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Lorenzo Viani Il figlio del pastore Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
grassetto = Testo principale Cap.grigio = Testo di commento
1503 10| accapigliavano in discussioni che duravano per tutto il tempo delle 1504 18| ragazza aveva delle anche dure come rami di cerro, delle 1505 12| nella ceppa dell'olivo, duri come i loro cuori scellerati.~ 1506 | Ebbene 1507 21| metteva del celeste in quell'ebbrezza d'oro. Il cielo aveva del 1508 10| delle vestimenta. Poi con ebrietà feroce e sarcastica; allungando 1509 16| buiore calmò i miei nervi eccitati. I vetri della caserma andarono 1510 | Eccolo 1511 6| la vallata che rendeva la eco delle carra rotolanti sulle 1512 15| volta il mese.~Vitto: zuppa economica, una libbra di pane. La 1513 19| saggi degli studenti, l'edera del cortile, il lagno della 1514 3| dei romani; dirimpetto all'edificio di stile granducale, c'era 1515 20| sotto in su e cantò a gallo: Edmondo! De Amicis gli stese la 1516 15| provvedere all'istruzione e all'educazione delle giovinette appartenenti 1517 18| sagginata. A noi faceva l'effetto di un uomo mascherato a 1518 11| certe stampe in cui c'era effigiato Paolino Pallas, l'autore 1519 12| che vi lasciò impressa la Effigie a sudor di sangue.~Giunto 1520 4| pur rifuggendo tutte le effimere gioie del mondo, sacrificandosi 1521 16| davanti il torero, non avrebbe eguagliato in furore il capo degli 1522 | Eh 1523 19| dai ragazzi diceva loro: – Ehi giovanottino, non hai mai 1524 | ei 1525 2| dalla idropisia e dalla elefantiasi; da taciturno che era diventò 1526 13| sulla testa e andrò per elemosina –. Anche mio fratello pianse.~ 1527 5| tela da Tebaide, tela che eleva, tela con cui tutti i nostri 1528 21| boscaglia davano un senso di elevazione e di eternità.~Il "Palazzo" 1529 7| Castell, Savalls, Ollo, Elio, Dorregaraj.~La sfociatura 1530 8| mangiavo tanti e poi tanti. L'ellera più soda s'abbarbicava alle 1531 3| una i guanti e l'altra l'elsa della spada rilucente. Quando 1532 3| Gorgona e il Capo Corso emergente lontano lontano, gli riaccendevano 1533 13| delle arie, al vespero, emergevano le isole tutte celesti, 1534 13| il largo viso su cui l'eminenza del naso primeggiava, gli 1535 7| riteneva che il più risolutivo emolliente per contropelare la barba 1536 20| solitarie, provai la più grande emozione della mia vita.~Sul tramontar 1537 6| quando i nepoti partivano, empiva loro le tasche di mele. 1538 20| rilievo sullo sfacelo del viso emunto. Quando la follìa vagabonda 1539 1| CONDE DE IPARRAGUIRRE~NACIDO EN ESPANA~EL 2 DE ENERO DE 1540 1| NACIDO EN ESPANA~EL 2 DE ENERO DE 1816~MUERTO IN VIAREGGIO~ 1541 14| mio padrone, con grande enfasi, scoteva queste reliquie 1542 10| della Svizzera – commentava enfatico il mio maestro. E poi s' 1543 6| medesimo che ebbero i suoi in enfiteusi. L'ebbero anche prima, quando 1544 3| torcia a vento.~Lì riposavano Enrico di Borbone Conte di Bardi, 1545 | entrambi 1546 14| mondo – e quelle martiri entravano sgonnellando.~– Avrei bisogno 1547 11| come un gallo.~Appena io entravo in casa, circospetto come 1548 8| è più facile che il mare entri in questo foro che voi risolviate 1549 3| riaccendevano certo in cuore un epico clamore insurrezionale. 1550 1| la "boina", con questa epigrafe:~ ~A LA MEMORIA~DE MI INOBLIABILE~ 1551 17| di ribellione.~Narro un episodio. Era un giorno di ottobre. 1552 13| aver letto a modo suo l'epitaffio in latino: – Et qui l'ossa 1553 7| entrò nel "Palazzo" all'epoca in cui era stata sbaragliata 1554 1| Lorenzo. Mia madre, per equilibrare, mi chiamava Santi.~Mia 1555 17| il cielo, ma il mio omo l'equilibrava protendendo in avanti il 1556 19| po...po...po...vvero ...Er...rrrrrcoli.~Si doleva così 1557 | eravamo 1558 3| lecci, tagliata da un viale erbato che sfociava al mare immimente. 1559 18| molto istruita, portava all'erbivendola, al macellaro, al calzolaro, 1560 7| insurrezionale.~La tragica eredità lasciatagli da suo padre 1561 11| sfegatato, il quale diceva delle eresie anche davanti al Santissimo. 1562 3| del Bronzino: la testa, eretta sul collo gagliardo, era 1563 13| ardevano intorno delle candele erette su candelieri argentati. 1564 19| Qualcuno per lui era da anni ergastolano.