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'na-attra | attre-circo | ciren-duomo | durav-gonne | gorgo-liber | libra-ornat | orrib-quivi | rabbu-scass | scava-statu | stavo-valli | valor-zufol
         grassetto = Testo principale
     Cap.grigio = Testo di commento

4006 21| mi fece scrivere: – Oggi scavano tuo padre.~ ~Un giorno lontano 4007 5| condannati all'infamia, che si scavassero la tomba.~In quello stato 4008 8| granellino per volta avrai scavato un abisso pauroso dove ora 4009 2| prese per i capelli e mi scavò dal limo.~Queste stiracchiate 4010 20| immensa pagina di carta scederina tutta ricamata. Pensai al 4011 15| sbarbato; con il fratello sceglievano i libri lieti ed onesti.~ 4012 12| duri come i loro cuori scellerati.~Gli sgherri volevano a 4013 19| in quel consesso, parlava scelto e forbito. Una volta mentre 4014 19| sempre sul viso strutto, scemito dalla bibita. Egli parlava 4015 13| del molo, c'era tutto lo scenario delle Alpi Apuane e la foce 4016 20| che salivano, la gente che scendeva: così fermo come una statua 4017 11| accattarotti, tutti quelli che scendevano dai paesi vicini per partirsi, 4018 19| È tanto tempo che mi scervello sulle iniziali che hai stampate 4019 17| le bestie nella stalla. Scesi il ponte e giù di corsa 4020 13| mare straccava un cadavere. Scheletri di bastimenti naufragati 4021 13| Aiuto! Era un inferma che scheletriva sopra una cuccia da cagna.~ 4022 19| cappotto tirato sopra uno scheletro e un berretto messo di traverso 4023 8| pesanti della mia ossatura mi schiacciarono l'anima giovinetta. Volevo 4024 5| nero.~E quanta sansa aveva schiacciata la ruota di bardiglio, sansa 4025 14| intendiamoci – e il gobbo schiacciò un occhio.~Io, capita l' 4026 9| una paura e mi dette uno schiaffo ed a me parve che mi avessero 4027 5| ammaccate e callose; il viso schiappato di tagli, gli occhi vinti.~ 4028 9| i denti bianchissimi le schiarivano le labbra tumide e spente. 4029 6| giorno sul "posto".~Nessuno schiavava i denti prima d'aver risposto 4030 5| lavoro, sembravano statue di schiavi plasmate in creta, che recitassero 4031 20| di ferro e la riva Degli Schiavoni a piedi, via Garibaldi, 4032 17| i paesi inerpicati sullo schienale della grande Pania sbiancano; 4033 4| selve rintronavano delle schioppettate dei cacciatori di frodo, 4034 17| sull'acqua.~– Se avessi lo schioppo! – diceva ogni tanto mio 4035 14| rende calorie dissolventi la schiuma non monta.~Poi c'è il fil 4036 13| spino, le braccia erano schizzate in un campo rosso e la testa 4037 17| svergazzato con gli occhi schizzati fuori dall'orbita. Nella 4038 8| alle sponde per non essere schizzato via.~– Ho perso sette denti 4039 14| inorridite, il padrone le schizzava con una boccetta di benzuino 4040 13| che filava argento sulla scia. Il tonfo del ferro gettato 4041 16| difendersi, sfoderarono la sciabola e chiesero man forte alla 4042 17| occhi.~Il vento cominciò a sciabordare l'acqua che si rompeva tra 4043 20| cielo già scuro.~Discesi, lo sciabordìo del canale espandeva un 4044 2| mangiare l'aglio. Nel tinaio, a sciaguattare le botti, ci stava un contadino 4045 8| sughero dentro una bottiglia sciaguattata e dovevo tenermi forte alle 4046 5| Avanti di salire le scale, si sciaguattavano i piedi dentro una pila, 4047 11| bastoni.~C'erano tutti gli sciagurati del paese: la Rosona, moglie 4048 19| acqua e la sera dopo aver scialacquato col vino per coerenza alle 4049 13| ceneraccio, la spiaggia gialla, scialba su cui si scioglieva la 4050 1| canti, zirli e il vorticoso sciamare delle rondini, passò nel 4051 6| sangue.~Quando la primavera sciamava, con farfalle verdi, nell' 4052 7| d'aurora. Negli oliveti sciamavano gli uccelli.~Mio padre vestito 4053 1| una battaglia disperata, sciangottando: todos, todos, todos. Poi, 4054 16| ben cernierate sarei stato scilinguato per tutta la vita. Poi fui 4055 16| Egli dette l'ordine di sciogliermi, poi si avvicinò a me e 4056 8| tessessero tal fremito e lo sciogliessero alla pianura. Io giravo 4057 13| gialla, scialba su cui si scioglieva la spuma come una trina 4058 6| messa e il perenne canto che scioglievano i campi; si conturbava se 4059 8| occhi opachi, i capelli sciolti, le mani artigliate: – Se 4060 8| Io giravo per il bosco sciolto come un cane, ambulavo dove 4061 20| provavo il ribrezzo che lo sciroppo di zucchero spalmato sul 4062 17| mulinello. Io mi sentii come scivertare il collo, il mio marito 4063 18| certi cani nanerottoli e scivertati. Però la Mamma dei cani 4064 2| dentro pescava piatti e scodelle stemmate d'oro, forchette 4065 20| affacciandomi alla finestrella la scogliera sottostante pareva dire: 4066 10| Ma il Lucchesi come uno scoiattolo saltò la finestra e dopo 4067 10| cilucco di capelli. Tutta la scolaresca fu sottoposta a questa inquisizione.