Cap.

  1     1|         cappelli maschili; ma nessuna era bella, e tutte avevano nell'
  2     1|               degno del proprio nome, era assai migliore di quello
  3     1|         aristocrazia toscana.~La sala era illuminata a luce elettrica
  4     1|              scappate.~Anch'egli se n'era accorto.~Era un sensale
  5     1|           Anch'egli se n'era accorto.~Era un sensale di molte cose,
  6     1|              troppo male il francese, era in relazione con molti milionari,
  7     1|               motivo; nel mattino gli era riuscito di vendere cinquecento
  8     1|             quintale. La sua giornata era stata perciò delle migliori;
  9     1|               quasi consiglio. Egli s'era offerto senza sapere ancora
 10     1|             vi si trovava: forse egli era il più elegante, capitato
 11     1|              a quel tavolo vuoto, ove era stato servito meglio degli
 12     1|             pranzo eccellente non gli era costato che tre lire, tutto
 13     1|             qualcuno.~Fuori l'aria si era fatta rigida, benchè l'inverno
 14     1|             al selciato. La notte non era ancora di primavera, ma
 15     1|             braccio di un signore; ed era come una pagina di romanzo,
 16     1|            passava un alito. Egli non era abbastanza colto per sognare
 17     1|             nuova ricchezza.~Lungarno era deserto.~Addossato al parapetto
 18     1|          quando si lasciava prendere, era sempre quella stessa vanità
 19     1|           alto, dai favoriti bianchi, era di un biondo lucente anche
 20     1|           rivolgersi sotto un fanale: era bella, benchè la distanza
 21     1|                 lo riscosse una voce.~Era di donna, col volto mezzo
 22     1|             osservò che la sua figura era alta, benchè le spalle le
 23     1|               vederla in viso, ma gli era sembrato di notare un gran
 24     1|    confusamente che in quell'incontro era qualche cosa d'insolito,
 25     1|               povera gente.~La strada era anche più deserta, non incontrarono
 26     1|             che ne avessero colpa; ed era un mistero antico, un modo
 27     1|              rimorso.~Però questo non era in lui che un ondeggiamento
 28     1|               stanzetta apparve nuda. Era la cucina, a giudicare dal
 29     1|           agghiacciava. La stanza non era sucida, anzi ai muri vi
 30     1|               secchio in ferro bianco era rimasto sul focolare.~La
 31     1|             quel gran naso, che a lui era parso di notare nella strada:
 32     1|               di notare nella strada: era secca e scarna, colle guance
 33     1|          luminosi. Il suo aspetto non era senza una certa signorilità;
 34     1|             spalliera del canapè, poi era tornata addietro per assicurarsi
 35     1|                Ma non andava.~Egli si era sbottonato il pastrano sedendosi
 36     1|         dubbio un altro appartamento. Era un pianto di creaturina
 37     1|            bambina si quietò.~Egli si era rimesso il cappello, quindi
 38     1|              Probabilmente la ragazza era .~Passarono altri cinque
 39     1|               delicatezza malaticcia, era fresco malgrado i cerchi
 40     1|                il volto della ragazza era così bello e così triste
 41     1|             ti...~Ma non finì: adesso era lui, che sentiva un impeto
 42     1|             faccia della fanciulla si era irrigidita in un pallore
 43     1|           candela dal tavolo, l'altro era già all'uscio.~- Salvati
 44     1|             quel signore andarsene.~- Era ben brutto, sai, - le sfuggì
 45     1|          ripugnanza.~- No, t'inganni; era una persona per bene. Non
 46     1|               porta del pianerottolo. Era la signora Veronica.~- Siete
 47     1|               dalle labbra sporgenti. Era vestita di un vecchio abito
 48     1|               primo giorno, nel quale era diventata la loro vicina,
 49     1|              accento tranquillo: ella era senza colpa di quel male
 50     1|               il viso della fanciulla era così alterato che sarebbe
 51     1|             sono riuscita a portarti. Era l'ultima, a quest'ora, che
 52     1|              più di venti.~Ma Tina si era già alzata, prendendo dal
 53     1|         Bettina si è quetata.~Infatti era vero. Allora le due donne
