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| Alfabetica [« »] l 15 l' 404 la 805 là 59 labbra 7 laboriosa 2 lac-cusius 1 | Frequenza [« »] 63 signor 63 subito 61 uno 59 là 58 egli 58 suoi 57 dopo | Achille Giovanni Cagna Alpinisti ciabattoni Concordanze là |
Cap.
1 Ded| della mente, si è già al di là della fortuna.~E pensare 2 Ded| fossatello, dicono: — Di là1 c'è la marmaglia, la plebaglia, 3 1| branco che si pigiavano là entro.~Il cocchiere frustò, 4 2| cappella dell'Ossario. Di là già si spiegava il panorama 5 2| erano messi in marcia di là a mezzanotte, passando la 6 2| nani, quei gozzuti buttati là per decorazione, destavano 7 2| meraviglia, e una volta che si è là... che cosa? una chiesa 8 2| specchio appannato. Qua e là stagnavano chiazze glauche, 9 2| di gentiluomo, egli stava là ritto, fiero, occhieggiando 10 2| occhieggiava sbadata qua e là, senza por mente ai discorsi 11 2| silenziose, disperse qua e là nella penombra.~Sor Gaudenzio 12 2| serafica di Ignazio Cantù:~ ~« Là dell'isola nel mezzo~« Ove 13 2| E al suo cielo risalì,~« Là dell'isola nel mezzo,~« 14 2| Gaudenzio, poveretto! era sempre là, ed un po' per volta aveva 15 2| Accidenti che botta... va là tira innanz... bagolon d' 16 3| vivacità giovanile.~E più in là, eccone un altro bianco 17 3| dappertutto e tratto tratto qua e là scoppiavano ilarità fragorose.~ 18 3| senza fastidii.~C'erano là in mezzo tipi strani, disparatissimi, 19 3| riuscire. Come si fa a star là muso duro, con persone sedute 20 4| il tempo; e di qua e di là, balcone spalancato, con 21 4| subito nella sua camera.~Di là in sala cresceva il frastuono 22 5| ora all'Alpe Giumello, e là si troveranno bene.~Gaudenzio 23 5| strada era saltato più in là, sopra un fianco di montagna 24 5| smalto trapuntati qua e là di zuccaje che stendevano 25 5| Giumelli che l'aveva tirata fin là.~— Più in su, le fu risposto, 26 5| qui, l'è quella che va giù là sulla strada?~Ed era proprio 27 5| un dolce declivio: più in là si ergevano monticoli ravvolti 28 5| non poteva capitare.~Al di là del torrente ricominciava 29 5| bassi meandri della fratta. Là entro serpeggiava un freddo 30 5| gridò Gaudenzio.~— E pura là gh'era el senter.~— Gh'era 31 5| Sannazzaro, due passi più in là della sua drogheria, c'era 32 5| comodità? Si stava tanto bene là! ed eccoli adesso per la 33 5| ancora che indugiassero là entro, il tramonto li pigliava 34 5| gli sbarrava la strada.~— Là, ghe una scapiota! — sclamò 35 5| franate per scendere fin là. Egli tanto e tanto se ne 36 5| come un arcangelo.~— Ehi là, brav'uomo? — gridò Gaudenzio — 37 5| benedetta strada?~— Più in là. — Rispose la guida senza 38 5| pelle lasciarla proprio là, in quella gola da lupo! 39 5| colleghi briganti erano là, appiattati nelle macchie 40 5| dalla colazione. Più in là, sull'erba arsiccia, pascolavano 41 5| troppo dilungato.~Stette là piantato in mezzo al sentiero, 42 6| sedili di poppa, e stavano là addossati l'uno all'altro, 43 6| i passeggieri, e stavano là al timone, appoggiati contro 44 6| n'era andata al mondo di là, ed egli non si era deciso 45 6| Gaudenzio e Martina sempre là rannicchiati dietro la ruota 46 6| buricon d'un buricon... va là che te set un bel merlo 47 6| molto incomodo.~Stettero là rannicchiati per oltre un' 48 6| bella cosa potersi ritirare là sotto, andar dritto fino 49 6| dritto fino a Gozzano, e di là a Sanazzaro subito per ferrovia! 50 6| netto le gambe, e stava là, poveretto! rassegnato, 51 6| bicchiere.~Si mangiava bene là entro; quei signori sapevano 52 6| quella che dico io... quella là che so io... il suo Bartolomeo, 53 7| ore, e la poveretta sempre là accoccolata, un po' su, 54 7| nè un interrogativo al di là delle quotidiane consuetudini, 55 7| ricordanze penose.~Ecco là in fondo la Rosetta, l'amorosa 56 7| diligentemente, e Martina, là stremita, pavida, e pur 57 7| egli non ebbe cuore di star là fermo; fece due passi in 58 7| volse, ma il dottore era là col ferro levato, e Martina 59 7| ella ebbe finito, e stava là con la faccia torva e gli