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Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

1700-avanz | avari-chiar | chias-dilat | dileg-frequ | frigg-ingag | ingan-minac | miner-pizzi | pizzo-ringh | ringr-senti | sento-succe | succh-vigne | vigor-zuppe
         grassetto = Testo principale
     Cap.grigio = Testo di commento

4509 2| ebbe nemmeno un'ombra di sentore della sottile sciatteria 4510 6| vociando, e brancicando per separare i contendenti.~Noretti era 4511 4| precipitarono sui contendenti per separarli.~Carlino si era aggrappato 4512 6| e due all'orba.~Vennero separati con non poca fatica; una 4513 2| ed il suo corpo scese nel sepolcro ove dormono i santi Audenzio, 4514 2| sprofondò in un bujo di sepoltura, e non ebbe nemmeno un'ombra 4515 4| di spose, che si videro seppellire nelle galere, o impiccare 4516 Ded| detriti di un mondo già seppellito da gran tempo. Lasciamo 4517 2| alquanto perplessi, ma non seppero districarsi, ed ubbidirono 4518 5| accumulata e trasmessa per una sequela di generazioni.~Il professore 4519 2| maccherone dalla letizia serafica di Ignazio Cantù:~ ~« 4520 5| sottovoce, — ho giurato di serbare i colpi della mia carabina 4521 5| Provvidenza che largisce tanta serenità di animo, tanta virtù di 4522 3| Accidenti!... altro che seria! marchiana addirittura. 4523 7| febbricitante, si sentiva serpeggiare sotto le coltri certi brividi 4524 5| meandri della fratta. entro serpeggiava un freddo viscido di ombra 4525 7| cigli audaci scendevano, serpeggiavano in bianca spuma, cascatelle 4526 4| Un bruciore d'inferno le serpeggiò nello stomaco; accesa di 4527 2| cacciò via i draghi ed i serpenti che infestavano lo scoglio 4528 4| passeggiava come un lupo da serraglio, ringhiando contro il tempo; 4529 2| lontano come la luna.~Martina serrata fino alle orecchie nel suo 4530 3| grembo; belle fanciulle serrate in un'eleganza sciolta e 4531 2| isola verso il 1700, ed ora serve di urna per le elemosine.~ 4532 6| finalmente di domandare ad una servente che gli passava sui piedi:~— 4533 1| bicchierino.~Si alzò, fece servire la bottiglia sul tavolo 4534 7| e lui il dentista?~— Per servirla, venga pure avanti.~— Vegn' 4535 1| e minestra con verdura.~Servirono subito l'osso buco. Un moncone 4536 6| Goldoniano, si cuoce da sessant'anni in lesso ed arrosto 4537 4| come il Gattinara del sessantacinque!...~La comitiva scrosciò 4538 5| sue spalle gravi di oltre settant'anni... pazienza dunque, 4539 4| Questa povera donna ha settantacinque anni; aveva un figliolo 4540 3| finita con quell'andirivieni settimanale che aggravava sempre più 4541 3| negoziante della giornata vive le settimane ed i mesi lontano dalla 4542 4| infiammata, montò su alla severità della requisitoria, e sempre 4543 7| così rumoroso; e Tonio Sezzola detto il Bavella che invece 4544 6| chiuso e dalle occhiate sfacciate dei mangiatori attruppati.~— 4545 2| cielo annegavano nei più sfacciati colori della cromolitografia.~ 4546 2| miserelli che sperano di sfamarsi col pane del cielo.~Agguerrito 4547 2| faville di matta allegria, e sfarfallavano nella piazzetta con la chiassosa 4548 2| il ridente panorama che sfavillava svolgendosi in una gamma 4549 2| le sue casine sulla ripa sferzata da una vampa tropicale.~ 4550 4| tornò livido, battuto, sfiaccolato dal suo viaggio nuziale, 4551 7| gambe.~Martina oltre la sfinitezza del digiuno, e lo sconquasso 4552 6| stremenzita, stava a sentirsi le sfitte delle ganascie, e Gaudenzio 4553 2| incoraggiare l'oratore, si limitò a sfogare la crepaggine con uno sbadiglio 4554 7| suo sacrosanto diritto di sfogarsi; e quando ella ebbe finito, 4555 6| alberghi, tanto per dare una sfogata a quella sua fregola di 4556 3| Strepponi dal canto suo si era sfogato una volta coi Segezzi narrandogli 4557 6| che erano ben pasciuti, sfogavano l'allegria in chiacchiere; 4558 2| con abbondanze matronali, sfoggiava al sole l'opulenza massiccia 4559 7| caffè e latte, e si mise a sfogliare i giornali.~Ma la signora 4560 4| si sbottonò il solino, e sfogliazzava nervosamente i fogli della 4561 4| che già avevano cenato, sfogliazzavano un album di musica.~— Oh 4562 4| sa lei che Marsala è una sfolgorante pagina della nostra epopea?... 4563 6| quei milord inglesi ricchi sfondati che viaggiano per economia.