~– 4068 17| cominciava dai capelli a scolarmi in bocca e a grondarmi giù 4069 13| fiamma bianca gelata di scolati di candela. Sulle coltri, 4070 3| mitria m'incuteva paura. Le scolature dell'acqua sul viso mi davano 4071 17| alla casa: la gronda mi scolava addosso. Dopo poco una donna 4072 7| vista, fino a che non ebbero scollettato l'erta di San Martino, le 4073 18| alcuni ammiratori ha fatto scolpire sopra un sarcofago greggio 4074 1| cui a bassorilievo, furono scolpite, la spada, la sciarpa, la " 4075 8| suo nome.~Quanto re Erode sconturbò la mia infanzia! Tutto quel 4076 20| aggraziava d'incenso.~Passeggiavo sconvolgendo il ghiaino sino al terriccio; 4077 14| delle lor teste erano allo scoperto, spelazzature che mostravano 4078 2| marcia ed era per scoppiarmi il cuore quando mi sentii 4079 6| seno tiepido prepara lo scoppio delle gemme verdi, le selve 4080 1| alla gola del generale, scorciandogli il fiato. Egli, da vecchissimo, 4081 9| lievemente alzato, il viso di scorcio come in un affresco dove 4082 7| messo del Cursore, il quale, scorgendomi riflesso nello specchio, 4083 17| un lago. Le fiumare, che scorrevano occultate dalle pagliole 4084 10| sovente si sprofondava, scorse un ragazzo che schiacciava 4085 11| rena pomiciata dal vento, scorsi una mostruosa carogna spurgata 4086 1| quando con le cesoie li scortava, un centinaio di capelli 4087 10| aggricciò la bocca come se lo scorticassero.~Le madri che avevano a 4088 11| certe zanne che avrebbero scorzato un pino. E una donna a cui 4089 17| una donna aprì, entrai, mi scossi l'acqua da dosso, ammollai 4090 14| padrone, con grande enfasi, scoteva queste reliquie e la farina 4091 5| aveva imbottito i guanciali.~Scotta e ricotta aveva dato il 4092 13| Aridamme Aurooooo... Se la scovo nel bosco, le sbacchio il 4093 17| nel casacchino e i piedi, screpolati di setole, s'avvincavano 4094 8| gli alberi dei bastimenti scricchiolavano. La grande acacia del mio 4095 17| di un gatto intignato, lo scricchiolio di ossa e di legni.~Io tesi 4096 6| capelli bianchi tirenti, scriminati che si acchiocciolavano 4097 14| maestro Giovanni Pacini e ci scrissi sotto a stampatello: "L' 4098 10| Questa misteriosa parola era scritta anche sul carrettone grigio 4099 16| scarlatti, su cui erano scritte parole inesplicabili per 4100 16| protocollo su cui erano scritti tutti i nomi degli affiliati 4101 15| lasciato il libro sulla scrivania, io lo apersi e vi trovai 4102 21| dieci anni mia madre mi fece scrivere: – Oggi scavano tuo padre.~ ~ 4103 21| un temporale, gli alberi scrollati dal libeccio lo misero sotto 4104 11| intatti. Roteandole intorno e scrutandola fui colto da raccapriccio 4105 10| bavero della giubba per poter scrutare giù per il fil delle reni, 4106 18| sorella, che pareva gemella, scucirono sacconi e materasse per 4107 2| L'unico italiano della scuderia era soprannominato "il Nasone" 4108 21| piombaggine; pareti umide e scure come quelle di un carcere.~ 4109 17| frangeva la bava.~Prima che scurisse del tutto ritornò mio marito: 4110 17| pinete nel fondo erano scurite, ma l'aria del mare era 4111 7| sulla stecca smerigliata, sdiacciava la lama passandola sul palmo 4112 20| un piatto di brodetto.~Mi sdigiunai sul carabotto di prua di 4113 5| davano ai porci.~I romiti si sdigiunavano sull'aia.~I miei porgevano 4114 2| limo ove ero calato. Mi sdraiarono più morto che vivo sul pietrame 4115 13| vi lampava la luna, dagli sdrucimenti che il vento faceva nel 4116 1| mais non, voyons – diceva seccato il marito. Allora la leggiadra 4117 15| trovai dentro dei fiori secchi e dell'erba cedrina che 4118 13| pecore. Colmavano di latte le secchiella che serravano tra le lor 4119 | seco 4120 12| la forcella di un platano secolare aperta sul cielo come due 4121 1| grande viale di platani secolari. Egli vestiva sempre di 4122 15| ritirò con la zia che era la seconda moglie di mio zio.~L'adolescente 4123 2| occhio e ci pedinava come un secondino. Noi si peluccava l'uva 4124 7| frenetico e sibillino, e, sedendosi sopra un divanaccio sbuzzato 4125 20| Sul tramontar del sole, mi sedetti sopra un sedile di pietra 4126 19| cera.