 54     1|          uggiolasse, e il suo lamento era così monotono che non vi
 55     1|               prima il suo cuore se n'era commosso sino a piangere
 56     1|         giorno; quindi la madre vi si era abituata e, senza essere
 57     1|               quel momento. Anch'ella era sola come Bettina, quantunque
 58     1|            bicchiere.~Anche la boccia era oramai vuota.~Questa domanda
 59     1|         andato subito.~- Oh! davvero? Era giovane?~- Sì, forse nemmeno
 60     1|           dormiva.~Siccome la griglia era rimasta aperta, la luce
 61     1|            quella stagione, già mite, era più che sufficiente. Anzi
 62     1|            più voglie.~Il suo spirito era rimasto come sconnesso dalla
 63     1|          gaiamente pel cielo, ma dopo era sempre stato presso a poco
 64     1|           rispose con un bacio.~- Non era per me, non era per me:
 65     1|          bacio.~- Non era per me, non era per me: seguitava con voce
 66     1|          piccolo animale.~E anch'essa era così, perduta in un pericolo
 67     1|              inverno, quando la mamma era rimasta a letto quasi due
 68     1|               a letto quasi due mesi. Era stata un'agonia lenta, muta:
 69     1|               distintamente di nulla: era soltanto una tristezza simile
 70     1|               quale la sua giovinezza era quasi perita, le si confondeva
 71     1|               fiamma l'investisse, si era sentita ardere sino dentro
 72     1|             sapeva già tutto.~Anzi si era preparata al sacrifizio
 73     1|         stanza appariva vuota: non vi era che un comò, tutto il resto
 74     1|               un comò, tutto il resto era stato venduto, e sul comò
 75     1|              la maggiore delle figlie era innamorata del calzolaio,
 76     1|       muratore con una donna, che non era sua moglie, e nell'altra
 77     1|             signora Veronica, invece, era mal vista.~Ma la fanciulla
 78     1|               che stava col muratore, era bionda, quasi bella, di
 79     1|              una volta, nell'inverno, era venuta ad invitarla a pranzo,
 80     1|               casa appena la mamma si era assopita, quantunque in
 81     1|         corsetto da notte mal chiuso, era fuggita. Dalla porta della
 82     1|         sentiva tutto il peso. Poi si era accorta di mostrare le calze
 83     1|             della nuca.~Perchè dunque era venuta a sedersi su quella
 84     1|         stesso impeto disperato, come era fuggita di casa senza nemmeno
 85     1|               a quest'ora la mamma si era desta e la cercava ansiosamente
 86     1|               gli occhi; nessun altro era in quella camera, perchè
 87     1|              squillarono. Il piazzale era deserto.~Improvvisamente
 88     1|            fra le ginocchia? Che cosa era stato?~Perchè aveva egli
 89     1|              ardente come una fiamma.~Era una morte quasi dolce, la
 90     1|         parola: non sentiva più male, era solamente in un buio profondo,
 91     2|               vicolo molto illuminato era delle più quiete: gli uomini
 92     2|            statue. La sua taciturnità era così ostinata che non si
 93     2|             mondo dopo che sua figlia era morta improvvisamente nella
 94     2|           fatto che colazione, perchè era pigra e si alzava sempre
 95     2|              ella invece così piccina era già piena di voglie e di
 96     2|              faccia della vecchia non era bella. Le mancavano quasi
 97     2|               aperta.~Il signore se n'era andato.~La madre cadde sopra
 98     2|      ciottolini, che qualche volta si era divertita a gettare nella
 99     2|             anche un vecchio signore.~Era piccolo, dal viso rubizzo,
100     2|      mostrarle, affermando sempre che era per un'altra bambina. Allora
101     2|             Gennaro. Ma la bambina si era accorta che tutto aveva
102     2|          cangiato dal giorno che egli era venuto. La mamma vestiva
103     2|              piena di mobili nuovi, c'era un salottino con un sofà
104     2|       mangiare nella cucina, quando c'era lui, desinavano in un'altra
105     2|         piatti e di vasi. Allora Tina era andata anche a scuola. La
106     2|         presso di  altre fanciulle. Era stata quella l'epoca migliore
107     2|          guardarle, ma anche la mamma era bella, e la piccina ne insuperbiva
