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Achille Giovanni Cagna Alpinisti ciabattoni Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
grassetto = Testo principale Cap.grigio = Testo di commento
4008 2| accomiatò ricevendo saluti e ringraziamenti, e lasciando l'intesa, che 4009 7| involto.~Gaudenzio stava per ringraziarlo del regalo, ma il dentista 4010 5| invariabilmente, ed egli ringraziava, pensando che andar diritto 4011 6| buon vecchio ci tiene alla rinomanza del suo esercizio; più sollecito 4012 6| visti. Dove diavolo si erano rintanati?~— Ghe n'è ancora per un 4013 5| la baja.~Partì il colpo rintronando in tutti i meandri della 4014 7| e adesso quel grido rintronava nella testa di Gaudenzio, 4015 7| che pareva un ruggito, rintronò nella camera. Gaudenzio 4016 5| aveva una sete tormentosa, rinunciò alla prova.~Gaudenzio un 4017 6| masticare, era finita, bisognava rinunziare a quei bei piatti.~I signori 4018 5| che ormai la moglie aveva rinunziato alla polentina, disse che 4019 4| da quel giallo fumante, rinunziò per la polenta alla sua 4020 7| tormentosa, durante la quale gli rinvenivano nel pensiero tutte le noie, 4021 1| profondo pensiero.~Quando rinvenne, asciugò la bottiglia dell' 4022 2| scheletro cionco del capo, fu rinvenuto nell'isola verso il 1700, 4023 6| Martina aprì il parasole per ripararsi alla meglio, ma una rapina 4024 6| suo botteguccio tiepido, riparato, olente dei profumi di coloniali. 4025 6| era riuscito a mettere al riparo la punta del naso, e così 4026 3| sera con l'ultimo treno ripartiva, lasciando in quella casa 4027 2| con la testa martellata ripensando mentre si spogliava alle 4028 5| santi.~Bisognava andarlo a ripescare quel maledetto cappello 4029 6| serviti.~Gaudenzio voleva ripicchiare, ma l'altra era già in fondo 4030 5| strada.~Dopo un picchio e ripicchio di reciproci rinfacci, i 4031 5| avvallava con una certa ripidezza, e quando finì la prateria, 4032 5| aggiravano.~Su quel burrato ripido si andava più presto con 4033 2| la visiera lunga un palmo ripiegata sulle orecchie.~Una signora 4034 6| prima, è un bugigattolo di ripiego; abbiamo tanti forastieri.~— 4035 5| una ragazza con la gerla ripiena di erbaccio.~— Bella figlia — 4036 3| o che si riservasse di ripigliare più tardi l'argomento, si 4037 4| altro!~— Ma no! Ma no!... — ripigliava il signor Begozzi: — santo 4038 2| cavarsela così.~— Ma... — ripigliò il professore animandosi 4039 2| gli occhiali con la calma riposata di chi s'apparecchia a passare 4040 1| tanagliare quei poveretti riprendendo il filo delle sue litanie.~— 4041 5| ora l'è?~— La vuna e meza.~Ripresero la salita. La strada era 4042 5| aggruppamenti di nuvoloni purpurei, riproduceva in una grandiosità cosmica, 4043 2| barcajuoli che avevano provato e riprovato ad abboccarlo invitandolo 4044 1| masticarlo; e dopo molte riprove, respinse il piatto, e disse 4045 3| gentiluomo. Brandiva il mestolo, ripuliva l'insalata, si lucidava 4046 6| esercizio; più sollecito della riputazione che del guadagno, si è assunto 4047 2| de can, e na minestra de ris e musch?... ch'el vada a...!~ 4048 1| coniugi Gibella venivano dalle risaje della Lomellina; sfiaccolati 4049 3| qui! — E via tutti e due, risalutando.~I Gibella rimasero soli. 4050 4| nella faccia una giocondità risanciona che non si smorzava mai.~— 4051 5| turbinare pazzamente.~Quel risancione di avvocato faceva da orchestra 4052 3| pantofole, in camicia, a riscaldare le pezzuole e mettergliele 4053 7| sentiva un gran bisogno di riscaldarsi lo stomaco. Ordinò due tazze 4054 4| professore che già la conosceva — riscaldatevi un poco.~— Grazie, debbo 4055 1| alcoolico, aveva alquanto riscaldato lo stomaco semidigiuno di 4056 2| umidità, era scarsamente rischiarata dalla lampada di mezzo; 4057 7| grettezza bottegaja, si rischiarava nel fervore di un sentimento 4058 7| minuti in silenzio, poi rischiò una domanda:~— Ehm de andà 4059 5| nell'acqua cristallina, risciacquando un cesto di verdura.~Sor 4060 7| ceruleo tenue; le montagne risciacquate dalla piova, verdi, fresche, 4061 5| cinquantina di passi. Due donne risciacquavano in un fossatello pannilini 4062 6| di sugo che si tuffavano risciaquandosi nei bicchieri; occhi desiosi, 4063 7| in un catino, ed ebbe a risciaquarsi per un pezzo prima di riprendere 4064 7| febbrettaccia, poi di un tratto si riscuoteva sotto l'incubo di certi 4065 1| al soffitto con dignitoso risentimento il suo naso tagliato a scarpa.