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abaja-bravu | brisa-deus | dever-gito | giudi-matte | matur-poliz | polmo-scale | scalz-tranq | trans-zurro
         grassetto = Testo principale
     Attogrigio = Testo di commento

1001 5| cattivo influsso, tuo marito deveria far come quello animale 1002 3| che gabba altri, e voi devete essere il gabbato.~Gerasto. 1003 3| egritudine, detta «lupa», gli ha devorato tutto il ventre, e in molti 1004 1| io son genovese. E se ben devrei tacer la famiglia per non 1005 3| se pur vi piace, che vi devreste vergognare.~Narticoforo. 1006 1| tu forzata a farla, e non devresti ingiuriarmi di cosa di che 1007 4| presso.~Narticoforo. Orsú, diamogli adosso!~Gerasto. Adosso!~ 1008 3| tornato prima di me; e or mi diate la baia che mi muoio di 1009 2| piú fastidiosa e bizarra diavola di te! E il peggio è che 1010 2| La gelosia ha posto cento diavoli adosso a questa vecchia: 1011 4| este librecillo donde están dibujadas seiscientas suertes de muertes, 1012 4| né costui né tu stesso, dicci almeno, chi sei di noi duo.~ 1013 4| ragionando come si suole, dicendogli che veniva in casa di un 1014 3| Gerasto, e mi parea che dicesse cosí, mi pensava cosí. - 1015 1| innamorato.~Nepita. Oh, lo dicesti pure!~Essandro. Ma se tu 1016 3| dotto e bel giovane che dicevate questa mattina! Questi è 1017 3| qualche altro Granchio che dichi che sia me, farò le mie 1018 4| proceleusmatici, e vo' che dichino ne' capiversi il tuo nome, - 1019 4| decidme, ¿esta mañana ha dicho la de mi tierra este tu 1020 5| con un giovane bello, di diciotto anni, nel fior degli anni 1021 3| trovano genti che multa dicunt, - o forse la dote è troppa 1022 1| una di queste non bastano diece persone a sostenerle, - 1023 4| per Salerno, - costui gli diede ad intendere che eran sue 1024 4| dándole por detrás muy diestramente, le cortaré la cabeza con 1025 3| per oggi gli faremo far dieta, che gli sará utile, che 1026 4| hombrecillos; porque juro que en diez anos no he estado tan ocioso 1027 4| Sotterrerò lui e chi vuoi difenderlo, di bastonate. Ma io non 1028 4| Narticoforo. Oh, come m'hai difeso, capitan Dante! ti dovereste 1029 2| moglie, come ben cuopre i difetti del suo marito! Che deve 1030 4| né te né lui.~Gerasto. La differenza che avemo fra noi, è se 1031 3| cosa a questo fatto; ché difficil cosa mi pare che Morfeo 1032 3| svegli dal sonno o che tu digerisca il vino e che i vapori non 1033 2| altrove o non ave ancor digerito o vòl perdere quel pasto 1034 3| delle superfluitá della digestione.~Essandro. Dimmi, tu chi 1035 3| questo quanto tangere caelum digito!~Granchio. Giamai dissi 1036 2| perdere quel pasto o che digiuna. O che ogni volta che dicono 1037 Pro| piú saporiti se non per il digiuno e per la fame? Non si conosce 1038 3| è segno della magistral dignitade. Ma avèrti che Narticoforo 1039 4| ucciderlo.~Dante.  ¿Como si dijese cortarle un brazo, las piernas, 1040 3| l'avesse nelle mani per dilaniarla in mille frustuli!~Granchio. 1041 1| No, che voi giovani vi dilettate di dar la baia: però bisogna 1042 Pro| rinuovo e accresco i vostri diletti. Voi ne avete l'essempio 1043 2| par che eguagli il sommo diletto che si può trovar qui in 1044 4| Narticoforo. Ecco chi ne può dilucidar del tutto.~ ~ ~ ~SCENA VIII.~ ~ 1045 4| bene; ma io exoptava dilucidarmi del vostro fatto.~Gerasto. 1046 3| cena che il collo me s'è dilungato un miglio.~Essandro. Dimmi, 1047 4| bugie correti a monti, a diluvi per liberarmi da questo 1048 3| non pungono né tagliano. Dimandagli un poco chi sia).~Granchio. ( 1049 3| Granchio, percontala, dimandala un poco).~Granchio. O bella 1050 3| si chiama Arcinfanfano. Dimandarò ogniuno che incontro, accioché 1051 2| bocca, che proprio volea dimandarvi se voi eravate Facio.