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1700-avanz | avari-chiar | chias-dilat | dileg-frequ | frigg-ingag | ingan-minac | miner-pizzi | pizzo-ringh | ringr-senti | sento-succe | succh-vigne | vigor-zuppe
         grassetto = Testo principale
     Cap.grigio = Testo di commento

1 2| rinvenuto nell'isola verso il 1700, ed ora serve di urna per 2 Ded| A. G. Cagna.~ ~Vercelli, 1887.~ 3 2| vennero alla riviera nell'anno 388; edificarono le chiese di 4 2| Morì San Giulio verso il 400, ed il suo corpo scese nel 5 2| risulta da una cronistoria del 591, dicente: «Hic diebus Agilulphus 6 | A' 7 | ab 8 4| feroce che va a divorar l'abate!~E a questa sortita, 9 2| che non è consentito agli abati di tenere un monaco nella 10 5| da Evangelista! Martina abbacinata dalla riconoscenza, vedeva 11 5| innanzi a far da battistrada, abbaiando e giocherellando con Carlino 12 2| vescovo; ma il pretaccio abbajava già sull'uscio della quarta 13 2| senza fare una sconvenienza, abbandonarsi al sonno che lo pigliava 14 6| banchi delle rivendugliole abbandonati sulla piazza alla furia 15 5| ecco che la guida svoltava, abbandonava il sentiero per internarsi 16 2| brontolamento ringhioso e si abbandonò rassegnato nelle mani del 17 6| anch'egli nella mischia, ad abbaruffarsi con quei due che si erano 18 3| rimaneva a secco.~Con la faccia abbaruffata, la cravatta di traverso, 19 4| tovagliolo al collo, i ricciolini abbaruffati, pareva una furia anguicrinita. 20 2| cioè, come dice il testo: abbas et monachi in communi dormitorio 21 6| ancora da scansare il colpo abbassandosi; ed il povero sor Gaudenzio, 22 6| schiaffeggiava; e Martina dietro, abbatuffolata nel suo scialle, le vesti 23 | abbia 24 2| Alcune volte gli strani abbigliamenti delle statue, quei gobbi, 25 1| cadevano a centinaja con le ali abbiosciate nei piatti e nei bicchieri.~ 26 2| avevano provato e riprovato ad abboccarlo invitandolo in barchetta, 27 2| professore dopo di aver abboccato un pane inzuppato, continuò:~— 28 6| sbirciò più volte quell'abbondante figura, poi, chissà per 29 3| muore di inedia in mezzo all'abbondanza... Oh caro mio, quando si 30 2| orecchie.~Una signora con abbondanze matronali, sfoggiava al 31 5| catena e l'orologio, ed abboracciò tutto nelle calze.~Ah che 32 3| non si lasciava facilmente abbordare; pareva lunatico, e qualche 33 4| soprabito, si contentò di abbottonarsi.~Uscire, era pazzia; non 34 4| altro aggrovigliamento di abbracci e di baci; finalmente si 35 4| leccarsi, sdilinquire in abbracciamenti, portando sulla piazza come 36 4| aggrappato alle falde del padre, abbracciandolo per calmarlo.~Tutti sossopra. 37 4| il battello e venirvi ad abbracciare a Oira.~«Addio cara mamma, 38 4| rendermi felice, ad amarmi, ad abbracciarmi! Al resto provvede il papà.~ 39 3| espandersi in qualche modo, abbracciò il figlio tuonandogli nelle 40 4| preso da subita frenesia, abbrancò la moglie per la vita, piroettò 41 2| oratoria, prese di nuovo l'abbrivo. Oramai egli non badava 42 2| braccio, scoperto il petto abbronzato dal sole.~Sor Gaudenzio 43 2| riva tuffavano le braccia abbronzite e lucenti nell'acqua verde, 44 1| Oh — rispose il giovane abbujando i suoi occhietti — io non 45 7| in un cantone, che farsi abburattare in quel bailamme che non 46 5| ombreggiata di castani e di abeti, spazzata da un venticello 47 2| figliolo, Leopoldo, era abile quanto lui nel maneggio 48 3| conosciuto da tutti gli abitanti del paese e del dintorno.~ 49 5| aveva l'apparenza di essere abitata.~— È la casa della Janna, — 50 3| Dopo pochi passi verso l'abitato, scorsero l'insegna dell' 51 2| sorvegliavano il resto. La casa che abitava era sua, eppoi aveva anche 52 3| pianoforte.~I genitori della Zina abitavano in campagna nelle loro terre 53 4| per la polenta alla sua abituale costoletta. I coniugi Segezzi 54 2| interessi di famiglia, e le sue abitudini laggiù nel suo paese.~Ormai, 55 5| posterità un più largo censo di abnegazione e di pazienza, per la letizia 56 3| Turco potevano pagare le sue abnegazioni!~Oh sì, bisogna far le cose 57 2| ancora controversa degli aborigeni. Non è assodato se i primi 58 4| spiritoso avvocato; ma costui abusando della prudenza dell'avversario, 59 2| Non ci pigliava un'acca sor Gaudenzio, ma tirò via 60 6| ceffone; ma, per fatalità, gli accadde il contrario.~Prima di lui, 61 2| droghiere, ma un collega accademico capace di confutarlo.~— 62 3| nel conto.