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'na-attra | attre-circo | ciren-duomo | durav-gonne | gorgo-liber | libra-ornat | orrib-quivi | rabbu-scass | scava-statu | stavo-valli | valor-zufol
         grassetto = Testo principale
     Cap.grigio = Testo di commento

501 17| presacchio; quando ebbe attrezzato gli arnesi per la pesca 502 8| mia madre, e commentava attristata – Come faccio io, povera 503 19| pendolo, e quella pareva che attruciolasse la lordura della terra.~ 504 3| smisurato. Rigoglioso e potente, audace e triste, il suo volto balenava 505 11| si davano man forte per augnar dei pani. Poi, v'era la 506 1| mettermi anche questo nome augurale.~La mia comare, alta, flessuosa, 507 6| Patriarca: barba bianca, dell'aureo tono di chi l'ebbe bionda, 508 13| L'arciduca Salvatore d'Austria, fidanzato di donna Bianca, 509 7| clienti sui furori delle donne austriache.~Quando preparava la cassetta 510 1| trentasei: Italiani, Spagnuoli, Austriaci. L'appellativo globale di " 511 15| impallidì tristamente, colori autunnali le piovvero sul capo, l' 512 13| marine, impigrite da quell'autunno eterno, zampettavano sulla 513 19| tutti i denari che gli erano avanzati. Poi la mattina mezzo smattugito, 514 11| borbonico, frequentassi degli avanzi di galera.~Un giorno la 515 2| scapolo vecchio, barboso, avaro, tirchio, tirannico. Ricordo 516 | avea 517 | avendomi 518 | averci 519 | averlo 520 8| paragonare i figli ai démoni d'Averno! – le diceva una vecchiarella 521 | avevi 522 17| teschione mostruoso con la bocca avida tirava il fiato, la lingua 523 | avrà 524 | avrai 525 7| metteva quel copricapo grandi avvenimenti stavano per succedere: funerali 526 7| recarsi al "Palazzo" – il che avveniva regolarmente due volte per 527 16| Giovanotto, le carte! – avvenne il mio primo arresto clamoroso.~ 528 19| dramma del riconoscimento avvenuto sul tavolo della sartoria. 529 4| Ella, come per misterioso avvertimento del cielo, sentiva l'ultima 530 6| manifesti per i quali la natura avvertiva che l'uragano era imminente. 531 16| vita. Poi fui legato ed avviato verso le carceri.~La folla 532 13| ora medesima, usciva e si avviava a passi spediti nel folto 533 1| spada chiunque si fosse avvicinato a lui.~Tra i personaggi, 534 7| capo, ma egli, frenetico, avvicinavasi all'orecchio e parlava. 535 17| screpolati di setole, s'avvincavano sull'impiantito. Quando 536 13| delle principesse, dell'avvincente bellezza delle donne spagnole, 537 21| rappreso dell'ultime foglie avviticchiate agli olmi, rape verdi e 538 3| profumo dinervante dei fiori avvizziti nel chiuso, l'aria densa 539 21| fui io: le materasse erano avvoltolate sul saccone ripieno di granturcali, 540 18| sopraffaceva tutti con la statura, avvoltolato il testone in un crespo 541 1| MEMORIA~DE MI INOBLIABILE~AYUDANTE DE CAMPO~EL GENERALE~DON 542 12| le sponde del Giordano: Azer, Zebulon, Isacar, Giuda, 543 18| Lima scende tra chiostre azzurre d'ombra al gran padre Serchio 544 15| le piovvero sul capo, l'azzurro dei suoi occhi si piombò 545 20| di zucchero spalmato sul baccalà col pesto d'aglio e peperone.~ 546 7| padronati.~– Ne sa quanto un baccelliere di Salamanca – dicevano 547 2| con gli occhi vivi come bacche di mortellino, erano un 548 14| era legata una specie di bacchetta del comando, e un mannello 549 13| rubicondo sopra il corpo di un Bacco; vicina a lui, donna Alice 550 8| sulla sua fronte gelida, la baciai e la bagnai di lacrime.~ 551 14| parrucchini, le code finte, o i baciami subito, quel ricciolone 552 14| insaponava a mano, ponendo un bacile sotto la gola del cliente – 553 13| stralevato sulla cresta del bacino, le poppe ciondoloni sul 554 2| meschinissimo di statura, con due baffoni lunghi lunghi che sarebbero 555 8| fronte gelida, la baciai e la bagnai di lacrime.~Come mi appariva 556 18| le pagine ingiallite e, bagnandosi le dita in bocca, sfogliavano 557 13| chiocciolini di sull'erbe bagnate, si mise in tasca anche 558 17| degli schizzi gelati mi bagnavano il viso, avevo i capelli 559 7| Patria, Religione.~Centomila baionette sfilavano, centomila anime 560 19| processo dell'Internazionale bakunista, in cui egli aveva fatto 561 6| aveva una scala a due rampe, balaustrate di marmo canario che portavano 562 3| audace e triste, il suo volto balenava d'orgoglio e d'ineffabile 563 11| In questo stato d'animo, balenò l'anarchia.