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| Alfabetica [« »] epistrofe 1 epopea 1 eppoi 2 era 281 erano 89 erasi 1 eravamo 2 | Frequenza [« »] 317 i 303 del 299 non 281 era 279 gaudenzio 258 da 230 ma | Achille Giovanni Cagna Alpinisti ciabattoni Concordanze era |
Cap.
1 Ded| scampagnata.~Compagno nella gita era il nostro caro Giuseppe 2 Ded| rammenti? povero giovane! era la nota gaja, festosa della 3 1| sportello, ma il treno si era già rimesso in moto, e vide 4 1| irrigazioni della faccia si era legato il fazzoletto a mo' 5 1| E dopo questo signore c'era lui, Gaudenzio Gibella, 6 1| ventina d'anni.~Madama Martina era in gran montura, ma non 7 1| costrettura del busto, che non era solita a portare.~Vestiva 8 1| bisticciavano sottovoce. Martina si era fatta sempre più stizzosa, 9 1| sospirato. Madama Martina si era rimessa la scarpetta, e 10 1| il vagone di prima classe era tutto per lui solo.~Una 11 1| aristocratico giovinotto che era sempre stato sulle spine 12 1| pigliare il fresco. Il battello era già lontano; si vedeva in 13 1| sull'acqua bigia; il lago era solcato di barchette che 14 1| Chiesero una camera; ce n'era una ancora, proprio l'ultima 15 1| di sugo nerastro.~Non c'era verso di addentare quella 16 1| tovagliolo per cacciarle, ma era come rimandare l'acqua alla 17 1| al di fuori.~Ormai ella era sicura che quel signore 18 1| sicura che quel signore era più imbecille che borsajuolo.~ 19 1| dimenticare, che per lui non c'era più nè speranza, nè allegria 20 1| povero signor Noretti, era rimasto come avvelenato 21 1| capelli. Più volte Martina era intervenuta per interrompere 22 1| disgraziato non la finiva più.~Era troppo! Martina ricalzò 23 2| la finestra per vedere se era bel tempo; ritornò sul letto 24 2| approdava.~Sul ponte di sbarco v'era un crocchio di persone che 25 2| la pelle del soppiede si era raggricciata; bastava stirarla 26 2| primo tratto, Gaudenzio, che era innanzi, si fermò per tirare 27 2| nero, sclamò:~— Quela lì l'era la crapa d'un pret.~E ricominciarono 28 2| ricominciarono la salita.~La strada era battuta da contadini, uomini, 29 2| Martina stanca, sudata, si era buttata sopra uno dei sedili 30 2| un'Ave Maria.~Il cicerone era già sul limitare della cappella 31 2| con tre salti da becco, era già sulla gradinata della 32 2| lontano.~Ma a cavarsela era il guaio! Lo scagnozzo li 33 2| tediosa Via Crucis.~Martina si era una volta fermata contro 34 2| ignoranza, Sor Gaudenzio era diventato volteriano senza 35 2| volontieri.~La giornata era afosa, guardando giù dal 36 2| lettura.~Il primo articolo era intitolato: Heiniana. Non 37 2| sull'ultimo foglio dove era scritto a lettere grosse: 38 2| Gravia!! Ah perdinci... era la prima volta che rideva 39 2| cristian!~Anche Martina era di questo parere, e mangiava 40 2| persona di loro conoscenza.~Era il professore che avevano 41 2| sempre solo.~Sor Gaudenzio era lì per salutarlo, ma colui 42 2| andava bene, che il letto era magnifico, e che quanto 43 2| Egli guardò l'orologio; era l'una dopo mezzodì. Chiusero 44 2| cromolitografia.~Il bacino era una stemperatura di lapislazzuli, 45 2| pagare a dovere; e se c'era un po' di maretta, una nuvola 46 2| inglese, nè corvo; egli era semplicemente impiegato 47 2| con vivacità giovanile. Era una combriccola di belle 48 2| arrivavano mezz'ora prima, c'era un superbo spettacolo di 49 2| Decisamente quel professore era una perla.~S'incamminarono. 50 2| col suo nuovo amico, e già era dietro a raccontargli i 51 2| paese.~Ormai, diceva, egli era tranquillo. Il suo primo 52 2| primo figliolo, Leopoldo, era abile quanto lui nel maneggio 53 2| resto. La casa che abitava era sua, eppoi aveva anche un 54 2| berta in sacco.