~Ecco come era accaduto il gran fatto del soave 63 3| imbecilli che si lasciano accalappiare dai vezzi giovanili, dalla 64 1| di costei per infatuarlo, accalappiarlo, e poi piantarlo indegnamente 65 5| della vita, questi umili acccumulatori di forza e di prosperità, 66 4| fede.~E qui il professore accendendosi in una concitazione che 67 1| vedeva che la sua collera.~Si accendevano i fanali, e la piazzetta 68 4| un: mi meraviglio! così accentuato che pareva uno schiaffo.~— 69 2| professore, il quale con l'occhio acceso, la faccia illuminata di 70 4| notte aveva avuto il solito accesso; quel tempaccio, diceva 71 1| Gaudenzio dovette per forza accettare il bicchierino offertogli, 72 2| Gaudenzio. È come se avessi accettato.~Ma Gaudenzio era fisso, 73 3| sua nave per curarsi gli acciacchi.~Sopra Oira possedeva una 74 6| pigliava una lucentezza d'acciaio, che metteva gli sgriccioli 75 6| quella stretta, cercò di acciuffare l'aggressore nella cresta; 76 4| collo del suo Errico, lo acciuffò con impeto felino nei capelli, 77 7| e la poveretta sempre accoccolata, un po' su, un po' giù, 78 5| libertà, ed il signor Gibella accomiatandolo, gli diede di gran cuore 79 2| sul lago.~Il professore si accomiatò ricevendo saluti e ringraziamenti, 80 2| Bene! — esclamò Gaudenzio accomodandosi contento sul sedile. —Dunque 81 3| trovare un cantuccio per accomodarsi alla meglio; Gaudenzio posò 82 7| da saltimbanco:~— La si accomodi... vediamo; un dente guasto?... 83 2| signora Martina invece si accomodò ancora meglio coi gomiti 84 6| chiamò una fantesca, e fece accompagnare i forestieri su su per le 85 2| sopraggiungevano altre signore accompagnate da cavalieri in zimarra 86 2| professore, vennero subito accompagnati al primo piano, ed introdotti 87 5| andare all'Alpe, egli li accompagnava per un buon tratto, e li 88 5| briganti svaligiano, poi accoppano, buttano le vittime in un 89 3| Ah giurabacco... se ne accorgeva tardi che anche l'aritmetica 90 4| e di baci; finalmente si accorsero dell'acqua che veniva a 91 5| professore che mentre gli accorti benestanti si pappano gli 92 5| bocchetta dell'acqua, e vi accostò le labbra; ma nell'incurvarsi, 93 2| senza busto, senza cappello, accudiva alle sue faccenduole.~— 94 5| eredità di laboriosa pazienza accumulata e trasmessa per una sequela 95 3| disparatissimi, affollati, accumulati in quel pigia pigia festajolo, 96 3| viva ossigenata, l'infetto accumulato nella vita inerte della 97 5| carminio; e giù nelle valli si accumulavano, si condensavano e salivano 98 7| il dente, lo incartocciò accuratamente, porgendolo con galanteria:~— 99 2| faggi, dei pini e degli aceri, e per venti stazioni lo 100 6| ironia:~— Adess sem bei!... acquarela de sot e de sura? e rituffò 101 3| Carlino; poi passava dall'acquavitaio per riempire il borraccino, 102 6| più che mai, e puzzava d'acquavite. Metteva manciate di sale 103 4| Intanto il tempaccio si era acquetato. I nuvoloni gravidi correvano 104 2| fatti prima del 900 dicono: Actum in mercato stagni, ubi dicitur 105 2| sghimbescio e con l'intuito acuito della fame vedeva da tutte 106 5| finalmente un campanile bianco acuminato.~Un vecchierello presso 107 5| giornata volge al tramonto, si adagiano sulla terra fecondata dai 108 3| della loro casetta, e si adagiarono soddisfatti.~Discesero presto. 109 2| con i suoi giardini, si adagiava raccolta sull'onde come 110 1| moda, ma anche quello male adattato; gli montava su verso la 111 3| bene, senza stonatura, si adattava ai più umili uffici senza 112 1| nerastro.~Non c'era verso di addentare quella carne ribelle ne' 113 5| faina morta, cercando di addentarla ancora una volta.~Il sole 114 5| scapiota! — sclamò Martina additando il casolare di un Alpe che 115 5| vero? — Ecco la belva.~Ed additò il povero Toni, che dall' 116 2| alquanto quelle due teste addormentate, le benedisse così:~— Io 117 1| bigia, come coccodrilli addormentati.~ ~ 118 5| ecco un gruppo di case addossate, nere e viscide come fungaja.~— 119 1| sopra un giornale; di contro addossato all'altro sportello, un 120 6| Adess el sifola, sto birbon. Ades che se stà ben!~Riprese 121 5| ballavano sullo stomaco, rispose adirato:~— L'ho bevuda anca mi!..... 122 6| gente troppo alla buona. Adocchiava invece di quando in quando 123 1| bocca tagliata a falce, adombrata di baffetti fatti a virgola.~ 124 3| sentimento.