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1700-avanz | avari-chiar | chias-dilat | dileg-frequ | frigg-ingag | ingan-minac | miner-pizzi | pizzo-ringh | ringr-senti | sento-succe | succh-vigne | vigor-zuppe
         grassetto = Testo principale
     Cap.grigio = Testo di commento

1504 6| torricelle di pasticcerie, tutto dilegua stritolato, maciullato sotto 1505 5| meandri delle vallicine dileguanti nelle lontananze verdi, 1506 6| adesso si era completamente dileguato, e nell'aria fredda gocciava 1507 1| paese con un'occhiata, e dileguò sotto i portici, senza por 1508 3| disegno e di calligrafia, e dilettante di pianoforte.~I genitori 1509 6| locanda è sempre piena di dilettanti.~Il Cecco, vecchietto burbero 1510 4| bene, tanto io che il mio diletto Errico, ma la Svizzera non 1511 7| prese la tanaglia, la forbì diligentemente, e Martina, stremita, 1512 5| forse di essersi troppo dilungato.~Stette piantato in mezzo 1513 6| infuriato — l'aspetta adesso a dimelo! dopo un'ora che siamo qui 1514 7| tutti tutti già morti e dimenticati!~Nel giro degli ultimi anni, 1515 7| e giacchè il signore si dimostra soddisfatto dell'opera mia, 1516 5| latrati di allegrezza, e per dimostrare il suo valore, fece due 1517 2| nostro asserto, e vado a dimostrarlo:~Che questo sia il lago 1518 2| miglior modo di dare una dimostrazione di amicizia al caro professore, 1519 2| strofinarsi la boccia sudata.~— Dinci, che strada de cravon! — 1520 1| un rullìo come fantocci dinoccolati, e men che meno l'elegante 1521 Ded| pochi... Poverettopovero Dionigi!~Ora egli è morto da sei 1522 5| fermata sotto il pronao dipinto di rozzi mascheroni in affresco.~ 1523 2| Ottone primo che con suo diploma la elevò al grado di Villa. 1524 3| capitanava la spedizione diretta sui monti del Varallese.~ 1525 2| impegnava rivolgendo loro direttamente alcuni schiarimenti. Sor 1526 6| sottintesi che parevano diretti altrove; sembrava ubbriaco 1527 6| battente ora sull'altro, senza dirgli crepa. Gaudenzio, un po' 1528 2| degli ignoranti, tu andrai diritta nel paradiso delle oche!~ 1529 5| Martina.~— Fora del mond a dirittura/ — gridò Gaudenzio.~— E 1530 4| peggio!~— Ho l'onore di dirle, — tuonò il professore, — 1531 3| forestieri della locanda, manco a dirlo, erano a giorno di ogni 1532 2| sbadigliando l'uggia delle camere disabitate per lunga dissuetudine.~ 1533 1| Caltignaga, Caltignaga! Chi discende?~Sor Gaudenzio sporse il 1534 5| rimesso sulla buona via, per discendere a Oira.~Fa lo stesso, aveva 1535 7| pareva un orco, grassa, discinta, con due zinne sbardellate 1536 5| rapidamente: l'enorme suo disco fiammeggiante gravitava 1537 4| nervi, nondimeno non potè disconoscere che quella stoccata aveva 1538 4| tranquillamente il caffè, discorrendo con la bella figlia dell' 1539 3| ogni cosa; i Segezzi non discorrevano d'altro; bastava un buon 1540 2| gamma trionfale di colori.~Discutevano sul conto che farebbe l' 1541 1| padronanza che aveva, dal disdegno che mostrava per gli altri, 1542 1| giovinetto elegante solcò con disdegnosa fierezza tutta quella gente 1543 7| le noie, le peripezie, le disdette di quella sua gita disgraziata; 1544 6| con tratti vigorosi da un disegnatore audace e fantasioso. Barbette 1545 5| e stracchi a morirne.~— Disen che fa ben sta vita de can! — 1546 5| tanta virtù di pazienza, ai diseredati della fortuna!~I Gibella 1547 1| signor Noretti, vedendosi disertato, andò a sedersi sotto il 1548 7| viperine, borbottava:~— Mel diseva el coeur! birbanton d'un 1549 2| inerpicavano su, sfiaccolati, disfatti, divagati, con passo armentale, 1550 5| punto il sentiero era così disfatto, che i Gibella dovettero 1551 5| boschi, senza saper come disgavignarsi, abburattati, pesti, sgraffignati, 1552 7| Gaudenzio la causa di quella disgrazia? Se egli si rassegnava, 1553 7| nota di pessimismo e di disgusto sulla vanità delle cose.~ 1554 1| prossimo, e non vedeva l'ora di disinfettarsi.~L'ultima fu la signora 1555 1| con uno dei soliti gesti disordinati, ricolmò i bicchieri e bevette 1556 4| maraviglio! — urlò l'avvocato disorientato dalle occhiate di basilisco 1557 2| Eh la... siamo un po' dispaisati.~— Capisco, capisco... un 1558 3| in mezzo tipi strani, disparatissimi, affollati, accumulati in 1559 6| staccò dal fondo nero di una dispensa, e gli si avvicinò con un 1560 7| la Rosetta aveva gridato disperatamente: — Dio vi castigherà!... 