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'na-attra | attre-circo | ciren-duomo | durav-gonne | gorgo-liber | libra-ornat | orrib-quivi | rabbu-scass | scava-statu | stavo-valli | valor-zufol
         grassetto = Testo principale
     Cap.grigio = Testo di commento

4506 | Stavo 4507 20| palpitare il mio cuore rovente. Stazionai per molto tempo in Genova, 4508 6| mensa, il coscio d'agnello steccato d'aglio e rosmarino, la 4509 19| costato un busto con le stecche alte fino alle clavicole. 4510 15| donnette che facevano due stecchi di legna, redigeva dei verbali 4511 18| camera dove sul letto era stecchita la loro Mamma!~Il trasporto 4512 19| ultimi piani dalla luna, dove stecchivano i rami neri degli alberi 4513 3| oro occultate dalla volta stellata. I nomi scolpiti sui lastroni 4514 13| giallo-cromo, con gli speroni stellati, il largo viso su cui l' 4515 20| che non salì sulla gondola stemmata col giglio rosso dei Borboni.~ 4516 2| pescava piatti e scodelle stemmate d'oro, forchette d'argento, 4517 13| le malerbe, coprirono gli stemmi gigliati e le vasche, i 4518 12| statue mettevano un albore stemperato di luna tra l'intrigo dei 4519 18| sembra di basalto e le forme stemprate dalle ombre aggraziano la 4520 8| mare e guardavo la duna stendersi dalla foce del Magra a Bocca 4521 8| suo volto, appena appena stenebrato dal lumicino ad olio acceso 4522 19| corrosive. Da lui ho appreso Stepniak e Bakunine.~Rigettava come 4523 21| impastati di fango e di sterco. Le loro teste pesanti dicevano 4524 1| canfora, a cagione ch'ella, sterile, voleva ch'io fossi chiamato 4525 8| mi umiliava sotto la sua sterminata coltre cinerea, gli alberi, 4526 14| dipingeva in un covile sterrato in compagnia di gatti, pipistrelli 4527 16| tutti guardarono mia madre stesa sul canapè con delle pezze 4528 | stessa 4529 | stettero 4530 | stetti 4531 8| stropicciandosele l'una con l'altra, le stiepidì con l'acqua, poi l'asciugò. 4532 3| dirimpetto all'edificio di stile granducale, c'era una quinta 4533 13| bicchiere.~– Sì.~La donna, due stinchi entro due piedi divaricati, 4534 2| mi scavò dal limo.~Queste stiracchiate di capelli con la morte 4535 8| l'asciugò. Dopo, venne a stirizzirsi al focolare. Vedendomi così 4536 7| Atavismo morboso d'una stirpe regia! – Questa frase la 4537 2| partigiano del Duca di Lucca, stitico come un'ape, il quale passeggiava 4538 20| di farmi caricare nella stiva di un bastimento clandestinamente 4539 13| bottoni d'argento, e gli stivali di bulgaro giallo-cromo, 4540 6| la pala, capovolgendolo, stivandolo; essa ascoltava i lagni 4541 1| angosciosamente, Romolo, e lui, stizzato, mi chiamava Lorenzo. Mia 4542 1| pelose e secche. Dei catarri stizzosi fischiavano alla gola del 4543 | sto 4544 10| un suo fratello, secco, stoiato, rifinito, col vestito di 4545 18| libri antichi, segnati da stole che ricordavano i messali, 4546 1| canali. Il sorriso del servo stonava su quel volto bronzato e 4547 6| pino mondato, gli narrava storie arcane e il suo cuore palpitava 4548 6| viole.~ ~Mio nonno, a quello stornellare, crollava il capo: – Chi 4549 6| Le sorelle di mia madre stornellavano sempre~ ~Il fiato della 4550 14| acciaio giravano come ruote di stovigliai, l'appoggia teste, imbottito 4551 11| bocche spaventate, occhi strabuzzati, granfie di rapina.~Quando 4552 19| braccio rattrappati, un occhio strabuzzato, i denti felini e un pel 4553 7| divanaccio sbuzzato che strabuzzava il capecchio di cui era 4554 11| mi accorsi che la carogna straccata dal mare era una donna.~ 4555 11| quei tempi tutti i cadaveri straccati dal mare li bandivano dai 4556 17| Quel corpo nero pareva straccato dal mare in una giornata 4557 13| fioretti.~Ogni tanto il mare straccava un cadavere. Scheletri di 4558 16| gagliardo.~I miei panni furono stracciati, il mio corpo si coprì di 4559 21| terra.~Via.~Sul medesimo stradone abitava l'adolescente diventata 4560 15| accasati sui crociali degli stradoni. Il capo di questi guardiani 4561 6| alla rocca come una Parca stralevata, o che rovesciasse i bolliti 4562 11| del cancello, certi pani stralevati erano contesi e venivano 4563 13| piedi divaricati, il ventre stralevato sulla cresta del bacino, 4564 17| ancora di rivedere Lui: straluna gli occhi, si divincola, 4565 1| questi personaggi ricordavano stranamente delle statue a bianco e 4566 1| poltrona imbottita; delle strane allucinazioni gli facevano 4567 1| strani che vivevano come straniati ed esiliati nel "Palazzo". 