~È lecito solo adoprarsi, arrabattarsi per gli interessi 125 3| madamigella Zina col suo adorato Enrico, professore di disegno 126 2| larga, pavidi di essere adunghiati, e si portarono verso il 127 | adunque 128 1| Lomellina; sfiaccolati dall'afa palustre, correvano a chiedere 129 2| commensali, come venivano.~L'affabile e franca espansività del 130 6| donne di servizio passavano affaccendate, urtandoli, spingendoli 131 6| avvolgeva ogni cosa, un via vai affaccendato, scomposto, di gente di 132 6| colmavano bicchieri.~Martina affacciandosi alle sale del pianterreno, 133 4| nulla fosse.~Ma madama, affacciatasi un momento dopo alla porta, 134 1| sgnuccava in una sonnolenza affannosa, tormentato dalle mosche 135 6| giorno innanzi aveva fatto affaroni sulla piazza; alloggiava 136 2| sia il lago di Cusio, lo afferma viemmeglio la denominazione 137 5| monosillabo, o semplicemente affermando col capo.~Strano! prima 138 4| professore erano così virilmente affermativi, che l'avvocato si sentì 139 4| fuori qualche cosa, e poscia afferrando Errico per il bavero, lo 140 7| orizzonti; un raggio di nuova affettività aveva cacciato via le paturnie, 141 5| I Gibella guardavano con affettuosa pietà la vecchierella col 142 Ded| orizzonti, più l'aria si affinava, più fermentavano nei nostri 143 6| amore di quella California. Affittano camere, fanno in casa uno 144 4| corto, con voce tremante, affogata, e con una calma esagerata 145 3| strani, disparatissimi, affollati, accumulati in quel pigia 146 5| sui ciottoli del guado, affondando tutta una scarpa nell'acqua, 147 2| La sala da pranzo, vasta, affondata, col soffitto giallo di 148 2| batterie fulgenti. Il lago affondato, simile a lastra di nichelio, 149 5| dipinto di rozzi mascheroni in affresco.~Poco più in su, nel trogolo 150 2| lucenti nell'acqua verde, affrettando il lavoro, e su e giù per 151 6| servizio andavano e venivano affrettate, portando torricelle di 152 1| avesse messo gli occhiali affumicati, e cercasse di mantenersi 153 2| signore, e le damigelle affusolate, stremenzite sotto le costrutture 154 2| volontieri.~La giornata era afosa, guardando giù dal Belvedere, 155 1| Noretti begolone minacciava di agganciare anche lei, costringendola 156 5| ad un momento di nuovo agganciata in nuove panie, come un 157 1| selvaggi che di soprassalto agghiadavano il sangue nelle vene del 158 2| vuol dire che dopo, se aggiustaremo.~I coniugi stettero alquanto 159 7| della finestra.~Gaudenzio aggomitolato nelle coltri, tutto sotto 160 5| districava alla meglio, un po' aggrappandosi con mani e piedi, un po' 161 5| boschetto, anch'egli stava per aggrapparsi alle prime alberelle, quando 162 4| separarli.~Carlino si era aggrappato alle falde del padre, abbracciandolo 163 6| le spalle; ma Noretti lo aggrappò per la schiena, e gli tubò 164 3| andirivieni settimanale che aggravava sempre più la situazione.~ 165 5| Martina lo spavento di un'aggressione. Ma la sua pelle lasciarla 166 6| stretta, cercò di acciuffare l'aggressore nella cresta; ma l'altro, 167 1| e nel fitto dei fogliami aggrovigliati scintillavano in fantastica 168 5| sterpeto fitto, spinoso, aggrovigliato. Bisognava andare innanzi 169 5| laggiù co' suoi colossali aggruppamenti di nuvoloni purpurei, riproduceva 170 4| genero, e tutti e quattro aggruppati in un mucchio, ricominciavano 171 5| sentì dilatare il cuore aggruppato dallo sgomento.~— Eravamo 172 6| invelenito sopra il Noretti, ed agguantandolo per il bavero, gli ruggì 173 2| sfamarsi col pane del cielo.~Agguerrito contro le superstizioni 174 3| sapeva che in questo modo non agguerriva il suo Carlino contro il 175 5| benestanti si pappano gli agi della vita, questi umili 176 4| Le signorine sgusciate agili, eleganti dai loro soprabiti, 177 3| cantafera di Mimulfo e di Agilulfo gonfiatagli la sera innanzi 178 2| 591, dicente: «Hic diebus Agilulphus rex occidit Mimulphum ducem 179 1| ma non si trovava a suo agio nella costrettura del busto, 180 4| fazzoletto bianco che si agita nella nebbia... è la Zina! 181 1| lago lucente, metallico, agitantesi con vivido risucchio nell' 182 7| confine del loro paesuccio, si agitasse il resto del mondo.~Il mondo! 183 7| Così filosofava Gaudenzio, agitato da un ultimo brisciamento 184 1| fra cumuli di fieno, si agitavano pennellate di cinabro le 185 7| dentro, tremante come un agnello, e già pentita del passo 186 2| Le mammine lavoravano di ago o di maglia sulle panchine, 187 2| le scarpette alla moda, agucchiando giorno e notte, rovinandosi 188 | Ahi 189 5| manico arroncigliato poteva aiutarsi uncinandosi sugli sterpi; 190 2| barolo era proprio buono, ed ajutato dal caldo dell'ambiente, 191 2| volgari troppo pronti, ed albagie goffe di pettegola pretensiosa, 192 2| scialba chiarità del cielo albeggiante.