~ ~Alla mia destra sedeva "Spara orsi", un lustra 4127 16| sfavillava un ciocco, cinque sedie, un tavolo, un Crocifisso 4128 15| vialone dei tigli, i vecchi sedili di pietra s'erano inteneriti 4129 6| Faustina; alla sinistra erano seduti i figli: Francesco, Raffaello, 4130 20| naturalmente di pittura, di Segantini, di Corot e di Millet.~Il 4131 17| legato con delle corde ad un seggiolone, con dei salci ritorti ai 4132 6| rossa del campo quadrato segnata dai geroglifici delle viti 4133 18| calzolaro, certi libri antichi, segnati da stole che ricordavano 4134 6| nascita al tramontar del sole, segnava l'ore all'opre che travagliavano 4135 21| di passere, dei canneti segnavano il corso di un fiumicello, 4136 19| gialla come la candela di sego che teneva infilata in un 4137 7| Il sottocuoco, furente, seguendo la seminata, rintracciò 4138 13| confidarmi qualcosa e lo seguii mortificato. Nel mezzo alla 4139 16| pugno sul capo. Il mio zio seguitò:~– Se non fosse per la derelitta 4140 12| battè perchè risorgesse. Seguìto da gran turba di popolo, 4141 18| una diecina di persone seguivano il feretro, qualche figura 4142 12| dei fedeli da cui pareva selciata la chiesa tanto stavano 4143 20| che guardava i letti e il selciato convulsa, con le teste mobili 4144 7| vedovetta traccagnotta e sellata su cui si fissarono invidi 4145 3| il tiro dei cannoni, era selvaggia; di frequente, dalle prunaie, 4146 5| slombavano nelle scassate, terre selvose capovolte a colpi di marrone, 4147 5| diventa d'acciaio maturando la sementa nel suo seno caldo; le selve, 4148 7| Palazzo" a guisa di pomata di semifreddi.~Ricordo che Fortunato poneva 4149 1| trascorsi tra la selva e la semina, la forca e la lettiera 4150 6| raccogliere bene bisogna ben seminare". "Il concime senza essere 4151 7| sottocuoco, furente, seguendo la seminata, rintracciò Fortunato in 4152 6| vi erano altri "luoghi" seminati a grano, a segale, a scandella. 4153 7| bucata e, chicco per chicco, seminò il caffè. Il sottocuoco, 4154 12| contadiname stupirono. Per quei sempliciotti la Terra Santa esisteva 4155 2| uva e poi si faceva delle senate delle pigne più belle, si 4156 18| che pareva quella di un sensale.~Essa si era tanto affezionala 4157 15| quello di una sposa. Ebbi la sensazione ch'ella partisse per il 4158 13| allora e, se è inverno crudo, sente un caldo per tutta la vita.~ 4159 20| definiva egli stesso Fiele, sentenziò che quei volumi erano perniciosi 4160 19| povere teste.~– Se non ti senti più astro degli alti non 4161 7| corteggio nuziale s'avviò sul sentierolo che conduceva alla chiesa 4162 8| madre, raccapricciavo a sentir pronunziare il suo nome.~ 4163 5| voce, mi chiamava a per sentire se ero cresciuto e mi carezzava 4164 17| nel mezzo, al largo, si sentivano i mulinelli del vento tirare 4165 20| Giovedì Santo mettono sotto al sepolcro di Gesù morto.~Fuori al 4166 21| anni riposò mio padre v'era sepolta una giovinetta sotto una 4167 20| riconoscerla più. Pensavo a cose sepolte da tempo nella memoria, 4168 5| Americhe son rimasti , sepolti e ignorati. Oggi, anche 4169 13| i delfini si tuffavano seppellendo nel mare i muggiti, i cadaveri 4170 8| nero come il sacco delle seppie e il nero lo spurgasse dalla 4171 1| El prisionero el sta para ser ajusti....ciado. Il generale 4172 20| tramontato e tutti gli argenti serali calarono su Venezia, il 4173 16| Tu!... – ed ebbi un tal sergozzone che se le mie mandibole 4174 9| veniva giù un diluvio di sergozzoni, spintoni, schiaffi, manate, 4175 7| gli fece passare dei guai seri facendone uso nel "Palazzo" 4176 11| maggiore disfatto dopo una serie di grandi eroismi. Il re 4177 20| illuminate mettevano dei serpenti nei fondali che puntando 4178 3| parco delle fantastiche serpi che brucavano il fogliame; 4179 8| s'abbarbicava alle radici serpigne che sbucavano dalle esplosioni 4180 8| rincasati in quel momento, ci serrava festevole fra le braccia 4181 1| poneva il mio padrone a servire il Conte! La sua carne accapponita 4182 14| bionde itteriche che avevano servito per degli anni alla "Saffo" 4183 4| riuscì ad allogarsi come servitore nel Palazzo e lasciò la 4184 1| 18, nell'andrione della servitù o – come bonariamente dicevano 4185 12| al parco e le principesse servivano a tavola: Bianca, Beatrice, 4186 14| sbarbare i morti.~Barbe, o servizi come diceva il mio padrone, 4187 3| gente trita e contrita, servizievole e devota. La sera, smesso 4188 1| Conte doveva essere sulla sessantacinquina d'anni perchè il suo cranio 4189 13| lo aravano come aratri setati. Gli uomini governavano 4190 12| piviale, foderato di verde setato, sugli orli era incendiato 4191 1| indossava un abito di trine di sete crude, che era come un ricamo 4192 17| e i piedi, screpolati di setole, s'avvincavano sull'impiantito. 