~ 4564 6| verso Omegna; lontano, sullo sfondo nebbioso, baluginavano le 4565 1| loro pennacchi frondosi sforacchiati di raggi svettavano dolcemente 4566 7| come una ghianda, nero, sforacchiato di traverso da un pertugio 4567 2| pasticciere sotto il portico sfornava allora la prima gettata 4568 4| mamma piangente, per farsi sfracellare sui campi di battaglia. — 4569 4| il furente professore gli sfracellasse la testa con un pugno.~Invece 4570 4| suscitarono un gazzurro di ilarità sfrenata.~Il professore Augustini 4571 2| trasparenza.~Poi vennero le uova sfriggolanti nel tegamino, con un profumo 4572 5| e quando potè lasciarsi sfuggire una parola, ringhiò invelenita:~— 4573 1| e giù per le falde già sfumanti nel bigio, si indovinava 4574 4| fondo nella bruma fredda, sfumavano in una striscia livida piena 4575 4| bavero, lo strascinò allo sgabello, sclamando:~— Suona, Errico!... 4576 7| ciarlatanon... Madona, che sganasciada!... e l'era quel bon, quel 4577 5| L'avvocatone aveva fatto sganasciare la compagnia con le sue 4578 2| cervellini da pollastrelle, sganasciavano, scompisciavano in una ilarità 4579 3| detto passando, perchè essi sganciassero subito la persona, riferendogli 4580 6| buio. In fondo un lettone sgangagnato, un comodino che appena 4581 4| si mise a sghignazzare sgangheratamente.~— Oste, — urlò l'avvocato; — 4582 6| finestruolo unico, una specie di sgattajolo che si apriva nel corritoio 4583 4| pensando al conto, si mise a sghignazzare sgangheratamente.~— Oste, — 4584 2| baloss! — e giù una nuova sghignazzata che gli andava in tanto 4585 2| imboscate; col suo occhio a sghimbescio e con l'intuito acuito della 4586 6| non risponde; interrogato, sghiscia in mezzo alle sue padelle, 4587 2| cielo,~» Canta; e i ramarri sghisciano in mezzo a 'l grano.~ ~E 4588 4| quella promessa di sereno, sghisciarono subito nel pantano della 4589 2| una sciocchezza; e giacchè sghisciavano i ramarri, sghisciò via 4590 4| testa e parapioggia, ma sgocciolava da tutte le parti, e squassò 4591 6| bessaggine; orecchie che sgocciolavano giù sotto la gola, un naso 4592 2| e stava con l'ultimo sgocciolo nel bicchiere, piegandosi 4593 2| sulla tavola; il professore sgocciolò l'ultimo fondo della bottiglia, 4594 5| mistero, rimpiccioliva, sgomentava quei poveri Gibella, tuffandoli 4595 7| entrambi rimasero atterriti, sgomenti nel vedere un enorme dente 4596 6| dallo sparato, e una lunga sgraffignata sulla faccia, voleva continuare 4597 5| disgavignarsi, abburattati, pesti, sgraffignati, eccoli vaganti su per roccie, 4598 4| pianoforte, che era aperto, e sgraffignò sulla tastiera, vaneggiando 4599 2| una zappa, una mazza, e sgranchisciti la schiena; ci guadagnerai 4600 4| bisogno.~Martina non ancora sgranchita, col naso livido dal freddo, 4601 6| niente chiasso, baffi unti da sgrassare nel bicchiere.~Si mangiava 4602 6| acciaio, che metteva gli sgriccioli sotto la pelle; ecco che 4603 1| dall'eleganza variopinta e sguajata del vestiario, si indovinava 4604 1| occhietti ravvicinati al naso sguajato, bocca tagliata a falce, 4605 5| lacca malagevole, coi panni sgualciti, la faccia barbigiata di 4606 1| per correr dietro a quella sgualdrina che se la spassava sui laghi 4607 6| suo ampio grembialone da sguattero; squarta, frigge, rimesta 4608 2| quel brodo di seminario, sguisciò via nel cortile; ma Gaudenzio, 4609 6| gli svegliò l'appetito, e sgusciando lieto dal suo involucro 4610 4| sedute a mensa. Le signorine sgusciate agili, eleganti dai loro 4611 | siano 4612 6| santo, l'aveva proprio in Siberia, e pigliava tutte le zaffate 4613 5| e subito dopo un altro sibilo più in su.~— È finita! — 4614 2| Voconzii coi loro clienti Siconii, Uceni, e Iconii. Certo 4615 5| sentiero, c'erano le traccie sicure, irrefragabili, del passaggio 4616 2| questa roba; — e con la sicurezza di uno che sa dove si mette, 4617 5| dritto co' suoi garretti sicuri, ma i Gibella per tenergli 4618 1| injettati di sanguigno.~Poi la siepe correva via veloce portandosi 4619 1| lunghi tratti in mezzo a siepi folte di biancospini, piene 4620 | Siete 4621 6| col piroscafo:~— Adess el sifola, sto birbon. Ades che se 4622 4| signori ammorbavano l'aria coi sigari; ma finalmente piuttosto 4623 6| gramaglia sul braccio che voleva significare chissà quale altezza di 4624 6| un tono di famigliarità signorile; le sale erano meno fumide, 4625 6| delle apparenze di quel signorotto che cannocchialava nella 4626 1| e la piazza spopolata e silenziosa si immergeva nel bujo.~Sotto 4627 5| rubati lei!~Procedevano silenziosi, riluttanti, guardinghi, 4628 6| irresistibile attrattiva di simpatia verso quel misterioso incognito.