~L'isoletta di San Giulio 193 5| per aggrapparsi alle prime alberelle, quando per un passo in 194 6| alloggiando nei primari alberghi, tanto per dare una sfogata 195 4| cenato, sfogliazzavano un album di musica.~— Oh ecco qui, — 196 1| bicchiere.~Quel barolo secco, alcoolico, aveva alquanto riscaldato 197 | alcuno 198 | alias 199 2| dicevamo, anche la tavola alimentaria di Trajano, comprova irrefragabilmente 200 3| del suo figliuolo, e gli alitava più che poteva, nella vergine 201 3| festa; lungo gli alberi si allacciavano filari di palloncini e festoni, 202 1| gli occhi, e di nuovo si allargava, affondava l'ampio orizzonte, 203 5| assicurò che si erano tanto allarmati senza fondamento, che i 204 7| stette con le orecchie in allarme per sentire il grido dello 205 1| desiderio di trovarsi un alleato, ed appena il cameriere 206 5| quella povera gente che allevava i polli per cambiarli in 207 1| I Gibella si guardarono allibiti, e non fiatarono.~Quando 208 5| della ripugnanza.~Gaudenzio allibito, e pur esso impressionato 209 7| fata! — rispose Gaudenzio allietato.~Consultò l'orario: il battello 210 1| di risacca.~Le barchette allineate lungo la riva, spiccavano 211 2| loro mercanzie sui banchi allineati all'ombra degli ippocastani. 212 6| viaggiando in prima classe, alloggiando nei primari alberghi, tanto 213 2| continuò:~— I signori sono alloggiati a Orta?~— All'Albergo del 214 6| fatto affaroni sulla piazza; alloggiava poco lungi, nella locanda 215 3| che da un mese era d'alloggio con la sua signora, si pigliava 216 5| sotto mano, e poi si allontanava secondo le tortuosità del 217 7| un fenomeno di ottica, un'allucinazione della mandibola. Eh! so 218 2| abbondanti, non aveva le allucinazioni e le vertigini credenzone 219 4| con le sue parole voleva alludere ai tanti scalzacani che 220 1| alberi projettavano le ombre allungate sui clivi, ed i loro pennacchi 221 6| Martina invece, col suo dente allungato e dolente, non poteva assaggiar 222 3| rispose Martina. — Piuttosto alora in fond del lag, ma mi a 223 5| delle merende fatte sugli Alpi, accanto a pisciatelli di 224 3| belle signorine foggiate da alpiniste, con sottane corte, calzari 225 3| della montagna.~La comitiva alpinistica imbarcatasi a Orta, si riversò 226 6| maciullati.~Le finestre alte, claustrali, chiazzavano 227 | altr' 228 5| bev? — chiese Martina.~— Altrochè! —rispose il professore, 229 | altrove 230 5| incombeva sulla valle.~Da un'altura soprastante alla stradicciuola, 231 5| e i casolari posti sulle alture, si profilavano nereggiando 232 5| incessante, delle acque nell'alveo del torrente; tutto quell' 233 4| professore gli tappò la bocca alzando maggiormente il tono della 234 6| parti; sedersi era un guajo; alzarsi, peggio ancora; ad ogni 235 6| piatti, di bottiglie, di alzate con frutta e dolci, e di 236 6| il fiato.~Gaudenzio aveva alzato il bavero della giacca sulle 237 4| colpevoli non d'altro che di amare il loro paese? Oh che, siamo 238 1| dei dispiaceri... delle amarezze...~E lasciò il discorso 239 4| che a rendermi felice, ad amarmi, ad abbracciarmi! Al resto 240 2| stette muta, mandando giù l'amaro.~Gaudenzio per farle dispetto, 241 3| compressa; ed egli, che amava tanto la tranquillità, aveva 242 6| circolava in tutti gli ambienti; le tavole strette e lunghe 243 2| conferenza, prendendo l'ambulo giù nel pozzo del quarto 244 7| Curagi, Martina. L'è un amen!~Ma quando il dentista si 245 7| un pensiero a quei luoghi ameni, che erano stati il loro 246 Ded| dei covoni, dei Forconi Americani, e dell'impareggiabile Stufa 247 3| bambino infermo. — Così si va americanizzando il mondo. E sia pure; ognuno 248 5| Le sue conoscenze, le sue amiche che erano state a Oropa 249 1| buon umore, e così, per amichevole ricambio, ordinò anch'egli 250 3| sua signora, poveretta, è ammalata.~Malata un corno, pensava 251 7| pieni di saette, cercò di ammansarla.~— Adess l'è inutil pensag 252 2| quali, non sapendo come ammazzare il tempo, seguirono la comitiva 253 4| buja, e l'oste stracco, ammazzato dalla fatica e dal fornello, 254 4| suo fucile?~— Oh bella! ammazzeremo i pesci del circondario.