1561 1| borbottando; la moglie lo seguì dispettosa, e quando gli sedette vicino 1562 2| plebea violenza, rabbiuzze, dispettucci volgari troppo pronti, ed 1563 5| viaggio, ed ebbero quasi dispiacere quando il professore, incredulo 1564 7| nella sua camera, e stava disponendo la cassetta dei suoi empiastri 1565 2| insolita.~I fruttajuoli disponevano le loro mercanzie sui banchi 1566 1| ancora, proprio l'ultima disponibile, disse l'oste; e si arrampicarono 1567 4| ed il salotto rimasero a disposizione dei signori Segezzi e degli 1568 1| avvelenato da quel tradimento, e disprezzava la vita, perchè non sapeva 1569 2| andava innanzi per suo conto, disputava calorosamente, illudendosi 1570 2| taccuino, ed i Gibella intanto disputavano sul modo più decente di 1571 Ded| gorgoglianti nel muschio? le dispute vivaci, le chiacchierate 1572 5| senza queste anime buone disseminate a milioni e milioni nel 1573 5| tanto ingrugnati, che non si dissero parola.~Sedettero. Martina 1574 7| meditazioni della veglia avevano dissodato il suo cervello dilatandone 1575 2| camere disabitate per lunga dissuetudine.~I barcajuoli del luogo 1576 2| andarsene.~A pochi passi distante, ritto, fiero, imponente, 1577 2| levarsi lo stivaletto e distendere il sottopiede che ricominciava 1578 1| unico viaggiatore da posti distinti, giacchè il vagone di prima 1579 3| quel buon professore così distinto, gentile e schietto di famigliarità 1580 1| perciò beveva, beveva per distornare i cattivi pensieri.~Ora 1581 6| avvicinò con un sorriso distratto, da buon mercato.~— Ci saria 1582 5| doveva prestarle aiuto e districarla come poteva, per vederla 1583 2| perplessi, ma non seppero districarsi, ed ubbidirono all'invito 1584 5| Egli tanto e tanto se ne districava alla meglio, un po' aggrappandosi 1585 3| famigliarità bonaria.~Egli non disturbava nessuno; se aveva bisogno 1586 7| al dentista.~— Per il suo disturbo.~— Grazie: e giacchè il 1587 7| ed anni gli era andato in disuso, le mormorò:~— Curagi, Martina. 1588 2| badarci ne aveva bevuto un dito di più, e un po' per il 1589 1| complimenti. Sono in viaggio per divagarmi: ho dei dispiaceri... delle 1590 2| sfiaccolati, disfatti, divagati, con passo armentale, strascinando 1591 5| qui le ore son gravide, e diventano tre o quattro strada facendo!~ 1592 4| salutare nessuno, le era subito diventata antipatica.~Il signor Strepponi, 1593 2| ignoranza, Sor Gaudenzio era diventato volteriano senza manco accorgersene.~ 1594 3| costo; tanto meglio.~Carlino diventerà un visionario, un poeta, 1595 3| nella mente e nel cuore, non diventerebbe certo quel che si dice un 1596 2| Martina che già era accesa, diventò vermiglia, balenò dagli 1597 2| dei suoi abitatori, e le diverse sovrapposizioni delle razze. 1598 3| Carlino, credi tu che tutti si divertano, come noi in queste gite? 1599 6| come si deve... lei si diverte col suo Bartolomeo... e 1600 2| faggi, per godere gratis il divertimento.~Ma fecero i conti senza 1601 1| i Gibella cominciavano a divertirsi.~Sor Gaudenzio non istava 1602 6| e così, e così, si sono divertiti?... ma bravi... pranzeremo 1603 3| pranzava nella sua camera, e si divertiva allora nell'unica compagnia 1604 2| subito discorso.~— E così, si divertono?~— Eh la... siamo un po' 1605 2| storica.~— I Longobardi divisero il regno in ducati. L'alto 1606 4| il lion feroce che va a divorar l'abate!~E a questa sortita, 1607 5| per l'esuberante merenda divorata lassù in faccia al sole, 1608 4| fisica, ma quando è del caso, anche lezioni di buona creanza!~— 1609 2| professore interruppe:~— Dobbiamo andare al Merlo Bianco? 1610 1| sforacchiati di raggi svettavano dolcemente nell'aria molle e fiammeggiante.~ 1611 7| rampollavano desiderii, dolcezze, tenerezze non mai provate. 1612 6| un po' di allegrezza:~— Doman andem a Intra, e la sera 1613 6| si decise finalmente di domandare ad una servente che gli 1614 3| chiassata di saluti e di domande.~— Oh cari! come va?... 1615 2| scelse per una Gazzetta Domenicale.~Intanto la caffettiera 1616 2| le placide consolazioni domestiche, e la gioconda armonia della 1617 3| intimità dei penetrali2 domestici, egli solo, povero Strepponi, 1618 7| lo regalo per una lira; a domicilio invece, per favorire la 1619 2| storico. Al tempo della dominazione Romana, la riviera era considerata 1620 7| mi!~— Te fa mal?~— No.~— Donca l'è miga quel... tocca no!~ 1621 1| sottrarsi a quel volgare dondolamento.