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| Alfabetica [« »] buttavano 6 buttò 18 buzzo 1 c' 115 cabala 2 cabaletta 1 cacci 1 | Frequenza [« »] 119 no 117 soggiunse 115 allora 115 c' 115 momento 114 quale 114 sempre | Roberto Sacchetti Entusiasmi Concordanze c' |
Parte
1 1| coda ad esso e lo seguì. C'era dentro donna Elodia con 2 1| stomaco continuamente.~— Ma c'è maniera di aggiustar le 3 1| commentava ogni cosa.~— Non c'è lusso, vede, pure tutto 4 1| tutto è rimasto come quando c'era il sor Fontana. Egli 5 1| dicono, fa compassione: non c'è neppur portinaio!~— Se 6 1| ragazzetto tranquillamente, — c'è il pittore, vo' rimanere.~ 7 1| qui in quest'angolo cosa c'è? mi pare una tenda con 8 1| proseguì il marito,— non c'è cosa più vana dell'allegoria. 9 1| la calma del suo sorriso.~C'erano delle signore giovani 10 1| che vi debbo tanto!~— Non c'è da far nulla... conservatemi 11 1| soave rassegnazione.~— Non c'è da far nulla... s'io soffro, 12 1| generale Oggiono.~— Cosa c'è? — domandò in modo brusco 13 1| non è poi tanto tardi, c'è sole ancora. Fate, dategli 14 1| spirito. Ma non posso tacere; c'è qualcosa in me che si ribella 15 1| attraversò il salone.~Non c'era l'architetto né il generale, 16 1| sgranchirsi le membra intirizzite.~C'erano quella sera delle notizie 17 1| apposta. La passione non c'entrava per nulla: la sua 18 1| leveremo un giorno o l'altro?~— C'è temporale per aria.~— Ah 19 1| s'intesta d'una cosa, non c'è verso di smuoverlo. Quand' 20 1| smuoverlo. Quand'è così non c'è che far la sua volontà.~— 21 1| Perdonate, Elodia, ma non c'è da inquietarsi: sono considerazioni 22 1| Dacché Guido l'occupava non c'era mai venuta.~La campagna, 23 2| espressione di martire, di santa.~C'era in quel loro colloquio 24 2| e mi trovo pertutto dove c'è bisogno di me, come Cagliostro...~ 25 2| braciere nel mezzo. Non c'erano altri mobili che un 26 2| più passasse il Viceré. C'è da perderne gli orecchi; 27 2| contemplando.~— La rassomiglianza c'è, — disse.~— È fatto a memoria, — 28 2| fra lui e donna Elodia non c'era stato mai nulla.~Balestra 29 2| più gran nomi di Milano; — c'erano «tutte» anch'esse.~ 30 2| dello spettacolo; in platea c'era una così gran ressa che 31 2| era mica venuta per nulla; c'erano delle faccie che alla 32 2| riempie strabocchevolmente e c'è sempre il Balestra. Il 33 2| sarebbero andati a casa insieme. C'era con lui anche il Carati, 34 2| bisognerebbe avere una seduta; c'è qualcuno che mi possa presentare?~ 35 2| corsa voce che ci s'andava e c'era folla di nuovo. La maggior 36 2| nicchia di sottane.~— Non c'è nulla di segreto, — disse, — 37 2| adulterano ogni cosa. Cosa c'è di più spontaneo, di più 38 2| falange d'impiegati, non c'era quasi nessuno. Era una 39 2| lo fe' passare da lui. Lì c'era anche la contessa, e 40 2| insieme co' panni, ma non c'era più.~Si fermava a riflettere, 41 2| Fontana a mezza voce, — non c'è che la tirannia per aver 42 2| La mima?~— Lei... che c'è?...~— Nulla: mi pare strano.~— 43 2| Nulla: mi pare strano.~— Che c'è di strano? È una bella 44 2| riflessione, — voi altre donne non c'è quanto la paura di perderlo 45 2| d'ansietà, le domandò: — c'è qualche guaio? ti sei disputata 46 2| penso io.~— Davvero? Quando? C'è probabilità?~— Lascia fare 47 2| annunziato il suo matrimonio. Non c'era nulla di nuovo.~— E Balestra 48 2| difficoltà acconsentito.~— Non c'era né da acconsentire, né 49 2| trattenne per dirle che non c'erano denari per fare il 50 2| settanta al 15 di maggio... C'è altro? aspetta... ah! ecco, 51 2| quando sentì a dire che non c'era caffè da darle e più 52 2| darle e più ancora che non c'era carne da fare il desinare: 53 2| settemila lire — disse; — non c'era bisogno di fare scrivere 54 2| volte di seguito:~— Ma che c'è? cos'hai? — Poi dopo qualche 55 2| nella camera del moribondo c'era molta gente: alcuni imprecavano; 56 2| nel vicolo S. Carlo.