~Ricordo il dramma del riconoscimento 1565 18| scheggione piombato su cui si erge il paesetto di Lugliano 1566 | eri 1567 3| sull'omero, coperta dell'ermellino, partito in pieghe di grande 1568 11| dopo una serie di grandi eroismi. Il re appariva e spariva 1569 17| come la terra spezzata dall'erpio, nel mezzo, al largo, si 1570 8| morte, – risposi, e feci errar la mia bocca calda sulla 1571 6| possente figura di mio nonno errare sul "luogo" col pennato 1572 13| tasca della giubba. Poi errò come un dissensato tra le 1573 7| non ebbero scollettato l'erta di San Martino, le sorelle 1574 20| Lo meditai tra una folla esagitata che guardava i letti e il 1575 16| un gruppo di giovanotti esagitati, una corona di lauro con 1576 5| bigi, sapeva dell'aceto che esalava dalle botti allineate in 1577 6| pareva che costruisse un esametro; la pagina rossa del campo 1578 19| Il calcolo marxista lo esasperava. Un giorno egli partì per 1579 11| vedere con chi bazzica quando esce dal "Palazzo".~Quando io 1580 8| rimasti in bocca.~Quella esclamazione di orgoglio conturbato mi 1581 21| letti delle bestie, tra gli escrementi bollenti dei porci.~Ritornai 1582 8| e dei marami.~Gli alberi esili, ondeggianti, pareva tessessero 1583 1| vivevano come straniati ed esiliati nel "Palazzo". Il "signor 1584 1| DE IPARRAGUIRRE~NACIDO EN ESPANA~EL 2 DE ENERO DE 1816~MUERTO 1585 20| lo sciabordìo del canale espandeva un sapore dolcigno come 1586 8| e i tuoni facevano come esplodere la terra, e il bosco commosso 1587 19| per una formula sbagliata esplose e ferì una quindicina di 1588 8| serpigne che sbucavano dalle esplosioni della terra che spandeva 1589 1| febbraio del 1895. Dopo l'esposizione della salma e la benedizione 1590 14| ritratto del maestro fu esposto nella vetrina di un pannarolo 1591 6| nel verno crudo; egli si esprimeva con la esperienza dei proverbi. 1592 | essendosi 1593 7| dava sui capelli dell'olio essenziale di bergamotta; dopo, specchiandosi, 1594 | essergli 1595 3| in quei giorni grigi, di essermi qualche volta imbattuto 1596 18| Whistler. La vecchietta estatica camminava sulla soffice 1597 7| volte l'ho visto fissare estatico le armate dei pesci rossi 1598 2| incontrava per i poderi che erano estesissimi, ci teneva d'occhio e ci 1599 8| seduto al focolare dove si estingueva, crepitando, un ciocco di 1600 5| la progenie di lui si è estirpata. Quelli che presero la via 1601 7| maturazione i tumori maligni, estirpava le ragadi; una bella leccata 1602 17| restie a confidare a gente estranea di essere sole in casa; 1603 8| madre, allora, era oceanica, esuberante, piena di vita. Anche nella 1604 7| famiglia di don Carlos. Il re esule nel Brasile vi capitò più 1605 13| Et qui l'ossa umiliata esultabuntum – imitò la gran cassa: – 1606 6| intrico dei campi, egli, esultante, passeggiava risoluto in 1607 6| più dolce, il suo cuore esultava perchè fuori v'era la certezza 1608 8| impeto del mare, il dannato esulterebbe perchè nel subisso dei secoli 1609 | Et 1610 7| idiotico, alla veneranda età di anni ottantatrè fu processato 1611 21| loro teste pesanti dicevano eternamente no.~Le vanghe armate di 1612 8| e tali, e così atroci ed eterni che se ad un dannato gli 1613 4| morì in Roma l'ex Regina d'Etruria, egli si abbandonò ad una 1614 7| attese imperterrito gli eventi.~– Ma non c'eri altro che 1615 7| equilibrio. Il mio padrone, evidentemente, faceva un insieme di tutti 1616 | ex 1617 5| cieca, e così accudiva alle faccende. Quell'inferma per tutte 1618 16| reputazione, era il tuo. Faccia di galeotto, che altro non 1619 | facciamo 1620 6| di pietrame bigio, con la facciata bianco avorio che staccava 1621 7| fece passare dei guai seri facendone uso nel "Palazzo" a guisa 1622 | facessi 1623 | faceste 1624 8| conturbata, prendeva una sedia di faggio, l'appoggiava al muro di 1625 13| aveva sotto il braccio un fagotto di panni. In un giorno era 1626 | Fai 1627 6| consolavano, e quando col falcetto recideva l'erba, pareva 1628 3| canto perenne di uccelli. I falchi marini e le arsavole vi 1629 10| strapazza pagnotte, occhi di falco marino.~– Cosa ha detto 1630 2| finivano di legnate. Il falegname della casa sembrava San 1631 3| pensoso. Quando era fra i famigliari sollevava lo sguardo sempre 1632 15| giovinette appartenenti a famiglie onorate e civili, luoghi 1633 7| consumato sotto il tetto familiare.