~— 255 3| contatti coniugali, era ammesso alle intimità dei penetrali2 256 1| che poteva andarsene ad ammirare il lago dal terrazzino.~ 257 4| abbia l'animo di onorarli ed ammirarli, bisogna avere almeno il 258 4| babbo e mamma abbracciati ammiravano la figliuola con gli sguardi 259 4| sala, dacchè quei signori ammorbavano l'aria coi sigari; ma finalmente 260 2| approfittavano dell'occasione che li ammucchiava, e pizzicavano le giovani 261 7| passa no?~— Andem a casa per amor di Dio! — rispose lei.~Come 262 2| dei fastidii per un suo amorazzo con la figlia dell'oste; 263 2| civettina che a furia di amoreggiare all'oscuro sotto il portone, 264 7| in fondo la Rosetta, l'amorosa del suo figliolo Leopoldo; 265 2| tritanti sonori per li ampiCampi viventi a 'l sole... 266 4| chiasso, un frastuono, e nuovi amplessi, e baci, e lagrime che non 267 4| e la Zina ritornando all'amplesso della mamma, sclamò:~— Mamma, 268 5| per un po' quei depositi, analizzandoli con gli occhi.~— Questa 269 2| ontogenia, confrontate con l'anatomia comparata, possono lanciare 270 4| insieme, e fin nell'andatura ancheggiante, aveva l'impronta di un 271 | ancor 272 4| essendo molto stanchi, andammo subito a letto.~«Stiamo 273 4| memorando? Oh bisogna anzi andarci a questo Volturno... non 274 5| pigliarlo con le buone colui, andargli a versi e non irritarlo. 275 1| vicino sclamò incagnita:~— Mi andariss a casa, subit adess!~— La 276 5| dozzina di santi.~Bisognava andarlo a ripescare quel maledetto 277 2| avuto abbastanza, poteva andarsi a scaricare all'aria aperta. 278 5| nell'ombra, parendo che andasse a nascondersi su su nella 279 6| volesse rimettere il pranzo andatogli di traverso.~L'altro giovinotto 280 4| tutt'insieme, e fin nell'andatura ancheggiante, aveva l'impronta 281 7| cose hanno tutte lo stesso andazzo: dappertutto cielo, terra 282 1| interessa... e poi, chissà come andrà!~E qui il signor Noretti 283 4| eravamo sempre allegri. Domani andremo a Pallanza, ci fermeremo 284 2| loro esistenza mingherlina, anelante di gaudii festajoli, di 285 2| loro cervello stremato, anemico per famina ereditaria, si 286 2| vedono il Crocifisso e gli Angeli, e San Francesco che dona 287 2| urlava con voce fessa:~«Un Angelo vestito da pellegrino avvisa 288 7| piccini dalla terribile angina, bastano poche frizioni. 289 7| buttato fra le braccia quell'angioletto roseo, sorridente; egli 290 1| di una casa in auge.~Nell'angolo opposto un signore alla 291 6| pappagalli!~E sor Gaudenzio, angosciato da cotali riflessioni, tirava 292 5| sforzo di sorriso, ruppe l'angoscioso silenzio:~— In somma, me 293 4| abbaruffati, pareva una furia anguicrinita. Chiamò due altre volte 294 7| disperata in quella camera angusta, e trovava un po' di refrigerio 295 2| filinguellavano immemori delle angustie della loro esistenza mingherlina, 296 5| Pensava che queste molecole animate dal sentimento del dovere, 297 2| asfissianti, nutrite di latte annacquato, e di riso e fagioli; vessate, 298 5| litania delle sue miserie; l'annata era stata magra e l'inverno 299 5| sereno tramonto; negli occhi annebbiati della vecchietta luccicava, 300 2| di tortura; nel cervello annebbiato gli baluginavano come care, 301 1| giù fitte come nevicata annegandosi nel vino e nel brodo.~Martina 302 6| sorsata di vino, come per annegare un ghiribizzo molesto. Decisamente 303 2| lago, i monti, il cielo annegavano nei più sfacciati colori 304 4| Novarese celebra solennemente l'anniversario della battaglia del Volturno, 305 3| ebbe rimesso il solino e annodata la cravatta, incominciò 306 1| viaggiatore fumava e consultava annoiato l'Indicatore Generale; il 307 2| impiegava il suo tempo senza annojarsi.~Sor Gaudenzio già da un 308 2| decantati! Oh com'è che si annojavano scelleratamente, così da 309 1| architettato ad ogni chiusura annuale dei conti, e rimandato da 310 1| grappoli, piumetti, tutto annuvolato in un velo di tulle; una 311 5| narrarono al professore le ansie paurose del loro viaggio, 312 5| silenzio, barellando ed ansimando; in fondo fra i fogliami, 313 5| quei poveretti sudati ed ansimanti, sentivano sotto la camicia 314 3| figliuola che aspettavano ansiosamente da un giorno all'altro, 315 2| nelle Gallie, e lo prova un'antica inscrizione, che esisteva 316 6| far delle riverenze nelle anticamere.~Se il ragioniere Ettore 317 6| Sotto i portici rozzi, antichi, delle case circostanti, 318 2| San Giulio, l'è proprio un'antichità?