IntraText

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

1700-avanz | avari-chiar | chias-dilat | dileg-frequ | frigg-ingag | ingan-minac | miner-pizzi | pizzo-ringh | ringr-senti | sento-succe | succh-vigne | vigor-zuppe
         grassetto = Testo principale
     Cap.grigio = Testo di commento

5009 2| suo cervello nutrito di succhi abbondanti, non aveva le 5010 4| mingherlino, ella lo baciava, lo succiava, lo adunghiava con tutto 5011 5| bambino, ed altra biancheria sucida.~Gaudenzio che si era avvicinato 5012 5| sentendosi come ravvolto in un sudario diacciato, e ricalzò subito 5013 2| fronte rosata stillante sudor de la forteStornellatrice 5014 5| terra fecondata dai loro sudori, e muoiono, legando alla 5015 5| volta di sua spontaneità, suggerì al marito di dare qualche 5016 2| Stornellatrice da me fermata a 'l suolo,~» Su l'erba resupina! — 5017 5| dietro. E poi, fingendo di suonare la cornetta, metteva alla 5018 4| stava al piano strozzò la suonata, e si levò gridando:~— Oste! 5019 7| cinquant'anni erano ormai suonati anche per lui, la vecchiaja 5020 1| piazzetta, in faccia al lago.~Suonavano le dieci. Si chiudevano 5021 2| parrocchiale sbattagliavano suoni di festa; frotte di birichini 5022 7| sempre pioggia e vento.~Suonò la mezzanotte, un'ora, due 5023 2| mezz'ora prima, c'era un superbo spettacolo di sole.~— Fa 5024 3| pratico in ogni mestiere, superiore a tutte le piccinerie del 5025 2| al basso con cipiglio di superiorità che non ammetteva confidenze.~ 5026 2| cielo.~Agguerrito contro le superstizioni dell'inedia, refrattario 5027 2| smarrito sua moglie, come supplicandola di ripetere la proposta 5028 6| tenne in sesto con occhiate supplichevoli.~Nelle altre tavole erano 5029 4| tranquillante, e madama Segezzi supplicò il marito di consultarlo.~— 5030 5| come il calore dalla legge suprema che governa ogni cosa nella 5031 2| e sul battello. Col suo surtout sopra il braccio, inguantato, 5032 4| intenzione di urtare una suscettibilità, andava dritto a dir corna, 5033 4| parole dette con gravità, suscitarono un gazzurro di ilarità sfrenata.~ 5034 2| l'aria vivida, sottile, suscitavano visibilii garruli, bramosie 5035 2| stati gli Oschi-Iberici susseguiti dai Voconzii coi loro clienti 5036 4| sotto l'ampio parapioggia, sussultavano di sgomento ad ogni squasso 5037 6| uzzolo matto di tenersi sulle suste della distinzione, e giacchè 5038 7| fondo nero, e venivano a susurrargli proprio nelle orecchie certe 5039 5| sperare! questi briganti svaligiano, poi accoppano, buttano 5040 2| Fu il cuoco che venne a svegliarli per avvertirli che era tempo 5041 7| gaudio, che consolazione svellere, strappare quel maledetto 5042 4| falangi di giovani che si svelsero dalle braccia della mamma 5043 5| rispose la montanara, e via svelta, le mani sui fianchi vigorosi, 5044 1| sera!~Il battello, piccolo, svelto, aspettava sbuffando ai 5045 3| ermafrodito, e lei sempre svenevole, stecchita, in posa da Maddalena 5046 3| facendosi venire le nausee, gli svenimenti, e tutti i diavoli, proprio 5047 4| ebbe nemmeno il coraggio di svenire.~L'avvocato stette sulla 5048 4| le loro pezzuole, e giù sventolate frenetiche, senza più badare 5049 5| si era già preso alcune sverzate di rami sbattuti sulla faccia; 5050 3| essere veduti da quello svescione che li aveva abbastanza 5051 2| Chiusero le imposte, si svestirono a mezzo, levarono le scarpe, 5052 1| frondosi sforacchiati di raggi svettavano dolcemente nell'aria molle 5053 2| sospettando che i due volessero svignarsela, si piantò presso il 5054 4| mio diletto Errico, ma la Svizzera non ci è piaciuta niente 5055 3| quelle gite da Robinson svizzero, le ore ed i chilometri 5056 5| Gaudenzio inerpicandosi svogliato sui primi ciottoli della 5057 2| forme; sotto il giubbetto svolazzante di trine, ponzava un seno 5058 2| panorama che sfavillava svolgendosi in una gamma trionfale di 5059 2| questa storia, che si era svolta per le lunghe, si trovarono 5060 7| Giunsero in piazzetta, svoltarono sotto il portico, ed entrarono 5061 2| appunti sopra un grosso taccuino, ed i Gibella intanto disputavano 5062 7| sta la ganassa!~Martina taceva e tirava innanzi pensierosa; 5063 2| barzelletta, ma dopo un po' tacquero e cominciarono a sbuffare 5064 6| muffa e di umidaccio da tagliarsi a fette.~— Comandano altro? — 5065 6| quella strina invernale tagliente come vetro.