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'na-attra | attre-circo | ciren-duomo | durav-gonne | gorgo-liber | libra-ornat | orrib-quivi | rabbu-scass | scava-statu | stavo-valli | valor-zufol
         grassetto = Testo principale
     Cap.grigio = Testo di commento

1 | 'Na 2 | 10 3 | 13 4 | 16 5 | 17 6 1| ESPANA~EL 2 DE ENERO DE 1816~MUERTO IN VIAREGGIO~EL 26 7 4| Quando il 13 Marzo del 1826 morì in Roma l'ex Regina 8 3| Spagna, ucciso a Parma nel 1854, era addossato alla fiancata 9 7| familiare.~Correva l'anno 1866 quando il vedovo padre di 10 16| delle muse, il quale nel 1873 in Bologna aveva dato la 11 5| Quando il 16 Luglio del 1879 si spense santamente Maria 12 1| sera di Tutti i Santi del 1882. Sono stato battezzato il 13 1| 1895~SU AGRADECIDO~10 MARZO 1896~CARLOS~ ~La superstiziosa " 14 Ded| incolume l'Adriatico dal 1915 al 1918 e, in pace, cadesti 15 Ded| l'Adriatico dal 1915 al 1918 e, in pace, cadesti fulminato 16 | 2 17 | 26 18 | 30 19 | 70 20 20| noi, si schiariva al lampo abbagliante: Al di del bene e del 21 13| si adeguavano nel grigio abbagliato dai fanali del Tino e di 22 21| vigneto, a perdita d'occhio, abbagliava di tenero verde, qua e 23 20| e non vidi che nero. Poi abbagliò San Marco.~Il campanile, 24 19| immascherato a donna. Destandosi abbaiava a urli di lupo, poi si piantava 25 17| raccoglie le vele all'antenna, abbandona la barra del timone e gli 26 18| trattava come ragazzi di strada abbandonati.~Io ho saputo molto più 27 7| vide sulla sua casa, che abbandonava per sempre, una levata di 28 4| Regina d'Etruria, egli si abbandonò ad una vita pazzesca, dimenticando 29 12| alla bocca, fra i tronchi abbarbicati dalle liane e le ciuffaie 30 8| tanti. L'ellera più soda s'abbarbicava alle radici serpigne che 31 13| sopra una pianta di quercia abbattuta e dormivo con la illusione 32 7| gesto offerente. Mia madre l'abbellivano le sorelle in una camera 33 12| Giunto al Calvario, Gesù fu abbeverato con vino commisto a mirra 34 1| giomella di quando egli si abbeverava, a mani accoppiate, su per 35 | abbian 36 | abbiano 37 18| che non sappiamo nemmeno l'abbiccì e la Santa Croce!~– Prendeteli: 38 13| vele gialle nelle darsene abbisciano le croci, i rantoli degli 39 20| tartana e dormii su delle vele abbisciate da basso. Tutta la notte 40 5| anche dopo la cottura, che abbraccia e riempie lo stomaco, che 41 15| finito la lunga litania, s'abbracciarono e piansero lungamente.~Il 42 12| ni parlaste~dolcemente l'abbracciaste~O figlio che uscisti di 43 17| un sogno, vedo una donna abbracciata alla prua del barchino capovolto, 44 10| sotto il banco un randello abbrividito di nodi che, così a occhio 45 8| sacro. Quando la saetta abbrividiva nel cielo turchino e i tuoni 46 13| Dietro a lui le vele gialle abbrividivano i toni. Croci e Calvario 47 7| disperato dal destino "Carlista" abdicava in suo favore, gravava sul 48 13| sotto l'ombre fosche degli abeti.~I due colossali platani 49 8| fingermi di nulla ma non potevo abissare, in questa voragine tenebrosa, 50 20| febbricitanti e un lago in cui abissava il cielo già scuro.~Discesi, 51 8| per volta avrai scavato un abisso pauroso dove ora è il sabbione 52 13| a nottate sane. Qua e abitavano vedove di marinai annegati. 53 15| e dalla vicinanza delle abitazioni private; luoghi dove si 54 18| dei cani!~A noi ragazzi, abituati a prendere i cani randagi, 55 8| scricchiolavano. La grande acacia del mio orto percuoteva 56 7| farà un altro.~Dopo questi accaduti, Fortunato diventava frenetico 57 10| sobbollito delle puntate che accagliano il sangue tra cotenna e 58 13| di candela. Sulle coltri, accagliate di sangue, c'era rimasto 59 16| mi mostrò il nastro rosso accalappiato come un capestro. Vedendomi 60 7| Franco-Prussiana, nomi su nomi si accalcavano nelle sue mirabolanti narrazioni: 61 10| Simon Mago. Tra loro due si accapigliavano in discussioni che duravano 62 12| in Terra Santa! Mi sento accapponire la pelle: guardate! – E 63 1| servire il Conte! La sua carne accapponita sgranava sotto il rasoio 64 15| avevano lasciato dei guardiani accasati sui crociali degli stradoni. 65 11| viandanti, dei vagabondi, degli accattarotti, tutti quelli che scendevano 66 3| inchino anche ai più umili accattoni. Egli era taciturno e pensoso. 67 1| allumachita dalla bocca, accenciato sopra una poltrona imbottita; 68 17| quella polenta?