108     2|             mamma, ella una volta gli era corsa incontro per dargli
109     2|       sgomento di prima.~Poi la mamma era troppo buona con lei.~In
110     2|           lagnava più di quei dolori: era rifiorita, aveva un sorriso
111     2|           soddisfarla. Adesso la casa era piena di roba: vi erano
112     2|             dei comò, in cucina tutto era aumentato: si beveva sempre
113     2|              capitava quando la mamma era fuori: Tina stessa, così
114     2|          invincibile. La vita in casa era mutata: fra la mamma e la
115     2|        tenevano sempre il broncio, ma era la mamma che non osava rivoltarsi
116     2|             lei, tirare innanzi così: era una pazzia, una stupidaggine.~-
117     2|              vostra bambina.~La mamma era scoppiata a piangere e Tina
118     2|               invece di divertirsi si era annoiata, perchè  l'uno
119     2|               a violente convulsioni, era stato il primo grande dolore
120     2|        comprese soltanto che la mamma era stata bastonata dal soldato
121     2|                E solamente il soldato era la causa di tutto: adesso
122     2|           sera a cena egli da solo si era mangiato quasi tutto, ordinando
123     2|        qualche tempo la sua infanzia. Era ancora viva? Era morta?
124     2|            infanzia. Era ancora viva? Era morta? Nel disordine e nella
125     2|            combinazione: la sua gioia era effimera come la sua disperazione,
126     2|               Ma poi quel suo male si era aggravato. Da principio
127     2|            bella: la sua fisonomia si era spiritualizzata e il suo
128     2|             tramutato di guarnigione, era disparso per sempre senza
129     2|               una tenera gratitudine, era già perita in quella pronta
130     2|            anche i teatri.~La mamma v'era entrata dietro una sarta
131     2|             l'attrice, un bel giorno, era tornata sul palco scenico.
132     2|            miserie e di tutti i vizi. Era un'attrice ancora giovane,
133     2|            questo difetto alla mamma: era buona, faceva tutto quanto
134     2|              insieme: quando la mamma era ammalata, siccome non avevano
135     2|             bella vita tramontata.~Ed era sempre lo stesso sogno,
136     2|          giacchè la regola della vita era per lei nella vita stessa,
137     2|        derivava dal grado sociale. Vi era fors'anco una virtù vera,
138     2|            sanno. Ma anche questa non era in lei che una abilità istintiva,
139     2|            bustaia.~Poichè alla mamma era capitato per un'estate di
140     2|              ma l'umore delle padrone era così tristo che la fanciulletta
141     2|               a liberarla. Ma la casa era tutta chiusa. Ella restava
142     2|             aveva ancora scritto. Dov'era? Che cosa le era accaduto?~
143     2|         scritto. Dov'era? Che cosa le era accaduto?~Un mattino volle
144     2|               a riprenderla, Tina non era più che un'ombra.~- Che
145     2|               tuoi.~- No, mamma.~Tina era ancora più pallida: quel
146     2|          dramma della notte non le si era ancora appannato nella coscienza,
147     2|            pranzo della giornata. Poi era golosa: non lo negava nemmeno,
148     2|             Arrighi, e che nessuno si era accorto di nulla la sera
149     2|             melanconica. Nella casa c'era un po' di tramestìo; le
150     2|           goccia il sangue e la vita. Era ancora così pallida, cogli
151     2|           fiotti. Infatti quel giorno era domenica. Così seduta, con
152     2|        potesse ancora accaderle, ella era già ferita: ma perchè quell'
153     2|            per una ripugnanza, che le era subito venuta appena uscito
154     2|           gradite meglio?~La sua voce era carezzevole, ma i suoi occhi
155     2|                       Quel pranzo non era poi gran cosa; una minestra
156     2|              avendola riconosciuta si era messa a gridare.~- Eccomi,
157     2|            come aveva detto la mamma, era solamente seduta sul letticciuolo,
158     2|           sotto i ciuffi dei capelli, era stranamente pensierosa su
159     2|                 Si.~- Che cosa?~- Chi era? - l'altra rispose bruscamente.~-
160     2|             le scale; la mia mamma si era messa all'uscio. Chi era?