4568 14| Insaponare il viso di un morto è straordinariamente difficoltoso, sempre a cagione 4569 12| tante volte la colpì in modo straordinario: Erode Tetrarca. Di Erode 4570 13| La vergogna degli abiti strapanati lo riduceva per delle ore 4571 10| naso a sparafumo, bocca a strapazza pagnotte, occhi di falco 4572 12| attaccate sulle lacerazioni, strappandole, gemevano sangue vivo.~Gesù 4573 8| addosso... – dava certe strappate alla corda che io sballonzolavo 4574 13| valoroso a cui avessero strappato la corona di lauro.~– Aurooooo... 4575 21| tettoia vicina alla nostra: strappo d'argento su tutto il nero 4576 13| prese per i capelli e lo strascicò sul pietrato del fosso.~ 4577 8| facevano fantasticare in modo stravagante: Nerone, mi pareva, che, 4578 12| Vergine Maria, non già con stravaganti gesti di dolore, ma piangendo 4579 12| ch'ei spirasse sotto gli strazi prima di giungere al luogo 4580 11| si udiva come un gemito straziante.~ ~Alla poveraglia del paese 4581 8| sono ora? – si chiedeva straziata mia madre.~Così conturbata, 4582 18| demonio.~– Allora sarà una strega??!~ ~La ragazza per persuadere 4583 16| tutto il parentato sembrava stregato. Ricordo mio padre con un 4584 19| bettola situata in via degli Streghi. I commensali: "Pinella" 4585 11| I due, sempre bagnati e stremati, si davano man forte per 4586 21| Feci sosta alla sua casa stremato di forze. Bevvi al pozzo.~– 4587 19| Era carnevale, le maschere strepitavano per le vie, le finestre 4588 20| li lessi in una cameretta stretta come una cella dove ci sapeva 4589 17| fil di refe, che teneva stretto fra i denti e attorcigliato 4590 1| del cranio del conte era striata di filetti neri. Per contrasto, 4591 4| temperamento, in contrasto stridente con la mite tranquilla bontà 4592 18| bastone; poi tre o quattro strilloni del "Grido di guerra".~Più 4593 14| capelli tinti e ritinti, strinati dal nitrato d'argento.~Le 4594 19| cucina e per mezzo di una stringa glie la mettevano sul petto 4595 13| cimitero; nelle mani sudice stringeva un mazzo di crisantemi che 4596 18| accoppiate sul seno inaridito stringono sovente fioretti di selva.~ 4597 19| rattoppato, era nel fondo, strippato. "Bronzino" tutto quello 4598 21| il "Palazzo", fradicio da strizzare, sotto un leccio.~La notte 4599 20| Santissimo. Fiele, che era uno stronco d'uomo e si teneva su con 4600 8| levame, si nettò le mani stropicciandosele l'una con l'altra, le stiepidì 4601 17| affondava sempre più giù, degli strosci d'acqua mi avevano ammollato 4602 19| giovanottino, non hai mai visto strozzare i lupi? "Spara orsi" in 4603 16| commemorazione. L'oratore strozzava nelle sue mani ufficiali 4604 15| carcerati non abbiano ferri o strumenti atti a procurarsi la fuga.~ 4605 11| la polenta e degli occhi strutti nell'orbite, condotto costì 4606 19| erano spiaccicate delle studentesse miopi, la tomba in gesso 4607 19| una lapide, i saggi degli studenti, l'edera del cortile, il 4608 15| gentili.~Nell'Educandato gli studi si compievano in nove anni: 4609 19| s'insegnava, l'andavo a studiare per i campi.~Il mio compagno 4610 14| asserendo che se io avessi studiato sarei diventato un secondo 4611 19| della "Ruota".~ ~L'amico che studiava con me e aveva una gamba 4612 19| passato nei Poveri Vecchi, e studio a spese del "Ritiro". Ho 4613 3| marina. Quando le gru a stuoli si levavano verso il padule, 4614 12| Canaglia" e il contadiname stupirono. Per quei sempliciotti la 4615 17| morelli che mi fissavano stupiti; un viso martellato, spolpato 4616 3| sopra un tappeto. Ogni tanto stupiva il biancore di una statua 4617 4| le fratte del Rimortaglio stupivano di intensi verdi e di nero, 4618 8| colpiva il cuore, inusitati stupori e spaventi mi ferivano l' 4619 11| risolutiva e manesca, mi dava dei subbissi di schiaffi urlando come 4620 7| avvenimenti stavano per succedere: funerali o danze. Quella 4621 13| teniamo e tu la scanni.~– Gli succhi il sangue come un foinco!~– 4622 19| asseriva che i pidocchi succhiano il sangue cattivo.~La notte, 4623 5| pidocchi, che lima l'anche e le succide e le infiamma, tela ergastolana, 4624 20| vicino sonnolento; un moretto sudanese col tarbusce rosso in capo, 4625 13| del cimitero; nelle mani sudice stringeva un mazzo di crisantemi 4626 19| imputriditi e il lezzo del sudiciume rincotto. A un altro, che 4627 1| fronte arida come il cuoio sugatto. Le ciglia l'aveva così 4628 8| culla come un turacciolo di sughero dentro una bottiglia sciaguattata 4629 19| paio di scarpe a doppia suola e tutte chiodi sotto; il 4630 1| assorto. Egli si distraeva suonando, nelle ore di quiete, una 4631 6| medesimo legno e ne trasse dei suoni come di flauto.