~ 4066 2| però di tenersi un po' sul riserbato, ed incominciarono la Via 4067 3| capito il latino, o che si riservasse di ripigliare più tardi 4068 6| signori.~— Quella è una sala riservata, — rispose colei.~— Ma l' 4069 2| di latte annacquato, e di riso e fagioli; vessate, avvilite 4070 1| modesta apparenza, entrarono risoluti.~Chiesero una camera; ce 4071 6| perdette la pazienza, ed entrò risoluto in cucina, rivolgendosi 4072 4| un difficile problema da risolvere. Far colazione alle tre, 4073 2| modo il professore Amadeo risolveva un problema economico, perchè 4074 5| la famigliuola con poca risorsa nella sua topaja... bisognava 4075 2| oltre ad un gruzzolo di risparmii in cedole.~Il professore 4076 4| fuoco, dicendo che quanto a rispettare Garibaldi erano tutti d' 4077 4| avere almeno il pudore di rispettarli!~— Bravo Caballeros! — ruggì 4078 7| vedrà come è guasto... Tanti rispetti, riverisco...~E strisciando 4079 6| ad alcuno, non parla, non risponde; interrogato, sghiscia in 4080 3| e non mai imbarazzato a rispondere.~Così in quelle gite da 4081 3| e dire, e poi finiva col rispondergli sempre:~— Bisogna aver pazienza... 4082 3| i Gibella muso duro, non risposero e guardavano via; ed egli 4083 2| Passando vicino al Caffè Ristorante del Sacro Monte, come dice 4084 5| foglio di carta.~Oh! che ristoro! Non era molto fresca, ma 4085 6| qualche parola. Ormai era ristucco di quella riviera troppo 4086 1| metallico, agitantesi con vivido risucchio nell'aere bigio e freddo 4087 2| fece mozzare la testa, come risulta da una cronistoria del 591, 4088 7| impressioni di viaggio era risultata una nota di pessimismo e 4089 5| Un fischio lungo, acuto, risuonò nel grembo della montagna, 4090 2| allegro come se allora si risvegliasse.~— Bravo, bravo! — tonò 4091 6| malaccio in abiti di eleganza ritardataria, si affacciò sulla porta 4092 Ded| compiangiamo quelle povere cellule ritardatarie, ultimi detriti di un mondo 4093 2| fiacco, arrivavano sempre in ritardo per la spiegazione, e si 4094 4| a uscio aperto, senza un ritegno al mondo della gente che 4095 7| Quella sera i Gibella si ritirarono presto nella loro camera.~ 4096 4| sconquassava.~Quella specie di ritirata imbandalzì viepeggio l'avvocato, 4097 2| delle oche!~Il professore si ritirò lasciando i Gibella sulla 4098 1| frizzante con pulsazione ritmica, concitata.~Annottava. I 4099 3| strada della montagna e non ritornavano che a notte fatta, stanchi, 4100 3| arpagone, e la ripa parve ritrarsi, l'elica diede uno sbruffo 4101 4| di scostarsi alquanto, si ritrassero di un passo, e lì, altro 4102 2| il vescovo di Assisi è il ritratto del venerando vescovo Bescapè 4103 4| secchi, e padre e figlio ritti contro il camino, ravvolti 4104 3| ma altro è dire, altro è riuscire. Come si fa a star là muso 4105 2| Giulio Cesare attraversò le rive del Cusio e del Verbano 4106 3| innamorati ebbero modo di rivedersi ogni sabato, giorno stabilito 4107 6| l'indomani prima di notte rivedrebbe il suo caro e sospirato 4108 5| Nuovo, ha così efficacemente rivelato l'incosciente organizzazione 4109 2| storica per le preziose rivelazioni che ci fanno sopra i costumi 4110 6| mercato.~I banchi delle rivendugliole abbandonati sulla piazza 4111 1| le cappelle del Santuario riverberavano in roseo scialbo l'ultimo 4112 7| strisciando le suole in una riverenza che incalzava, chiuse la 4113 2| occhio soddisfatto, e lo riverì con un inchino.~Il professore 4114 3| tutti fuori sulla bottega a riverire e salutare il signor professore.~ 4115 6| scappellata a Martina, come se riverisse una principessa, e rimovendo 4116 4| gène campagnuolo.~Tutti si riversarono nella sala riempiendola 4117 3| alpinistica imbarcatasi a Orta, si riversò tutta allo sbarco, e le 4118 7| lume e chiuse gli occhi, rivide subito la rosea faccina 4119 2| messo sulla paglia i poveri rivieraschi.~Anni addietro, al tempo 4120 7| quella di esser nonno, e rivivere nelle carezze di un bamboccino 4121 Ded| accanto alle cascatelle dei rivoletti gorgoglianti nel muschio? 4122 3| salutandolo col sorriso che si rivolge ad un vecchio amico.~Entrava 4123 2| occhio, e spesso li impegnava rivolgendo loro direttamente alcuni 4124 3| sala, ed aspettava che gli rivolgessero la parola.~Era franco, schietto 4125 7| facevano che voltarsi e rivoltarsi, sbuffando nell'oscurità 4126 4| facevano gli onori, e si rizzò con le zampe sulle vesti 4127 3| Così in quelle gite da Robinson svizzero, le ore ed i chilometri 4128 2| fino alle orecchie nel suo robone di seta, infagottata nella 4129 7| buoni compagnoni, forti, robusti, e tutti morti!. