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'na-attra | attre-circo | ciren-duomo | durav-gonne | gorgo-liber | libra-ornat | orrib-quivi | rabbu-scass | scava-statu | stavo-valli | valor-zufol
         grassetto = Testo principale
     Cap.grigio = Testo di commento

3505 17| questo tempo, col lago così rabbuffato, nemmeno io, che me lo son 3506 8| il ventre di sua madre, raccapricciavo a sentir pronunziare il 3507 11| scrutandola fui colto da raccapriccio quando mi accorsi che la 3508 17| la polenta fu cotta, la raccattò col mescolino, le fece spiccare 3509 17| cui il cuore del viandante raccoglie le vele all'antenna, abbandona 3510 6| dormendo vino avrà" – "Per raccogliere bene bisogna ben seminare". " 3511 19| la conversa di servizio raccoglieva un figlio della vergogna 3512 19| suo paese al tempo della raccolta delle castagne e ridiscese 3513 13| penitenza spietata.~Una notte, raccolti pochi indumenti ed alcune 3514 2| mela. I padroni l'avevano raccolto perchè suo padre, guarda-boschi, 3515 12| Giosafat! O altrimenti, raccontando di una donna che era stata 3516 5| agghiacciante udire il cieco raccontare tutte le sere la sua sciagura. 3517 17| che io vidi quello che vi racconto.~La malinconia mi spingeva 3518 1| flagellata dalle amaritudini, raccorciata dal tempo, era alta, rassodata 3519 7| saponata, e scappar via senza radersi. Il mio padrone allora si 3520 6| era la certezza di un sole radiante.~ ~La Milla stava come una 3521 8| soda s'abbarbicava alle radici serpigne che sbucavano dalle 3522 17| biodoli ondeggiavano sotto le raffiche, qualche uccello rotava 3523 7| tumori maligni, estirpava le ragadi; una bella leccata a tempo 3524 2| L'altro sguattero era un ragazzone bianco e rosso come una 3525 12| fasci di immensa luce e di raggi splendidissimi, sicchè la 3526 20| per addottorarsi, fui ragguagliato che questo autore aveva 3527 20| sovente con Fiele, il quale mi ragguagliava sui tempi passati e mi mostrava 3528 20| sprofondati nei nostri ragionamenti, sfociammo sui quattro canti 3529 19| fiamma, il fiocco volante. Ragionatore e metafisico, determinato 3530 4| potè vivere conforme alle ragioni del suo cuore. Adolescente 3531 6| state. Il fiasco del vino rallegrava sempre la mensa, il coscio 3532 3| rampicavano delle lucertole e dei ramarri; ricordo che quella di un 3533 11| fucilazione, contornata di ramette d'alloro, l'avevo sempre 3534 12| bianchissimi dei ricami, sembravano rametti di rose sotto la brina primaverile. 3535 3| al "Palazzo", gli alberi ramificavano fitti, nell'intrigo i vettoni 3536 20| congestionava l'arteria e le ramificazioni. Fiele teneva per ciondolo 3537 2| lubrico; poi, accattone ramingo per la campagna, tutti gli 3538 17| il mio povero marito che rammendava il presacchio; quando ebbe 3539 19| padrona cicatrizzate dai rammendi. Trampolò su delle scarpe 3540 6| selva, aveva una scala a due rampe, balaustrate di marmo canario 3541 3| di una statua su cui si rampicavano delle lucertole e dei ramarri; 3542 6| picchio verde gemeva, o se la rana taceva inebriata dal forte 3543 10| e spietato un certo suo rancore dissertò parecchio su questa 3544 10| uscire di sotto il banco un randello abbrividito di nodi che, 3545 13| darsene abbisciano le croci, i rantoli degli arganelli s'affondano 3546 10| gratta gratta generale.~– Rapateli tutti – disse loro il maestro.~ 3547 11| strabuzzati, granfie di rapina.~Quando la poveraglia giungeva 3548 10| da un maniscalco che lo rapò a taglio raso.~Il domani 3549 13| rondini posate sopra una rappa di biancospino.~Donna Elvira 3550 15| Stabilimento è affidata, sotto ogni rapporto, ad un intendente nominato 3551 19| Pareva che sul pietrato si rappresentasse il "maggio" della "Bastarda 3552 21| lunari di crisantemi, sangue rappreso dell'ultime foglie avviticchiate 3553 10| tutti zucconati a macchina rasa. Pidocchiosi che altro non 3554 5| Freddana: olio verde che dava i raschiori, pizzichente; olio per tanto 3555 12| Divina Madre, col pannolino rasciugò il volto del Signore che 3556 20| Feci dei disegni pei quali rasentai la galera. A Genova ero 3557 21| da Genova, la via lattata rasentava il poggio della strada ferrata, 3558 21| parevano nuvole bianche rasente ai fieni disseccati. Novembre 3559 17| rimboccò i calzoni e cominciò a raspare nelle fosse: andava in cerca 3560 1| raccorciata dal tempo, era alta, rassodata dai trent'anni che aveva 3561 7| vestita di bianco, col torso rassodato dall'oprare, chiuso in un 3562 6| quattro colonne di castagno rastremate da un telaio di noce, un 3563 19| morto di carbonchio – tutto rattoppato, era nel fondo, strippato. " 3564 19| fuori lo sfumino di cartone rattorto e acuminato.