~Correva l'anno 1866 quando 1634 18| la ragazza portava quei famosi libri e l'ortolano, il ciabattino, 1635 18| soffice rena ascoltando quel famoso ed eterno canto del mare 1636 11| grinte. Quella "Canaglia" famula di Dio, era spietata quando 1637 11| saltarono addosso per finirmi. I famuli dell'Inquisizione dovevano 1638 2| vino. Giuliano, testa da famulo fiscale, bevve tanto e poi 1639 21| con su branchi di corvi. Fanale spento. Cancello spalancato.~ 1640 13| nel grigio abbagliato dai fanali del Tino e di Livorno.~Quando 1641 2| orecchi. Il fattore era fanatico della lettura, leggeva i 1642 19| d'amore e d'accordo, la fanciulla dalla Ruota; e una donna 1643 12| bimbe, al lato sinistro i fanciulli. Molti piangevano. Il vescovo 1644 17| aumentava sempre, crivellava la fanga, faceva bollire l'acqua 1645 8| cielo si vuotò presto di fantasmi per me, misero e meschino. 1646 8| capo dai frati, mi facevano fantasticare in modo stravagante: Nerone, 1647 3| mettevano nel parco delle fantastiche serpi che brucavano il fogliame; 1648 8| perenni, mettevano come un fantastico tempio sotto il bosco, gli 1649 16| sbalzato e rimbalzato come un fantoccio; di poi gli agenti, per 1650 17| del ponte che traversa la Farabola ristetti un po' incerto, 1651 6| primavera sciamava, con farfalle verdi, nell'intrico dei 1652 | fargli 1653 | farla 1654 | farle 1655 | farli 1656 | farne 1657 13| telaio a spranghe rosse del faro, ogni giorno faceva apparizione " 1658 | Farò 1659 11| mio zio alletterato per farsela leggere.~– Ma dove l'hai 1660 | farsi 1661 11| aveva fatte d'ogni erba un fascio e, per ultimo, un maniscalco 1662 8| insonnia e nel tedio. Quando il fastidio di quelle lunghe notti mi 1663 1| passò nel parco come una fata tutta bianca e oro; lui 1664 19| asseriva che da una bottiglia fatata dovevano uscire delle fiamme, 1665 7| imbottito, diceva con tono fatato – Ah! se questo divano potesse 1666 7| Carlista" abdicava in suo favore, gravava sul cuore del re 1667 15| Allora favorisca con noi.~Favorire con quei signori voleva 1668 15| ha? – risposi.~– Allora favorisca con noi.~Favorire con quei 1669 7| mia madre sventolarono i fazzoletti, e mia madre, di là, vide 1670 15| asciugava le lacrime con un fazzoletto bianco.~– Forse è stato 1671 6| come una canna d'organo, vi fe' il foro, l'inzeppò in un 1672 1| un giorno di sinibbio del febbraio del 1895. Dopo l'esposizione 1673 20| strepito, poi tanti lumi febbricitanti e un lago in cui abissava 1674 1| MUERTO IN VIAREGGIO~EL 26 DE FEBRERO DE 1895~SU AGRADECIDO~10 1675 5| melma impastata di lordura feconda e mettere sulla bocca il 1676 12| come pietre sulle teste dei fedeli da cui pareva selciata la 1677 20| Fiele aveva conosciuto anche Federico Nietzsche quando il profeta 1678 19| dell'orti, si parlava di Federigo Nietzsche e delle cose che 1679 10| caratteri di sangue la propria fedina penale sulla controfodera 1680 19| occhio strabuzzato, i denti felini e un pel gattino biondo 1681 13| Terracinese" cercava la femmina che, come una ghiandaia, 1682 1| giaciglio. I servi, tra femmine e maschi, erano trentasei: 1683 3| vigorosamente, le mani solide e femminili serravano una i guanti e 1684 7| dentro un recipiente d'acqua fenicata che, coll'andar del tempo, 1685 5| saponaria.~La terra, la ferace terra della Pieve di Santo 1686 18| di persone seguivano il feretro, qualche figura stregata 1687 19| formula sbagliata esplose e ferì una quindicina di persone 1688 7| mezzo al petto ti voglio ferire,~ ~cantavano le sorelle.~ ~ 1689 12| capo coronato di spine, ferito nelle mani e nelle carni, 1690 8| inusitati stupori e spaventi mi ferivano l'anima.~Mia madre, quand' 1691 17| ma l'aria del mare era ferma; i biodoli, che si muovono 1692 4| Maria, benevolmente, ma fermamente: – Quel principe che era 1693 12| stelle, teneva intatte e ferme sul cielo tutte le fronde. 1694 19| L'Ercoli fu un credente fermissimo, d'aspetto allucinato; divorato 1695 4| palazzo di Maria Teresa Fernanda Felicità di Savoia, l'inconsolabile 1696 13| con la voce musicata di ferocia, ruggiva:~– Boiaccia, te 1697 3| selva millenaria, la lucus Feroniae dei romani; dirimpetto all' 1698 20| Guglielmo Boccanegra, il Duca De Ferrari, Byron, Mazzini, Nietzsche. 1699 7| Alfonsista, sgominando i ferrati battaglioni Carlisti.