~Dai greppi 4632 21| quello.~La chiesa vecchia suonò un doppio di campane a morto. 4633 12| frangergli le gambe per la superstizione del venerdì, ma Cristo la 4634 1| 10 MARZO 1896~CARLOS~ ~La superstiziosa "Canaglia" asseriva che 4635 12| suo Divin Padre, si coricò supino sulla croce; inchiodate 4636 11| rimanevano a mani vuote, supplicavano dai ferri del cancello gemendo 4637 17| fisso negli occhi e con voce supplichevole mi domandò:~– Ne ha lei 4638 7| pizzicava. Io lo guardavo suppliziare il cliente ed egli, per 4639 1| come uno che sta per essere suppliziato, vaneggiando: El prisionero 4640 7| ardito verso il "Palazzo" suscitava intorno a come una marziale 4641 14| dal Comune da cui ebbi un sussidio di ottanta lire annue.~Fu 4642 7| dalla morte.~Non so cosa sussurasse negli orecchi dei contadini 4643 14| incantavano spesso, ma Fortunato sussurrava: – Tanto è ciccia fredda.~ 4644 13| sogno.~Nel "Palazzo" la sveglia fu drammatica.~– La principessa 4645 2| acchiappare per i capelli e svelgere dal limo ove ero calato. 4646 11| botte di mia madre anzichè svelgermi l'anarchia dalla testa, 4647 7| sopra, e se il paziente si sveniva gli ciucciava addirittura 4648 16| alla moglie e quella si svenne come mia madre. Mio zio 4649 7| le sorelle di mia madre sventolarono i fazzoletti, e mia madre, 4650 21| dei morti, la cantoniera sventolò una bandiera verde. Colore 4651 6| mamma mi cullava~O bimba sventurata mi diceva.~Povera donna, 4652 17| riapparire lontano, morello, svergazzato con gli occhi schizzati 4653 5| condime, spremuto dopo aver sverginato l'olive per quello Santo 4654 13| Entrò, si tolse il cappello, sverrinando da una tomba all'altra andò 4655 17| di sopra dei vetrici che svettavano come anime perse s'intravedeva 4656 15| donna. Mano mano che lei sviluppava, la mia disperazione aumentava.~ 4657 10| Calvino!~– Il Tiberio della Svizzeracommentava enfatico il 4658 18| preziosi libri finivano dal tabacchino, infilati in un ferro da 4659 12| conficcandolo nel terreno, taccandolo di cugni fatti nella ceppa 4660 8| bianco e smeraldo musicava di tacchettii sottili il fremito impetuoso 4661 13| selve dei Rimortaglio, al tacchettìo dell'ugnoli sul pietrato, 4662 6| ascoltava i lagni dei figli tacendo. La Milla proveniva da una 4663 6| verde gemeva, o se la rana taceva inebriata dal forte odore 4664 8| e lamentevoli, e le rane tacevano, e i rospi uscendo dalle 4665 10| fra di voi esisteva una tacita intesa. Chi è quel signorino 4666 20| le fondamenta. Le gondole tacite vellutavano l'acque nere. 4667 13| donna Elvira, era la più taciturna e la più sola. I grandissimi 4668 20| avevano illividito. Io gli tagliai la strada e gli diedi la 4669 17| barchetta, le acque, frante dal tagliamare, si rovesciavano dalle parti 4670 20| nel mare.~Nietzsche, nome tagliente come una zolla insidrita 4671 20| quando egli l'accocca col tagliolo. – Noi siamo al di del 4672 6| ferro battuto, la guardavano tagliuzzare quella verde grazia di Dio, 4673 | tali 4674 13| unge di petrolio come una talpa e gli si fuoco.~– Ma 4675 19| lungamente. Il caligo del Tamigi gli mozzò il fiato e la 4676 13| il canale.~– Se è nella tana, s'unge di petrolio come 4677 8| e i rospi uscendo dalle tane saltellavano, e i fiori 4678 19| pessimista, acetata dalle tanfate di vino, ingarbugliava quelle 4679 | tanta 4680 15| dalla disperazione e mi tapinavo, non visto, sul fogliame 4681 15| madre sbracciò, urlò, si tapinò, disse che ero la sua dannazione.~– 4682 3| pareva di camminare sopra un tappeto. Ogni tanto stupiva il biancore 4683 11| civette. Un altro era un tappezziere cieco da un occhio che leggeva 4684 20| un moretto sudanese col tarbusce rosso in capo, tutto vestito 4685 7| Ite a trovar Gesù~E non tardate più ch'Egli è già nato.~ ~ 4686 20| carabotto di prua di una tartana e dormii su delle vele abbisciate 4687 20| sicuro delle Zattere, le tartane del mio paese, le cabarre, 4688 5| acetate, incrostate di tartaro, dentro le quali, per il 4689 6| il foro, l'inzeppò in un tassello del medesimo legno e ne 4690 5| casa al buio e camminava tastoni sicchè pareva cieca, e così 4691 21| composto in una cassa di tavole, già coperta dalla terra 4692 19| fondaco di Bronzino v'era un tavolone su cui era scritto a caratteri 4693 5| tela ergastolana, tela da Tebaide, tela che eleva, tela con 4694 | teco 4695 14| capelli anellati.