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| Alfabetica [« »] epoca 1 eppoi 7 eppure 8 era 580 eran 6 erano 94 eravamo 1 | Frequenza [« »] 659 le 639 non 584 per 580 era 554 in 490 l' 432 una | Paola Drigo Maria Zef Concordanze era |
Parte
501 4| cantare anch'ella in coro — era tanto, tanto tempo, che 502 4| delle gocce di sangue...~Si era destata all'improvviso su 503 4| dolore sordo, continuo; anzi era stato proprio quel dolore 504 4| rumore più dalla cucina. Dov'era Barbe Zef?... La porta della 505 4| La porta della baita era socchiusa.~— Petòti!~Nessun 506 4| presenza di Petòti. Non c'era più nessuno. Barbe Zef era 507 4| era più nessuno. Barbe Zef era filato via senza ch'ella 508 4| Ah, sì, sì; Barbe Zef era andato a Forni a vedere 509 4| attitudine sua verso Barbe Zef era stata quella del mendico 510 4| soggezione e di umiltà, che era divenuta naturale piega 511 4| della sera innanzi.~... Era entrata in cucina... Barbe 512 4| entrata in cucina... Barbe Zef era là che mangiava... avevano 513 4| poche parole... e gli si era scagliata addosso come una 514 4| quanto rammentava, egli si era limitato a difendersi senza 515 4| soverchia brutalità... Poi si era messo a piangere... Aveva 516 4| obbediente al comando, era sceso a Forni.~Ma indubbiamente, 517 4| la sera, quando ella gli era piombata alle spalle, l' 518 4| compreso, — nè forse si era domandato, — perchè, perchè, 519 4| spiegare... Ma all'alba, quand'era partito, quando il tempo 520 4| ancora taciuto e obbedito. Si era rimesso tacitamente in cammino 521 4| cammino verso Forni...~... Ma era proprio certo che fosse 522 4| trepidazione la presero. Il cane era scomparso; anche questo 523 4| nella casa «egli» non c'era; il gabbano, le scarpe, 524 4| ancora una volta mancavano. Era uscito. Ma per andar dove?...~ 525 4| roccie... La sua agitazione era tale, che aveva trascurato 526 4| difendersi dalla morte! Ma c'era Rosùte; Rosùte piccina, 527 4| dal dolore... Almeno lei!~Era egli andato a vederla? La 528 4| significava nulla: quando mai si era potuto leggere qualche cosa 529 4| pareva ridesse?~Se egli era ancora là, nel bosco o nei 530 4| che prima di lei sua madre era passata per lo stesso destino, 531 4| avanzo di çuc; il focolare era senza fuoco, e le pecore, 532 4| ininterrottamente.~Fuori si era levato un gran vento; dal 533 4| il lume e il fuoco.~Egli era intabarrato fino agli orecchi 534 4| ritorno da Forni — se a Forni era andato — ripetuta per due 535 4| senza intervallo di riposo, era impresa tale da fiaccare 536 4| riscaldargli la zuppa.~Egli si era liberato del gabbano e delle 537 4| gabbano e delle racchette e si era seduto in silenzio sul solito 538 4| velina, e nella scatola c'era un filo di finti coralli, 539 4| strato di cotone rosa.~Ella era rimasta come pietrificata 540 4| lungamente a rimirarsi.~Era quello lo specchio dove 541 4| quello lo specchio dove si era guardata recentemente con 542 4| petto... Quanto, quanto era bella!~I chicchi erano piccoli, 543 4| mandasse quel dono, nè se era bene o male accettarlo: 544 4| aveva quindici anni ed era donna, e sentì soltanto 545 4| ritornò in cucina, Barbe Zef era al posto dove l'aveva prima 546 4| fuoco.~Ella per timidezza si era staccata i coralli dal collo, 547 4| piccola aveva detto, e se era stata inquieta non vedendoli 548 4| tasca del grembiale, e si era rimessa alle faccende della 549 4| quatto accanto al fuoco, se n'era andato in giro per la montagna.~ 550 4| bensì vero che la montagna era il suo elemento, e dove 551 4| abbandonava, quel giorno si era data accanitamente al lavoro, 552 4| sua sorella. L'impresa non era facile con quella stoffa 553 4| roba di sua madre non c'era da contare: di buono non 554 4| lo scialle: il rimanente era costituito da cenci ancora 555 4| che faceva; da qualche ora era completamente fuori di sè. 556 4| annunciato che sua sorella era morta, avrebbe provato minore 557 4| robe. La prese e la guardò: era quasi a metà piena ancora 558 4| madre, quanto, quanto allora era meno infelice di oggi! Poteva 559 4| avere fiducia... Allora non era malata; allora aveva Rosùte!~ 560 4| sarebbe venuto — ella ne era certa! — come era venuto 561 4| ella ne era certa! — come era venuto per la mâri, come 562 4| venuto per la mâri, come era venuto per lei... Un giorno...~ 563 4| giorno...~Ma... Rosùte di chi era figlia?... di chi? Quando 564 4| figlia?... di chi? Quando era nata, il vero marito della 565 4| madre, Gaspari Zef, non era più con loro... Ma la donna 566 4| prima? Come mai non se n'era accorta? Sì, sì, Rosùte 567 4| accorta? Sì, sì, Rosùte era il ritratto parlante di 568 4| ella rientrò in cucina, era pallidissima ma tranquilla 569 4| fece egli. — Grappa? Dov'era? E quando l'hai trovata?~— 570 4| l'annusò. La tentazione era forte, ma la paura lo rendeva 571 4| passavano, l'alba forse non era lontana, l'ora di lasciare 572 4| secoli?...~Una strana calma era scesa su di lei. Bisognava 573 4| luce.~Nella penombra egli era là... Si distingueva bene 574 4| di foglie secche su cui era disteso... La colpì l'odore 575 4| tabacco e di lupo.~Egli era là... Inerme, annientato, 576 4| tremando verso l'uscio da cui era entrata. Pietà di quell' 577 4| Pietà di quell'essere che era là per terra, e dalla nascita 578 4| dalla nascita alla morte era stato anch'esso un mendico, 579 4| no, Rosùte no!~La cucina era così piccola che le bastò, 580 4| per afferrare la scure che era buttata sopra un mucchio