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| Alfabetica [« »] equilibrava 1 equilibrio 3 er 1 era 277 eran 4 erano 87 eravamo 1 | Frequenza [« »] 300 in 297 l' 292 si 277 era 274 come 239 con 205 per | Lorenzo Viani Il figlio del pastore Concordanze era |
Cap.
1 1| di Borbone al cui soldo era pure mio padre. Mi chiamo 2 1| nè raccorciata dal tempo, era alta, rassodata dai trent' 3 1| mortificato dalle umiliazioni era florido e tarchiato. Le 4 1| Palazzo" – della "Canaglia", era la sua: quel lettuccio da 5 1| sembra che diventi di pietra, era il suo giaciglio. I servi, 6 1| bofonchiava iroso – Caraco! Poi v'era il "signor Squarza", obeso, 7 1| come un luccio. Il terzo, era il "signor Orticosa": dritto 8 1| una vecchia spinetta che era nella Cappella; le sue dita 9 1| Una figura d'alto rilievo era, nel "Palazzo", il Generale 10 1| colletto, alto, inamidato, era frangiato dai peli del petto 11 1| lui.~Tra i personaggi, v'era anche il Conte De Lassuenne, 12 1| rigido e specchiante com'era. Il Conte doveva essere 13 1| anni perchè il suo cranio era lucido e mondo come una 14 1| voltata del cranio del conte era striata di filetti neri. 15 1| biancospino fiorito.~Il corteo era uno spettacolo; le quattro 16 1| trine di sete crude, che era come un ricamo di travertino 17 2| II.~ ~La "Canaglia" era geldra varia. Giuliano e 18 2| italiano della scuderia era soprannominato "il Nasone" 19 2| egli beveva anche quando era bardato della livrea celestona, 20 2| cancello della Reale Tenuta c'era una rimescita di vino padronale 21 2| davanti alla rimescita e non c'era più né modo né verso di 22 2| il trotto.~Lo stalliere era un contadino il quale si 23 2| anima perchè nel "Palazzo" era proibito, come lepisto le 24 2| buccia di una noce. Egli era continuamente sborniato 25 2| digrumava cicche e moccoli. Era l'unico che poteva cibarsi 26 2| infanzia, il sotto-cuoco era un certo "Gioasse"; lo chiamavano 27 2| gioasse. Dunque, Gioasse, era uno di quegli uomini nati 28 2| invariabilmente.~Gioasse era uno di quegli uomini di 29 2| elefantiasi; da taciturno che era diventò sboccato e lubrico; 30 2| sguattero si chiamava Sisto ed era meschinissimo di statura, 31 2| reale. L'altro sguattero era un ragazzone bianco e rosso 32 2| suo padre, guarda-boschi, era stato freddato con una fucilata 33 2| viso dal vaiolo... Poi, v'era il fattore, un codino partigiano 34 2| non li poteva vedere. Egli era uno scapolo vecchio, barboso, 35 2| gli orecchi. Il fattore era fanatico della lettura, 36 2| parola. Noi, quando egli era ben bene concentrato nella 37 2| in cui mi gittò nel pozzo era ubriaco, al fresco e al 38 2| Cristoforo. Quel giorno, era il giorno dello Spirito 39 2| caddi nella darsena Vecchia; era il giorno di San Giuseppe 40 2| di un bastimento; uno che era sulla calata col vestito 41 2| imbuzzai d'acqua marcia ed era lì lì per scoppiarmi il 42 2| fiato di urlare: Aiuto! Si era nel bosco, e udì uno che 43 3| III.~ ~Il "Palazzo" era in mezzo a una selva millenaria, 44 3| edificio di stile granducale, c'era una quinta di lecci, tagliata 45 3| sotto il tiro dei cannoni, era selvaggia; di frequente, 46 3| gentiluomo, di guerriero e di re, era alto due metri ed incuteva 47 3| eretta sul collo gagliardo, era intrepida con gli occhi 48 3| più umili accattoni. Egli era taciturno e pensoso. Quando 49 3| taciturno e pensoso. Quando era fra i famigliari sollevava 50 3| qua e di là, il "Palazzo" era fiancheggiato da due platani 51 3| coperto di edere; in terra c'era la borraccina alta che pareva 52 3| piangesse sempre. La chiesa era addossata al "Palazzo", 53 3| terra, dentro le ciuffaie c'era un canto perenne di uccelli. 54 3| davanti alla chiesa.