~Non c'erano altri vicini che lui; 57 2| sommamente desiderata.~Avanti! c'erano altri ostacoli da superare? 58 2| appostò in via Monforte. C'era neve in terra, e si vedeva 59 2| dicono, di tutti gli altri; c'è chi li conosce e ne ha 60 2| non sono il tuo sposo? C'è forse cosa che tu non possa 61 2| prometto che sarò prudente: se c'è un segreto saprò mantenerlo. 62 2| po' più presto del solito: c'era l'Ambrosino con altri 63 2| un abbozzo di soletta.~— C'è novità sì, — per domani, — 64 2| indietro e gli disse:~— C'è torbidi a Vienna, si vuol 65 2| Voi mi assicurate che non c'è nulla?~— Saprebbe dirmi 66 2| maestro non s'ingannava: non c'era nulla di preparato, neppure 67 2| ne usciva donna Elodia.~C'erano il generale Oggiono 68 2| Parlarono di politica e d'arte: c'erano nelle loro cognizioni 69 2| mattino; per le strade non c'era più anima viva; il palazzo 70 3| caso strano in sabato, non c'era nessuno. Spedita la bisogna, 71 3| che uscissi oggi.~— Cosa c'è?~Il maestro Fàvaro schiuse 72 3| suonino le campane.~Lì presso c'è la chiesa privata di San 73 3| proprietario.~— Don Ippolito non c'è.~Scuotono i battenti. Ci 74 3| muratore.~— Ehi, ehi, che c'è? — domandò Ambrosino.~L' 75 3| al passo di carica.~Non c'era tempo da perdere.~In 76 3| risoluti di batterci? Non c'è mica fra noi alcun vile 77 3| chiuderli quando tu non c'eri a prestarmi i tuoi per 78 3| restava sbalordito.~Non c'era più nulla che lo trattenesse. 79 3| difesa da sé; per il che non c'era bisogno di loro, tanto 80 3| ciottoli. Era ben sicuro che c'erano quand'era venuto.~Eppoi 81 3| Larga, prima così deserta, c'era una gran ressa di gente. 82 3| venivano correndo.~— Cosa c'è?~— Li menano, li menano 83 3| guardarono l'un l'altro: — c'era qualcuno di loro che 84 3| picchiare furiosamente.~— Cosa c'è? — gridarono di fuori.~— 85 3| Disse al colonnello:~— C'è stato errore; questo è 86 3| piantò davanti e disse:~— Non c'è nulla, vero? Vi siete persuaso 87 3| ripeteva stupidamente: non c'è dunque giustizia, giustizia 88 3| oscurava subitamente e non c'era una nube, un'ombra la 89 3| l'hanno abbandonato; non c'è un cane che pensi a lui, 90 3| innanzi io. Sotto il portone c'è la sentinella; io mi incarico 91 3| seguì al palazzo Taverna.~Lì c'era una gran ressa di gente 92 3| Sì, ci penseremo...~— Non c'è tempo da perdere.~— Quando 93 3| tempo ad entrare.~— Cosa c'è? — domandò don Celestino.~— 94 4| Di qui al Ticino non c'è più neppure un Austriaco.~— 95 4| lagrime, gli disse:~— Non c'è più!...~Gaetano stornò 96 4| noi abbiamo combattuto; c'è qui qualcuno che sappia 97 4| napoleonica. Vicino a me c'è un illustre generale che 98 4| italiani non avveniva mai, non c'era, il minimo segno della 99 4| all'uscio dicendo:~— Chi c'è, c'è, e i vagabondi vadano 100 4| uscio dicendo:~— Chi c'è, c'è, e i vagabondi vadano a 101 4| nelle finestre di Desolina c'era lume ancora. Mentre pensava 102 4| indicando l'avversario, — non c'è ragione perché io mi ricusi.~ 103 4| mezzo, sul colmo del poggio, c'era una macchia scura, immobile: 104 4| aveva risposto allora:~— Non c'è briciola dell'Universo 105 4| quando venni a parlarvi c'era qualche altro?~— C'era 106 4| parlarvi c'era qualche altro?~— C'era mia moglie, rispose Guido 107 4| urlò il Fontana.~Ma non c'era tempo da perdere. Il 108 4| Dentro, e tu?~— Io rimango, c'è anche il sor Fontana: ci 109 4| sguardo di desiderio; Desolina c'era stata quella sera strana 110 4| è cessata. Sentite: non c'è più un solo sparo. Mi disse 111 4| patria.~Nelle sue parole non c'era ombra di iattanza, ma 112 4| quella.~La portinaia non c'era; il portinaio, un vecchio, 113 4| se ci ho pensato!~Là là! c'era bisogno di scaldarsi 114 4| sotto a quella tempesta non c'era mezzo né di pensare né 115 4| in casa, ma nello studio. C'era ancora appesa a un cavalletto