~– Vedi, quando 3565 19| aveva una gamba e un braccio rattrappati, un occhio strabuzzato, 3566 10| sentenziava con una voce rauca come le gru.~– Ragazzi fermi – 3567 3| nerissima, lucida come l'ebano, ravviata ma intonsa; la boina carlista 3568 13| principessa Elvira soleva ravvolgersi il capo entro uno scialle 3569 19| delle lenzuola in cui si ravvolgono i morti di colera, il capezzale 3570 20| mortuaria e i cortinaggi neri lo ravvolsero tutto; il cane a prua sembrava 3571 13| indumenti ed alcune gioie, ravvolto il bel corpo in un mantello 3572 14| guaste, esse le tenevano ravvoltolate in certe cartine fra della 3573 21| il destino della nostra razza, adatta a introgolarsi nei 3574 5| Quanto vino era sprillato razzente dallo zipolo delle botti 3575 17| in casa; quando lo sono realmente inventano qualche bugia: – 3576 19| Studiavo alle Bell'Arti.~Il mio recapito era in via dell'Anguillara, 3577 7| Palazzo".~Quando egli doveva recarsi al "Palazzo" – il che avveniva 3578 15| uscivano sorridenti. Prima si recavano in Duomo ad ascoltare la 3579 2| calata e mi fecero a forza recere tutta l'acqua marcia che 3580 6| consolavano, e quando col falcetto recideva l'erba, pareva che armonizzasse 3581 20| su vedevo anche la bolgia recintata di muraglie in cui i folli 3582 7| veduti disinfettare dentro un recipiente d'acqua fenicata che, coll' 3583 6| naso ad uncino, la bocca recisa, gli occhi d'aquila reale, 3584 5| schiavi plasmate in creta, che recitassero il rosario.~Le vegliate 3585 1| dei frati di San Francesco recitavano l'uffizio dei Morti. La " 3586 19| Ospizio, poi, non avendomi reclamato nessuno, mi hanno passato 3587 19| ammutolita.~La donna che sull'aia reclamava, col gesto e la voce, la 3588 3| La figura di Carlo III, reclinata sull'omero, coperta dell' 3589 12| aveva ascoltato col capo reclinato sulla spinetta, si levava 3590 15| facevano due stecchi di legna, redigeva dei verbali fiscali lunghissimi 3591 2| lei stessa aveva preso le redini e il Nasone le stava al 3592 5| manze si cibavano sulle redole verdi d'erbe tenerelle, 3593 17| sarebbe veleno!~Con un fil di refe, che teneva stretto fra 3594 7| le tasche e depositare la refurtiva. Il capocuoco, intanto, 3595 2| Canaglia" di fermare il regal cocchio davanti alla rimescita. 3596 13| flessuosa come una figura regale di Goja, donna Elvira, era 3597 18| libri: li volete? ve li regalo~– E che ne facciamo noi 3598 19| terragno, vestiva di un regatino fatto al telaretto, di color 3599 17| troppo.~Io mi bilanciai reggendomi alle murate e camminando 3600 7| Atavismo morboso d'una stirpe regia! – Questa frase la diceva 3601 12| il paese dei Filistei, la regione tra il Libano e il Sinai, 3602 7| reliquia del naufragio di un regno, il suo grande aiutante 3603 15| petto.~Io studiavo altro regolamento ed altro corredo: "L'amministrazione 3604 7| Palazzo" – il che avveniva regolarmente due volte per settimana – 3605 10| urbano ci fossero delle relazioni.~Dunque fui parato a scuola. 3606 7| fiera divisa: Dio, Patria, Religione.~Centomila baionette sfilavano, 3607 15| dove si coltivano la morale religiosa, il sentimento del dovere, 3608 17| ritto di poppa e cominciò a remare; si andava tanto forte che 3609 17| capelli molli. Lui a poppa remava, ma con gli occhi morelli 3610 2| essendo egli toscano e remissivo, diceva sempre nelle traversità 3611 1| situata nella navata più remota del Cimitero, fu murata 3612 4| un piccolo appartamento remoto dov'ella poteva vivere lontana 3613 17| I vostri uomini sono al renaio? – le chiesi.~– No! – rispose 3614 7| così forte, che gli fece rendere la principesca colazione.~ ~ 3615 19| imagine della Madonna, per renderla riconoscitiva. E l'abitino 3616 2| coll'andar degli anni, rendono sempre un sito di unto anche 3617 10| alle legioni ammutinate sul Reno non ebbe certo il cipiglio 3618 11| Generale Martinez Campos, il repressore dell'Andalusia. La scena 3619 10| padre dei vizi.~Il maestro reprimendo sotto un ghigno beffardo, 3620 21| dimani era in agonia, la sera rese l'anima a Dio.~Mia madre 3621 20| di seta. Il profumo delle resine, delle vernici, dell'acqua 3622 19| si piantava su due gambe resipolari sulle quali dondolava un 3623 5| capo quando son vuote, si respira vino.~Quanta lana avevano 3624 3| pareva sollevata da un vasto respiro.