~Fuori del paese il fragore 1622 1| interno dicevano sì e no, dondolavano, si inchinavano abburattati 1623 7| bisticciava con la moglie, una donnaccia che pareva un orco, grassa, 1624 3| Giurabacco, un pezzo di donnettina sana, gioconda, è un gran 1625 3| forse in santa pace, con una donnina giovane, bella, presentabile 1626 6| sempre la bocca piena.~Una donnona grassa, turgescente, sbucò 1627 4| voluminoso, panciuto, con una doppia pappagorgia di grascia sotto 1628 7| susurrato sulle labbra: — Dormi, nonno... oh egli avrebbe 1629 3| di ritirarsi in camera e dormicchiare un poco.~Gaudenzio avrebbe 1630 2| all'anno 900!~Ma Gaudenzio dormicchiava; quel secolo saltato gli 1631 2| scavezzarmi, e voialtri dormite come caproni! Con tutto 1632 2| abbas et monachi in communi dormitorio jaceant........~E così per 1633 1| dei paesucoli campati sul dorso delle morene ergevano lo 1634 3| impiego, e coi quattrini della dote, tutto sommato, c'era da 1635 2| prima illustrando con un dotto opuscolo il lago di Iseo, 1636 | dov' 1637 5| Provvidenza; non le rincresceva il dover assoggettarsi a fatiche 1638 5| scivolavano indietro, e dovevano arrapparsi con mani ed unghie 1639 5| così, da staccare una mezza dozzina di santi.~Bisognava andarlo 1640 6| nebbia fitta un muggito di drago antidiluviano, e filò nero, 1641 2| spiegava una cascata di drappeggi e di nastri.~Le altre signore, 1642 3| le finestre ed i balconi drappeggiati e imbandierati; ma i Gibella 1643 5| di salire, si svoltava a dritta, sulla discesa di Artò.~ 1644 6| lago col suo groppone di dromedario.~A Pettenasco non c'era 1645 7| Vurarissa murì chi sui du pe! . . .~Gaudenzio lasciò 1646 2| Longobardi divisero il regno in ducati. L'alto Novarese toccò al 1647 2| Agilulphus rex occidit Mimulphum ducem de insula S. Julii.» . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .~ ~— 1648 Ded| io rimango qui a fare dei duetti prolissi col mio buon amico 1649 2| suoi uditori ronfiavano in duetto.~Di botto si arrestò, si 1650 7| signora mia — disse subito il Dulcamara;— mai più! Che diamine, 1651 2| dappertutto! È così come del Duomo di Milano, tutto il mondo 1652 3| altro. Oh sì, è vero, aveva duplicato, triplicato il suo reddito, 1653 3| esercitati all'aria libera, durava tutta la giornata. Entrambi 1654 5| gusto! anche qui pietre dure, catapecchie buje e rampicate 1655 2| Quei fantocci di legno, duri, barocchi, impolverati, 1656 4| susurrato in un momento d'ebbrezza — tu non devi pensare che 1657 6| bollicine, pareva tutto in ebullizione.~Ce n'era ancora per un 1658 3| giovanile.~E più in , eccone un altro bianco niveo, dal 1659 6| sfondati che viaggiano per economia.~Ma sor Gaudenzio pigliava 1660 2| Amadeo risolveva un problema economico, perchè la retribuzione 1661 5| della civiltà.~Pensava a Edgardo Quinet, che nella luminosa 1662 2| alla riviera nell'anno 388; edificarono le chiese di Ameno, Armeno 1663 5| costituiscono l'immane blocco dell'edifizio sociale, nella stessa guisa 1664 2| perchè la retribuzione dell'editore gli compensava le spese 1665 3| era uscita dal collegio educata, ingentilita ed innamorata 1666 2| compiacenza delle persone educate, e Gaudenzio, incoraggiato, 1667 4| alle temperanze della buona educazione.~Volere, per lei, era potere, 1668 2| scarpe, i solini, e tutti gli effetti che davano molestia, e si 1669 3| ferroviarii esercita un'efficace propaganda di uguaglianza 1670 5| dello Spirito Nuovo, ha così efficacemente rivelato l'incosciente organizzazione 1671 1| falciati venivano raffiche ed effluvii salubri di erbe fresche, 1672 2| iridescenze; la riviera effondevasi in un trionfo di colori, 1673 3| sottovoce:~— Che el fasa èl piasì de botonarsi la brajeta! — 1674 5| di una maturità vetusta elaborata dal sole e dai secoli.~Non 1675 1| suoi tegumenti di gomma elastica; Martina coi suoi poveri 1676 3| calzari di pelle, e alpenstock elegantemente tornito.~I Gibella non erano 1677 6| Avvezzo a frusciare nelle eleganze più raffinate e levigate 1678 2| ora serve di urna per le elemosine.~Ed ora, amici miei, facciamo 1679 Ded| Giuseppe Fondini, anima eletta di artista fine e delicato, 1680 2| Astulfo duca di Torino, eletto re dai Longobardi, assediò 1681 2| stampo borghese. Smanioso di elevarsi e nobilitarsi, viveva librato 1682 3| le effusioni delle anime elevate. Non si osa più essere allegri 1683 2| primo che con suo diploma la elevò al grado di Villa. L'Isola 1684 2| dormono i santi Audenzio, Elia, Demetrio e Filiberto.