~ ~Nei tedi invernali io disegnavo. 4696 20| infastidito da una domanda tediosa: Giovanotto, le carte! Lo 4697 4| invasato di mobilità e, per temperamento, in contrasto stridente 4698 20| come un gigantesco lapis temperato, pareva forasse le stelle. 4699 11| infanzia passò tra due opposte tempeste: nel "Palazzo" si aggiravano 4700 8| assumeva l'aspetto di un'Aurora tempestosa.~Se io le davo, in quell' 4701 15| alla trattoria che aveva le tendine ricamate. Io li guardavo 4702 19| affossati e ardenti, tra la tenebra di un vestito nero, con 4703 8| abissare, in questa voragine tenebrosa, il tutto. Riuscivo a cancellare 4704 7| bastone accennando il bosco tenebroso, era colto da terrori e 4705 20| la mano affabile. Fiele tenendo nella sua scarnata la mano 4706 14| faceva le pine lo calava giù, tenendolo per il cappio, la gente 4707 21| addosso.~– Di questo ne hai a tener di conto come una reliquia – 4708 13| posammo le nostre labbra teneramente sul capo perchè ci pareva 4709 5| sulle redole verdi d'erbe tenerelle, le galline razzolavano 4710 13| e alla loro sapienza per tenerli in continuata temenza. Una 4711 11| frase: – Quel figlio bisogna tenerlo d'occhio e vedere con chi 4712 8| bottiglia sciaguattata e dovevo tenermi forte alle sponde per non 4713 10| rifischiò il Lucchesi.~– Tenetelo, figlioli – gridò il maestro.~ 4714 18| sei o sette libri e li tenevo nella comodina come reliquie. 4715 13| tutti man forte. Noi la teniamo e tu la scanni.~– Gli succhi 4716 2| al gelo tornò in e mi tenne sulle spalle come San Cristoforo. 4717 19| una quindicina d'anni mi tennero all'Ospizio, poi, non avendomi 4718 17| sbatacchia la testa sui legni e tenta, poverino, di chiamare il 4719 7| arruolamento di garibaldini per tentare uno sbarco in Dalmazia.~ 4720 19| seduto sul pozzo come ora, ho tentato di allacciarmi una scarpa 4721 18| cercano di scappare dalle tentazioni del demonio.~– Allora sarà 4722 2| al cancello della Reale Tenuta c'era una rimescita di vino 4723 15| scarcerazione.~Il custode sarà tenuto, tre volte al giorno, ad 4724 19| Anatomia, l'Architettura, la Teoria dell'ombre, la Prospettiva, 4725 13| stelle, mungevano le poppe tepide delle pecore. Colmavano 4726 20| carnagione cerea pareva, al tepore del sangue, cedesse. Anche 4727 10| tuo...~Col Pater nostro terminò la prima lezione.~Fuori 4728 1| mani erano ancora scabre e terragne, e avevano ancora il cavo 4729 18| XVIII.~ ~Tra gente di mare e terrazzani ricordo che in quei tempi 4730 12| legno conficcandolo nel terreno, taccandolo di cugni fatti 4731 20| il manicomio di Quarto. I terribili urli che venivano di giù 4732 11| quel tragitto una volta fui terrificato da un orrido spettacolo: 4733 13| acqua della vasca, prima tersa come il cielo, crebbe il 4734 10| fuori porta i ragazzi di terza la rileggevano con certo 4735 10| volta capitava a fare il terzetto un prete vecchio e aggufito 4736 1| boccheggiava come un luccio. Il terzo, era il "signor Orticosa": 4737 21| ossario c'erano affacciati dei teschi dissepolti che parevan volersi 4738 14| pelle gialla che fodera il teschietto, parietali freddi e bianchi 4739 17| sul collo scardinato, un teschione mostruoso con la bocca avida 4740 17| scricchiolio di ossa e di legni.~Io tesi gli orecchi verso la tenda 4741 2| contesa alla morte che mi ha teso più di un'insidia: un giorno 4742 18| materasse per vedere se qualche tesoro fosse stato cucito tra le 4743 8| esili, ondeggianti, pareva tessessero tal fremito e lo sciogliessero 4744 6| salavano il porco. La madre tesseva in casa la lana per il verno 4745 10| costume.~Noi che s'era stati testimoni, si aspettava invece la 4746 13| Toccatelo ma piano. E non sulla testina che l'ha dolca. E non l' 4747 18| statura, avvoltolato il testone in un crespo nero, tritava 4748 10| verso noi il collo come una testuggine, ci urlò: – Pidocchiosi!~ 4749 8| lacrime.~Come mi appariva tetra la morte coronata di castighi: – " 4750 13| dipinti di pece, spiccavano tetri. Mio padre andava a distruggersi 4751 14| pittoriche che risentivano il tetro del luogo da cui era uscito.~ 4752 21| oltre quell'incantesimo, coi tetti rossi dove si spense la 4753 10| nomi strani: Calvino!