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Achille Giovanni Cagna Alpinisti ciabattoni Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
grassetto = Testo principale Cap.grigio = Testo di commento
2505 2| fascio di giornali, e per ingannare l'aspettativa, Gaudenzio 2506 3| uscita dal collegio educata, ingentilita ed innamorata a perdizione 2507 3| le orecchie d'asino agli ingenui del sentimento.~È lecito 2508 4| a Marsala se non c'era l'Inghilterra.... basta, lasciamola lì...~— 2509 6| bocche nere che sempre inghiottivano, baffi unti di sugo che 2510 2| buon umore, ma le vecchie inginocchiate soffocavano l'allegria colle 2511 5| anche sullo stomaco quell'ingiuria saettatagli dalla moglie.~ 2512 2| guardarli, lo chiamavano l'Inglès de magher, ed i camerieri 2513 4| In un attimo la sala fu ingombra di valigie e di bauli, e 2514 6| macchie policrome, erano ingombre di piatti, di bottiglie, 2515 1| ponte e la piazzetta erano ingombri di curiosi e di villeggianti 2516 5| la pena di passare per l'ingranaggio di quelle torture di spasimi 2517 5| di ragnatele, trafelati, ingranchiti, e viscidi di umido e di 2518 4| per il primo tutto pesto, ingranchito; sbadigliò stirandosi in 2519 6| sulla testa, una sorpresa ingratissima.~Un giovane dalla figura 2520 5| ma i Gibella erano tanto ingrugnati, che non si dissero parola.~ 2521 4| flessuosa; l'occhio mobile iniettato di striscioline sanguigne, 2522 1| trasparenti di sole, e tralci injettati di sanguigno.~Poi la siepe 2523 3| educata, ingentilita ed innamorata a perdizione del suo professore 2524 3| professorino.~E così gli innamorati ebbero modo di rivedersi 2525 7| figliolo Leopoldo, era un fatto innegabile, e quando per caso se lo 2526 3| sclamava — cantiamo l'inno di Garibaldi! E tutti e 2527 6| buon mercato, e mandare innocentemente in malora gli osti ed i 2528 2| gente che attribuisce quelle innocenti smargiassate alle clandestine 2529 6| poco al fatto di questa innovazione della moda nei segni di 2530 7| caval!~E volse la faccia inorridito.~— El savevi mi! — gemè 2531 5| risposta, una secchezza inquietante, e istintivamente si guardò 2532 2| un sangue freddo da padre inquisitore tonò:~— Veniamo adesso ai 2533 5| mangiato volontieri quell'insalatina fresca e lucente; la sgambettata 2534 2| Gallie, e lo prova un'antica inscrizione, che esisteva in Vogogna 2535 6| compagnia dell'ormai suo inseparabile Giuseppino.~Gaudenzio, da 2536 5| condensavano e salivano insidiose le brume grigie della sera.~— 2537 2| Prepositi, i Varrone; e la insigne famiglia Gemelli ha prove 2538 6| strombatura dei calzoni, si insinuava una brezzolina umida così, 2539 2| Gaudenzio era fisso, ed insistette con tanta buona voglia che 2540 2| sotto i portici, ferveva un insolito andirivieni di gente.~Il 2541 3| intolleranze, i nervosismi insopportabili della sua signora; ma quei 2542 2| occidit Mimulphum ducem de insula S. Julii.» . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .~ ~— 2543 3| papà che scopre i germogli intellettivi della sua creatura, sempre 2544 5| guardava con un sorriso intelligente e commosso quella vecchiaia 2545 3| una moltitudine che non intende queste soavi effusioni dell' 2546 2| droghiere avesse potuto intendere il lascivo lenocinio dei 2547 4| Begozzi: — santo Dio, non c'intendiamo! Si voleva dire che in mezzo 2548 4| quaicoss? — chiese Gaudenzio intenerito.~— Ma sì, povera vecia — 2549 6| quale altezza di grado e intensità di dolore, quella corretta 2550 4| come se proprio avesse intenzione di urtare una suscettibilità, 2551 6| e poi più forte, con intenzioni dedicatorie: — Ah! ne conosco 2552 6| tavola.~Nei suoi discorsi intercalava certi sottintesi che parevano 2553 4| ai Bronzetti, ai Cairoli, intercede una santa processione di 2554 4| avvinghiarono in un abbraccio, intercettando il passo ad ognuno.~Pregati 2555 2| quell'archivio documenti interessantissimi... spero di compiere un 2556 2| farle dispetto, finse di interessarsi viemmeglio dei discorsi 2557 4| pareva che i Gibella si interessassero di quella poveretta, il 2558 2| tipografici, e per lo spazioso interlinea, gli prometteva una comoda 2559 4| la giacca di tela del suo interlocutore, avesse lucori e tintinnii 2560 3| spassandosela in barchetta, o internandosi nella gola del torrente, 2561 5| abbandonava il sentiero per internarsi in certe gole petrose che 2562 4| presenza di un pubblico internazionale, sul ponte di un piroscafo, 2563 4| Il procuratore Begozzi si interpose bonariamente per sedare 2564 2| Lacus-Cusius, e così pure interpreta