~E 1685 3| la ripa parve ritrarsi, l'elica diede uno sbruffo poderoso 1686 2| della sottile sciatteria emanante da quei versi dell'ultima 1687 2| locanda erano fumide di emanazioni di sughi, si sentiva dappertutto 1688 4| figli? Non sa lei che da Emanuele De-Deo ai Ruffini, ai Manara, 1689 2| argento~» del Liri, da cui emergon le Vallisnerie~» assopite 1690 1| chiacchiere, il signor Noretti emetteva certi grugniti selvaggi 1691 6| la sbornia, un po' per l'emozione, boccheggiava boccheggiava, 1692 7| di ventre, la febbre, le empetiggini, lo scorbuto, la trachea 1693 7| disponendo la cassetta dei suoi empiastri per andarsene alla piazza. 1694 5| grandioso panorama, quelle enormi giogaie petrose, librate 1695 3| rivolge ad un vecchio amico.~Entrava nella bottega del prestinaio 1696 4| pioggia torrenziale.~In quella entravano di corsa in cucina il professor 1697 2| ignorante financo dei più comuni episodii della palingenesi Cristiana, 1698 2| le donne, giù la solita epistrofe dell'Ave Maria, e via dietro 1699 4| sfolgorante pagina della nostra epopea?... Ma non sa lei che questa 1700 | erasi 1701 2| famiglia.~Sul tavolo vicino eravi un fascio di giornali, e 1702 5| con la gerla ripiena di erbaccio.~— Bella figliachiese 1703 1| raffiche ed effluvii salubri di erbe fresche, e lontano nello 1704 5| scartarsi sull'erba.~Ma quell'erbetta asciutta, rabbiosa, era 1705 5| dovere, per atavismo, per eredità di laboriosa pazienza accumulata 1706 2| stremato, anemico per famina ereditaria, si commovevano al cospetto 1707 3| dall'occhio lucente, alta, eretta, elegante, nella sua modesta 1708 2| dietro sul guardinfante eretto, altero, spiegava una cascata 1709 2| fortificò sulla riviera erigendo le torri di Pella, di Mesma 1710 3| gialla ossuta da virago, da ermafrodito, e lei sempre svenevole, 1711 3| delle volte con coraggiose, eroiche dedizioni, a prezzo delle 1712 2| Capitano Cesare Maggio, e dell'eroismo di Maria Canavese.~Tanto 1713 5| sospetti su quell'uomo, erano errati.~— Sarà, — pensava Gaudenzio, — 1714 7| piedi i capelli.~I suoi errori, i suoi peccatuzzi, i suoi 1715 3| o rampicandosi su per l'erte, per udire da lontano il 1716 1| appiattati sul verde. Un villino erto sopra un poggio lontano 1717 5| squallivano intorno i folgori erubescenti del tramonto, le montagne 1718 2| professore scatenò tutta la sua erudizione, spolveratura di archivii 1719 Ded| rassegnata e paziente delle mie eruzioni letterarie.~E avanti così, 1720 | es 1721 4| affogata, e con una calma esagerata che non tranquillava nessuno, 1722 7| era piombato addosso un esaurimento, un tremito di convulso 1723 5| questo, che diede in altre escandescenze per conto suo.~— Accidenti 1724 5| che sporgeva sulla strada, esclamando:~— To! Osteria della Rana 1725 2| È presto rimediato — esclamo il professore, — vengano 1726 2| ova al burro.~— Bene! — esclamò Gaudenzio accomodandosi 1727 2| la retata più grossa gli esercenti se l'aspettavano con l'ultima 1728 3| e sui treni ferroviarii esercita un'efficace propaganda di 1729 3| di muscoli e di polmoni esercitati all'aria libera, durava 1730 2| delle angustie della loro esistenza mingherlina, anelante di 1731 2| un'antica inscrizione, che esisteva in Vogogna dicente: Via 1732 3| brivido sotto la pelle, e per espandersi in qualche modo, abbracciò 1733 2| venivano.~L'affabile e franca espansività del signor Gaudenzio gli 1734 4| della spiaggia, e fecero esperienze col fazzoletto a vela sulla 1735 4| Si alzò ed andò fuori ad esplorare il tempo. Il vento soffiava 1736 7| Gaudenzio; — te vedet?~Gaudenzio esplorò.~— Li ghe n'è vun gamolà... 1737 6| I salami ed i presciutti esposti sulla bottega del pizzicagnolo, 1738 5| contraendo il volto in tutte le espressioni della nausea e della ripugnanza.~ 1739 | essa 1740 3| sul seno, e strofinarle le essenze sotto il naso, e vedersi 1741 | esso 1742 5| spaventi, per arrivare ad un'estasi così sconfinata di consolazione.~ 1743 3| alloggiato fin dal principio dell'estate nella stessa locanda, udendo 1744 2| mondo, tu non pensi che ad estenuarti con le glorie gialle del 1745 2| Senti, figliolo, se vuoi estenuàrti, piglia una zappa, una mazza, 1746 2| tornate,~» O lascivi ricordi: estenuàtemi!~……………………………………………………………………………………………………………………………..~ ~ 1747 4| stuccatore, che morì all'estero lontano dai suoi, e la buona 1748 3| condizioni di salute e di estetica, la signora Strepponi aveva 1749 4| tollerare l'intrusione di quell'estraneo dalla giacca di tela, e 1750 7| i minuti di quella notte eterna. Notte infame, tormentosa, 1751 2| il tempo? In faccia all'eternità della natura, i fenomeni 1752 5| programma di fede, e dal dogma eterno del bene; dogma promulgato 1753 2| dintorni, hanno tutte radici etimologiche che ricordano gli Uceni. 