161     2|              era messa all'uscio. Chi era? dimmelo.~- Che cosa può
162     2|            che me ne vado.~Infatti si era alzata, ma due grosse lagrime
163     2|              un patto.~- Quale?~- Chi era?~- L'orco, - ribattè Tina,
164     2|           così, e grassa, pesante com'era, quella minima distanza
165     2|        frittata alla confettura, se n'era sentita anticipatamente
166     2|             le parole. La superiorità era così palese, che le altre
167     2|              vien fuori un orrore. Ma era proprio così brutto, Tina,
168     2|            intervenne la mamma: - non era una bellezza, ma nemmeno
169     2|              E badate che Tina non si era decisa che all'ultimo momento,
170     2|          Avete visto eh? Vostra madre era più bella di me, non importa,
171     2|           pareva finito. Il suo volto era tornato pallido. Betta dall'
172     2|               si può essere delicati.~Era andata alla finestra.~Qualcuno
173     2|             vestito a festa, il cielo era vibrante di serenità, un
174     2|             ore, accorse; Tina invece era tornata presso Betta.~-
175     2|         questa è la mamma.~La signora era magra, con tutti i capelli
176     2|             aveva già valutato quanto era nella cucina: le altre due
177     2|                La signora Cesarina si era ricomposta sul canapè, e
178     2|        mestiere, giacchè anche quello era un mestiere? Chissà quante
179     2|               capelli verso terra: ed era quasi la stessa sensazione
180     2|                invece la sua fantasia era rimasta sbigottita da un'
181     2|                  Chi sarà dunque?~Chi era l'uomo, che senza averla
182     2|            dei tanti luoghi pubblici? Era giovane? vecchio?~Adesso
183     2|            vecchio?~Adesso nessuno le era più abbastanza straniero
184     2|              quando la prima volta si era trovata sola nella casa
185     2|               fredda. Anche allora si era accorta di essere trattata
186     2|           mezzo della strada; ella si era gittata coraggiosamente
187     2|         doveva sapere dell'avventura; era un capriccio, come possono
188     2|            dolorosa impressione. Ella era uscita colla massaia sul
189     2|          finito di pranzare; la mamma era rimasta sonnecchiando coi
190     2|              tormentose la distrasse. Era una torma di pollastrelli,
191     2|              batteva sopra un occhio, era rimasta un po' indietro
192     2|        rendevano impaziente. Che cosa era accaduto? Ella pensò che
193     2|             penetrare?~La chioccia si era fermata beccando le larghe
194     2|            sorridendo.~Ella invece si era alzata ai lamenti, che salivano
195     2|          altra non si fermava; oramai era a pochi passi dalla siepe.
196     2|               quasi salva e invece si era perduta irresistibilmente.
197     2|         rantolo lungo di agonia.~Tina era sempre in piedi.~Il suo
198     2|               Ma anche il galletto si era cacciato nello stesso vano.~
199     2|              oramai tutto il collo ne era fuori, quando un altro galletto
200     2|            stessa.~Silenziosamente si era lasciata pettinare e vestire.