~– Per non accendere il fuoco tutte le sere gli 69 10| piccolo arco della bocca accenna un tacito sbadiglio?~Uno 70 7| cimitero, e, col bastone accennando il bosco tenebroso, era 71 12| ella uno di quei giorni accennandomi la forcella di un platano 72 20| degli altri. I padri lo accennavano ai figli come il Santissimo. 73 10| Gli occhi erano di brace accesa.~– Poi c'è questo – e nel 74 8| prunaie accestite, spinose, accese di lumicini gialli e perenni, 75 13| coniugato.~Commise il peccato ed accettò serena la penitenza spietata.~ 76 2| il cuore quando mi sentii acchiappare per i capelli e svelgere 77 6| come un baluardo, c'era acchiocciata la casa dei miei; il pozzo 78 6| tirenti, scriminati che si acchiocciolavano sugli orecchi. Al lato destro 79 10| pidocchio fu l'argomento che acciecò tutte le madri. Il maestro 80 17| giornate larghe di sole sta acciocchito come una serpe al sole, 81 18| al calar del sole, le si acciocchivano alle gonne e quattro o cinque 82 12| trionfante in Gerusalemme tra l'acclamazione della turba e ne riusciva 83 20| dell'arrotino quando egli l'accocca col tagliolo. – Noi siamo 84 6| corale, la spola sempre accoccata al telo.~A volta a volta 85 21| disse una donna che lo aveva accompagnato.~Ci assentammo da casa per 86 6| Gliene dava un sacco e li accompagnava ai limiti estremi del "luogo" 87 17| di vederlo! – e la donna accoppiò le mani sul ventre.~– Quella 88 12| altro cantavano i contadini, accordati dal signor Orticosa sulla 89 7| delle leccate ai capelli accordellati e si faceva passare di bocca 90 19| avevano rilevato, d'amore e d'accordo, la fanciulla dalla Ruota; 91 18| Prendeteli: tanto lei non se ne accorge.~Così molti di quei preziosi 92 16| disse: – Mangi? Tra poco ti accorgerai a che ora fa giorno.~Mangiavo 93 19| spettacolo a cui la gente accorreva dalle aie finitime.~Protagonisti: 94 6| altro cuore. Ma lei non s'accorse di nulla e fece al solito 95 6| clivi, la sera mungevano accorte, zappettavano l'orto, aiutavano 96 9| ecco alcune buone madri accostarsi a lui...~– Emendati, emendati.~ 97 17| po'.~– Sì – gli risposi.~Accostò il barchino bene al secco, 98 13| Raffaello.~ ~Mio padre, accostumato nel "Palazzo", si era colto 99 13| durante il giorno stavano accovacciati nelle fognature del fosso 100 19| stamberga desolata, in cui mi accucciai, rendeva il tanfo dei cavoli 101 20| grande cane danese gli stava accucciato vicino sonnolento; un moretto 102 5| sicchè pareva cieca, e così accudiva alle faccende. Quell'inferma 103 6| florido il "luogo". Le ragazze accudivano al gregge, lo pasturavano 104 4| assolve il padre suo dall'accusa di aver contrastato la sua 105 19| filosofia del pessimista, acetata dalle tanfate di vino, ingarbugliava 106 11| fatto a pezzi.~Il loro alito acetato, commisto alla canfora, 107 5| pietroni bigi, sapeva dell'aceto che esalava dalle botti 108 19| bollore: crudelaccia!~E un acquaiolo, il quale a giornate sane 109 21| pittore norvegese il quale acquistò il disegno di una barca 110 8| tempio sotto il bosco, gli acquitrini capovolgevano il cielo sotto 111 21| perduto, in quella fornace, l'acredine della stalla, il lezzo delle 112 19| sfumino di cartone rattorto e acuminato.~– Vedi, quando vedo quelle 113 10| diagonale da un risegolo acuto marcò parecchie zucche; 114 21| destino della nostra razza, adatta a introgolarsi nei ribollimenti 115 6| Cosciorino, la cui moglie si adatterebbe ad essere Gentucca. Dal 116 2| e più bassi.~– O che ti adatti anche a questo?~– Gioasse! – 117 8| piano dell'arcile; la luce addopata dal poggiolo e avvivata 118 19| sopraffatto dal vino e si addormentava, i commensali prendevano 119 3| piangesse sempre. La chiesa era addossata al "Palazzo", tutta di marmo 120 3| ucciso a Parma nel 1854, era addossato alla fiancata della chiesa 121 3| di profumo snervante si addossavano a un muro tutto coperto 122 20| quale era andato per addottorarsi, fui ragguagliato che questo 123 13| e la duna e il mare si adeguavano nel grigio abbagliato dai 124 2| Il Nasone avrebbe bevuto Adige e Brenta se quei fiumi avessero 125 4| illusione di cimitero che adombrava le stanze. La pianta della 126 7| verbo pastorale che ella adoperò sempre invece di condurre – 127 7| sorelle minori pareva l'adorassero. Il suo candore, in quel 128 4| cercavano l'unico essere adorato, il quale era già di pietra 129 Ded| caccia arasti