Siete 2747 IV| Allora il signor Cesare si offerse di accompagnarlo, perché 2748 V| bambina? Che cosa poteva offrir loro in cambio della posizione, 2749 II| di professionista, potuto offrirgli col più fortunoso dei processi 2750 III| non sedete?» e si alzò per offrirle una scranna.~Ella accettò 2751 VI| dispiace che non ho nulla da offrirvi» egli disse, rimettendosi 2752 IV| vuol comprare, e tutti vi offrono della merce. I clienti hanno 2753 | ognuno 2754 | oh 2755 II| lasciava in una penombra quasi oleosa. Nella camera tutto era 2756 III| relazione gli diventavano oltraggiosi per la loro medesima giustezza.~ 2757 I| donne; le più sensibili non oltrepassano le proprie sensazioni.~Quindi 2758 VI| giunse a Porta Vecchia, l'oltrepassò cansando il viale dei tigli, 2759 I| voluttuosamente bianco, ombrato sotto la nuca dai riccioli 2760 IV| una rama di fiori finti le ombrava la faccia cerea.~L'avvocato 2761 I| ne sarebbe morta; senza ombrellino non osa nemmeno uscire sul 2762 I| riparava dal sole.~Non avevano ombrello; Mario annuì senza rispondere.~ 2763 IV| avvocato Filippo. Il vecchio ometto lo circuì talmente colle 2764 V| sangue, che gli irrompeva a ondate dal cuore, come se l'avesse 2765 IV| mentre la folla urlava ondeggiando. La grossa testa dell'avvocato, 2766 IV| da una famiglia di gente onesta. L'avvocato dava il massimo 2767 II| Siete vissuto cinquant'anni onestamente, senza danneggiare alcuno, 2768 IV| attraverso intendimenti più onesti, condiscendenze anche più 2769 V| stata una posizione più che onorevole, ma non si sapeva abbastanza 2770 IV| cupo, che le rendeva più opaco il candore della pelle; 2771 II| potuto lavorare duecento operai. Ma l'intrigo delle liti, 2772 III| giorno di festa. Qualche operaio rincasava cantando, i pipistrelli 2773 II| trasformandola in un grande opificio moderno, nel quale avrebbero 2774 VI| schede. Fra quella ressa di opinioni e di velleità pullulavano 2775 V| alla domanda, non seppe opporsi, perché gli occhi sfavillanti 2776 VI| pungeva sempre nel momento più opportuno e sul punto più delicato. 2777 I| pudori, rendeva per Mario più opprimenti quelle parole. Per rimettersi 2778 I| florido col petto e le anche opulenti, un'immensa capellatura 2779 V| fatalmente con la Gigina nell'orbita di un'altra vita. Tutta 2780 VI| sopravvenne un contadino con un orciuolo di latte in mano. Il treno 2781 II| Voi, caro Giorgi, andate a ordinare il ghiaccio, molto, molto: 2782 I| era deliziosa, il pranzo ordinario, ma buono. Dopo le frutta 2783 II| spasimi.~Il medico aveva ordinato di non far chiasso. Al capezzale 2784 IV| che, malgrado la parola d'ordine data dai capi radicali ai 2785 II| attenta a quello che vi ordinerò. Dunque lei vada», si rivolse 2786 IV| ghiacciato la sala.~«Sono a' suoi ordini!»~Quel tenente solo, tranquillo, 2787 VI| elegantemente rialzato agli orecchi da due spilloni di giavazzo.~ 2788 II| della più salda amicizia. L'orfanello, cresciuto nella povertà, 2789 VI| delle elezioni, nel tripudio orgiaco dei caffè, mentre il doppio 2790 IV| carriera a tutti i piccoli orgogli disputantisi le cariche 2791 II| conversazioni. La mamma, orgogliosa nella sua buona riuscita, 2792 IV| ho bisogno» egli ribatté orgogliosamente.~«Non ti alzi?»~La signora 2793 II| spesso con lei a passeggio, orgogliosi entrambi di quella gravidanza, 2794 IV| per nobilitare la propria origine. La dote, stringendo loro 2795 IV| accostava all'altra porta per origliare. Mario entrò nel gabinetto.~ 2796 II| ghiaccio, e fra il bianco degli origlieri. Il suo respiro era ancora 2797 I| uniformità del colore. L'orizzonte era scomparso, sui colli 2798 I| bianco rugginoso, cogli orli rosa. S'indovinava subito 2799 I| il solco dei veicoli e l'orma dei piedi si vedevano sino 2800 VI| camminare sulle proprie orme, quasi tirato al fascino 2801 IV| largo cappellino di paglia, ornato di una rama di fiori finti 2802 III| poi la febbre, intensa, orribile, delirante: abbondava nei 2803 II| nella camera, ma la signora Orsola lo fermò:~ «Non entri, creda 2804 III| che si cacciava fra gli orti, perché non voleva essere 2805 I| morta; senza ombrellino non osa nemmeno uscire sul prato.»