~– Il Tiberio della Svizzera – commentava 4754 6| acciaio freddo e nel gran seno tiepido prepara lo scoppio delle 4755 12| come un grande dipinto del Tiepolo. Le principesse volavano 4756 7| donne che avevano avuto il tifo; li scardazzava poi ad un 4757 7| fare increspare i capelli tifoidi fosse la saliva e così dava 4758 15| tremavo.~Sul vialone dei tigli, i vecchi sedili di pietra 4759 5| telare: tela di canapa di tiglia soda che rode la pelle come 4760 12| di una stoffa color del tiglio secco. Due file di panconi 4761 14| granturco per liberarle dalle tignole.~Le magagne delle lor teste 4762 3| Al suo apparire, la gente timorata s'infoltava nella selva, 4763 15| affettuose sorelle, figliuole timorate e donne gentili.~Nell'Educandato 4764 2| di mangiare l'aglio. Nel tinaio, a sciaguattare le botti, 4765 8| che, a toccarlo, dovesse tingere di nero come il sacco delle 4766 13| abbagliato dai fanali del Tino e di Livorno.~Quando al " 4767 19| messa una croce di ferro tinta di nero.~La "Ruota", macchina 4768 14| ciuffetti di capelli tinti e ritinti, strinati dal 4769 7| di cosmetico nero per la tintura dei baffi bianchi, ma quella 4770 1| non erano compresi tre tipi strani che vivevano come 4771 16| carabinieri. Fu un molla e tira, tra agenti e folla, in 4772 2| barboso, avaro, tirchio, tirannico. Ricordo che quando egli 4773 2| maggiore non aveva la forza di tirarmi su e mi teneva pei capelli 4774 19| e il "Cavaliere" dovette tirarsi nel fiume e guadagnare a 4775 19| sane. Ricordo un cappotto tirato sopra uno scheletro e un 4776 2| vecchio, barboso, avaro, tirchio, tirannico. Ricordo che 4777 6| reale, i capelli bianchi tirenti, scriminati che si acchiocciolavano 4778 10| costole troncate.~– Al mio gli tiri sodo alla via del capo che 4779 7| della campagna dell'alto Tirolo, e, andando con passo ardito 4780 20| follìa vagabonda afferrava il Titano, egli passava come un'ombra 4781 8| miagolava per il vento, i tizzi sfavillavano. Un Crocifisso 4782 14| sbarbato volti e tosato zucche. Toccare quei visi setolosi, mantrugiare 4783 8| Nerone, mi pareva, che, a toccarlo, dovesse tingere di nero 4784 13| una fossetta sul capo.~– Toccatelo ma piano. E non sulla testina 4785 8| rame contorte: allora io toccavo la fronte umiliata sul pacciame 4786 15| le candele, i frati, i tocchi delle campane a morto, una 4787 14| nell'ore bruciate, fra il tocco e le due, quando comincia 4788 21| È vergogna, è vergogna!~Togliemmo allora dal banco il mio 4789 14| lontano da tutti, sul mare, lo toglievo da un portafoglietto che 4790 16| del tempo mi legarono e mi tolsero da quella specie di muda 4791 17| tavola apparecchiata; sul tombolo, tanto era grande, sarebbe 4792 12| mitrato lesse su un grande tomo di carta pecora poggiato 4793 10| vecchio e aggufito con una tonaca tutta spolverata di tabacco 4794 6| era lei che condiva nei tondini la zuppa, uguale e all'uno 4795 19| tutte chiodi sotto; il petto tondo lo costringeva al costato 4796 9| pelle a un gancio. Ne faccio tonnina. Signore, ci siete? – erano 4797 17| guaito di cane, di fischio di topo.~La donna indugiò nella 4798 19| si fermò aveva gli occhi torbati di sangue, e guardando la 4799 2| botti, ci stava un contadino torbido a cui dicevano il "Moro" 4800 5| per lo stamo che le donne torcevano sulla rocca leccandolo con 4801 2| che facessero della vita torchio. Egli che al momento in 4802 3| acre come il fumo di una torcia a vento.~ riposavano Enrico 4803 4| quelle del Calvario, e i tordi grigi sfalcavano dagli uliveti 4804 16| gli ventilasse davanti il torero, non avrebbe eguagliato 4805 13| cielo nero e un muglio di tori viene dalla Capraia e dalla 4806 4| soltanto quando nella Reggia di Torino le fu assegnato un piccolo 4807 12| Gerusalemme, lasso per i tormenti sofferti, e indebolito cadde 4808 15| silenzio, l'adolescente tornava verso casa ed io m'infoltavo 4809 19| vanisce come un'ombra.~– Se torni a casa a quel modo ti sfascio – 4810 7| corsetto aderente, e le anche tornite come anfore, entro un'invelatura 4811 16| d'ira che fece lume. Un toro, alla vista del telo rosso 4812 8| tramutava in una Furia. Così torpida di sonno, con gli occhi 4813 3| viaggi in terre lontane, nel torpore dell'incenso mortuario. 4814 6| Lucchesia.~ ~"In piccol cerchio~torreggiar Lucca a guisa di boschetto~ 4815 7| Tutta vestita di bianco, col torso rassodato dall'oprare, chiuso 4816 11| addosso la temenza della tortura truce. In essi io vedevo 4817 14| mia vita sbarbato volti e tosato zucche. Toccare quei visi 4818 2| così perchè, essendo egli toscano e remissivo, diceva sempre 4819 7| un barattolone di caffè tostato, se ne empì le tasche, perchè, 4820 19| passiva nei suoi movimenti, tosto che v'era deposto l'innocente, 4821 12| bianco esplodevano oro sulle tovaglie.