incolume l'Adriatico dal 1915 al 1918 e, in pace, 130 19| giovanotti di cui uno morì a Adua e l'altro in un fondo di 131 17| ondate di smeraldo e si aduggia, invece, nella pigrizia 132 7| ottantatrè fu processato per adulterio consumato sotto il tetto 133 | adunque 134 1| Iparraguirre y Portillo, vecchio adusto e scarno, bianco di carne 135 20| ci sapeva di bastimento; affacciandomi alla finestrella la scogliera 136 13| misteriosamente mia madre quando affacciandosi sull'uscio di casa nostra 137 21| grate dell'ossario c'erano affacciati dei teschi dissepolti che 138 6| scaccia senza strepito gli affanni, era l'unico prodotto che 139 14| Da una specie di zaino, affardellato dalla miseria, pendeva una 140 20| Visionario aveva gli occhi affebbrati, i baffi folti come una 141 17| mestone infilato dentro; l'afferrò con le mani scarne e ricominciò 142 17| attorcigliato ad un dito, affettò la polenta.~Le donne di 143 15| società di domani buone madri, affettuose sorelle, figliuole timorate 144 18| sensale.~Essa si era tanto affezionala alla Mamma dei cani perchè 145 19| campi.~Il mio compagno più affezionato era un bastardo.~Quando 146 8| della nostra cameretta, affiancata al suo letto matrimoniale 147 19| sull'orlo del pozzo per affibbiarsi le scarpe, perse l'equilibrio, 148 15| amministrazione dello Stabilimento è affidata, sotto ogni rapporto, ad 149 7| rasoio al barbino di tela, l'affilava sulla stecca smerigliata, 150 16| scritti tutti i nomi degli affiliati al "Gruppo".~Dopo del tempo 151 2| e mi teneva pei capelli affinchè il fango non bevesse del 152 13| e tornare a casa come un'affogata a cui Dio avesse concesso 153 13| rantoli degli arganelli s'affondano nell'acque morte e nere, 154 13| di traverso, con i pugni affondati nei lombi, disse al marito: – 155 17| barca a governo.~La prua si affondava sempre più giù, degli strosci 156 1| Cappella; le sue dita scarne affondavano lente i tasti, gli occhi, 157 11| Scappai inorridito. Fuggendo, affondavo piedi fino al nodello e 158 17| come giunchi.~Il barchetto affondò di poppa, alzò la prua e 159 13| ferrata, le gambe s'erano afforcate sopra una rama di bianco 160 13| sullo sfondo dei pennoni afforcati in croce e il telaio a spranghe 161 19| come un cero, con gli occhi affossati e ardenti, tra la tenebra 162 9| viso di scorcio come in un affresco dove il sole profondeva 163 14| fango, con gli occhi lessi o affrittellati, portavano a conciare i 164 16| loro che risponde di quest'affronto? – disse, e di più non disse 165 16| andarono in tritumaglia. Un agente dal finestrino della cella 166 15| zio, cosa che potevo fare agevolmente essendo egli miope all'eccesso.~ 167 17| giorni di pioggia questi si aggallano.~Verso le cinque cominciò 168 14| pare! E poi io porto questi aggeggi per liberarmi dal freddo 169 8| di orgoglio conturbato mi aggelava. Quei sette denti sono stati 170 5| sulle mani scheletrite. Era agghiacciante udire il cieco raccontare 171 11| tempeste: nel "Palazzo" si aggiravano l'ombre inquiete di una 172 18| forme stemprate dalle ombre aggraziano la crudezza dei tagli.~La 173 1| borboniche dal taglio maestoso, aggraziate dalle risvolte di grandi 174 20| filtrato dal fogliame, s'aggraziava d'incenso.~Passeggiavo sconvolgendo 175 8| di pargoletti mi faceva aggricciare la pelle e l'anima.~Un giorno, 176 10| parve un San Bartolommeo, aggricciò la bocca come se lo scorticassero.~ 177 10| terzetto un prete vecchio e aggufito con una tonaca tutta spolverata 178 14| mantelline tirate su con l'aghetto, sottanine a maglia e in 179 3| Magra, con i castelli di Aghinolfo e d'Ignoso, dovevano ricordargli 180 12| apparve il vescovo mitrato agitante il pastorale argenteo, con 181 6| sempre la mensa, il coscio d'agnello steccato d'aglio e rosmarino, 182 21| tremito, il dimani era in agonia, la sera rese l'anima a 183 8| inferno, mi sovveniva di Sant'Agostino. Anche egli incontrò un 184 1| 26 DE FEBRERO DE 1895~SU AGRADECIDO~10 MARZO 1896~CARLOS~ ~La 185 6| come un'antica divinità agreste sotto l'ombra di un gran 186 6| proveniva da una famiglia di agricoltori ai quali per essere contenti 187 6| e cipressi, su un verde agro c'era il Cimitero piccolo 188 16| vergogna. Le mie cugine agucchiavano e piangevano. Sembrava una 189 8| mettesse sotto una pioggia di aguglioli di pino, la faceva sorridere 190 7| un regno, il suo grande aiutante di campo Don Isidoro De 191 6| accorte, zappettavano l'orto, aiutavano gli opranti quando questi 192 15| sere capitavo anch'io e le aiutavo, ma anch'io leggevo e leggevo 193 15| pancone di una bettola, aizzavo il cervello contro il cuore, 194 1| prisionero el sta para ser ajusti....ciado. Il generale Isidoro 195 19| passione.