~La chiesa era anche il Mausoleo dei Borboni 55 3| ucciso a Parma nel 1854, era addossato alla fiancata 56 4| San Martino in Vignale, c'era il palazzo di Maria Teresa 57 4| quando Maria Teresa Felicità era ancora pargoleggiante nella 58 4| fermamente: – Quel principe che era con noi, sarà il vostro 59 4| vostro sposo.~Il principe era Carlo Lodovico, volubile, 60 4| che il suo diletto figlio era stato assassinato, vestita 61 4| essere adorato, il quale era già di pietra sopra un'urna 62 4| notte, quando il palazzo era tutto illuminato, pareva 63 4| umile Pieve di San Martino era là, nel fondo, piccola piccola, 64 4| fiancatella bianca della chiesetta era corsa da un'ombra nera. 65 5| pesante come il minerale, era stato sfornato per tanti 66 5| spiomba le spalle.~Quanta tela era uscita dal telare: tela 67 5| sotterra i defunti.~Quanto vino era sprillato razzente dallo 68 5| Sul "Luogo" di mio padre c'era la grazia di Dio.~Il padronato 69 5| grazia di Dio.~Il padronato era caritatevole.~Le mele le 70 5| La casa di mio padre era al di là del Canale della 71 5| quando tutti erano ad opra, era rotto dal grugolar dei maiali, 72 5| grugolar dei maiali, l'aria era salata dal tanfo dello stabbio. 73 5| capovolte a colpi di marrone, era una signora.~Le pecore brucavano 74 5| La casata di mio padre era senza aspirazioni. Tutta 75 5| sulle mani scheletrite. Era agghiacciante udire il cieco 76 6| ardua come un baluardo, c'era acchiocciata la casa dei 77 6| acqua corrente del Serchio, era situato al centro della 78 6| cose che hanno fiero odore) era situato lontano dalla casa 79 6| senza strepito gli affanni, era l'unico prodotto che il 80 6| dei porci.~Nel celliere c'era allogato anche il telare: 81 6| dei fili. Anche il telare era sacro nella gran casata 82 6| Essendo il capoccia non era mai contraddetto da nessuno: " 83 6| grazia di Dio ai porci.~Era la Milla che trafficava 84 6| lustravano come verniciati; era lei che condiva nei tondini 85 6| uno e all'altro.~Ella non era la madre, ma la matrigna, 86 6| cipressi, su un verde agro c'era il Cimitero piccolo come 87 6| posto" provvido.~Il "luogo" era il medesimo che ebbero i 88 6| avvertiva che l'uragano era imminente. Ma se il pettirosso 89 6| e il profumo dei fiori era più dolce, il suo cuore 90 6| esultava perchè fuori v'era la certezza di un sole radiante.~ ~ 91 7| festa grande. Mio nonno, era seduto come un Dio Lare 92 7| quel memorabile mattino, era acceso d'aurora. Negli oliveti 93 7| Il piazzale della chiesa era popolato di valligiani attoniti 94 7| Palazzo" all'epoca in cui era stata sbaragliata e trucidata, 95 7| Isabella usurpatrice.~Il re si era battuto in nome di Dio in 96 7| sotto le grandi quercie, era trascorso appena un lustro 97 7| accennando il bosco tenebroso, era colto da terrori e spaventi: – 98 7| che, coll'andar del tempo, era diventata come bava di gatto.~ 99 7| incicciava un dito su cui era un callo rincallito, ci 100 7| strabuzzava il capecchio di cui era imbottito, diceva con tono 101 7| moglie tutte le volte che era presente.~– Somiglio il 102 7| verso di lei, onde ella, che era pacata, commentò benevolmente: – 103 7| che, nell'attigua camera, era intento a sbarbificarsi, 104 7| Pisa fino a Bari dove c'era un arruolamento di garibaldini 105 7| miracolose. Sulla toletta c'era anche una ceretta di cosmetico 106 7| ha detto che Garibaldi era un diavolo rosso: il mio 107 7| barbino. Quando la funzione era finita si andava a sbarbare 108 7| addirittura si poteva dire, perchè era grande come un mezzo cilindro. 109 7| mattina il mio padrone si era messo anche le decorazioni 110 8| madre, per bene impastonare, era salita sopra una panca. 