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1700-avanz | avari-chiar | chias-dilat | dileg-frequ | frigg-ingag | ingan-minac | miner-pizzi | pizzo-ringh | ringr-senti | sento-succe | succh-vigne | vigor-zuppe
         grassetto = Testo principale
     Cap.grigio = Testo di commento

3007 2| sovrapposizioni di altre composizioni mineralogiche.~— Ma disiinterruppe 3008 2| Avevano pranzato con un minestrone, un pezzettino di stufato, 3009 1| Gaudenzio, — ma due fidelini van minga mal.~Quando scesero, trovarono 3010 2| angustie della loro esistenza mingherlina, anelante di gaudii festajoli, 3011 4| suo Errico smilzo, smorto, mingherlino, ella lo baciava, lo succiava, 3012 5| fosso, e buona notte!~Ogni minimo rumore, un alito d'aria 3013 6| Ehm de andà?... l'è un minut.~Era facile il consiglio, 3014 6| gocciava una pioggerella fitta, minuta.~Gaudenzio, vedendosi gli 3015 4| chiese:~— Sono lenti da miope o da presbite?~Immaginarsi 3016 5| più in caso di prendere la mira giusta, ed aspettando il 3017 2| fargli intravedere come un miraggio di paradiso la sua fondacheria 3018 2| provavano raccapricci di terrore mirando le bocche spalancate e polverose 3019 1| in fantastica luminaria miriadi di foglioline trasparenti 3020 6| urlo, e su anch'egli nella mischia, ad abbaruffarsi con quei 3021 6| bianche che arramacciavano miseramente nel fango.~Eccoli all'albergo, 3022 2| vertigini credenzone dei miserelli che sperano di sfamarsi 3023 3| stessa locanda, udendo il miserevole racconto di tanti guai dallo 3024 2| di , convinto della sua missione di portare per il mondo 3025 2| seminate sull'erta nell'ombra misteriosa dei faggi, dei pini e degli 3026 3| nell'isola, ghe el Re Mistulfo senza la testa! E tutti 3027 4| aria di fare una bravata, e misurando forse la sua autorità dal 3028 2| sommato, il professore, animo mite, raccolto, ed alquanto ipocondriaco, 3029 2| leggende favoleggianti ed i miti, secondo i quali ab antiquo 3030 1| era legato il fazzoletto a mo' di tovagliolo sotto le salsicce 3031 5| dopo di aver sparato i suoi moccoli, ridiscese con le natiche, 3032 1| lungi dall'aspettarsi il moccolo che gli sovrastava, incrocicchiò 3033 3| Padre e figlio vivevano modestamente; non erano quello che si 3034 4| Segezzi già si facevano le moine ed i baci.~Fuori l'aere 3035 5| pensava:~Pensava che queste molecole animate dal sentimento del 3036 6| all'altro, raggomitolati, e molestati da certe zaffate di aria 3037 5| giornata. Una faina ladra molestava il pollaio della Janna e 3038 5| la camicia una frigidezza molestissima.~Povera Martina! che aveva 3039 7| momento di collera stava per mollare un manrovescio alla sua 3040 4| Augustini e Carlino.~Erano molli, fradici, inzaffardati fin 3041 3| tirandolo per le falde.~Dal molo al battello ferveva uno 3042 | molta 3043 3| pensava: C'è un mondo, una moltitudine che non intende queste soavi 3044 2| decorazione, destavano un momentaneo gazzurro di buon umore, 3045 2| dice il testo: abbas et monachi in communi dormitorio jaceant........~ 3046 2| agli abati di tenere un monaco nella cella; cioè, come 3047 1| Servirono subito l'osso buco. Un moncone di stinco ravviluppato in 3048 6| poveretto! rassegnato, coi monconi rotondi delle coscie grondanti 3049 5| riflettè Martina.~— Fora del mond a dirittura/ — gridò Gaudenzio.~— 3050 4| signor avvocato, tartufi del Monferrato.~— Bravo oste!~ ~«Il tuo 3051 2| tradizioni, per compilare una monografia storica illustrativa del 3052 5| passi, rispondeva con un monosillabo, o semplicemente affermando 3053 2| lo avevano già battezzato Monsù Cornacc (signor Cornacchio).~ 3054 3| rampicata, e vedremo il Mont'Orfano e la Valle del Toce. 3055 7| a casa! ghe n'ho assè di montagni e de la campagna... che 3056 2| zaffata rovente tutta la montagnola; una brezzolina increspava 3057 5| appiattati nelle macchie di quel montagnone che si levava immane segregandoli 3058 5| mezz'orettarispose la montanara, e via svelta, le mani sui 3059 5| nel refrigerio dell'aria montanina.~Avevano asciugato tutte 3060 6| montanari, trecche, merciajuoli, montanine, un bailume di bruzzaglia 3061 5| sulla discesa di Artò.