~Il vescovo, deposti i paramenti, 4822 11| imprecando e mormorando, un tozzo di pane.~La mia infanzia 4823 17| finestre, le grondaie dall'orlo traboccavano l'acqua, tutto il padule 4824 7| nozze con una vedovetta traccagnotta e sellata su cui si fissarono 4825 14| occasione – e il mio padrone traeva da una cassetta teatrale 4826 14| bisogno d'un lavorettino – e traevano da certe borsette l'involtino 4827 6| porci.~Era la Milla che trafficava sul coppo dell'olio per 4828 13| sera un nostro amico fece traffico con lui. Il marito andò 4829 13| delitto ebbe delle conseguenze tragiche. L'ucciso era figlio di 4830 19| sartore, implicato in un tragico processo dell'Internazionale 4831 8| suoi movimenti facevano tragittare di qua e di .~Quella sera 4832 6| tamburo di sorbo massiccio tralicciato di sottilissimi fili, due 4833 3| architrave; di fuori si vedeva tralucere dai vetri sempre una luce 4834 15| di morte.~Quando dai pini tralucevano i righi gialli del sole 4835 13| taciturno. Anche in quei trambusti egli, e sempre all'ora medesima, 4836 16| e sulle mie spalle.~Nel trambusto, la sciarpa fu stracciata 4837 11| più piccolo? Ma qui c'è tramescolata dell'anarchia.~– Stai zitto, 4838 20| pena.~Quando il sole fu tramontato e tutti gli argenti serali 4839 17| fui trovata sulla spiaggia tramortita con il barchetto capovolto 4840 21| arido della muscolazione, trampolavano sui ceppi d'ontano degli 4841 19| cicatrizzate dai rammendi. Trampolò su delle scarpe a punta 4842 17| Quando sul mare c'è il trapasso delle stagioni, la vita 4843 13| chiavaccio all'uscio sgangherato, trapassò l'amico da una parte all' 4844 15| della medesima città.~Quando trapelavo che lo zio si recava all' 4845 8| proiettava sulle altre pareti dei trapezî neri che i suoi movimenti 4846 20| colto da miopia, pareva trapuntare con gli occhi tutta la sapienza 4847 13| dentro la chiesa; e facevano trasalire.~Moltissime finestre stavano 4848 13| andò alla tettoia nessuna trasandata vi era capitata.~– Se te 4849 13| in compagnia di tutte le trasandate di passaggio. Il padrone 4850 4| domenicano, Maria Teresa trascorreva la sua desolata vecchiezza. 4851 14| Dunque con un vituperio trascorse buona parte della mia adolescenza. 4852 1| dai trent'anni che aveva trascorsi tra la selva e la semina, 4853 7| sotto le grandi quercie, era trascorso appena un lustro da quando 4854 13| in compagnia di altri trascurati, giuocando per delle lunghissime 4855 13| Palazzo" cominciò ad essere trascurato. Anche se le edere si abbarbicavano 4856 17| stagioni, la vita e le cose si trasfigurano dal giorno alla notte e 4857 12| ritornò alla tavola, ma come trasfigurato: piccolo piccolo, tutto 4858 13| mia madre che ogni si trasfigurava.~Dormivo insieme al mio 4859 13| sembrava di cera; sul viso trasparente come la porcellana staccavano 4860 12| verginali, sotto gli sbruffi trasparenti e bianchissimi dei ricami, 4861 5| domenicano fu per sua volontà trasportato a Roma e sepolto nella cappella 4862 18| stecchita la loro Mamma!~Il trasporto fu desolato: un carro coperto 4863 1| cappellina, un carro funebre lo trasportò nel Cimitero di Viareggio. 4864 6| del medesimo legno e ne trasse dei suoni come di flauto.~ 4865 18| faceva gran meraviglia veder trattare da principini certi cani 4866 18| bastardi che la signora Ouida trattava come ragazzi di strada abbandonati.~ 4867 16| Il luogo da cui sei stato tratto or ora, che io per rispetto 4868 15| viale buono, andavano alla trattoria che aveva le tendine ricamate. 4869 6| tutti gli opranti chiamati a travagliare per quel giorno sul "posto".~ 4870 8| del destino, non avrebbe travagliato attenta come mia madre.~ 4871 5| Rimortaglio che aveva dato le travature alla casa, il timone ai 4872 19| grimaldelli pendeva dal trave come un mazzo d'uccelli 4873 11| corridoio, e io dovendolo traversare tutto con uno di quei fogli 4874 2| remissivo, diceva sempre nelle traversità della vita: Giovasse: gioasse. 4875 13| corpo in un mantello nero, traversò l'immenso bosco tenebrato 4876 1| che era come un ricamo di travertino sopra un corpo bene architettato. 4877 14| anni alla "Saffo" e alla "Traviata".~– Le pare! E poi io porto 4878 6| pavonazzo come il soffitto travicellato di castagno rude e le pareti 4879 12| ccercare il mi' figliolo.