~ ~Lo spettro 564 17| saltavano fuori dell'acqua come balestre e le arzagole volavano basse 565 20| sgricciolo di monumento a Balilla; la via XX Settembre non 566 12| ascolto:~– L'olio misto col balsamo ci confermò il segno del 567 19| perse l'equilibrio, dette balta e giù a capo fitto. Al tonfo 568 6| pietrame, ardua come un baluardo, c'era acchiocciata la casa 569 7| stupore dell'ombre dovevano balzargli incontro gli spettri di 570 7| sfilavano, centomila anime balzavano incontro al loro re.~La 571 12| l'asinello, il bue, il bambino Gesù, Giuseppe e Maria.~ 572 1| di spada, la sua canna di bambù, la roteava come per un' 573 20| ai quadri di Corot e alla banda nera del trenta.~Finchè 574 21| cantoniera sventolò una bandiera verde. Colore di speranza. 575 11| inquiete di una dinastia bandita dal trono ed i resti di 576 11| cadaveri straccati dal mare li bandivano dai Camposanti.~Per del 577 14| stava a dipingere dentro una baracca che da se stesso s'era fatta 578 20| del finocchio dolce. Un baratro liquido inghiottiva i palazzi, 579 7| sottocuoco, vicino ad un barattolone di caffè tostato, se ne 580 7| di Borbone. Essendo egli barbiere di Corte asseriva che sarebbe 581 2| era uno scapolo vecchio, barboso, avaro, tirchio, tirannico. 582 15| dottrina. Mio zio, altissimo, barbuto, impalato, teneva moltissimo 583 13| cibarmi, guardando il mare. Le barche che uscivano dal porto, 584 8| quando mia madre faceva barcheggiare la culla che teneva legata 585 17| prua faceva ingavonare la barchetta, le acque, frante dal tagliamare, 586 21| scassati. Donne nere spolpate barcollanti sul muro del Camposanto. 587 7| margini estremi della follìa, barcollava in un vialetto di mortelle, 588 20| la laguna, le chiese, i barconi, le vele davano il senso 589 2| beveva anche quando era bardato della livrea celestona, 590 5| schiacciata la ruota di bardiglio, sansa che non brucia mai 591 7| trotto e corse da Pisa fino a Bari dove c'era un arruolamento 592 19| piani alti delle case le barile dell'acqua e la sera dopo 593 11| dilupata dalla fame. E Filo e Barsella, due cavapozzi che parevano 594 10| occhi al cielo parve un San Bartolommeo, aggricciò la bocca come 595 7| faceva l'incetta di tutti i baruffi dei capelli delle donne 596 16| con i baffi e certe lunghe basette color cenere, e di color 597 2| come una botte, con dei basettoni lunghi un palmo, e un altro 598 2| ai lavori più umili e più bassi.~– O che ti adatti anche 599 1| murata una lapide su cui a bassorilievo, furono scolpite, la spada, 600 19| d'essere la madre della bastardella e che era venuta per portarla 601 1| un'ultima difesa in una battaglia disperata, sciangottando: 602 7| Alfonsista, sgominando i ferrati battaglioni Carlisti.~Unica reliquia 603 20| nero.~Il cuore, quello che batte centomila volte al giorno 604 12| feroce e tumultuaria lo battè perchè risorgesse. Seguìto 605 7| Questa frase la diceva sempre battendo il tacco di una scarpa e 606 12| cominciava con le dita a battere lentamente sui tasti e a 607 1| quello dei Morti, al fonte battesimale della chiesa di San Francesco. 608 5| pancone, dicevano il Bene. Si battevano il petto e urlavano; Mia 609 1| Santi del 1882. Sono stato battezzato il giorno seguente, che 610 7| Primo se la sbafò in un battibaleno e si forbì anche le lerfie 611 20| monache sulla salita delle Battistine.~– Il Visionario aveva gli 612 6| la luce, scandivano l'ore battute dal campanile della Pieve 613 7| marziale tempesta di argenti battuti.~Con ogni cautela, Fortunato 614 18| colori malva e tabacco, con baveri di filo crudo, toni tanto 615 10| e con l'altra slargò il bavero della giubba per poter scrutare 616 19| già grigia, congestionata, bavosa, e con i baffi e la barba 617 11| d'occhio e vedere con chi bazzica quando esce dal "Palazzo".~ 618 11| io uscivo dal "Palazzo" bazzicavo gli anarchici che a quei 619 10| reprimendo sotto un ghigno beffardo, freddo e spietato un certo 620 3| sull'altra, spaziate dai bei lastroni di marmo nel breve 621 13| udimmo in camera come il belar di un agnellino e subito 622 13| principesse, dell'avvincente bellezza delle donne spagnole, slanciata 623 14| centro della fronte.