4193 14| zucche. Toccare quei visi setolosi, mantrugiare le guance impolpe 4194 10| dei contadinibastonate settembrine quando l'uva è matura e 4195 6| celliere dee esser contro a settentrione, freddo e scuro, e lungi 4196 7| regolarmente due volte per settimana – faceva una minuziosa toletta 4197 13| anche la notte. Stavo delle settimane senza farmi vedere a casa. 4198 10| ottobre mi disse, con certa severità: – Stamani ti paro alle 4199 6| chiamavano così la mia nonna – sfaccendava per la casa intonando canzoni 4200 17| cobalto, incupiscono, le loro sfaccettature che nel sole variavano in 4201 13| come una ghiandaia, era sfalcata nel folto della boscaglia.~ 4202 4| Calvario, e i tordi grigi sfalcavano dagli uliveti cinerei di 4203 19| torni a casa a quel modo ti sfascio – gli disse il padre prima 4204 16| nessuno": un focolare su cui sfavillava un ciocco, cinque sedie, 4205 8| miagolava per il vento, i tizzi sfavillavano. Un Crocifisso di legno 4206 11| pel sagginato, anarchico sfegatato, il quale diceva delle eresie 4207 7| ghiaino dei triangoli e delle sfere. Quante volte l'ho visto 4208 18| nel '30, con panni che si sfilacciavano alle costure, di colori 4209 7| Religione.~Centomila baionette sfilavano, centomila anime balzavano 4210 6| se i rondoni e le rondini sfioravano la terra e il secco della 4211 20| nei nostri ragionamenti, sfociammo sui quattro canti di Portoria, 4212 7| Ollo, Elio, Dorregaraj.~La sfociatura della Magra, doveva apparirgli 4213 3| tagliata da un viale erbato che sfociava al mare immimente. La selva, 4214 16| agenti, per difendersi, sfoderarono la sciabola e chiesero man 4215 13| l'idea che qualche ombra sfogliasse un libro misterioso appiattata 4216 2| dietro, ma trovava il suo sfogo facendo l'atto di imbracciare 4217 1| mio padrone sapientemente sfoltiva a punta di forbice, con 4218 13| naso primeggiava, gli occhi sforbiciati con un taglio secco, i baffi 4219 17| ha vent'anni, che benchè sformato, si è fatto un uomo e gli 4220 20| forno. Al mattino bisognava sfornarci camminando come i granchi 4221 5| come il minerale, era stato sfornato per tanti secoli dalla bocca 4222 7| mattina Fortunato ebbe la sfortuna di avere la controfodera 4223 6| uccellame, preso ai lacciuoli, sfriggolavano in teglia o bollivano in 4224 10| il capo convulso, e fece sfrullare il corpo entro la grattugia 4225 11| nel rimanente del corpo sfrutta dal mal del logro; c'era 4226 20| discarnato: – So tutto, non mi sfugge nulla. – Fiele aveva conosciuto 4227 7| quando, a punta di forbice, sfumava la barba del generale Isidoro 4228 14| destra, poi piano piano si sfunava a sinistra. Le sue scarpe 4229 11| E che un altro era uno sgalerato che ne aveva fatte d'ogni 4230 19| di bel nuovo nel pozzo e sgambettava come un dannato dantesco.~ 4231 13| per chiavaccio all'uscio sgangherato, trapassò l'amico da una 4232 12| loro cuori scellerati.~Gli sgherri volevano a colpi frangergli 4233 10| dopo pochi istanti si sentì sghignazzare di sulla via: – Non mi son 4234 8| mi consolava e la facevo sgolare senza mai rispondere.~Mia 4235 17| la testa sgrondante acqua sgolarsi a chiamare il mio nome, 4236 7| tradimento l'armata Alfonsista, sgominando i ferrati battaglioni Carlisti.~ 4237 14| quelle martiri entravano sgonnellando.~– Avrei bisogno d'un lavorettino – 4238 10| loro figli da scuola. Tutte sgonnellarono intorno al maestro, il quale 4239 19| candela, e il lucignolo sgrassato le pendeva dalla bocca come 4240 20| Portoria, dirimpetto a quello sgricciolo di monumento a Balilla; 4241 17| braccia alzate, con la testa sgrondante acqua sgolarsi a chiamare 4242 2| sito di unto anche se si sgrumano colla lisciva, e le cui 4243 14| molle come quei pesci che sguisciano nel fango, con gli occhi 4244 20| La bontà di quel libro sguisciava sul mio cuore come una goccia 4245 7| armate dei pesci rossi che sguisciavano entro una vasca, o fermo 4246 1| allucinazioni gli facevano sgusciare gli occhi fuori dalle spine 4247 18| la poesia di Byron e di Shelley s'imparentava col pizzichino 4248 | sia 4249 7| Fortunato diventava frenetico e sibillino, e, sedendosi sopra un divanaccio 4250 17| Stai tranquilla, sei più sicura qui che nel tuo letto – 4251 6| vino e la certezza di aver sicuri il pane e il tetto.