~Lo rivedo, sul fondo alabastrino del San Frediano, giallo 196 13| fognature del fosso di scolo. L'alba in cui fu trovato l'assassinato 197 4| tra i frutici rossi e gli albatri, sembrava una nuvola nera 198 19| ansietà di andare a Lucca, ed albergai nel quartiere del "Bastardo", 199 20| chiamo Viani.~– E dove sei d'albergo?~– Dormo sopra una barca 200 20| all'ombra di un grande albero fiorito di nidi; pensavo 201 11| erano in preda a un delirio alcoolico, lo avrebbero fatto a pezzi.~ 202 7| irruppe a tradimento l'armata Alfonsista, sgominando i ferrati battaglioni 203 6| godersi, ma non disperdersi o alienarsi.~Mio nonno lo teneva a mezzadria. 204 15| pioppi, rovesciate dagli aliti freddi della sera, musicavano 205 19| come ora, ho tentato di allacciarmi una scarpa e...~– Misericordia 206 12| rutilante: egli, benedicendo, allargò le braccia: il piviale, 207 12| rei che col suo narcotico alleggeriva le pene del supplizio. Di 208 15| casa, io passandole vicino alleggerivo il peso dei passi e tremavo.~ 209 9| guardava fissa, poi mi diceva allegra: – Lorenzo, l'olivo ha fatto 210 11| la portava ad un mio zio alletterato per farsela leggere.~– Ma 211 15| si spense. Un giorno si allettò e dopo pochi giorni morì.~ 212 1| piangeva anche.~Ero già allevato, e camminavo spedito, e 213 10| costui? – chiese il maestro allibito.~– Che tu sei un galeotto – 214 6| coi salci, li potava e li allineava, pareva che costruisse un 215 6| argentati alle nuvole, e le allodole esplodevano dai solchi cantando, 216 4| teco.~Mio padre riuscì ad allogarsi come servitore nel Palazzo 217 4| palazzo: tutti sognavano di allogarvisi come servi. Anche mio padre.~ 218 6| porci.~Nel celliere c'era allogato anche il telare: quattro 219 2| porgevano qualcosa e lo allogavano la notte nelle altane, sopra 220 7| e minuziosi. I pazienti allontanavano il capo, ma egli, frenetico, 221 | allorché 222 11| contornata di ramette d'alloro, l'avevo sempre in tasca.~ 223 17| moltiplicasse: parecchie teste di allucinati gorgogliavano a fior di 224 19| credente fermissimo, d'aspetto allucinato; divorato nelle carni dalla 225 1| cominciò a gemere bava allumachita dalla bocca, accenciato 226 17| divincola, doventa morello, allunga la lingua e, benchè muto, 227 17| dietro un copertone nero.~Allungai il collo verso la stanza 228 10| ebrietà feroce e sarcastica; allungando verso noi il collo come 229 13| centenari non più potati, allungarono le braccia nocchiute nel 230 14| una boccetta di benzuino allungato nell'acqua.~Capitavano anche 231 13| terrificanti. Nel buio mio padre si allungava come una paura, piangeva 232 7| Fortunato. Un giorno egli allungò le mani incestuose verso 233 13| tutto lo scenario delle Alpi Apuane e la foce della Magra. 234 13| di bastimenti naufragati altalenavano sull'onde lontane e i delfini 235 12| carta pecora poggiato sull'altar maggiore e poi, seguito 236 19| un busto con le stecche alte fino alle clavicole. L'anche 237 19| E la madre e la figlia altercavano sull'aia al cospetto della 238 19| ingollavano con le votazzole alternate l'acqua dei canali, su cui 239 15| di nero con due fiocchi altomare alla pamela, uscivano sorridenti. 240 | altr' 241 | altrettanto 242 | altrimenti 243 | altrove 244 10| afflitto, incolpava gli alunni.~– Guardate come mi avete 245 10| orecchi, accorto come chi alza la benda di su una piaga 246 14| era dentato e graduato: alzandolo sgranava una raffica di 247 12| guardate! – E mia madre, alzandosi il casacchino, ci mostrava 248 12| trafitti i piedi, i manigoldi alzarono il legno conficcandolo nel 249 7| parlava. Qualcuno l'ho veduto alzarsi, asciugarsi la saponata, 250 9| col sinistro lievemente alzato, il viso di scorcio come 251 13| Quando lo vorrete vedere lo alzerò io.~Lo portarono al fonte 252 10| andò al muro.~– Ella si alzi e si metta al muro!~La punizione 253 14| perchè il sapone, essendo amalgamato d'olio e di materie grasse, 254 13| in bocca come una cicca amara di fiele. Salutò l'ossario, 255 13| erano conditi di parole amare: – Mi metterò uno scialle 256 12| ridotta un Ecce Homo! E se l'amarezza l'assaliva alla Pieve, usciva 257 19| due. La mattina beveva l'amaro dei frati.