il Cluverio stando alle 2565 5| Non c'era anima viva da interrogare, ma il sentiero del prato 2566 7| lanciato nè un dubbio, nè un interrogativo al di là delle quotidiane 2567 6| non parla, non risponde; interrogato, sghiscia in mezzo alle 2568 1| Martina era intervenuta per interrompere la cantafera e liberare 2569 3| le sue investigazioni, lo interrompeva sclamando:~— Carlino, adesso 2570 2| tutta la sconvenienza dell'interruzione, e rispose vibrato:~— Te 2571 5| guazzo viscido, che fra gli interstizii dei ciottoli lucenti, rispecchiava 2572 4| contro la finestra, e ad intervalli borbottava:~— Questa l'una 2573 2| rompere subito il breve intervallo di silenzio, chiese:~— Che 2574 4| battaglia del Volturno, con intervento, ecc. ecc. — Il venerando 2575 1| capelli. Più volte Martina era intervenuta per interrompere la cantafera 2576 4| faccio finire!~Almeno così l'intese il professore Augustini, 2577 4| Meno male che ci siamo intesi! — ma con un tono che voleva 2578 6| Ma colui non si diede per inteso, e continuò le sue chiacchiere.~ 2579 2| e tirò via al secondo, intestato: Iohannide di Crisippus, 2580 2| andava più in fondo negli intimi particolari di famiglia.~ 2581 4| credendo forse di averlo intimorito, volle ancora ribattere 2582 1| dovette contentarsi di intingere il pane nella poltiglia 2583 4| rotolando nel brago, e rientrò intirizzito in cucina.~— Piove sempre? — 2584 4| componendo io, e che si intitolerà: Cani e Gatti; ho già pronta 2585 3| erano molte, le bizze, le intolleranze, i nervosismi insopportabili 2586 2| fuliggine e le pareti di intonaco chiazzato di umidità, era 2587 3| tanto facilmente sapeva intonarsi e trovare un linguaggio 2588 3| Gounod!~E Carlino subito intonava con la sua voce argentina, 2589 4| per quella roba. Errico intonò la marcia. A quelle vibrazioni 2590 2| abbastanza; ma le vecchie erano intransigenti, e ad ogni stazione, giù 2591 4| un po' tirarono innanzi intrepidi, sperando che un vento propizio 2592 5| bel tratto, in una fratta intricatissima.~Sarà quella la strada? 2593 5| si trasse presto da quell'intrico di vallicine, e dopo una 2594 3| per gli altri, ha virtù intrinsiche che sorreggono e confortano 2595 2| accompagnati al primo piano, ed introdotti in una camera.~Le finestre 2596 2| fine, anche madama si era intromessa nella chiacchiera, proclamando 2597 6| e tutti gli astanti, si intromisero vociando, e brancicando 2598 4| poteva certo tollerare l'intrusione di quell'estraneo dalla 2599 1| quel che sarà!~Gaudenzio intuì qualche cosa di serio e 2600 2| occhio a sghimbescio e con l'intuito acuito della fame vedeva 2601 2| dalla buona digestione, intuiva vagamente che i denari sono 2602 2| dinanzi al caffè principale, intuonò un valzer in gran voga del 2603 7| malessere, un tedio, una nausea, invadevano il suo pensiero trascinandolo 2604 7| altro per trovar requie, ma invano: il lugubre quadro lo perseguitava; 2605 5| diritto — gli rispondevano invariabilmente, ed egli ringraziava, pensando 2606 5| sfuggire una parola, ringhiò invelenita:~— Ti te sarè semper un 2607 6| seggiola, precipitandosi invelenito sopra il Noretti, ed agguantandolo 2608 6| decisamente i viaggi sono inventati per far sembrare più buona 2609 6| le parti da quella strina invernale tagliente come vetro.~La 2610 5| sulla riviera spolverata, inverniciata dalle pioggie del giorno 2611 5| annata era stata magra e l'inverno minacciava di richiuder 2612 2| botteguccio.~Senza tanto investigare, e per via di progressiva 2613 4| Saltò su il figlio Begozzi inviperito come un galletto, e ringhiò 2614 2| riprovato ad abboccarlo invitandolo in barchetta, visto che 2615 2| districarsi, ed ubbidirono all'invito come ad un comando. Quello 2616 6| sgusciando lieto dal suo involucro tepente, andò fuori per 2617 4| Uh! guarda, papà, come è inzaccherato il povero Toni! — sclamò 2618 4| Carlino.~Erano molli, fradici, inzaffardati fin nella schiena.~Venivano 2619 2| di aver abboccato un pane inzuppato, continuò:~— I signori sono 2620 2| via al secondo, intestato: Iohannide di Crisippus, e scivolò 2621 2| mite, raccolto, ed alquanto ipocondriaco, si compiaceva di quei suoi 2622 2| un profluvio di cosmiche iridescenze; la riviera effondevasi 2623 2| la chiassosa e fiammante iridiscenza dei colori autunnali.~In 2624 6| sclamando con desolata ironia:~— Adess sem bei!... acquarela 2625 5| erano le traccie sicure, irrefragabili, del passaggio di bestie 2626 2| alimentaria di Trajano, comprova irrefragabilmente il nostro asserto, e vado 2627 2| grado di apprezzare la sua irreprensibile e corretta eleganza inglese. 