~Unica 1700 11| ultimo, un maniscalco che ferrava i ciuchi e ribadiva ogni 1701 6| grigiore degli olivi e il ferrigno della selva, aveva una scala 1702 8| quel momento, ci serrava festevole fra le braccia e le ginocchia 1703 15| once di carne.~Nei giorni festivi tutti i carcerati dovranno 1704 6| lattate di brina e ogni festuca s'imporpora, egli, col tridente 1705 8| ventate che la nettavano delle festuche e dei marami.~Gli alberi 1706 17| la donna.~– Ne mangi una fetta anche lei, Signore; – soggiunse – 1707 17| di sulla panca, prese tre fette, le stese sopra il palmo 1708 13| pelle e vestimenta dalle fiammate. Per tutto il giorno tremava 1709 3| 1854, era addossato alla fiancata della chiesa ed aveva dirimpetto 1710 4| suonava l'Ave Maria, la fiancatella bianca della chiesetta era 1711 3| di là, il "Palazzo" era fiancheggiato da due platani colossali, 1712 6| cotonina per la state. Il fiasco del vino rallegrava sempre 1713 17| occultate dalle pagliole gialle, fiatano un alito bianco che sulla 1714 14| rimanevano a bocca aperta come un fico.~– Dicono che io...~– Cosa ? – 1715 21| nuvole bianche rasente ai fieni disseccati. Novembre estate 1716 2| i contadini ripongono il fieno che disseccando odora. Una 1717 7| gli usurpatori sotto la fiera divisa: Dio, Patria, Religione.~ 1718 6| acqua e da cose che hanno fiero odore) era situato lontano 1719 18| noi le si diceva se aveva figliato al Gallinaro: inferocita 1720 19| gesto e la voce, la sua figliola era stata una donna di servizio.~ 1721 4| e con amore disperato il figlioletto Ferdinando che doveva poi 1722 15| madri, affettuose sorelle, figliuole timorate e donne gentili.~ 1723 17| domandò:~– Ne ha lei dei figliuoli?~Non risposi: capii di trovarmi 1724 20| cenerino coi pallori di figure solitarie, provai la più 1725 17| accennò un sorriso: vidi una fila di denti bianchi orlati 1726 6| una gran caldaia, o che filasse alla rocca come una Parca 1727 12| color del tiglio secco. Due file di panconi color ombra lineavano 1728 13| nero; la barba gli s'era filettata di argenti e la carne pareva 1729 1| del conte era striata di filetti neri. Per contrasto, egli 1730 7| incontro gli spettri di Filippo V e di Isabella usurpatrice.~ 1731 12| Palestina era prima il paese dei Filistei, la regione tra il Libano 1732 21| del cimitero da cui non filtra aria, con sopra il capo 1733 17| caligo, il cielo scuro pareva filtrasse nel profondo del lago e 1734 3| di lastre smerigliate che filtrava su loro una luce argentata.~ 1735 | Finalmente 1736 20| bastimento; affacciandomi alla finestrella la scogliera sottostante 1737 1| onde nascondere le sette finestrelle che si erano aperte nella 1738 16| tritumaglia. Un agente dal finestrino della cella mi mostrò il 1739 18| dall'alto, con l'aria che si finge nei boschi, a sera, sembra 1740 8| anima giovinetta. Volevo fingermi di nulla ma non potevo abissare, 1741 8| boscaglia cantava, io mi fingevo un coro solenne di anime. 1742 14| della "Spartana". Quello finirà in un fondo di galera: altro 1743 16| cintolone di cuoio – e ti finirei, perdessi gli occhi.~Ma 1744 11| mi saltarono addosso per finirmi. I famuli dell'Inquisizione 1745 7| Quando la funzione era finita si andava a sbarbare la " 1746 19| gente accorreva dalle aie finitime.~Protagonisti: una bastarda 1747 20| bollito delle rape e del finocchio dolce. Un baratro liquido 1748 14| loro parrucchini, le code finte, o i baciami subito, quel 1749 7| farne crespo per i baffi finti dei coristi. Essendo pedicure 1750 12| una corda, gli fu posta a finzione di scettro onde spregiarlo.~ 1751 15| vestita di nero con due fiocchi altomare alla pamela, uscivano 1752 17| sul barchetto insieme alla fiocina e all'arsaglino, saltò sopra 1753 4| castello, curava come un fiore esile e con amore disperato 1754 13| mi pareva che tante lune fiorissero l'impietrato dell'aia.~Rincasando 1755 15| viale, le prunaie, sempre fiorite, mettevano un aprile infinito 1756 13| quali, quando il cielo si fioriva delle prime stelle, mungevano 1757 2| Giuliano, testa da famulo fiscale, bevve tanto e poi tanto 1758 15| legna, redigeva dei verbali fiscali lunghissimi che poi spediva 1759 6| pioppi, e la rondine mandava fischi argentati alle nuvole, e 1760 8| indurita dal gelo, s'udivano fischiare le foglie folate dal vento; 1761 1| secche. Dei catarri stizzosi fischiavano alla gola del generale, 1762 20| egli avesse dato fiato al fischietto tutta la gente si sarebbe 1763 17| porco, di guaito di cane, di fischio di topo.