111 8| Un Crocifisso di legno era imbullettato sopra il capo 112 8| rispondere.~Mia madre, allora, era oceanica, esuberante, piena 113 8| Anche nella disperazione era potente, le sue lacrime 114 8| ma, voltati di là, non era altro: una vela gialla che 115 8| La boscaglia a quei tempi era vergine: gli alberi di fusto, 116 8| degli ontani che marciva era spesso il mio giaciglio. 117 9| tutti le dicevano così, era una donna attempata, anemica 118 9| tumide e spente. La "monaca" era polputa ed aveva il ventre 119 9| il ramo di un olivo che era nel mezzo all'orto, lo guardava 120 10| Questa misteriosa parola era scritta anche sul carrettone 121 10| maestro, della gotta da cui era afflitto, incolpava gli 122 10| verso il temerario. Egli era il Lucchesi: naso a sparafumo, 123 10| nel mio costume.~Noi che s'era stati testimoni, si aspettava 124 10| parecchie zucche; il supplizio era condito da arguzie cinesi.~ 125 10| Perchè il nostro maestro era arguto e sottile; su di 126 11| carogna straccata dal mare era una donna.~Scappai inorridito. 127 11| Alla poveraglia del paese era interdetto l'ingresso nel 128 11| però tutti i giorni le era proferto qualcosa al cancello: 129 11| sfrutta dal mal del logro; c'era Pinanni, divorato dall'etisia, 130 11| dicevano la "Giallona" che le era andato il sangue in acqua 131 11| una pecora rognosa. E c'era una "Rossa" che aveva una 132 11| augnar dei pani. Poi, v'era la progenie dei viandanti, 133 11| sua presenza al "Palazzo" era palese da un mutismo che 134 11| terrore della divinità che vi era diffuso stancava la mia 135 11| Canaglia" famula di Dio, era spietata quando serviva 136 11| Palazzo" certe stampe in cui c'era effigiato Paolino Pallas, 137 11| il mio più grande amico era un gobbo di pel sagginato, 138 11| Santissimo. Che un altro era un calzolaio tubercoloso 139 11| come le civette. Un altro era un tappezziere cieco da 140 11| dallo Stato. E che un altro era uno sgalerato che ne aveva 141 12| raccontando di una donna che era stata flagellata dal marito 142 12| poi la sua disperazione era all'eccesso allora urlava: – 143 12| dei frati: – La Palestina era prima il paese dei Filistei, 144 12| sembravano bruciare.~La notte era intanto calata e il parco, 145 12| verde setato, sugli orli era incendiato d'oro; sullo 146 13| di nero; la barba gli s'era filettata di argenti e la 147 13| ricordo il sole. Il mare era sempre torbo come ceneraccio, 148 13| Livorno.~Quando al "Palazzo" c'era il Sovrano noi si stava 149 13| dai cesti delle pagliole, era per me un palpito di speranza. 150 13| provavo la morte.~Il "Palazzo" era sempre frequentato da grandi 151 13| villa delle Pianore, ove era fidanzato con una delle 152 13| fidanzato di donna Bianca, era altissimo, con tutti i segni 153 13| appena anche quand'egli era in capelli.~Il principe 154 13| rosa.~Ma il più notevole era il fidanzato di Donna Alice, 155 13| cose.~Soltanto il Sovrano era taciturno. Anche in quei 156 13| folto della boscaglia.~Se era al "Palazzo" lo seguiva 157 13| regale di Goja, donna Elvira, era la più taciturna e la più 158 13| Oceano. L'arcano silenzio era rotto dal crocidare di volatili 159 13| la voce di mio padre che era diventata come quella di 160 13| fagotto di panni. In un giorno era incaschito di quindici anni. 161 13| argilla. Ingozzato che s'era faceva piastrone sullo stomaco 162 13| anno dal licenziamento, era diventato un'ombra. Il corpo 163 13| stanco.~Il nostro vicinato era di casupole a cui mancavano 164 13| udiva gridare: – Aiuto! Era un inferma che scheletriva 165 13| affogati due figli nel mare; era sempre vestita di nero e 166 13| male.