2628 7| sbuffando nell'oscurità la loro irrequietezza.~Gaudenzio era febbricitante, 2629 6| aveva una faccia da galletto irrequieto.~Parevano a prima vista 2630 6| di buona lega, sentiva un irresistibile attrattiva di simpatia verso 2631 1| salvare il solino dalle irrigazioni della faccia si era legato 2632 5| andargli a versi e non irritarlo. Chissà; forse sarebbe abbastanza 2633 5| disi! — sclamò il droghiere irritato; — mi sont un asen, ma ti, 2634 4| adunghiava con tutto l'impeto irruente della sua incontinenza.~— 2635 5| quel mestolone di ferro irrugginito gli faceva ripugnanza, e 2636 3| madama Strepponi, sempre irta di nervosismi e di saette.~ 2637 5| montagnaccie dai greppi arsicci, irti di balze e di scoscendimenti 2638 1| dello stomaco repellente per isbarazzarsi in qualunque modo.~Sul lago 2639 6| della moda, erano andati in Iscozia ai bagni, lasciandolo in 2640 2| dotto opuscolo il lago di Iseo, dove era stato nelle vacanze.~ 2641 6| vacanti, ed i Gibella rimasero isolati in capo alla tavola.~Martina 2642 1| divertirsi.~Sor Gaudenzio non istava più nella pelle dal desiderio 2643 5| barzellette, e le signorine non istavano più nel busto, un po' per 2644 5| secchezza inquietante, e istintivamente si guardò intorno con diffidenza.~ 2645 5| terriccio.~Sor Gaudenzio per istinto atavico retrocedendo di 2646 5| tutte le conquiste e le istituzioni della civiltà.~Pensava a 2647 1| signor Noretti incominciò l'istoria.~Martina non ne poteva più; 2648 5| canticchiando, imitando tutti gli istrumenti, ed ora si erano messi tutti 2649 7| clientela, lire due, compresa l'istruzione... E sporse la mano dicendo 2650 4| gli occhi, e fu lì lì per isvenire nelle braccia del signor 2651 4| Benedetto Cairoli, Bajardo italiano, prenderà parte alla festa 2652 2| Cluverio stando alle tavole Itinerarie di Antonino Pio — Et ex 2653 2| monachi in communi dormitorio jaceant........~E così per un'altra 2654 4| popolare, dai volumi di Jessie Mario alle cesellature storico-letterarie 2655 2| e dell'aria.~L'Hotel S. Jules che piglia con le sue dependances 2656 2| Mimulphum ducem de insula S. Julii.» . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .~ ~— 2657 2| dicente: Via facta a Cajo Julio Cesare.~Alla riviera rimasero 2658 4| era l'entrata dello Sciah Kaimakà dei Due Orsi... Era pazzo 2659 7| pancia come grembiale di Kanguro.~Il dottore in un momento 2660 2| sorvolare sull'asprezza del dire Lac-Cusius.~Difatti la tavola Peutingeriana 2661 2| questo la denominazione del Lac-Usius, denominazione sincopata 2662 5| carponi per entro a quella lacca malagevole, coi panni sgualciti, 2663 6| passando vicino a quel carname lacerato, e, per successione di idee, 2664 5| scappati dalla galera! sudati, laceri, affamati, ed avvelenati 2665 6| grondanti di sangue e di lacerti.~Brrr... che orrore!~Nell' 2666 2| di Antonino Pio — Et ex lacu Cusio deductum!~. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .~ 2667 2| tavola Peutingeriana dice: Lacus-Cusius, e così pure interpreta 2668 5| della giornata. Una faina ladra molestava il pollaio della 2669 3| Piuttosto alora in fond del lag, ma mi a Omegna ghe vegni 2670 1| sgualdrina che se la spassava sui laghi in compagnia di quel suo 2671 4| tremolare sugli occhi una lagrima; madama piangeva fin dal 2672 5| coltellaccio nelle carni... quella lama gelida nella pancia!... 2673 6| dolore, quella corretta e lambiccata dignità di gentiluomo, erano 2674 6| rallegrato dalla fiamma che lambiva la marmitta nera, grassa, 2675 3| però i Gibella non ebbero a lamentarsi. Quei signori li lasciarono 2676 1| sopra una spolverina di lana chiara copiata per la circostanza 2677 7| di conti, non aveva mai lanciato nè un dubbio, nè un interrogativo 2678 7| cascatelle e rigagnoli lancinanti argentei lucori fra il verde 2679 5| presto, perchè in quella landa solitaria, così lontana 2680 2| prendevano interesse a quella lanterna magica di rappresentazioni, 2681 2| era una stemperatura di lapislazzuli, l'isola di San Giulio una 2682 5| la santa Provvidenza che largisce tanta serenità di animo, 2683 Ded| stampati in disparte come le lasagne del papa!~Oh via, lasciamo 2684 2| fin quasi alle caviglie, lasciandogli allo scoperto un tratto 2685 6| andati in Iscozia ai bagni, lasciandolo in ferie per un pajo di 2686 3| Dio avesse preso una cotta lasciandosi guidare dal senso della 2687 3| asini, gli imbecilli che si lasciano accalappiare dai vezzi giovanili, 2688 7| bisognava pure incamminarsi, e lasciar posto a quegli altri che 2689 2| commenti sotto voce, e prima di lasciare la cappella, borbottavano 2690 7| di secco, senza neanche lasciargli il tempo di digerire l'ultimo 2691 7| dell'opera mia, io voglio lasciarle un mio ricordo; e gli presentò 2692 4| avvocato comicamente, — io lascio andare il Volturno, ma per 2693 2| Tornate, tornate, tornate,~» O lascivi ricordi: estenuàtemi!