1754 2| nella parte che concerne l'etnografia della riviera, ovverosia, 1755 6| anticamere.~Se il ragioniere Ettore Rulloni avesse potuto sospettare 1756 2| di una casa del Novarese; Ettorre Rulloni ragioniere, come 1757 Ded| prolissi col mio buon amico Eugenio Barbera, geometra, segretario 1758 4| Oh vediamo gli affari d'Europa su questa carta da caramella.~ 1759 2| Filiberto.~E per dare maggior evidenza all'argomento, il professore 1760 5| richiesta, colle buone, pur di evitare a lui ed a Martina lo spavento 1761 2| sono avvenimenti di jeri. L'evoluzione paleontologica e l'ontogenia, 1762 | ex 1763 2| professore, e per , la faccenda fu intesa, e sor Gaudenzio 1764 2| cappello, accudiva alle sue faccenduole.~— Giurabacco! — sclamò 1765 7| rivide subito la rosea faccina di quel bamboletto sorridente, 1766 5| giuocherellava con Toni facendogli ustolare un tozzo di pane 1767 | facendosi 1768 4| come può; ma non è lecito faceziare con tanto cinismo sopra 1769 5| l'era no un brigant, la facia l'era quella di un poc de 1770 2| in Vogogna dicente: Via facta a Cajo Julio Cesare.~Alla 1771 6| che un de roba calda te faga ben.~Martina lo seguì rassegnata.~ 1772 2| annacquato, e di riso e fagioli; vessate, avvilite ogni 1773 7| Andem dal dentista a fal strapà! ne podi .... gesusmaria!~ 1774 1| sguajato, bocca tagliata a falce, adombrata di baffetti fatti 1775 5| ponzava sotto la zimarra? un falcetto, o una pistola?... Ah più 1776 1| fiammeggiante.~Dai prati falciati venivano raffiche ed effluvii 1777 4| storico-letterarie di Giovanni Faldella... Regali uno di quei volumi 1778 7| l'appetito; e Giovanni il falegname, così appassionato per il 1779 5| quando per un passo in fallo, ebbe un tale sobbalzone 1780 2| contadini, balenò uno sguardo di famelica letizia e mosse loro incontro 1781 2| Ottone, di Carlo Quinto, del famigerato Capitano Cesare Maggio, 1782 3| ciabatte; egli che per i famigliari contatti coniugali, era 1783 2| riviera rimasero nomi di famiglie romane, verbigrazia i Colonna, 1784 2| gioconda armonia della sua famigliola.~Poveretta, le pareva di 1785 2| cervello stremato, anemico per famina ereditaria, si commovevano 1786 6| il bel merlo, volle come Famiola farla da principe, almeno 1787 2| balogi e scerpellini, naso famiolesco, la faccia grinza, chiazzata 1788 6| della Posta, dal Cecco, famoso in tutta la riviera per 1789 1| collera.~Si accendevano i fanali, e la piazzetta andava sempre 1790 5| Carlino si rivolse salutando fanciullescamente la povera bestia che lo 1791 6| aveva perso la bussola: quel fanfarone gli gravitava sullo stomaco, 1792 4| L'è andà de per lu in la fanga. — rispose Gaudenzio un 1793 4| riverenze.~Dalle due carrozze fangose sbucarono prima tre giovinotti 1794 5| una grandiosità cosmica, i fantasiosi carri trionfali di Guido 1795 6| un disegnatore audace e fantasioso. Barbette e barbacce incolte, 1796 1| aggrovigliati scintillavano in fantastica luminaria miriadi di foglioline 1797 6| sorrise in fretta, chiamò una fantesca, e fece accompagnare i forestieri 1798 | farci 1799 2| Discutevano sul conto che farebbe l'oste. Terminarono di vestirsi; 1800 | fargli 1801 2| Martina ha muso duro, ed a fargliela ci vogliono tutti i santi 1802 | farti 1803 3| ringhiargli sottovoce:~— Che el fasa èl piasì de botonarsi la 1804 6| nobile, dignitoso, quella fascia nera sul braccio!... ecco 1805 6| senza una ragione al mondo, fasciandosi il braccio con quella gramaglia, 1806 4| bagnati, e misero un'altra fascina sul fuoco.~Intanto l'ostessa 1807 4| ostessa appiccò il fuoco a due fascine di rami secchi, e padre 1808 3| aveva per lui un doppio fascino; bella oltre ogni dire per 1809 5| quel suo cappellino che fastidio Dio buono!~Finalmente in 1810 2| strampalate, gli davano fastidiosi capogiri, ed uggie e nausee 1811 7| casa, disi!~— Va ben, l'è fata! — rispose Gaudenzio allietato.~ 1812 6| picchiargli un ceffone; ma, per fatalità, gli accadde il contrario.~ 1813 6| col suo Bartolomeo... e fate bene tutti e due... mentre 1814 4| capitano Errero, il quale fattosi largo fra la gente che si 1815 2| e le donnicciole nella fatuità del loro cervello stremato, 1816 2| andaredisse — le leggende favoleggianti ed i miti, secondo i quali 1817 7| a domicilio invece, per favorire la mia clientela, lire due, 1818 3| scappellate e squassature di fazzoletti dalla riva al battello.