~Queste bellugíe essendo guaste, esse le 624 10| accorto come chi alza la benda di su una piaga inciprignita, 625 7| disuso, i cerotti usati e le bende. Tutti questi ingredienti, 626 8| rametta d'olivo secco e benedetta. Sulla strada, indurita 627 12| piviale rutilante: egli, benedicendo, allargò le braccia: il 628 21| seduto sull'aia, pareva benedicesse i nipoti. Annodata nei pugni 629 1| esposizione della salma e la benedizione impartita nella cappellina, 630 14| bottega c'era sempre un gobbo benestante che faceva il paino, si 631 14| hai a fare il ritratto!~– Benonerisposi.~– Ma intendiamoci – 632 | bensì 633 7| dell'olio essenziale di bergamotta; dopo, specchiandosi, si 634 10| zucche monde. Su quelle teste bernoccolute spiccavano bene i fuffigni 635 14| che lei abbia in capo una berretta di lana.~– Lo vuol sapere? 636 17| che tiravano su lesti i bertovelli dalle fosse, i contadini 637 11| ribadiva ogni bulletta con una bestemmia. Di più seppe che, così 638 18| ragazza. Essa andava in bestia quando noi le si diceva 639 18| si appesta dal sito del bestino.~– Come fa così istruita!~– 640 7| cameriere.~– Se sono stato io, beva veleno e, Fortunato, tolta 641 2| capelli affinchè il fango non bevesse del tutto il mio capo. Egli 642 21| casa stremato di forze. Bevvi al pozzo.~– Cosa fa ora 643 7| barbitonsore, garibaldino a Bezzecca e carcerato mentre nel ' 644 1| questi sembravano di piombo e biacca. Un servo rullava la poltrona 645 6| profumavano il solaio e la biancheria negli armadi. I giovenchi 646 3| tappeto. Ogni tanto stupiva il biancore di una statua su cui si 647 3| Madrid, Bolzano, Warteggel, Biarritz, Vienna, Gaeta, Bilbao mi 648 16| capestro. Vedendomi egli biascicare mi disse: – Mangi? Tra poco 649 19| campana, le rezzole della Biblioteca, una lapide, i saggi degli 650 5| piastronata di pietroni bigi, sapeva dell'aceto che esalava 651 5| corte, vestito di stoffa bigia, ruvida, sicchè pareva una 652 14| rasoio andava che era un bigiù, ora si è incantato: vi 653 5| latte munto al tramonto.~La bigoncia colma di salamoia, entro 654 17| s'ingavona troppo.~Io mi bilanciai reggendomi alle murate e 655 3| Biarritz, Vienna, Gaeta, Bilbao mi facevano sognare viaggi 656 17| disperata la donna – quando era bimbo no, ma ora che ha vent'anni, 657 14| teatrale certe parrucche bionde itteriche che avevano servito 658 13| Donna Beatrice, dai capelli biondi come un mannello di grano 659 13| nord, enorme, colossale, biondissimo canario, con gli occhi di 660 19| felini e un pel gattino biondo su tutto il viso terragno, 661 1| signor Squarza", obeso, biondo-canario che vaniva nel bianco, asmatico: 662 18| vecchietta che spezzettava i biscottini ai cani, allora noi si chiamava 663 20| in un forno. Al mattino bisognava sfornarci camminando come 664 14| entravano sgonnellando.~– Avrei bisogno d'un lavorettino – e traevano 665 2| venne dietro: per ripescarci bisognò che facessero della vita 666 3| suoi piedi risuonare il boato d'antiche tombe come campane 667 14| giorno, mentre ritornavo da Bocc'a Serchio, vidi un comunello 668 6| tanto che doveva pulire la boccaiola riboccante ai capelli che 669 15| V. sarà somministrato un boccale di vino e otto once di carne.~ 670 20| Frate Oliviero, Guglielmo Boccanegra, il Duca De Ferrari, Byron, 671 14| padrone le schizzava con una boccetta di benzuino allungato nell' 672 11| chiaro or bigio staccavano bocche spaventate, occhi strabuzzati, 673 1| signor Squarza", camminando, boccheggiava come un luccio. Il terzo, 674 1| si fissava in viso, egli bofonchiava iroso – Caraco! Poi v'era 675 11| vedevo riflessa l'imagine del boia.~In questo stato d'animo, 676 13| musicata di ferocia, ruggiva:~– Boiaccia, te magno la corata. Dove 677 20| danteschi. Di su vedevo anche la bolgia recintata di muraglie in 678 6| stralevata, o che rovesciasse i bolliti sopra la conca del bucato, 679 20| come acqua in cui abbian bollito delle rape e del finocchio 680 8| poggioni, e il pèlago al largo bolliva come l'inferno, mi sovveniva 681 16| muse, il quale nel 1873 in Bologna aveva dato la caccia a Michele 682 3| sulle tombe: Cannes, Madrid, Bolzano, Warteggel, Biarritz, Vienna, 683 7| mise in testa una bombetta, bomba addirittura si poteva dire, 684 7| Primo si mise in testa una bombetta, bomba addirittura si poteva 685 1| andrione della servitù o – come bonariamente dicevano nel "Palazzo" – 686 11| aveva un aspetto sereno, bonario e cordiale. Se la squilla 687 1| del maestrale, principesse borboniche dal taglio maestoso, aggraziate 688 20| gondola, dipinti dei colori borbonici gialli e rossi, sembravano 689 11| berretto basco e il sigillo borbonico, frequentassi degli avanzi 690 10| risse, delle gracchie, dei bordelli, dei motteggi, delle insembolate, 691 7| il Temerario, quello di Borgogna, l'altro delle Asturie, 692 3| edere; in terra c'era la borraccina alta che pareva di camminare 693 14| lavorettino – e traevano da certe borsette l'involtino di capelli tutto 694 6| torreggiar Lucca a guisa di boschetto~e donnearsi col prato e 695 18| l'aria che si finge nei boschi, a sera, sembra di basalto 696 5| tra piastroni piombati e botri. Alla casata di mio padre 697 18| Leggete qui se vi riesce!