~Quel montanino aveva una faccia da galantuomo, 3062 1| in alto sul cocuzzolo del monticello le cappelle del Santuario 3063 5| declivio: più in si ergevano monticoli ravvolti nell'ombrosa frescura 3064 5| In faccia si ergeva quel monticolo inaccessibile, a sinistra 3065 2| di trine, ponzava un seno monumentale, e dietro sul guardinfante 3066 6| scompartimento chiuso a vetri, sedili morbidi di velluto in giro; quando 3067 7| argentei lucori fra il verde morbido, vellutato dei greppi. Il 3068 Ded| strada senza preoccupazioni morbose, senza tormentose bramosie 3069 3| alto, sulla costa della morena, si allungava il villaggio 3070 1| campati sul dorso delle morene ergevano lo spettro nero 3071 2| fanno sopra i costumi poco morigerati del clero della riviera. 3072 5| sudati, sporchi, e stracchi a morirne.~— Disen che fa ben sta 3073 7| in quella stanza buia, e morirvi come un cane, lontano dai 3074 5| tornare a casa.~— È un cane! — mormorarono le madamigelle.~— Canzonano! 3075 3| siori come se dev, — aveva mormorato Martina, e Gaudenzio di 3076 1| quel asnon... lù e la so morosa!~Il signor Noretti, vedendosi 3077 7| volta il dolore le dava tali morsi da mandarle le fumane alla 3078 4| gettandosi sullo sposo e morsicchiandolo nei baffetti.~L'ostessa 3079 2| presso il paretajo di mortella, ed aspettò che madama terminasse 3080 4| complimento, i Segezzi un po' mortificati e niente tranquilli, lasciarono 3081 5| prova.~Gaudenzio un po' mortificato volle fare lo gnorri, si 3082 1| affannosa, tormentato dalle mosche che gli passeggiavano sul 3083 2| saltato gli basì via come un moscherino, e per incoraggiare l'oratore, 3084 1| bianche.~— Ci sono anche qui i moschini? — chiese il droghiere.~— 3085 6| Gibella. La grossa signora con mossa da prima donna, salutò le 3086 2| to ciaciarad... Ah quel moster, quel birbante di cuoco 3087 7| Eccolo! — sclamò il dentista mostrandogli sulla tanaglia un dente 3088 1| aveva, dal disdegno che mostrava per gli altri, dall'eleganza 3089 7| gesusmaria!~Gaudenzio si mostrò soddisfatto della deliberazione, 3090 2| era popolata di draghi, di mostruosi Hydrarchos, o di Plerodactili 3091 1| dal sussulto concitato del motore.~Allo sbarco di Orta il 3092 4| giornaletto sclamando con motteggio:~— Oh vediamo gli affari 3093 2| prese Mimulfo, e gli fece mozzare la testa, come risulta da 3094 7| di certi premiti che gli mozzavano il respiro, e così con gli 3095 6| niente camino, ed un odore di muffa e di umidaccio da tagliarsi 3096 5| boscaglia piena di pruni e di muffe; e tutto intorno, silenzio 3097 6| urlò nella nebbia fitta un muggito di drago antidiluviano, 3098 2| asciugandosi la testa sudata muginava fra :~— Già, tutto il 3099 3| incantar, che l'argento della mujer conta tanto come una fumarada 3100 5| guarda che se te fet la mula, te pianti chi, e turni 3101 5| ciottoloni lubrici del selciato, mulinava fra : — Eh bel gusto! 3102 6| sotto il portico del palazzo municipale.~Il tragitto era breve, 3103 1| maravigliato forse che il Municipio non tenesse vetture decenti 3104 5| il latte fresco, appena munto, in qualche capanna di montagna.~ 3105 5| fecondata dai loro sudori, e muoiono, legando alla loro posterità 3106 3| sogno! C'è della gente che muore di inedia in mezzo all'abbondanza... 3107 5| taglienti; a destra come muraglia i macigni tagliati nel vivo; 3108 7| giustam la ganassa! Vurarissa murì chi sui du pe! . . .~Gaudenzio 3109 5| di strada, ecco che da un muricciolo di macera, fatto di roccie 3110 2| e na minestra de ris e musch?... ch'el vada a...!~Il 3111 Ded| rivoletti gorgoglianti nel muschio? le dispute vivaci, le chiacchierate 3112 6| con certi indolenzimenti muscolari, che li mettevano a terra. 3113 3| allegria sana, quella festa di muscoli e di polmoni esercitati 3114 5| vigorosi, e le gambotte muscolose fatte a colonna.~Il sole 3115 2| San Francesco.~ ~Tutti i musi dei paesani si piantavano 3116 7| matto, Gegio Bicocca, il Musichino, che dopo il primo litro 3117 4| Quel signore attempato coi mustacchi bianchi, è il procuratore 3118 2| collera compressa, e stette muta, mandando giù l'amaro.~Gaudenzio 3119 2| balzò dal letto, infilò le mutande, e fece una gita a piedi 3120 2| mettevano una nota festosa nel mutismo cupo ombroso di quel romitorio, 3121 6| ossa scricchiavano come nacchere.~— Mi gho 'l filon de la 3122 7| el me dent ghe l'ho pu, e nanca el papa el giustam la 3123 2| statue, quei gobbi, quei nani, quei gozzuti buttati 3124 2| tempestarlo con la sua ninna nanna storica.~— I Longobardi 3125 3| sfogato una volta coi Segezzi narrandogli le sue peripezie coniugali 3126 6| matto che si scalmanava a narrargli cose dell'altro mondo; ma 3127 5| orologio.