~ 2806 I| più poveri, la carrettella oscillava con un suono di ferraglia, 2807 IV| che della seduta; i pareri oscillavano urtandosi, ma da tutte le 2808 I| imprimendo alla carrettella una oscillazione quasi ritmica. Siccome era 2809 IV| venuta in uggia quella vita oscura di provincia, appena interrotta 2810 VI| naufragavano daccapo in quella oscurità umida e buia di sepolcro; 2811 VI| nella biblioteca, ma non oserebbe mai domandarglieli. Si fermò 2812 II| il giovane primario dell'ospedale, del quale in città cominciava 2813 II| Andrea, invece di fare l'ospite, s'affaccendava colla solita 2814 I| così maliziosa, dopo quella osservazione, che tutti si guardarono.~« 2815 III| questo fatto troverebbe un ostacolo infrangibile nella sua coscienza 2816 V| ingannare la gente senza ostentare tutto quell'affetto per 2817 II| malignamente a tutti gli sforzi, ostinandosi contro il suo corpo, che 2818 IV| questioni col fingere di ostinarsi a torto, poté forzarli a 2819 VI| più che il voto. Molti si ostinavano a pretendere che non gli 2820 II| sì, lo sento» replicò con ostinazione: «sarà una bambina.»~«Ben 2821 IV| quali la passione di un Otello o di un Amleto concentra 2822 V| abbastanza stimato da lui per ottenerla. Poi in ambi i casi l'Annetta 2823 V| bamboleggiamento a chi primo ottenesse, egli o l'Annetta o Mario, 2824 II| incantevole.~La confidenza ottenuta presto dal giovine Mario 2825 IV| profittarne.»~«Questo mese d'ottobre ci divertiremo nei paretai» 2826 III| Fortunatamente la Veronica, di mente ottusa e sempre preoccupata della 2827 IV| Naturalmente i maligni, che l'ozio moltiplica nelle cittaduzze 2828 II| la politica, che occupa l'oziosità di tutte le conversazioni. 2829 II| risentendone una grande serenità pacificatrice; poi domandò alla contadina 2830 VI| verzura. Andava avanti nel paesaggio come una cosa. Eppure la 2831 IV| fuori delle lotte politiche paesane, era stato eletto alla unanimità, 2832 VI| citazione per un fitto non pagato; se ne ricordava ancora 2833 VI| aveva. I primi clienti lo pagavano poco o punto; egli volle 2834 II| voltò macchinalmente le pagine del libro, che teneva in 2835 IV| nell'ultima elezione di Pagnano, un comune vicino. Provò 2836 I| confessò di non saper giuocare, pagò generosamente i sei centesimi, 2837 VI| per tutta la sera. Nel suo palchetto i visitatori facevano ressa, 2838 VI| per rivedere l'Annetta in palco e soffrire nel ricordo di 2839 II| tradirsi, o peggio ancora palesava improvvise ripugnanze pel 2840 IV| Andrea l'ostilità era quasi palese, dopo che il vecchio aveva 2841 III| dopo averla lungamente palleggiata col vezzo grazioso delle 2842 VI| percossa della sbarra nel palo di chiusura, e lungi nella 2843 IV| s'appoggiò al capezzale, palpando subito le lenzuola. Erano 2844 IV| marito, col ventre forse palpitante delle sue strette, ella 2845 IV| consiglieri lo fissavano sospesi, palpitanti, per quello che risponderebbe. 2846 IV| nel taschino del vecchio panciotto nero.~«Mio Dio, ho paura!»~« 2847 II| bottiglie, un punch, del panettone e delle paste. Mario stesso 2848 IV| stringendo loro addosso i panni, sarebbe arrivata di primo 2849 I| trofeo di caccia e qualche panoplia con alcune giardiniere basterebbero. 2850 II| Annetta appollaiata, come un pappagallo, sopra un bracciuolo della 2851 II| leggermente nauseabonda.~«Ti par molto gravedomandò con 2852 I| sverniciata, coi cuscini e i parafanghi in brandelli.