~I bottegai osservavano attoniti le 698 12| uccelli di paradiso. Le bottiglie di vino bianco esplodevano 699 6| due alti cipressi ai lati, bozzato di pietrame bigio, con la 700 5| allineate in cantina. La bozzima con cui le donne ammollavano 701 13| le guardie.~Alla madre, braccata dal "Terracinese", le convenne 702 18| inferocita gettava via la bracciata dei cani e ci rincorreva 703 1| del generale, poggiate sui braccioli, ciondolavano le mani; egli, 704 7| Duca di Montpensier, dei Braganza, del generale Prin, e della 705 13| fuoco.~– Ma dove siamo? – bramiva il gigante cieco.~– Sulla 706 1| sponda della poltrona e brandita, a guisa di spada, la sua 707 7| Carlos. Il re esule nel Brasile vi capitò più tardi.~Ero 708 2| Nasone avrebbe bevuto Adige e Brenta se quei fiumi avessero corso 709 6| impetuoso di monti. Le prata brevi rendevano la pastura per 710 9| voce angosciosa diceva una brevissima litania:~– Beati i poveri 711 20| per i paesani un piatto di brodetto.~Mi sdigiunai sul carabotto 712 11| paesi vicini per partirsi, brontolando e imprecando e mormorando, 713 1| servo stonava su quel volto bronzato e duro.~La camera contrassegnata 714 5| bardiglio, sansa che non brucia mai e che condisce l'aria 715 12| scettro d'oro, sembravano bruciare.~La notte era intanto calata 716 14| vergognose capitavano nell'ore bruciate, fra il tocco e le due, 717 19| una carbonaia sapeva del bruciaticcio dei cenci e dell'ossa. La 718 2| parvero stelle rosse. Gioasse bruciò vivo quella notte. La mattina 719 4| Dresda, da Wurtemberg a Brunswich, dall'Ungheria a Praga compiendo 720 20| prua, come una polena, nei bruschi viraggi e nell'attraccature 721 7| controfodera di una tasca bucata e, chicco per chicco, seminò 722 13| Si mise invece a lavare i bucati. La vedo ancora nei tristissimi 723 6| bolliti sopra la conca del bucato, essa cantava ridendo e 724 2| cuoco sembrava una statua di Budda plasmata di burro. Ai tempi 725 17| realmente inventano qualche bugia: – Il mi' omo è al lago, 726 15| dei grandi fossati, dei bugnoni di spine e andavo al mare 727 16| fui messo in cella, il cui buiore calmò i miei nervi eccitati. 728 14| virilità a cagione che il bulbo si rilassa e il pelame vegeta 729 13| colpivano di più. Ferdinando di Bulgaria, con un grande cappotto 730 13| argento, e gli stivali di bulgaro giallo-cromo, con gli speroni 731 11| i ciuchi e ribadiva ogni bulletta con una bestemmia. Di più 732 21| delle carra e il bianco dei buoi, sotto le cupole roventi 733 6| padronato: Fondora dei rami di Buonaccorso di Lazzaro Fondora, Coscio 734 15| continuarono. Le mie cugine pareva burattassero le parole, leggevano senza 735 2| statua di Budda plasmata di burro. Ai tempi della mia infanzia, 736 13| ricetto, appena che uno aveva bussato, l'uscio si apriva e il 737 19| costringeva al costato un busto con le stecche alte fino 738 21| una giovinetta sotto una buttata di fiori.~Alle grate dell' 739 11| il mio più piccolo si è buttato con quelli della "Spartana".~– 740 19| la proprietà è un furto – buttava via tutti i denari che gli 741 13| stanchezza e dal sonno, mi buttavo sopra una pianta di quercia 742 2| istitutrici, e una guardarobiera butterata nel viso dal vaiolo... Poi, 743 18| istruita!~– I cani, io, li butterei nella fogna.~– Non lo sai 744 20| Spara orsi.~L'indomani Fiele buttò sul tavolo della taverna 745 20| tartane del mio paese, le cabarre, le menaite, le golette, 746 4| di principe e di marito: cacce, giuochi, orge e carnevalate 747 15| mai il mio amore. Volevo cacciare dal mio cuore questa passione 748 2| fucilata nel petto da un cacciatore di frodo. Nel palazzo v' 749 4| delle schioppettate dei cacciatori di frodo, i contadini che 750 12| tormenti sofferti, e indebolito cadde tre volte per via; l'insolente 751 Ded| 1915 al 1918 e, in pace, cadesti fulminato al termine della 752 13| di crisantemi che nelle cadute ch'egli faceva s'erano tutti 753 19| Misericordia di dio!