~Sopra il fondaco 258 15| la sua croce perchè egli amava i libri. Ogni tanto capitava 259 6| Teresa. Ma quei dei Fondora amavano il luogo.~Il palazzo dei 260 3| e d'ineffabile languore.~Amavo il mio padrone. Don Carlos, 261 3| lastroni di marmo nel breve ambito di una cella, occultate 262 8| bosco sciolto come un cane, ambulavo dove ero sicuro di non incontrare 263 5| che presero la via delle Americhe son rimasti , sepolti 264 16| vantare a fronte alta l'amicizia: conducetelo a Porto Longone 265 5| pesanti come il macigno, ammaccate e callose; il viso schiappato 266 7| vassoio cesellato d'oro, ammanniti vicini ad una tazza fumante: 267 7| diceva a Fortunato: –– Ma sei ammattito? – Fortunato rispondeva 268 18| coperto di un panno nero ammencito, la ragazzona, che sopraffaceva 269 15| regolamento ed altro corredo: "L'amministrazione dello Stabilimento è affidata, 270 18| Ouida.~La pietà di alcuni ammiratori ha fatto scolpire sopra 271 15| di questi guardiani era ammogliato con una sorella di mia madre 272 17| scossi l'acqua da dosso, ammollai l'impiantito. La donna accennò 273 17| strosci d'acqua mi avevano ammollato le gonnelle che me le sentivo 274 5| bozzima con cui le donne ammollavano la tela sul tamburo del 275 11| ragazzi, facevano delle ammonizioni terrificanti.~La parola: – 276 5| calzerotti a sette capi che ammorbidivano gli zoccoli rinceppati d' 277 10| Germanico parlò alle legioni ammutinate sul Reno non ebbe certo 278 19| ritrovata", e la folla ascoltava ammutolita.~La donna che sull'aia reclamava, 279 13| parole del suo trepido cuore; amò, riamata, il pittore Folchi, 280 20| tempi passati e mi mostrava amorosamente i luoghi dove abitarono 281 3| avorio. Sotto il cappotto l'ampio petto s'arcuava vigorosamente, 282 6| dodici poste, solenne come un anacoreta dipinto da Ribera. La sera, 283 11| carta stampata, essendo lei analfabeta, la portava ad un mio zio 284 11| Palazzo" bazzicavo gli anarchici che a quei tempi si contavano 285 3| Piacenza e Guastalla, e Anastasia, Augusto, Ferdinando Principi 286 19| imparai la Storia, l'Anatomia, l'Architettura, la Teoria 287 | ancor 288 20| del canale stavano, all'ancoraggio sicuro delle Zattere, le 289 11| Campos, il repressore dell'Andalusia. La scena della sua fucilazione, 290 16| eccitati. I vetri della caserma andarono in tritumaglia. Un agente 291 12| pianto e gran lamento!~ve ne andaste al monumento.~Al monumento 292 1| per nulla; guai ad essere andati contro pelo, i porri sanguinavano 293 1| contrassegnata col numero 18, nell'andrione della servitù o – come bonariamente 294 13| uno scialle sulla testa e andrò per elemosina –. Anche mio 295 17| duna disegna il sinuoso anelito al mare; le groppe dei monti 296 7| alla sala, la lunga barba anellata gli calava sulle mani aperte 297 14| cerette più costose ai capelli anellati.~ ~Nei tedi invernali io 298 7| e le anche tornite come anfore, entro un'invelatura di 299 9| ti perdoni – e con voce angosciosa diceva una brevissima litania:~– 300 1| lacrimosa mi chiamava, quasi angosciosamente, Romolo, e lui, stizzato, 301 15| corona di fiori, i pianti angosciosi delle mie cugine. Mio zio, 302 19| recapito era in via dell'Anguillara, una via che sbiscia tra 303 13| seguito e il "Palazzo" si animava di signori tutti bianchi 304 8| il letto.~Una Parca, che annaspasse i fili del destino, non 305 13| magno la corata. Dove se' annata, te magno la corata. Aridamme 306 6| dobbiamo stare senza ad annate.~Allora la Milla piangeva 307 2| mattina trovarono le sue ossa annerite dal fumo.~Lo sguattero si 308 17| tenui luci policrome, si annientano nell'uniformità di un tono 309 8| tutto la mia povera anima, annientavo me stesso e Iddio. Allora 310 15| mi penetrava nell'ossa. Annodato sul pancone di una bettola, 311 6| gemme verdi, le selve dagli annosi tronchi videro la possente 312 14| sussidio di ottanta lire annue.~Fu la prima volta che lessi 313 15| di Resurrezione, e dell'Annunziazione di M. V. sarà somministrato 314 13| pietre, cani e gatti lo annusavano.