201     2|                la signora Adelaide si era voltata alla finestra, Tina
202     2|          quasi più nulla di quanto si era figurato nella notte.~Quel
203     2|           riconosce più se stessa, si era in lei compiuto indossando
204     2|          volte al medesimo scopo.~Dov'era? Dove andava?~Anche la mamma
205     2|            andava?~Anche la mamma non era più la stessa.~La fanciulla
206     2|             tornò per l'ultima volta. Era pallidissima, con una fisonomia
207     2|        maggiore. La sua piccola testa era sconvolta; a certi momenti
208     2|             avevano ingannata, non si era ingannata; dopo quella mattina
209     2|               andare chi sa dove; chi era l'uomo, che finirebbe col
210     2|             poteva bene avverarsi, ma era ancora così oscuro che le
211     2|         doveva essere ricchissima: vi era una sicurezza così orgogliosa
212     2|           sotto quel fazzolettone, ma era pallidissima.~Allora Tina
213     2|              andare sola, mentre così era una disgrazia, che le colpiva
214     2|             Colpa di chi, se non ve n'era uno migliore? Era forse
215     2|            non ve n'era uno migliore? Era forse colpa di Bettina se
216     2|             forse colpa di Bettina se era stata sempre ammalata? La
217     2|              guardava. La signora non era bella e nemmeno più giovane,
218     2|             povera gente.~La mamma si era voltata ad esaminarla per
219     2|              convenne, ma la sua voce era fessa e negli occhi verdastri
220     2|               bianco: anche la camera era quasi troppo grande, piena
221     2|               il suo giudizio su loro era già formato. Quindi, per
222     2|             qui il dentista.~Il motto era così bizzarro e lo scatto
223     2|             guardarono tremando. Tina era diventata orribilmente pallida,
224     2|        resistere, perchè questa volta era decisa; la madre glielo
225     2|          osare di dirle nulla. Adesso era lei che dubitava: dopo quella
226     2|             al cuore, ma la sua testa era ancora alta, fremente.~La
227     2|              marmo; non disse parola: era così bella in quel momento
228     2|              quelli della febbre. Non era stato così la sera innanzi
229     2|          nulla, non sapeva nulla: chi era dunque quel signore? Perchè
230     2|              non voleva farsi vedere? Era un mostro?~Certo doveva
231     2|              bassa voce.~Il suo volto era diventato più freddo.~-
232     2|         togliendole persino quanto le era rimasto della sua educazione
233     2|             rivedendo la mamma non le era sembrata più la stessa.~
234     2|          sopra una sedia.~Il silenzio era diventato più profondo nel
235     2|            della propria stravaganza.~Era mezzogiorno, per la strada
236     2|            specchio. Per due volte si era accorta di rispondergli
237     2|              signora Cesarina.~Quindi era fuggita senza che gli altri
238     2|            sino dentro agli occhi, si era irrigidita, mentre dalla
239     2|             batteva nel mezzo, l'aria era fervida. Ella invece si
240     2|               giacchè uno spavento le era rimasto nelle carni. Una
241     2|           dallo sportello, ma Tina si era appena voltata senza muoversi,
242     2|             cogli occhi; la piazzetta era vuota e silenziosa. Un suono
243     2|             dello spirito: la vecchia era sdentata, coi pomelli scarlatti.
244     2|               la via.~Ma la fanciulla era sfinita. Adesso quello spasimo
245     2|             vestito non suo. Ella non era mai stata così. Si accorgeva
246     2|        vecchie case: entrò.~La chiesa era vuota, silenziosa. Alcune
247     2|             troppo bianca il silenzio era così profondo che ne aveva
248     2|           ardevano due o tre lampade.~Era rimasta così con la testa
249     2|              La sua ultima sensazione era stata quel lumicino verdastro
250     2|         quella prima angoscia, quando era fuggita improvvisamente
251     2|       ricordava più di lei. Allora le era parso di correre quasi nel
252     2|              nel mezzo ella guardava.~Era impossibile che dovesse
253     2|            tenebre, e il sangue le si era gelato istantaneamente al
254     2|         spasimo supremo, nel quale le era parso di morire, mentre
255     2|                Ma solamente allora le era fuggito il grido acuto,
256     2|                poi un velo torbido le era caduto sugli occhi, e l'