~La donna indugiò 1764 9| mezzo all'orto, lo guardava fissa, poi mi diceva allegra: – 1765 7| Quante volte l'ho visto fissare estatico le armate dei pesci 1766 7| traccagnotta e sellata su cui si fissarono invidi gli occhi di Fortunato. 1767 10| lumaca colossale; a ogni fittone del male maligno ci guardava 1768 17| pigrizia lene di un lago. Le fiumare, che scorrevano occultate 1769 2| bevuto Adige e Brenta se quei fiumi avessero corso in vino; 1770 18| palpito del mare tutti i fiumicelli in un canto steso e solenne.~ 1771 21| segnavano il corso di un fiumicello, il fogliame sotto il vento 1772 7| Il capocuoco, intanto, flagellava di legnate un gatto che, 1773 7| di bue, corse in sala e flagellò il figlio incestuoso; il 1774 6| trasse dei suoni come di flauto.~Dai greppi del Rimortaglio 1775 14| mostravano la pelle gialla che fodera il teschietto, parietali 1776 12| le braccia: il piviale, foderato di verde setato, sugli orli 1777 12| marini spinosi aveva la foggia di diadema e gli fu posta 1778 11| traversare tutto con uno di quei fogli in tasca, fui preso da tal 1779 7| sbarbificarsi, mangiata la foglia, tolto su un nerbo di bue, 1780 16| giorno.~Mangiavo invece un foglio di carta protocollo su cui 1781 18| cani, io, li butterei nella fogna.~– Non lo sai che gl'inglesi 1782 13| stavano accovacciati nelle fognature del fosso di scolo. L'alba 1783 13| succhi il sangue come un foinco!~– Datemi la direzione che 1784 17| volava sull'acqua come una folaga.~Le ondate sotto la chiglia 1785 17| udiva lo zampognare delle folaghe.~Io ero tranquilla perchè 1786 13| amò, riamata, il pittore Folchi, coniugato.~Commise il peccato 1787 7| visto gli occhi paterni folgoranti qual igneo lampo in paventosa 1788 19| palcheggiando sul pietrato, come una folle, asseriva d'essere la madre 1789 20| recintata di muraglie in cui i folli saltavano come capre. Feci 1790 8| commosso sbandava la sua folta chioma a ponente e a levante, 1791 1| Le ciglia l'aveva così folte e spinose che gli occultavano 1792 20| occhi affebbrati, i baffi folti come una roccata, la fronte 1793 1| contrasto, egli aveva dei baffi foltissimi, che il mio padrone sapientemente 1794 20| coda nell'imo leccavano le fondamenta. Le gondole tacite vellutavano 1795 20| lapis temperato, pareva forasse le stelle. La quinta del 1796 17| foglie dei pioppi parevano forate dai primi goccioloni d'acqua.~ 1797 7| sbafò in un battibaleno e si forbì anche le lerfie alla salvietta 1798 19| consesso, parlava scelto e forbito. Una volta mentre in un 1799 12| quei giorni accennandomi la forcella di un platano secolare aperta 1800 2| scodelle stemmate d'oro, forchette d'argento, coltelli col 1801 4| dell'invasato, i quali erano forieri di altre fughe. Maria Felicità 1802 16| baleno. Ma l'arco non fu foriero di bel tempo chè una gragnola 1803 8| ricamati di foglie verdi a forma di cuore. Tutti quei cuori 1804 18| sembra di basalto e le forme stemprate dalle ombre aggraziano 1805 7| antenato Carlo V in testa alla formidabile armata insurrezionale.~La 1806 19| delle fiamme, questa per una formula sbagliata esplose e ferì 1807 21| aveva perduto, in quella fornace, l'acredine della stalla, 1808 13| cominciarono a negare. Il fornaio voleva vedere i soldi sulle 1809 20| tutta ricamata. Pensai al Fornaretto di Venezia, al Moro di Venezia, 1810 6| stava come una statua ai fornelli, oliava la teglia, rosolava 1811 8| di pastora, intonata alle forre della Pieve di Santo Stefano, 1812 21| alla sua casa stremato di forze. Bevvi al pozzo.~– Cosa 1813 13| rilucevano sotto l'ombre fosche degli abeti.~I due colossali 1814 13| era a dissetarsi entro una fossa.~La tomba su cui aveva posato 1815 15| bosco, saltavo dei grandi fossati, dei bugnoni di spine e 1816 | fossero 1817 13| gentile dovesse fargli una fossetta sul capo.~– Toccatelo ma 1818 8| bianco entro la gabbia di una fragile ossatura, sentiva freschezza 1819 8| sul muro appariva come un frammento del Partenone.~La boscaglia 1820 1| al disopra delle lenti, francavano le note sulla partitura.