~ 4629 2| dalle teste pelate; quei simulacri di dame pagane protuberanti, 4630 Ded| Dio piace, nell'allegria sincera della gente che va per la 4631 2| Lac-Usius, denominazione sincopata poi per un fenomeno di Glottologia 4632 2| paese, fuori dell'occhio sindacatore dei conoscenti, il bel Rulloni 4633 5| Quinet, che nella luminosa sintesi filosofica dello Spirito 4634 6| camera per mi e per la mia siora? L'è un'ora che semo qui!~— 4635 3| corrispondere.~— Han l'aria de siori come se dev, — aveva mormorato 4636 7| e si informò subito del sito.~Il dentista era alloggiato 4637 6| Ricominciava a soffiare una sizzolina che gelava il fiato, ed 4638 4| secche e nude, le scarpacce slabbrate che bevevano da tutte le 4639 2| rassegnandosi, trovò il modo di slacciarsi un crocchetto del busto, 4640 3| la veste ed il busto, e slacciato le sottane, saltò sul letto, 4641 6| vertigine, e fu per slanciarsi sul disgraziato, e picchiargli 4642 4| ecco qui una notizia che mi slarga il cuore, e che soffierà 4643 7| malinconia venire al mondo per sloggiare così presto! Un po' di gazzurro 4644 1| praterie fresche di verde smaltato; gli alberi projettavano 4645 5| scodelle, e guanciali di verde smalto trapuntati qua e di zuccaje 4646 4| terrore e corsero in cucina a smaniare temendo pericoli per la 4647 2| attribuisce quelle innocenti smargiassate alle clandestine dedizioni 4648 4| nella pancia un tuffo di smarrimento, e per un attimo gli parve 4649 2| uniforme tinteggiatura di smeriglio.~Martina con la sua schiena 4650 6| dolci, e di cataste di tondi smessi, rabescati di leccature 4651 7| belle canzoni, e non la smetteva finchè non lo pigliavano 4652 4| nelle mani il suo Errico smilzo, smorto, mingherlino, ella 4653 4| mani il suo Errico smilzo, smorto, mingherlino, ella lo baciava, 4654 4| Begozzi prese la parola, smorzando l'allegria con la sua serietà 4655 4| giocondità risanciona che non si smorzava mai.~— Avvocato? — chiese 4656 7| caso; ma Gaudenzio appena smorzò il lume e chiuse gli occhi, 4657 2| topazzo~» in una linea dolcesoavemente —~» e traguardan le fila 4658 4| vento.~I coniugi Segezzi sobbalzarono di terrore e corsero in 4659 1| Gozzano, si mise in tali sobbalzi, squassature e scricchiolii 4660 1| commesso viaggiatore ad un sobbalzo del vagone si svegliò; aprì 4661 5| passo in fallo, ebbe un tale sobbalzone che gli fece saltar via 4662 2| troscia lucente.~Durante i sobbalzoni della discesa, il professore 4663 6| agitate dalla risacca, sobbollivano a creste a spruzzaglie in 4664 4| forte.~— Ah sul battelo!... Sobrecubierta si prende un poco de acqua, 4665 3| scappando:~— Soga soga! Sobreseguro che starò guardado! piuttosto 4666 1| pappagorgia.~Russava, sbuffava, socchiudeva talvolta gli occhietti imbenzoiti, 4667 6| raffinate e levigate dell'alta società, il baggeo aveva preso l' 4668 2| Gumploviez, o la nuova Sociologia.~Che diamine! pensò il droghiere, 4669 1| male in sesto, di aspetto sofferente, incravattato come un gozzuto 4670 1| segni di impazienza e di sofferenza. I coniugi Gibella si bisticciavano 4671 2| dell'Ossario. Gaudenzio, soffermando l'attenzione sopra un cranio 4672 5| sudava ghiaccio. Martina si soffermò alquanto con un pretesto 4673 5| venticello freddo, che pareva soffiasse tutto nella schiena sudata 4674 6| Gaudenzio temeva di vedersi soffiato via di peso, e di andare 4675 5| camminarono bene sull'erba soffice, ma poi la stradicciola 4676 1| Più in giù sui cocuzzoli soffici delle collinette, ridevano 4677 4| mi slarga il cuore, e che soffierà via il cattivo tempo!~Tutti 4678 5| un altr'ora basita in un soffio.~E nessun indizio di poter 4679 4| Una raffata di vento gli soffiò sotto la giubba una stretta 4680 4| sbruffar via tutto per non soffocare nelle convulsioni.~Un cagnolino 4681 2| le vecchie inginocchiate soffocavano l'allegria colle loro inesorabili 4682 2| profumo soave di cipolla soffritta, profumo ben noto, che richiamava 4683 5| sclamò l'avvocato con un sogghigno da brillo: — è un lupo cerviero 4684 7| gli presentò un flacone soggiungendo:~— Eccole il mio balsamo 4685 2| capisci niente! piuttostosoggiunse il droghiere guardando con 4686 7| fino agli occhi, un po' sognacciava vagellando assurdità da 4687 4| dormivano della grossa, sognando forse il bel sole di Sanazzaro 4688 2| paese. — Erano tutti di una sola combricola.