~Per via i Gibella narrarono al professore le ansie paurose 3128 2| sbalorditi dalla cantilena nasale del predicatore, davano 3129 2| gregge rusticano.~Cappella I. Nascita ed infanzia di San Francesco.~ ~ 3130 6| erano penne di pavone che nascondevano un papero della più bella 3131 3| formano i terreni? Perchè nascono i funghi? Ed il professore, 3132 1| fraccone nero lucido, mezzo nascosta la faccia magra sotto un 3133 4| figliuola con gli sguardi natanti fra la letizia e la sbornia.~ 3134 5| moccoli, ridiscese con le natiche, e risalì poscia coi ginocchi.~ 3135 2| Bussola; il quadro della Natività, è del Procaccino.»~Le femmine 3136 3| famigliare, alla mano; pareva nato sulla spiaggia, tanto 3137 7| un po' per la malinconia, naufragava in un pelago di tetraggini 3138 5| protendendo le braccia come naufrago che scorge una vela, urlò:~— 3139 4| tenerezze, sghisciò via nauseato, e preferì passeggiare nella 3140 3| dovuto abbandonare la sua nave per curarsi gli acciacchi.~ 3141 3| nell'acqua verde, ed il naviglio girò maestoso volgendo la 3142 | ne' 3143 4| Finalmente, lontano nella fuméa nebbiosa, ecco un punto nero sull' 3144 6| Omegna; lontano, sullo sfondo nebbioso, baluginavano le montagne 3145 2| una buona giornata, tanto necessaria dopo lo scacco ricevuto 3146 2| prometteva una comoda lettura.~— Nedia! Oh, vediamo un po' questa 3147 6| andarono sul ponte della Negoglia a guardare il lago.~Non 3148 6| gocciolavano di umidore; i negozi, non ancora illuminati, 3149 2| Ma Gaudenzio non rispose nemmanco, vuotò il suo bicchiere, 3150 6| di acqua e di fanghiglia nerastra. Sotto i portici rozzi, 3151 1| impappinata in un giulebbe di sugo nerastro.~Non c'era verso di addentare 3152 2| polverose di quegli scherani nerboruti, con le braccia da macellajo 3153 5| sulle alture, si profilavano nereggiando sul cielo crepuscolare, 3154 3| respirare la raffica dell'aere nereggiante di tenebre dense.~Spesso 3155 1| Annottava. I verdi pendii nereggiavano; le torricelle dei paesucoli 3156 3| sposando una vedova matura, nervosa e rabbiosa come un volpone 3157 4| il solino, e sfogliazzava nervosamente i fogli della musica; ma 3158 3| pareva tranquil.. e dopo, nespole che battosta!~In definitiva 3159 | nessuna 3160 6| Gaudenzio, ravvolgendosi net solito copripiedi, si incantonò 3161 5| ingollò in un fiato come nettare.~Intanto la vecchia narrava 3162 5| di corsa a scaracchiare e nettarsi la bocca col fazzoletto, 3163 1| cadevano giù fitte come nevicata annegandosi nel vino e nel 3164 7| e sana dei denti, delle nevralgie, e di altri incomodi indicati 3165 4| pena. Sorbirono un brodo nicchiando e sospirando il momento, 3166 2| affondato, simile a lastra di nichelio, marezzato di increspature 3167 2| a tempestarlo con la sua ninna nanna storica.~— I Longobardi 3168 7| ha piccini suoi, avrà dei nipotini... sarà nonno.~Gaudenzio 3169 3| eccone un altro bianco niveo, dal capo ai piedi, piantato 3170 6| istess... tant chi se andà via!~Erano nel bel 3171 6| Ah che chic interessante, nobile, dignitoso, quella fascia 3172 2| Smanioso di elevarsi e nobilitarsi, viveva librato nella perenne 3173 2| decorata decadenza tutta la nobiltà di una stirpe cavalleresca 3174 6| sinistra del soprabito color nocciola, aveva una gran benda di 3175 6| rovistando i giornali, noiati a morte, poi uscirono per 3176 7| rinvenivano nel pensiero tutte le noie, le peripezie, le disdette 3177 2| due ore filiate via senza noja!~Il sole pigliava in una 3178 6| indomani. Bisognava adattarsi a noleggiare una vettura, perchè l'orario 3179 1| braccio, e lo trascinò fuori nolente volente; attraversarono 3180 2| Cesare.~Alla riviera rimasero nomi di famiglie romane, verbigrazia 3181 | nonnulla 3182 | nostre 3183 2| solitario. Tutti avevano già notato quel personaggio così grave; 3184 3| persona, riferendogli le notizie fresche dei loro sposini 3185 2| cipolla soffritta, profumo ben noto, che richiamava alla signora 3186 5| mezza giornata di cammino.~Notò invece che più in basso 3187 2| frolla, macerata dalle brume notturne; le montagne avevano chiazze 3188 7| così con gli occhi serrati noverava i minuti di quella notte 3189 4| della piazzetta.~C'era una novità. Una barca che aveva tentato 3190 3| sempre pronto a dargli la nozione delle cose, con chiarezza 3191 4| così! Ed era vero. Dopo le nozze, appena fuori della chiesa, 3192 4| questo vento spazzerà via le nubi nella giornata.