~La gita alpestre 5066 5| di sassi a balzelloni e taglienti; a destra come muraglia 5067 6| bottega del pizzicagnolo, col taglio fresco della carne, gemevano 5068 | tal 5069 | tale 5070 5| asen, ma ti, va la,... che talentona!~Martina non rispose, ma 5071 3| grappa.~A notte usciva, talora spassandosela in barchetta, 5072 | Taluni 5073 2| concentrato nel vuoto come il tamarindi di Brera, muto come un Certosino; 5074 1| vecchietto dall'altro lato si tamburellava le ginocchia con le dita 5075 7| momento, era torturata, tanagliata da quel maledetto dente, 5076 7| fu presa da così feroci tanagliate che la poveretta piangeva, 5077 2| Gaudenzio, era sotto le tanaglie, e non poteva neanche, senza 5078 6| man! tutt l'è l'istess... tant chi se andà via!~Erano 5079 2| di fronte non un povero tapino di droghiere, ma un collega 5080 4| questa ad ogni tratto le tappava la bocca con un bacio; la 5081 2| passeggiavano gravemente sul tappeto muschioso. Una più delle 5082 4| pianoforte, e strimpellò una tarantella fragorosa, intanto che le 5083 3| bell'uomo sulla cinquantina, tarchiato, con un torace atletico, 5084 4| attempato, poi due signore tardive, e tre belle signorine vestite 5085 1| Martina coi suoi poveri denti tarlati, dovette contentarsi di 5086 6| muro; due sedie, un sofà tarlato e stracciato, niente camino, 5087 7| imperioso rispondeva:~— Tasa! lassa sta la ganassa!~Martina 5088 5| circa che Gaudenzio aveva in tasca, e dell'orologio. E se quei 5089 3| confidenziali, e ne aveva le tasche così piene, che per non 5090 4| aperto, e sgraffignò sulla tastiera, vaneggiando forse di poterne 5091 3| torace atletico, un collo taurino, e certe spalle che spingevano 5092 6| frangendola con rullo rabbioso sui tavolati del battello. Il lago plumbeo, 5093 6| erano addossati presso un tavolino, furono assai più gentili, 5094 2| si rovesciava dalla gran tavolozza del cielo sopra tutta la 5095 7| riscaldarsi lo stomaco. Ordinò due tazze di caffè e latte, e si mise 5096 4| dei mille, e tesserà nel teatro Sociale la commemorazione 5097 4| bella, e consegnando la tecchia vuota del risotto, sclamò:~— 5098 3| alla strofa:~ ~« Bastone tedesco Italia non doma,~« Non crescono 5099 7| infinita: un malessere, un tedio, una nausea, invadevano 5100 2| stracchi, ammazzati da quella tediosa Via Crucis.~Martina si era 5101 2| gli bastavano due ova al tegame, un brodo ed un quinto di 5102 1| quella carne ribelle ne' suoi tegumenti di gomma elastica; Martina 5103 4| corsero in cucina a smaniare temendo pericoli per la loro Zina. 5104 6| vento malarbetta! Gaudenzio temeva di vedersi soffiato via 5105 4| alle compressioni ed alle temperanze della buona educazione.~ 5106 6| di rifrazioni e colori di tempesta, schiaffati giù a pennellate 5107 2| il professore, avanti, a tempestarlo con la sua ninna nanna storica.~— 5108 4| stonature, nel cielo bieco e tempestoso.~I Gibella avevano un difficile 5109 4| uomini. È la coda di un temporale: questo vento spazzerà via 5110 3| dell'aere nereggiante di tenebre dense.~Spesso pranzava nella 5111 5| cuore alcuni spiccioli, tenendo come per guadagnate le duecento 5112 1| urtavano da ogni parte, tenendola in un disagio che dava malinconia.~— 5113 6| Martina sedette sul sofà tenendosi la mano sulla guancia dolente.~— 5114 6| ebbe un bel da fare per tenerlo in freno.~In tanti anni 5115 2| bastonate.~I Gibella si tennero alla larga, pavidi di essere 5116 1| cappello.~Sor Gaudenzio ebbe un tentativo di risolino, ma essa lo 5117 4| novità. Una barca che aveva tentato la traversata da Orta, si 5118 4| Abbasso l'oste, messo in tentazione dal professore, preparò 5119 5| a Martina; ma le pietre tentennavano, e giù anche lei, in bagno 5120 5| giunto a casa, ed avrebbe tenuto la parola da onesto negoziante, 5121 6| lieto dal suo involucro tepente, andò fuori per vedere se 5122 5| cielo diafano.~A destra ed a tergo, quella dannata boscaglia 5123 2| conto che farebbe l'oste. Terminarono di vestirsi; madama rifece 5124 2| mortella, ed aspettò che madama terminasse l'operazione per riprendere 5125 7| rispose lei.~Come ebbero terminato di vestirsi, uscirono dal 5126 3| battello.~Il signor Noretti terminò di vestirsi in mezzo ad 5127 2| spianata principale che ha il terrazzo prospiciente sul lago.~Il 5128 3| abitavano in campagna nelle loro terre sul Lodigiano; erano ricchissimi 5129 3| questa? Come si formano i terreni? Perchè nascono i funghi? 5130 7| preservare i piccini dalla terribile angina, bastano poche frizioni. 