257     2|        increspata, perchè il legaccio era caduto.~La signora Veronica
258     2|      negazione disperata di quanto le era accaduto sotto le mani pesanti
259     2|               di quell'uomo, che se n'era andato sorridente. Ella
260     2|             mamma e figlia l'intimità era sempre stata come fra due
261     2|               offendervi. No, ma così era troppo. Egli rideva: io
262     2|            non si può, non si può.~Si era seduta accanto a lei.~-
263     2|           fossi buttata in Arno. Me n'era venuta l'idea sul ponte,
264     2|           venuta l'idea sul ponte, ma era giorno.~- Che cosa dici?~-
265     2|          voglio vedere Betta.~L'uscio era aperto sul pianerottolo.~-
266     3|           fresco sotto la pelle, e si era raggomitolata nella coperta
267     3|       stearica rosa, bruciata a metà, era ancora sulla sedia accanto
268     3|               all'orlo della sottana. Era il primo, che la sarta della
269     3|            avesse fatto, ma non se lo era ancora messo.~Tina si volse
270     3|              affare dei materassi non era ancora ben preciso. La signora
271     3|        tappezziere; poi nessun lavoro era più divertente: si chiacchierava,
272     3|        aiutarla; la casa ove andavano era di gente ricca, una famiglia
273     3|               è il primo, l'altro non era mio.~- Cosa importa? prendimi
274     3|               forza di raggomitolarsi era salita tutta sul cuscino,
275     3|               occhi melanconici; Tina era veramente ammalata, aveva
276     3|              che sino dall'alba le si era piantato nel mezzo della
277     3|             nella camera abbandonata: era sola, fredda per sempre.
278     3|           molto?~- Non lo so.~Bettina era già scesa dal letto.~- Aiutami,
279     3|       vorrebbe portargliela via.~Tina era vestita: rimise lo specchio
280     3|             mostruosamente. Il vicolo era quasi deserto.~Siccome non
281     3|               capiva che la febbre le era cresciuta, ma che avrebbe
282     3|               infinitamente distante. Era uscita per chiedere alla
283     3|               letto; ma tale pensiero era così fisso e profondo che
284     3|              dentro: Perchè? Che cosa era stato? Tossiva, aveva il
285     3|         sinistra, dacchè la febbre le era cominciata una sera sul
286     3|           oncia di olio di ricino, ma era stato peggio: quei sintomi
287     3|           Betta.~Adesso per la strada era ripresa dalla stessa paura:
288     3|       riscaldandole un po' il sangue; era proprio un sole di maggio
289     3|             velo luminoso e leggiero. Era l'ultima volta che starebbe
290     3|       invidiava più.~La sua debolezza era così profonda che non avrebbe
291     3|            alle sue parole, ma oramai era impossibile tornare addietro.
292     3|        fermandosi più volte. La porta era semiaperta.~- Ah! voi, come
293     3|              agli occhi; il corridoio era buio, la signora Cesarina
294     3|          volta che delirante, ferita, era discesa a precipizio le
295     3|            silenziosa. La sua vita si era spezzata quel giorno senza
296     3|               il suo ultimo desiderio era di allungarsi nel letto
297     3|        rimaneva da compiere.~La folla era cresciuta: carrozze, figure,
298     3|              strana meraviglia, tanto era pallida e debole; le sue
299     3|          morire.~Lo sapeva, ma non le era mai sembrato diverso dall'
300     3|            Invece, quando si destava, era sempre sorpresa dalla sensazione
301     3|              a lagnarsi perchè niente era ancora mutato davvero nella
302     3|               dei piatti; la mamma si era ordinato un vestito, ma
303     3|           donne cattivi sospetti.~Poi era venuto quel male segreto
304     3|              tossiva, e la voce le si era abbreviata.~Così camminando
305     3|              con quel passo di ombra, era giunta sul ponte Santa Trinità.
306     3|              mai visto il mare, ma le era stato detto: acqua, acqua,
307     3|         distendessero tacitamente: ma era opaca. Che cosa vi si nascondeva
308     3|               due muri di macigno non era bello.~- Andiamo, - disse
309     3|            Qualcuno, rasentandola, si era già voltato, tocco da un
310     3|             così triste e così breve. Era stata una fanciulletta malinconica,
311     3|               lacerazione, la vita le era apparsa improvvisamente.