~Andavo sovente ad alzare 3625 7| Di qui parto e vado via~Restate in pace e in buona armonia,~ ~ 3626 11| dinastia bandita dal trono ed i resti di uno stato maggiore disfatto 3627 17| Le donne di campagna sono restie a confidare a gente estranea 3628 15| Pasqua del santo Natale, di Resurrezione, e dell'Annunziazione di 3629 19| orologio, la campana, le rezzole della Biblioteca, una lapide, 3630 13| della tettoia e i due si riaccasarono. Lei stava al sole come 3631 20| vitello marino quando mastica. Rialto. Alzai il capo e vidi il 3632 17| mia croce. Quando la donna rialzò con un braccio il copertone 3633 13| suo trepido cuore; amò, riamata, il pittore Folchi, coniugato.~ 3634 7| perseguitato e spogliato. Costì riandava alla capitolazione di Vergara 3635 17| tuffarsi come smemorato, riapparire lontano, morello, svergazzato 3636 17| un braccio il copertone e riapparve, mi sembrò la morte. Pareva 3637 17| vuoto interno, le labbra riarse, i denti chiusi preannunziavano 3638 2| né modo né verso di farle riattaccare il trotto.~Lo stalliere 3639 11| maniscalco che ferrava i ciuchi e ribadiva ogni bulletta con una bestemmia. 3640 17| sentimento di fraternità e di ribellione.~Narro un episodio. Era 3641 6| un anacoreta dipinto da Ribera. La sera, quando Onesta, 3642 6| doveva pulire la boccaiola riboccante ai capelli che lustravano 3643 21| adatta a introgolarsi nei ribollimenti del pattume, a giacere nei 3644 20| di carta scederina tutta ricamata. Pensai al Fornaretto di 3645 8| sulla còrtice scabra, erano ricamati di foglie verdi a forma 3646 12| trasparenti e bianchissimi dei ricami, sembravano rametti di rose 3647 1| sete crude, che era come un ricamo di travertino sopra un corpo 3648 13| Quando lui rivide aria, ricapitò al paese; gli occhi ardenti 3649 14| doloroso: – E un'arte da ricchi.~Per la bottega c'era sempre 3650 14| o i baciami subito, quel ricciolone che le ragazze portano pendente 3651 20| proporzionato, coi capelli candidi e ricciuti, con gli occhi pieni di 3652 13| imperatore giovane: occhi ricettati entro un'orbita larga, baffi 3653 12| del cristiano e la grazia ricevuta nel battesimo... L'olio 3654 13| bestie, la cui putredine richiamava tutti i cani e i gatti malati 3655 11| sino a lui, egli a quel richiamo si avvicinava alla chiesa 3656 6| attaccato all'uncino, zappare, ricogliere e proverbiare. Nei mattini 3657 19| politiche paga un grappino? – e ricominciava a salire carico a soma.~ 3658 17| afferrò con le mani scarne e ricominciò a mestare. Curva in quel 3659 20| lontano lontano e di non riconoscerla più. Pensavo a cose sepolte 3660 19| ergastolano.~Ricordo il dramma del riconoscimento avvenuto sul tavolo della 3661 19| essere sua madre.~– Io non vi riconosco.~– E io ti dico che tu sei 3662 3| Aghinolfo e d'Ignoso, dovevano ricordargli la Spagna: le isole della 3663 18| comodina come reliquie. Ricorsi col pensiero a tutte quelle 3664 5| imbottito i guanciali.~Scotta e ricotta aveva dato il latte munto 3665 19| guardò umiliato. – Sono ricoverato nell'Istituto dei Poveri 3666 13| si scarnì, sulle spalle ricurve le scapole sembravano due 3667 6| del bucato, essa cantava ridendo e piangendo.~A volte, questo 3668 15| civili, luoghi salubri e ridenti, lontani dal consorzio civile 3669 8| madre modulata sul vento, mi ridestava dai tristi sogni di fatalità 3670 14| io...~– Cosa ? – ed esse ridevano col sorriso delle bimbe, 3671 13| sole come i gatti. Lui si ridiede alla bibita e il delitto 3672 19| raccolta delle castagne e ridiscese al piano a primavera. E 3673 12| dal marito diceva: – L'ha ridotta un Ecce Homo! E se l'amarezza 3674 7| propria testa dove ci si riduce!~ 3675 3| l'aria densa di incensi, riducevano come di marmo e l'alito 3676 20| Garibaldi, i Giardini e mi ridussi davanti ai Padiglioni. Ero 3677 16| corpo si coprì di lividi. Mi riebbi quando fui messo in cella, 3678 5| cottura, che abbraccia e riempie lo stomaco, che quando si 3679 13| cordino al collo che il riempifondo dell'acqua portava al mare. 3680 6| sul coppo dell'olio per riempire la libbretta al colmo, tanto 3681 6| alla mangiatoia, la vacca riempiva di latte soave le poppe 3682 2| disse mia madre appena che rientrai in me.~Questa mia pelle 3683 21| giorni; la mattina che vi rientrammo la casa era soleggiata. 3684 18| menta.~– Leggete qui se vi riesce!~I bottegai osservavano 3685 12| La "Canaglia" a cotale rievocazione, devota e contrita, arcava 3686 9| dell'accaduto, m'ebbe a rifinire. Quando mia madre mi gastigava 3687 10| fratello, secco, stoiato, rifinito, col vestito di colui che 3688 12| che poi me lo son sentito rifischiare da lei tante volte la colpì 3689 10| Che tu sei un galeottorifischiò il Lucchesi.