~Adesso non c'era più pericolo di matrimonio, 55 2| matrimonio, perchè Rosina era morta da quasi quattro anni, 56 2| chiacchiere di ciane. Il grave era qui, che adesso quel fanciullo 57 2| sicuro; ora che non c'era più la Rosina, il suo Leopoldo 58 2| Rosina, il suo Leopoldo si era innamorato del bambino, 59 2| la fine, anche madama si era intromessa nella chiacchiera, 60 2| proclamando che in ogni caso ella era tal donna da mandare a monte 61 2| di questa storia, che si era svolta per le lunghe, si 62 2| disposti a mettersi in tavola.~Era notte fatta.~Il professore, 63 2| intonaco chiazzato di umidità, era scarsamente rischiarata 64 2| scarpetta.~Il professore si era spicciato già da un pezzo 65 2| cuore.~Madama Martina invece era più tollerata che accetta 66 2| opuscolo il lago di Iseo, dove era stato nelle vacanze.~In 67 2| ma che quel professore era un uomo di testa.~— Signor 68 2| accettato.~Ma Gaudenzio era fisso, ed insistette con 69 2| ancor posato in tavola, che era già colmo, e dovette di 70 2| e versò.~Quel barolo era proprio buono, ed ajutato 71 2| capida subito che lui l'era un omo de testa/...~Il professore 72 2| testa/...~Il professore era in vena; ingollò il quarto 73 2| sta in pè!~Martina che già era accesa, diventò vermiglia, 74 2| quali ab antiquo la riviera era popolata di draghi, di mostruosi 75 2| dominazione Romana, la riviera era considerata come un punto 76 2| Quel birbante di cuoco, che era lì sull'uscio, fumava tranquillamente, 77 2| egli, povero Sor Gaudenzio, era lì sotto le tanaglie, e 78 2| la frega de andà in gir!~Era un pezzo che Martina lo 79 2| ma Gaudenzio, poveretto! era sempre là, ed un po' per 80 2| tempi di mezzo!~Giacchè era fatta, e bisognava starci, 81 2| svegliarli per avvertirli che era tempo di andare a letto.~ 82 3| a casa.~Anche Gaudenzio era di questo parere.~La piazzetta 83 3| questo parere.~La piazzetta era pavesata per la festa; lungo 84 3| scappavano a Omegna.~La giornata era splendida.~Sul battello 85 3| splendida.~Sul battello c'era concorso di forestieri, 86 3| è lui! — sclamò Martina.~Era proprio il signor Noretti, 87 3| e ruzzolò sul battello. Era tempo.~I battellieri puntarono 88 3| avendo saputo che ella era colà; ma i Gibella muso 89 3| Peccato che anche lì non c'era modo di fare una mangiata 90 3| nella saletta attigua c'era gente, bisognava dunque 91 3| vesticciola di traliccio. Era la figlia della padrona.~ 92 3| mangiato, che fare? La spiaggia era come un forno... arrampicarsi 93 3| pensava neanche.~La migliore era di ritirarsi in camera e 94 3| più minuti particolari.~Era un po' lunghetta quella 95 3| pazienza nel conto.~Ecco come era accaduto il gran fatto del 96 3| dei loro occhi. Ma la Zina era uscita dal collegio educata, 97 3| sapevano ogni cosa, la Zina era padrona di tutti, ed a contrariarla 98 3| che la migliore di tutte era quella di sposarli una buona 99 3| Strepponi, che da un mese era lì d'alloggio con la sua 100 3| Strepponi dal canto suo si era sfogato una volta coi Segezzi 101 3| della dote, tutto sommato, c'era da tirare innanzi da signori.~ 102 3| signori.~Vero, che ella era un po' passata, un po' avariata 103 3| matrimonio di capriccio.~Egli era un uomo sodo, positivo, 104 3| che pezzo patologico si era tirato in casa!~Fuori, quando 105 3| famigliari contatti coniugali, era ammesso alle intimità dei 106 3| solo, povero Strepponi, era in grado di constatare che 107 3| temperamento diabolico; era sempre sossopra, in convulsioni, 108 3| stesso signor Strepponi, era venuto a questa marinaresca 109 3| che comprendere! anch'egli era dello stesso parere.~Farsi 110 3| lasciamo andare; ma era un fatto che il capitano 111 3| Del resto, lo spagnolo era uomo che non si lasciava 112 3| locanda, senza dir: bada.