~Panurgo. 1052 4| Narticoforo. E per questo vi dimandiamo: voi chi sète?~Panurgo. 1053 2| figli che abbiam fatto, dimostrano se ti abbi trattato male.~ 1054 1| ami il tuo Essandro quanto dimostri d'amare? Tu meco ti querelerai, 1055 1| incalcinarti la faccia e a dipingerlati di magra, e col vetro o 1056 1| paggio al viceré; e glie lo dipinsi tanto grazioso che a lei 1057 4| fusse cosí fatto! Tu mi hai dipinto un appiccato. Gerasto è 1058 2| ritorno.~Nepita. Non bisogna dircelo, ché giocano a chi piú fa. 1059 4| o chi fu? Se tu non vuoi dirci io chi sia né costui né 1060 3| pensi fare?~Panurgo. Prima diremo cosí... . Ma questo non 1061 5| grande uomo.~Gerasto. Or che diresti o faresti, se non avessi 1062 4| pensa.~Essandro. Io vo' a dirglilo.~Gerasto. Né io sarò cosí 1063 2| se non quando son forzato dirne alcuna. E chi volesse a 1064 4| di me, che sia forzato a dirti io chi sia? Io son chi piace 1065 5| patiscono spese, carceri, esili, disaggi, sempre la scappano alfine; 1066 4| due ore sono: deve star a disagio. O me felice, or corrò il 1067 1| poco mi avessi avezzo a disamarla.~ ~ ~ ~SCENA V.~ ~Panurgo 1068 1| miri un poco, se a te non è discaro l'esser mirata; e lasciami 1069 4| tanta ambage che omai non so discernere se io sia io o un altro). 1070 3| per femina. E di piú, le è discesa una ernia di sotto, che 1071 5| oggi innanzi cessaranno le discordie fra noi mentre vivremo. 1072 2| meritarebbe cosí iniqua discortesia. Io non ardirò alzarvi gli 1073 1| Panurgo. Sète forse stato discoverto per maschio?~Essandro. Peggio.~ 1074 2| cadendovi nell'animo ch'io disegnassi farvi cosí gran torto? Può 1075 2| costui! Giá si può tener disfatto il matrimonio.~Morfeo. Andiamo 1076 4| che avevamo contro noi, la disfogassimo contro loro!~Gerasto. Io 1077 5| pensar questo? Infelice me, disgraziata me!~Gerasto. Taci e fa' 1078 5| vecchio rimbambito brutto, disgraziato fantasma, non so chi mi 1079 2| prego che soffriate questo disgusto e compensiatelo per quando 1080 4| Questo sappiamo bene; noi disiamo sapere voi chi sète.~Narticoforo. 1081 5| la speranza è mancata, il disio è fatto maggiore, il consiglio 1082 4| quaeso, di grazia, fatelo dislegare, lasciatelo libero; ché, 1083 2| di troppo sfacciatezza e disonestá; onde vi prego a non far 1084 5| in una casa onorata per disonorarla?~Nepita. Sarebbe assai bene 1085 2| che può apportar biasmo e disonore al nostro commune amore, 1086 5| bisognano alcuna volta i disordini, accioché si venghi agli 1087 5| allegrezza e non lo facci piú disperare.~Gerasto. Eccovi la chiave; 1088 1| pazza e a menar vita da disperata; s'è attaccata a far l'amor 1089 3| medema infirmitade: onde mi dispero di non potervi onorare, 1090 3| prima.~Panurgo. Dico che mi dispiace che siate venuto in Napoli, 1091 3| ho qui condotto.~Gerasto. Dispiacemi del vostro fastidio. Ma 1092 Pro| che l'abbia provato, - che dispiacer sente quella poveretta, 1093 2| avea usato per servirla. Le dispiacque non avercelo scoverto al 1094 2| Panurgo. Stimate voi che disponendomi io a questo, non sappi fingere 1095 1| cadere.~Essandro. So che, disponendoti d'aiutarmi, posso promettermi 1096 2| mio padre e a lui tocca disponer di me quel che ne vuole, 1097 2| donarmevi. Or essendo mia, vo' disponere di voi come di cosa propria.~ 1098 2| quella forza che conviene. Disponete dunque di me come cosa veramente 1099 3| giacente infermo. Di grazia, disponetelo prima con belle parole, 1100 2| come di cosa mia ne vo' disporre a quel che voglio, né voi 1101 2| tenero, ben cotto e non disseccato;...~Morfeo. (Questi vuoi 1102 3| e stando in cervello, mi dissero che eravate giunto e me 1103 4| hay en el mundo. Pero yo dissimularé cuando pudiere.