~– Tenetelo, 3690 11| truce. In essi io vedevo riflessa l'imagine del boia.~In questo 3691 13| alberi dei bastimenti c'erano riflessi, con la porta verde slabbrata, 3692 7| Cursore, il quale, scorgendomi riflesso nello specchio, disse: – 3693 13| veruna speranza. Gli occhi riflettevano la desolazione. Piano piano 3694 6| negli armadi. I giovenchi rifrangevano alla mangiatoia, la vacca 3695 4| bontà di Maria. Ella, pur rifuggendo tutte le effimere gioie 3696 19| appreso Stepniak e Bakunine.~Rigettava come roba acre e dissolvente 3697 10| punizione fu lentissima; un righello ferrato in diagonale da 3698 15| Quando dai pini tralucevano i righi gialli del sole che si tuffava 3699 7| salvezza; i sottostanti campi, rigogliosi di mèssi, gli fecero da 3700 3| gigantesco e smisurato. Rigoglioso e potente, audace e triste, 3701 16| derelitta di tua madre, – tutti riguardarono mia madre che dava segni 3702 17| un gorgoglio d'acqua gli rigurgita nella gola. Lo credereste, 3703 13| portate via; i canali intasati rigurgitavano sul pietrato. Dall'altra 3704 15| abiti dello Stabilimento che rilasceranno alla loro scarcerazione.~ 3705 14| cagione che il bulbo si rilassa e il pelame vegeta all'ombra; 3706 20| vederlo bene: le palpebre rilassate dimezzavano gli occhi velati, 3707 20| libro condannato al rogo. Rileggendolo provavo il ribrezzo che 3708 10| porta i ragazzi di terza la rileggevano con certo stupore sulla 3709 15| recava all'Educandato per rilevare un giorno l'adolescente, 3710 19| dodici anni prima, avevano rilevato, d'amore e d'accordo, la 3711 3| altra l'elsa della spada rilucente. Quando caracollava nel 3712 13| argentati di ghiaina che rilucevano sotto l'ombre fosche degli 3713 7| il tacco di una scarpa e rimanendovi sopra in equilibrio. Il 3714 7| con una frase che faceva rimanere a bocca aperta gli astanti: – 3715 3| insurrezionale. A volte, egli rimaneva immobile come una statua 3716 6| la terra rotta dicesse: Rimani!~Egli è stato un poeta: 3717 16| in cui venivo sbalzato e rimbalzato come un fantoccio; di poi 3718 14| speculate? – chiesi.~– Sei rimbarbogito ? – mi risposero – mira 3719 17| Prese il presacchio, si rimboccò i calzoni e cominciò a raspare 3720 3| nell'intrigo i vettoni rimettevano verso la terra, dentro le 3721 6| per le aspre fratte del Rimorteglio, si assise come un'antica 3722 6| canzoni incomprensibili: o che rimuginasse le patate che bollivano 3723 1| I.~ ~Mio padre si chiamò Rinaldo e mia madre si chiama Emilia, 3724 7| dito su cui era un callo rincallito, ci sputava sopra, e se 3725 13| io e mia madre si stava rincantucciati nel canto del fuoco e fuori 3726 13| fiorissero l'impietrato dell'aia.~Rincasando provavo la morte.~Il "Palazzo" 3727 8| una bimba. Se noi si fosse rincasati in quel momento, ci serrava 3728 5| ammorbidivano gli zoccoli rinceppati d'ontano.~Quante olive aveva 3729 18| bracciata dei cani e ci rincorreva come un uomo arrabbiato.~ 3730 19| e il lezzo del sudiciume rincotto. A un altro, che dormiva 3731 21| cupole roventi dei pagliai, rinfrescavano le aie calcinate dal sole; 3732 7| alla testa di un armata ringiovanita di ardimentosi soldati, 3733 17| sparpagliata per aria, pare ringrandinare sul lago, degli schizzi 3734 21| splendore, chiamava noi a rinnovare il destino della nostra 3735 12| poi, fu spogliato e gli fu rinnovato lo spasimo della flagellazione 3736 7| furente, seguendo la seminata, rintracciò Fortunato in un salone appartato 3737 4| di Mutigliano, e le selve rintronavano delle schioppettate dei 3738 16| madre che dava segni di rinvenimento – ti cingerei come un cane 3739 11| trovare roba criminale. Quando rinveniva qualche pezzetto di carta 3740 11| la spia corse e mio padre rinvenne tutto. Seppe che il mio 3741 17| ontano; di corsa andai a ripararmi chè l'acqua cominciava dai 3742 6| poneva contro una mano al riparo del vento, questa s'incendiava 3743 1| bianco e nero. Non posso ripensare a loro senza dissociarli 3744 2| equilibrio, mi venne dietro: per ripescarci bisognò che facessero della 3745 17| sorpreso.~– Vent'anni!! – ripetè la donna, e cascò col tronco 3746 10| massima breve che mi lesse un ripetente: L'ozio è il padre dei vizi.~ 3747 10| credito – il quale dava delle ripetizioni lunghe quanto una palanca 3748 19| parlava come singhiozzasse ripetutamente:~– Po ...po...po...po... 3749 5| camicia di ghineone tutta ripezzata e i pantaloni di mota e 3750 2| stalle, ove i contadini ripongono il fieno che disseccando 3751 7| in bocca.