~Mario guardò 2853 VI| essere un gran dispiacere a paragone dell'aver stimato ed amato 2854 I| falso di Mario sorrise, parando con tale prontezza e con 2855 IV| il signor Cesare voleva parare; la dote della Giulia sarebbe 2856 V| alla donna nella sua vita parassitaria, e che Mario aveva sino 2857 | parecchi 2858 VI| un colpo. Nessun trionfo pareggiava il suo; egli teneva ancora 2859 II| poltrona, e una paura di non parere assolutamente bella, perdendo 2860 IV| parlava che della seduta; i pareri oscillavano urtandosi, ma 2861 IV| sorriso, ma siccome per quanto paresse loro di far presto, ci mettevano 2862 IV| ottobre ci divertiremo nei paretai» intervenne la signora Annetta.~ 2863 VI| al naturale, pendeva alla parete di contro all'altro della 2864 VI| di riconoscere la grande pariglia baia del conte Giglioli. 2865 III| ghiottoneria, della quale non si parla in pubblico, e si dimentica 2866 IV| delle Opere Pie, che il Parlamento stava discutendo. Di rimando 2867 IV| discorso sul matrimonio, parlandone con molta filosofia bonaria: 2868 III| Mario non l'aveva sentita parlar tanto.~Ella restò ancora; 2869 IV| forestieri.~ «Ho bisogno di parlarvi.»~ «Andate dalla Giulia.»~ « 2870 V| è l'ultima volta che ci parliamo, se mi tradisci puoi dir 2871 VI| qualunque cosa accadesse gli parrebbe sopportabile. Ma questa 2872 II| podere la Rocchetta, nella parrocchia di Trepiano, in una posizione 2873 IV| dalla morte, sarebbe loro parsa anche in altri una uggiosa 2874 VI| bella; egli solo non vi partecipava più, sopravvivendo alla 2875 I| dimenticato.~Poi venne l'ora della partenza. La Veronica se ne andò, 2876 II| allo studio; l'avvocato partì col treno delle nove, la 2877 I| falsa chiamata.~Finalmente partirono fra i saluti della Teresa, 2878 IV| che talvolta la tregua dei partiti accorda ad un uomo nuovo. 2879 III| discorsi di caserma, gli parvero anche più insopportabili; 2880 I| la partita. Il vino ce lo passa l'avvocato. Va a prendere 2881 I| rivolgeva fra un gruppo di passanti fermi a guardare.~ ~ ~ ~ 2882 VI| traversata la strada per passarle quasi addosso cogli occhi 2883 VI| ricordandosi tutte le sue passate malignità; ma la Gina aveva 2884 IV| tutta la redazione, e che passeggiava allegro del proprio articolo 2885 II| uscire più spesso con lei a passeggio, orgogliosi entrambi di 2886 III| dopo il primo parto, che passerebbero ai soffi caldi della primavera.~ 2887 II| tenerezza del marito e la foga passionata dell'amante. Per lei l'amore 2888 III| muliebre, nessun abbandono passionato, infatti, aveva mai temprato 2889 IV| fra essi colla incosciente passività della femmina. Nessun rimorso, 2890 II| punch, del panettone e delle paste. Mario stesso pareva rabbonito, 2891 II| staccare dall'attaccapanni il pastrano.~«Vuol lasciarmi la chiave 2892 II| pregustando quasi una gioia paterna nell'accontentarla in tutte 2893 V| Annetta la verità di quel patimento. Ella non capiva. Era come 2894 VI| lunghi conti aritmetici su patrimoni eventuali, scioglieva sciarade, 2895 IV| per sant'Elena.»~ Era la patrona della città, una festa che 2896 I| seguirli, ma non volle a nessun patto entrare nella stalla. La 2897 V| un'infamia.» E dopo una pausa, che parve di minaccia, 2898 VI| facevano ressa, ridendo e pavoneggiandosi, sino a diventare quasi 2899 IV| esercitare le forze accumulate pazientemente nel lungo studio. Benché 2900 II| carriera, perché le donne vanno pazze per lui.»~«Allora perché 2901 III| dell'avvocato, e i giuochi pazzerelli, ma freddi della mamma.~ 2902 VI| febbrile fra i sogni più pazzi di vendetta e di riconciliazione. 2903 I| cresceva coll'impeto di una pazzia.