~Che è tre-g-giorni ch'un lo trovo.~Ni rispose 4880 7| passare di bocca tutta la treccia.~Fortunato riteneva che 4881 1| spettro del "Generale".~Tredici mesi dopo la sua morte, 4882 13| lunghissime ore. Tutta la tregenda di quel "Casone" mi aveva 4883 13| fiammate. Per tutto il giorno tremava come una bimba. Così intirizzita 4884 17| avvicinai alle sue gambe che gli tremavano come giunchi.~Il barchetto 4885 15| alleggerivo il peso dei passi e tremavo.~Sul vialone dei tigli, 4886 1| era alta, rassodata dai trent'anni che aveva trascorsi 4887 20| Corot e alla banda nera del trenta.~Finchè dal taglio quadrato 4888 1| femmine e maschi, erano trentasei: Italiani, Spagnuoli, Austriaci. 4889 13| porta. Mia madre chiese trepidante: – Chi è?~– Son io – rispose 4890 13| ascoltò le parole del suo trepido cuore; amò, riamata, il 4891 7| ciliegio faceva sul ghiaino dei triangoli e delle sfere. Quante volte 4892 12| la Giudea.~Dodici sono le tribù che abitarono le sponde 4893 14| potevamo mandare davanti al tribunal di Dio così. Guardatelo!~ 4894 15| arrestati per ordine del tribunale dovranno spogliarsi del 4895 6| festuca s'imporpora, egli, col tridente cavato dal ramo di un noce, 4896 20| Ponte.~I giardini pensili trinavano il cielo di foglie e parevano 4897 8| mistero della Santissima Trinità.~Allora il mio cervello 4898 12| pochi giorni prima entrava trionfante in Gerusalemme tra l'acclamazione 4899 15| innanzi tempo, impallidì tristamente, colori autunnali le piovvero 4900 13| bucati. La vedo ancora nei tristissimi inverni uscire di sulle 4901 3| dei posti vicini, gente trita e contrita, servizievole 4902 21| goccioloni gelati. Sapendolo così trito, tutti se ne corse in cerca, 4903 5| ontano.~Quante olive aveva tritolato la ruota del frantoio, cavata 4904 16| della caserma andarono in tritumaglia. Un agente dal finestrino 4905 18| ne sono alcuni con certi tritumi di parole che fanno spavento!~ 4906 6| faceva in quattro per i trogoli. I nepoti, dispersi per 4907 6| i maiali grugolavano al trogolo, le galline razzolavano 4908 10| mandi a case con le costole troncate.~– Al mio gli tiri sodo 4909 11| una dinastia bandita dal trono ed i resti di uno stato 4910 | troppo 4911 7| Levate su pastori,~Ite a trovar Gesù~E non tardate più ch' 4912 17| figliuoli?~Non risposi: capii di trovarmi di fronte ad una grande 4913 8| Credere mi schiacciava e trovavo un sollievo soltanto a mormorare 4914 12| è tre-g-giorni ch'un lo trovo.~Ni rispose Madalena:~– 4915 7| era stata sbaragliata e trucidata, verso i Pirenei, l'armata 4916 4| Carlo III, Duca di Parma, trucidato da Antonio Carrà. Maria 4917 21| ombre da cui si levavano tubando i piccioni, e la boscaglia 4918 6| crocidar della gallina e il tubare dei piccioni lo consolavano, 4919 6| zampava imperiale, i piccioni tubavano sotto le gronde. Mio nonno, 4920 19| divorato nelle carni dalla tubercolosi, nell'anima dalla passione.~ 4921 11| un altro era un calzolaio tubercoloso il quale voleva far tutto 4922 17| gorgoglìo d'acqua come in un tubo intasato.~ 4923 15| righi gialli del sole che si tuffava nel mare e i brividi bianchi 4924 13| perdizione, i delfini si tuffavano seppellendo nel mare i muggiti, 4925 10| delle sassate; i matuffi dei tuffi fatti sopra le pietre, i 4926 13| imitò la gran cassa: – Tum! – e uscì.~La mattina fu 4927 9| le schiarivano le labbra tumide e spente. La "monaca" era 4928 19| indolente come un enorme tumore. La madre dilupata dall' 4929 7| portava a maturazione i tumori maligni, estirpava le ragadi; 4930 16| primo arresto clamoroso.~Nel tumulto di un corteo c'era, in testa 4931 12| aprendo la bocca feroce e tumultuaria lo battè perchè risorgesse. 4932 | tuoi 4933 8| dentro la culla come un turacciolo di sughero dentro una bottiglia 4934 20| per molto tempo non fu turbato nel suo lavoro; il cervello 4935 17| corpo tarchiato.~Il vento turbinò sempre più forte, il lago 4936 18| libri del destino le parole turchine della predizione.~Una mattina 4937 20| un grande acquerello di Turner messo a liquefarsi alla 4938 18| ortolani, dei ciabattini ubriachi e rividi la ragazzona che 4939 13| andò al caffè notturno, si ubriacò; poi tornò a casa e con 4940 18| morta.~– È rimasta come un uccellino! – commentava la ragazzona – 4941 13| Aridamme Aurooooo!...