~……………………………………………………………………………………………………………………………..~ ~ 2694 2| Gaudenzio, lasciamola lì!~— Lassemola pura, — rispose Gaudenzio, — 2695 2| lago affondato, simile a lastra di nichelio, marezzato di 2696 3| egli o che avesse capito il latino, o che si riservasse di 2697 5| si sciolse in lazzi ed in latrati di allegrezza, e per dimostrare 2698 2| della cappella seconda, e latrava con enfasi da cantambanco:~« 2699 5| Accidenti a la campagna, al latt, a la montagna!~E pensare 2700 5| sua drogheria, c'era la lattivendola, la quale per un soldo dava 2701 2| degli ippocastani. Alcune lavandaie sulla riva tuffavano le 2702 2| personaggio così grave; le lavandaje della spiaggia che lo vedevano 2703 2| strettoja.~Dopo di essersi lavato, Gaudenzio spalancò la finestra.~ 2704 5| dopo di aver bevuto quella lavatura di stracci, peggio non poteva 2705 5| frusciante nel fondo del lavino.~A tratti la strada si svolgeva 2706 1| patriarcale di famiglia, lavorata con rabeschi preistorici. 2707 3| se non ci fossero questi lavoratori ciechi, questi cirinei del 2708 5| che aveva negli occhi, e lavorava di anche e di gambe per 2709 2| sorgente lì presso. Le mammine lavoravano di ago o di maglia sulle 2710 5| riconoscente si sciolse in lazzi ed in latrati di allegrezza, 2711 2| soldato; l'incontro del lebbroso, e la comparsa di nostro 2712 4| dovunque, non avevano fatto che leccarsi, sdilinquire in abbracciamenti, 2713 6| tondi smessi, rabescati di leccature e di sughi.~Abbasso, nelle 2714 3| ai più umili uffici senza ledere per nulla la sua distinzione 2715 2| giurando di voler riconoscerlo legalmente, perchè sentiva proprio 2716 5| loro sudori, e muoiono, legando alla loro posterità un più 2717 4| figliola, babbo e genero, si legarono, si avvinghiarono in un 2718 1| brandello di carnaccia coriacea, legata con refe, e impappinata 2719 1| irrigazioni della faccia si era legato il fazzoletto a mo' di tovagliolo 2720 Ded| diffonditore in Italia della Legatrice dei covoni, dei Forconi 2721 5| luce, come il calore dalla legge suprema che governa ogni 2722 4| stupidi sottintesi sulla leggenda garibaldina, volgendo in 2723 5| quell'acqua, e sopratutto leggera, come asseriva Gaudenzio.~ 2724 4| queste belle signorine che leggeranno forse Zola, Daudet, De-Goncourt; 2725 4| grado commentino con tanta leggerezza dei fatti che onorano il 2726 3| avanti sempre così; borsa leggiera, e cuore aperto. Vedi laggiù 2727 5| promulgato senza formole legislative, sprizzato come la luce, 2728 3| offusca le gioie schiette, legittime del pensiero. I volghi procedono 2729 2| boscaglia.~Quei fantocci di legno, duri, barocchi, impolverati, 2730 5| tutti e due i piedi, ed un lembo delle sottane.~E adesso 2731 3| il professore per dar più lena alla marcia, volgendo al 2732 2| potuto intendere il lascivo lenocinio dei versi, egli nel suo 2733 7| in ogni fibra una vigorìa leonina, e guai a Dio se non gli 2734 1| secco.~Egli mandò uno sbuffo leonino, si levò il cappello, si 2735 2| al gomito, e borbottò con lepidezza bottegaja:~— La par l'insegna 2736 7| ed anni in un tugurio a lesinare sul centesimo, speculare 2737 4| con declamazione comica, lesse forte:~Novara. «Domenica 2738 5| corse su per l'erta sassosa, lesto come un daino, minacciando 2739 5| rimestava un mucchio di letame fumante.~— Brav'uomo... 2740 3| casa e della famiglia, le letizie del cuore, ed i conforti 2741 4| Sem a pena vegnì giù del lett!~— Mi gho un frecc de can! — 2742 Ded| paziente delle mie eruzioni letterarie.~E avanti così, finchè a 2743 4| Nazionale; c'è tutta una letteratura, spicciola, popolare, dai 2744 1| disagio che dava malinconia.~— Leva quela cavagna che te ghet 2745 2| si svestirono a mezzo, levarono le scarpe, i solini, e tutti 2746 5| gli pesava; pensò bene di levarselo e portarlo sul braccio, 2747 2| Gaudenzio ronfiava con la pancia levata e la bocca aperta.~La grana 2748 3| cosciente della propria levatura.~E rallegrato da questo 2749 2| vento, santi del cielo! levavano la pelle ai poveri viaggiatori.~ 2750 2| Ligurum Stirpe, ossia i Levi-Liguri fondatori di Novara, secondo 2751 1| ventre sotto la camicia levigata, e si rimise a soffiare 2752 6| eleganze più raffinate e levigate dell'alta società, il baggeo 2753 3| giorno stabilito per la lezione; il professore arrivava 2754 4| quando è del caso, dò anche lezioni di buona creanza!