312     3|             improvvisamente. Che cosa era? Perchè? Perchè uno sconosciuto
313     3|              più insopportabile paura era appunto di sentirsi così
314     3|        indugiava quasi immobile e non era invece che l'agguato muto,
315     3|          pareva allora molto lontana.~Era dunque questo per lei l'
316     3|         andare innanzi. In fondo, non era mai stata  donna,  madre.
317     3|              cosa l'avvertiva che non era vero; una donna poteva sempre
318     3|             allo stomaco; però adesso era troppo tardi. Tutto finiva
319     3|        indifferenza anche coi vecchi. Era sempre la stessa fanciulla,
320     3|              sera che egli, il primo, era fuggito gridando: Sàlvati.
321     3|              parlavano? Perchè non le era mai apparso? Qualche volta,
322     3|           subito sapendo di morire.~N'era certa; da tre o quattro
323     3|           nella lontananza del fiume: era dunque passato molto tempo
324     3|               Salutò.~La sua casa non era molto lontana. Col cuore
325     3|               sul pianerottolo: Betta era di , nella propria camera.
326     3|            figlia. Evidentemente Tina era ammalata: una febbre fredda
327     4|          signora Veronica, - Tina non era fatta per una simile vita:
328     4|               Sciaguratamente.~- Tina era bella, poteva fare fortuna.~-
329     4|               lo dica? Ecco, Ella non era nata per questo: scommetto
330     4|       guardava mai in faccia un uomo, era un povero sorbetto la vostra
331     4|          Veronica aveva ragione. Tina era tisica; forse la malattia
332     4|             tempo, ma quell'olocausto era bastato a determinare l'
333     4|                Ma il volto di Tina si era oscurato; respinse l'abito
334     4|               Tina non rispose.~Betta era andata a sedersi presso
335     4|             nel quale una biroccia si era fermata.~Le sonagliere tintinnavano.~
336     4|       principio della notte. La porta era aperta, la signora Veronica,
337     4|           nulla; l'uscio della camera era chiuso.~Egli si era seduto
338     4|            camera era chiuso.~Egli si era seduto a capo del letto,
339     4|               un singulto.~- La mamma era ammalata: avevamo fame.~-
340     4|            sull'anima senza entrarvi: era la prima volta che qualcuno
341     4|               una gomma sulle labbra.~Era sfinita.~Il vecchio se ne
342     4|              pianerottolo.~Il vecchio era già all'uscio.~- Buona sera,
343     4|          dolenti: e la sua gravidanza era così inoltrata che ne sentiva
344     4|            impazienza.~Allora Tina si era voltata per fuggire.~- Dove
345     4|            dietro le loro spalle. Chi era? Tina tentò di rivolgere
346     4|               entrarono nella chiesa. Era enorme; una lampada sospesa
347     4|            destra della grande navata era scavato un buco simile ad
348     4|              si avvide subito che non era abbastanza profonda per
349     4|        piccola chiesa, nella quale si era rifugiata fuggendo dalla
350     4|         raddrizzandosi.~La sua faccia era ridivenuta mite e stanca
351     4|             Anche il vecchio prete si era rivoltato e i suoi occhi
352     4|              una statua; il suo volto era così triste che le fece
353     4|               atteggiamento. L'abisso era profondo. Lungamente ella
354     4|          porta, nel mezzo della quale era inchiodata una croce bianca.
