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'na-attra | attre-circo | ciren-duomo | durav-gonne | gorgo-liber | libra-ornat | orrib-quivi | rabbu-scass | scava-statu | stavo-valli | valor-zufol
         grassetto = Testo principale
     Cap.grigio = Testo di commento

2005 17| la lingua e, benchè muto, gorgoglia il mio nome!~È di legato 2006 17| parecchie teste di allucinati gorgogliavano a fior di acqua il mio nome 2007 17| queste si divincola e un gorgoglio d'acqua gli rigurgita nella 2008 17| giù nella gola c'era un gorgoglìo d'acqua come in un tubo 2009 10| come pietrificati dalle Gorgoni.~– Ipocriti – soffiava egli.~ 2010 10| scuola. Il maestro, della gotta da cui era afflitto, incolpava 2011 17| il soffitto.~– Chi avete governato di : le bestie ? – le 2012 13| aratri setati. Gli uomini governavano il timone, che filava argento 2013 13| metitabonde. Le piccole vele dei "gozzi" da "nicchi" giallo sbiadite, 2014 10| manifesti delle risse, delle gracchie, dei bordelli, dei motteggi, 2015 14| capecchio, era dentato e graduato: alzandolo sgranava una 2016 16| foriero di bel tempo chè una gragnola fitta fitta di pugni si 2017 20| sfornarci camminando come i granchi all'indietro. Facevo dei 2018 13| taciturna e la più sola. I grandissimi occhi neri e languidi staccavano 2019 7| si aprivano in un cerchio grandissimo, coi capelli inghirlandati 2020 3| dirimpetto all'edificio di stile granducale, c'era una quinta di lecci, 2021 8| il giorno in cui tu a un granellino per volta avrai scavato 2022 11| venivano sbuzzati dalle granfiate. I ragazzi scarniti venivano 2023 11| spaventate, occhi strabuzzati, granfie di rapina.~Quando la poveraglia 2024 7| finestra del secondo piano.~Il granifero Giugno fu la sua salvezza; 2025 12| ci mostrava le braccia granite e gialle.~In quei giorni 2026 1| occhi balenanti e un sorriso granito che, arrossendo, nascondeva 2027 5| condisce l'aria col fumo.~I granturcai avevano gonfiato di lor 2028 19| compromissioni politiche paga un grappino? – e ricominciava a salire 2029 4| poltigliavano nella terra grassa guardavano incantati il 2030 20| nella sua scarnata la mano grassoccia di De Amicis si voltò a 2031 11| guantoni di gomma imbottiti di grassume con l'unghie incarnite; 2032 21| una buttata di fiori.~Alle grate dell'ossario c'erano affacciati 2033 12| rispose Madalena:~– Ave Maria gratia piena!~ ~L'ho veduto su 2034 19| il crocione di ferro che graticola la sinistra apertura ed 2035 10| passata all'istante. Si grattò il capo convulso, e fece 2036 10| sfrullare il corpo entro la grattugia delle vestimenta. Poi con 2037 12| riusciva negletto, sotto il gravame della Croce, con la corona 2038 13| sembravano due pietre che lo gravassero verso la terra.~Il pane 2039 7| abdicava in suo favore, gravava sul cuore del re mortificato.~ 2040 17| Vent'anni fa io ero gravida; sulla piaggetta del lago 2041 13| spose erano di continuo gravide; sul rimanente del corpo 2042 20| nei giorni in cui par di gravitare, con il peso di tutto il 2043 15| casco e sotto un medaglione greco con due occhi vellutati 2044 6| Le ragazze accudivano al gregge, lo pasturavano sui clivi, 2045 13| cielo in terra.~Quando le greggi andavano verso la capanna 2046 5| vincastro, cantando davanti alla greggia, tragittava il "luogo" di 2047 18| scolpire sopra un sarcofago greggio la sua figura scarnita dai 2048 6| spettacoloso, teneva nel grembo una montagna di mele e le 2049 6| suoni come di flauto.~Dai greppi del Rimortaglio si dominava 2050 6| vedeva spolverare argento sui greti celesti.~In una insenatura 2051 12| Pieve, usciva negli oliveti gridando: – Mi par d'essere nell' 2052 20| aveva una casa di cura. I gridi della follìa uditi al di 2053 18| o quattro strilloni del "Grido di guerra".~Più tardi andando 2054 10| Tenetelo, figlioligridò il maestro.~Ma il Lucchesi 2055 6| avorio che staccava sul grigiore degli olivi e il ferrigno 2056 19| Internazionale. Un ciuffo di grimaldelli pendeva dal trave come un 2057 9| quest'anno ci saranno l'olive grime.~ 2058 11| Inquisizione dovevano avere quelle grinte. Quella "Canaglia" famula 2059 12| sanguinoso, coi capelli gromati aveva l'aspetto di sofferenza 2060 17| impostoni delle finestre, le grondaie dall'orlo traboccavano l' 2061 17| a scolarmi in bocca e a grondarmi giù per le spalle. Ero ormai 2062 12| una sera di pioggia chè grondavano lacrime, e scrutava attenta 2063 6| piccioni tubavano sotto le gronde. Mio nonno, nei giorni in 2064 17| le lame del padule. Sulla groppa del ponte che traversa la 2065 17| sinuoso anelito al mare; le groppe dei monti si incurvano verso 2066 18| zittella del nostro paese, grossa e polputa, con una vociaccia 2067 11| mare; il ventre aveva la grossezza di quello di un bue, i piedi, 2068 17| spenta.