~Spara orsi era caduto di bel nuovo nel pozzo e 754 4| pargoleggiante nella solitudine di Cagliari. Quivi comparve, un bel 755 13| scheletriva sopra una cuccia da cagna.~Vicinato di tristezza. 756 13| Lungo il canale fissava cagnacci annegati col cordino al 757 1| lei, dava il senso di un calabrone che salisse sopra il ramo 758 18| cani, come soglion fare al calar del sole, le si acciocchivano 759 2| svelgere dal limo ove ero calato. Mi sdraiarono più morto 760 17| al mondo. Le sue palpebre calavano sugli occhi spenti, assuefatti 761 10| il sangue dal naso, poi a calci fu ruzzolato da un maniscalco 762 21| pagliai, rinfrescavano le aie calcinate dal sole; le case dei contadini, 763 6| per i porci in una gran caldaia, o che filasse alla rocca 764 20| mobili come bollenti entro un calderone; nei giorni in cui par di 765 6| l'ovile che rende nella caldura il lezzo dei manti, lontano 766 7| incicciava un dito su cui era un callo rincallito, ci sputava sopra, 767 5| il macigno, ammaccate e callose; il viso schiappato di tagli, 768 4| Vienna Maria Felicità sempre calma, sempre buona, attendeva, 769 16| in cella, il cui buiore calmò i miei nervi eccitati. I 770 6| nel marzo ricoglieva sulle calocchie i sarmenti e li legava coi 771 14| cliente è inattivo e non rende calorie dissolventi la schiuma non 772 10| udivano dei nomi strani: Calvino!~– Il Tiberio della Svizzera – 773 18| infilati in un ferro da calza, e la poesia di Byron e 774 5| lezzo delle pecore, quanti calzerotti a sette capi che ammorbidivano 775 11| Santissimo. Che un altro era un calzolaio tubercoloso il quale voleva 776 18| erbivendola, al macellaro, al calzolaro, certi libri antichi, segnati 777 17| presacchio, si rimboccò i calzoni e cominciò a raspare nelle 778 12| lunghissima corona. Anche nelle camere vicine si udivano mormorare 779 2| quelli della "Canaglia". I camerieri erano gente del luogo incivilita. 780 13| piastronava il petto con certe camice bianche e lucide come il 781 13| era chiaro più chiaro del camicino che aveva al collo una galappia 782 19| visto sul fondo del cielo vi cammina e sta fermo.~Questi ordigni 783 3| borraccina alta che pareva di camminare sopra un tappeto. Ogni tanto 784 1| anche.~Ero già allevato, e camminavo spedito, e il cervello riteneva 785 19| di Ilaria, l'orologio, la campana, le rezzole della Biblioteca, 786 19| faceva girare sul pernio; un campanello suonava in corte, e la conversa 787 4| fiorito di ruta. Quando il campanilino suonava l'Ave Maria, la 788 13| celesti, io ascoltavo il campano della mandra e quella squilla 789 6| bestie, i campi tanto da campare la famiglia; il vigneto 790 11| attentato al Generale Martinez Campos, il repressore dell'Andalusia. 791 11| dal mare li bandivano dai Camposanti.~Per del tempo nessun vivente 792 11| spietato.~Tre o quattro "Canaglie" spagnuole mi saltarono 793 17| ora.~Il vento ruzzolava i canaletti sul tetto, sbatacchiava 794 5| uscita dal telare: tela di canapa di tiglia soda che rode 795 8| tenebrosa, il tutto. Riuscivo a cancellare la terra, il mare, la boscaglia, 796 3| parevano due giganteschi candelabri di bronzo inverdito su cui 797 4| catafalco in mezzo a dei candeli neri. Le civette facevano 798 13| delle candele erette su candelieri argentati. Mio padre, dopo 799 20| proporzionato, coi capelli candidi e ricciuti, con gli occhi 800 7| pareva l'adorassero. Il suo candore, in quel memorabile mattino, 801 13| sue bimbe dormivano in un canile nel canto del fuoco.~Dopo 802 13| la bocca armata di denti canini, cieco, con gli occhi incorallati 803 3| città scolpiti sulle tombe: Cannes, Madrid, Bolzano, Warteggel, 804 6| A levante lo limitava un canneto che lineava il corso di 805 3| essendo sotto il tiro dei cannoni, era selvaggia; di frequente, 806 6| crollava il capo: – Chi canta non conclude.~Egli amoreggiava 807 15| andavo al mare che mi pareva cantasse per me.~L'adolescente non 808 5| dalle botti allineate in cantina. La bozzima con cui le donne 809 20| guardò di sotto in su e cantò a gallo: Edmondo! De Amicis 810 21| isfacelo l'estate dei morti, la cantoniera sventolò una bandiera verde. 811 6| sfaccendava per la casa intonando canzoni incomprensibili: o che rimuginasse 812 5| giù nel celliere, botti capaci, acetate, incrostate di 813 10| non son riuscito mai a capacitarmi.