~Di giorno largo, dalla 315 19| Finalmente sbramai l'ansietà di andare a Lucca, ed albergai 316 1| asmatico: egli si recava sempre ansimando a fumare delle sigarette 317 7| Vergara e vedeva il suo antenato Carlo V in testa alla formidabile 318 17| viandante raccoglie le vele all'antenna, abbandona la barra del 319 6| Rimorteglio, si assise come un'antica divinità agreste sotto l' 320 3| piedi risuonare il boato d'antiche tombe come campane d'argento 321 18| al calzolaro, certi libri antichi, segnati da stole che ricordavano 322 14| un occhio.~Io, capita l'antifona, lo disegnai dritto come 323 7| Stefano, Carlo, Augusto, Maria Antonietta, Murat, il re del Portogallo. 324 4| Duca di Parma, trucidato da Antonio Carrà. Maria Teresa, nata 325 19| quando il domino mi indicò un antro orrido; v'entrai compreso 326 7| una quarantina d'anni più anziana di lui, filava più fine 327 11| Ma le botte di mia madre anzichè svelgermi l'anarchia dalla 328 2| di Lucca, stitico come un'ape, il quale passeggiava sempre 329 15| libro sulla scrivania, io lo apersi e vi trovai dentro dei fiori 330 14| e cani. Un ombrellaccio aperto come un pipistrellone era 331 19| che graticola la sinistra apertura ed è fermo sull'asse arrugginito.~ 332 1| Francesco", uno spagnuolo basso, apoplettico, fulvo di pelo, congestionato, 333 17| il paiolo sopra la tavola apparecchiata; sul tombolo, tanto era 334 8| la mia piccola anima si apparecchiava come a uno spettacolo sacro. 335 7| sfociatura della Magra, doveva apparirgli in quei giorni tragica come 336 13| l'uniforme dei cosacchi, apparivano sul mare all'altezza del " 337 7| Primo, fu introdotto negli appartamenti del Principe. Panini imburrati 338 7| rintracciò Fortunato in un salone appartato ove stava diluviando un 339 15| educazione delle giovinette appartenenti a famiglie onorate e civili, 340 1| Spagnuoli, Austriaci. L'appellativo globale di "Canaglia" non 341 13| cento per il suo andare appesantito e stanco.~Il nostro vicinato 342 18| di molto.~– In casa ci si appesta dal sito del bestino.~– 343 1| lievitato di lana soffice, appestata dalla carbolina, col guanciale 344 13| sfogliasse un libro misterioso appiattata dentro la chiesa; e facevano 345 12| derisione.~La canna nelle mani, appiccata a una corda, gli fu posta 346 14| pendolo d'orologio, pendeva appiccato per una corda a un ramo: 347 17| gonnelle che me le sentivo appiccicate sulle cosce. Il povero omo 348 14| come ruote di stovigliai, l'appoggia teste, imbottito di capecchio, 349 8| prendeva una sedia di faggio, l'appoggiava al muro di cinta del bosco, 350 19| erano corrosive. Da lui ho appreso Stepniak e Bakunine.~Rigettava 351 12| frati e di chierici, si appressò ai ragazzi e pronunziando 352 15| giorno l'adolescente si apprestava a partire per l'Educandato. 353 7| il comando. E sulla duna approdavano gli spettri invendicati 354 4| ininterrottamente fino a che non approdò a Genova. Fu lieta soltanto 355 8| solenne di anime. Quando s'approssimava il temporale e le rondini 356 12| plebaglia, alzando il capo, aprendo la bocca feroce e tumultuaria 357 17| addosso. Dopo poco una donna aprì, entrai, mi scossi l'acqua 358 13| come quella di un ragazzo.~Aprimmo. Sembrava che tutto il bosco 359 7| invelatura di pieghe che si aprivano in un cerchio grandissimo, 360 13| tutto lo scenario delle Alpi Apuane e la foce della Magra. Dalle 361 6| bocca recisa, gli occhi d'aquila reale, i capelli bianchi 362 4| difendeva il palazzo dagli aquiloni marini: illusione di cimitero 363 3| in arcione a un cavallo arabo, sembrava un dipinto di 364 Ded| l'erpice del tuo caccia arasti incolume l'Adriatico dal 365 6| sulle prode dove avevano arato i suoi antenati e quando, 366 13| del mare, lo aravano come aratri setati. Gli uomini governavano 367 21| asciatella, il timone e l'aratro erano nel cortile tra mezzo 368 13| sul turchino del mare, lo aravano come aratri setati. Gli 369 4| prunache silvestri e i giovani arbusti, intrecciavano gigantesche 370 5| lo stilo alla vanga, l'arca alle spose, la cassa alla 371 6| mondato, gli narrava storie arcane e il suo cuore palpitava 372 13| aveva passato l'Oceano. L'arcano silenzio era rotto dal crocidare 373 12| sonante, mi pareva che tre arcate di pietra si frantumassero 374 12| rievocazione, devota e contrita, arcava la schiena e tutto il lastricato 375 4| piccola piccola, con gli archetti color d'ombra e i cipressetti 376 1| travertino sopra un corpo bene architettato. A una certa distanza, venivano 377 19| la Storia, l'Anatomia, l'Architettura, la Teoria dell'ombre, la 378 3| lunetta a mosaico sotto l'architrave; di fuori si vedeva tralucere 379 20| San Lorenzo. Per del tempo archiviai dei libri vecchi sopra un 380 6| mamma e, a volte, rispondeva arcigna.