~ 1821 1| Squarza, Orticosa e un frate francescano col saio color macubino: 1822 2| di mortellino, erano un francesone grosso come una botte, con 1823 7| sui motivi della guerra Franco-Prussiana, nomi su nomi si accalcavano 1824 8| il sabbione che arresta e frange l'impeto del mare, il dannato 1825 12| sgherri volevano a colpi frangergli le gambe per la superstizione 1826 17| barchino sulle cui murate si frangeva la bava.~Prima che scurisse 1827 1| colletto, alto, inamidato, era frangiato dai peli del petto che quelli 1828 17| la barchetta, le acque, frante dal tagliamare, si rovesciavano 1829 5| aveva tritolato la ruota del frantoio, cavata da un piastrone 1830 12| tre arcate di pietra si frantumassero sul mio capo.~– Dopo la 1831 8| dinervante. I lecci con le frappe conteste di puniglioli, 1832 9| Signore, ci siete? – erano le frasi del prologo, poi veniva 1833 13| ci disse : – Vi è nato un fratellino. Eccolo qui guardatelo, 1834 17| portato da un sentimento di fraternità e di ribellione.~Narro un 1835 7| alto quanto puoi salire~'Na freccia d'oro ti voglio tirare~In 1836 5| ruzzolato dalle piene della Freddana: olio verde che dava i raschiori, 1837 13| occhi ardenti gli s'erano freddati sul viso slavato, senza 1838 2| guarda-boschi, era stato freddato con una fucilata nel petto 1839 5| mi carezzava con le mani fredde come quelle dei morti. La 1840 11| sera che dà ai marmi la freddezza della tomba, si diffondeva 1841 19| metafisico, determinato e freddissimo.~Egli era ottico e la sua 1842 7| ghigno di satanasso e la frenesia di un satiro. Certo dava 1843 11| e il sigillo borbonico, frequentassi degli avanzi di galera.~ 1844 13| Il "Palazzo" era sempre frequentato da grandi personaggi. Ricordo 1845 3| cannoni, era selvaggia; di frequente, dalle prunaie, uscivano 1846 21| riconoscitiva, ché è l'unica fresca nel mezzo al verde del campo – 1847 19| vetrine. La domenica si frescheggiava nei giardinetti e faceva 1848 8| fragile ossatura, sentiva freschezza e sentiva piacenza.~ ~Il 1849 8| a levante, e il piovasco friggeva sugli stagni, e le prunaie 1850 8| rondini volavano basse e il fringuello aveva note tristi e lamentevoli, 1851 14| legno o dei fiori dorati e fritti.~Queste vecchiette, quasi 1852 5| moglie del cieco, anemica e frolla, coi capelli sagginati, 1853 12| ferme sul cielo tutte le fronde. Le statue mettevano un 1854 20| carte! Lo lessi quando mi frullava per il capo l'idea di fare 1855 4| pianta della morte, tra i frutici rossi e gli albatri, sembrava 1856 6| date ai porci questa bella frutta e noi dobbiamo stare senza 1857 4| sue nozze, che le dettero frutti di amaritudini continuate, 1858 2| era stato freddato con una fucilata nel petto da un cacciatore 1859 11| Andalusia. La scena della sua fucilazione, contornata di ramette d' 1860 2| l'atto di imbracciare il fucile e fare con la bocca: Tun, 1861 16| giunse un plotone armato di fucili.~In quella tempesta, il 1862 10| bernoccolute spiccavano bene i fuffigni delle sassate; i matuffi 1863 15| strumenti atti a procurarsi la fuga.~Corredo: camicia, giacchetta, 1864 11| donna.~Scappai inorridito. Fuggendo, affondavo piedi fino al 1865 14| lei~E mentre le vecchiette fuggivano inorridite, il padrone le 1866 4| quali erano forieri di altre fughe. Maria Felicità nel parco 1867 Ded| 1918 e, in pace, cadesti fulminato al termine della tua giornata 1868 13| secco, i baffi e il pinzo fulvi e mossi, portava un berretto 1869 1| spagnuolo basso, apoplettico, fulvo di pelo, congestionato, 1870 21| profumo inebriante dei letamai fumanti come incensieri.~La natura, 1871 1| recava sempre ansimando a fumare delle sigarette medicate 1872 17| di pescatori: il camino fumava, il barchetto nero era varato 1873 4| Rimortaglio; una quinta di funebri cipressi difendeva il palazzo 1874 7| avvenimenti stavano per succedere: funerali o danze. Quella mattina 1875 7| stecca; il barbino. Quando la funzione era finita si andava a sbarbare 1876 12| francescani distribuivano dopo le funzioni: un palmizio ingentilito, 1877 13| passeggiavano silenziosi e fuor d'ora. Anche i padri francescani 1878 11| mi soffiava negli orecchi furibonda : – Vieni qua, o anarchico, 1879 | furon 1880 7| digressioni ai clienti sui furori delle donne austriache.~ 1881 19| idee – la proprietà è un furto – buttava via tutti i denari 1882 20| come una goccia di stagno fuso sopra il bronzo rovente.