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .~ 4130 Ded| su, su a rampicarci sulle rocce spalmate di licheni, e più 4131 3| come si fa la rugiada? Che roccia è questa? Come si formano 4132 5| sedendosi sopra qualche roccione, e Gaudenzio stronfiando 4133 6| semplicemente Giuseppino Rodella, alias Giuseppe, cameriere 4134 4| lanciare un'ultima ed inutile rodomontata sclamando:~— Meno male che 4135 2| antico, e già i vetusti rogiti fatti prima del 900 dicono: 4136 3| crescono al giogo le stirpi di Roma,~ ~il professore ebbe una 4137 2| tempo della dominazione Romana, la riviera era considerata 4138 2| rimasero nomi di famiglie romane, verbigrazia i Colonna, 4139 4| schiena in paludamento da romano, borbottando:~— Mi vo no 4140 2| danze, di capogiri e di romanticherie amorose.~In casa vivevano 4141 3| balzati dalle cetre dei poeti romantici.~Gli piacevano le donne 4142 5| lontananze verdi, ignote, il romire mesto, incessante, delle 4143 2| mutismo cupo ombroso di quel romitorio, olente di rancidume claustrale, 4144 2| discorsi del professore, e per rompere subito il breve intervallo 4145 2| libertà, ed ecco che le rondinelle filinguellavano immemori 4146 1| imbenzoiti, e poi tornava a ronfiare.~Dalla padronanza che aveva, 4147 2| Dieci minuti dopo, Gaudenzio ronfiava con la pancia levata e la 4148 2| accorse che i suoi uditori ronfiavano in duetto.~Di botto si arrestò, 4149 1| signore vestite di verde, di rosa, o di bianco, inguantate, 4150 2| stazione, giù un brano di rosario, e gli uomini, tanto per 4151 2| sol lascivo~» Su la fronte rosata stillante sudor de la forte~» 4152 7| occhi, rivide subito la rosea faccina di quel bamboletto 4153 5| pomposa, tuffava le braccia rosee e vigorose nell'acqua cristallina, 4154 4| i comignoli si ergevano rosei, fiammeggianti, iridescenti 4155 1| lupo.~Gaudenzio si provò a rosicchiarne una; ma ohimè, quando riusciva 4156 6| portava via montagne di rosicchii maciullati.~Le finestre 4157 3| seno sbardellato, la pelle rossa grinzita, squamosa.~Ah mondo 4158 5| caldi, gradanti dal verde al rossigno, e roccie ambrate, di una 4159 5| del latte.~ ~ ~ ~Il sole roteava trionfante sulla riviera 4160 4| dell'oste.~Madama Strepponi roteò gli occhi, e fu lì lì per 4161 4| suo tegamino che scappava rotolando nel brago, e rientrò intirizzito 4162 5| suo bel tegamino nuovo, rotolarsi pian piano fin nel guazzo 4163 5| erta, mandò un guaito, e rotolò gemendo giù sulla strada.~ 4164 6| rassegnato, coi monconi rotondi delle coscie grondanti di 4165 2| sopra una poesia che per la rotondità dei caratteri tipografici, 4166 5| silenzio profondo, squallido, rotto soltanto dal fruscio solenne 4167 7| consuetudini, adesso un po' per il rovello della febbre, un po' per 4168 5| adesso il gioco era alla rovescia; ecco che il sentiero incominciava 4169 4| saltò in mezzo della sala rovesciando con fracasso la sedia; e 4170 6| bicchiere colmo di vino, rovesciandolo nella crema di Gaudenzio.~ 4171 2| la festa di colori che si rovesciava dalla gran tavolozza del 4172 6| grassa, è Lei... la mia rovina!~— Magari subito! — pensò 4173 2| agucchiando giorno e notte, rovinandosi gli occhi e lo stomaco, 4174 6| rannicchiati per oltre un'ora, rovistando i giornali, noiati a morte, 4175 7| po' di respiro.~Il dottore rovistava il dente con una pinzetta, 4176 4| dalle vesti, malgrado il rozzo parapioggia che aveva nelle 4177 5| di farla finita con quei rubarizii, ed ecco che nella notte, 4178 5| santo. Pareva che li avesse rubati lei!~Procedevano silenziosi, 4179 6| ressa di avventori che si rubavano i posti, gente sopra e sotto, 4180 2| che rallegrava con la sua rubea trasparenza.~Poi vennero 4181 3| franco, schietto fino alla rudezza, sputava il vero delle sue 4182 4| che da Emanuele De-Deo ai Ruffini, ai Manara, ai Mameli, dai 4183 5| avrebbe presi per la gola ruggendo con voce da Caruso:~— O 4184 7| Un urlo, che pareva un ruggito, rintronò nella camera. 4185 1| riprese il suo cadenzato rullamento.~Il pover'uomo ricadde disperato 4186 1| inchinavano abburattati da un rullìo come fantocci dinoccolati, 4187 1| cocchiere frustò, il veicolo rullò barellando sullo stradale, 4188 5| solitaria, così lontana dai rumori del mondo, i poveretti sentivano 4189 7| conciacapelli così faceto, così rumoroso; e Tonio Sezzola detto il 4190 6| là rannicchiati dietro la ruota del timone, sempre tormentati 4191 1| del paese il fragore delle ruote si spense sul coltrone della 4192 1| cascanti della pappagorgia.