~La colazione fu riportata e piantonata fino a che 3752 19| sta fermo.~Questi ordigni riportavano il pensiero alla "Ruota", 3753 3| Borbone. Il sarcofago in cui riposava Carlo III di Parma, Principe 3754 3| di una torcia a vento.~ riposavano Enrico di Borbone Conte 3755 21| disse mia madre quando lo ripose nel banco.~Mio padre un 3756 21| posto dove per dieci anni riposò mio padre v'era sepolta 3757 17| li aveva messi sotto al ripostiglio del prugaccino. Mi baciò 3758 12| denudato delle vesti che aveva riprese e gli venne posta una clamide 3759 15| certo di veder lei. ero ripreso dalla disperazione e mi 3760 2| tanto che fu licenziato per ripugnanza. Dopo il licenziamento, 3761 21| pena del muro. Il primo che risalì le scale fui io: le materasse 3762 12| dell'orbo, il cui occhio fu risanato dal sangue del Nostro Signore 3763 6| fece al solito delle grasse risate che finivano in lacrime 3764 3| di broccato rosso erano rischiarate dai bagliori diacci di una 3765 10| ferrato in diagonale da un risegolo acuto marcò parecchie zucche; 3766 1| il profilo intrepido non risentiva della soavità del rito. 3767 8| dalla bocca in nuvola e lo risoffiasse dintorno per nascondersi 3768 11| padre. Ma mia madre, più risolutiva e manesca, mi dava dei subbissi 3769 7| Fortunato riteneva che il più risolutivo emolliente per contropelare 3770 8| entri in questo foro che voi risolviate il mistero della Santissima 3771 18| di Lugliano tra la Lima risonante e una selva di castagni, 3772 12| tumultuaria lo battè perchè risorgesse. Seguìto da gran turba di 3773 16| parole.~– Chi è di loro che risponde di quest'affronto? – disse, 3774 8| facevo sgolare senza mai rispondere.~Mia madre, allora, era 3775 19| Sì – come quando in sogno rispondono morti.~Mi cibavo in una 3776 14| Sei rimbarbogito ? – mi risposero – mira !~Un uomo, come 3777 6| schiavava i denti prima d'aver risposto alla orazione che guidava 3778 17| che traversa la Farabola ristetti un po' incerto, chè dai 3779 13| il grande.~Egli trovava ristoro nella chiesa. Un giorno 3780 17| aspide l'avesse punta e risucchiato fin le ultime gocce del 3781 17| mulinelli del vento tirare a risucchio l'acqua che sparpagliata 3782 3| sentiva sotto i suoi piedi risuonare il boato d'antiche tombe 3783 12| lo trovarono morto –.~La risurrezione e l'ascensione al cielo 3784 1| maestoso, aggraziate dalle risvolte di grandi crespi bianchi: " 3785 14| Raffaello!~Io, che avevo ritagliato il pezzetto del giornale 3786 5| panciotti di maglia che ritenevano il lezzo delle pecore, quanti 3787 10| Come mai mia madre avesse ritenuto a memoria questa parola " 3788 14| ciuffetti di capelli tinti e ritinti, strinati dal nitrato d' 3789 9| umiliano.~Una sera Gesù si ritirava stanco dalla fatica sostenuta 3790 14| sorriso delle bimbe, che ritorna sopra un mare di guai sulla 3791 21| escrementi bollenti dei porci.~Ritornai alla casata dei Fondora.~ 3792 18| vedeva la Mamma dei cani ritornare verso il paese assorta in 3793 15| giorni a pane e acqua e ritornarsene a casa con la vigilanza 3794 13| pareva che l'ombre dei morti ritornassero alle loro casette gemendo.~ ~ 3795 6| Ed accennò il Cimitero.~Ritornati a casa quella sera guardai 3796 6| dai geroglifici delle viti ritorte, abbarbicate, costrette 3797 17| seggiolone, con dei salci ritorti ai nodelli e ai polsi; è 3798 9| piaciuto punto, perchè ella si ritrasse inorridita e mandò a castigarmi 3799 19| maggio" della "Bastarda ritrovata", e la folla ascoltava ammutolita.~ 3800 7| altare; Fortunato comandava ritualmente: – Il pennello; la stecca; 3801 4| portami teco.~Mio padre riuscì ad allogarsi come servitore 3802 19| cui egli aveva fatto delle rivelazioni, era riuscito a farsi credere 3803 19| I commensali: "Pinella" rivenditore di giornali a cui avevano 3804 1| carlista, nei conati estremi si riversava sulla sponda della poltrona 3805 12| stettero in Terra Santa: – Rivestito dei suoi propri indumenti 3806 18| dei ciabattini ubriachi e rividi la ragazzona che ciancionava 3807 20| ombra tra i peschi della riviera, quasi che volesse tuffarsi 3808 15| diciannove anni, io l'avrei rivista a ventisei.