~— Dio lo 3193 2| dei tempi. È un piccolo nucleo di gneis micaschisto o più 3194 2| e fece una gita a piedi nudi verso la finestra per vedere 3195 2| una stirpe cavalleresca nudrita di blasoni e di pergamene 3196 2| bugigattoli asfissianti, nutrite di latte annacquato, e di 3197 6| i bugigattoli.~Un tepore nutritivo, saturo di fritto e di padella 3198 2| stenti. Il suo cervello nutrito di succhi abbondanti, non 3199 2| era un po' di maretta, una nuvola per aria, un po' di vento, 3200 2| insenature impiastricciate di nuvolaglie biancastre.~Gaudenzio balzò 3201 4| Motterone ergeva nel cielo nuvoloso la sua immane schiena di 3202 2| lei che si cavò d'impiccio obbligando l'oste e la figlia a metter 3203 5| strada di capre, che li obbligava a marciare uno dietro l' 3204 7| bramosi non d'altro che di obliare al più presto, che oltre 3205 2| e l'inevitabile panier, occhieggiava sbadata qua e , senza 3206 6| neanche a pagarlo. I Gibella occhieggiavano sulla porta senza trovare 3207 5| bellissima giovane dagli occhioni da giovenca, fresca, colorita, 3208 2| Hic diebus Agilulphus rex occidit Mimulphum ducem de insula 3209 3| sciamò subito sul piroscafo occupando tutti i posti vacanti.~Martina 3210 1| ma ormai egli aveva altre occupazioni.~Quel Rhum tracannato di 3211 2| al duca Mimulfo, il quale occupò l'isola scacciandone il 3212 5| potente contributo agli oceani sterminati.~Pensava che 3213 3| coltrone spumeggiante dell'oceano.~Era splendido il capitano, 3214 6| era alla fine della sua odissea, e che l'indomani prima 3215 7| Eccole il mio balsamo odontalgico, il tocca e sana dei denti, 3216 6| stracciato, niente camino, ed un odore di muffa e di umidaccio 3217 4| trovo sconveniente che si offendano le nostre più sacre memorie, 3218 1| consultarono, ed accettarono l'offerta di un osso buco, e minestra 3219 1| accettare il bicchierino offertogli, e l'altro con una parlantina 3220 3| pratica dei baratti quotidiani offusca le gioie schiette, legittime 3221 | ognuna 3222 1| provò a rosicchiarne una; ma ohimè, quando riusciva a strapparne 3223 3| lato su su nel verde ed ombreggiato scenario della montagna.~ 3224 5| fontana zampillante nell'ombria fresca del paesello che 3225 7| notte di spasimo passata a Omega, si raggomitolò fra le coltri, 3226 2| lontananza luminosa, rigavano l'onda con una troscia lucente.~ 3227 2| frinfrinava, dal lago venivano ondate di cantilene vociate in 3228 2| si mette, incominciò:~ ~» Ondeggia il mar di chiome gradanti 3229 4| squasso dell'onde, ad ogni ondeggiamento della chiglia.~Ah finalmente, 3230 2| festiva; le belle sartine ondeggiavano in un brisciamento voluttuoso; 3231 2| specchiantisi nell'azzurro ondivago delle acque, l'aria vivida, 3232 2| clandestine dedizioni della loro onestà.~Tutto il viaggio l'avevano 3233 6| lei signora se la spassa onestamente in compagnia di suo marito! 3234 Ded| assurdi; pensare che certi onesti vanesii, saltando un fossatello, 3235 4| leggerezza dei fatti che onorano il nostro paese; trovo sconveniente 3236 4| non si abbia l'animo di onorarli ed ammirarli, bisogna avere 3237 2| evoluzione paleontologica e l'ontogenia, confrontate con l'anatomia 3238 6| diradava, il sole piatto, opaco, sbarbato di raggi, gravitava 3239 4| autorità:~— Del resto, le opinioni sono libere... e non è il 3240 1| brezzolina refrigerante. Dall'opposta riva, verso Pella, alcuni 3241 1| casa in auge.~Nell'angolo opposto un signore alla buona dormiva 3242 7| un pelago di tetraggini opprimenti.~Oh perchè aveva lasciato 3243 | oppure 3244 2| matronali, sfoggiava al sole l'opulenza massiccia delle sue forme; 3245 2| illustrando con un dotto opuscolo il lago di Iseo, dove era 3246 2| Buccione, Buc-Usium — Soriso, Or-Usium — Mergozzo, Mer-Cusium — 3247 2| moscherino, e per incoraggiare l'oratore, si limitò a sfogare la 3248 2| professore col braccio levato in oratoria, prese di nuovo l'abbrivo. 3249 6| batteva tutti e due all'orba.~Vennero separati con non 3250 5| risancione di avvocato faceva da orchestra zuffolando, canticchiando, 3251 7| donnaccia che pareva un orco, grassa, discinta, con due 3252 4| di signori che già hanno ordinato il pranzo.~Sor Gaudenzio 3253 3| rampicata, e vedremo il Mont'Orfano e la Valle del Toce. Su 3254 2| sull'età relativa degli organismi; ma sul resto, bujo pesto! 