~Russava, sbuffava, socchiudeva talvolta 4193 4| di viaggiatrici inglesi o russe. Ed il professore a furia 4194 2| quadri plastici al gregge rusticano.~Cappella I. Nascita ed 4195 2| gialle~» di Sol!... oh idilii rustici, tritanti sonori per li 4196 4| convulsioni.~Un cagnolino rustico da pagliajo, puntò gli zampini 4197 5| con mani ed unghie per non ruzzolare di nuovo in quell'acqua 4198 6| contendenti.~Noretti era ruzzolato in terra, e l'altro sopra 4199 5| stronfiando e sudando, ruzzolava giù con quel suo pancione 4200 3| ebbero modo di rivedersi ogni sabato, giorno stabilito per la 4201 5| lasciava contare i grani di sabbia del fondo, e spandeva intorno 4202 3| salame, e giù tutto nella sacca di Carlino; poi passava 4203 3| giovinotti carichi di scialli, saccapani, borracini e bastoni ferrati.~ 4204 6| gli altri ascoltavano, saccheggiando le confetture ed i biscottini, 4205 4| offendano le nostre più sacre memorie, in presenza di 4206 5| qualunque patto, qualunque sacrificio; ma quel coltellaccio nelle 4207 5| tribolata di fatiche e di sacrifizi, e quando la loro giornata 4208 2| dei fratelli.~Per via di sacrifizii e di sotterfugi, riuscivano 4209 7| la poveretta era nel suo sacrosanto diritto di sfogarsi; e quando 4210 4| tovagliolo al collo scappò come saetta, fulminando al marito uno 4211 4| rispetto!~Il tono, il gesto, il saettare degli sguardi del professore 4212 5| sullo stomaco quell'ingiuria saettatagli dalla moglie.~La prateria 4213 2| strangolatura del busto. Nondimeno, saettavano dagli occhi faville di matta 4214 Ded| nostra comitiva; osservatore sagace, acuto, ghermiva il vero 4215 3| torre di Buccione, e la sagra di Mesma.~Peccato che anche 4216 2| ibrido fra scagnozzo e sagrestano; impaludato in una cappa 4217 6| bocche di spelonche cieche. I salami ed i presciutti esposti 4218 6| Martina non ne volle sapere.~Salirono invece su nel loro bugigattolo. 4219 3| voce di verginella, che saliva su su nell'aria frizzante, 4220 5| accumulavano, si condensavano e salivano insidiose le brume grigie 4221 1| mo' di tovagliolo sotto le salsicce cascanti della pappagorgia.~ 4222 3| geologia, dalla botanica, saltava di un tratto nell'astronomia 4223 7| dicendo con galanteria da saltimbanco:~— La si accomodi... vediamo; 4224 2| amici miei, facciamo un salto da Carlo Magno fino all' 4225 1| venivano raffiche ed effluvii salubri di erbe fresche, e lontano 4226 3| provvista del pane, e poi dal salumaio per formaggio e salame, 4227 2| Peccato — disse il professore salutandoli — se arrivavano mezz'ora 4228 3| tutti si sberrettavano salutandolo col sorriso che si rivolge 4229 3| quei signori li avevano già salutati cortesemente, ed in qualche 4230 2| Il professore ricambiò il saluto, ordinò un caffè e latte, 4231 1| passeggiavano sul volto sudato. Per salvare il solino dalle irrigazioni 4232 6| escursioni alpestri.~E allora, salvi chi può: un trangolare furioso, 4233 | sane 4234 4| iniettato di striscioline sanguigne, visettino sodo, aperto, 4235 1| sole, e tralci injettati di sanguigno.~Poi la siepe correva via 4236 4| stanno i piccini?~— Stanno sani; grazie, signor professore.~ 4237 Ded| che quando ci arride la sanità del corpo e della mente, 4238 7| era in partita, allegro, sano come un pesce, eccolo stramazzato 4239 4| signorine vestite con civettuolo sans gène campagnuolo.~Tutti 4240 1| questa l'è la mascela de Sansone!~— È un po' al dente?~— 4241 4| che questa povera Italia è santificata col sangue de' suoi figli? 4242 3| begli anni li aveva passati sanza frascherie amorose, non 4243 6| e Martina non ne volle sapere.~Salirono invece su nel 4244 4| nemmeno il lago di Ginevra. Se sapeste quanta pioggia abbiamo preso! 4245 2| di galoppo.~— Orta, come sapete, conserva il suo nome da 4246 3| mio, è grande nella sua sapienza! Dunque, Carlino, avanti 4247 7| sputacchiava per liberarsi dal sapore plumbeo del sangue che le 4248 5| parendole di avere in bocca i sapori più sospetti, e Gaudenzio, 4249 3| andava ad Omegna, avendo saputo che ella era colà; ma i 4250 2| avanti, inesorabile:~— Il sarcofago di Mimulfo con lo scheletro 4251 3| sulle braccia una vecchia sardella coriacea, vivrebbe forse 4252 5| ringhiò invelenita:~— Ti te sarè semper un asen! — E poi 4253 | sarete 4254 | sarò 4255 5| ghe domà che acqua, sol e sass de preja dura!~E difatti 4256 5| fuori i piedi da quella sassaiuola.~Mentre Sor Gaudenzio faceva 4257 7| ch'el vada in galera a sassinà i Cristian! birbant d'un 4258 5| arrampicarsi su quel groppone sassoso che gli sbarrava la strada.~— 4259 6| bugigattoli.