~La zia piagnucolante 3809 12| amaramente, poi maestosa d'ira si rivolgeva verso di me come se io fossi 3810 6| Virginia, Carlotta ed Emilia si rivolgevano a lei la chiamavano Milla, 3811 4| del mondo, con il cuore rivolto a Dio. La storia assolve 3812 20| i baffi folti come una roccata, la fronte in alto rilievo 3813 5| entro cui si saporivano i rocchi di ciccia del maiale, dava 3814 7| ove stava diluviando un rocchio di ciccia che aveva pescato 3815 6| muggito dei bovi, l'urlo roco della vacca, il grugnire 3816 5| canapa di tiglia soda che rode la pelle come i pidocchi, 3817 11| canfora, faceva pensare ai roghi. Il loro sguardo cupo, sordo, 3818 11| e sitava come una pecora rognosa. E c'era una "Rossa" che 3819 20| parve un libro condannato al rogo. Rileggendolo provavo il 3820 3| millenaria, la lucus Feroniae dei romani; dirimpetto all'edificio 3821 17| diventato torbo e lontano, rombava come il mare; al di sopra 3822 8| dilatava con l'eternità del suo rombo lo spazio, il cielo implacabile 3823 5| mele le davano ai porci.~I romiti si sdigiunavano sull'aia.~ 3824 13| temporale, quando il mare rompe sul pietrato e gli schizzi 3825 6| sulla vetta dei pioppi, e la rondine mandava fischi argentati 3826 6| campi; si conturbava se i rondoni e le rondini sfioravano 3827 19| Macella, sempre sborniato, ronfava come un porco. La casa nera 3828 5| creta, che recitassero il rosario.~Le vegliate erano orride; 3829 6| di latte soave le poppe rosate, i maiali grugolavano al 3830 12| ricami, sembravano rametti di rose sotto la brina primaverile. 3831 6| agnello steccato d'aglio e rosmarino, la gallina, o l'uccellame, 3832 14| monta.~Poi c'è il fil del rosoio. Il mio padrone sosteneva 3833 6| fornelli, oliava la teglia, rosolava la carne salata, tritava 3834 11| sciagurati del paese: la Rosona, moglie di un magnano, tutta 3835 20| gli dava il zufolìo del rospo. Fiele asseriva che se egli 3836 17| raffiche, qualche uccello rotava intorno al barchino sulle 3837 11| denti bianchi e intatti. Roteandole intorno e scrutandola fui 3838 1| la sua canna di bambù, la roteava come per un'ultima difesa 3839 6| rendeva la eco delle carra rotolanti sulle vie maestre e il mormorio 3840 16| Ricordo mio padre con un rotolò nero e mio zio, entrambi 3841 19| paragonò il mostro, dal capo rotondo e dalle mandibole di legno, 3842 6| gli pareva che la terra rotta dicesse: Rimani!~Egli è 3843 21| pantaloni, v'erano le scarpe rotte: uno spauracchio condannato 3844 21| dei buoi, sotto le cupole roventi dei pagliai, rinfrescavano 3845 1| parietale destro per farli poi rovesciare, impomatati, su quello sinistro. 3846 7| maggior vergogna dovette rovesciarsi le tasche e depositare la 3847 6| Parca stralevata, o che rovesciasse i bolliti sopra la conca 3848 15| delle foglie dei pioppi, rovesciate dagli aliti freddi della 3849 1| todos, todos, todos. Poi, si rovesciava col capo ciondoloni come 3850 17| frante dal tagliamare, si rovesciavano dalle parti come la terra 3851 13| perchè, sentivo che la nostra rovina era prossima. Un gran tremito 3852 14| passero.~– Per carità sono rovinataurlava la vecchietta.~– 3853 14| pipistrellone era attaccato al tetto rovinato.~Questo essere ottuso, che 3854 13| fu trovato vuoto e come rovistato dai ladri.~Il padre scrisse: 3855 21| sopra il capo una croce rozza come un pugnale vendicativo, 3856 19| po...po...vvero ...Er...rrrrrcoli.~Si doleva così per la morte 3857 13| cobalto; una testa di putto rubicondo sopra il corpo di un Bacco; 3858 6| travicellato di castagno rude e le pareti di pietra viva. 3859 11| Nella mia assenza, ella rufolava da per tutto per trovare 3860 19| era scritto a caratteri rugginosi Sartoria. Dal veroncello 3861 13| voce musicata di ferocia, ruggiva:~– Boiaccia, te magno la 3862 9| occhi parevano bagnati di rugiada: ella piangeva. Ma al solito, 3863 Ded| nascesti quando la casa nostra ruinava, che volontario in guerra 3864 1| piombo e biacca. Un servo rullava la poltrona sul pietrato 3865 4| poteva vivere lontana dai rumori del mondo, con il cuore 3866 18| rimasi a bocca aperta e mi si ruppero le braccia. Avevo, allora, 3867 20| giovanotto veniva dalla Russia ma era italiano, e asserì 3868 4| un orticello fiorito di ruta. Quando il campanilino suonava 3869 12| argenteo, con il piviale rutilante: egli, benedicendo, allargò 3870 5| vestito di stoffa bigia, ruvida, sicchè pareva una statua 3871 17| un quarto d'ora.~Il vento ruzzolava i canaletti sul tetto, sbatacchiava 3872 6| concio fumante e pareva il sacerdote di un rito misterioso.~ ~ 3873 13| alzava come una piramide sacra sui monti celesti, io ascoltavo 3874 1| contadini e pastori ed ebbero sacri la stalla e l'ovile.