~Pantaleone. 1104 2| con mia figlia, non se le distacca da lato mai; però l'amo 1105 1| ogni sforzo a me stesso per distormi da tal pensiero, ma tutto 1106 5| dico questo, che tu abbi a distorti dal tuo proponimento; ma 1107 5| inteso: tornale indietro e diteli ch'io lo ringrazio.~Tofano. ... 1108 3| mia supellettile è poca, ditelo alla libera, ché potremo 1109 3| ciera i valenti uomini). Diteme se Gerasto fusse in casa.~ 1110 2| mezzo gennaio, pareva che divenisse maschio come io. Ecco la 1111 4| incantata, dove gli uomini diventano altri di quel che sono; 1112 2| Ben si dice che amor fa diventar gli uomini pazzi; poiché 1113 3| del padrone; ma granchio diventi io, se ti ci fo entrare.~ 1114 1| Oimè!~Gerasto. Oh, come sei divenuta pallida! che ti duole?~Essandro. 1115 1| verrá l'autunno, sfronderai, diverrai secco, e non serai buono 1116 2| col fare il pedante in diversi paesi ho vissuto onorevolmente. 1117 1| e principalmente la mia divina padrona; che in poco 1118 1| ricevei con tanta forza le sue divine bellezze nel cuore, che 1119 1| voi singular si scuopre, i divini costumi e l'onestá, ricco 1120 2| devi aver tu nella gola per divorartelo; ma tu non assaggierai boccone 1121 3| in giú l'ha tutta rósa e divorata, che non può piú servir 1122 2| ti divorino o t'avessero divorato duo anni sono!~Pelamatti. 1123 2| da' mille cancheri che ti divorino o t'avessero divorato duo 1124 3| consigliamoci l'un l'altro se dobbiamo fuggircene.~Morfeo. Fuggir 1125 4| almorzar y no he matado una docena de hombrecillos; porque 1126 1| imperfezioni, amor tutte le doglie e passioni - ch'una di queste 1127 2| appar anima viva.~Cleria. Dolcissimo Essandro, io non vorrei, 1128 4| reminisca l'interiezioni dolentis.~Essandro. Taf.~Narticoforo. 1129 3| bere.~Panurgo. Non puoi dolerti che l'inganno non sia sottilmente 1130 5| grazia, ditemi, di che vi dolete di me?~Gerasto. Come! di 1131 5| perfidioso di te: questi è un «doli fabricator Epeus», è un 1132 2| me, quando ha chi le ne domanda, che or non sapendo a chi 1133 5| di pensieri.~Panurgo. Non domandi di tuoi successi?~Essandro. 1134 1| servigio, tardai molto, mi domandò la cagione. Le dissi che 1135 3| facessimo qualche rimedio; e domane all'alba ambulassimo patriam 1136 3| gli sará utile, che per domani stará meglio.~Morfeo. Padre 1137 2| signor mio, come io me vi donai tutta, cosí voi intieramente 1138 2| dovevate pensar prima che donarmevi. Or essendo mia, vo' disponere 1139 2| cosí voi intieramente vi donaste a me: or come cosa mia e 1140 2| niego che non me vi abbi donata e che non sia tutta vostra; 1141 1| Eccole tutt'e due, te siano donate.~Essandro. Tu pensi ch'io 1142 2| signora, che voi me vi donavate e che eravate mia? Dunque, 1143 2| era prima.~Essandro. La donazione fu libera e senza queste 1144 3| pagata da me di grossi o di doppioni, ma né di un sol picciolo 1145 4| menester poner mano á la dorlindana: con el puño solo, con un 1146 2| suona, sospira. La notte non dorme mai; e io per gelosia che 1147 3| vigilanter sei stolto aut tu dormiendo imbriaco. Però decet, oportet, 1148 5| fusse femina, l'ha fatta dormir sempre in camera con mia 1149 4| Gerasto. O son sordi o dormono.~Narticoforo. Perché battete 1150 1| meco ti querelerai, meco ti dorrai e da me cercherai consiglio: 1151 1| Narticoforo, maestro di scola dottissimo. Ci abbiam scritto tante 1152 5| sia degno di vita - ché dovea farmela chiedere ordinariamente 1153 4| difeso, capitan Dante! ti dovereste piú tosto chiamar capitan 1154 5| il debito ufficio ch'io doveva.~Gerasto. Férmati, ché tu 1155 2| queste eccettuazioni: vi dovevate pensar prima che donarmevi. 1156 1| serva di vostra figlia, mi dovreste amar da padre.~Gerasto. 