~ 1819 2| di forme, di colori, di fazzoni strane, strambe, strampalate, 1820 7| vagellando assurdità da febbrettaccia, poi di un tratto si riscuoteva 1821 7| irrequietezza.~Gaudenzio era febbricitante, si sentiva serpeggiare 1822 5| quel suo piccino aveva una febbrona da bestia. La nuora era 1823 Ded| ci tormentano nella vita febbrosa della città!~Come è bello 1824 5| si adagiano sulla terra fecondata dai loro sudori, e muoiono, 1825 2| disteso sull'acqua.~Approdato felicemente, il Santo cacciò via i draghi 1826 5| di sole... Oh come sono felici gli uccelli!...~Un fischio 1827 Ded| con originalità d'immagini felicissime, pennellate e verniciate 1828 5| gioia, l'entusiasmo, la felicità di quei poveri Gibella, 1829 4| lo acciuffò con impeto felino nei capelli, e gli scoccò 1830 2| Natività, è del Procaccino.»~Le femmine dello strupo facevano commenti 1831 4| torbido si squarciava in una fenditura azzurra.~Il professore e 1832 2| eternità della natura, i fenomeni più remoti dell'età archeolitica 1833 5| subito ghermiti in due salti, ferendoli sul colpo con quel coltellaccio 1834 6| guardarli, e Gaudenzio non osava fermare quella gente così affaccendata.~— 1835 3| il giorno innanzi aveva fermato l'attenzione di Gaudenzio, 1836 Ded| l'aria si affinava, più fermentavano nei nostri cervelli le visioni 1837 2| subbuglio fra le sottane, un fermento diabolico nelle gambe, e 1838 4| Domani andremo a Pallanza, ci fermeremo la notte, e poi domenica 1839 5| sono fatte di piombo.~— Fermet un momento! — gridò alla 1840 4| aggiunse un altro.~— Ed il lion feroce che va a divorar l'abate!~ 1841 5| colonna.~Il sole adunghiava ferocemente. Martina riprese la marcia, 1842 4| Orta, in vettura, in strada ferrata, sui piroscafi, nelle chiese, 1843 3| saccapani, borracini e bastoni ferrati.~Un signore alto, dalle 1844 4| aperte; poi imitando il Ferravilla, sclamò con voce fessa: 1845 1| ordinò due costolette ai ferri, e la moglie intanto si 1846 2| tre bottoni, le sue gite ferroviarie in prima classe. E così 1847 3| sui piroscafi e sui treni ferroviarii esercita un'efficace propaganda 1848 3| battello erano in chiacchiere; fervevano discorsi fra le donne sedute 1849 2| mingherlina, anelante di gaudii festajoli, di danze, di capogiri e 1850 3| accumulati in quel pigia pigia festajolo, che sui piroscafi e sui 1851 4| Lasciamo andare; queste feste sono piazzate belle e buone, — 1852 2| lanciavano guizzi di giocondità festiva; le belle sartine ondeggiavano 1853 2| mettevano fuori il cartellino festivo dei sorbetti, ed i villeggianti 1854 3| allacciavano filari di palloncini e festoni, le finestre ed i balconi 1855 2| riempivano l'aria di clangori festosi, cui rispondevano i bronzi 1856 1| fritte, raggrinzite ed un po' fetenti.~Martina capì subito che 1857 4| Carlino, e gli diede una fetta di pane.~Il professore portò 1858 6| umidaccio da tagliarsi a fette.~— Comandano altro? — chiese 1859 2| qualche cosa?~— Sicuro; due fettine di salame, una costolettina, 1860 2| sempre dietro con andare fiacco, arrivavano sempre in ritardo 1861 6| fuliggine, rallegrato dalla fiamma che lambiva la marmitta 1862 2| refrattarii la chiassosa e fiammante iridiscenza dei colori autunnali.~ 1863 4| ravvolti nel chiarore della fiammata, fumicavano come anime del 1864 6| arrosto nella sua cucina fiamminga, ravvolto nel suo ampio 1865 6| sotto il peso muto de' suoi fianconi massicci.~Intanto si levò 1866 5| giusta, ed aspettando il fiasco per dargli la baja.~Partì 1867 1| guardarono allibiti, e non fiatarono.~Quando si trattò di pagare, 1868 2| sentiva turgido, smollò la fibbia dei calzoni, e senza rispetto 1869 7| zuffa, gli pulsava in ogni fibra una vigorìa leonina, e guai 1870 2| bagolon, a mi me n'importa un fic sec di to ciaciarad... Ah 1871 5| Martina! che aveva mai fatto a ficcarsi in quella garzaia! Ad ogni 1872 6| pigliava un granchio a secco fidandosi delle apparenze di quel 1873 1| rispose Gaudenzio, — ma due fidelini van minga mal.~Quando scesero, 1874 5| stanca, cadente, e tuttavia fiduciosa e serena, e pensava:~Pensava 1875 7| il pranzo trasmutato in fiele.~Nel momento della zuffa, 1876 1| sprazzo solare, fra cumuli di fieno, si agitavano pennellate 1877 4| rivolse di nuovo la faccia fiera verso quei signori.~Il grosso 1878 1| elegante solcò con disdegnosa fierezza tutta quella gente non badando 1879 4| santificata col sangue de' suoi figli? Non sa lei che da Emanuele 1880 3| spingerli ancora un poco, figliavano addirittura.