5131 1| rispose Gaudenzio, ma nel mio territorio non c'è niente.~— Di qual 5132 1| autunnale ponzava nell'aria tersa marosi iridescenti.~Il treno 5133 1| lo spettro nero sul cielo terso sfumante nella chiarità 5134 2| e scivolò più sotto sul terzo intitolato: Gumploviez, 5135 2| Andarono invece a guardare i teschi e gli stinchi dell'Ossario. 5136 1| guance flosce.~Cappello a tese larghe, alto conico, e sopra 5137 1| del veicolo, e diede una testata nel soffitto scofacciandosi 5138 3| mangiata senza seccature di testimoni, e quando i Gibella riuscirono 5139 2| Novara, secondo la stessa testimonianza di Plinio.~Veniamo in più 5140 2| cella; cioè, come dice il testo: abbas et monachi in communi 5141 2| chiavi, ciondolando quel suo testone che pareva un maglio.~E 5142 7| naufragava in un pelago di tetraggini opprimenti.~Oh perchè aveva 5143 7| ad un turbinio di visioni tetre, gli appariva come un sorriso 5144 4| pioggia che rullava sui tetti.~Ma l'avvocato non poteva 5145 4| Vero come est vero che la tierra est calentada per el sol!~ 5146 6| glielo strappò di mano.~Il timoniere vedendo quei poveretti bersagliati 5147 4| indifferente, ma per un minuto ebbe timore che il furente professore 5148 6| riviera.~Le montagne avevano tinte di un verde livido che metteva 5149 2| una scialba ed uniforme tinteggiatura di smeriglio.~Martina con 5150 4| interlocutore, avesse lucori e tintinnii metallici, come maglia di 5151 3| stoppaccio, di unguenti e di tinture, riusciva a un tutt'insieme 5152 2| rotondità dei caratteri tipografici, e per lo spazioso interlinea, 5153 2| Accidenti che botta... va tira innanz... bagolon d'un bagolon, 5154 1| colui fosse uno di quei tiraborse che fanno le spese nelle 5155 3| adess! — sclamò la moglie tirandolo per le falde.~Dal molo al 5156 4| rimettersi tutto in un tratto, e tirandosi giù il panciotto che si 5157 2| poveri diavoli di maestri tirano sempre al verde che è una 5158 5| che quel montanaro volesse tirarli in qualche agguato.~Sor 5159 3| voleva adesso sul tramonto tirarsi la brace sui piedi, e spropositare 5160 5| Chi bisogna pensà de tirass foera! — disse Gaudenzio 5161 6| nel suo scialle, le vesti tirate su, e lo strascico delle 5162 2| Gaudenzio questi bei versi tirati a maccherone dalla letizia 5163 4| tirare alle belve, giuro che tirerò il collo a tutte le galline 5164 2| che non finiva mai la sua tiritera.~I contadini del gregge, 5165 3| anni, dai nervi, e da un tirocinio di dodici anni di vita coniugale; 5166 5| nel cielo con ardimenti titanici, gli anfratti ombrosi delle 5167 1| fondo verso Pella come un tizzone nero galleggiante sull'acqua 5168 7| gamolà... te l'ha ben el ? guarda!~Martina frugò in 5169 6| filon de la schiena tutt a tocc! — sclamava di quando in 5170 2| colmo, e dovette di nuovo toccare e bere.~— De Diana! — sclamò 5171 2| ducati. L'alto Novarese toccò al duca Mimulfo, il quale 5172 3| Mont'Orfano e la Valle del Toce. Su su, in meno di un'ora 5173 2| comando. Quello straccio di toga da beccamorti aveva qualche 5174 6| sentenziato Beppe:~ ~« Se togli l'abito, alle maniere~«Chi 5175 7| fiutato il battibecco, e togliendosi il cappello, disse:~— Che 5176 1| più stizzosa, ed invece di togliersi quel cappellaccio molesto, 5177 3| spegneva ogni allegria, e toglieva l'appetito ai suoi buoni 5178 5| fumane, a scappellarsi, tolgalo Iddio, c'era da cascar fulminato 5179 3| riusciva a un tutt'insieme tollerabile; ma egli che se la godeva 5180 3| altra, l'ostessa riusciva tollerarla studiando intanto il modo 5181 2| Madama Martina invece era più tollerata che accetta al professore. 5182 5| di miserie e di travagli, tollerati per naturale sentimento 5183 3| inerte della città.~Non tolleravano di vedersi barricato l'orizzonte 5184 5| e di fretta e furia si tolse gli orecchini, la catena 5185 2| per parte dei soldati di Tomaso di Savoia, quando si accorse 5186 6| vasetto della senapa nel tondo.~Gaudenzio puntava il gomito 5187 6| andare capolevato a fare un tonfo in quell'acqua verde.~Martina 5188 7| faceto, così rumoroso; e Tonio Sezzola detto il Bavella 5189 5| con poca risorsa nella sua topaja... bisognava misurare la 5190 2| traguarda confuso co 'l ciel di topazzo~» in una linea dolce — soavemente —~» 5191 2| viemmeglio la denominazione topica dei dintorni. Ecco: Cremosino, 5192 2| considerata come un punto topico strategico di grande importanza. 