~ ~Una mattina di aprile, 381 3| nel viale dei lecci, in arcione a un cavallo arabo, sembrava 382 3| cappotto l'ampio petto s'arcuava vigorosamente, le mani solide 383 13| c'era un catafalco a cui ardevano intorno delle candele erette 384 7| un armata ringiovanita di ardimentosi soldati, combatteva gli 385 7| del fuoco dove egli aveva arditamente posto il comando. E sulla 386 14| anche le clienti giovani e ardite come pollastre, sui cui 387 6| una scarpata di pietrame, ardua come un baluardo, c'era 388 13| le croci, i rantoli degli arganelli s'affondano nell'acque morte 389 3| filtrava su loro una luce argentata.~Dalle pinete veniva l'odore 390 12| minore, le voci delle donne, argentate dalle lacrime, salivano 391 12| mitrato agitante il pastorale argenteo, con il piviale rutilante: 392 13| e del colore della terra argilla. Ingozzato che s'era faceva 393 10| Perchè il nostro maestro era arguto e sottile; su di una cattedra 394 10| supplizio era condito da arguzie cinesi.~Perchè il nostro 395 1| zigomi, anche sulla fronte arida come il cuoio sugatto. Le 396 6| per le città impietrate ed aride, cogli alberi di ferro battuto, 397 21| dei miei zii, con l'ordito arido della muscolazione, trampolavano 398 13| genti. Col chiarirsi delle arie, al vespero, emergevano 399 6| solaio e la biancheria negli armadi. I giovenchi rifrangevano 400 13| sull'attenti e presentava le armi con la coltella che faceva 401 7| Restate in pace e in buona armonia,~ ~rispondeva la sposa.~ 402 6| recideva l'erba, pareva che armonizzasse un canto.~Mio nonno non 403 17| quando ebbe attrezzato gli arnesi per la pesca li caricò sul 404 18| rincorreva come un uomo arrabbiato.~La Mamma dei cani viveva 405 14| spendere.~– Ma per quello ci si arrangiacommentava il mio padrone. – 406 8| dove ora è il sabbione che arresta e frange l'impeto del mare, 407 20| tutta la gente si sarebbe arrestata all'istante come stregata. 408 15| intendente nominato da S. M.~Gli arrestati per ordine del tribunale 409 16| avvenne il mio primo arresto clamoroso.~Nel tumulto di 410 13| come il marmo. – Domani arriva il principe Massimo – e 411 11| che volesse inghiottirmi. Arrivai al "Palazzo" senza sangue 412 17| diceva ogni tanto mio marito.~Arrivammo di dal lago dopo mezzogiorno. 413 11| spinetta filtrato dal parco arrivava sino a lui, egli a quel 414 15| piedi e al primo treno in arrivo dal mio paese ero nei pressi 415 13| dei cosacchi. Poco dopo, arrivò al "Palazzo" Don Carlos 416 3| padule, il bosco cantava arrochito. Ricordo, in quei giorni 417 20| linguetta piatta e la coda arroncigliata, soffiando nel quale una 418 1| un sorriso granito che, arrossendo, nascondeva dopo il dosso 419 20| faville come la ruota dell'arrotino quando egli l'accocca col 420 5| selve, nelle cui ceppaie si arrovellano i picchi pertugiandole, 421 19| apertura ed è fermo sull'asse arrugginito.~Su questa pianura giravano 422 7| fino a Bari dove c'era un arruolamento di garibaldini per tentare 423 17| insieme alla fiocina e all'arsaglino, saltò sopra la barca e 424 3| uccelli. I falchi marini e le arsavole vi passavano ad armate. 425 13| dei tuoni. I pescatori d'arselle andavano lungo la bàttima 426 20| Settembre non era stata ancora artefatta. Un andare e venire di folla 427 20| a manca congestionava l'arteria e le ramificazioni. Fiele 428 15| consegnato in conformità dell'articolo 17 al magazziniere e guardarobiere 429 8| capelli sciolti, le mani artigliate: – Se ti pianto gli artigli 430 17| impeciato, con le dita ad artiglio piantate nella chiglia ed 431 17| acqua come balestre e le arzagole volavano basse sull'acqua.~– 432 17| comincia il passaggio delle arzavole e delle germanelle che danno 433 12| morto –.~La risurrezione e l'ascensione al cielo passarono sulla " 434 12| sermone, la figura fredda ed ascetica del signor Orticosa, il 435 21| di stilo, il marrone, l'asciatella, il timone e l'aratro erano 436 7| Qualcuno l'ho veduto alzarsi, asciugarsi la saponata, e scappar via 437 8| stiepidì con l'acqua, poi l'asciugò. Dopo, venne a stirizzirsi 438 17| tirava il fiato, la lingua asciutta dibisciava fuori come una 439 19| Uno scaffale di statue, un asciuttamano cifrato di rosso, e dei 440 13| casette gemendo.