~— Mi maraviglio! — 2755 2| quella musica civettuola, leziosa, le cacciava un subbuglio 2756 3| polmoni esercitati all'aria libera, durava tutta la giornata. 2757 1| interrompere la cantafera e liberare il marito da quelle panie; 2758 7| era piombata in tempo per liberarlo da quel cruccio, cacciando 2759 7| quando sputacchiava per liberarsi dal sapore plumbeo del sangue 2760 5| calda, fraterna, del suo liberatore, si sentì dilatare il cuore 2761 4| intanto che le donne si liberavano degli involucri e dei cappellini.~ 2762 4| resto, le opinioni sono libere... e non è il caso nè di 2763 2| appetito.~Martina intanto si liberò un poco della sua scarpetta.~ 2764 4| maestosa figura in atto di librarsi su lui, si strinse nelle 2765 6| contro la ringhiera, come librati fra cielo e acqua, con l' 2766 2| elevarsi e nobilitarsi, viveva librato nella perenne aspettativa 2767 2| aranciato; i culmini rocciosi libravano le creste ambrate nella 2768 Ded| sulle rocce spalmate di licheni, e più si dilatavano gli 2769 3| lasciarono in pace; parevano lieti di una notizia contenuta 2770 1| imponente, le onde gemevano un lieve fruscio di risacca.~Le barchette 2771 6| darsi un tono di più alto lignaggio, si mise a far lutto senza 2772 2| gallica, o non forse l'antiqua Ligurum Stirpe, ossia i Levi-Liguri 2773 2| ciel di topazzo~» in una linea dolce — soavemente —~» e 2774 4| aggiunse un altro.~— Ed il lion feroce che va a divorar 2775 2| striscia d'argento~» del Liri, da cui emergon le Vallisnerie~» 2776 6| virgola, teste pettinate, liscie, presentabili; persone ammodo 2777 2| vinello andava giù così liscio, che sor Gaudenzio dovette 2778 5| La Janna continuava la litania delle sue miserie; l'annata 2779 1| riprendendo il filo delle sue litanie.~— Si fermano qui domani?~ 2780 4| sfumavano in una striscia livida piena di minaccie.~I colli 2781 6| Le montagne circostanti livide, turchinicce, barbigiate 2782 1| degli schiarimenti sulle località.~— Il signore non è di queste 2783 3| passerà le notti nelle locande, in ferrovia, in carrozza, 2784 3| campagna nelle loro terre sul Lodigiano; erano ricchissimi e non 2785 6| al servizio di una casa lombarda di alto rango.~Avvezzo a 2786 5| proprio che de chi, se va lontan de la nostra strada!~La 2787 3| pretensione che gli ricordava lontanamente il tepore casalingo della 2788 5| vallicine dileguanti nelle lontananze verdi, ignote, il romire 2789 | lor 2790 1| su la forca quel asnon... lù e la so morosa!~Il signor 2791 5| asciutta, rabbiosa, era lubrica, infida, e spesso or l'uno 2792 5| trascinandosi sui ciottoloni lubrici del selciato, mulinava fra 2793 5| annebbiati della vecchietta luccicava, tremolando, il raggio di 2794 2| gli occhi del professore luccicavano di insolita vivezza.~— Professore, — 2795 5| fogliami, il fruscio di una lucertola, il rumore stesso dei loro 2796 2| personaggio così modesto, e nella lucida allegrezza provocatagli 2797 2| guazzetto sotto l'ampia e lucidana imponenza del cielo. Le 2798 3| ripuliva l'insalata, si lucidava le scarpe, e tutto andava 2799 5| sforzo, ricordò, con una lucidità di mal augurio, tutte le 2800 1| in roseo scialbo l'ultimo lucore vespertino.~Ritto sulla 2801 6| riviera per i suoi pranzi luculliani a lire due e mezza.~La piazzetta 2802 6| Ghe l'ha propri con mi sto luder! — pensava Gaudenzio guardando 2803 4| del destin,~«Porta chi 'l luganeghin! »~ ~Ah che diavolo di un 2804 7| trovar requie, ma invano: il lugubre quadro lo perseguitava; 2805 7| cose.~Meglio morire come lumache appiccicate in un cantone, 2806 2| poesia con queste trosce da lumacone!~La caffettiera diede in 2807 4| trapano di raggi i nuvoloni, lumeggiando la riviera di aranciato; 2808 2| pennellata di roseo carnoso con lumeggiature di croceo fiammeggiante; 2809 1| riva, verso Pella, alcuni lumicini tremolanti foravano il grembo 2810 1| scintillavano in fantastica luminaria miriadi di foglioline trasparenti 2811 3| facilmente abbordare; pareva lunatico, e qualche volta passava 2812 2| mano, — io mi ricorderò lungamente di lei...~— Ma che dice?... 2813 3| particolari.~Era un po' lunghetta quella storia, ma via, pigliandola 2814 1| volte il treno correva per lunghi tratti in mezzo a siepi 2815 7| senza un pensiero a quei luoghi ameni, che erano stati il 2816 2| Gaudenzio sbadigliava fino a lussarsi le ganascie, dietro a quel 2817 3| che si dice avventori di lusso, nondimeno l'oste e tutta 2818 1| Gibella con gli occhietti già lustri, disse:~— Se questi signori 2819 2| una cappa sbrendolata di lustrina che gli scendeva fin quasi 2820 2| verde.