5193 5| Gaudenzio faceva i suoi studi topografici, ecco che dal fondo del 5194 3| cinquantina, tarchiato, con un torace atletico, un collo taurino, 5195 4| flagellato, squassava cavalloni torbidi.~Una raffata di vento gli 5196 4| entrò con franchezza di torero nella sala, e strinse tutte 5197 2| le sorti. Astulfo duca di Torino, eletto re dai Longobardi, 5198 Ded| infinite sciocchezze, che ci tormentano nella vita febbrosa della 5199 6| ruota del timone, sempre tormentati da quella nebbia umida, 5200 1| una sonnolenza affannosa, tormentato dalle mosche che gli passeggiavano 5201 3| cento volte preferito di tornarsene a casa.~Anche Gaudenzio 5202 2| gente della pianura, e già tornavano da Varallo: si erano messi 5203 3| alpenstock elegantemente tornito.~I Gibella non erano tranquilli, 5204 1| nuovo amico, ed il calore torpido del vino che gli bulicava 5205 6| villaggi e di casolari. Torreggiava nel cielo grigio, immane 5206 2| festa.~Il sole arrazzava torrenti di porpora dilagando in 5207 4| passeggiare in mezzo alla pioggia torrenziale.~In quella entravano di 5208 5| Inoltrarono nella strada stretta, tortuosa e scura del paesello alpestre, 5209 5| si allontanava secondo le tortuosità del sentiero.~Per un po' 5210 2| lontano da quel tavolo di tortura; nel cervello annebbiato 5211 7| quel brutto momento, era torturata, tanagliata da quel maledetto 5212 5| l'ingranaggio di quelle torture di spasimi e di spaventi, 5213 7| e stava con la faccia torva e gli occhi pieni di saette, 5214 5| aveva colui! che occhio torvo... che aria di manigoldo! 5215 1| ridondanze pavonesche delle tournures, dei culissons pavesati 5216 1| fisso per un momento sulla tovaglia, poi con un gesto scomposto 5217 1| altre occupazioni.~Quel Rhum tracannato di un sorso lo aveva sconquassato; 5218 5| del sentiero, c'erano le traccie sicure, irrefragabili, del 5219 7| empetiggini, lo scorbuto, la trachea alla gola, il mal di mare, 5220 6| battello; aveva un binoccolo a tracolla, e spesso si soffermava 5221 1| come avvelenato da quel tradimento, e disprezzava la vita, 5222 4| disgrazie! Questo lago è traditore; il vaporino potrebbe sommergersi... 5223 2| quarto secolo.~— Secondo la tradizione cristiana, i santi Giulio 5224 6| maledetto dente le dava trafitture atroci.~Gaudenzio avrebbe 5225 4| finestra.~Uno sprazzo di sole traforava con un trapano di raggi 5226 2| Giulio mosse verso l'Isola traghettando sopra il suo mantello disteso 5227 5| sentiero; ma il guaio stava nel traghetto.~Passò prima Gaudenzio sui 5228 6| contro se stesso, si buttò tragicamente a sedere in un canto, con 5229 7| riposato, tranquillo. Le tragiche meditazioni della veglia 5230 2| l mare.~» Azzurro 'l mar traguarda confuso co 'l ciel di topazzo~» 5231 2| dolce — soavemente —~» e traguardan le fila dei pioppi la striscia 5232 2| la tavola alimentaria di Trajano, comprova irrefragabilmente 5233 1| foglioline trasparenti di sole, e tralci injettati di sanguigno.~ 5234 3| sua modesta vesticciola di traliccio. Era la figlia della padrona.~ 5235 5| come un passerino nelle tramaglie.~Martina cominciava a scoraggirsi.~ 5236 4| nero, ed un ventaccio di tramontana uggiolava nelle gole dei 5237 6| furioso, senza riposo, e dalle trancie di manzo alle biette di 5238 6| allora, salvi chi può: un trangolare furioso, senza riposo, e 5239 3| Anche il professor el pareva tranquil.. e dopo, nespole che battosta!~ 5240 7| lasciato la sua casetta così tranquilla per imbarcarsi in tante 5241 4| poteva dire una parola tranquillante, e madama Segezzi supplicò 5242 4| calma esagerata che non tranquillava nessuno, prese la parola 5243 5| e le capre, pascolavano tranquille e indifferenti nell'erba.~ 5244 4| di sole traforava con un trapano di raggi i nuvoloni, lumeggiando 5245 5| guanciali di verde smalto trapuntati qua e di zuccaje che 5246 1| preistorici. Da un lato il trapunto rappresentava un grosso 5247 1| accettò il consiglio, e trascinando la sua scarpetta, andò a 5248 7| invadevano il suo pensiero trascinandolo suo malgrado a filosofare 5249 3| azzurro, se dovunque egli si trascinava dietro quel pezzo archeologico 5250 1| marito per il braccio, e lo trascinò fuori nolente volente; attraversarono 5251 5| laboriosa pazienza accumulata e trasmessa per una sequela di generazioni.~ 5252 7| come un mattone, il pranzo trasmutato in fiele.~Nel momento della 5253 1| luminaria miriadi di foglioline trasparenti di sole, e tralci injettati 5254 2| rallegrava con la sua rubea trasparenza.