3255 5| efficacemente rivelato l'incosciente organizzazione di queste cellule del bene; 3256 3| professore ebbe una vertigine di orgoglio nazionale che gli diede 3257 Ded| a volo, e lo rendeva con originalità d'immagini felicissime, 3258 5| amiche che erano state a Oropa ed a Graglia, l'avevano 3259 5| scavezzarsi il collo. Un paesaggio orrido, una forra da briganti, 3260 6| di lacerti.~Brrr... che orrore!~Nell'albergo una ressa 3261 2| abitatori siano stati gli Oschi-Iberici susseguiti dai Voconzii 3262 5| disposto a quella gita, ma non osò mettere contrasti.~Fecero 3263 3| Oltre a questi, altri due ospiti erano all'albergo; il professore 3264 2| madamaVott lira per un oss de can, e na minestra de 3265 3| colori e di rifrazioni! Osserva, adesso che siamo in alto, 3266 1| Rincantucciò, e si diede ad osservare i suoi compagni di viaggio.~ 3267 Ded| festosa della nostra comitiva; osservatore sagace, acuto, ghermiva 3268 | ossia 3269 3| nella purezza dell'aria viva ossigenata, l'infetto accumulato nella 3270 6| baluginavano le montagne dell'Ossola.~Il sole, che poco prima 3271 3| barricato l'orizzonte da un ostacolo, e lo pigliavano d'assalto, 3272 6| innocentemente in malora gli osti ed i trattori del dintorno.~— 3273 7| il suo è un fenomeno di ottica, un'allucinazione della 3274 6| turgescente, sbucò sulla porta, otturandola quasi con la sua voluminosa 3275 2| porta un po' de salame, e ovi al fogliotto per due.~La 3276 2| caffè e latte, pranzo, due ovicini e un brodo... Ah si sa, 3277 2| etnografia della riviera, ovverosia, le varie vicende dei suoi 3278 5| godersi in una giornata oziosa il lavoro di cento braccia, 3279 6| nutritivo, saturo di fritto e di padella unta, circolava in tutti 3280 6| sghiscia in mezzo alle sue padelle, e non si lascia più vedere.~ 3281 2| quei gozzuti, quei santi Padri dalle teste pelate; quei 3282 1| tornava a ronfiare.~Dalla padronanza che aveva, dal disdegno 3283 6| distinzione, e giacchè i suoi padroni, secondo il tono della moda, 3284 2| Francesco.~ ~Tutti i musi dei paesani si piantavano contro il 3285 7| oltre il confine del loro paesuccio, si agitasse il resto del 3286 1| nereggiavano; le torricelle dei paesucoli campati sul dorso delle 3287 2| quei simulacri di dame pagane protuberanti, ampie, scollacciate, 3288 4| anche quando gli altri pagano il pranzo.~Inutile resistere 3289 6| non un posto, neanche a pagarlo. I Gibella occhieggiavano 3290 2| chiacchiere da buoni amici.~Pagarono lo scotto; madama ricalzò 3291 7| intanto alle cinque lire pagate per quella bella operazione, 3292 5| della fortuna.~I quali non paghi di godersi in una giornata 3293 4| Marsala è una sfolgorante pagina della nostra epopea?... 3294 4| Un cagnolino rustico da pagliajo, puntò gli zampini contro 3295 4| linguaggio! Le cose che a lei paiono buffonate, per me sono degne 3296 6| lasciandolo in ferie per un pajo di mesi; egli, il bel merlo, 3297 6| riparare sotto il portico del palazzo municipale.~Il tragitto 3298 2| avvenimenti di jeri. L'evoluzione paleontologica e l'ontogenia, confrontate 3299 2| più comuni episodii della palingenesi Cristiana, egli non sapeva 3300 4| professorino che era partito palliduccio, tornò livido, battuto, 3301 3| si allacciavano filari di palloncini e festoni, le finestre ed 3302 4| le spalle e la schiena in paludamento da romano, borbottando:~— 3303 1| Lomellina; sfiaccolati dall'afa palustre, correvano a chiedere un 3304 3| una moglie vecchia, una pamposada, una pijota dura da mascar, 3305 2| cavalieri in zimarra bianca e panama in testa; e giù scappellate 3306 2| professore sedette su una delle panche scrivendo alcuni suoi appunti 3307 5| ruzzolava giù con quel suo pancione sbardellato, scommettendo 3308 5| risciacquavano in un fossatello pannilini squaccherati da bambino, 3309 Ded| al cospetto dei grandiosi panorami della natura, per venire 3310 4| avviticchiava con fremiti di pantera al collo del suo Errico.~— 3311 4| portando sulla piazza come in pantomima la strabocchevole tenerezza 3312 6| di denti. Tuffava il naso paonazzo nello scialle, chiudeva 3313 6| pavone che nascondevano un papero della più bella specie.~ 3314 6| andarsene dritto al paese dei pappagalli!~E sor Gaudenzio, angosciato 3315 1| rappresentava un grosso pappagallo posato sopra una pianta 3316 5| gli accorti benestanti si pappano gli agi della vita, questi 3317 | parecchi 3318 | parecchie 3319 5| seguitava a sputacchiare parendole di avere in bocca i sapori 3320 4| signora grossa, che è una parente del procuratore. Quel giovinotto 3321 7| processione di amici, di parenti, di conoscenti, tutti tutti 3322 2| scelleratamente, così da parergli cento anni che erano lontani 3323 2| si piantò presso il paretajo di mortella, ed aspettò 3324 2| guardavano i quadri della parete.