~Un tepore nutritivo, saturo di fritto e di padella unta, 4260 2| Oh bela! cosa han da savè lor?... Vò dove me fa piasè!~ 4261 6| suo ganzo!~— Che el stia savi na volta! — grugnì il droghiere 4262 4| che qualche volta tiene in saviezza anche i cani della pubblica 4263 2| dei soldati di Tomaso di Savoia, quando si accorse che i 4264 2| inevitabile panier, occhieggiava sbadata qua e là, senza por mente 4265 3| guardavano l'isola, e stavano sbadati a sentire le chiacchiere.~ 4266 6| villeggianti erano tutti lì a sbadigliare la crepaggine che li ammazzava.~ 4267 2| di olio santo.~Gaudenzio sbadigliava fino a lussarsi le ganascie, 4268 2| visitatori, e solitarii che sbadigliavano attraverso alle inferriate 4269 2| sfogare la crepaggine con uno sbadiglio che gli tenne per due minuti 4270 4| tutto pesto, ingranchito; sbadigliò stirandosi in ogni senso, 4271 7| Oh quel ciarlatan, s'è sbaglià de sicura! l'è chi... l' 4272 5| dunque, avanti, non si poteva sbagliare.~La prateria era ampia, 4273 1| alquanto: erano così dispersi e sballottati, i poveretti! che quasi 4274 2| zoccolone.~I contadini stracchi, sbalorditi dalla cantilena nasale del 4275 4| sull'avvocato massiccio e sbalordito, gli scaricò a bruciapelo 4276 4| sposi.~La Zina raccontava a sbalzi le vicende del viaggio alla 4277 1| di risolino, ma essa lo sbaragliò con un'occhiata di basilisco, 4278 4| dell'oste, che era venuta a sbarazzare la roba, si avviticchiò 4279 1| un importuno che voleva sbarazzarlo della valigia.~I Gibella 4280 4| a Carlino che già aveva sbarazzato la sua zuppa.~Nel salotto 4281 6| il sole piatto, opaco, sbarbato di raggi, gravitava sbiadito 4282 3| Varallese.~Gaudenzio e Martina sbarcarono ultimi col loro saccone, 4283 2| del dopo pranzo aveva già sbarcato varie comitive venute per 4284 2| cercavano con gli occhi alle sbarre questo vescovo; ma il pretaccio 4285 1| Noretti si rifece cupo, e sbarrò gli occhi nel vuoto, rimanendo 4286 2| campane della parrocchia sbatacchiavano senza posa, l'organino frinfrinava, 4287 2| campane della parrocchiale sbattagliavano suoni di festa; frotte di 4288 4| rinchiudersi nella sua camera sbattendo l'uscio come un colpo di 4289 1| Ma gli avevano risposto sbattendogli lo sportello in faccia, 4290 6| squasso disordinato; le onde sbattute correvano a squagliarsi 4291 5| alcune sverzate di rami sbattuti sulla faccia; ed ormai entrambi 4292 4| trattore corse sull'uscio a sberrettarsi e far riverenze.~Dalle due 4293 3| solite escursioni, tutti si sberrettavano salutandolo col sorriso 4294 2| isoletta di San Giulio sorgeva sbiadita, frolla, macerata dalle 4295 6| sbarbato di raggi, gravitava sbiadito nella fumida coltrice che 4296 6| protuberanze del seno.~Gaudenzio sbirciò più volte quell'abbondante 4297 3| sempre il sole più in alto, e sboccare nella purezza dell'aria 4298 3| casolare, in qualche alpe, per sbocconcellare la colazione inaffiata con 4299 3| senza solino, i calzoni sbottonati, valigia, canna e parapioggia 4300 1| parlantina senza respiro, lo sbracciamento indiavolato del suo nuovo 4301 2| impaludato in una cappa sbrendolata di lustrina che gli scendeva 4302 2| opposizioni di Martina che voleva sbrigarsi per uscire all'aria fresca.~— 4303 5| valle.~— Ehi Carlino?... sbrighiamoci!~Per l'amore di tutti i 4304 4| da un boccone, e dovette sbruffar via tutto per non soffocare 4305 7| forcuto, sanguinante.~Martina sbruffava e sputava sangue in un catino, 4306 5| professore Augustini che sbucava da una macchia, ed ecco 4307 2| tacquero e cominciarono a sbuffare uno dopo l'altro.~Giunsero 4308 7| loro stambugio; ma ai primi sbuffi dell'aria fresca, Martina 4309 1| secco secco.~Egli mandò uno sbuffo leonino, si levò il cappello, 4310 2| il quale occupò l'isola scacciandone il Vescovo, e si fortificò 4311 2| tanto necessaria dopo lo scacco ricevuto da quel maledetto 4312 7| finalmente, viene il giorno della scadenza, e bisogna andarsene senza 4313 6| altra era già in fondo della scala.~Martina, sempre sul pianerottolo, 4314 4| professore era uno dei soliti scaldapopoli attaccabrighe, e conveniva 4315 7| sentimento umano che gli scaldava l'anima.~Il ricordo della 4316 3| moto, quando un signore scalmanato vociò dalla riva: Aspetta... 4317 6| quel mezzo matto che si scalmanava a narrargli cose dell'altro 4318 2| tutti si precipitarono colà scalpitando, urtandosi, e pigiandosi 4319 5| infingardi, gli egoisti scalzerebbero in meno di un secolo tutte 4320 4| scialle, e per un po' si scambiarono qualche parola, poi Gaudenzio, 4321 2| Gli uomini più innanzi, scamiciati, con la giacca sul braccio, 4322 5| braccio, andando innanzi scamiciato; e sempre su, per una strada 4323 5| la smania inglese delle scampagnate, eccoli dispersi per i boschi, 4324 6| Giacomino ebbe occhio ancora da scansare il colpo abbassandosi; ed 4325 5| lontano.