~ 1883 8| era vergine: gli alberi di fusto, sulla còrtice scabra, erano 1884 6| figli: Francesco, Raffaello, Gabriele e tutti gli opranti chiamati 1885 3| Warteggel, Biarritz, Vienna, Gaeta, Bilbao mi facevano sognare 1886 8| grande rilievo, quella testa gagliarda e misteriosa come la Notte 1887 9| carattere di spettacolo di gala: prima s'affacciava sull' 1888 17| nella gola. Lo credereste, galantuomo – proseguiva con voce disperata 1889 13| camicino che aveva al collo una galappia di seta. Gli posammo le 1890 5| con gli abiti a strisce, galeottismo profumato di canfora e di 1891 20| dalla lordura unta dove galleggiano polpe le carogne dei cani 1892 13| zampettavano sulla bàttima come gallinelle, stampandola tutta di fioretti.~ 1893 3| scorza su di un tronco, coi gambali e gli speroni, egli si sarebbe 1894 13| una trina intignata. Le gambette marine, impigrite da quell' 1895 10| che nessuno di noi aveva garbo.~– Ma vi finisco – disse 1896 17| quando la spingeva giù, il gargherozzo le gonfiava.~– Starete sempre 1897 7| c'era un arruolamento di garibaldini per tentare uno sbarco in 1898 7| mio padrone barbitonsore, garibaldino a Bezzecca e carcerato mentre 1899 6| della tua bocca è gentile~garofanate son le tue parole~paiono 1900 9| capelli, color di rame, si garofanavano di toni rossi, gli occhi 1901 1| uopo si sappia che io fui garzoncello del barbitonsore che serviva 1902 9| rifinire. Quando mia madre mi gastigava a dovere, dava alla punizione 1903 19| i denti felini e un pel gattino biondo su tutto il viso 1904 7| tragica come quella del Gavo, dalle cui sponde irruppe 1905 14| ombra; ma il raffreddamento gela la radice e il taglio raso 1906 13| c'era una fiamma bianca gelata di scolati di candela. Sulle 1907 12| chiesa sembrava un mare gelato di piombo su cui s'incurvassero 1908 2| II.~ ~La "Canaglia" era geldra varia. Giuliano e Ruffino, 1909 5| il marrello, che sotto i geli del verno diventa d'acciaio 1910 8| bocca calda sulla sua fronte gelida, la baciai e la bagnai di 1911 6| della zappa, che sotto i gelidi inverni diventa acciaio 1912 19| lisca in bocca. "Livorno" geloso della moglie come un gatto 1913 18| sua sorella, che pareva gemella, scucirono sacconi e materasse 1914 1| vecchissimo, cominciò a gemere bava allumachita dalla bocca, 1915 12| lacerazioni, strappandole, gemevano sangue vivo.~Gesù aperte 1916 11| dicevano che si udiva come un gemito straziante.~ ~Alla poveraglia 1917 6| prepara lo scoppio delle gemme verdi, le selve dagli annosi 1918 7| spettri invendicati dei suoi generali Castell, Savalls, Ollo, 1919 2| poi, tra lui e i nostri genitori ci finivano di legnate. 1920 20| Venezia mi diressi verso il genovesato, i porti mi tenevano legato 1921 13| travagliavano e penavano altre genti. Col chiarirsi delle arie, 1922 15| figliuole timorate e donne gentili.~Nell'Educandato gli studi 1923 3| Carlos, maschia figura di gentiluomo, di guerriero e di re, era 1924 6| si adatterebbe ad essere Gentucca. Dal luogo dei Fondora si 1925 10| s'udiva quello di Lutero, Gerinto, Simon Mago. Tra loro due 1926 17| passaggio delle arzavole e delle germanelle che danno alle cose e agli 1927 10| Amici, coraggio.~Quando Germanico parlò alle legioni ammutinate 1928 6| campo quadrato segnata dai geroglifici delle viti ritorte, abbarbicate, 1929 19| studentesse miopi, la tomba in gesso di Ilaria, l'orologio, la 1930 7| le porte, che quello di gettarsi dalla finestra del secondo 1931 11| ragazzi scarniti venivano gettati sotto le spranghe per compassionare 1932 13| scia. Il tonfo del ferro gettato sobbolliva di spume lo sterminato 1933 18| al Gallinaro: inferocita gettava via la bracciata dei cani 1934 6| nel fondo un dipinto di Gherardo Delle Notti.~Il mio nonno 1935 10| coro le madri tentando di ghermire i figli.~– Vi finisco – 1936 16| gli occhi, i capelli, le ghette e le scarpe. Il signore 1937 17| gli altri giorni la mangio ghiaccia: con le cipolle. Quando 1938 14| si potrebbe spaccare la ghiaia; ma quelle spadroneggiavano 1939 13| i vialetti argentati di ghiaina che rilucevano sotto l'ombre 1940 6| pozzo fondo, costrutto con ghiaioni politi dall'acqua corrente 1941 13| la femmina che, come una ghiandaia, era sfalcata nel folto 1942 2| addosso l'idea di finire ghigliottinato.