~«A che cosa giuochiamo, 2904 II| alludendo seco medesimo al peccato della signora Annetta con 2905 II| affettava quasi di tradirsi, o peggio ancora palesava improvvise 2906 I| tagliata a punta, ma di un pelo così piatto che sembrava 2907 II| detta positiva dei nuovi penalisti. Il vecchio Andrea lo ascoltava 2908 V| e tutte e due dovettero penare un bel pezzo per calmare 2909 VI| impianto, malgrado il ricorso pendente in Cassazione. Una corrente 2910 VI| Gigina, grande al naturale, pendeva alla parete di contro all' 2911 IV| troppo poco» l'altro rispose, penetrandolo con uno sguardo scrutatore.~ 2912 I| fronte alta e due occhi neri, penetranti, davano alla sua fisonomia 2913 V| volta, che era riuscito a penetrarle nella camera da letto, Mario 2914 II| sue osservazioni gli erano penetrate nell'animo. Qualche volta 2915 II| la loro intimità. Egli la penetrava insensibilmente nella vita, 2916 II| notte la lasciava in una penombra quasi oleosa. Nella camera 2917 VI| i miei piccoli risparmi: pensaci tu.»~Egli tornò a fare qualche 2918 VI| riparabile: almeno gli parve di pensarlo! Quella poltrona, complice 2919 IV| spirito pubblico propria dei pensatori, gli argomenti e le difese, 2920 IV| E in questi mesi?»~«Tu pensavi a pigliar moglie. Ah! prendila 2921 IV| l'avvocato era rimasto pensieroso.~«Credi che Mario ci voglia 2922 III| specie di nobiltà dolce e pensosa. Ella alzò lo sguardo dalla 2923 V| animo il freddo sottile del pentimento, non osò dirle nulla. Ella 2924 II| civetteria, della quale si pentiva fugacemente senza averne 2925 I| di vigore; le guance le penzolavano sotto le mascelle, ma la 2926 II| inferiore sgradevolmente penzoloni, che le lasciava scoperte 2927 IV| affittati dei quali non si percepivano le corrisposte e non si 2928 VI| nuovamente, quando udendo la percossa della sbarra nel palo di 2929 V| indefinibile ritegno, Mario la percosse sulla guancia così violentemente, 2930 I| sopraffaceva. I raggi del sole gli percotevano sul ventre.~Aveva la bocca 2931 V| No, no; hai voluto che io perda tutto per te, e l'ho fatto 2932 IV| dalla morte, che quasi se ne perde il senso; passare attraverso 2933 VI| saliva lentamente nell'aria perdendosi quasi subito. Mario si sentiva 2934 V| cambio della posizione, che perderebbero?~Improvvisamente tornò a 2935 II| raddolcendo la voce; «non bisogna perdersi, un uomo del suo ingegno!». 2936 IV| avevano nemmeno avuto tempo di perdonarsi.~Poi Mario inquieto le domandò:~« 2937 II| Chi sa che Dio non ci perdoni» l'altro rispose con voce 2938 IV| inginocchiarsele ai piedi, domandarle perdono in una improvvisa rassegnazione, 2939 IV| avvocato. I radicali, già perduti nella pubblica opinione 2940 III| avevano rassicurato sulla perfetta salute di lei. Erano le 2941 V| la sua frode stessa aveva perfezionata con la intromissione di 2942 VI| problema falso od inutile. Perfino il vecchio Andrea in quello 2943 III| abbracciare rapidamente, pericolosamente, quando il marito volgeva 2944 IV| Non pensava a lui. E se perisse? Questa subitanea paura 2945 I| salivano ogni tanto risa perlate fra la voce grossa della 2946 III| di giorno in giorno più permalosa per l'impossibilità di comandargli 2947 III| lagnanze amare, recriminazioni permalose, che talvolta rendevano 2948 VI| A lei, madre, tutto era permesso. Perché aveva egli stupidamente 2949 I| una dannazione con quella peronospora, una volta sconosciuta, 2950 IV| spigoli delle piegature. Parve perplesso un istante, come se quel 2951 III| desiderandola, e i maggiori personaggi della città venivano ad 2952 IV| sorvolando alle discussioni personali, limpido e conciso nelle 2953 III| lo rimise di buon umore, persuadendogli di essere un avvocato come 2954 III| ci sia bisogno di farmelo pesare addosso.»~Mario invece rimase 2955 II| spiegare senza troppa lode, gli pesava la stima, onde lo sentiva 2956 I| guance avevano la brina delle pesche, mentre la sua fronte liscia, 2957 I| i più dolci profumi, dai peschi, sui quali i frutti avevano 2958 I| avvocato dal padre, era in pessime condizioni; ma, sebbene 2959 VI| fedele; allora le teoriche pessimiste sulla donna fioccavano, 2960 IV| delle pratiche.