~Io 3875 4| effimere gioie del mondo, sacrificandosi assecondò i desideri del 3876 12| per l'asta della lancia sacrilega gli scolò nell'orbita cava 3877 8| spettacolo sacro. Quando la saetta abbrividiva nel cielo turchino 3878 19| Biblioteca, una lapide, i saggi degli studenti, l'edera 3879 5| anemica e frolla, coi capelli sagginati, non potendo sopportare 3880 11| amico era un gobbo di pel sagginato, anarchico sfegatato, il 3881 18| butterei nella fogna.~– Non lo sai che gl'inglesi voglion più 3882 1| un frate francescano col saio color macubino: un tronco 3883 7| quanto un baccelliere di Salamancadicevano i clienti stupefatti.~ 3884 5| tramonto.~La bigoncia colma di salamoia, entro cui si saporivano 3885 6| gli opranti quando questi salavano il porco. La madre tesseva 3886 7| colomba quanto puoi volare~Sali nell'alto quanto puoi salire~ 3887 20| tutta la riva fino a che non salì sulla gondola stemmata col 3888 21| insanguinato dai rami dei salici. Il Camposanto col muro 3889 21| padronati". I miei erano saliti al "Palazzo" abbandonato 3890 14| parlare di pittura, sarei salito sul tetto.~ 3891 1| Dopo l'esposizione della salma e la benedizione impartita 3892 11| benchè impolpati d'acqua salsa, erano di umano, le mani 3893 17| pareva piovesse fuoco!~Saltando pozzanghere, cespugli e 3894 11| Canaglie" spagnuole mi saltarono addosso per finirmi. I famuli 3895 16| liberarmi. – Ma come vi è saltato in mente quel Delenda Chartago? – 3896 15| io m'infoltavo nel bosco, saltavo dei grandi fossati, dei 3897 8| rospi uscendo dalle tane saltellavano, e i fiori delle prunaie 3898 15| onorate e civili, luoghi salubri e ridenti, lontani dal consorzio 3899 3| più ardito si poneva sul saluto, egli rispondeva con un 3900 1| suo tempo, la metteva a salvare, quando con le cesoie li 3901 12| umiliati.~Mia madre che per salvarmi l'anima mi avrebbe attaccato 3902 2| imbrattare di loto per la mia salvazione ed io m'imbuzzai d'acqua 3903 7| forbì anche le lerfie alla salvietta cifrata. Poi, così satollo, 3904 | salvo 3905 13| bosco e ritornava tutta sanguinante. La sera non si accendeva 3906 1| andati contro pelo, i porri sanguinavano subito. Ma la cura maggiore 3907 12| nelle mani e nelle carni, sanguinoso, coi capelli gromati aveva 3908 8| inferno, mi sovveniva di Sant'Agostino. Anche egli incontrò 3909 5| Luglio del 1879 si spense santamente Maria Teresa Felicità, il 3910 10| nostro che sei nei cieli sia santificato il nome tuo...~Col Pater 3911 8| risolviate il mistero della Santissima Trinità.~Allora il mio cervello 3912 6| dalla casa come un piccolo santuario. Il vino del posto solatìo, 3913 14| diventato un secondo Raffaello Sanzio da Urbino.~Allora mi capitò 3914 21| crivello di goccioloni gelati. Sapendolo così trito, tutti se ne 3915 14| berretta di lana.~– Lo vuol sapere? Non posso spendere.~– Ma 3916 14| Perchè?~– Come, non lo sapete?~– No.~– Ha sposato l'idea 3917 20| Pellico e alle "Mie Prigioni".~Sapevo che al di del canale 3918 6| mezzadria. Fanciullo, sotto la sapiente guida del nonno "capoccia", 3919 1| foltissimi, che il mio padrone sapientemente sfoltiva a punta di forbice, 3920 5| profumato di canfora e di radica saponaria.~La terra, la ferace terra 3921 14| raffreddamento, perchè il sapone, essendo amalgamato d'olio 3922 5| di salamoia, entro cui si saporivano i rocchi di ciccia del maiale, 3923 1| colore tabacco – è d'uopo si sappia che io fui garzoncello del 3924 18| ne facciamo noi che non sappiamo nemmeno l'abbiccì e la Santa 3925 18| strada abbandonati.~Io ho saputo molto più tardi chi fosse 3926 2| stati bene sul viso di un saraceno. Egli pescava sempre in 3927 | sarai 3928 10| Poi con ebrietà feroce e sarcastica; allungando verso noi il 3929 4| Adolescente la portarono in Sardegna e le fu poi doloroso il 3930 | sarebbero 3931 6| ricoglieva sulle calocchie i sarmenti e li legava coi salci, li 3932 | sarò 3933 21| gialle color dei limoni. Un sarto me lo mise addosso.~– Di 3934 10| spiccavano bene i fuffigni delle sassate; i matuffi dei tuffi fatti 3935 7| loro, aveva il ghigno di satanasso e la frenesia di un satiro. 3936 7| satanasso e la frenesia di un satiro. Certo dava loro dei consigli 3937 7| salvietta cifrata. Poi, così satollo, attese imperterrito gli 3938 7| dei suoi generali Castell, Savalls, Ollo, Elio, Dorregaraj.~ 3939 4| Teresa Fernanda Felicità di Savoia, l'inconsolabile madre di 3940 13| Se la scovo nel bosco, le sbacchio il capo nella ceppa di un 3941 10| sbadiglio?~Uno scolaro aveva sbadigliato. Egli fu il primo di una 3942 19| custode alto e nocchiuto sbadigliava a giornate sane. Ricordo 3943 10| bocca accenna un tacito sbadiglio?~Uno scolaro aveva sbadigliato. 