~Mangiava a bocconi grossi la polenta e quando la spingeva 2069 19| tavola era il "Cavalier Grotta", dicevano così a uno che 2070 6| urlo roco della vacca, il grugnire dei porci, il crocidar della 2071 17| Sentivo, però, una specie di grugnito di porco, di guaito di cane, 2072 10| Vi voglio vedere nel grugno uno per uno.~Ma dopo averci 2073 5| erano ad opra, era rotto dal grugolar dei maiali, l'aria era salata 2074 1| congestionato, misantropo, il quale grugolava sempre come un pentolo di 2075 6| le poppe rosate, i maiali grugolavano al trogolo, le galline razzolavano 2076 11| senza sangue e con la bocca grumata di bava.~Il cadavere fu 2077 19| dovette tirarsi nel fiume e guadagnare a nuoto l'opposta riva.~ 2078 5| gli indumenti dovevano guadagnarseli portando di notte tempo 2079 21| i primi denari che avevo guadagnati in vita mia. E mi staccò 2080 19| Bronzino" tutto quello che guadagnava invece di metterselo addosso 2081 17| di grugnito di porco, di guaito di cane, di fischio di topo.~ 2082 14| setolosi, mantrugiare le guance impolpe di saponata, – allora 2083 3| femminili serravano una i guanti e l'altra l'elsa della spada 2084 11| le mani invece sembravano guantoni di gomma imbottiti di grassume 2085 11| doverediceva egli.~– Guarda, segno e santo di croce 2086 2| raccolto perchè suo padre, guarda-boschi, era stato freddato con 2087 15| più del censore che del guardaboschi, vestiva con grande dignità 2088 17| occhi spenti, assuefatti a guardare la terra, la fronte spianata 2089 2| cameriere e istitutrici, e una guardarobiera butterata nel viso dal vaiolo... 2090 15| articolo 17 al magazziniere e guardarobiere e saranno vestiti con gli 2091 16| derelitta di tua madre (tutti guardarono mia madre stesa sul canapè 2092 13| dalle leccete e dai pini.~La guardia del cancello maggiore salutò 2093 13| bimbe le portaron via le guardie.~Alla madre, braccata dal " 2094 19| astro degli alti non hai il guardo veggente.~Io andavo alle 2095 3| Duca di Parma, Piacenza e Guastalla, e Anastasia, Augusto, Ferdinando 2096 14| Queste bellugíe essendo guaste, esse le tenevano ravvoltolate 2097 14| e di Francesco Domenico Guerrazzi. Egli era come il minerale 2098 6| Fanciullo, sotto la sapiente guida del nonno "capoccia", aveva 2099 1| dipinto facile e carnoso di Guido Reni.~Mio padre, allora, 2100 20| bianco teneva il cane a guinzaglio.~Rimasi di pietra: quel 2101 7| Battista Morganti, poeta idiotico, alla veneranda età di anni 2102 11| viso come una spazzacamina, idropica e nel rimanente del corpo 2103 17| torbo; le isole, che erano ieri pietre di cobalto, incupiscono, 2104 4| San Martino in Vignale, ignara che il suo diletto figlio 2105 7| paterni folgoranti qual igneo lampo in paventosa sera, 2106 5| son rimasti , sepolti e ignorati. Oggi, anche tutti quelli 2107 3| castelli di Aghinolfo e d'Ignoso, dovevano ricordargli la 2108 19| bastardo.~Quando sua madre ignota lo mise nella "Ruota'', 2109 | II 2110 19| gli volevi bene?~– I...i...iiiiii... un giorno gli ho fatto 2111 19| miopi, la tomba in gesso di Ilaria, l'orologio, la campana, 2112 20| brividi della sera avevano illividito. Io gli tagliai la strada 2113 20| inghiottiva i palazzi, le finestre illuminate mettevano dei serpenti nei 2114 3| zecchino, lucevano come illuminati dall'inferno delle tombe. 2115 4| quando il palazzo era tutto illuminato, pareva un grande catafalco 2116 20| perniciosi e che l'autore era un illuso. La cosa che più mi fece 2117 12| la fronte.~Il pranzo fu imbandito nel mezzo al parco e le 2118 17| triste, mi disse: – Vuoi imbarcare anche te? oggi vado di 2119 3| di essermi qualche volta imbattuto con Don Carlos il quale 2120 5| mettere sulla bocca il sorriso imbelle del mascherotto, lordarsi 2121 8| sturma di ragazzi, urlò loro imbestialito: – "Viva Erode". – I ragazzi 2122 13| della boscaglia.~La folla imbestiata incitava il gigante: – Ammazza, 2123 9| alzava le braccia al cielo imbevendosi di luce; la sua alta statura 2124 1| accenciato sopra una poltrona imbottita; delle strane allucinazioni 2125 11| sembravano guantoni di gomma imbottiti di grassume con l'unghie 2126 2| sfogo facendo l'atto di imbracciare il fucile e fare con la 2127 2| nuovo, non se lo voleva imbrattare di loto per la mia salvazione 2128 18| mascherato a donna.