~Quando si trattò di scantonare, Carlino si rivolse salutando 4326 2| quando Gaudenzio e Martina scantonarono in piazza. Non avevano veduto 4327 5| la strada.~— Là, ghe una scapiota! — sclamò Martina additando 4328 2| quel birbante di cuoco le scappà via con la sua pipa... e 4329 3| intendersi, aveva risposto scappando:~— Soga soga! Sobreseguro 4330 4| per pianto e cano!~Tutti scapparono sotto la tavola per non 4331 5| burroni, come due malandrini scappati dalla galera! sudati, laceri, 4332 5| si sentiva le fumane, a scappellarsi, tolgalo Iddio, c'era da 4333 6| droghiere, fece una piramidale scappellata a Martina, come se riverisse 4334 2| disperse nell'azzurro, parevano scarabei galleggianti sul guazzo 4335 4| della requisitoria, e sempre scaraventando la sua parlata sulla faccia 4336 2| argomento, il professore scaraventò sulla testa assonnata di 4337 2| abbastanza, poteva andarsi a scaricare all'aria aperta. Ma egli, 4338 4| massiccio e sbalordito, gli scaricò a bruciapelo questa pistolettata:~— 4339 2| strascinando gli zoccoli e gli scarponi sull'acciottolato.~Le donne 4340 1| corruccio per la ignobile scarrozzata che aveva dovuto subire 4341 2| chiazzato di umidità, era scarsamente rischiarata dalla lampada 4342 5| che i Gibella dovettero scartarsi sull'erba.~Ma quell'erbetta 4343 7| fuori il piccolo involto, lo scartocciò, ed entrambi rimasero atterriti, 4344 2| altra mezz'ora il professore scatenò tutta la sua erudizione, 4345 2| professore. Ella aveva troppi scatti di plebea violenza, rabbiuzze, 4346 4| dall'altra tavola levò di scatto la faccia, e squadrò la 4347 4| Mi meraviglio di lei! — scattò a dire il professore, protendendosi 4348 5| sentiero battuto, e cominciò a scavalcare le roccie franate per scendere 4349 2| benedisse così:~— Io sto a scavezzarmi, e voialtri dormite come 4350 2| moglie il Fischietto, e scelse per sè una Gazzetta Domenicale.~ 4351 3| aspirare un pò più alto nella scelta di genero; ma, Dio buono! 4352 6| lampeggiò nella memoria la scenaccia di Orta, e quella cantafera 4353 7| Gaudenzio, sconvolto da quella scenata che gli aveva sconquassato 4354 2| insafardate. Occhi balogi e scerpellini, naso famiolesco, la faccia 4355 3| Carlino contro il formidabile scetticismo del mondo grezzo; ma che 4356 2| sarcofago di Mimulfo con lo scheletro cionco del capo, fu rinvenuto 4357 2| spalancate e polverose di quegli scherani nerboruti, con le braccia 4358 4| sapendo se quel soga fosse uno scherzo o un complimento, i Segezzi 4359 3| procedono asserragliati schiacciando gli entusiasmi ed il sentimento 4360 4| co' suoi calzoni sottili, schiacciati dal vento contro le gambe 4361 6| rifrazioni e colori di tempesta, schiaffati giù a pennellate da scenografo; 4362 2| la finestra.~Il sole già schiaffava di roseo fulgido i culmini 4363 6| con una voglia matta di schiaffeggiarsi con le stesse sue mani, 4364 6| nella piova obliqua che lo schiaffeggiava; e Martina dietro, abbatuffolata 4365 6| mano, e giù un poderoso schiaffone.~Giacomino ebbe occhio ancora 4366 3| follia, presero la rincorsa schiamazzando e ridendo dietro ai giovinotti 4367 4| chi erano quei signori che schiamazzavano in sala.~— Quel signore 4368 4| sotto la tavola per non schiattare... Ah che birbo! che faceto!... 4369 4| rappresentanza della gloriosa schiera dei mille, e tesserà nel 4370 3| quotidiani offusca le gioie schiette, legittime del pensiero. 4371 2| sopratutto gli piaceva la schiettezza popolana che costituiva 4372 5| sputacchiando e facendo segni di schifezza e di desolazione; e quando 4373 6| incamminarono all'albergo schivando i guazzetti, e stringendosi 4374 6| da ripieno, che parevano schizzate con tratti vigorosi da un 4375 7| pensag su!~— Inutil per ti! — schizzò Martina — ma el me dent 4376 2| smarrito la coscienza della sua sciagura, che non ebbe nemmeno un 4377 4| marcia era l'entrata dello Sciah Kaimakà dei Due Orsi... 4378 1| incappellate, ravvolte entro a scialletti variopinti che scendevano 4379 3| ai giovinotti carichi di scialli, saccapani, borracini e 4380 1| alla moglie.~Intanto lo sciame delle zanzare bianche danzava 4381 2| di sentore della sottile sciatteria emanante da quei versi dell' 4382 6| bevuta, ricominciò con lo scilinguagnolo impacciato:~— Brava lei... 4383 1| stralunando gli occhi con rapidità scimiesca, l'impiegato Noretti diede 4384 6| sala.