~Il lago spazzato, lustro, dilagava nell'azzurro, 2821 2| questi bei versi tirati a maccherone dalla letizia serafica di 2822 5| Augustini che sbucava da una macchia, ed ecco il suo bel figliuolino 2823 5| con quel coltellaccio da macellaio che aveva in saccoccia.~ 2824 2| nerboruti, con le braccia da macellajo sempre in atto di squartare 2825 5| che da un muricciolo di macera, fatto di roccie sovrapposte, 2826 2| sorgeva sbiadita, frolla, macerata dalle brume notturne; le 2827 4| colli di Gozzano e di Ameno, maceravano sotto un fitto velo di piova. 2828 6| grigio, immane marsupio di macigno, come in procinto di colmare 2829 2| cospetto di quel povero santo macilento, tribolato, e provavano 2830 6| via montagne di rosicchii maciullati.~Le finestre alte, claustrali, 2831 6| tutto dilegua stritolato, maciullato sotto le formidabili zanne 2832 2| faccia grinza, chiazzata di macule e sporca di barba disfatta 2833 3| del soave matrimonio di madamigella Zina col suo adorato Enrico, 2834 5| un cane! — mormorarono le madamigelle.~— Canzonano! un cane? — 2835 4| tavola.~— Allora, madame e madamine... ognuna al posto per il 2836 3| svenevole, stecchita, in posa da Maddalena bizantina, col seno sbardellato, 2837 7| purcacion d'un ciarlatanon... Madona, che sganasciada!... e l' 2838 2| per una intiera settimana!~Madonna Santa! una settimana così!~ 2839 4| medioevale; e vedendo quella maestosa figura in atto di librarsi 2840 3| verde, ed il naviglio girò maestoso volgendo la prua nera verso 2841 2| questi poveri diavoli di maestri tirano sempre al verde che 2842 2| valzer in gran voga del maestro Capitani.~Quelle vibrazioni 2843 2| famigerato Capitano Cesare Maggio, e dell'eroismo di Maria 2844 4| gli tappò la bocca alzando maggiormente il tono della voce.~— Oh 2845 2| lo chiamavano l'Inglès de magher, ed i camerieri dell'Hotel 2846 2| interesse a quella lanterna magica di rappresentazioni, e le 2847 2| testa; e giù scappellate magistrali da un canto all'altro della 2848 2| suo testone che pareva un maglio.~E tutti dietro, compresi 2849 4| Queste sono belle, sono magnanime cose!... altro che facezie 2850 6| dintorno.~— Buona la minestra! magnifica la costoletta! — sclamò 2851 2| facciamo un salto da Carlo Magno fino all'anno 900!~Ma Gaudenzio 2852 4| dal vento contro le gambe magre, si avventò di corsa a raccattare 2853 7| inutil... L'è chi el dent malà... me n'ha strapà vun per 2854 2| buona famiglia, ma con una malaccia aristocratica infiltratasi, 2855 6| figura scomposta, infagottato malaccio in abiti di eleganza ritardataria, 2856 5| per entro a quella lacca malagevole, coi panni sgualciti, la 2857 6| strisciando le suole con malandra disinvoltura, strinse per 2858 1| persuaderlo; indi con passo malandro da ubbriaco, ruzzolò quasi 2859 1| Ci saranno molte febbri malariche?~— Niente febbri.~— La risaja 2860 7| strappavano di mano quel malarnese! Ma dopo quella vertigine, 2861 7| dentista; — è proprio un malato da strappare!~Corse subito 2862 2| poteva camminare; quella maledetta scarpa ricominciava a molestarla.~ 2863 4| quel giorno, quel tempo maleducato si metteva a fare le pazzie?~— 2864 7| malinconia infinita: un malessere, un tedio, una nausea, invadevano 2865 5| cenci di fustagno c'era un malfattore armato fino ai denti!~Gaudenzio 2866 5| deserta, lentamente, quasi malinconico, si avviò verso la sua casupola, 2867 2| sarebbe troppo comoda la malizia de imbrogliare i galantuomini 2868 4| vecchi dietro, raggianti di maliziosa compiacenza.~Il cielo si 2869 2| vaneggiare in un momento di malsana vertigine, ma non avrà mai 2870 3| vertigini tormentose, le malsane bramosie dell'utile ad ogni 2871 4| propizio buffasse via il maltempo; ma il rovescione d'acqua 2872 4| ai Ruffini, ai Manara, ai Mameli, dai Fratelli Bandiera ai 2873 4| labbra a trombetta verso la mammina, e giù una leccata, e poi 2874 2| Belvedere sorgente lì presso. Le mammine lavoravano di ago o di maglia 2875 4| Emanuele De-Deo ai Ruffini, ai Manara, ai Mameli, dai Fratelli 2876 4| colpo a quella sortita! Manca poco che una delle signorine 2877 6| puzzava d'acquavite. Metteva manciate di sale sul lesso, e, senza 2878 5| a quella testa sudata, e mancò poco che non cadesse in 2879 4| Anche il mio Errico vi manda tanti baci.~La vostra Zina.~ ~ 2880 2| compressa, e stette muta, mandando giù l'amaro.~Gaudenzio per 2881 4| lungo bacio dentro la bocca, mandandoglielo giù nella gola.