~Sull'imbrunire si vedeva la Mamma dei cani 2129 13| d'ospedale con gli abiti imbucatati di fresco.~S'incontrarono 2130 13| porta della tettoia ci fu imbullettata una traversa di legno.~– 2131 8| Crocifisso di legno era imbullettato sopra il capo di mia madre 2132 7| appartamenti del Principe. Panini imburrati e spalmati di deliziose 2133 2| la mia salvazione ed io m'imbuzzai d'acqua marcia ed era 2134 13| umiliata esultabuntum – imitò la gran cassa: – Tum! – 2135 6| diceva.~Povera donna, se l'immaginava,~ ~Al mio stupore, ella 2136 12| esisteva soltanto nelle immaginette che i francescani distribuivano 2137 19| barba sì che pareva un uomo immascherato a donna. Destandosi abbaiava 2138 13| mantello nero, traversò l'immenso bosco tenebrato dalle leccete 2139 3| erbato che sfociava al mare immimente. La selva, essendo sotto 2140 6| avvertiva che l'uragano era imminente. Ma se il pettirosso cantava 2141 3| A volte, egli rimaneva immobile come una statua di basalto 2142 14| sotto a stampatello: "L'immortale autore della Saffo". Il 2143 20| che puntando la coda nell'imo leccavano le fondamenta. 2144 6| mio stupore, ella disse impacciata: – mia madre è . – Ed 2145 15| zio, altissimo, barbuto, impalato, teneva moltissimo a somigliare 2146 21| granturcali, i guanciali impallinati di nero con la cavità del 2147 13| schizzare le sue cervella impalpe. Dimezzata che l'abbia, 2148 19| stava incantato a ore.~ imparai la Storia, l'Anatomia, l' 2149 13| bada.~In "Collegio" aveva imparato il latino e sentenziava 2150 18| di Byron e di Shelley s'imparentava col pizzichino e la macuba!~ ~ 2151 8| intrideva sempre di notte per impastarlo poi lievitato il domani 2152 5| digrumarsi della melma impastata di lordura feconda e mettere 2153 21| d'ontano degli zoccoli, impastati di fango e di sterco. Le 2154 8| arcile, mia madre, per bene impastonare, era salita sopra una panca. 2155 8| alberi, a guisa di mostri impazziti, colossi dalle mille braccia, 2156 17| tendone nero: uno spettro impazzito, dalle ossa spezzate, dondolava 2157 17| denti piantati nel fasciame impeciato, con le dita ad artiglio 2158 8| prunaie si imperlavano, m'impeciavo al calcio d'una quercia 2159 15| da una estrema miopia, gl'impedivano di leggere, e questa era 2160 14| il paese che pigliasse l'impegno di sbarbare i morti.~Barbe, 2161 13| uguale alle stampe dell'imperatore giovane: occhi ricettati 2162 6| sull'aia, il gallo zampava imperiale, i piccioni tubavano sotto 2163 20| po' ingrossata; le linee imperiali della fronte aperta s'erano 2164 6| posto solatìo, maestoso, imperioso, che passeggia dentro il 2165 8| stagni, e le prunaie si imperlavano, m'impeciavo al calcio d' 2166 1| Allora la leggiadra Romola s'impermaliva e piangeva anche.~Ero già 2167 19| dei canali, su cui erano imperniate, e la rendevano ai campi 2168 7| Poi, così satollo, attese imperterrito gli eventi.~– Ma non c'eri 2169 2| Nasone le stava al fianco impettito come se avesse ingollato 2170 13| spietata dell'orizzonte li impiccoliva tanto che parevano due uccelli 2171 6| nepoti, dispersi per le città impietrate ed aride, cogli alberi di 2172 13| intignata. Le gambette marine, impigrite da quell'autunno eterno, 2173 8| rombo lo spazio, il cielo implacabile mi umiliava sotto la sua 2174 19| in sospiri.~Il sartore, implicato in un tragico processo dell' 2175 11| un bue, i piedi, benchè impolpati d'acqua salsa, erano di 2176 14| setolosi, mantrugiare le guance impolpe di saponata, – allora s' 2177 1| sovente col marito, testa impomatata, viso glabro, profumato 2178 1| per farli poi rovesciare, impomatati, su quello sinistro. Dopo 2179 6| di brina e ogni festuca s'imporpora, egli, col tridente cavato 2180 17| sul tetto, sbatacchiava gl'impostoni delle finestre, le grondaie 2181 11| partirsi, brontolando e imprecando e mormorando, un tozzo di 2182 13| e tutti mézzi andavano a imprecare davanti alla tettoia.~La 2183 12| del Signore che vi lasciò impressa la Effigie a sudor di sangue.~ 2184 1| cervello riteneva già le impressioni. Ricordo bene che quando 2185 15| volte al giorno, ad ore impreviste, ad assicurarsi che i carcerati 2186 13| Aurooooo!...~Essendo l'uccisore imprigionato, "il Terracinese" cercava 2187 21| i pantaloni dove c'era l'impronta della sua armatura. Il cappello 2188 6| posati sulle mortelle.