~ 4252 1| ansimando a fumare delle sigarette medicate sotto un grande 4253 20| cedesse. Anche la bocca, un sigillata e bollente, s'era aperta 4254 6| giovenchi, lontano e ben sigillato dalla chiudenda di ferro 4255 8| dalla stanchezza e dal sonno sigillava gli occhi e l'ombra le incassava 4256 11| col berretto basco e il sigillo borbonico, frequentassi 4257 19| berretto. Spiegamene il significato.~L'amico mi guardò umiliato. – 4258 1| celebrato nel "Palazzo". Una signorina bionda, occhi ceruli, labbra 4259 10| tacita intesa. Chi è quel signorino che con un piccolo arco 4260 13| I padroni passeggiavano silenziosi e fuor d'ora. Anche i padri 4261 7| Carlista. Nel gran parco silenzioso si ritirò la famiglia di 4262 15| ascoltava senza perdere una sillaba.~La mia zia intristì innanzi 4263 4| centenarie, tra le prunache silvestri e i giovani arbusti, intrecciavano 4264 20| al Consiglio dei Dieci, a Silvio Pellico e alle "Mie Prigioni".~ 4265 7| pagina contrassegnata dai simboli della morte e dell'amore, 4266 13| ribrezzo. Vicino alla tettoia, simili a tre celle, c'erano i cessi 4267 10| quello di Lutero, Gerinto, Simon Mago. Tra loro due si accapigliavano 4268 12| regione tra il Libano e il Sinai, poi si chiamò la Giudea.~ 4269 19| bibita. Egli parlava come singhiozzasse ripetutamente:~– Po ...po... 4270 20| alla brina mattutina.~Le sirene muggivano come mucche gigantesche.~ 4271 13| erano uguali al pastore Sirizio e io potevo essere il figlio 4272 17| avete forse un infermo?~– Sissignorerispose – se fosse stato 4273 2| Lo sguattero si chiamava Sisto ed era meschinissimo di 4274 11| quale scardazzava la lana, e sitava come una pecora rognosa. 4275 13| pollastra, il viso rosso slabbrato, leccato dalle lingue nere 4276 12| e i capi pendevano come slacciati sopra una spada. La statua 4277 13| bellezza delle donne spagnole, slanciata e flessuosa come una figura 4278 10| con una mano e con l'altra slargò il bavero della giubba per 4279 13| s'erano freddati sul viso slavato, senza baffi a quel modo 4280 19| quale a giornate sane si slombava a portare ai piani alti 4281 5| tutte le altre donne che si slombavano nelle scassate, terre selvose 4282 15| passeggiare nei posti più deserti, smarrita come in un sogno lentissimo, 4283 19| avanzati. Poi la mattina mezzo smattugito, chiedeva a qualcuno: – 4284 17| mio nome, tuffarsi come smemorato, riapparire lontano, morello, 4285 7| l'affilava sulla stecca smerigliata, sdiacciava la lama passandola 4286 3| di una vetrata di lastre smerigliate che filtrava su loro una 4287 15| Le letture, che non erano smesse nemmeno le sere del duolo, 4288 3| servizievole e devota. La sera, smesso che avevano di lavorare, 4289 3| egli appariva gigantesco e smisurato. Rigoglioso e potente, audace 4290 1| ceruli, labbra color rosa, snella, ben partita, un palmo più 4291 3| magnolie e fiori di profumo snervante si addossavano a un muro 4292 6| vacca riempiva di latte soave le poppe rosate, i maiali 4293 1| intrepido non risentiva della soavità del rito. Ella indossava 4294 10| hanno la goccia al naso – il sobbollito delle puntate che accagliano 4295 13| tonfo del ferro gettato sobbolliva di spume lo sterminato plumbeo. 4296 15| cortesi, e si preparano per la società di domani buone madri, affettuose 4297 10| troncate.~– Al mio gli tiri sodo alla via del capo che l' 4298 12| gromati aveva l'aspetto di sofferenza e di maestà!~La corona di 4299 12| Gerusalemme, lasso per i tormenti sofferti, e indebolito cadde tre 4300 20| e la coda arroncigliata, soffiando nel quale una pallina d' 4301 13| Sembrava che tutto il bosco gli soffiasse addosso il gelo e l'ombra. 4302 16| però la paghi cara – mi soffiò piano piano in un orecchio 4303 10| sottile; su di una cattedra di sofisti sarebbe stato una colonna. 4304 17| orecchi verso la tenda e soggiunsi:~– Ma io sento il rumore 4305 17| i contadini spauriti sui sogli delle case. Sulle strade 4306 8| nascondersi in quel torbato come sogliono fare i polpi. Mi pareva 4307 3| Gaeta, Bilbao mi facevano sognare viaggi in terre lontane, 4308 4| incantati il palazzo: tutti sognavano di allogarvisi come servi. 4309 13| Perduto nell'infinito, sognavo viaggi lontani lontani.~ 4310 8| mi ridestava dai tristi sogni di fatalità e di disperazione.~ 4311 6| pareti spaziose. Un orologio solare oltramontano, dalla nascita 4312 6| santuario. Il vino del posto solatìo, maestoso, imperioso, che 4313 6| erpice guidava i bovi sul solco diritto, gli pareva che 4314 13| fornaio voleva vedere i soldi sulle mani, il macellaro 4315 21| vi rientrammo la casa era soleggiata. Attaccati in fondo all' 4316 15| pinta d'acqua.