~Il fatto sta che una mattina 814 12| nefandezze ma non sapeva capacitarsi del Tetrarca; onde nella 815 13| greggi andavano verso la capanna che si alzava come una piramide 816 10| guardò la radice di ogni capello, poi gli tirò un nocchino 817 16| rosso accalappiato come un capestro. Vedendomi egli biascicare 818 13| tanto alta che la parte capillata del capo si scorgeva appena 819 10| manifesti ho potuto ben capire che fra di voi esisteva 820 14| schiacciò un occhio.~Io, capita l'antifona, lo disegnai 821 13| nessuna trasandata vi era capitata.~– Se te ne giovi puoi bere 822 15| discernimento.~Delle sere capitavo anch'io e le aiutavo, ma 823 16| prefetto conte Guglielmo Capitelli, amico della legge e delle 824 7| spogliato. Costì riandava alla capitolazione di Vergara e vedeva il suo 825 20| divorai il "Cuore", gli ultimi capitoli li lessi in una cameretta 826 7| depositare la refurtiva. Il capocuoco, intanto, flagellava di 827 6| partendolo con la pala, capovolgendolo, stivandolo; essa ascoltava 828 17| e poi, di corsa, andò a capovolgere il paiolo sopra la tavola 829 6| cavato dal ramo di un noce, capovolgeva la mucchia del concio fumante 830 8| il bosco, gli acquitrini capovolgevano il cielo sotto le barbe 831 5| scassate, terre selvose capovolte a colpi di marrone, era 832 8| pareva che egli avesse un cappellone nero, a cono, e una barba 833 14| calava giù, tenendolo per il cappio, la gente disse: – Si sa, 834 20| cui i folli saltavano come capre. Feci dei disegni pei quali 835 1| spuma di mare, screziato dai capricci del maestrale, principesse 836 16| Questa però la paghi cara – mi soffiò piano piano 837 1| egli bofonchiava iroso – Caraco! Poi v'era il "signor Squarza", 838 3| spada rilucente. Quando caracollava nel viale dei lecci, in 839 13| altissimo, con tutti i segni caratteristici della sua Casa, uguale alle 840 1| soffice, appestata dalla carbolina, col guanciale spiumacciato, 841 19| porco. La casa nera come una carbonaia sapeva del bruciaticcio 842 19| enorme ventre di bue morto di carbonchio – tutto rattoppato, era 843 7| garibaldino a Bezzecca e carcerato mentre nel '70 stava per 844 21| scure come quelle di un carcere.~Dai campi veniva l'incenso 845 16| legato ed avviato verso le carceri.~La folla prese le mie parti 846 5| sentire se ero cresciuto e mi carezzava con le mani fredde come 847 18| di filo crudo, toni tanto cari al suo paesano Whistler. 848 20| sacco" vale a dire di farmi caricare nella stiva di un bastimento 849 17| gli arnesi per la pesca li caricò sul barchetto insieme alla 850 14| via come un passero.~– Per carità sono rovinata – urlava la 851 5| di Dio.~Il padronato era caritatevole.~Le mele le davano ai porci.~ 852 7| sgominando i ferrati battaglioni Carlisti.~Unica reliquia del naufragio 853 12| pellegrini sulle vette del Carmelo.~La "Canaglia" e il contadiname 854 4| cacce, giuochi, orge e carnevalate e visite furono le distrazioni 855 19| Italia lo chiamavano.~Era carnevale, le maschere strepitavano 856 6| lui si assideva la moglie, carnosa, salcigna, quartata, con 857 1| su quel dipinto facile e carnoso di Guido Reni.~Mio padre, 858 20| dove galleggiano polpe le carogne dei cani e dei gatti affogati 859 4| Parma, trucidato da Antonio Carrà. Maria Teresa, nata nella 860 20| dei libri vecchi sopra un carretto di un libraio del pontremolese 861 10| parola era scritta anche sul carrettone grigio che portava i defunti 862 13| farina di granturco e una cartatina di sale. Mia madre non si 863 14| tenevano ravvoltolate in certe cartine fra della farina di granturco 864 19| spuntava fuori lo sfumino di cartone rattorto e acuminato.~– 865 13| non piansi ma mi sentivo cascare l'anima a pezzi. Per tutta 866 12| Menasse....~Tutti questi nomi cascavano come pietre sulle teste 867 15| ebano voluminosi come un casco e sotto un medaglione greco 868 17| intravedeva il tetto di una casetta di pescatori: il camino 869 13| morti ritornassero alle loro casette gemendo.~ ~Un giorno ascoltai 870 18| risonante e una selva di castagni, che romba sempre come un 871 7| invendicati dei suoi generali Castell, Savalls, Ollo, Elio, Dorregaraj.~ 872 3| insenatura del Magra, con i castelli di Aghinolfo e d'Ignoso, 873 4| parco solitario del suo castello, curava come un fiore esile 874 9| ritrasse inorridita e mandò a castigarmi una contadina salcigna che 875 11| quelli della "Spartana".~– Castigatelo a doverediceva egli.~– 876 9| faceva da serva.