~ ~Un giorno ascoltai con stupore una donna del 441 21| doppio di campane a morto. L'ascoltammo dalla tettoia vicina alla 442 18| camminava sulla soffice rena ascoltando quel famoso ed eterno canto 443 3| che avevano di lavorare, ascoltavano la novena inginocchiati 444 12| si stava tutti zitti e in ascolto:~– L'olio misto col balsamo 445 13| biancospino.~Donna Elvira ascoltò le parole del suo trepido 446 12| palmizio ingentilito, l'asinello, il bue, il bambino Gesù, 447 1| biondo-canario che vaniva nel bianco, asmatico: egli si recava sempre ansimando 448 17| la morte. Pareva che un aspide l'avesse punta e risucchiato 449 5| casata di mio padre era senza aspirazioni. Tutta la progenie di lui 450 6| parato le pecore su per le aspre fratte del Rimorteglio, 451 19| si sperse per le città assaettate.~La "Ruota" girava ancora 452 | Assai 453 12| Homo! E se l'amarezza l'assaliva alla Pieve, usciva negli 454 13| andar su per le montagne.~L'assassino ebbe tant'anni di galera.~ 455 19| apertura ed è fermo sull'asse arrugginito.~Su questa pianura 456 4| del mondo, sacrificandosi assecondò i desideri del marito invasato 457 4| nella Reggia di Torino le fu assegnato un piccolo appartamento 458 21| lo aveva accompagnato.~Ci assentammo da casa per una quindicina 459 11| sempre più giù. Nella mia assenza, ella rufolava da per tutto 460 14| nuova in tutto il paese, asserendo che se io avessi studiato 461 20| più mi fece sorpresa fu l'asserzione: Io lo conosco bene.~Fiele, 462 19| e la rendevano ai campi assetati.~L'uomo, ritto sulla ruota, 463 15| giorno, ad ore impreviste, ad assicurarsi che i carcerati non abbiano 464 5| verso l'abbiezione del pane assicurato.~Pane di segale, pane di 465 6| sorelle, tutte statuarie, si assidevano al telare e, come ispirate, 466 6| fratte del Rimorteglio, si assise come un'antica divinità 467 4| rivolto a Dio. La storia assolve il padre suo dall'accusa 468 19| orsi fu preso per i piedi e assommato sull'orlo.~– Ma come è andata?~– 469 8| letto matrimoniale e si assopiva stanca dell'opra del giorno. 470 18| ritornare verso il paese assorta in meditazione, i cani, 471 1| magro, rigido, inflessibile, assorto. Egli si distraeva suonando, 472 8| destavo. Allora il suo viso assumeva l'aspetto di un'Aurora tempestosa.~ 473 12| Nostro Signore che per l'asta della lancia sacrilega gli 474 7| rimanere a bocca aperta gli astanti: – Atavismo morboso d'una 475 6| abbarbicate, costrette alle spesse aste di pino mondato, gli narrava 476 19| in giù. Bronzino guardava astuto in su e poi pareva volesse 477 7| bocca aperta gli astanti: – Atavismo morboso d'una stirpe regia! – 478 13| occhi fissavano l'impiantito atoni e stanchi. Lungo il canale 479 8| Sono tanti e tali, e così atroci ed eterni che se ad un dannato 480 17| una pezzuola nera.~– Mi attacca la polentadisse, e voltando 481 2| la "Sovrana" aveva fatto attaccare un tiro a due, e lei stessa 482 12| flagellazione che le vestimenta attaccate sulle lacerazioni, strappandole, 483 21| la casa era soleggiata. Attaccati in fondo all'orto a un chiodo 484 10| Signor maestro, al mio gli attacchi la pelle a un gancio.~– 485 20| altrettanto in senso inverso. S'attaccò subito discorso e si parlò 486 3| speroni, egli si sarebbe attagliato entro una sagoma del Bronzino: 487 10| loro il maestro.~Il reo attanagliato dalle mani materne per la 488 15| letture lunghissime, monotone, attedianti. Lui ascoltava senza perdere 489 2| due fratelli spagnuoli, attempati, uno cocchiere e l'altro 490 4| sempre calma, sempre buona, attendeva, pregando e umiliandosi, 491 11| Paolino Pallas, l'autore dell'attentato al Generale Martinez Campos, 492 10| sarai te!~Ci voltammo tutti atterriti verso il temerario. Egli 493 7| cifrata. Poi, così satollo, attese imperterrito gli eventi.~– 494 15| abbiano ferri o strumenti atti a procurarsi la fuga.~Corredo: 495 7| costì...~Il padre che, nell'attigua camera, era intento a sbarbificarsi, 496 2| trovava il suo sfogo facendo l'atto di imbracciare il fucile 497 19| della folla che guardava attonita come a uno spettacolo.~– 498 17| teneva stretto fra i denti e attorcigliato ad un dito, affettò la polenta.~ 499 20| nei bruschi viraggi e nell'attraccature ai pontili faceva il rumore 500 20| trovare ivi il controgenio all'attrazione dei fondali paurosi. La


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