~Nelle tre solennità dell'anno: Pasqua del santo 4317 13| figlio passeggiavano sempre soli.~Di quei giorni non ricordo 4318 3| arcuava vigorosamente, le mani solide e femminili serravano una 4319 13| principe Massimo – e la solita camicia appariva sulla coperta 4320 20| cenerino coi pallori di figure solitarie, provai la più grande emozione 4321 4| Maria Felicità nel parco solitario del suo castello, curava 4322 8| disperazione, mi urlava una delle solite massime: – "Sei peggio di 4323 4| ancora pargoleggiante nella solitudine di Cagliari. Quivi comparve, 4324 3| di grande dignità, pareva sollevata da un vasto respiro.~Andavo 4325 8| schiacciava e trovavo un sollievo soltanto a mormorare tra 4326 19| ricominciava a salire carico a soma.~Anche "Macella" era della 4327 15| impalato, teneva moltissimo a somigliare a Don Carlos. I suoi occhi, 4328 7| volte che era presente.~– Somiglio il mio nonno Giovan Battista 4329 13| Capraia e dalla Pianosa sommerse, e le vele gialle nelle 4330 12| udivano mormorare preghiere sommesse.~Quando i padroni fecero 4331 15| Annunziazione di M. V. sarà somministrato un boccale di vino e otto 4332 18| su per i canti come una sonnambula, quasi leggesse nei libri 4333 20| stava accucciato vicino sonnolento; un moretto sudanese col 4334 8| aveva nel petto. Quella voce sonora di pastora, intonata alle 4335 12| Anche certi paesi dai nomi sonori ritornavano nei suoi discorsi. 4336 7| ad una tazza fumante: la sontuosa colazione aspettava d'essere 4337 11| vendicativo saliva dai Pirenei. Di soppiatto portavo nel "Palazzo" certe 4338 5| capelli sagginati, non potendo sopportare la luce, stava per la casa 4339 18| ammencito, la ragazzona, che sopraffaceva tutti con la statura, avvoltolato 4340 8| stanca dell'opra del giorno. Sopraffatta dalla stanchezza e dal sonno 4341 19| Quando il Cavaliere era sopraffatto dal vino e si addormentava, 4342 2| italiano della scuderia era soprannominato "il Nasone" a cagione del 4343 7| piantonata fino a che non sopravvenne il Principe.~Ma, dopo il 4344 11| roghi. Il loro sguardo cupo, sordo, malfidato, mi metteva addosso 4345 19| della padrona di casa, era sordomuta e già grigia, congestionata, 4346 20| Qualche torbato cominciò a sorgere sulle macerie del mio animo 4347 15| quando gli capitava di poter sorprendere delle donnette che facevano 4348 20| La cosa che più mi fece sorpresa fu l'asserzione: Io lo conosco 4349 16| Sì signorerisposi sorridendo. Il prefetto sorrise e dette 4350 15| altomare alla pamela, uscivano sorridenti. Prima si recavano in Duomo 4351 8| aguglioli di pino, la faceva sorridere come una bimba. Se noi si 4352 16| sorridendo. Il prefetto sorrise e dette l'ordine di liberarmi. – 4353 10| cimitero: e noi tutti si sospettava che tra la scuola e il cimitero 4354 15| per me.~L'adolescente non sospettò mai il mio amore. Volevo 4355 19| quale guardava accorto e sospettoso in giù. Bronzino guardava 4356 8| petto si sollevava come sospinto da un impeto di vento gagliardo: 4357 19| confidenze, ma finivano sempre in sospiri.~Il sartore, implicato in 4358 21| diventata un frutto maturo. Feci sosta alla sua casa stremato di 4359 14| del rosoio. Il mio padrone sosteneva che i rasoi hanno l'anima.~ 4360 9| ritirava stanco dalla fatica sostenuta nel predicare ed ecco alcune 4361 14| tirate su con l'aghetto, sottanine a maglia e in capo certi 4362 5| cappa della Compagnia che sotterra i defunti.~Quanto vino era 4363 8| smeraldo musicava di tacchettii sottili il fremito impetuoso del 4364 6| massiccio tralicciato di sottilissimi fili, due pedane e un grande 4365 2| tempi della mia infanzia, il sotto-cuoco era un certo "Gioasse"; 4366 10| Tutta la scolaresca fu sottoposta a questa inquisizione.~– 4367 20| finestrella la scogliera sottostante pareva dire: Se mai, io 4368 7| Giugno fu la sua salvezza; i sottostanti campi, rigogliosi di mèssi, 4369 12| partivano per la Terra Santa. I sovrani, il principe e le principesse 4370 17| limpido di settembre si sovrappone un cielo più vasto di un 4371 8| bolliva come l'inferno, mi sovveniva di Sant'Agostino. Anche 4372 14| cui visi ci si potrebbe spaccare la ghiaia; ma quelle spadroneggiavano 4373 16| se non facevo civetta mi spaccava il cranio. Dopo che, prese 4374 14| spaccare la ghiaia; ma quelle spadroneggiavano profumandosi e dandosi le 4375 19| pendeva dalla bocca come uno spaghetto. Il mio letto rendeva il 4376 13| avvincente bellezza delle donne spagnole, slanciata e flessuosa come 4377 11| qualcuno della "Canaglia" spagnuola l'avesse vista, mi avrebbe 4378 11| Tre o quattro "Canaglie" spagnuole mi saltarono addosso per 4379 18| bocca, sfogliavano a bocca spalancata.