~Testa lunga, occhi scimieschi, ravvicinati, piccini, dardeggianti 4385 5| bel getto di acqua chiara, scintillante al sole.~— L'e bona de bev? — 4386 1| dei fogliami aggrovigliati scintillavano in fantastica luminaria 4387 2| che canta gli parve una sciocchezza; e giacchè sghisciavano 4388 Ded| la vanità delle infinite sciocchezze, che ci tormentano nella 4389 5| dichiarò incompetente a sciogliere il quesito. Guardò l'orologio... 4390 5| bestiola riconoscente si sciolse in lazzi ed in latrati di 4391 2| nonnulla, per un'arguzia scipita balenata nei loro cervellini 4392 6| fregola di fare il gentiluomo, sciupando così in quella sua bessaggine 4393 6| della moglie, tanto per non sciupare almeno quella, quando lo 4394 5| sempre giù, giù, saltando, scivolando, finchè arrivarono, sudati 4395 5| fanghiglia. Madama aveva già scivolato più volte in causa dei suoi 4396 5| or tutti e due insieme, scivolavano indietro, e dovevano arrapparsi 4397 2| Iohannide di Crisippus, e scivolò più sotto sul terzo intitolato: 4398 3| che stava sparecchiando, sclamarono:~— Domani arrivano i nostri 4399 3| saccoccia il foglio, aveva sclamato con un sospirone di contentezza:~— 4400 4| mucchio, ricominciavano a scoccar baci, facendo accorrere 4401 4| felino nei capelli, e gli scoccò un lungo bacio dentro la 4402 5| Toni... a rivederci!~Toni scodinzolò ancora una volta, e quando 4403 1| una testata nel soffitto scofacciandosi scelleratamente il cappello.~ 4404 2| serpenti che infestavano lo scoglio e pose tosto mano alla costruzione 4405 2| pagane protuberanti, ampie, scollacciate, con le poppe colossali, 4406 1| dopo altri dieci minuti di scombussolìo, ecco finalmente Buccione; 4407 5| suo pancione sbardellato, scommettendo che nessuno avrebbe potuto 4408 1| scarpetta, e zoppicava.~Da uno scomparto di prima classe sbucò fuori 4409 3| diavolo dappertutto.~Già, lo scompiscione l'aveva fatto lui, sposando 4410 6| Un giovane dalla figura scomposta, infagottato malaccio in 4411 5| arrivare ad un'estasi così sconfinata di consolazione.~Eccolo 4412 7| filosofare sulle vicende e gli sconforti della vita.~Quel povero 4413 3| quelle notti travagliose, scongiurate il più delle volte con coraggiose, 4414 6| gomito a gomito con due sconosciuti ai fianchi, ed un altro 4415 6| fianchi, ed un altro più sconosciuto in faccia, così dappresso 4416 4| tremito di convulso che lo sconquassava.~Quella specie di ritirata 4417 6| Invece una donna venne a scontrarli, e li condusse via tutti 4418 6| aveva cercato più volte di scontrarsi negli sguardi per salutarlo, 4419 7| loro camera.~Gaudenzio, sconvolto da quella scenata che gli 4420 5| passi più in su, fecero una scoperta che li ravvivò alla speranza.~ 4421 1| fino al busto, lasciando scoperte le ridondanze pavonesche 4422 4| suoi frizzi, provocavano scoppi di ilarità fragorosa.~Le 4423 3| e tratto tratto qua e là scoppiavano ilarità fragorose.~Tutti 4424 4| recati per assistere allo scoppio di una mina.~Si erano messi 4425 2| e qui il buon Gaudenzio scoppiò in una ilarità fragorosa, 4426 3| la letizia di un papà che scopre i germogli intellettivi 4427 5| tramaglie.~Martina cominciava a scoraggirsi.~Dove diavolo si andava 4428 7| febbre, le empetiggini, lo scorbuto, la trachea alla gola, il 4429 5| sua casupola, prendendo la scorciatoia su per l'erta.~La giornata 4430 5| braccia come naufrago che scorge una vela, urlò:~— Professore!... 4431 5| ebbero la soddisfazione di scorgere sopra un declivio verde 4432 4| e Carlino se ne fece una scorpacciata da non più stare nella pelle.~ 4433 5| miseria dei poverelli.~Carlino scorrazzava sulla spianata, vispo e 4434 5| pisciatelli di fontanini scorrenti sui pascoli muschiosi. Quelle 4435 2| mese.~Quel corbaccio appena scorse il branco di contadini, 4436 3| pochi passi verso l'abitato, scorsero l'insegna dell'albergo d' 4437 5| arsicci, irti di balze e di scoscendimenti perigliosi, e le immani 4438 6| sospirato paesello, ebbe una scossa allegra che gli svegliò 4439 4| passo ad ognuno.~Pregati di scostarsi alquanto, si ritrassero 4440 5| una filtrazione di caldura scottante. E quel suo cappellino che 4441 2| buoni amici.~Pagarono lo scotto; madama ricalzò lo stivaletto, 4442 7| cadere rassegnata sulla scranna, e spalancò la bocca.~— 4443 6| ogni passo le loro ossa scricchiavano come nacchere.~— Mi gho ' 4444 1| sobbalzi, squassature e scricchiolii che per poco non lo mandavano 4445 5| verde, solcata da una dolce scriminatura di sentiero.