~Essendo l'uccisore imprigionato, "il Terracinese" 4942 13| maggiore quando una notte udimmo in camera come il belar 4943 20| cura. I gridi della follìa uditi al di di una muraglia 4944 16| strozzava nelle sue mani ufficiali un ciuffo di cartelle commemorative.~ 4945 15| dovranno assistere ai divini Uffizii".~Il Bagno e l'Educandato 4946 1| San Francesco recitavano l'uffizio dei Morti. La "boina" carlista – 4947 18| cani che, quella mattina, uggiolavano per la camera dove sul letto 4948 11| marmava.~Il "Palazzo" mi uggiva. Il terrore della divinità 4949 13| Rimortaglio, al tacchettìo dell'ugnoli sul pietrato, alle sorelle 4950 20| catena, ma la gente si fermò ugualmente sui quattro canti di Portoria 4951 12| d'essere nell'Orto degli Ulivi! Se poi la sua disperazione 4952 11| ogni erba un fascio e, per ultimo, un maniscalco che ferrava 4953 3| di languore, occhi vivi, umani, penetranti, pieni di fatalità. 4954 11| d'acqua salsa, erano di umano, le mani invece sembravano 4955 5| per quello Santo che aveva umettato le fronti e i polsi di tutti 4956 21| dipinta di piombaggine; pareti umide e scure come quelle di un 4957 7| si sputava sulle dita ed umidiva la parte.~Altri prodigi 4958 4| servi. Anche mio padre.~La umile Pieve di San Martino era 4959 4| buona, attendeva, pregando e umiliandosi, i ritorni dell'invasato, 4960 9| mansueti.~Beati quelli che si umiliano.~Una sera Gesù si ritirava 4961 12| chiesa tanto stavano giù umiliati.~Mia madre che per salvarmi 4962 8| il cielo implacabile mi umiliava sotto la sua sterminata 4963 11| canto solenne.~Anch'io mi umiliavo sulle pietre e quel freddo 4964 1| patimenti mortificato dalle umiliazioni era florido e tarchiato. 4965 12| battesimo... L'olio nasce dall'umor della terra e per la parola 4966 13| canale.~– Se è nella tana, s'unge di petrolio come una talpa 4967 4| Wurtemberg a Brunswich, dall'Ungheria a Praga compiendo pazzie 4968 15| stato meglio così. – Sono le uniche parole che ricordo di quel 4969 6| quattro panconi erano gli unici mobili del salone. Dal centro 4970 13| il figlio, vestito con l'uniforme dei cosacchi, apparivano 4971 17| policrome, si annientano nell'uniformità di un tono uguale; il mare 4972 21| Se eravamo stati tutti uniti il nostro parentado avrebbe 4973 4| I singhiozzi di lei si univano al perenne lagno del canale 4974 12| pronunziando preghiere gli unse la fronte.~Il pranzo fu 4975 20| madreperlati dalla lordura unta dove galleggiano polpe le 4976 13| lingue nere dei capelli unti, due occhi che uno guardava 4977 2| rendono sempre un sito di unto anche se si sgrumano colla 4978 12| sembrò che fosse l'estrema unzione.~Il pranzo fu condito di 4979 1| di colore tabacco – è d'uopo si sappia che io fui garzoncello 4980 14| terra, fronti mondate come uova e qua e ciuffetti di 4981 6| la natura avvertiva che l'uragano era imminente. Ma se il 4982 10| la scuola e il cimitero urbano ci fossero delle relazioni.~ 4983 14| secondo Raffaello Sanzio da Urbino.~Allora mi capitò di fare 4984 11| dei subbissi di schiaffi urlando come spiritata: – Ti ce 4985 10| vendetta, è una vendettaurlarono in coro le madri tentando 4986 5| Si battevano il petto e urlavano; Mia colpa, mia massima 4987 4| era già di pietra sopra un'urna quadrata. I singhiozzi di 4988 7| lancette in disuso, i cerotti usati e le bende. Tutti questi 4989 8| rane tacevano, e i rospi uscendo dalle tane saltellavano, 4990 13| la gran cassa: – Tum! – e uscì.~La mattina fu trovato a 4991 12| abbracciaste~O figlio che uscisti di questo corpo~oggi è quel 4992 7| dei guai seri facendone uso nel "Palazzo" a guisa di 4993 7| soldati, combatteva gli usurpatori sotto la fiera divisa: Dio, 4994 7| Filippo V e di Isabella usurpatrice.~Il re si era battuto in 4995 7| cassetta dei ferri e degli utensili non dimenticava mai una 4996 14| la mia infanzia non fu vaga indefinita. Poche idee, 4997 20| emunto. Quando la follìa vagabonda afferrava il Titano, egli 4998 11| progenie dei viandanti, dei vagabondi, degli accattarotti, tutti 4999 18| Dice che i cani sono anime vaganti che cercano di scappare 5000 20| di stelle. Molte stelle vagavano liquefatte sotto le gondole. 5001 17| con il loro zampognare, un vago presentimento di morte. 5002 2| guardarobiera butterata nel viso dal vaiolo... Poi, v'era il fattore, 5003 20| l'idea di fare il "sacco" vale a dire di farmi caricare 5004 6| dominava tutta la Pieve e la vallata che rendeva la eco delle 5005 7| della chiesa era popolato di valligiani attoniti che, incuriositi,


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