~Poi vennero le uova sfriggolanti 5255 5| intorno, sorrisi di luce, di trasparenze, e pennellate di carminio; 5256 5| valichi e dei sentieri, si trasse presto da quell'intrico 5257 5| sulla bocca.~Alla prima tratta ombrosa, Martina fece il 5258 3| uomo sodo, positivo, dunque trattandosi di avventurarsi a quel passo, 5259 6| che ci mettesse, quando si trattava di masticare, era finita, 5260 7| consolazione, se non lo avesse trattenuto la tristezza cupa della 5261 5| dura!~E difatti dopo un trattino di strada, ecco che da un 5262 4| e tutta la famiglia del trattore corse sull'uscio a sberrettarsi 5263 6| in malora gli osti ed i trattori del dintorno.~— Buona la 5264 5| carriera di miserie e di travagli, tollerati per naturale 5265 3| per pagare quelle notti travagliose, scongiurate il più delle 5266 5| trogolo colmo, riboccando e travasando in cascatelle e stillicidii 5267 3| una camera con soffitto a travi, muraglie greggie, ma che 5268 2| Gaudenzio ne aveva una piena tremenda; ma bisognava rassegnarsi 5269 5| della vecchietta luccicava, tremolando, il raggio di quella fede 5270 4| signor Segezzi si sentì tremolare sugli occhi una lagrima; 5271 5| largo un palmo. Il lago tremolava, vibrando una lucentezza 5272 3| trionfante, rifrangentesi in un tremolìo di lucori guizzanti sul 5273 2| nell'azzurro, lanciando tremuli lucori, e l'isoletta di 5274 3| che sui piroscafi e sui treni ferroviarii esercita un' 5275 4| avvocato, un giovinone sulla trentina, alto, voluminoso, panciuto, 5276 7| che giocavano con lui a tresette nell'osteria, come erano 5277 6| suo dente ricominciava a tribolarla.~S'incamminarono all'albergo 5278 5| prosperità, attraversano una vita tribolata di fatiche e di sacrifizi, 5279 2| povero santo macilento, tribolato, e provavano raccapricci 5280 7| gli affari, i fastidii, il trin-tran di tutti i giorni, e finalmente, 5281 5| cosmica, i fantasiosi carri trionfali di Guido Reni. Tutto intorno, 5282 1| e prati e campi e alberi trionfanti nella gloria solare, e più 5283 3| è vero, aveva duplicato, triplicato il suo reddito, ma... bisogna 5284 2| una baldanza chiassosa di tripudio!~Il professore Fernando 5285 7| incamminati prima!... Oh che cosa trista è mai la vita! Che brutto 5286 7| se in quei momento così triste, in quella camera squallida, 5287 7| freddo, riepilogando quelle tristezze, si voltava or su un fianco 5288 5| nel pattume del mondo, i tristi, gli infingardi, gli egoisti 5289 2| Sol!... oh idilii rustici, tritanti sonori per li ampi~» Campi 5290 3| la satira, la freddezza triviale, assassina, sono in agguato 5291 4| Zina sporgeva le labbra a trombetta verso la mammina, e giù 5292 2| volta fermata contro un tronco d'albero per levarsi lo 5293 2| di quella gran chioccio troneggiante sulla spiaggia.~Sor Gaudenzio 5294 5| Che buona arietta!~— Anca troparispose lui sentendosi 5295 2| ripa sferzata da una vampa tropicale.~Un altro cicerone ricominciava 5296 | troppi 5297 2| sporcare la poesia con queste trosce da lumacone!~La caffettiera 5298 7| pareva jeri che giocava alla trottola sulla piazzetta della chiesa, 5299 3| porta in faccia.~Martina trottolava in calzette per la stanza, 5300 3| o del formaggio, ma non trova il tempo di passare un'ora 5301 1| incamminarono a casaccio, e trovandosi in faccia all'Hotel del 5302 6| distrazione, quando sono a casa trovano di avere in saccoccia dolci, 5303 7| fianco or sull'altro per trovar requie, ma invano: il lugubre 5304 2| intesa, che si sarebbero trovati verso sera sulla piazzetta 5305 2| espressamente a Novara, ed ho trovato in quell'archivio documenti 5306 5| diceva Gaudenzio — ne troverem de l'altra! In montagna 5307 6| regnante.~Così bardato, truccato, armato di cannocchiale, 5308 7| bocca!... questa chi l'è na truffa de assassin!~E stava 5309 2| questa e qualsiasi altra trulleria anche peggiore; che: figlio 5310 5| silenzio con un fragoroso tss... che tappò tutte le bocche.~— 5311 6| aggrappò per la schiena, e gli tubò ancora all'orecchio:~— E 5312 5| sgomentava quei poveri Gibella, tuffandoli per successioni di malinconie, 5313 4| si sentì nella pancia un tuffo di smarrimento, e per un 5314 4| baciarsi coram populo fino a tumefarsi le labbra.~Da Milano a Ginevra, 5315 3| modo, abbracciò il figlio tuonandogli nelle orecchie:~— Senti, 5316 6| ispassarsela, veleggiavano turbinando nella nebbia umida, coi 5317 5| sempre ridere, ballare, turbinare pazzamente.