~Odorava di latte ed era chiaro più chiaro del camicino 167 13| accostumato nel "Palazzo", si era colto di spavento. La vergogna 168 13| padre, abbandonato da tutti, era diventata, tedio, fatica, 169 13| Nel mezzo alla chiesa c'era un catafalco a cui ardevano 170 13| capo, fissò il teschio, che era nel mezzo del panno nero, 171 13| sentivo che la nostra rovina era prossima. Un gran tremito 172 13| pietrame bigio del molo, c'era tutto lo scenario delle 173 13| conseguenze tragiche. L'ucciso era figlio di un marinaro a 174 13| che, come una ghiandaia, era sfalcata nel folto della 175 13| alla tettoia.~La tettoia era sul canale deserto. Quando 176 13| pietrato. Dall'altra parte c'era un fondaco ripieno d'ossa 177 13| sulla cui nottola nera c'era una fiamma bianca gelata 178 13| accagliate di sangue, c'era rimasto sbuzzato un guanciale 179 13| tettoia nessuna trasandata vi era capitata.~– Se te ne giovi 180 13| un campo rosso e la testa era a dissetarsi entro una fossa.~ 181 13| posato i crisantemi motosi era quella della sua donna.~ 182 14| parrucchiere teatrale e pedicure, era quella che aveva dato la 183 14| imbottito di capecchio, era dentato e graduato: alzandolo 184 14| patibolo.~Il mio padrone era l'unico in tutto il paese 185 14| paravento s'apriva e il cliente era là steso, col vestito delle 186 14| questo rasoio andava che era un bigiù, ora si è incantato: 187 14| pomeridiano.~Il mio padrone era seduto al telaretto, intento 188 14| ricchi.~Per la bottega c'era sempre un gobbo benestante 189 14| pezzetto del giornale in cui era scritto il mio nome, quando 190 14| cassetta da pittore a cui era legata una specie di bacchetta 191 14| baracca che da se stesso s'era fatta sul mare con il fasciame 192 14| fasciame di una barca che era naufragata.~Un altro spiritato, 193 14| aperto come un pipistrellone era attaccato al tetto rovinato.~ 194 14| Domenico Guerrazzi. Egli era come il minerale che non 195 14| il tetro del luogo da cui era uscito.~Ma allora, per parlare 196 15| quando avevo detto una cosa era quella. Mia madre sbracciò, 197 15| capo di questi guardiani era ammogliato con una sorella 198 15| impedivano di leggere, e questa era la sua croce perchè egli 199 15| vellutati e neri. L'adolescente era rimasta orfana da pochi 200 15| si ritirò con la zia che era la seconda moglie di mio 201 15| qualche tempo, l'adolescente s'era fatta una donna. Mano mano 202 16| Nel tumulto di un corteo c'era, in testa a un gruppo di 203 16| sulla cravatta. Quel signore era il prefetto conte Guglielmo 204 16| furon tutti di reputazione, era il tuo. Faccia di galeotto, 205 17| XVII.~ ~Il mio mondo era quello degli infelici; verso 206 17| ribellione.~Narro un episodio. Era un giorno di ottobre. Quando 207 17| piombo. Poco distante c'era una ceppa d'ontano; di corsa 208 17| lago che, sotto il vento, era diventato torbo e lontano, 209 17| fumava, il barchetto nero era varato in terra. Feci un' 210 17| verso il focolare dove c'era il paiolo col mestone infilato 211 17| apparecchiata; sul tombolo, tanto era grande, sarebbe stata ritta 212 17| teschio, la voce della donna era spenta.~Mangiava a bocconi 213 17| collo verso la stanza dove era sparita la donna, ma il 214 17| sparita la donna, ma il buio era così intenso da non farmi 215 17| poggiasse sempre sul fondo.~Era una giornata piovigginosa, 216 17| scurite, ma l'aria del mare era ferma; i biodoli, che si 217 17| disperata la donna – quando era bimbo no, ma ora che ha 218 17| serpe, giù nella gola c'era un gorgoglìo d'acqua come 219 18| suo canto. La vecchietta era sempre circondata da una 220 18| Però la Mamma dei cani era così dolce che nessuno mai 221 18| quella di un sensale.