~Con dodici soldi si rifocillarono, 3325 2| toelette, i suoi guanti di Parigi a tre bottoni, le sue gite 3326 Ded| dell'impareggiabile Stufa Parigina, ed a tempo perso, vittima 3327 6| non bada ad alcuno, non parla, non risponde; interrogato, 3328 2| piacere.~— Geologicamente parlando, l'origine dell'isola si 3329 4| quando la brunetta potè parlare, disse:~— Avvocato... in 3330 4| sempre scaraventando la sua parlata sulla faccia dell'avvocato, 3331 4| professore:~— Infine si parlava fra di noi, e lei non è 3332 2| pigliava da tutte le parti...~— Parliamo dunque dell'Isola, giacchè 3333 2| damina.~Le campane della parrocchiale sbattagliavano suoni di 3334 2| vedono tuttora.~Ma re Mimulfo parteggiando per i Franchi, ebbe infauste 3335 5| fiasco per dargli la baja.~Partì il colpo rintronando in 3336 2| merlotti. Che cosa c'è qui di particolare? delle piante come tutte 3337 1| la riva come se volesse partir subito, pigliando addirittura 3338 7| lasciando quaggiù tutte le partite aperte. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .~ 3339 4| Gatti; ho già pronta la partitura per cano e pianto... cioè 3340 7| Consultò l'orario: il battello partiva alle due per Gozzano; prima 3341 2| portarsi nella stalla, per partorire il figlio. Ecco la stalla, 3342 7| quella poveretta avrebbe partorito senza rimorso e senza terrori, 3343 6| finestra, ora che erano ben pasciuti, sfogavano l'allegria in 3344 6| bicchieri; occhi desiosi, pascolanti a tutta presa sulle nuove 3345 6| arrivati: li lasciavano , passandogli sui piedi senza neanche 3346 5| nell'interno delle case.~Passarono vicino alle fontane; un 3347 3| suoi begli anni li aveva passati sanza frascherie amorose, 3348 7| mettere una barzelletta sul passato, disse a Martina:~— Quel 3349 4| campanili, nei pubblici passeggi, dovunque, non avevano fatto 3350 6| avrebbe fatto volontieri una passeggiatina; ma con quella pioggerella 3351 2| via, chi al caffè, chi a passeggio, chi a staccare le barchette 3352 3| lontano dalla famiglia: passerà le notti nelle locande, 3353 1| sulla pelle gialliccia e passura delle guance flosce.~Cappello 3354 6| formaggio, alle torricelle di pasticcerie, tutto dilegua stritolato, 3355 2| lire; e grazia ancora!~Il pasticciere sotto il portico sfornava 3356 3| aveva in uggia la casa paterna, e nicchiava, nicchiava 3357 2| si pigliava sul serio la paternità, e sarebbe andato fino alla 3358 2| anch'egli nome e cognome, patria e condizione, e così meglio 3359 1| valigia a soffietto, genere patriarcale di famiglia, lavorata con 3360 5| Tutto, tutto, qualunque patto, qualunque sacrificio; ma 3361 2| degli uomini si fece avanti, pattuì la mancia di cinquanta centesimi 3362 5| a milioni e milioni nel pattume del mondo, i tristi, gli 3363 5| narrarono al professore le ansie paurose del loro viaggio, ed ebbero 3364 3| parere.~La piazzetta era pavesata per la festa; lungo gli 3365 1| tournures, dei culissons pavesati di nastri e di cincigli. 3366 7| e Martina, stremita, pavida, e pur bramosa di por fine 3367 2| Gibella si tennero alla larga, pavidi di essere adunghiati, e 3368 6| gentiluomo, erano penne di pavone che nascondevano un papero 3369 1| lasciando scoperte le ridondanze pavonesche delle tournures, dei culissons 3370 5| ridere, ballare, turbinare pazzamente.~Quel risancione di avvocato 3371 2| gagliardi oscillava…~» Oh le pazze risate de 'l sol lascivo~» 3372 4| abbottonarsi.~Uscire, era pazzia; non si poteva metter muso 3373 4| maleducato si metteva a fare le pazzie?~— C'è vento?~— Pare di 3374 4| Kaimakà dei Due Orsi... Era pazzo per quella roba. Errico 3375 7| Vurarissa murì chi sui du pe! . . .~Gaudenzio lasciò 3376 2| ghe n'ho assè de sta in !~Martina che già era accesa, 3377 7| capelli.~I suoi errori, i suoi peccatuzzi, i suoi rimorsi eccoli che 3378 2| non sarete mai altro che pecore da strupo... Oh beata falange 3379 | pei 3380 | pel 3381 7| malinconia, naufragava in un pelago di tetraggini opprimenti.~ 3382 2| santi Padri dalle teste pelate; quei simulacri di dame 3383 2| un mucchio. Venivano in pellegrinaggio avendo fatto Dio sa quanto 3384 2| fessa:~«Un Angelo vestito da pellegrino avvisa la madre di Francesco 3385 2| quella sua boccaccia di pellicano vociava la spiegazione dei 3386 6| lo ravvolse come in una pelliccia, andò addirittura in bestia 3387 5| due salti sul muro da cui pendeva la faina morta, cercando 3388 1| concitata.