~Quel risancione 5318 7| Ed ecco, in mezzo ad un turbinio di visioni tetre, gli appariva 5319 4| paese? Oh che, siamo forse turchi o selvaggi addirittura per 5320 6| montagne circostanti livide, turchinicce, barbigiate di nuvolaglia 5321 1| immergentesi nelle ombre turchiniccie.~Nessuno dei viaggiatori 5322 4| finalmente, ecco uno scialle turchino, ecco un fazzoletto bianco 5323 6| piena.~Una donnona grassa, turgescente, sbucò sulla porta, otturandola 5324 1| il panciotto, ponzando la turgida imbottitura del ventre sotto 5325 2| con le poppe colossali, turgide, sbardellate; quell'arruffio 5326 | tuttavia 5327 2| Buccione, che si vedono tuttora.~Ma re Mimulfo parteggiando 5328 2| seppero districarsi, ed ubbidirono all'invito come ad un comando. 5329 3| non si canta se non si è ubbriachi; non si osa più confessare 5330 6| impiegato della prefettura, ubbriacone per disperazione di amore.~ 5331 | ubi 5332 2| adesso, in causa di quell'uccellaccio nero che beccava in un attimo 5333 2| Uceni. Ecco qui: Uceni, Uccis, Usii e da questo la denominazione 5334 3| estate nella stessa locanda, udendo il miserevole racconto di 5335 3| rampicandosi su per l'erte, per udire da lontano il chiurlo dei 5336 2| quando si accorse che i suoi uditori ronfiavano in duetto.~Di 5337 3| si adattava ai più umili uffici senza ledere per nulla la 5338 2| fastidiosi capogiri, ed uggie e nausee così profonde, 5339 4| ventaccio di tramontana uggiolava nelle gole dei monti.~I 5340 3| un'efficace propaganda di uguaglianza civile e democratica.~Dame 5341 4| rosicchio fra i denti.~— Uh! guarda, papà, come è inzaccherato 5342 3| egoisti a beneficio dell'umanità. Guai se non ci fossero 5343 7| fervore di un sentimento umano che gli scaldava l'anima.~ 5344 6| ed un odore di muffa e di umidaccio da tagliarsi a fette.~— 5345 6| accinse a levarsi quelle umide che aveva nei piedi.~Ma 5346 2| di intonaco chiazzato di umidità, era scarsamente rischiarata 5347 6| avrebbe piuttosto preferito l'umile compagnia dei conjugi Gibella. 5348 Ded| pennellate e verniciate di un umorismo che è privilegio di pochi... 5349 5| arroncigliato poteva aiutarsi uncinandosi sugli sterpi; ma era una 5350 5| impigliavano nelle spine, uncinature e strappi nelle vesti e 5351 5| dovevano arrapparsi con mani ed unghie per non ruzzolare di nuovo 5352 3| furia di stoppaccio, di unguenti e di tinture, riusciva a 5353 2| impiattiva in una scialba ed uniforme tinteggiatura di smeriglio.~ 5354 5| immane segregandoli dall'universo...~Una sciamata di uccelli 5355 6| saturo di fritto e di padella unta, circolava in tutti gli 5356 1| con la bocca barbigiata di unto —~chi può masticare sta 5357 2| trasparenza.~Poi vennero le uova sfriggolanti nel tegamino, 5358 1| stretto da un'imperiosa urgenza di scendere.~Guardava fuori 5359 7| della confraternita che urlano dietro ai morti quei Deprofundis 5360 2| graticcio, e lo scagnozzo urlava con voce fessa:~«Un Angelo 5361 2| il 1700, ed ora serve di urna per le elemosine.~Ed ora, 5362 6| passavano affaccendate, urtandoli, spingendoli ora su un battente 5363 2| precipitarono colà scalpitando, urtandosi, e pigiandosi in un mucchio 5364 4| proprio avesse intenzione di urtare una suscettibilità, andava 5365 1| montagna piena di sporgenze che urtavano da ogni parte, tenendola 5366 5| Madama Martina si sentì un urto di vomito nello stomaco, 5367 6| con un gesto disordinato, urtò con la mano un bicchiere 5368 5| spianata, vispo e fresco come uscisse allora dal riposo, e Toni 5369 3| loro occhi. Ma la Zina era uscita dal collegio educata, ingentilita 5370 7| verdi, fresche, parevano uscite allora dal pennello di uno 5371 6| tirava certi sospironi che uscivano dalle narici in due fontanelle 5372 2| Ecco qui: Uceni, Uccis, Usii e da questo la denominazione 5373 6| aspettavano alla queue, ustolando i posti vacanti.~Un chiasso 5374 5| giuocherellava con Toni facendogli ustolare un tozzo di pane avanzato 5375 5| assolvono da per loro di quell'usurpazione, vaneggiando nella boria 5376 3| le malsane bramosie dell'utile ad ogni costo; tanto meglio.~ 5377 3| cuoco, gli dava ogni giorno utili consigli in materia culinaria.~ 5378 2| compiere un lavoro piacevole e utilissimo.~— Ma bravo professore. 5379 3| passo armentale.~Il cinismo utilitario ha buttato fra i ciarpami 5380 | v' 5381 2| Iseo, dove era stato nelle vacanze.~In questo modo il professore 5382 5| Questa l'è roba fresca de vaccasentenziò Gaudenzio; dunque 5383 2| famiglia.