~Quelle due chiacchiere 4689 | solamente 4690 5| piccola scodella verde, solcata da una dolce scriminatura 4691 1| acqua bigia; il lago era solcato di barchette che filavano 4692 3| testa da evangelista, ma con solchi e rilievi arditi che la 4693 1| Il giovinetto elegante solcò con disdegnosa fierezza 4694 2| sacco di Ameno per parte dei soldati di Tomaso di Savoia, quando 4695 2| che dona le vesti ad un soldato; l'incontro del lebbroso, 4696 5| lattivendola, la quale per un soldo dava il latte a scodellate! 4697 2| dell'acqua, biancheggiavano soleggiate le cave di Alzo, e la ridente 4698 4| democrazia Novarese celebra solennemente l'anniversario della battaglia 4699 3| risalutando.~I Gibella rimasero soli. Ed ora che avevano mangiato, 4700 2| mezzo, levarono le scarpe, i solini, e tutti gli effetti che 4701 5| perchè in quella landa solitaria, così lontana dai rumori 4702 2| gruppi di nuovi visitatori, e solitarii che sbadigliavano attraverso 4703 Ded| nel silenzio grave delle solitudini alpestri! Come è facile 4704 3| comodi, la casa in città, i sollazzi della campagna, la bellezza 4705 6| rinomanza del suo esercizio; più sollecito della riputazione che del 4706 6| malanno.~Gaudenzio un po' per sollievo della moglie, ed un po' 4707 5| profondo, squallido, rotto soltanto dal fruscio solenne e perenne 4708 7| del paese.~Oh quanto al somigliare, come dicevano tutti, al 4709 2| proclamando che quel marmocchio somigliava tutto a Leopoldo... ma quelle 4710 4| traditore; il vaporino potrebbe sommergersi... Per carità, è meglio 4711 6| nella fumida coltrice che sommergeva tutta la riviera.~Le montagne 4712 4| velo di piova. Orta pareva sommersa nella nebbia e nel freddo; 4713 3| democratica.~Dame con bambini sonnecchianti in grembo; belle fanciulle 4714 4| professore.~I coniugi Gibella sonnecchiavano appollajati contro la tavola; 4715 2| seggiolone, confidente de' suoi sonnolini del pomeriggio.~Qua e colà 4716 2| idilii rustici, tritanti sonori per li ampi~» Campi viventi 4717 2| brontolate del padre, e dalla soperchieria dei fratelli.~Per via di 4718 2| un minuto; la pelle del soppiede si era raggricciata; bastava 4719 4| agili, eleganti dai loro soprabiti, avevano nella faccia una 4720 7| quel... tocca no!~Martina sopraffatta da quel tono burbero, stette 4721 2| dei caffè.~Volta a volta sopraggiungevano altre signore accompagnate 4722 1| grugniti selvaggi che di soprassalto agghiadavano il sangue nelle 4723 5| sulla valle.~Da un'altura soprastante alla stradicciuola, scendeva 4724 2| nastri, svolazzi, veste, sopraveste, fiori sul cappello, veli 4725 6| ancora per un pes de stà chi sora? — chiese Martina.~— So 4726 6| che van in barca a fa i sorbett!...~Il battello puntava 4727 6| nebbia umida, coi piedi sorbettati, un soffietto nel collo, 4728 2| il cartellino festivo dei sorbetti, ed i villeggianti che pranzano 4729 6| bollente.~Ah Dio, che letizia sorbire una buona tazza di brodo 4730 4| vecchia, e la forzò quasi a sorbirlo. — Questo vi farà del bene, 4731 4| sarebbero fuori di pena. Sorbirono un brodo nicchiando e sospirando 4732 4| coi Segezzi, suo marito sorbiva tranquillamente il caffè, 4733 6| seguito da Martina, brontolava sordamente:~— Giuramento!... chi 'l 4734 4| una falange di madri, di sorelle e di spose, che si videro 4735 2| dell'isola nel mezzo~« Ove sorge quella chiesa,~« Al signor 4736 1| gloria solare, e più lontano sorgevano nel cielo azzurrino montagne 4737 3| ha virtù intrinsiche che sorreggono e confortano colui che ne 4738 6| videro i Gibella, fecero un sorrisetto di riconoscimento.~Gaudenzio 4739 7| regalo, ma il dentista con un sorrisone di amicizia concluse:~— 4740 5| boraccino del Cognac, e beveva sorsate che gli facevano raggrumare 4741 4| rimestò, e si accinse a sorseggiare la bevanda; ma per tener 4742 5| asseriva Gaudenzio.~Martina ne sorseggiò tre barchette.~Tirarono 4743 2| Franchi, ebbe infauste le sorti. Astulfo duca di Torino, 4744 5| dovuto rimanere in casa per sorvegliare l'infermo; una giornata 4745 2| affari, e le due figlie sorvegliavano il resto. La casa che abitava 4746 2| Glottologia in Cusius, per sorvolare sull'asprezza del dire Lac-Cusius.~ 4747 2| molestarla; ma lo scagnozzo sospettando che i due volessero svignarsela, 4748 6| Ettore Rulloni avesse potuto sospettare quell'agguato da lacchè, 4749 5| quell'acqua, ebbe un fiero sospetto, e chiese alle donne:~— 4750 4| Sorbirono un brodo nicchiando e sospirando il momento, e mezz'ora prima 4751 6| delle ganascie, e Gaudenzio sospirava più che mai il suo bel seggiolone 4752 4| misero bocca su niente; sospiravano l'arrivo della loro Zina.