~Il professore con gli occhi 319 6| fitta un muggito di drago antidiluviano, e filò nero, sbuffante, 320 6| fame, e trovò eccellente l'antipasto; Martina invece, col suo 321 4| le era subito diventata antipatica.~Il signor Strepponi, il 322 2| origine gallica, o non forse l'antiqua Ligurum Stirpe, ossia i 323 2| miti, secondo i quali ab antiquo la riviera era popolata 324 2| alle tavole Itinerarie di Antonino Pio — Et ex lacu Cusio deductum!~. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .  .~ 325 5| camminare a quattro mani come un antropoide.~Martina era finalmente 326 1| buona dormiva con gli occhi aperti sopra un giornale; di contro 327 7| morire dello stesso colpo apopletico che gli aveva portato via 328 Ded| sane?~Tu predicavi come un apostolo, io rincalzava gli argomenti, 329 2| lucentezza fumea di specchio appannato. Qua e stagnavano chiazze 330 2| calma riposata di chi s'apparecchia a passare cinque minuti 331 6| a secco fidandosi delle apparenze di quel signorotto che cannocchialava 332 4| involucri e dei cappellini.~All'apparire dell'oste, colui che stava 333 7| Giovanni il falegname, così appassionato per il quartirolo; e quell' 334 Ded| balestrato sui costoloni dell'Appennino meridionale; ed io rimango 335 2| tavolo vicino ai Gibella, appiccando subito discorso.~— E così, 336 7| Meglio morire come lumache appiccicate in un cantone, che farsi 337 4| suo peplo, incominciò ad appisolarsi, e madama si addormentò 338 1| luna; un po' per volta si appisolava, appollajandosi alla meglio 339 1| occhi assonnati, e quasi si appisolavano cullati dal sussulto concitato 340 7| trovava un po' di refrigerio appoggiando la guancia dolente contro 341 2| quella cantafera, andò ad appoggiarsi sull'uscio della sala, e 342 6| e stavano al timone, appoggiati contro la ringhiera, come 343 1| per volta si appisolava, appollajandosi alla meglio sulla sedia, 344 4| coniugi Gibella sonnecchiavano appollajati contro la tavola; sor Gaudenzio 345 6| la punta del naso, e così appollajato, rattrappito, stava a godersi 346 5| perpetrati da malandrini appostati nelle gole delle montagne.~ 347 | appresso 348 2| rango che fosse in grado di apprezzare la sua irreprensibile e 349 3| Il battello rallentava approdando all'isola di San Giulio. 350 2| mantello disteso sull'acqua.~Approdato felicemente, il Santo cacciò 351 2| battello che allora allora approdava.~Sul ponte di sbarco v'era 352 7| Gaudenzio pensò che era meglio approfittare del buon proposito, e tutti 353 5| dietro l'albergo, bisognava approfittarne prima che qualche altro 354 5| Gaudenzio stronfiando e sudando, approfittava della sosta per asciugarsi 355 2| tanto per tenersi vivi, approfittavano dell'occasione che li ammucchiava, 356 4| e non è il caso di approvare, di commentare i nostri 357 2| panche scrivendo alcuni suoi appunti sopra un grosso taccuino, 358 6| strappare il dente guasto. Appunto era di passaggio un cavadenti 359 3| Dove se va? chiese Martina aprendo il parasole.~— All'osteria. — 360 7| miglior momento, ed andò ad aprire.~Gaudenzio entrò il primo, 361 5| sbarrava la strada, videro aprirsi una valletta, una piccola 362 5| all'oste.~— Ghe sarà de l'aqua de bev? — chiese Martina.~— 363 2| quei giardini, quelle ville aranciate di sole, specchiantisi nell' 364 5| Gibella salutarono come un arcangelo.~— Ehi , brav'uomo? — 365 2| fenomeni più remoti dell'età archeolitica sono avvenimenti di jeri. 366 3| trascinava dietro quel pezzo archeologico e patologico che lo martoriava?~ 367 1| finalmente un vecchio progetto architettato ad ogni chiusura annuale 368 2| ed ho trovato in quell'archivio documenti interessantissimi... 369 4| metallici, come maglia di arciere medioevale; e vedendo quella 370 5| vicino alle fontane; un bell'arco di acqua viva precipitava 371 5| innanzi carponi, con la gobba arcuata nei bassi meandri della 372 5| petrose, librate nel cielo con ardimenti titanici, gli anfratti ombrosi 373 3| ma con solchi e rilievi arditi che la improntavano di maschia 374 2| continuando subito con più ardore:~— Del resto, dicevamo, 375 2| marezzato di increspature argentee, rimpiccioliva come guazzetto 376 3| intonava con la sua voce argentina, voce di verginella, che 377 Ded| apostolo, io rincalzava gli argomenti, e su, su a rampicarci sulle 378 6| moda nei segni di lutto, argomentò che quel signore fosse uno 379 2| per un nonnulla, per un'arguzia scipita balenata nei loro 380 5| nei fogliami.