~— Ma è un peccato che vadano via proprio domani che c' 5384 2| irrefragabilmente il nostro asserto, e vado a dimostrarlo:~Che questo 5385 2| buona digestione, intuiva vagamente che i denari sono una cosa, 5386 5| pesti, sgraffignati, eccoli vaganti su per roccie, giù per burroni, 5387 2| cognizione del tempo, e vagava come smarrito negli anfratti 5388 1| bruzzaglia.~I coniugi Gibella vagavano in giro con gli occhi assonnati, 5389 7| occhi, un po' sognacciava vagellando assurdità da febbrettaccia, 5390 2| di piacere premeditato, vagheggiato da gran tempo come una festa 5391 1| greppi arrosati dei più vaghi colori; culmini aurati di 5392 5| spedirgliene degli altri con vaglia postale, appena giunto a 5393 1| e fiutava l'aria intorno vagolando in giro con gli occhi, maravigliato 5394 3| l'indomani a Celio, poi a Valduggia, poi a Omegna girando le 5395 5| cose indicibili. Ah certo valeva la pena di passare per l' 5396 3| semestre dalle cartelle? A che valevano i suoi comodi, la casa in 5397 5| del torrente, invece di valicarlo. Se volevano andare all' 5398 5| professore, pratico dei valichi e dei sentieri, si trasse 5399 4| attimo la sala fu ingombra di valigie e di bauli, e dappertutto 5400 2| Liri, da cui emergon le Vallisnerie~» assopite cullantesi...~ ~ 5401 Ded| la bella scampagnata di Valmaggiore? le gite alpestri, le frugali 5402 5| e per dimostrare il suo valore, fece due salti sul muro 5403 2| caffè principale, intuonò un valzer in gran voga del maestro 5404 2| un buon cristiano le può vaneggiare in un momento di malsana 5405 Ded| pensare che certi onesti vanesii, saltando un fossatello, 5406 4| quegli scalzacani, e me ne vanto!~E si diede uno schiaffo 5407 6| narici in due fontanelle di vapore caldo, nella nebbia fredda.~ 5408 4| Questo lago è traditore; il vaporino potrebbe sommergersi... 5409 3| spedizione diretta sui monti del Varallese.~Gaudenzio e Martina sbarcarono 5410 2| godersi alla Domenica la varietà di una passeggiata trionfale, 5411 1| gli altri, dall'eleganza variopinta e sguajata del vestiario, 5412 1| ravvolte entro a scialletti variopinti che scendevano fino al busto, 5413 2| i Pisoni, i Prepositi, i Varrone; e la insigne famiglia Gemelli 5414 6| aveva vuotato tutto il vasetto della senapa nel tondo.~ 5415 2| cucina. La sala da pranzo, vasta, affondata, col soffitto 5416 2| creste ambrate nella luminosa vastità del cielo.~Orta già brulicava 5417 2| sole già alto arrazzava nel vasto aere le sue batterie fulgenti. 5418 7| indietro: — quel li l'è un dent vecc de caval!~E volse la faccia 5419 7| suonati anche per lui, la vecchiaja era in agguato, e un 5420 5| campanile bianco acuminato.~Un vecchierello presso una catapecchia, 5421 5| negli occhi annebbiati della vecchietta luccicava, tremolando, il 5422 4| intenerito.~— Ma sì, povera veciarispose Martina; e Gaudenzio 5423 6| Che cosa diancine poi ci vedesse dentro quella nebbia spessa, 5424 3| leggiera, e cuore aperto. Vedi laggiù che splendido effetto 5425 7| il suo dente, signora... vedrà come è guasto... Tanti rispetti, 5426 3| Carlino, un'altra rampicata, e vedremo il Mont'Orfano e la Valle 5427 7| tragiche meditazioni della veglia avevano dissodato il suo 5428 7| servirla, venga pure avanti.~— Vegn'innanz! — disse il droghiere 5429 6| così affaccendata.~— Adess vegnaran! — sclamava di quando in 5430 2| verso le ville?~— E così, vegnerà l'appetitorispose Martina.~ 5431 3| lag, ma mi a Omegna ghe vegni pu!~Decisero di scendere 5432 4| Martina.~— Adess? Sem a pena vegnì giù del lett!~— Mi gho un 5433 4| spalancate, le cortine gonfie veleggiava nel vento come un bastimento 5434 6| ecco che per ispassarsela, veleggiavano turbinando nella nebbia 5435 7| tutto in un cantone, e col veleno addosso, saettando occhiate 5436 6| vetri, sedili morbidi di velluto in giro; quando sentì il 5437 4| nuvoloni gravidi correvano veloci soffiati dai vento, e lontano 5438 3| allontanò.~— Anca lu el ven a Omegna! — mormorò Gaudenzio 5439 3| non accorgersene, ella si vendicava nella notte, facendosi venire 5440 1| agghiadavano il sangue nelle vene del povero droghiere.~E 5441 2| pensione.~Alcune vecchie venerande in montura di matinée, passeggiavano 5442 4| buffonate, per me sono degne di venerazione. Rispetto per rispetto!~ 5443 2| lontano gridando:~— Che venghino pure innanzi anca loro! 5444 | vengo 5445 4| per pigliare il battello e venirvi ad abbracciare a Oira.