~ 4753 2| altre, uno stagno che in sostanza non è altro che acqua, sole, 4754 1| richiesta, e lanciando occhiate sostenute alle belle signore, filò 4755 6| sem bei!... acquarela de sot e de sura? e rituffò il 4756 7| mani — credevi de restag sota!~Ma quel maledetto picchio 4757 6| ghe fudess stà cantina chi sott!?~E quando giunto in fondo, 4758 2| Per via di sacrifizii e di sotterfugi, riuscivano a comperarsi 4759 7| bambino. Invece ella era sotterra da tre anni, e quel misero 4760 4| droghiere co' suoi calzoni sottili, schiacciati dal vento contro 4761 2| stivaletto e distendere il sottopiede che ricominciava a molestarla; 4762 2| dappertutto. La smania del soverchio ammazzava il buon gusto; 4763 5| macera, fatto di roccie sovrapposte, sporgeva un tegolo, e da 4764 1| aspettarsi il moccolo che gli sovrastava, incrocicchiò le gambe sotto 4765 5| Oh caro professore, che spaghett... che paura!~Il professore 4766 3| catalano.~Del resto, lo spagnolo era uomo che non si lasciava 4767 6| tutti per un uscio che nello spalancarsi lasciò intravedere una tavola 4768 2| per due minuti la bocca spalancata come voragine.~— Veniamo, 4769 Ded| a rampicarci sulle rocce spalmate di licheni, e più si dilatavano 4770 5| grani di sabbia del fondo, e spandeva intorno una frescura refrigerante.~ 4771 3| alla padrona, che stava sparecchiando, sclamarono:~— Domani arrivano 4772 6| guancia. La tavoleggiante che sparecchiava, messa al fatto del tormento 4773 6| Gibella, si imbarcarono, e sparirono subito giù per la scaletta 4774 1| chiudevano le botteghe, sparivano i lumi dalle finestre, e 4775 6| serviti sulla mensa ancora sparpagliata dalle briciole degli altri.~ 4776 5| oltre nei sospetti, e già spasimava nella paura che quel montanaro 4777 7| proponimenti della notte di spasimo passata a Omega, si raggomitolò 4778 6| così, lei signora se la spassa onestamente in compagnia 4779 3| A notte usciva, talora spassandosela in barchetta, o internandosi 4780 2| che avevano stabilito di spassarsela in vacanza per una intiera 4781 1| quella sgualdrina che se la spassava sui laghi in compagnia di 4782 5| scappavano starnazzando spaurite giù per il pendio, e le 4783 2| membra che vestì!~ ~Il cuoco spaventato da quel brodo di seminario, 4784 5| torture di spasimi e di spaventi, per arrivare ad un'estasi 4785 5| schiacciata in fondo, sopra uno spazio largo un palmo. Il lago 4786 2| caratteri tipografici, e per lo spazioso interlinea, gli prometteva 4787 6| piluccare nei piatti, e spazzarli con garbo, senza aver l' 4788 2| appiattati nel verde.~Il lago spazzato, lustro, dilagava nell'azzurro, 4789 4| temporale: questo vento spazzerà via le nubi nella giornata.~— 4790 3| anche a vederlo con la spazzola del lucido nelle mani, pareva 4791 6| quattrini racimolati a furia di spazzolare abiti, e far delle riverenze 4792 2| ville aranciate di sole, specchiantisi nell'azzurro ondivago delle 4793 7| lesinare sul centesimo, speculare le goccie dell'olio, i grani 4794 4| gemette madama Segezzi, e spedì subito il marito in cucina 4795 5| avrebbe fatto giuramento di spedirgliene degli altri con vaglia postale, 4796 3| da Caruso, capitanava la spedizione diretta sui monti del Varallese.~ 4797 3| la candela quella testa spelata, quella faccia gialla ossuta 4798 6| illuminati, parevano bocche di spelonche cieche. I salami ed i presciutti 4799 1| il fragore delle ruote si spense sul coltrone della strada 4800 2| credenzone dei miserelli che sperano di sfamarsi col pane del 4801 2| queste robe sono un aseno.~E sperava di cavarsela così.~— Ma... — 4802 2| I barcajuoli del luogo speravano anch'essi in una buona giornata, 4803 2| documenti interessantissimi... spero di compiere un lavoro piacevole 4804 2| Martina lo interrogò sulla spesa.~— Otto lire la cena, e 4805 6| vedesse dentro quella nebbia spessa, chi lo sa?~Sulla manica 4806 6| colei.~— Ma l'è un'ora che spettiamo!~— Pazienza... a momenti 4807 2| delle mense, e le faccie spettrali di due o tre persone, silenziose, 4808 5| fiammeggiante gravitava come a spezzarsi sull'orizzonte irto di culmini 4809 1| darsi in braccio ad uno spiantato pieno di debiti. Ed egli, 4810 6| borbottò Gaudenzio, e tornò a spiare in sala. Ma quei signori 4811 1| allineate lungo la riva, spiccavano nere sull'acqua bigia, come 4812 2| suo bicchierino come per spicciarsene presto. Non l'aveva ancor 4813 2| scarpetta.