~Era un bell'uomo sulla cinquantina, 113 3| spumeggiante dell'oceano.~Era splendido il capitano, cavaliere 114 3| rivolgessero la parola.~Era franco, schietto fino alla 115 3| circonlocuzioni.~Con le signore era di una galanteria da can 116 3| Il professore Augustini era un bell'uomo oltre la quarantina, 117 3| materia culinaria.~Se c'era posto, sedeva a mensa, altrimenti 118 3| settimana il professore era già conosciuto da tutti 119 3| al ragazzo; il quale non era mai in fondo delle interrogazioni, 120 3| filavano via allegramente che era un piacere, e quando il 121 4| del cattivo tempo.~ ~ ~ ~Era appena giorno quando il 122 4| di abbottonarsi.~Uscire, era pazzia; non si poteva metter 123 4| freddo della piazzetta.~C'era una novità. Una barca che 124 4| la traversata da Orta, si era capovolta sotto la furia 125 4| d'occhio il marito, che era sempre in chiacchiere con 126 4| fitta e rabbiosa: il cielo era chiazzato di nuvoloni gravidi 127 4| l'arrivo della loro Zina.~Era mezzodì... ancora un'ora, 128 4| battello col suo fumaiolo, era in vista.~Filava nero, sbuffante 129 4| perchè quella sposina, che era entrata come fosse lei la 130 4| senza salutare nessuno, le era subito diventata antipatica.~ 131 4| figliola dell'oste, che era venuta a sbarazzare la roba, 132 4| abbiamo sempre fatto così! Ed era vero. Dopo le nozze, appena 133 4| loro luna di miele.~La Zina era una figurettina sciolta, 134 4| educazione.~Volere, per lei, era potere, più nessuno rifiatava 135 4| così il professorino che era partito palliduccio, tornò 136 4| corse al pianoforte, che era lì aperto, e sgraffignò 137 4| mia marcia!~La sua marcia era l'entrata dello Sciah Kaimakà 138 4| Kaimakà dei Due Orsi... Era pazzo per quella roba. Errico 139 4| Intanto il tempaccio si era acquetato. I nuvoloni gravidi 140 4| Far colazione alle tre, era troppo tardi, pranzare era 141 4| era troppo tardi, pranzare era troppo presto.~Scesero abbasso 142 4| famiglia Segezzi, la figlia era affaccendata nel preparare 143 4| gente che vedeva.~La Zina era seduta in grembo allo sposo, 144 4| pranzare.~Nel salotto c'era posto appena per la famiglia 145 4| imbandita la tavola che era in fondo della sala grande, 146 4| ed i baci.~Fuori l'aere era nero, ed un ventaccio di 147 4| giornali arrivati di fresco: c'era il Secolo, il Fischietto, 148 4| anche a Marsala se non c'era l'Inghilterra.... basta, 149 4| sul serio; — lui come lui, era un galantuomo!~ — Meno male! — 150 4| rispose una voce dal fondo; era il professore che non ne 151 4| per separarli.~Carlino si era aggrappato alle falde del 152 4| scena. Madama Strepponi, che era seduta lì a due passi, non 153 4| giù il panciotto che si era fatto corto, con voce tremante, 154 4| occhiate, che quel professore era uno dei soliti scaldapopoli 155 4| Alle dieci la locanda era buja, e l'oste stracco, 156 5| serena, si ricordò che ella era venuta via di Sanazzaro 157 5| Dunque, giacchè la giornata era bella, e la montagna era 158 5| era bella, e la montagna era lì dietro l'albergo, bisognava 159 5| troveranno bene.~Gaudenzio non era gran che disposto a quella 160 5| Begozzi, visto il bel tempo si era messa di buon'ora in viaggio; 161 5| chiuse; il capitano Errero era fuori, ed i coniugi Strepponi 162 5| salita di Artò.~Il programma era questo: andare comodamente 163 5| della salita.~La strada era ripida, lastricata di sassi 164 5| dieci persone, se quella era la strada di Artò.~— Sempre 165 5| arrampicarsi così maledettamente era un'altra.~Di tratto in tratto 166 5| Ripresero la salita. La strada era sempre ripida, sassosa, 167 5| di Gaudenzio.