~« 5446 | Venite 5447 3| Senti, Carlino... Così a vent'anni si andava cantando contro 5448 4| Fuori l'aere era nero, ed un ventaccio di tramontana uggiolava 5449 3| piuttosto saltar da una ventana!~Oltre a questi, altri due 5450 7| movimenti rapidi che mandavano ventate di freddo sotto le lenzuola.~— 5451 7| le lenzuola.~— Te fet el ventilatur? — grugnì Gaudenzio.~Martina 5452 1| stagione all'altra, per una ventina d'anni.~Madama Martina era 5453 1| le acque.~— Sì, quel l'è vera, — rispose Gaudenzio sorridendo, — 5454 2| le rive del Cusio e del Verbano per recarsi nelle Gallie, 5455 2| nomi di famiglie romane, verbigrazia i Colonna, i Pisoni, i Prepositi, 5456 4| masticare di gusto senza dirsi verbo.~Un rullo di carrozze sulla 5457 Ded| abbraccio~ ~tuo~ ~A. G. Cagna.~ ~Vercelli, 1887.~ 5458 4| un punto nero sull'acqua verdastra, e poco dopo il battello 5459 4| oltre l'isola, le onde verdastre subbugliavano in gorgogliamenti 5460 Ded| frugali merende sui pascoli verdeggianti, accanto alle cascatelle 5461 1| rispecchiava una lucentezza verdognola, e sfumava lontano nella 5462 2| montagne avevano chiazze di verdone cupo, e le insenature impiastricciate 5463 3| alitava più che poteva, nella vergine coscienza, il sentimento 5464 3| voce argentina, voce di verginella, che saliva su su nell'aria 5465 2| già era accesa, diventò vermiglia, balenò dagli occhi un lampo 5466 7| il Bavella che invece del vermout si beveva dodici peperoni 5467 2| occhi morti, lucenti di vernice; quei cavalloni impennati, 5468 Ded| felicissime, pennellate e verniciate di un umorismo che è privilegio 5469 4| vecchia disponeva i bei funghi verniciati di piova sul tavolo; poi 5470 | verranno 5471 | verremo 5472 5| certi pensieri che parevano versetti da messa da morto.~— Chi 5473 2| Gaudenzio, — così me piace! — e versò.~Quel barolo era proprio 5474 6| dalle ceste di pomi e di verzura.~Gaudenzio ebbe un'idea. 5475 1| scialbo l'ultimo lucore vespertino.~Ritto sulla prua, lo sguardo 5476 6| zaffate del vento.~— Me par de vess in d'un ballon volante! — 5477 2| annacquato, e di riso e fagioli; vessate, avvilite ogni giorno dalle 5478 1| variopinta e sguajata del vestiario, si indovinava il commesso 5479 3| elegante, nella sua modesta vesticciola di traliccio. Era la figlia 5480 6| Co' suoi risparmi si fece vestire a punto e virgola sull'ultimo 5481 1| Gibella sua moglie.~Entrambi vestiti della festa, lui con una 5482 2| braccetto, a due a tre, con vestitini d'ogni colore tagliati con 5483 2| Albergo del Persico.~— Te vet la — diceva Martina — se 5484 1| al sole, rifrangeva dalle vetriate i purpurei bagliori di un 5485 6| invernale tagliente come vetro.~La gita alpestre del giorno 5486 1| cavalli, il veicolo ed il vetturale, e si rassegnò finalmente 5487 1| il Municipio non tenesse vetture decenti per le persone ammodo 5488 5| ambrate, di una maturità vetusta elaborata dal sole e dai 5489 2| da tempo antico, e già i vetusti rogiti fatti prima del 900 5490 3| lasciano accalappiare dai vezzi giovanili, dalla grazia, 5491 6| minchione sulla riviera, viaggiando in prima classe, alloggiando 5492 3| fresche dei loro sposini viaggianti.~Il signor Strepponi, che 5493 4| saletta, — è pericoloso viaggiare sul lago con questo tempo?~— 5494 3| solo a guardarle.~Aveva viaggiato tutti i mari del globo, 5495 4| mezzo ad una sciamata di viaggiatrici inglesi o russe. Ed il professore 5496 2| momento di imbarcarsi per quel viaggietto di piacere premeditato, 5497 5| palmo. Il lago tremolava, vibrando una lucentezza azzurrina 5498 2| increspava il lago avvallato, vibrante una lucentezza fumea di 5499 3| si barattavano sorrisi vibranti di spensierata giocondità.~ 5500 2| dell'interruzione, e rispose vibrato:~— Te ghet la frega de andà 5501 3| bellissima, potente, perchè vibrava dal cuore e dalle labbra 5502 3| l'ostessa celiato sulla vicinanza di camera che egli aveva 5503 4| gatti della locanda e del vicinato.~L'ostessa apparecchiava 5504 2| professore svoltò in un vicolo e gli altri dietro, e dopo 5505 2| Cremosino, Crem-Usium — Gozzano, Vicus-UsianumBuccione, Buc-Usium — 5506 4| specie di ritirata imbandalzì viepeggio l'avvocato, che volle lanciare 5507 6| scusando nella giornata di vigilia con un resto di indigestione, 5508 4| mucchio per guardare le vignette, e l'avvocatone prese un


Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (VA1) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2009. Content in this page is licensed under a Creative Commons License