~Il professore si era spicciato già da un pezzo del suo 4814 4| è tutta una letteratura, spicciola, popolare, dai volumi di 4815 2| ombroso, si incontravano alla spicciolata gruppi di nuovi visitatori, 4816 5| diede di gran cuore alcuni spiccioli, tenendo come per guadagnate 4817 3| che siamo in alto, ecco si spiega tutto il bacino dell'antico 4818 2| Maria, e via dietro allo spiegatore, il quale, con tre salti 4819 2| le ginocchia sulla bocca, spingendo talvolta lo sguardo in su 4820 6| affaccendate, urtandoli, spingendoli ora su un battente ora sull' 4821 3| certi sguardi fulminei che a spingerli ancora un poco, figliavano 4822 7| nel momento che Martina spingeva quella disgraziata fuori 4823 3| taurino, e certe spalle che spingevano lontano solo a guardarle.~ 4824 5| inoltrava in uno sterpeto fitto, spinoso, aggrovigliato. Bisognava 4825 2| di Plinio.~Veniamo in più spirabil aere, al tempo cioè in cui 4826 4| Così fosse bastato allo spiritoso avvocato; ma costui abusando 4827 2| spensierata.~Quella riviera splendente, quei giardini, quelle ville 4828 7| requie.~Entrambi si erano spogliati ruminando ciascuno il proprio 4829 5| trionfante sulla riviera spolverata, inverniciata dalle pioggie 4830 2| tutta la sua erudizione, spolveratura di archivii e di biblioteche, 4831 5| Martina, questa volta di sua spontaneità, suggerì al marito di dare 4832 1| dalle finestre, e la piazza spopolata e silenziosa si immergeva 4833 2| grinza, chiazzata di macule e sporca di barba disfatta da un 4834 2| in prosa senza bisogno di sporcare la poesia con queste trosce 4835 5| testa. Entrambi sudati, sporchi, e stracchi a morirne.~— 4836 1| tulle; una montagna piena di sporgenze che urtavano da ogni parte, 4837 3| civettuola da villeggiatura, sporgevano lungo la fila dei sedili 4838 3| scompiscione l'aveva fatto lui, sposando una vedova matura, nervosa 4839 2| fino alla bestialità di sposare quella Rosina senza meriti 4840 3| migliore di tutte era quella di sposarli una buona volta, e farla 4841 7| chiesa, jeri che si era sposato con la sua Martina, che 4842 4| di madri, di sorelle e di spose, che si videro seppellire 4843 4| sua camera, perchè quella sposina, che era entrata come fosse 4844 6| corsa, saltando guazzi, e sprazzando fanghiglia, per riparare 4845 1| voltarono le spalle.~Il sole sprazzava gli ultimi dardi squagliandosi 4846 2| ben dire al professore che sprecava il suo fiato, ma non ne 4847 5| senza formole legislative, sprizzato come la luce, come il calore 4848 3| tirarsi la brace sui piedi, e spropositare in un matrimonio di capriccio.~ 4849 4| quel tempaccio non facesse spropositi.~Pioggia e vento imperversavano 4850 1| finito per condurlo ad uno sproposito.~E bevendo, gesticolando, 4851 6| sobbollivano a creste a spruzzaglie in uno squasso disordinato; 4852 7| serpeggiavano in bianca spuma, cascatelle e rigagnoli 4853 6| piatto di crema gialla, spumante; ma Gaudenzio aveva perso 4854 6| squagliarsi in ciacche e spumeggiature sulla ripa. Le montagne 4855 6| camere, fanno in casa uno spuntino leggiero leggiero, o stanno 4856 7| in mano.~— Mett via quela spurcaria! — sclamò Gaudenzio stomacato.~ 4857 5| nello stomaco, e scappò via sputacchiando e facendo segni di schifezza 4858 5| Sedettero. Martina seguitava a sputacchiare parendole di avere in bocca 4859 7| zitta, e di quando in quando sputacchiava per liberarsi dal sapore 4860 5| un fossatello pannilini squaccherati da bambino, ed altra biancheria 4861 2| aristocratico solino, stava squadrando le signore con rigida compostezza.~ 4862 6| pensieri, il signor Rulloni squadrava con occhiate di fraterna 4863 1| sprazzava gli ultimi dardi squagliandosi in marosi fiammeggianti; 4864 6| onde sbattute correvano a squagliarsi in ciacche e spumeggiature 4865 7| nell'osteria, come erano squagliati uno dietro l'altro! Un giorno 4866 2| imbrunire.~Il sole erasi squagliato in una chiarità gialla, 4867 7| triste, in quella camera squallida, gli avessero buttato fra 4868 5| intorno, silenzio profondo, squallido, rotto soltanto dal fruscio 4869 5| La giornata precipitava; squallivano intorno i folgori erubescenti 4870 7| giro degli ultimi anni, che squallore! I suoi più vecchi camerati, 4871 3| la pelle rossa grinzita, squamosa.~Ah mondo cane! ce ne volevano 4872 6| tratto tratto occhiate a squarciasacco verso la grossa signora 4873 4| Buccione, il cielo torbido si squarciava in una fenditura azzurra.~ 4874 6| grembialone da sguattero; squarta, frigge, rimesta pentoloni, 4875 2| macellajo sempre in atto di squartare i poveri Cristiani.~Ma Gaudenzio 4876 4| lago plumbeo, flagellato, squassava cavalloni torbidi.