~Se non altro 4446 2| sull'ultimo foglio dove era scritto a lettere grosse: Levia 4447 2| sedette su una delle panche scrivendo alcuni suoi appunti sopra 4448 2| storiche intorno al lago; devo scrivere una memoria, — disse il 4449 5| Martina non rispose, ma scrollò le spalle, e Gaudenzio, 4450 4| sessantacinque!...~La comitiva scrosciò tutta quanta in una risata.~ 4451 6| si poteva barattare senza scrupoli qualche parola. Ormai era 4452 4| ed andò alla finestra per scrutare il tempo.~— Piove, — disse 4453 6| giorno sì e un giorno no, scusando nella giornata di vigilia 4454 1| andò a sedere con loro.~— Scusino — disse — sono forestiere 4455 2| martes grassi! E si voltò sdegnosamente per andarsene.~A pochi passi 4456 2| classe. E così per quella sua sdegnosità altezzosa, viveva solitario 4457 1| suo sussiego aristocratico sdegnoso di contatti volgari.~Il 4458 4| avevano fatto che leccarsi, sdilinquire in abbracciamenti, portando 4459 2| calzoni, e senza rispetto si sdrajò coi gomiti sulla tavola.~ 4460 5| con mani e piedi, un po' sdrucciolando; ma la povera Martina con 4461 5| minacciando di scavezzarsi in uno sdrucciolone; e quando ebbe fra le sue, 4462 2| a mi me n'importa un fic sec di to ciaciarad... Ah quel 4463 5| To! Osteria della Rana Secca! — e rise forte, per vendicarsi 4464 3| che li aveva abbastanza seccati; ma per quanto si rannicchiassero 4465 6| crepa. Gaudenzio, un po' seccato, si decise finalmente di 4466 3| fuggiva portandosi via quel seccatore che non avevano neanche 4467 4| panni bagnati, le gambe secche e nude, le scarpacce slabbrate 4468 5| tono della risposta, una secchezza inquietante, e istintivamente 4469 4| fuoco a due fascine di rami secchi, e padre e figlio ritti 4470 6| voleva rimettersi.~Pioveva a secchielli.~Rientrando, disse a Martina:~— 4471 5| elaborata dal sole e dai secoli.~Non c'era anima viva da 4472 5| goccioline stillanti dal secreto delle roccie, portano il 4473 4| interpose bonariamente per sedare la cosa, e credette di mettere 4474 3| culinaria.~Se c'era posto, sedeva a mensa, altrimenti mangiucchiava 4475 2| accomodandosi contento sul sedile. —Dunque che la porta un 4476 4| pelle.~Il signor Strepponi, sedotto da quel giallo fumante, 4477 6| facevano il loro comodo seduti a tavola, come fossero in 4478 7| pensando che quella giornata segnava l'ultima tappa delle sue 4479 6| di tragitto, il battello segnò con un fischio l'arrivo 4480 5| montagnone che si levava immane segregandoli dall'universo...~Una sciamata 4481 Ded| Eugenio Barbera, geometra, segretario comunale, benemerito diffonditore 4482 2| incominciarono la Via Crucis seguendo a malincuore il cicerone, 4483 6| avviò su per la scaletta seguíto da Martina.~Pioveva a cascatelle. 4484 4| della cucina ed entrò. Lo seguiva una vecchierella incurvata 4485 5| sui ciottoloni lubrici del selciato, mulinava fra sè: — Eh bel 4486 5| avvocato proruppe in un urlo selvaggio: l'aveva imberciata!~Il 4487 6| avevano un aspetto meno selvatico.~C'erano signori in punto 4488 6| viaggi sono inventati per far sembrare più buona la tranquillità 4489 6| parevano diretti altrove; sembrava ubbriaco più che mai, e 4490 3| cuponi che staccava ogni semestre dalle cartelle? A che valevano 4491 6| raccoglimento in quella cella semi-buja, sor Gaudenzio pensando 4492 1| alquanto riscaldato lo stomaco semidigiuno di Sor Gaudenzio mettendogli 4493 2| spaventato da quel brodo di seminario, sguisciò via nel cortile; 4494 2| più di venti le cappelle, seminate sull'erta nell'ombra misteriosa 4495 5| avrebbe data anche subito a semplice richiesta, colle buone, 4496 2| risate sulle toelette troppo semplici delle signore.~Un organino 4497 6| vuotato tutto il vasetto della senapa nel tondo.~Gaudenzio puntava 4498 1| primogenito Leopoldo aveva senno bastante per curare il negozio 4499 6| umida così, che dava la sensazione di essere nell'acqua fino 4500 4| accessibile alla prepotenza dei sensi, che non alle compressioni 4501 4| prese la parola così:~— Sentano, signori — disse — sono 4502 6| Gibella. Ma pur troppo, ha sentenziato Beppe:~ ~« Se togli l'abito, 4503 5| Gaudenzio.~— E pura là gh'era el senter.~— Gh'era un corno te disi! — 4504 2| Questa chi l'avevi propi mai sentìda!~ ~ 4505 5| pratico dei valichi e dei sentieri, si trasse presto da quell' 4506 4| con tanto cinismo sopra sentimenti che per altri sono articoli 4507 2| cedole.~Il professore stava a sentirlo con la cortese compiacenza 4508 7| vecchio non avrebbe più sentito lo sgomento della solitudine;