~D'improvviso mia madre intonò un canto 2189 19| rendeva il tanfo dei cavoli imputriditi e il lezzo del sudiciume 2190 18| mani accoppiate sul seno inaridito stringono sovente fioretti 2191 14| grasse, se il cliente è inattivo e non rende calorie dissolventi 2192 6| barba annodata tra le mani incallite, insieme alla corona di 2193 19| bottiglia, con gli occhi incamiciati di materia, diceva sempre – 2194 10| Fissi! – E ci fissò come per incantarci.~Un ippopotamo, a cui un 2195 4| terra grassa guardavano incantati il palazzo: tutti sognavano 2196 14| Sbarbando un morto i rasoi s'incantavano spesso, ma Fortunato sussurrava: – 2197 21| laggiù lontano, oltre quell'incantesimo, coi tetti rossi dove si 2198 17| in fretta, gli uomini si incappucciavano la testa sotto la giubba, 2199 2| sono quasi lessate dove s'incarnano l'unghie. Anche Gioasse 2200 11| di grassume con l'unghie incarnite; la testa sembrava sbollentata.~ 2201 13| panni. In un giorno era incaschito di quindici anni. Dopo un 2202 8| sigillava gli occhi e l'ombra le incassava nell'orbite i suoi occhi 2203 11| da sola, bastava per incatenare la lingua.~Il re, invece, 2204 1| camicia e della carne marmata incatenato al braccio esile di lei, 2205 1| Borbone, madre di loro, incedeva maestosa: il profilo intrepido 2206 21| di mio padre pareva che incendiasse. egli uomo terragno aveva 2207 12| sicchè la chiesa parve incendiata dai lampi.~Finito il sermone, 2208 12| verde setato, sugli orli era incendiato d'oro; sullo sfondo del 2209 6| riparo del vento, questa s'incendiava di lacche e il salone schiariva 2210 10| ingottito che pareva gl'incenerisse il pizzo e i baffi e i capelli. 2211 3| chiuso, l'aria densa di incensi, riducevano come di marmo 2212 21| dei letamai fumanti come incensieri.~La natura, lui spento e 2213 13| berretto di corta visiera incerata, basso, largo, tagliato 2214 17| Farabola ristetti un po' incerto, chè dai monti di Pisa saliva 2215 7| giorno egli allungò le mani incestuose verso di lei, onde ella, 2216 7| sala e flagellò il figlio incestuoso; il quale non trovò altra 2217 7| parrucchiere teatrale faceva l'incetta di tutti i baruffi dei capelli 2218 3| egli rispondeva con un inchino anche ai più umili accattoni. 2219 20| galera. A Genova ero rimasto inchiodato; a casa non potevo tornare, 2220 19| una lama. Fece il gesto d'incicciare qualcuno. Quando si fermò 2221 7| la saliva, onde, quando incicciava un dito su cui era un callo 2222 10| la benda di su una piaga inciprignita, quindi lo prese per la 2223 6| di castagno in amore, la incise in fondo e cavò la scorza 2224 13| sotto il piovasco andava ad incitare "il Terracinese" e tutti 2225 13| boscaglia.~La folla imbestiata incitava il gigante: – Ammazza, ammazza, 2226 2| camerieri erano gente del luogo incivilita. Col tempo diventarono tutti 2227 3| carlista portata lievemente inclinata, gli velava di celeste la 2228 20| Corot, di fronte agli alberi inclinati sull'acque d'argento cenerino 2229 10| gotta da cui era afflitto, incolpava gli alunni.~– Guardate come 2230 6| affissando il posto, qua e incolto, pensava al destino del 2231 Ded| erpice del tuo caccia arasti incolume l'Adriatico dal 1915 al 2232 5| stantio. Il silenzio che vi incombeva quando tutti erano ad opra, 2233 6| la casa intonando canzoni incomprensibili: o che rimuginasse le patate 2234 8| Ricordo, con un contorno inconfondibile – la mia memoria ha dei 2235 4| Fernanda Felicità di Savoia, l'inconsolabile madre di Carlo III, Duca 2236 8| ambulavo dove ero sicuro di non incontrare anima vivente. Il fogliame 2237 13| imbucatati di fresco.~S'incontrarono sul fosso e si misero a 2238 8| Sant'Agostino. Anche egli incontrò un fanciullo sulla spiaggia 2239 13| canini, cieco, con gli occhi incorallati di sangue, lampeggianti 2240 20| situata tra gli uliveti che incoronano il manicomio di Quarto. 2241 1| il dente della nuca, lo incoronava una chioma di colore tabacco – 2242 7| la miglior salda per fare increspare i capelli tifoidi fosse 2243 5| botti capaci, acetate, incrostate di tartaro, dentro le quali, 2244 19| fondo di letto. Seduto sull'incudine parlavo con Bronzino dell' 2245 14| mostravano le piante dei piedi incuoiate.~I più discutevano sul come 2246 17| ieri pietre di cobalto, incupiscono, le loro sfaccettature che 2247 7| valligiani attoniti che, incuriositi, aspettavano la sposa. La 2248 17| un tono uguale; il mare incurva l'arco sterminato dell'orizzonte, 2249 17| le groppe dei monti si incurvano verso il piano, i paesi 2250 12| gelato di piombo su cui s'incurvassero delle motte di delfini.~– 2251 12| per i tormenti sofferti, e indebolito cadde tre volte per via; 2252 14| infanzia non fu vaga indefinita. Poche idee, ma determinate.