~Essa si era tanto affezionala alla Mamma 222 18| persuadere che la Mamma dei cani era una signora di molto rispetto 223 18| giovanotto fatto quando seppi chi era la Mamma dei cani: rimasi 224 18| notizia che la Mamma dei cani era morta.~– È rimasta come 225 18| la camera dove sul letto era stecchita la loro Mamma!~ 226 19| figlia della padrona di casa, era sordomuta e già grigia, 227 19| di colera, il capezzale era quello della cassa dissepolta. 228 19| dissepolta. Sopra il mio capo c'era una croce. Sotto il capezzale " 229 19| Bell'Arti.~Il mio recapito era in via dell'Anguillara, 230 19| carbonchio – tutto rattoppato, era nel fondo, strippato. "Bronzino" 231 19| al Pozzo di Santa Zita c'era una rimescita di vino da 232 19| il fondaco di Bronzino v'era un tavolone su cui era scritto 233 19| v'era un tavolone su cui era scritto a caratteri rugginosi 234 19| fatto delle rivelazioni, era riuscito a farsi credere 235 19| dissepolto.~Qualcuno per lui era da anni ergastolano.~Ricordo 236 19| determinato e freddissimo.~Egli era ottico e la sua professione 237 19| d'Italia lo chiamavano.~Era carnevale, le maschere strepitavano 238 19| domino s'alzò la maschera: era l'Ercoli di cera.~ ~Alla 239 19| e tutto pepe che quando era molestato dai ragazzi diceva 240 19| Misericordia di dio!~Spara orsi era caduto di bel nuovo nel 241 19| dannato dantesco.~Capo tavola era il "Cavalier Grotta", dicevano 242 19| riva.~Quando il Cavaliere era sopraffatto dal vino e si 243 19| a soma.~Anche "Macella" era della comitiva. E c'era 244 19| era della comitiva. E c'era una donna leta, la quale 245 19| compagno più affezionato era un bastardo.~Quando sua 246 19| Ruota'', così tenero com'era, gli suppliziò una gamba 247 19| dette ricetto alla Ruota, c'era stata messa una croce di 248 19| suoi movimenti, tosto che v'era deposto l'innocente, con 249 19| Sopra un'aia impietrata v'era come uno spettacolo a cui 250 19| della bastardella e che era venuta per portarla seco.~ 251 19| la voce, la sua figliola era stata una donna di servizio.~ 252 19| quindicina di giorni che s'era allogata, girottolò la città 253 19| giovanotto ben portante. Chi era? Lei non lo seppe mai, né 254 19| ancora nel capo del popolo, era l'ordigno che prendeva dalle 255 19| sfumino: così celeste com'era sembrò una lama. Fece il 256 20| giovanotto veniva dalla Russia ma era italiano, e asserì che, 257 20| avendo girato il mondo, si era convinto che il miglior 258 20| di pietra: quel signore era Don Carlos di Borbone, il 259 20| sigillata e bollente, s'era aperta lievemente e dal 260 20| l'armatura della volontà era crollata.~Ebbi di lui la 261 20| libraio del pontremolese che era quasi acciecato, il quale, 262 20| un ombrellaccio.~L'uomo era dotto quanto il suo scaffale. 263 20| vecchio amico, il quale era andato lì lì per addottorarsi, 264 20| perniciosi e che l'autore era un illuso. La cosa che più 265 20| la via XX Settembre non era stata ancora artefatta. 266 20| il Santissimo. Fiele, che era uno stronco d'uomo e si 267 21| Dal giorno che mio padre era stato licenziato su due 268 21| due piedi nessuno di noi s'era più fatto un cencio. In 269 21| preso da tremito, il dimani era in agonia, la sera rese 270 21| osservando mio padre morto che era vestito dei panni coi quali 271 21| che vi rientrammo la casa era soleggiata. Attaccati in 272 21| scapole e i pantaloni dove c'era l'impronta della sua armatura. 273 21| sua armatura. Il cappello era sopra e, sotto i pantaloni, 274 21| dei Fondora.~Il palazzo era vuoto di "padronati". I 275 21| ferrata, l'altro ciglio era insanguinato dai rami dei 276 21| bianco tutto cipressato era come un'isola tra i campi 277 21| anni riposò mio padre v'era sepolta una giovinetta sotto