~A Oira scese 1881 3| nell'unica compagnia del figliolino dell'oste, un ragazzo molto 1882 7| un cane, lontano dai suoi figliuoli, morire dello stesso colpo 1883 5| macchia, ed ecco il suo bel figliuolino più in su, che scendeva 1884 4| di miele.~La Zina era una figurettina sciolta, flessuosa; l'occhio 1885 1| pennellate di cinabro le vivaci figurine delle rastrellatrici scintillanti 1886 3| gli alberi si allacciavano filari di palloncini e festoni, 1887 2| si dice... ecco due ore filiate via senza noja!~Il sole 1888 2| Audenzio, Elia, Demetrio e Filiberto.~E per dare maggior evidenza 1889 2| ed ecco che le rondinelle filinguellavano immemori delle angustie 1890 1| poveretti riprendendo il filo delle sue litanie.~— Si 1891 6| come nacchere.~— Mi gho 'l filon de la schiena tutt a tocc! — 1892 7| trascinandolo suo malgrado a filosofare sulle vicende e gli sconforti 1893 7| era fatto per loro.~Così filosofava Gaudenzio, agitato da un 1894 5| che nella luminosa sintesi filosofica dello Spirito Nuovo, ha 1895 6| poco prima era riuscito a filtrare una pennellata scialba biaccosa 1896 5| sentiva nella schiena una filtrazione di caldura scottante. E 1897 Ded| chiacchierate filosofiche, ed il finale accordo dei nostri pensieri 1898 | financo 1899 6| pareti e nel soffitto, ed un finestruolo unico, una specie di sgattajolo 1900 5| tenergli dietro. E poi, fingendo di suonare la cornetta, 1901 3| E se il signor Strepponi fingeva di non accorgersene, ella 1902 5| certa ripidezza, e quando finì la prateria, ecco certi 1903 4| giusto... desidero anch'io di finirlariprese fra le mani il 1904 4| professore gli saettava.~— La finisca! — gridò il figlio Begozzi 1905 4| che voleva dire: se non la finisce, glie la faccio finire!~ 1906 4| baci, e lagrime che non finivano più.~Il capitano Errero 1907 2| Gaudenzio per farle dispetto, finse di interessarsi viemmeglio 1908 4| di cavallone chiazzata di fiocchi e di batuffoli di nuvolaglia 1909 2| raccolta sull'onde come zattera fiorita in aspettativa del vento 1910 5| suo cappellino elegante e fiorito, con le sue scarpette bagnate 1911 4| mio; io sono professore di fisica, ma quando è del caso, dò 1912 2| l'animo in festa per la fisiologica letizia di un buon pranzo, 1913 5| una ragione, aveva l'idea fissa che la strada buona fosse 1914 3| incominciò a guardarsi intorno fissando ognuno in faccia con quella 1915 2| tempo cioè in cui si può fissare qualche punto storico. Al 1916 2| vagone.~Sor Gaudenzio lo fissò con occhio soddisfatto, 1917 7| imbarazzato perchè di fuori aveva fiutato il battibecco, e togliendosi 1918 1| entrare in quella cassetta, e fiutava l'aria intorno vagolando 1919 2| per non perder tempo.~Li fiutò da lontano un custode cicerone. 1920 7| ricordo; e gli presentò un flacone soggiungendo:~— Eccole il 1921 4| biancastri, si agitava scomposto flagellando la spiaggia.~Nel mezzo, 1922 4| fanghiglia: il lago plumbeo, flagellato, squassava cavalloni torbidi.~ 1923 7| bujo come pipistrelli, e lo flagellavano di ricordanze penose.~Ecco 1924 6| dappresso da barattarsi il flato.~Sotto le tavole, gesummaria! 1925 7| altrimenti le può venire un flemone, un bubbone, o una periostite 1926 4| una figurettina sciolta, flessuosa; l'occhio mobile iniettato 1927 2| Marco Aurelio imperatore florebat.~Il cuoco sulla porta accese 1928 1| gialliccia e passura delle guance flosce.~Cappello a tese larghe, 1929 4| impronta di un temperamento focoso più accessibile alla prepotenza 1930 3| due insieme a vociare con foga giovanile. Ed alla strofa:~ ~« 1931 1| fantastica luminaria miriadi di foglioline trasparenti di sole, e tralci 1932 2| po' de salame, e ovi al fogliotto per due.~La donna se ne 1933 2| Mimulfo.~ ~ ~ ~Sulla riviera folgorava un aureo tramonto. Il lago, 1934 5| precipitava; squallivano intorno i folgori erubescenti del tramonto, 1935 1| tratti in mezzo a siepi folte di biancospini, piene di 1936 3| Martina. — Piuttosto alora in fond del lag, ma mi a Omegna 1937 5| in una valletta stretta e fonda come un pozzo.~E va, e va, 1938 2| miraggio di paradiso la sua fondacheria di Sanazzaro, ed il comodo 1939 2| la vostra casa, il vostro fondaco, non sarete mai altro che 1940 5| erano tanto allarmati senza fondamento, che i loro sospetti su 1941 2| venerando vescovo Bescapè fondatore della cappella.»