~I vecchi 2882 7| dolore le dava tali morsi da mandarle le fumane alla testa, ed 2883 5| che qualche altro malanno mandasse a monte quel bel progetto. — 2884 5| di intingoli e bottiglie, mandate espressamente sopra luogo, 2885 7| un'allucinazione della mandibola. Eh! so ciò che vuol dire; 2886 3| Andava egli stesso in cucina, maneggiava le casseruole come una massaia, 2887 2| era abile quanto lui nel maneggio degli affari, e le due figlie 2888 3| non c'era modo di fare una mangiata senza seccature di testimoni, 2889 4| tavola i coniugi Strepponi mangiavano taciturni; il professore 2890 3| sedeva a mensa, altrimenti mangiucchiava in piedi sulla porta, o 2891 5| Martina con l'ombrellino a manico arroncigliato poteva aiutarsi 2892 6| Se togli l'abito, alle maniere~«Chi può conoscere il cavaliere?~ ~ 2893 4| galere, o impiccare come manigoldi i loro cari, colpevoli non 2894 5| occhio torvo... che aria di manigoldo! E poi, che cosa era quel 2895 3| fervore, con entusiasmo manovrando di bastone, ed il professore 2896 5| pietà vederla dal basso a manovrare con mani e piedi su per 2897 3| non erano tranquilli, e manovravano in modo da non essere veduti 2898 2| traghettando sopra il suo mantello disteso sull'acqua.~Approdato 2899 1| affumicati, e cercasse di mantenersi in una dignitosa resistenza, 2900 3| splendido effetto di sole... che maraviglia di colori e di rifrazioni! 2901 1| vagolando in giro con gli occhi, maravigliato forse che il Municipio non 2902 4| lezioni di buona creanza!~— Mi maraviglio! — urlò l'avvocato disorientato 2903 3| Accidenti!... altro che seria! marchiana addirittura. Ah giurabacco... 2904 2| sarebbero rimessi in viaggio marciando tutta la notte per arrivare 2905 5| capre, che li obbligava a marciare uno dietro l'altro.~Il montanaro, 2906 2| prove indiscutibili che: sub Marco Aurelio imperatore florebat.~ 2907 2| professore con gli occhi mareggianti in letizia, abboccò subito, 2908 2| dovere; e se c'era un po' di maretta, una nuvola per aria, un 2909 2| simile a lastra di nichelio, marezzato di increspature argentee, 2910 2| brisciamento di risacca che marezzava tutto il lago. Le barche 2911 3| Aveva viaggiato tutti i mari del globo, ed ora in causa 2912 2| strada e biascicavano Ave Marie. Gli uomini più innanzi, 2913 3| Strepponi, era venuto a questa marinaresca conclusione:~— Che l'homo 2914 4| popolare, dai volumi di Jessie Mario alle cesellature storico-letterarie 2915 2| e non voleva saperne di maritarsi, e strepitava, giurando 2916 Ded| dicono: — Di là1 c'è la marmaglia, la plebaglia, la canaglia... 2917 6| dalla fiamma che lambiva la marmitta nera, grassa, piena di brodo 2918 2| andavano proclamando che quel marmocchio somigliava tutto a Leopoldo... 2919 1| Vestiva un bell'abito di seta marrone, ricca, croja, incartita, 2920 6| nel cielo grigio, immane marsupio di macigno, come in procinto 2921 2| e Gaudenzio con la testa martellata ripensando mentre si spogliava 2922 2| La par l'insegna del martes grassi! E si voltò sdegnosamente 2923 4| di migliaja e migliaja di martiri? — Ma non sa lei, non sanno 2924 2| refrattario alla poesia dei martirii, ignorante financo dei più 2925 6| un quadro raffigurante il martirio di un povero santo, cui 2926 3| archeologico e patologico che lo martoriava?~Il capitano Errero, un 2927 3| pamposada, una pijota dura da mascar, lui capitano Errero, preferiva 2928 1| Cisti... questa l'è la mascela de Sansone!~— È un po' al 2929 7| nel vedere un enorme dente mascellare grosso come una ghianda, 2930 5| pronao dipinto di rozzi mascheroni in affresco.~Poco più in 2931 3| arditi che la improntavano di maschia vigoria.~Padre e figlio 2932 2| accompagnata dal marito, unico maschio della partita.~Le ragazze 2933 3| maneggiava le casseruole come una massaia, e messosi subito in famigliarità 2934 6| peso muto de' suoi fianconi massicci.~Intanto si levò i guanti, 2935 4| la persona sull'avvocato massiccio e sbalordito, gli scaricò 2936 5| con un pretesto dietro un masso, e di fretta e furia si 2937 1| guaio peggiore stava nel masticarlo; e dopo molte riprove, respinse 2938 6| più poteva alla larga, e masticava l'insalata senza neanche 2939 3| di una galanteria da can mastino a primo incontro, ma poi 2940 3| giorno utili consigli in materia culinaria.~Se c'era posto, 2941 1| vista di un bel lettone matrimoniale ampio, capace, li ravvivò 2942 4| inchinandosi con sussiego matronale, e così il signor Strepponi 2943 2| Una signora con abbondanze matronali, sfoggiava al sole l'opulenza 2944 6| sotto il bavero — ghè doma i matt, che van in barca a fa i 2945 6| beccheggiando al largo.