3944 7| Reale.~Fortunato Primo se la sbafò in un battibaleno e si forbì 3945 19| questa per una formula sbagliata esplose e ferì una quindicina 3946 8| strappate alla corda che io sballonzolavo dentro la culla come un 3947 16| agenti e folla, in cui venivo sbalzato e rimbalzato come un fantoccio; 3948 8| terra, e il bosco commosso sbandava la sua folta chioma a ponente 3949 7| all'epoca in cui era stata sbaragliata e trucidata, verso i Pirenei, 3950 14| che i rasoi hanno l'anima.~Sbarbando un morto i rasoi s'incantavano 3951 7| di Fortunato Primo, egli sbarbificava il messo del Cursore, il 3952 7| garibaldini per tentare uno sbarco in Dalmazia.~Di questo e 3953 17| una giornata intiera che sbatacchia la testa sui legni e tenta, 3954 1| dondolava il capo sul petto, sbavando la camicia. Il vecchio, 3955 13| gozzi" da "nicchi" giallo sbiadite, sul turchino del mare, 3956 17| schienale della grande Pania sbiancano; da ponente comincia il 3957 19| su per le vie strette, sbiancate verso gli ultimi piani dalla 3958 19| dell'Anguillara, una via che sbiscia tra il Pozzo di Santa Zita 3959 8| della boscaglia, i pioppi sbisciavano argenti e il fogliame bianco 3960 2| taciturno che era diventò sboccato e lubrico; poi, accattone 3961 11| incarnite; la testa sembrava sbollentata.~Io rimasi come un cane 3962 10| tutte le madri. Il maestro sbracciava in mezzo a loro: – Mi par 3963 15| cosa era quella. Mia madre sbracciò, urlò, si tapinò, disse 3964 19| XIX.~ ~Finalmente sbramai l'ansietà di andare a Lucca, 3965 20| XX.~ ~Dopo Lucca mi volli sbramare di Venezia e ci andai. Il 3966 19| I due vecchi l'avrebbero sbranata con gli occhi. La folla 3967 13| dissensato tra le tombe, sbrucò dei chiocciolini di sull' 3968 8| alle radici serpigne che sbucavano dalle esplosioni della terra 3969 11| erano contesi e venivano sbuzzati dalle granfiate. I ragazzi 3970 8| di fusto, sulla còrtice scabra, erano ricamati di foglie 3971 6| passeggia dentro il cuore e ne scaccia senza strepito gli affanni, 3972 6| ferrigno della selva, aveva una scala a due rampe, balaustrate 3973 2| prenderci a tradimento, ci scalciava quasi gli orecchi. Il fattore 3974 1| quella statua, la prima scalfittura su quel dipinto facile e 3975 2| dovevo la vita più che allo scalone che i contadini accorsi 3976 7| pastori che son nei presepi scalpellati nel pero.~Il corteggio nuziale 3977 10| tra tanto cattivo.~I più scaltri invece di andare a scuola 3978 5| pantaloni di mota e i piedi scalzi. Le loro mani erano pesanti 3979 7| quale non trovò altra via di scampo, avendo il padre preventivamente 3980 14| permette chiudo. C'è tanti scandalosi nel mondo – e quelle martiri 3981 12| lentamente sui tasti e a scandire col capo quella preghiera 3982 6| quando mancava la luce, scandivano l'ore battute dal campanile 3983 13| Noi la teniamo e tu la scanni.~– Gli succhi il sangue 3984 4| Praga compiendo pazzie da scapestrato, mentre a Vienna Maria Felicità 3985 2| poteva vedere. Egli era uno scapolo vecchio, barboso, avaro, 3986 11| dal mare era una donna.~Scappai inorridito. Fuggendo, affondavo 3987 7| asciugarsi la saponata, e scappar via senza radersi. Il mio 3988 18| anime vaganti che cercano di scappare dalle tentazioni del demonio.~– 3989 9| Di poi, mia madre pentita scappava in fondo l'orto, alzava 3990 7| recava sull'uscio e urlavaScappi? Vuoi dire glie lo farà 3991 15| che rilasceranno alla loro scarcerazione.~Il custode sarà tenuto, 3992 17| spezzate, dondolava sul collo scardinato, un teschione mostruoso 3993 2| delle pigne più belle, si scaricavano i meli e i fichi e si passeggiava 3994 16| fitta fitta di pugni si scaricò sulla mia testa e sulle 3995 16| con un fiocco e un nastro scarlatti, su cui erano scritte parole 3996 20| Fiele tenendo nella sua scarnata la mano grassoccia di De 3997 13| desolazione. Piano piano egli si scarnì, sulle spalle ricurve le 3998 18| sarcofago greggio la sua figura scarnita dai patimenti e dalle allucinazioni. 3999 1| del giardino; le braccia scarnite del generale, poggiate sui 4000 11| dalle granfiate. I ragazzi scarniti venivano gettati sotto le 4001 1| Portillo, vecchio adusto e scarno, bianco di carne e di pelo, 4002 6| Martino in Vignale. Sotto una scarpata di pietrame, ardua come 4003 5| granturcali. Il dimani, scassando la terra, dovevano aver 4004 5| che si slombavano nelle scassate, terre selvose capovolte 4005 21| rosa accestite nei solchi scassati. Donne nere spolpate barcollanti


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