Atto

 1 Pro|     adopro questo compagno che vien sempre meco. Questi è lo
 2   1|       ché Gerasto vostro padre vien fuora; che non vi vegga.~ ~ ~ ~
 3   2|      pur ve n'è qualche segno, vien dalla reverberazion della
 4   2|      speranza che ho in voi mi vien fallita, non mi resta altro
 5   2|  persona, e vi è una porta che vien dritto in camera vostra,
 6   2|       non da téma di onore, ma vien da desiderio della mia morte.~
 7   2|     veggio Morfeo parasito che vien verso qua; non potrebbe
 8   2|      Nepita. Signora.~Santina. Vien qui. (Io non mi parto di
 9   2|            senza quello che vi vien dietro, ché me l'hai guasto
10   3|     pugno per gastigarla; e ne vien fuori una fantesca.~Narticoforo.
11   3|    scrive con «ae» diftongo, e vien da «schima» che si scrive
12   3|   arripere la fuga).~Essandro. Vien qua tu: perché fuggi?~Narticoforo.
13   3|        unquanco. ...~Essandro. Vien qua tu: conosci costui chi
14   3|        maladetta la sanitá che vien per tal via!~Speziale. Fratello,
15   4|    essere uomo da bene, perché vien meno della sua parola. Ma
16   4| testicoli.~Gerasto. Oh, che mi vien tanta rabbia che, se fusse
17   4|      hombre para .~Essandro. Vien qui, mascalzone, ch'io ti
18   4|     toga venerabile.~Essandro. Vien qua tu, alzami costui su
19   4|       , se il pugnale non mi vien meno, almeno finché ne serò
20   5|        qualche trama). Nepita, vien fuori, fammi compagnia.~
21   5|    entrar in maggior suspetto. Vien qui, uomo da bene: chi invia
22   5|        tremare. Levati di qua; vien tu qui, segui il tuo ragionamento:
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