~Annottava. I verdi pendii nereggiavano; le torricelle 3389 5| starnazzando spaurite giù per il pendio, e le capre, pascolavano 3390 1| allungate sui clivi, ed i loro pennacchi frondosi sforacchiati di 3391 6| dignità di gentiluomo, erano penne di pavone che nascondevano 3392 2| scendendo giù pei greppi, pennellava di vita e di rilievi le 3393 7| parevano uscite allora dal pennello di uno scenografo. Lassù 3394 2| disperse qua e nella penombra.~Sor Gaudenzio fece portare 3395 7| flagellavano di ricordanze penose.~Ecco in fondo la Rosetta, 3396 5| da morto.~— Chi bisogna pensà de tirass foera! — disse 3397 7| ammansarla.~— Adess l'è inutil pensag su!~— Inutil per ti! — schizzò 3398 3| ed a contrariarla non ci pensavano nemmeno per sogno.~Infine 3399 2| riempiono il mondo, tu non pensi che ad estenuarti con le 3400 7| taceva e tirava innanzi pensierosa; ma dopo un poco, di nuovo:~— 3401 2| per non rimetterci sulla pensione.~Alcune vecchie venerande 3402 6| soprabito, sempre grave, pensoso, raccolto nella sua dignitosa 3403 7| tremante come un agnello, e già pentita del passo che stava facendo.~ 3404 4| secco Augustini; e poi come pentito di essersi lasciato tirare, 3405 6| uno che rimestava in un pentolone.~— Ghè el padrone?~Una donna 3406 6| squarta, frigge, rimesta pentoloni, non bada ad alcuno, non 3407 7| vermout si beveva dodici peperoni per stuzzicare l'appetito; 3408 4| blandito dal tepore del suo peplo, incominciò ad appisolarsi, 3409 2| l'origine dell'isola si perde nella notte dei tempi. È 3410 3| su nell'aria frizzante, perdendosi nei lontani meandri della 3411 2| avviavano alle cappelle per non perder tempo.~Li fiutò da lontano 3412 2| crepaggine che gli fece perdere finanche la cognizione del 3413 5| La prateria indicata si perdeva giù per un dolce declivio: 3414 2| fragorosa, Levia Gravia!! Ah perdinci... era la prima volta che 3415 3| ingentilita ed innamorata a perdizione del suo professore di disegno, 3416 5| dallo sgomento.~— Eravamo perduti chi denter! — sclamò. — 3417 7| l'ultima tappa delle sue peregrinazioni, che prima di sera avrebbe 3418 1| sbucò fuori un giovanotto di perfetta eleganza, correttamente 3419 6| strette, con la rapacità perfezionata da un digiuno di ventiquattr' 3420 1| veste di seta che pareva di pergamena.~Il damerino elegante non 3421 2| nudrita di blasoni e di pergamene ingiallite.~I bambini coi 3422 4| poco de acqua, ma non c'è pericol... soga!~Non sapendo se 3423 4| cucina a smaniare temendo pericoli per la loro Zina. Solo il 3424 4| entrando nella saletta, — è pericoloso viaggiare sul lago con questo 3425 5| balze e di scoscendimenti perigliosi, e le immani giogaie petrose, 3426 2| calcolare il tempo dei grandi periodi geologici! Gli archivii 3427 7| flemone, un bubbone, o una periostite galoppante, ed allora guai!... 3428 2| quel professore era una perla.~S'incamminarono. Cominciava 3429 2| droghiere decidendosi — se mi permette l'onore, offro una bottiglia 3430 1| disse:~— Se questi signori permettono, offro un bicchierino.~Si 3431 4| non si tiravano tutte alle pernici... impareranno che vi furono 3432 1| montagna rifrangendo raggi perpendicolari sullo speglio delle acque.~ 3433 5| le leggende di assassinii perpetrati da malandrini appostati 3434 2| coniugi stettero alquanto perplessi, ma non seppero districarsi, 3435 5| l'infermo; una giornata persa... e magari bastasse!~Carlino 3436 7| invano: il lugubre quadro lo perseguitava; certe figure si staccavano 3437 7| sospironi.~Quel tic tic persistente, atroce, le pulsava in tutta 3438 1| per la gola Gaudenzio per persuaderlo; indi con passo malandro 3439 7| visione, Gaudenzio trovò la persuasione del sonno, e si addormentò.~. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .~ 3440 3| e trovare un linguaggio persuasivo per tutti.~Quando di buon 3441 7| sforacchiato di traverso da un pertugio che pareva una caverna.~— 3442 2| prese nome da San Giulio pervenuto sulla riviera col fratello 3443 6| Ghe n'è ancora per un pes de stà chi sora? — chiese 3444 1| catena d'oro le cascava pesante dal corsetto fin sulla pancia. 3445 7| partita, allegro, sano come un pesce, eccolo stramazzato di secco, 3446 1| bene...~Il cameriere portò pesche e stracchino, ed i Gibella 3447 4| Oh bella! ammazzeremo i pesci del circondario.