~Decisamente era meglio la cottura del sole. 168 5| allo svolto della strada era saltato più in là, sopra 169 5| precedeva; ma la signora Martina era tirata da quel campanile 170 5| dopo un po' di strada, c'era una cappella; abbandonare 171 5| carta.~Oh! che ristoro! Non era molto fresca, ma era buona 172 5| Non era molto fresca, ma era buona quell'acqua, e sopratutto 173 5| innanzi verso una casuccia che era più in su una cinquantina 174 5| sucida.~Gaudenzio che si era avvicinato per informarsi 175 5| giù là sulla strada?~Ed era proprio quella.~Madama Martina 176 5| sole e dai secoli.~Non c'era anima viva da interrogare, 177 5| ma il sentiero del prato era lì; dunque, avanti, non 178 5| poteva sbagliare.~La prateria era ampia, il sole dardeggiava 179 5| scappellarsi, tolgalo Iddio, c'era da cascar fulminato sull' 180 5| sottane.~E adesso il gioco era alla rovescia; ecco che 181 5| certo punto il sentiero era così disfatto, che i Gibella 182 5| erbetta asciutta, rabbiosa, era lubrica, infida, e spesso 183 5| uncinandosi sugli sterpi; ma era una pietà vederla dal basso 184 5| come un antropoide.~Martina era finalmente arrivata al boschetto, 185 5| dietro, oltre al resto, si era già preso alcune sverzate 186 5| innanzi rassegnati, perchè era follia pensare a tornare 187 5| e franature.~Il sentiero era basito, e neanche le capre 188 5| Gaudenzio.~— E pura là gh'era el senter.~— Gh'era un corno 189 5| là gh'era el senter.~— Gh'era un corno te disi! — sclamò 190 5| Tornare indietro però, era più presto detto che fatto, 191 5| detto che fatto, e Gaudenzio era tanto persuaso di questo, 192 5| là della sua drogheria, c'era la lattivendola, la quale 193 5| scodellate! Sannazzaro!... dov'era mai adesso quel benedetto 194 5| dove tenevano i piedi, c'era come una striscia di sentiero 195 5| segni...~Ma il busillis era questo: la bestia andava 196 5| su o in giù? Da che parte era voltata quando metteva giù 197 5| aveva risposto il montanaro, era sempre la medesima strada, 198 5| montagne.~Martina da un pezzo era andata più oltre nei sospetti, 199 5| manigoldo! E poi, che cosa era quel bernoccolo che ponzava 200 5| quei cenci di fustagno c'era un malfattore armato fino 201 5| troppo... pur troppo non c'era da sperare! questi briganti 202 5| il respiro. — Pur troppo era finita! Oh perchè mai avevano 203 5| non aveva più fiato... era nelle mani d'Iddio. Tornare 204 5| migliore, la più prudente, era quella di pigliarlo con 205 5| quella voce... ma sì, ma sì, era lui!... eccolo! ecco il 206 5| pensava Gaudenzio, — se l'era no un brigant, la facia 207 5| no un brigant, la facia l'era quella di un poc de bon!~ 208 5| casipola sbucò prima un cane; era Toni, e dietro Toni, la 209 5| suoi guai al professore: era desolata perchè quel suo 210 5| febbrona da bestia. La nuora era fuori a lavorare, e lei 211 5| delle sue miserie; l'annata era stata magra e l'inverno 212 5| sua età... che farci?...~Era la fame dei piccini che 213 5| volta, ma la rassegnazione era sempre la stessa!. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .~ 214 5| A proposito del Toni, c'era una sua prodezza della giornata. 215 5| ed ecco che nella notte, era riuscito nell'impresa. Chi 216 5| vecchia, cosa che Gaudenzio era già sulla strada di fare, 217 5| guardando il suo amico che era già molto lontano.~Quando 218 5| ridendo clamorosamente. Era la compagnia del procuratore 219 5| quella sua carabina che si era portato dietro senza prendere 220 5| certezza che l'avvocato non era più in caso di prendere 221 6| giacca sulle orecchie, e si era abbottonato tutto, le mani 222 6| tutte le parti; sedersi era un guajo; alzarsi, peggio 223 6| nel retro del negozio, c'era la cucina, e quel bel fornellone 224 6| avevano lasciato a Orta.