~– E lei li sa a memoria 4380 7| aspettava con le tre porte spalancate.~Il rito fu compiuto sul 4381 21| Fanale spento. Cancello spalancato.~Segno di croce.~Nel posto 4382 8| del bosco, saliva sulla spalliera e, poggiato il capo sull' 4383 7| Principe. Panini imburrati e spalmati di deliziose marmellate 4384 20| lo sciroppo di zucchero spalmato sul baccalà col pesto d' 4385 1| centinaio di capelli lunghi una spanna, che il Conte faceva crescere 4386 10| era il Lucchesi: naso a sparafumo, bocca a strapazza pagnotte, 4387 2| fichi e si passeggiava sulle sparagiaie. Egli, essendo vecchio, 4388 20| vele, appena sul quadrato sparirono le stelle mi alzai. Un albore 4389 17| verso la stanza dove era sparita la donna, ma il buio era 4390 11| eroismi. Il re appariva e spariva come un'ombra. La sua presenza 4391 13| loro corso fino a che non sparivano verso l'Isola della Gorgona. 4392 17| a risucchio l'acqua che sparpagliata per aria, pare ringrandinare 4393 12| spogliato e gli fu rinnovato lo spasimo della flagellazione che 4394 21| erano le scarpe rotte: uno spauracchio condannato alla pena del 4395 17| pareva dicessero i contadini spauriti sui sogli delle case. Sulle 4396 11| bigio staccavano bocche spaventate, occhi strabuzzati, granfie 4397 17| fuori dall'orbita. Nella spaventosa vertigine mi sembrò che 4398 3| le tombe una sull'altra, spaziate dai bei lastroni di marmo 4399 8| eternità del suo rombo lo spazio, il cielo implacabile mi 4400 6| oleografate decoravano le pareti spaziose. Un orologio solare oltramontano, 4401 11| tutta nera nel viso come una spazzacamina, idropica e nel rimanente 4402 18| ortolano, il ciabattino, lo spazzino li sfogliavano sul canto 4403 20| tutto il corpo, verso quelli specchi di acqua madreperlati dalla 4404 7| essenziale di bergamotta; dopo, specchiandosi, si pavoneggiava e sorrideva 4405 1| pareva di pietra, rigido e specchiante com'era. Il Conte doveva 4406 13| una traversa di legno.~– Specchiati – erano le parole che 4407 19| celeste a palline rosse e si specchiava in tutte le vetrine. La 4408 7| scorgendomi riflesso nello specchio, disse: – Vedi a far di 4409 15| a casa con la vigilanza speciale.~Dopo qualche tempo, l'adolescente 4410 14| guardavano in .~– Cosa speculate? – chiesi.~– Sei rimbarbogito ? – 4411 13| tormento.~Mio padre non speculò sulla morte, il termine 4412 9| luce; la sua alta statura spedita s'irrigidiva, poggiata lievemente 4413 13| usciva e si avviava a passi spediti nel folto della boscaglia.~ 4414 1| già allevato, e camminavo spedito, e il cervello riteneva 4415 15| fiscali lunghissimi che poi spediva alla Pretura. Egli aveva 4416 14| teste erano allo scoperto, spelazzature che mostravano la pelle 4417 12| tra l'unghie mi avrebbe spellato.~– La Terra Santa è ! – 4418 14| Lo vuol sapere? Non posso spendere.~– Ma per quello ci si arrangia – 4419 15| reliquie del fogliame che spengevano i suoi passi.~Io la seguivo 4420 17| la voce della donna era spenta.~Mangiava a bocconi grossi 4421 9| schiarivano le labbra tumide e spente. La "monaca" era polputa 4422 19| piano a primavera. E poi si sperse per le città assaettate.~ 4423 19| giorno con l'amico s'andava sperzendendo nella campagna quando ci 4424 19| Poveri Vecchi, e studio a spese del "Ritiro". Ho già fatto 4425 13| entro un'orbita larga, baffi spessi, viso ad ovolo, fronte vastissima 4426 6| A volte, questo donnone spettacoloso, teneva nel grembo una montagna 4427 11| cancello: questo ufficio spettava a mio padre.~Tutta la poveraglia 4428 13| insenature del golfo della Spezia s'udivano come dei tuoni. 4429 17| dalle parti come la terra spezzata dall'erpio, nel mezzo, al 4430 17| spettro impazzito, dalle ossa spezzate, dondolava sul collo scardinato, 4431 18| fosse la vecchietta che spezzettava i biscottini ai cani, allora 4432 11| di galera.~Un giorno la spia corse e mio padre rinvenne 4433 19| cavalletti neri su cui erano spiaccicate delle studentesse miopi, 4434 17| guardare la terra, la fronte spianata palesava il vuoto interno, 4435 8| credo, fu lo sfondo su cui spiccò la mia piccola coscienza 4436 19| hai stampate sul berretto. Spiegamene il significato.~L'amico 4437 19| ritto un contadino, e le spinge e le muove coi piedi; le 4438 17| barca e col remo stava per spingersi al largo, quando, vedendomi 4439 13| sopra una rama di bianco spino, le braccia erano schizzate 4440 12| corona di giunchi marini spinosi aveva la foggia di diadema 4441 9| un diluvio di sergozzoni, spintoni, schiaffi, manate, labbrate, 4442 5| si mette in catana pesa e spiomba le spalle.