~Una raffata 4877 7| intelligenza di un tratto srugginita dal torpore di tanti anni 4878 6| colonia di villeggianti va a stabilirsi espressamente a Omegna per 4879 2| condizione, e così meglio stabiliti i rapporti di amicizia, 4880 6| sbuffante, sull'onde agitate, staccandosi rapidamente dall'approdo 4881 3| Strepponi! di quei cuponi che staccava ogni semestre dalle cartelle? 4882 7| perseguitava; certe figure si staccavano vive dal fondo nero, e venivano 4883 2| droghiere, uomo greggio, poco stacciato, un po' impiattito dalle 4884 6| el padrone?~Una donna si staccò dal fondo nero di una dispensa, 4885 6| questa volta perdette la staffa e ringhiò passando:~— Eh 4886 2| specchio appannato. Qua e stagnavano chiazze glauche, vitree, 4887 2| dicono: Actum in mercato stagni, ubi dicitur Horta; e fu 4888 2| come tutte le altre, uno stagno che in sostanza non è altro 4889 5| vecchia, fatto sta, che stamane Toni entrò in casa con la 4890 7| mezzo al disordine di quella stamberga da zingaro, e stette con 4891 Ded| noi galli della checca, stampati in disparte come le lasagne 4892 | Stan 4893 3| il babbo credeva di non stancar oltre il figliuolo con le 4894 2| chiarità diffusa di sole che stancava gli occhi. Orta si rannicchiava 4895 4| purgatorio.~Il signor Strepponi, stanco di passeggiare nel guazzo 4896 2| Giacchè era fatta, e bisognava starci, Gaudenzio che si sentiva 4897 2| venga con noi a Omegna... starem alegher…~— Grazie, ma io 4898 5| bianco. Le galline scappavano starnazzando spaurite giù per il pendio, 4899 7| suoi rimorsi eccoli che starnazzavano in quel bujo come pipistrelli, 4900 5| Una sciamata di uccelli starnazzò da un ciglione, e via rapida 4901 | starò 4902 7| malinconie e di funerali?~Starsene anni ed anni in un tugurio 4903 | stata 4904 | state 4905 2| degli aceri, e per venti stazioni lo scagnozzo si strascinò 4906 2| in ogni verso la rigida steccatura, la spolverina sul braccio, 4907 3| e lei sempre svenevole, stecchita, in posa da Maddalena bizantina, 4908 1| stonavano coi fulgori di stella sulla pelle gialliccia e 4909 2| cromolitografia.~Il bacino era una stemperatura di lapislazzuli, l'isola 4910 3| riconoscevano qualcuno, si stempravano in saluti, riverenze, e 4911 2| Intanto la caffettiera stendeva il tovagliolo.~Gaudenzio 4912 5| qua e di zuccaje che stendevano a gambe di ragno i branchii 4913 2| sangue impoverito dagli stenti. Il suo cervello nutrito 4914 5| potente contributo agli oceani sterminati.~Pensava che senza queste 4915 5| sentiero inoltrava in uno sterpeto fitto, spinoso, aggrovigliato. 4916 | stesse 4917 | stia 4918 | Stiamo 4919 2| lascivo~» Su la fronte rosata stillante sudor de la forteStornellatrice 4920 5| guisa che le goccioline stillanti dal secreto delle roccie, 4921 5| travasando in cascatelle e stillicidii argentei; in terra un guazzo 4922 2| nelle orecchie.~Gaudenzio, stimolato dall'allegria, ordinò una 4923 2| guardare i teschi e gli stinchi dell'Ossario. Gaudenzio, 4924 1| osso buco. Un moncone di stinco ravviluppato in un brandello 4925 7| olio, i grani del caffè, stintignare, registrare, arrabattarsi 4926 6| terra. Appena muoversi, stiramenti da tutte le parti; sedersi 4927 4| ingranchito; sbadigliò stirandosi in ogni senso, e guardò 4928 2| era raggricciata; bastava stirarla di quando in quando.~Si 4929 1| colletto di camicia fresco di stiratura, ma di certo molto incomodo.~ 4930 3| Non crescono al giogo le stirpi di Roma,~ ~il professore 4931 5| volte in causa dei suoi stivaletti tanto inadatti a quell'esercizio.~ 4932 1| si era fatta sempre più stizzosa, ed invece di togliersi 4933 4| disconoscere che quella stoccata aveva un fondo di ragione; 4934 4| de fa? — sclamò Martina stomacata.~In quella gli sposi attraversavano 4935 7| spurcaria! — sclamò Gaudenzio stomacato.~Martina buttò tutto in 4936 4| fiammeggianti, iridescenti stonature, nel cielo bieco e tempestoso.~ 4937 1| orecchini di brillanti che stonavano coi fulgori di stella sulla 4938 3| linci e squinci, a furia di stoppaccio, di unguenti e di tinture, 4939 5| dandogli certe caldane che lo stordivano. Rimise il cappello, e si 4940 2| può fissare qualche punto storico. Al tempo della dominazione 4941 4| Jessie Mario alle cesellature storico-letterarie di Giovanni Faldella... 4942 2| poveruomo di tutte quelle storie che gli mettevano addosso 4943 4| piazza come in pantomima la strabocchevole tenerezza della loro luna 4944 2| delle altre arrembata e stracca, pareva una vecchia matrona 4945 1| cameriere portò pesche e stracchino, ed i Gibella vi si attaccarono 4946 5| bevuto quella lavatura di stracci, peggio non poteva capitare.