~Era tutto abbottonato nel suo 225 6| L'elegante zimbellino non era nè principe, nè milord, 226 6| armato di cannocchiale, era venuto a fare il minchione 227 6| scrupoli qualche parola. Ormai era ristucco di quella riviera 228 6| Rulloni sua cugina se n'era andata al mondo di là, ed 229 6| mondo di là, ed egli non si era deciso a mettersi in gramaglia. 230 6| le spalle ed il bavero, era riuscito a mettere al riparo 231 6| dromedario.~A Pettenasco non c'era un cane all'imbarco, nessuno 232 6| Il sole, che poco prima era riuscito a filtrare una 233 6| attraverso alla fumana, adesso si era completamente dileguato, 234 6| tutto in ebullizione.~Ce n'era ancora per un venti minuti 235 6| municipale.~Il tragitto era breve, ma dopo pochi passi 236 6| due e mezza.~La piazzetta era allagata di acqua e di fanghiglia 237 6| all'albergo; meglio adunque era affrontare acqua e vento, 238 6| orologio: per la colazione era presto ancora, e visto che 239 6| Gaudenzio pensando che ormai era alla fine della sua odissea, 240 6| tutte in disordine, ma c'era posto dappertutto, ed i 241 6| quella pioggerella non c'era modo di metter fuori la 242 6| sentenziò che la migliore era di farsi strappare il dente 243 6| il dente guasto. Appunto era di passaggio un cavadenti 244 6| de andà?... l'è un minut.~Era facile il consiglio, ma 245 6| tormento.~Uscirono. La strada era tutta un pantano; attraversarono 246 6| a guardare il lago.~Non era bello; le acque, agitate 247 6| dell'elegante Rulloni, che era seduto presso la porta, 248 6| l'orario della diligenza era molto incomodo.~Stettero 249 6| ripicchiare, ma l'altra era già in fondo della scala.~ 250 6| tavola, e Gaudenzio, che era lì in agguato, si precipitò 251 6| si trattava di masticare, era finita, bisognava rinunziare 252 6| ben bene, si capiva che c'era qualche cosa di meno.~Presero 253 6| sentirne il gusto, tanto era incollerito.~Il signor Noretti 254 6| povero sor Gaudenzio, che era lì a due dita, si pigliò 255 6| separare i contendenti.~Noretti era ruzzolato in terra, e l' 256 6| e di padre di famiglia, era quella la prima volta che 257 7| dopo quella vertigine, gli era piombato addosso un esaurimento, 258 7| di quel brutto momento, era torturata, tanagliata da 259 7| parevano ghiacciate. Ma non c'era verso di pigliar sonno, 260 7| irrequietezza.~Gaudenzio era febbricitante, si sentiva 261 7| anche per lui, la vecchiaja era lì in agguato, e un bel 262 7| della chiesa, jeri che si era sposato con la sua Martina, 263 7| Uno che poche ore prima era in partita, allegro, sano 264 7| stava per dare alla luce, era il suo figliolo Leopoldo.~ 265 7| figliolo Leopoldo.~Martina era piombata in tempo per liberarlo 266 7| da morto.~Chi lo sa? non era forse stato lui Gaudenzio 267 7| povero bambino. Invece ella era sotterra da tre anni, e 268 7| al suo figliolo Leopoldo, era un fatto innegabile, e quando 269 7| tanto refrigerio, gli si era conficcato nel cuore; e 270 7| subito del sito.~Il dentista era alloggiato in una locanda 271 7| ma Gaudenzio pensò che era meglio approfittare del 272 7| dalla paura.~Il dentista era sopra nella sua camera, 273 7| comprese subito che madama era la paziente; avanzò una 274 7| già da anni ed anni gli era andato in disuso, le mormorò:~— 275 7| si volse, ma il dottore era là col ferro levato, e Martina 276 7| quel maledetto picchio se n'era andato, e Martina si sentiva 277 7| nel caffè.~La mattinata era serena, splendida, ma fresca, 278 7| che sganasciada!... e l'era quel bon, quel san! ch'el 279 7| comprese che la poveretta era nel suo sacrosanto diritto 280 7| loro impressioni di viaggio era risultata una nota di pessimismo 281 7| in quel bailamme che non era fatto per loro.~Così filosofava