~— Che buona arietta!~— Anca tropa — rispose 381 3| accorgeva tardi che anche l'aritmetica in fatto di matrimonio ha 382 3| quel passo sul ragionamento aritmetico che due e due fanno quattro; 383 2| edificarono le chiese di Ameno, Armeno e Gozzano, quindi San Giulio 384 3| ritornando la sera per la via di Arola; l'indomani a Celio, poi 385 1| conserte come il giovane Aroldo, lo zerbinotto elegante 386 3| battellieri puntarono l'arpagone, e la ripa parve ritrarsi, 387 6| pigliarsi una costipazione così arrabbiata, da andarsene dritto al 388 2| volgendosi ai Gibella, li arraffò da lontano gridando:~— Che 389 5| Martina con le sue sottane arramacciava giù ogni cosa, impigliandosi 390 6| delle sottane bianche che arramacciavano miseramente nel fango.~Eccoli 391 5| sentiero incominciava ad arrampicare andando a nascondersi, dopo 392 1| disponibile, disse l'oste; e si arrampicarono su per le scale, lui già 393 5| parte della valletta si arrampicava per tornare a casa.~— È 394 3| al sole! — Avanti.~E si arrampicavano con fervore, con entusiasmo 395 5| scivolavano indietro, e dovevano arrapparsi con mani ed unghie per non 396 2| muschioso. Una più delle altre arrembata e stracca, pareva una vecchia 397 5| Gibella per tenergli dietro arrembavano, e non poco. E quando credettero 398 Ded| conclusione che quando ci arride la sanità del corpo e della 399 5| neanche le capre avrebbero arrischiato di arrampicarsi lassù.~— 400 5| attraverso ai prati, si arriva in mezz'ora all'Alpe Giumello, 401 4| all'Hotel della Posta; arrivammo ieri sera, pranzammo e poi, 402 7| botteghino, e tutti i suoi cari.~Arrivando a casa inaspettato, aveva 403 3| sparecchiando, sclamarono:~— Domani arrivano i nostri sposini!~— Domani? 404 5| Martina era finalmente arrivata al boschetto, anch'egli 405 2| altre cinque o sei persone arrivate di fresco per pigliarsi 406 5| con l'ombrellino a manico arroncigliato poteva aiutarsi uncinandosi 407 2| muschiosi, e garzaje fitte arrosate con toni caldi di aranciato; 408 1| striate di praterie, di greppi arrosati dei più vaghi colori; culmini 409 5| sull'erba.~Ma quel sole arrostiva dappertutto: anche Martina 410 6| sessant'anni in lesso ed arrosto nella sua cucina fiamminga, 411 7| tepore; ma la moglie si arrotava ora su un fianco, ora sull' 412 2| turgide, sbardellate; quell'arruffio di forme, di colori, di 413 5| orecchini.~Aveva la gola arsa, ed una sete che le faceva 414 5| montagnaccie dai greppi arsicci, irti di balze e di scoscendimenti 415 5| colazione. Più in , sull'erba arsiccia, pascolavano due capre, 416 2| grave, impettito, serio come Artabano, il solito elegante solitario. 417 4| sentimenti che per altri sono articoli di fede.~E qui il professore 418 2| incominciò la lettura.~Il primo articolo era intitolato: Heiniana. 419 3| causa di frequenti attacchi artritici, aveva dovuto abbandonare 420 6| Giuseppino, sempre freschi arzilli, correttissimi anche in 421 2| un rimpianto di esule, ed asciugandosi la testa sudata muginava 422 5| approfittava della sosta per asciugarsi la testa.~— Che ora l'è?~— 423 5| sull'erba.~Ma quell'erbetta asciutta, rabbiosa, era lubrica, 424 6| raccontava lepidezze, gli altri ascoltavano, saccheggiando le confetture 425 2| tanto in queste robe sono un aseno.~E sperava di cavarsela 426 2| pigiate entro a bugigattoli asfissianti, nutrite di latte annacquato, 427 2| Figurarsi se quelle sono asinerie!~Il professore pareva impressionato 428 3| suo bel borsone. Sono gli asini, gli imbecilli che si lasciano 429 1| el vada su la forca quel asnon... lù e la so morosa!~Il 430 6| scale senza più voltarsi.~Aspettarono un quarto d'ora, un po' 431 1| Gaudenzio, ben lungi dall'aspettarsi il moccolo che gli sovrastava, 432 4| finalmente, ecco la comitiva aspettata! —e tutta la famiglia del 433 5| Augustini e Carlino non avevano aspettato il sole, e già erano Dio 434 3| casa Segezzi avrebbe potuto aspirare un più alto nella scelta 435 2| con certi ciottoli così aspri che si contavano sotto le 436 6| allungato e dolente, non poteva assaggiar grazia.~Man mano altri posti 437 4| non foss'altro che per assaggiare le polpettine del cavalier 438 6| povera Martina non aveva assaggiato grazia; quei maledetto dente 439 7| questa chi l'è na truffa de assassin!~E stava con quel dentaccio 440 5| augurio, tutte le leggende di assassinii perpetrati da malandrini 441 5| misericordia!!