~— E gli 3448 7| era risultata una nota di pessimismo e di disgusto sulla vanità 3449 5| calzette l'aveva resa di pessimo umore, e così l'uno 3450 1| un balzo allo sportello pestando tutti i piedi, ed anche 3451 2| pronti, ed albagie goffe di pettegola pretensiosa, refrattaria 3452 6| in punto e virgola, teste pettinate, liscie, presentabili; persone 3453 2| Lac-Cusius.~Difatti la tavola Peutingeriana dice: Lacus-Cusius, e così 3454 1| ripieno di barcajuoli, di pezzenti, e di garzoni d'albergo 3455 2| pranzato con un minestrone, un pezzettino di stufato, un bicchiere 3456 3| dei poeti romantici.~Gli piacevano le donne belle, giovani, 3457 2| spero di compiere un lavoro piacevole e utilissimo.~— Ma bravo 3458 4| ma la Svizzera non ci è piaciuta niente affatto, e nemmeno 3459 5| tegamino nuovo, rotolarsi pian piano fin nel guazzo del 3460 4| Mamma Segezzi non sapeva che piangere di consolazione, abbracciava 3461 1| pappagallo posato sopra una pianta d'insalata.~I coniugi Gibella 3462 1| infatuarlo, accalappiarlo, e poi piantarlo indegnamente per darsi in 3463 2| Tutti i musi dei paesani si piantavano contro il graticcio, e lo 3464 5| che se te fet la mula, te pianti chi, e turni indrè!...~Tornare 3465 2| interrogò uno.~Erano gente della pianura, e già tornavano da Varallo: 3466 2| savè lor?... dove me fa piasè!~Gaudenzio parve persuaso, 3467 3| sottovoce:~— Che el fasa èl piasì de botonarsi la brajeta! — 3468 2| scompisciavano in una ilarità piazzajuola, contrastante con la loro 3469 4| andare; queste feste sono piazzate belle e buone, — disse; — 3470 6| slanciarsi sul disgraziato, e picchiargli un ceffone; ma, per fatalità, 3471 7| che potè, ma quel dente picchiava come sopra un'incudine; 3472 2| via cupe, ingiallite~» A' piè della collina, gradanti 3473 3| la fila dei sedili certi piedini che facevano pensare a mille 3474 2| sgocciolo nel bicchiere, piegandosi ai discorsi dei suoi commensali, 3475 5| nell'incurvarsi, la mano si piegò, e giù nella manica un torrente 3476 2| vivevano fra uscio e muro, pigiate entro a bugigattoli asfissianti, 3477 6| comodino che appena ci stava pigiato fra letto e muro; due sedie, 3478 3| lunghetta quella storia, ma via, pigliandola a bocconi fra una portata 3479 4| lettera della Zina?... Va a pigliarla.~Ed il signor Segezzi fece 3480 5| prudente, era quella di pigliarlo con le buone colui, andargli 3481 6| che era a due dita, si pigliò in piena faccia il manrovescio.~ 3482 3| vecchia, una pamposada, una pijota dura da mascar, lui capitano 3483 6| persone ammodo che sanno piluccare nei piatti, e spazzarli 3484 2| misteriosa dei faggi, dei pini e degli aceri, e per venti 3485 7| rovistava il dente con una pinzetta, e Gaudenzio tanto per mettere 3486 2| tavole Itinerarie di Antonino Pio — Et ex lacu Cusio deductum!~. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .  .~ 3487 5| spolverata, inverniciata dalle pioggie del giorno innanzi, e madama 3488 6| aspettando l'ora del pranzo per piombare su quelle tavole strette, 3489 7| figliolo Leopoldo.~Martina era piombata in tempo per liberarlo da 3490 7| quella vertigine, gli era piombato addosso un esaurimento, 3491 2| e traguardan le fila dei pioppi la striscia d'argento~» 3492 7| starnazzavano in quel bujo come pipistrelli, e lo flagellavano di ricordanze 3493 6| mano al droghiere, fece una piramidale scappellata a Martina, come 3494 3| così, che faceva pensare ai pirati fremebondi, balzati dalle 3495 7| tugurio, fu per fare una piroetta di consolazione, se non 3496 4| abbrancò la moglie per la vita, piroettò con lei un istante ricalcitrando 3497 4| quedito... si no, la barca fa pirueta.~— Sul battello, signore, 3498 5| fatte sugli Alpi, accanto a pisciatelli di fontanini scorrenti sui 3499 2| verbigrazia i Colonna, i Pisoni, i Prepositi, i Varrone; 3500 4| scaricò a bruciapelo questa pistolettata:~— Signor mio; io sono professore 3501 5| cervella sotto il cappellino piumato, e dalla fronte le colavano 3502 5| ogni passo, i veli e le piume del suo cappellino si impigliavano 3503 1| e sopra fiori, grappoli, piumetti, tutto annuvolato in un 3504 6| del letto, e così con quel piviale rigido che gli montava fin 3505 6| esposti sulla bottega del pizzicagnolo, col taglio fresco della 3506 2| occasione che li ammucchiava, e pizzicavano le giovani sul sodo.~Alcune


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