~ 2253 18| piccoli come porcellini d'India, cani randagi e bastardi 2254 19| crebbe quando il domino mi indicò un antro orrido; v'entrai 2255 20| camminando come i granchi all'indietro. Facevo dei servigi su verso 2256 1| della soavità del rito. Ella indossava un abito di trine di sete 2257 17| fischio di topo.~La donna indugiò nella stanza circa un quarto 2258 8| benedetta. Sulla strada, indurita dal gelo, s'udivano fischiare 2259 21| dissepolti che parevan volersi inebriare di luce dopo essere stati 2260 6| gemeva, o se la rana taceva inebriata dal forte odore dinervante 2261 3| balenava d'orgoglio e d'ineffabile languore.~Amavo il mio padrone. 2262 7| dirò soltanto quello che è inerente al "Palazzo".~Quando egli 2263 17| verso il piano, i paesi inerpicati sullo schienale della grande 2264 20| cervello contro il "Cuore''. L'inesplicabile della filosofia nietzschiana, 2265 5| idea d'esser condannati all'infamia, che si scavassero la tomba.~ 2266 13| egli faceva s'erano tutti infangati. Pioveva come Dio la mandava. 2267 14| involtino di capelli tutto infarinato.~Allora il mio padrone, 2268 20| né arteparte, sovente infastidito da una domanda tediosa: 2269 20| me con l'aria di un padre infelice che mostri un suo figlio 2270 17| mio mondo era quello degli infelici; verso di loro mi sentivo 2271 14| Le barbe, cresciute nell'infermità, sono meno ispide di quelle 2272 17| Di , avete forse un infermo?~– Sissignore – rispose – 2273 18| aveva figliato al Gallinaro: inferocita gettava via la bracciata 2274 5| l'anche e le succide e le infiamma, tela ergastolana, tela 2275 10| fece lui sulla cattedra. L'infiammazione delle giunture dei piedi 2276 19| candela di sego che teneva infilata in un collo di bottiglia, 2277 18| finivano dal tabacchino, infilati in un ferro da calza, e 2278 17| era il paiolo col mestone infilato dentro; l'afferrò con le 2279 13| Al di di quella linea infinita, luminosa, profondissima, 2280 1| cruschello, magro, rigido, inflessibile, assorto. Egli si distraeva 2281 10| insembolate, di tutti i castighi inflitti senza misura e senza misericordia, 2282 5| luogo" di mio padre per infoltarsi nelle selve del Rimortaglio.~ 2283 8| disperazione di Niobe.~Io, infoltato tra le prunaie, la udivo 2284 3| apparire, la gente timorata s'infoltava nella selva, ma se qualcuno 2285 15| tornava verso casa ed io m'infoltavo nel bosco, saltavo dei grandi 2286 13| sotto il cappotto un cavolo infradicito, un chilo di farina di granturco 2287 14| per una corda a un ramo: s'infunava piano piano a destra, poi 2288 19| acetata dalle tanfate di vino, ingarbugliava quelle povere teste.~– Se 2289 17| ragazzo – il barchetto s'ingavona troppo.~Io mi bilanciai 2290 17| Il vento a prua faceva ingavonare la barchetta, le acque, 2291 12| le funzioni: un palmizio ingentilito, l'asinello, il bue, il 2292 11| ventre purulento che volesse inghiottirmi. Arrivai al "Palazzo" senza 2293 2| dove piano piano venivo inghiottito dal pollino, il mio fratello 2294 7| grandissimo, coi capelli inghirlandati di fiori sembrava tolta 2295 13| mattoni. Mia madre si spolpò e ingiallì.~Tutti ci cominciarono a 2296 18| osservavano attoniti le pagine ingiallite e, bagnandosi le dita in 2297 11| tra tutta la "Canaglia" inginocchiata sul pietrato celeste e non 2298 3| lavorare, ascoltavano la novena inginocchiati sul pietrato davanti alla 2299 13| essere stato prono sull'inginocchiatoio, alzò il capo, fissò il 2300 5| un certo momento tutti s'inginocchiavano e, poggiando il capo sul 2301 12| vecchia e cenciosa, onde ingiuriarlo e deriderlo.~Gesù col capo 2302 18| fogna.~– Non lo sai che gl'inglesi voglion più bene ad un cane 2303 17| anche le montagne furono ingollate dal caligo, il cielo scuro 2304 19| guisa di quelle dei molini, ingollavano con le votazzole alternate 2305 10| volatico gli accendeva il viso ingottito che pareva gl'incenerisse 2306 13| colore della terra argilla. Ingozzato che s'era faceva piastrone 2307 4| del canale della Croce, ingranditi dal silenzio della Valle 2308 7| e le bende. Tutti questi ingredienti, per degli anni innumerevoli, 2309 11| del paese era interdetto l'ingresso nel parco e nella selva; 2310 20| rosa della lingua un po' ingrossata; le linee imperiali della 2311 4| una nave inglese, pianse ininterrottamente fino a che non approdò a 2312 19| tempo che mi scervello sulle iniziali che hai stampate sul berretto. 2313 13| misero a parlare come due innamorati.