~I contadini 1942 2| Stirpe, ossia i Levi-Liguri fondatori di Novara, secondo la stessa 1943 Ded| il nostro caro Giuseppe Fondini, anima eletta di artista 1944 2| dall'allegria, ordinò una fonduta con tartufi, malgrado le 1945 5| faceva rimpiangere la bella fontana zampillante nell'ombria 1946 5| accanto a pisciatelli di fontanini scorrenti sui pascoli muschiosi. 1947 5| più in su, nel trogolo del fontanino, una bellissima giovane 1948 6| di ripiego; abbiamo tanti forastieri.~— Basta che ghe sia il 1949 2| inglesi, come si dice, se un forastiero voleva traghettare da Orta 1950 1| alcuni lumicini tremolanti foravano il grembo nero della montagna 1951 7| canterale, prese la tanaglia, la forbì diligentemente, e Martina, 1952 6| entro; quei signori sapevano forbirsi le labbra civilmente, senza 1953 5| Quelle spine, quei virgulti forcellati la fustigavano maledettamente. 1954 Ded| Legatrice dei covoni, dei Forconi Americani, e dell'impareggiabile 1955 7| sulla tanaglia un dente forcuto, sanguinante.~Martina sbruffava 1956 1| Scusino — disse — sono forestiere anch'io, e due chiacchiere 1957 1| resipiscenza; guardando quel lago forestiero, pensò alla sua botteguccia 1958 3| roccia è questa? Come si formano i terreni? Perchè nascono 1959 2| o più probabilmente una formazione granitica con sovrapposizioni 1960 3| il suo Carlino contro il formidabile scetticismo del mondo grezzo; 1961 6| stritolato, maciullato sotto le formidabili zanne dei vigorosi mangiatori.~ 1962 5| dogma promulgato senza formole legislative, sprizzato come 1963 4| e l'oste badava ai suoi fornelli perchè aspettava da un momento 1964 4| ammazzato dalla fatica e dal fornello, si spogliava per mettersi 1965 6| era la cucina, e quel bel fornellone nero di fuliggine, rallegrato 1966 7| ogni nonno, deve essere fornito di questo balsamo per preservare 1967 3| La spiaggia era come un forno... arrampicarsi su per la 1968 5| gli anfratti ombrosi delle forre, i lontani meandri delle 1969 7| gente, buoni compagnoni, forti, robusti, e tutti morti!. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .~ 1970 2| scacciandone il Vescovo, e si fortificò sulla riviera erigendo le 1971 5| Signore voleva così!... le forze non erano più quelle di 1972 4| caldo alla vecchia, e la forzò quasi a sorbirlo. — Questo 1973 4| a questo Volturno... non foss'altro che per assaggiare 1974 5| la prateria, ecco certi fossatelli pieni di fanghiglia. Madama 1975 4| della sala rovesciando con fracasso la sedia; e puntandosi con 1976 1| impaludato entro un ampio fraccone nero lucido, mezzo nascosta 1977 4| e Carlino.~Erano molli, fradici, inzaffardati fin nella 1978 3| e scoppiavano ilarità fragorose.~Tutti erano allegri, di 1979 5| impose silenzio con un fragoroso tss... che tappò tutte le 1980 5| inaffiate nel latte tiepido e fragrante, le si erano conficcate 1981 2| riempiendo la piazzetta di soave fragranza; i caffettieri mettevano 1982 2| bottega prospettava sul lago: framezzo agli ippocastani della piazzetta 1983 3| riverenze, e discorsi buttati a frammenti nell'aria.~I Gibella guardavano 1984 1| nastri e di cincigli. E frammezzo a quelle chiazze di colore 1985 5| ciglione irto di macigni e franature.~Il sentiero era basito, 1986 2| come venivano.~L'affabile e franca espansività del signor Gaudenzio 1987 4| pigiava sull'uscio, entrò con franchezza di torero nella sala, e 1988 2| Mimulfo parteggiando per i Franchi, ebbe infauste le sorti. 1989 3| rivolgessero la parola.~Era franco, schietto fino alla rudezza, 1990 6| la sbatteva giù obliqua, frangendola con rullo rabbioso sui tavolati 1991 4| guardava la pioggia che si frangeva contro la finestra, e ad 1992 3| anni li aveva passati sanza frascherie amorose, non voleva adesso 1993 3| rinforzava qualche volta la frase, e più spesso si soffermava 1994 7| andarsene alla piazza. Nel frattempo si bisticciava con la moglie, 1995 6| provvisorio!...~E dopo questa frecciata, tracannò una bicchierata 1996 3| caricatura, la satira, la freddezza triviale, assassina, sono 1997 6| una sfogata a quella sua fregola di fare il gentiluomo, sciupando 1998 3| faceva pensare ai pirati fremebondi, balzati dalle cetre dei 1999 4| e si avviticchiava con fremiti di pantera al collo del 2000 2| stornellatrice, e 'l petto frenato ne 'l busto~» che sotto 2001 4| Segezzi preso da subita frenesia, abbrancò la moglie per 2002 4| pezzuole, e giù sventolate frenetiche, senza più badare all'ombrello 2003 6| riviera troppo democratica, frequentata da bottegai in vacanza, 2004 3| globo, ed ora in causa di frequenti attacchi artritici, aveva


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