~ 1943 21| ribollimenti del pattume, a giacere nei letti delle bestie, 1944 13| e gli stivali di bulgaro giallo-cromo, con gli speroni stellati, 1945 11| donna a cui dicevano la "Giallona" che le era andato il sangue 1946 19| domenica si frescheggiava nei giardinetti e faceva dei mazzetti di 1947 1| poltrona sul pietrato del giardino; le braccia scarnite del 1948 3| colossali, sicchè parevano due giganteschi candelabri di bronzo inverdito 1949 13| malerbe, coprirono gli stemmi gigliati e le vasche, i vialetti 1950 20| sulla gondola stemmata col giglio rosso dei Borboni.~Egli 1951 12| contando parecchie volte i ginepri di una lunghissima corona. 1952 10| croce, giudicai essere di ginepro.~Un giorno, il maestro, 1953 8| festevole fra le braccia e le ginocchia e ci copriva con le membra 1954 19| così a uno che faceva i giochi di prestigio, il quale, 1955 1| avevano ancora il cavo della giomella di quando egli si abbeverava, 1956 12| abitarono le sponde del Giordano: Azer, Zebulon, Isacar, 1957 12| d'essere nella valle di Giosafat! O altrimenti, raccontando 1958 13| alle stampe dell'imperatore giovane: occhi ricettati entro un' 1959 14| il ritratto del maestro Giovanni Pacini e ci scrissi sotto 1960 19| ragazzi diceva loro: – Ehi giovanottino, non hai mai visto strozzare 1961 2| nelle traversità della vita: Giovasse: gioasse. Dunque, Gioasse, 1962 20| quei mori di legno che il Giovedì Santo mettono sotto al sepolcro 1963 12| gran pianto~che faceste il Giovedì-s-santo.~Gran pianto e gran lamento!~ 1964 13| era capitata.~– Se te ne giovi puoi bere al mio bicchiere.~– 1965 4| bel giorno, un principe giovinetto ch'essa non conosceva. La 1966 20| pronunziarsi, noto alla mia giovinezza per averlo sentito pronunziare 1967 20| e asserì che, pur avendo girato il mondo, si era convinto 1968 19| città assaettate.~La "Ruota" girava ancora nel capo del popolo, 1969 13| padre, senza arte nè parte, girottolava per i canti delle darsene, 1970 19| giorni che s'era allogata, girottolò la città con le calze della 1971 2| che al momento in cui mi gittò nel pozzo era ubriaco, al 1972 12| Azer, Zebulon, Isacar, Giuda, Simeone, Menasse....~Tutti 1973 12| Sinai, poi si chiamò la Giudea.~Dodici sono le tribù che 1974 12| come se io fossi stato un giudeo.~– O Tetrarca! O Tetrarca! 1975 10| così a occhio e croce, giudicai essere di ginepro.~Un giorno, 1976 7| secondo piano.~Il granifero Giugno fu la sua salvezza; i sottostanti 1977 12| aveva in mano una rametta di giunco e parlava come gli altri.~ 1978 11| rapina.~Quando la poveraglia giungeva alle spranghe del cancello, 1979 16| dei soldati di mare. Ne giunse un plotone armato di fucili.~ 1980 14| pittura. Le mormorazioni giunsero anche agli orecchi di mio 1981 10| cattedra. L'infiammazione delle giunture dei piedi e delle mani sembrò 1982 13| compagnia di altri trascurati, giuocando per delle lunghissime ore. 1983 4| principe e di marito: cacce, giuochi, orge e carnevalate e visite 1984 19| messo a bollire una croce:~– Giuralo su questo sacro bollore: 1985 19| aveva fatto prendere un giuramento sopra una pentola in cui 1986 14| XIV.~ ~La definizione giusta del mio padrone, parrucchiere 1987 7| il cliente ed egli, per giustificarsi, mi diceva: – Un giorno, 1988 1| testa impomatata, viso glabro, profumato di canfora, a 1989 | glielo 1990 | Gliene 1991 1| Austriaci. L'appellativo globale di "Canaglia" non doveva 1992 13| La morte non cura altra gloria e involge il piccolo e il 1993 17| risucchiato fin le ultime gocce del sangue che aveva addosso. 1994 6| carattere di deposito che poteva godersi, ma non disperdersi o alienarsi.~ 1995 20| cabarre, le menaite, le golette, sulle quali c'è sempre 1996 13| Magra. Dalle insenature del golfo della Spezia s'udivano come 1997 7| romba del mare portava sul Gombo deserto la linea del fuoco 1998 11| invece sembravano guantoni di gomma imbottiti di grassume con 1999 5| fumo.~I granturcai avevano gonfiato di lor foglie i sacconi 2000 17| spingeva giù, il gargherozzo le gonfiava.~– Starete sempre qui? – 2001 10| duro come la pietra della Gonfolina.~– E il mio lo bastoni a 2002 18| le si acciocchivano alle gonne e quattro o cinque li teneva 2003 19| anche erano strette da una gonnella di ghineone, sul capo aveva 2004 17| mi avevano ammollato le gonnelle che me le sentivo appiccicate