~Dopo pochi giorni fu levata 2314 6| contraddetto da nessuno: "Chi vite innesterà, dormendo vino avrà" – " 2315 13| Col cuore e con gli occhi innocenti seguivo sempre mia madre 2316 7| ingredienti, per degli anni innumerevoli, li ho veduti disinfettare 2317 1| epigrafe:~ ~A LA MEMORIA~DE MI INOBLIABILE~AYUDANTE DE CAMPO~EL GENERALE~ 2318 9| gesto per cui la monaca inorridì e tra lei e la serva m'ebbero 2319 9| perchè ella si ritrasse inorridita e mandò a castigarmi una 2320 14| le vecchiette fuggivano inorridite, il padrone le schizzava 2321 11| mare era una donna.~Scappai inorridito. Fuggendo, affondavo piedi 2322 14| cero. Lui, delirante, l'inquadrò e sparse la nuova in tutto 2323 11| Palazzo" si aggiravano l'ombre inquiete di una dinastia bandita 2324 21| ferrata, l'altro ciglio era insanguinato dai rami dei salici. Il 2325 14| presenta qualche difficoltà. Insaponare il viso di un morto è straordinariamente 2326 Ded| di lavoro, questo libro inscrivo e consacro.~ 2327 19| La Poesia che non s'insegnava, l'andavo a studiare per 2328 10| bordelli, dei motteggi, delle insembolate, di tutti i castighi inflitti 2329 8| aveva il murmure del mare insenato entro un cavo di monti. 2330 13| foce della Magra. Dalle insenature del golfo della Spezia s' 2331 2| che mi ha teso più di un'insidia: un giorno caddi nella darsena 2332 20| tagliente come una zolla insidrita dal gelo, difficile a pronunziarsi, 2333 6| membruto colle mani scabre e insidrite come la scorza dell'olivo 2334 12| cadde tre volte per via; l'insolente plebaglia, alzando il capo, 2335 13| principessa che, a quell'ora insolita, andava verso la stazione, 2336 | Insomma 2337 8| Notte mi distraeva nell'insonnia e nel tedio. Quando il fastidio 2338 1| Il vecchio, generale dell'insurrezione carlista, nei conati estremi 2339 5| Stefano che sanguina dove la intacca il marrello, che sotto i 2340 1| penombra: sette denti: la prima intaccatura di quella statua, la prima 2341 13| state portate via; i canali intasati rigurgitavano sul pietrato. 2342 17| d'acqua come in un tubo intasato.~ 2343 12| sereno di stelle, teneva intatte e ferme sul cielo tutte 2344 11| aveva i denti bianchi e intatti. Roteandole intorno e scrutandola 2345 15| sotto ogni rapporto, ad un intendente nominato da S. M.~Gli arrestati 2346 14| Benone – risposi.~– Ma intendiamoci – e il gobbo schiacciò un 2347 14| vecchie.~– Dicono che io me la intendo con lei~E mentre le vecchiette 2348 15| sedili di pietra s'erano inteneriti di muschi verdissimi, due 2349 12| scrutava attenta se io mi intenerivo a quelle narrazioni.~A me 2350 4| Rimortaglio stupivano di intensi verdi e di nero, e le cime 2351 17| donna, ma il buio era così intenso da non farmi vedere niente. 2352 16| prese le mie parti con l'intenzione di liberarmi dalle mani 2353 11| poveraglia del paese era interdetto l'ingresso nel parco e nella 2354 14| lo leggevo per delle ore intere. E concludevo: E pure di 2355 11| mio padre l'ultima di un interminabile corridoio, e io dovendolo 2356 17| spianata palesava il vuoto interno, le labbra riarse, i denti 2357 10| voi esisteva una tacita intesa. Chi è quel signorino che 2358 17| ai polsi; è una giornata intiera che sbatacchia la testa 2359 13| la spuma come una trina intignata. Le gambette marine, impigrite 2360 13| tremava come una bimba. Così intirizzita andava a far legna nel bosco 2361 6| sfaccendava per la casa intonando canzoni incomprensibili: 2362 8| voce sonora di pastora, intonata alle forre della Pieve di 2363 13| Terracinese" prendeva l'intonazione della tempesta e gli occhi 2364 6| D'improvviso mia madre intonò un canto lene:~ ~E quando 2365 3| come l'ebano, ravviata ma intonsa; la boina carlista portata 2366 14| il paino, si lisciava, s'intorchiava i baffi e si arricciolava 2367 18| nelle cui pagine erano intramezzate violette secche e foglie 2368 14| al telaretto, intento a intrecciare dei capelli su tre capi 2369 4| silvestri e i giovani arbusti, intrecciavano gigantesche corone di morte. 2370 3| sul collo gagliardo, era intrepida con gli occhi velati di 2371 12| squadrava con gli occhi intrepidi ed io leggevo nel loro fondo 2372 1| incedeva maestosa: il profilo intrepido non risentiva della soavità 2373 6| con farfalle verdi, nell'intrico dei campi, egli, esultante, 2374 8| anima.~Mia madre, quand'ebbe intriso il levame, si nettò le mani 2375 15| una sillaba.~La mia zia intristì innanzi tempo, impallidì 2376 7| cautela, Fortunato Primo, fu introdotto negli appartamenti del Principe. 