~Quanta tela era 4443 12| compassione, ma per timore ch'ei spirasse sotto gli strazi prima di 4444 1| carbolina, col guanciale spiumacciato, di quelli che, quando ci 4445 12| purpurea, non più nuova e splendente, ma vecchia e cenciosa, 4446 12| immensa luce e di raggi splendidissimi, sicchè la chiesa parve 4447 21| vendicativo, con tutto il suo splendore, chiamava noi a rinnovare 4448 15| ordine del tribunale dovranno spogliarsi del loro vestiario e questo 4449 21| solchi scassati. Donne nere spolpate barcollanti sul muro del 4450 19| come un mazzo d'uccelli spolpati. Un mantice – enorme ventre 4451 13| da mattoni. Mia madre si spolpò e ingiallì.~Tutti ci cominciarono 4452 13| sul pietrato e gli schizzi spolverano di bianchi il cielo nero 4453 6| fiume, il quale si vedeva spolverare argento sui greti celesti.~ 4454 1| estremi si riversava sulla sponda della poltrona e brandita, 4455 14| a maglia e in capo certi sportini neri con su delle ciliegie 4456 16| aveva detto piano: – Vuole sposare tua nepote.~ 4457 14| non lo sapete?~– No.~– Ha sposato l'idea della "Spartana". 4458 7| Sul far della sera gli sposi novelli partirono dalla 4459 4| con noi, sarà il vostro sposo.~Il principe era Carlo Lodovico, 4460 13| pochi giorni fu levata la spranga di sull'uscio della tettoia 4461 12| finzione di scettro onde spregiarlo.~Così fu condotto al Pretorio 4462 5| olio per tanto condime, spremuto dopo aver sverginato l'olive 4463 5| defunti.~Quanto vino era sprillato razzente dallo zipolo delle 4464 13| vecchio gigante, dalla barba sproccosa e i capelli irti, con la 4465 20| Mazzini, Nietzsche. Un giorno, sprofondati nei nostri ragionamenti, 4466 10| lettura in cui sovente si sprofondava, scorse un ragazzo che schiacciava 4467 13| ferro gettato sobbolliva di spume lo sterminato plumbeo. I 4468 15| la grande croce di legno spuntare dal bosco, gli incappati, 4469 17| è fatto un uomo e gli è spuntato il pelame sul viso, non 4470 19| taschino della giubba gli spuntava fuori lo sfumino di cartone 4471 1| che sembravano di pietra, spuntavano dei lunghi peli neri, le 4472 8| delle seppie e il nero lo spurgasse dalla bocca in nuvola e 4473 11| scorsi una mostruosa carogna spurgata dal mare; il ventre aveva 4474 12| il corpo a un gancio, mi squadrava con gli occhi intrepidi 4475 19| lo incontrai in una via squallida del Bastardo, ebbi terrore 4476 10| fuori come un timone. Egli stabaccava di continuo e sentenziava 4477 5| era salata dal tanfo dello stabbio. Un vecchio contadino acciecato 4478 20| cuore come una goccia di stagno fuso sopra il bronzo rovente.~ 4479 2| notte nelle altane, sopra le stalle, ove i contadini ripongono 4480 2| riattaccare il trotto.~Lo stalliere era un contadino il quale 4481 6| il pollame, lontani gli stallini dei porci.~Nel celliere 4482 5| casa, confinante con lo stallino dei porci e l'ovile; quel 4483 10| disse, con certa severità: – Stamani ti paro alle scuole urbane.~ 4484 19| della città. La casa, la stamberga desolata, in cui mi accucciai, 4485 19| Solaio con le calze fatte di stame di pecora e un paio di scarpe 4486 5| manti delle pecore per lo stamo che le donne torcevano sulla 4487 1| tutti neri com'erano, una stampa di Goja sul bianco della 4488 13| bàttima come gallinelle, stampandola tutta di fioretti.~Ogni 4489 11| qualche pezzetto di carta stampata, essendo lei analfabeta, 4490 19| scervello sulle iniziali che hai stampate sul berretto. Spiegamene 4491 14| Pacini e ci scrissi sotto a stampatello: "L'immortale autore della 4492 14| volta che lessi il mio nome stampato su per i giornali: "Cittadini 4493 21| giacchetta slabbrata con lo stampo dei piastroni delle sue 4494 8| matrimoniale e si assopiva stanca dell'opra del giorno. Sopraffatta 4495 11| divinità che vi era diffuso stancava la mia povera anima. Dio 4496 13| fissavano l'impiantito atoni e stanchi. Lungo il canale fissava 4497 7| il padre preventivamente stangato le porte, che quello di 4498 | stanno 4499 5| spandeva la muffa del pane stantio. Il silenzio che vi incombeva 4500 | star 4501 | stare 4502 | Starete 4503 15| quei signori voleva dire starsene per due o tre giorni a pane 4504 6| madre e le sorelle, tutte statuarie, si assidevano al telare 4505 1| che sembravano di marmo statuario. Il "signor Squarza", camminando,


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