~Dopo il castigo, fui messo in un canto, 877 13| Il nostro vicinato era di casupole a cui mancavano e porte 878 5| che quando si mette in catana pesa e spiomba le spalle.~ 879 1| tutte pelose e secche. Dei catarri stizzosi fischiavano alla 880 7| argenti battuti.~Con ogni cautela, Fortunato Primo, fu introdotto 881 12| sacrilega gli scolò nell'orbita cava e con la luce dell'occhio 882 3| con Don Carlos il quale cavalcava sulle dune affissando il 883 19| dantesco.~Capo tavola era il "Cavalier Grotta", dicevano così a 884 19| cifrato di rosso, e dei cavalletti neri su cui erano spiaccicate 885 3| dei lecci, in arcione a un cavallo arabo, sembrava un dipinto 886 11| E Filo e Barsella, due cavapozzi che parevano lessati a freddo, 887 5| tritolato la ruota del frantoio, cavata da un piastrone ruzzolato 888 6| imporpora, egli, col tridente cavato dal ramo di un noce, capovolgeva 889 21| impallinati di nero con la cavità del capo erano sopra una 890 6| amore, la incise in fondo e cavò la scorza polita come una 891 19| accucciai, rendeva il tanfo dei cavoli imputriditi e il lezzo del 892 12| Maria! Du' vai, du' vai?~– A–ccercare il mi' figliolo.~Che è tre-g-giorni 893 20| pareva, al tepore del sangue, cedesse. Anche la bocca, un sigillata 894 15| fiori secchi e dell'erba cedrina che profumava ancora; ma 895 1| matrimonio di questo signore, celebrato nel "Palazzo". Una signorina 896 2| era bardato della livrea celestona, coi bottoni d'argento e 897 13| alla tettoia, simili a tre celle, c'erano i cessi le cui 898 17| omo è al lago, l'aspetto a cena!~La donna non aspettava 899 6| viva. Una gran tavola da Cenacolo e quattro panconi erano 900 19| sapeva del bruciaticcio dei cenci e dell'ossa. La figlia della 901 12| splendente, ma vecchia e cenciosa, onde ingiuriarlo e deriderlo.~ 902 13| mare era sempre torbo come ceneraccio, la spiaggia gialla, scialba 903 20| inclinati sull'acque d'argento cenerino coi pallori di figure solitarie, 904 15| Pretura. Egli aveva più del censore che del guardaboschi, vestiva 905 13| I due colossali platani centenari non più potati, allungarono 906 4| sangue. Le grandi querce centenarie, tra le prunache silvestri 907 21| un altare.~Il mio nonno centenario, seduto sull'aia, pareva 908 1| le cesoie li scortava, un centinaio di capelli lunghi una spanna, 909 21| muscolazione, trampolavano sui ceppi d'ontano degli zoccoli, 910 18| cani sono anime vaganti che cercano di scappare dalle tentazioni 911 13| imprigionato, "il Terracinese" cercava la femmina che, come una 912 4| cuore, i suoi grandi occhi cercavano l'unico essere adorato, 913 19| Son dieci anni che ti cerco!~– Non è vero!~– Tu verrai 914 20| occhi velati, la carnagione cerea pareva, al tepore del sangue, 915 14| profumandosi e dandosi le cerette più costose ai capelli anellati.~ ~ 916 16| mandibole non erano ben cernierate sarei stato scilinguato 917 7| le lancette in disuso, i cerotti usati e le bende. Tutti 918 18| anche dure come rami di cerro, delle braccia che sembravano 919 13| pino. Farò schizzare le sue cervella impalpe. Dimezzata che l' 920 7| marmellate erano sopra un vassoio cesellato d'oro, ammanniti vicini 921 1| a salvare, quando con le cesoie li scortava, un centinaio 922 17| fuoco!~Saltando pozzanghere, cespugli e fossatelli mi trovai in 923 8| dicesse: – Le tue doglie cesseranno il giorno in cui tu a un 924 13| simili a tre celle, c'erano i cessi le cui porte erano state 925 13| pastore, che appariva dai cesti delle pagliole, era per 926 | ché 927 1| Furono miei compari i coniugi Chevalot, i quali erano servi di 928 13| fonte del battesimo e lo chiamarono Raffaello.~ ~Mio padre, 929 6| Gabriele e tutti gli opranti chiamati a travagliare per quel giorno 930 20| fosse l'Italia.~– Ma come ti chiami ? – gli chiesi.~– Io mi 931 13| penavano altre genti. Col chiarirsi delle arie, al vespero, 932 19| aveva condotto alla visione chiarissima anche del pensiero. Quando 933 6| d'un tramonto d'opale, il chiarore del palazzo di Maria Teresa. 934 17| ondate sotto la chiglia chiatta lo spingevano verso il cielo, 935 11| tal paura che mi chiusi a chiave in camera e mangiai tutto 936 11| fondo di galera e che le chiavi l'avrebbero poi tirate in 937 15| Giovanotto, le carte! – mi sentii chiedere un giorno.