2377 21| della nostra razza, adatta a introgolarsi nei ribollimenti del pattume, 2378 8| profonde mi colpiva il cuore, inusitati stupori e spaventi mi ferivano 2379 13| uscivano dal porto, tutte invelate, erano la mia consolazione; 2380 7| tornite come anfore, entro un'invelatura di pieghe che si aprivano 2381 7| approdavano gli spettri invendicati dei suoi generali Castell, 2382 17| quando lo sono realmente inventano qualche bugia: – Il mi' 2383 3| giganteschi candelabri di bronzo inverdito su cui si posavano gli uccelli 2384 14| capelli anellati.~ ~Nei tedi invernali io disegnavo. Disegnavo 2385 20| faceva altrettanto in senso inverso. S'attaccò subito discorso 2386 7| sellata su cui si fissarono invidi gli occhi di Fortunato. 2387 21| parentado avrebbe fatto invidia ad uno Stato: e, voialtri, 2388 2| d'aglio, e per questo lo invidiavano tutti quelli della "Canaglia". 2389 6| quella verde grazia di Dio, invidiosi dei porci.~– Voi – essi 2390 2| a cagione del suo naso inviperito e rosso in punta. Il Nasone 2391 13| non cura altra gloria e involge il piccolo e il grande.~ 2392 14| traevano da certe borsette l'involtino di capelli tutto infarinato.~ 2393 8| e spaventi.~Certi nomi, inzeppati nel capo dai frati, mi facevano 2394 6| organo, vi fe' il foro, l'inzeppò in un tassello del medesimo 2395 10| pietrificati dalle Gorgoni.~– Ipocritisoffiava egli.~Il secondo 2396 10| come per incantarci.~Un ippopotamo, a cui un lupo avesse dato 2397 1| in viso, egli bofonchiava iroso – Caraco! Poi v'era il " 2398 9| sua alta statura spedita s'irrigidiva, poggiata lievemente sul 2399 7| del Gavo, dalle cui sponde irruppe a tradimento l'armata Alfonsista, 2400 13| barba sproccosa e i capelli irti, con la bocca armata di 2401 12| Giordano: Azer, Zebulon, Isacar, Giuda, Simeone, Menasse....~ 2402 21| lampo Roma Parigi mandò in isfacelo l'estate dei morti, la cantoniera 2403 14| nell'infermità, sono meno ispide di quelle cresciute nella 2404 6| assidevano al telare e, come ispirate, lanciavano la spola dalla 2405 7| in cui mio padre tolse in isposa mia madre, nella casata 2406 10| la finestra e dopo pochi istanti si sentì sghignazzare di 2407 10| puntate. E, una dopo l'altra, istigarono il maestro:~– Signor maestro, 2408 19| Sono ricoverato nell'Istituto dei Poveri Vecchirispose.~ 2409 2| v'erano molte cameriere e istitutrici, e una guardarobiera butterata 2410 12| madre si manifestava in istravaganti gesti di dolore, piangeva 2411 15| per fine di provvedere all'istruzione e all'educazione delle giovinette 2412 1| maschi, erano trentasei: Italiani, Spagnuoli, Austriaci. L' 2413 7| lene.~ ~Levate su pastori,~Ite a trovar Gesù~E non tardate 2414 12| Il pranzo fu condito di Item. Una bimba seduta dirimpetto 2415 14| teatrale certe parrucche bionde itteriche che avevano servito per 2416 | IV 2417 3| dai vetri sempre una luce laccata.~Nel parco, dietro al "Palazzo", 2418 6| questa s'incendiava di lacche e il salone schiariva nel 2419 6| o l'uccellame, preso ai lacciuoli, sfriggolavano in teglia 2420 12| il Calvario. Alcune donne lacrimavano il suo stato; non fra esse, 2421 1| compari si riaccendevano: lei lacrimosa mi chiamava, quasi angosciosamente, 2422 13| vuoto e come rovistato dai ladri.~Il padre scrisse: Oggi 2423 21| di eternità.~Il "Palazzo" laggiù lontano, oltre quell'incantesimo, 2424 6| stivandolo; essa ascoltava i lagni dei figli tacendo. La Milla 2425 8| fringuello aveva note tristi e lamentevoli, e le rane tacevano, e i 2426 1| bianca e oro; lui tutto nero, lampante, col bianco della camicia 2427 13| canale deserto. Quando vi lampava la luna, dagli sdrucimenti 2428 13| occhi incorallati di sangue, lampeggianti come quelli di un lupo, 2429 7| Essendo pedicure mendicava le lancette in disuso, i cerotti usati 2430 12| Signore che per l'asta della lancia sacrilega gli scolò nell' 2431 6| telare e, come ispirate, lanciavano la spola dalla mano dritta 2432 10| nodello, avrebbe fatto il lancio che fece lui sulla cattedra. 2433 13| grandissimi occhi neri e languidi staccavano sul pallore del 2434 4| sentiva l'ultima speranza languirle nel cuore, i suoi grandi 2435 20| campanile, come un gigantesco lapis temperato, pareva forasse 2436 15| sarebbe pestato sopra il lardo e che pensassi bene a quello 2437 7| era seduto come un Dio Lare sul pancone in fondo alla 2438 17| voce: quando sono giornate larghe di sole sta acciocchito 2439 11| alla bibita.~– Ma quella lasciamola perderecommentava mio 2440 7| insurrezionale.~La tragica eredità lasciatagli da suo padre che, disperato 2441 19| Innanzi la morte!~– Via~– Lasciatemi. M'avete fatto bastarda.