~Mario era di pessimo umore. Quella vita di giovane 2961 II| prima. Tutte così quelle pettegole; poi vengono le febbri infettive.»~ 2962 I| chiacchieravano a caso di pettegolezzi cittadini, di mode, di nonnulla. 2963 II| successe una vanagloria con un pettegolezzo inesauribile sui bambini, 2964 III| tutto il giorno, coi capelli pettinati a madonna, coperta di una 2965 III| soprabito nero, accuratamente pettinato, coi baffetti biondi rialzati 2966 II| preoccupazione del vestito e della pettinatura schiacciata contro la spalliera 2967 I| sotto i gesti graziosi e petulanti.~«Conclusionedisse l' 2968 IV| che scherzavano con una petulanza di piccole amiche al sicuro 2969 I| che, conoscendo da lunga pezza la strada, la dimenticasse 2970 I| falciatura, parevano immense pezze di un cinereo caldo fra 2971 IV| mano la bella testa:~«Ti piacerebbe invece di passare l'inverno 2972 IV| era un bel giovane e le piaceva, s'infiammò. L'Annetta pareva 2973 VI| spalle.~«A lei non è mai piaciuta quella ragazza?»~«No. Gelli 2974 VI| incontrando la Gina.~Ma la piaga gli si allargava nel cuore.~ 2975 IV| Ogni giorno toccava nuove piaghe, testamenti non eseguiti, 2976 III| spalle aguzze, il petto piallato, le anche sporgenti, senza 2977 I| avvocato, non ci sono le sue pianelle: bisogna fare alla meglio.»~« 2978 III| vivamente cilestri, colle pianelline bianche ricamate d'oro, 2979 IV| gli si slanciò al collo piangendo. Tutti erano entrati, l' 2980 VI| affabilità:~«Fate benissimo a piantarvi da procuratore, perché spesso 2981 V| servitore per voi: e poi dopo lo piantate senza un rimpianto, senza 2982 I| alte e i filari a festoni piantati lungo di esse, li nascondevano 2983 IV| altra è una civetta, che ti pianterà, se non la pianti. No, Mario, 2984 IV| che ti pianterà, se non la pianti. No, Mario, senti: da' retta 2985 I| riempiendosi nuovamente la piattellina, «ho subìto ben altre prove 2986 VI| di fargliene una» rispose piccata.~«Chiacchiere! ci vuole 2987 III| tradissero in lei la signora. Piccini arcati questi, sottili affusolate, 2988 I| gli ultimi due gradini a piè pari come una bambina.~Infatti 2989 I| tavolino a muro, zoppo da un piede; nessuna pittura alle pareti, 2990 VI| amore doveva necessariamente piegare. Un altro amante invece 2991 II| quale la Gina si era già piegata.~La piccola creatura strillava 2992 IV| ancora cogli spigoli delle piegature. Parve perplesso un istante, 2993 IV| accappatoio bianco a larghe pieghe, che la velavano dandole 2994 IV| egli avrebbe sentito la pienezza dell'amore, e quell'orgoglio 2995 II| avrebbero ripugnato anche alla pietà.~Si vergognò di essere in 2996 I| trovavano deliziosa ogni pietanza. L'avvocato, robusto mangiatore, 2997 V| può mai parlare con te, pigli tutto per traverso.»~«Sono 2998 I| senza guardarlo, Mario, pigliando per sé quel sorriso, si 2999 V| atterrato, dovette rientrare pigliandola in braccio; per le scale 3000 II| sapete quello che accadrà? Piglierete moglie, perché la gelosia 3001 V| condurrebbe la mattina al Pincio, ove si radunano (li aveva 3002 I| quell'uscio, scardinarlo, piombare su quel letto, e dividerli. 3003 IV| Allora una tristezza gli piombò sul cuore. Non aveva potuto 3004 I| cancello rustico con due pioppi a fianco; un battente era 3005 VI| studio dell'avvocato, che vi piovono le cause.»~«Certamente l' 3006 III| operaio rincasava cantando, i pipistrelli vagolavano nell'aria con 3007 II| prendere una vettura.»~«Da Pistacchio?» questi rispose, nominando 3008 I| zoppo da un piede; nessuna pittura alle pareti, delle quali 3009 VI| avversari. Questi rispondevano platealmente, perdendo terreno tutti 3010 VI| Tu sai il francese?»~«Un pochino, me lo ha insegnato la povera


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