~– E chi le ha? – 938 7| pieno di peritanza come il chierichetto all'altare; Fortunato comandava 939 12| uno stuolo di frati e di chierici, si appressò ai ragazzi 940 16| sfoderarono la sciabola e chiesero man forte alla caserma dei 941 4| fiancatella bianca della chiesetta era corsa da un'ombra nera. 942 13| un cavolo infradicito, un chilo di farina di granturco e 943 11| giungere , dovevamo fare tre chilometri di spiaggia. Su quel tragitto 944 15| seguivo da lontano come una chimera d'amore e di morte.~Quando 945 13| tra le tombe, sbrucò dei chiocciolini di sull'erbe bagnate, si 946 19| scarpe a doppia suola e tutte chiodi sotto; il petto tondo lo 947 21| Attaccati in fondo all'orto a un chiodo del muro c'erano i suoi 948 18| tagli.~La Lima scende tra chiostre azzurre d'ombra al gran 949 5| galeotti, in capo tenevano un chiucco di cappello senza gronda, 950 6| giorni in cui il temporale lo chiudeva in casa, ritto sul soglio 951 14| capi di filo.~– Se permette chiudo. C'è tanti scandalosi nel 952 | chiunque 953 17| trovato la casa anche a chius'occhi.~Il vento cominciò 954 13| finestre stavano sempre chiuse. I padroni passeggiavano 955 18| mani degli ortolani, dei ciabattini ubriachi e rividi la ragazzona 956 18| famosi libri e l'ortolano, il ciabattino, lo spazzino li sfogliavano 957 1| el sta para ser ajusti....ciado. Il generale Isidoro De 958 18| rividi la ragazzona che ciancionava tutte le mattine su per 959 13| delle giornate sane senza cibarmi, guardando il mare. Le barche 960 2| Era l'unico che poteva cibarsi di teste di cipolle e d' 961 19| sogno rispondono morti.~Mi cibavo in una bettola situata in 962 12| Alice.~Prima di metter cibo alla bocca, fra i tronchi 963 19| con le calze della padrona cicatrizzate dai rammendi. Trampolò su 964 7| Fortunato Primo, la saliva: cicatrizzava i vespai, portava a maturazione 965 13| la mise in bocca come una cicca amara di fiele. Salutò l' 966 2| continuamente sborniato e digrumava cicche e moccoli. Era l'unico che 967 14| quasi tutte uguali, dai nasi cicciosi e la bocca molle come quei 968 10| Padre nostro che sei nei cieli sia santificato il nome 969 7| le lerfie alla salvietta cifrata. Poi, così satollo, attese 970 19| statue, un asciuttamano cifrato di rosso, e dei cavalletti 971 1| come il cuoio sugatto. Le ciglia l'aveva così folte e spinose 972 14| sportini neri con su delle ciliegie di legno o dei fiori dorati 973 7| A volte con la canna di ciliegio faceva sul ghiaino dei triangoli 974 10| che gli staccò di netto un cilucco di capelli. Tutta la scolaresca 975 12| sangue e uno zucchetto in cima alla testa; invece del pastorale, 976 4| intensi verdi e di nero, e le cime delle Pizzorne sembravano 977 8| quei cuori che salivano ai cimelli mi davano piacere al cuore, 978 13| orizzonte; anche il fumo delle ciminiere pareva dipinto.~Al di 979 4| color rosa che portava al Cimiterino simile a un orticello fiorito 980 13| mani, il macellaro dava cincigliori di ciccia da cane. Rivedo 981 8| la sua sterminata coltre cinerea, gli alberi, a guisa di 982 4| sfalcavano dagli uliveti cinerei di Mutigliano, e le selve 983 10| supplizio era condito da arguzie cinesi.~Perchè il nostro maestro 984 16| segni di rinvenimento – ti cingerei come un cane con questo – 985 16| tempesta, il capo degli agenti cinse la sciarpa del colore dell' 986 8| l'appoggiava al muro di cinta del bosco, saliva sulla 987 9| doveva mortificare con delle cintole di cuoio. Molte volte ho 988 16| il mio zio mi tirò una cintolinata che se non facevo civetta 989 16| e si tolse dalla vita un cintolone di cuoio – e ti finirei, 990 2| uno che disseppelliva le ciocche degli alberi; egli corse, 991 19| gamba e un braccio: quello ciondolava come un pendolo, e quella 992 1| poggiate sui braccioli, ciondolavano le mani; egli, strutto dentro 993 20| ramificazioni. Fiele teneva per ciondolo alla catena un fischiettino 994 10| sul Reno non ebbe certo il cipiglio che quella mattina ebbe 995 21| Camposanto col muro bianco tutto cipressato era come un'isola tra i 996 4| archetti color d'ombra e i cipressetti sul piazzaletto della chiesa, 997 13| raccolse una coccola di cipresso e se la mise in bocca come 998 | circa 999 18| La vecchietta era sempre circondata da una mandria di cani, 1000 11| Appena io entravo in casa, circospetto come un fuggiasco, mia madre 1001 10| Scese dalla cattedra con la circospezione che mette uno quando scende 1002 7| Certo dava loro dei consigli circostanziati e minuziosi. I pazienti


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