~– 2442 12| la città di Gerusalemme, lasso per i tormenti sofferti, 2443 1| v'era anche il Conte De Lassuenne, il quale vestiva sempre 2444 3| diacci di una vetrata di lastre smerigliate che filtrava 2445 12| arcava la schiena e tutto il lastricato della chiesa sembrava un 2446 19| me. – Le rispondevano un latrato della figlia, e una maledizione 2447 20| fischiettino di quelli di latta con la linguetta piatta 2448 21| ritornavo da Genova, la via lattata rasentava il poggio della 2449 10| di scuola scrisse sulla lavagna una massima breve che mi 2450 13| uscio. Si mise invece a lavare i bucati. La vedo ancora 2451 3| sera, smesso che avevano di lavorare, ascoltavano la novena inginocchiati 2452 14| sgonnellando.~– Avrei bisogno d'un lavorettino – e traevano da certe borsette 2453 14| Per lei ci avrei un bel lavoretto d'occasione – e il mio padrone 2454 2| le cucine, assuefatti ai lavori più umili e più bassi.~– 2455 6| dei rami di Buonaccorso di Lazzaro Fondora, Coscio o Cosciorino, 2456 5| donne torcevano sulla rocca leccandolo con la lingua bollente e 2457 7| estirpava le ragadi; una bella leccata a tempo poteva liberare 2458 7| saliva e così dava delle leccate ai capelli accordellati 2459 13| il viso rosso slabbrato, leccato dalle lingue nere dei capelli 2460 20| puntando la coda nell'imo leccavano le fondamenta. Le gondole 2461 13| immenso bosco tenebrato dalle leccete e dai pini.~La guardia del 2462 18| prendere i cani randagi, legarli con una fune e legnarli 2463 16| Gruppo".~Dopo del tempo mi legarono e mi tolsero da quella specie 2464 12| per li monti~Con le man legate ai giunchi:~ ~Una croce 2465 6| calocchie i sarmenti e li legava coi salci, li potava e li 2466 16| Guglielmo Capitelli, amico della legge e delle muse, il quale nel 2467 9| devozioni, si avvicinò a me leggera come una paura e mi dette 2468 18| come una sonnambula, quasi leggesse nei libri del destino le 2469 18| secche e foglie di menta.~– Leggete qui se vi riesce!~I bottegai 2470 15| burattassero le parole, leggevano senza tono e senza discernimento.~ 2471 1| seccato il marito. Allora la leggiadra Romola s'impermaliva e piangeva 2472 9| Emendati temerario. Ti leggo negli occhi. Di' che Dio 2473 10| Quando Germanico parlò alle legioni ammutinate sul Reno non 2474 14| quella che aveva dato la sua legittima consorte Caterina: – Vituperio. 2475 6| consolava la mensa di vino legittimo, pere e mele profumavano 2476 18| legarli con una fune e legnarli verso il Gallinaro, faceva 2477 12| col capo quella preghiera lenta e patetica.~Tutta la "Canaglia" 2478 1| dita scarne affondavano lente i tasti, gli occhi, al disopra 2479 10| tragittava la classe colla lentezza di una lumaca colossale; 2480 1| occhi, al disopra delle lenti, francavano le note sulla 2481 10| al muro!~La punizione fu lentissima; un righello ferrato in 2482 19| letto rendeva il gelo delle lenzuola in cui si ravvolgono i morti 2483 2| Palazzo" era proibito, come lepisto le corte, di mangiare l' 2484 7| spaventi: – È passata una lepre nera, malo signo, malo signo, 2485 7| battibaleno e si forbì anche le lerfie alla salvietta cifrata. 2486 2| e le cui mani sono quasi lessate dove s'incarnano l'unghie. 2487 11| due cavapozzi che parevano lessati a freddo, tanto avevano 2488 2| quale egli ci poteva essere lessato. dentro pescava piatti 2489 7| aveva mangiato un pezzo di lesso.~Una mattina Fortunato Primo 2490 7| quando sbarbava il conte De Lessuenne; nettava il rasoio al barbino 2491 17| pescatori che tiravano su lesti i bertovelli dalle fosse, 2492 19| comitiva. E c'era una donna leta, la quale asseriva che i 2493 21| il profumo inebriante dei letamai fumanti come incensieri.~ 2494 19| cui erano, in rosso, due lettere: P. V., mi confessò quel 2495 1| la semina, la forca e la lettiera delle pecore, il lezzo dei 2496 11| rimasi come un cane quando leva un uccello, e cominciai 2497 18| levate mai di rispetto, levatelo piuttosto a me! – La ragazza 2498 17| nemmeno io, che me lo son levato di qui, ho il coraggio di 2499 12| reclinato sulla spinetta, si levava e cominciava con le dita 2500 12| Filistei, la regione tra il Libano e il Sinai, poi si chiamò 2501 15| Vitto: zuppa economica, una libbra di pane. La bevanda consisterà 2502 6| dell'olio per riempire la libbretta al colmo, tanto che doveva 2503 7| bella leccata a tempo poteva liberare uno dalla morte.~Non so 2504 14| farina di granturco per liberarle dalle tignole.~Le magagne


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