~ 4947 6| sedie, un sofà tarlato e stracciato, niente camino, ed un odore 4948 2| come ad un comando. Quello straccio di toga da beccamorti aveva 4949 1| veicolo rullò barellando sullo stradale, levando un polverìo che 4950 5| sull'erba soffice, ma poi la stradicciola si avvallava con una certa 4951 1| E bevendo, gesticolando, stralunando gli occhi con rapidità scimiesca, 4952 6| dove? — chiese Gaudenzio stralunato.~— Sotto copertarispose 4953 7| sano come un pesce, eccolo stramazzato di secco, senza neanche 4954 2| colori, di fazzoni strane, strambe, strampalate, gli davano 4955 2| fazzoni strane, strambe, strampalate, gli davano fastidiosi capogiri, 4956 2| forme, di colori, di fazzoni strane, strambe, strampalate, gli 4957 2| inguantato, abbottonato e strangolato nel suo aristocratico solino, 4958 2| non ci stava altro nella strangolatura del busto. Nondimeno, saettavano 4959 1| ohimè, quando riusciva a strapparne un brandello, il guaio peggiore 4960 4| più badare all'ombrello strappatogli di mano da una raffica.~ 4961 7| e guai a Dio se non gli strappavano di mano quel malarnese! 4962 5| nelle spine, uncinature e strappi nelle vesti e dappertutto: 4963 7| per sentire il grido dello strappo.~— Ahi!... oh mi! — gemè 4964 6| vento per poco non glielo strappò di mano.~Il timoniere vedendo 4965 2| divagati, con passo armentale, strascinando gli zoccoli e gli scarponi 4966 2| considerata come un punto topico strategico di grande importanza. Giulio 4967 2| fatuità del loro cervello stremato, anemico per famina ereditaria, 4968 6| membra.~Martina frolla, stremenzita, stava a sentirsi le sfitte 4969 2| le damigelle affusolate, stremenzite sotto le costrutture del 4970 7| diligentemente, e Martina, stremita, pavida, e pur bramosa di 4971 2| saperne di maritarsi, e strepitava, giurando di voler riconoscerlo 4972 2| S. Giulio, i barcajuoli stretti in lega si facevano pagare 4973 2| dall'altra parte verso la strettoja.~Dopo di essersi lavato, 4974 1| cielo azzurrino montagne striate di praterie, di greppi arrosati 4975 4| porta, lo chiamò con uno stridore di voce imperiosa; aveva 4976 7| Pallanza?~— A casa subit, — strillò Martina, — a casa! ghe n' 4977 4| subito al pianoforte, e strimpellò una tarantella fragorosa, 4978 6| tutte le parti da quella strina invernale tagliente come 4979 5| sentivano un gran bisogno di stringersi l'uno all'altro.~L'imponente 4980 4| ghermirono i fogli illustrati, si strinsero in un mucchio per guardare 4981 4| occhio mobile iniettato di striscioline sanguigne, visettino sodo, 4982 6| pasticcerie, tutto dilegua stritolato, maciullato sotto le formidabili 4983 3| foga giovanile. Ed alla strofa:~ ~« Bastone tedesco Italia 4984 6| ridurre il tovagliolo in uno strofinaccio di cucina, come facevano 4985 3| mettergliele sul seno, e strofinarle le essenze sotto il naso, 4986 2| a levarsi il cappello e strofinarsi la boccia sudata.~— Dinci, 4987 2| sole molesto.~Gaudenzio strofinava come un cavallo, e guardava 4988 6| e dai piedi, su per la strombatura dei calzoni, si insinuava 4989 7| fuori verso la strada della Strona.~Il cielo affondava in un 4990 5| un sussulto di terrore, strozzandogli il respiro. — Pur troppo 4991 4| oltre, se la Zina non avesse strozzato la musica gettandosi sullo 4992 4| poveretta e la nuora si strusciano per tirare innanzi; e Toni, 4993 4| aveva un figliolo unico, stuccatore, che morì all'estero lontano 4994 3| ostessa riusciva tollerarla studiando intanto il modo di far entrare 4995 5| Gaudenzio mettendosi sul serio a studiare la situazione.~Dunque, sentiero 4996 4| risata in coro; l'avvocato ne studiava una più bella, e consegnando 4997 Ded| Americani, e dell'impareggiabile Stufa Parigina, ed a tempo perso, 4998 2| minestrone, un pezzettino di stufato, un bicchiere di vinello; 4999 6| voltandosi corrucciato e stufo.~E l'altro più piano gli 5000 4| dir corna, ed a mettere stupidi sottintesi sulla leggenda 5001 5| senza ragione, diede la stura alla sua collera.~— Ehi 5002 1| tutti i suoi dispiaceri.~Sturata la seconda bottiglia, il 5003 7| beveva dodici peperoni per stuzzicare l'appetito; e Giovanni il 5004 | sub 5005 4| isola, le onde verdastre subbugliavano in gorgogliamenti vorticosi, 5006 2| leziosa, le cacciava un subbuglio fra le sottane, un fermento 5007 1| scarrozzata che aveva dovuto subire a fascio con ogni sorta 5008 5| Gibella, tuffandoli per successioni di malinconie, in certi


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