~Ecco, adesso quell'assassino svoltava, trascinandosi 442 1| di garzoni d'albergo che assediavano i nuovi arrivati.~— Hotel... 443 2| eletto re dai Longobardi, assediò l'isola, prese Mimulfo, 444 5| sopratutto leggera, come asseriva Gaudenzio.~Martina ne sorseggiò 445 3| pensiero. I volghi procedono asserragliati schiacciando gli entusiasmi 446 2| irrefragabilmente il nostro asserto, e vado a dimostrarlo:~Che 447 4| balzo, come se gli avessero assestato un gran colpo di frusta, 448 4| levarsi subito, far mettere in assetto la camera degli sposi, e 449 6| andare subito dal Cecco per assicurarsi una camera.~Si fece insegnare 450 3| povero signor Strepponi si assicurava un po' di quiete per il 451 5| incredulo del pericolo, li assicurò che si erano tanto allarmati 452 1| Sanazzaro, e dopo tanti anni di assiduità bottegaja, ora che gli affari 453 2| rappresentante il vescovo di Assisi è il ritratto del venerando 454 4| dove si erano recati per assistere allo scoppio di una mina.~ 455 1| ora che gli affari erano assodati, ora che il loro primogenito 456 2| controversa degli aborigeni. Non è assodato se i primi abitatori siano 457 5| lavoro di cento braccia, si assolvono da per loro di quell'usurpazione, 458 2| professore scaraventò sulla testa assonnata di Gaudenzio questi bei 459 2| emergon le Vallisnerie~» assopite cullantesi...~ ~Non ci pigliava 460 7| che dopo il primo litro assordava l'osteria con le sue belle 461 1| rimanendo per qualche minuto assorto in un profondo pensiero.~ 462 6| riputazione che del guadagno, si è assunto in buona fede di rimpinzire 463 Ded| impappinata nei pregiudizii più assurdi; pensare che certi onesti 464 7| po' sognacciava vagellando assurdità da febbrettaccia, poi di 465 6| grassa signora, e tutti gli astanti, si intromisero vociando, 466 3| saltava di un tratto nell'astronomia ed il babbo sempre disposto 467 4| ritornò a letto col foglio e l'astuccio degli occhiali.~La Zina 468 2| ebbe infauste le sorti. Astulfo duca di Torino, eletto re 469 5| Sor Gaudenzio per istinto atavico retrocedendo di alcuni gradi 470 5| sentimento del dovere, per atavismo, per eredità di laboriosa 471 3| tarchiato, con un torace atletico, un collo taurino, e certe 472 4| dei soliti scaldapopoli attaccabrighe, e conveniva lasciarla . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .~ 473 3| Gibella avevano giurato di non attaccar discorso più con nessuno; 474 3| spalle.~Noretti si provò ad attaccare conversazione dicendo che 475 6| è con me che tu vuoi attaccarla?~Il Noretti, ribellandosi 476 1| stracchino, ed i Gibella vi si attaccarono di gusto.~Entrò un nuovo 477 3| ora in causa di frequenti attacchi artritici, aveva dovuto 478 2| ridevano le giovani: le più attempate badavano alla strada e biascicavano 479 4| tempo!~Tutti si misero sull'attenti, ed egli con declamazione 480 7| scartocciò, ed entrambi rimasero atterriti, sgomenti nel vedere un 481 2| così foggiate, guernite, attillate, riuscivano poi a farsi 482 2| avendo più nulla da fare, attirato da quella cantafera, andò 483 6| sentiva un irresistibile attrattiva di simpatia verso quel misterioso 484 5| di forza e di prosperità, attraversano una vita tribolata di fatiche 485 5| del paesello che avevano attraversato.~— Eh va la — diceva Gaudenzio — 486 2| importanza. Giulio Cesare attraversò le rive del Cusio e del 487 2| la vita dalla gente che attribuisce quelle innocenti smargiassate 488 5| grado!~Il buon professore si attristava in cotali pensieri; ma in 489 Ded| dimenticare le piccinerie, gli attriti quotidiani, e riconoscere 490 2| sepolcro ove dormono i santi Audenzio, Elia, Demetrio e Filiberto.~ 491 1| viaggiatore di una casa in auge.~Nell'angolo opposto un 492 5| con una lucidità di mal augurio, tutte le leggende di assassinii 493 1| più vaghi colori; culmini aurati di lucori crepuscolari, 494 2| indiscutibili che: sub Marco Aurelio imperatore florebat.~Il 495 2| Sulla riviera folgorava un aureo tramonto. Il lago, i monti, 496 5| riconoscenza, vedeva addirittura l'aureola radiosa dei santi intorno 497 1| splendida giornata. Un bel sole autunnale ponzava nell'aria tersa 498 2| fiammante iridiscenza dei colori autunnali.~In quel concerto di faccie 499 5| ustolare un tozzo di pane avanzato dalla colazione. Più in 500 6| caffè e latte, e qualche avanzo racimolato a tavola nella 501 7| madama era la paziente; avanzò una sedia verso la finestra,


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