355     4|           porta: tutto il suo volto n'era gelato.~E rivolgendosi scorse
356     4|             senza ricordarne il modo, era fuggita da quella nicchia
357     4|           tenebra molle come un fumo: era inutile, era tardi. Una
358     4|            come un fumo: era inutile, era tardi. Una seconda fila
359     4|     irrigidito dal freddo della morte era diventato lucido come un
360     4|           contatto la fece trasalire; era il primo mattone, poi un
361     4|      profondità di quel vano. No, no, era impossibile, non potevano
362     4|            anche il suo bambino. Egli era più innocente di lei; perchè
363     4|               nel cervello.~Lui, lui, era lui, il padre!~Ma nell'orrore
364     4|             riuscì.~La faccia di Tina era scomposta: un pallore cadaverico
365     4|              pallore cadaverico le si era diffuso per tutto il volto,
366     5|               QUINTA GIORNATA~ ~Betta era corsa piangendo nella camera
367     5|               un'altra; il naso le si era affilato e un'ombra le aveva
368     5|                L'aria della camera si era riscaldata, il sole copriva
369     5|         sbieco senza muovere il capo. Era bello: ma le piante morte
370     5|             fuori della tavola.~Betta era rimasta con quel fazzoletto
371     5|             capo; ma siccome Betta si era ancora spostata potè vedere
372     5|               confidenze; il discorso era tornato sulla Gemma, che
373     5|          discorso delle due donne, si era rivolta al letto: il sole
374     5|               si mosse: la sua fronte era quasi verdognola, e il sole
375     5|               Tina. Dormiva? Che cosa era? Betta ripetè il medesimo
376     5|             mano sporgente dal letto. Era fredda.~Un inesprimibile
377     5|            tornò al tavolo. Anche lei era diventata pallidissima:
378     5|            morta: nessun dubbio, Tina era già spirata silenziosamente,
379     5|          ombra dentro la bocca aperta era diventata quasi nera.~ ~ ~ ~
380     6|             obbedita. Quel pomeriggio era stato lungo. La signora
381     6|         ultimo distacco.~Adesso tutto era finito.~Il trasporto di
382     6|     annebbiava la vista. Solamente le era rimasto un tremito nelle
383     6|      mozzicone di candela, - mormorò.~Era la prima idea; pel resto
384     6|          qualche cosa. E il suo gesto era così stanco che la signora
385     6|       ripeteva:~- Lasciate, lasciate.~Era vero, se ne accorgeva anch'
386     6|               non soffrire come se lo era immaginato; i suoi occhi
387     6|        spiegarne il motivo con tutti, era sembrata quasi una delle
388     6|               poco dopo il cavallo si era allontanato battendo sonoramente
389     6|             sulle lastre.~Pallida, si era alzata per andare alla finestra:
390     6|               Nelle scale il silenzio era profondo. Sempre colla mano
391     6|            della signora Veronica; ma era chiuso.~Intese parlare al
392     6|             corona bianca di narcisi. Era questo il regalo chiesto
393     6|              bara. Ma capì che adesso era finita ogni intimità, d'
394     6|             ripagandole il beneficio. Era così, non doveva essere
395     6| indefinitamente in quel silenzio.~Dov'era Tina?~Nel cimitero lassù,
396     6|          uomini esistessero, e invece era morta a sedici anni per
397     6|           tosto: perchè lagnarsi? Non era inutile?~Se in quel momento
398     6|               trovò.~Anche il secchio era vuoto.~Una sete l'ardeva;
399     6|          spasimo di arrembatura. Tina era lassù.~Anche nei giorni
400     6|          delle loro anime. Anche Tina era stata così: la sua giovinezza
401     6|               si vedeva in faccia.~Ma era già all'uscio, rabbrividendo
402     6|        accaderle. Si ricordò che Tina era rimasta per sempre colla
403     6|              chiudendole gli occhi si era dimenticata di stringerle
404     6|            madre questa sensazione si era rinnovata poi dolorosamente,
405     6|            fronte.~Entrò.~La finestra era aperta, nella camera illuminata
406     6|           chiarore della notte niente era mutato: rapidamente si diresse
407     6|     ineffabile del silenzio. Ah! come era sola adesso che Tina non
408     6|             anche nel sogno! Il letto era sempre così. La signora
409     6|         Veronica invece di rifarlo si era contentata di spianarvi
410     6|        bisbetica e di trattarla male. Era lei, la mamma, che faceva
411     6|            come dentro un incanto. Ed era morta per darle da mangiare,
412     6|              darle da mangiare, non c'era più.~- Tina, Tina! - ripeteva
413     6|         afferrò il cuscino, sul quale era spirata; lo strinse, lo
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