~— Ghè domà i matti — borbottò Gaudenzio sotto 2946 7| gravitare sullo stomaco, come un mattone, il pranzo trasmutato in 2947 7| nella camera la chiarità mattutina, recitò mentalmente un pater 2948 3| lui, sposando una vedova matura, nervosa e rabbiosa come 2949 2| estenuàrti, piglia una zappa, una mazza, e sgranchisciti la schiena; 2950 6| porc!... mi sont un omo de mazzà! buricon d'un buricon... 2951 2| di San Giulio, simile a mazzo di camelie in coppa d'argento, 2952 | medesima 2953 4| come maglia di arciere medioevale; e vedendo quella maestosa 2954 7| viperine, borbottava:~— Mel diseva el coeur! birbanton 2955 1| in mezzo ad un campo di meliga.~Rincantucciò, e si diede 2956 3| soffermava per bearsi di quella melodia che aveva per lui un doppio 2957 3| oltre la quarantina, alto, membruto; una testa da evangelista, 2958 1| fantocci dinoccolati, e men che meno l'elegante giovinotto, 2959 2| Mergozzo, Mer-Cusium — Miasino, Menia-Usinum. . . . . . . . . . . . .~ 2960 2| vedeva appena il bianco delle mense, e le faccie spettrali di 2961 7| chiarità mattutina, recitò mentalmente un pater per ringraziare 2962 4| pappagorgia di grascia sotto il mento, pareva il brillante della 2963 2| Soriso, Or-Usium — Mergozzo, Mer-Cusium — Miasino, Menia-Usinum. . . . . . . . . . . . .~ 2964 2| il mondo grida che è una meraviglia, e una volta che si è là... 2965 2| solenne.~Tutti cantavano le meraviglie del lago di Orta, delle 2966 2| fruttajuoli disponevano le loro mercanzie sui banchi allineati all' 2967 5| morta fra i denti. Gran mercè! ed ecco che quel povero 2968 6| folla di montanari, trecche, merciajuoli, montanine, un bailume di 2969 5| giovinotti e le signore, avevano merendato allegramente all'Alpe, ed 2970 2| Buc-Usium — Soriso, Or-Usium — Mergozzo, Mer-Cusium — Miasino, Menia-Usinum. . . . . . . . . . . . .~ 2971 Ded| costoloni dell'Appennino meridionale; ed io rimango qui a fare 2972 2| sposare quella Rosina senza meriti e senza quattrini.~Per fortuna 2973 2| Dove c'è la voga corrono i merlotti. Che cosa c'è qui di particolare? 2974 4| Par de sì.~— Dove te l'è mess el capel? — sclamò Martina.~— 2975 4| Prendi, ciappa, corri, vola.~«Messaggiero del destin,~«Porta chi ' 2976 2| incendiando~» la messe flavo 'l sole giulivo da 2977 3| casseruole come una massaia, e messosi subito in famigliarità col 2978 5| verdi, ignote, il romire mesto, incessante, delle acque 2979 1| calda! — E ne scodellò due mestolate alla moglie.~Intanto lo 2980 3| gentiluomo. Brandiva il mestolo, ripuliva l'insalata, si 2981 5| bere una sorsata, ma quel mestolone di ferro irrugginito gli 2982 7| un manrovescio alla sua metà, quando sentì bussare all' 2983 4| avesse lucori e tintinnii metallici, come maglia di arciere 2984 1| Buccione; ecco il lago lucente, metallico, agitantesi con vivido risucchio 2985 4| aveva vampe nelle guancie e meteore negli occhi, e si avviticchiava 2986 5| ripugnanza, e preferì il metodo più spiccio. Mise la mano 2987 7| andarsene senza rimedio un metro sotto terra, lasciando quaggiù 2988 7| quel dentaccio in mano.~— Mett via quela spurcaria! — sclamò 2989 4| piatto vuoto:~— Questo qui lo metta in disparte per domani — 2990 2| sicurezza di uno che sa dove si mette, incominciò:~ ~» Ondeggia 2991 4| Dunque — disse Gaudenzio — mettemes a tavola.~Martina non fece 2992 1| semidigiuno di Sor Gaudenzio mettendogli un zinzino di buon umore, 2993 1| Martina protestò che non metterebbe più bocca su quella porcheria.~ 2994 3| riscaldare le pezzuole e mettergliele sul seno, e strofinarle 2995 4| sclamò:~— Ehi, cuoco... mettiamoci un po' di sale!~Figurarsi 2996 5| Che ora l'è?~— La vuna e meza.~Ripresero la salita. La 2997 2| Mergozzo, Mer-Cusium — Miasino, Menia-Usinum. . . . . . . . . . . . .~ 2998 2| piccolo nucleo di gneis micaschisto o più probabilmente una 2999 4| tenerezza della loro luna di miele.~La Zina era una figurettina 3000 3| tutto, è inutile essere milionario. Le ricchezze sono per molti 3001 5| queste cellule del bene; militanti a falangi sotto la stessa 3002 2| diebus Agilulphus rex occidit Mimulphum ducem de insula S. Julii.» . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .~ ~— 3003 4| assistere allo scoppio di una mina.~Si erano messi in marcia 3004 1| arrestò lì a questa truce minaccia coi pugni serrati, la bocca 3005 5| sassosa, lesto come un daino, minacciando di scavezzarsi in uno sdrucciolone; 3006 4| striscia livida piena di minaccie.~I colli di Gozzano e di