Cap.

 1   2| contadino il quale si dannava l'anima perchè nel "Palazzo" era
 2   8|        e spaventi mi ferivano l'anima.~Mia madre, quand'ebbe intriso
 3   8|        aggricciare la pelle e l'anima.~Un giorno, un ubriaco,
 4   8|        sicuro di non incontrare anima vivente. Il fogliame degli
 5   8|      penetrante, la mia piccola anima si apparecchiava come a
 6   8|  quercia ed ascoltavo, e la mia anima, piccolo uccello bianco
 7   8|     ossatura mi schiacciarono l'anima giovinetta. Volevo fingermi
 8   8|         del tutto la mia povera anima, annientavo me stesso e
 9  11|         si diffondeva nella mia anima e la marmava.~Il "Palazzo"
10  11|  diffuso stancava la mia povera anima. Dio non vi si poteva nominare
11  12|        madre che per salvarmi l'anima mi avrebbe attaccato il
12  13|         ma mi sentivo cascare l'anima a pezzi. Per tutta la notte
13  14|   sosteneva che i rasoi hanno l'anima.~Su questo argomento parlava
14  14|       detto che i rasoi hanno l'anima.~Sbarbando un morto i rasoi
15  19|         dalla tubercolosi, nell'anima dalla passione.~Lo rivedo,
16  20|     avrei trovato la morte dell'anima e del corpo, avanti non
17  21|       in agonia, la sera rese l'anima a Dio.~Mia madre osservando
18  21|        leccio si doleva come un'anima persa: –È vergogna, è vergogna!~
19  21|        avuto sulla pelle e sull'anima il marchio della "Canaglia"
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