1157 4| uomo di te.~Dante. Yo te la doy por vencida, que en la cuenta 1158 4| otra por los pezcuezos, y doyles con las cabezas de tal manera 1159 4| questa cittá che non abbi una dozzina di spagnuoli a mio comando.~ 1160 5| Narticoforo. (Certo che non è uomo dozzinale. La forza della virtú è 1161 2| faccia, torci il collo a man dritta; e quando sbocchi in quei 1162 2| camminar tanto, le gambe di dromedario; dove cervello n'ho poco 1163 1| tutto.... Stando in questi dubbi, Amor che non lascia mai 1164 5| serrai con lei. Ella stava dubbiosa e timida, come la volessi 1165 1| nella cappa che par che dubbiti di qualche tradimento; e 1166 1| ancora di cose di amore, dubitai che, scoprendomele, l'avesse 1167 3| saepicule ve ne resi cerziore; e dubitando che voi non mi stimaste 1168 2| ancora?~Morfeo. Di ciò non dubitare, che corvi con corvi non 1169 4| assicuro, che il nostro duello sará da solo a solo. Non 1170 3| dietro.~Narticoforo. Alter de duobus: aut tu vigilanter sei stolto 1171 3| figlia. Certo che sotto dura e ingiustissima legge nascemo 1172 2| finiamola, ché saresti per durarla tutto oggi. Dove ti eri 1173 4| Pantaleone. Oh, serán más duras tus carnes y huesos que 1174 3| ignori questo facinore: durerá col tempo, che si leggeranno 1175 3| muoio di fame.~Narticoforo. Eamus, ch'io vo' concomitarti 1176 3| maxime ornant oratorem, eaque non tam verbis pingendis 1177 | ebbe 1178 4| che dici.~Facio. Che parlo ebreo, greco o arabico, che non 1179 5| S'è inviato a dir a Sua Eccellenza; e fatto tòrre informazione 1180 2| fu libera e senza queste eccettuazioni: vi dovevate pensar prima 1181 3| con una buona ferola ti ecciti dal sonno, ché questa è 1182 | Eccoci 1183 | eccoli 1184 3| udienza, di grazia.~Nepita. Eccovela.~Narticoforo. Ah, pedissequa, 1185 3| fusse la terza o la quarta edc.~Gerasto. O Narticoforo 1186 4| padron istesso di queste edicole.~Gerasto. A che proposito 1187 3| Napoli, non potendosi piú effettuare questo matrimonio.~Narticoforo. 1188 | eglino 1189 4| Narticoforo. Poco anzi con encomi egregi onorasti Narticoforo ludimagistro, 1190 2| questo sol piacere par che eguagli il sommo diletto che si 1191 | ei 1192 4| hallándome en medio de un ejército de enemigos, así siego piernas, 1193 4| certissimo.~Pantaleone. Peor por él.~Gerasto. Ma ecco l'inimico, 1194 1| un re sovra i fiori, non eleggeria altro che te, tante sono 1195 1| mio desiderio e avendolo eletto per fin d'ogni mio bene.~ 1196 4| pueden hacer salchichas de ellas; pero matemosle con un espanto.~ 1197 4| credo che un sacco intiero d'elleboro basterá per purgarlo).~Facio. ( 1198 4| soy, que me agraviais en ello, que haya yo de atreverme 1199 4| los bosques y me junto con ellos, y juntándome azgo una con 1200 4| hombrecillo te enviaría por embajador de las ánimas dañadas.~Gerasto. 1201 3| medicarmi e a mutarmi gli empiastri; fra pochi giorni, le venne 1202 4| Narticoforo. Poco anzi con encomi egregi onorasti Narticoforo 1203 4| yo.~Dante. Yo os vendré a encontrar.~Pantaleone. ¿Pero que hace 1204 3| mi armerò di iambi e di endecasillabi; narrerò lo fatto in modo 1205 4| la de mi tierra este tu enemigo?~Gerasto. Non so qual sia 1206 | enim 1207 5| che è questo gentiluomo, entrai in casa sua; e poi prestatomi 1208 4| te coja y te meta en las entrañas de la tierra. Yo me llamo 1209 3| noi, come quelli che non entrano mai, siamo restati fuora.~ 1210 3| dal naso, finché non sia entrata e ventilata quest'aria rimasta 1211 1| strettamente.~Essandro. Entratevene, che vostro padre non vi 1212 3| scòstati di . Tu non entrerai in casa mia, ché, avendo 1213 4| Ahora bien, andad, que yo entretanto sacaré .~ ~ ~ ~SCENA V.~ ~ 1214 4| susodichos, me tiene aquí entretenido con paga conveniente á mi 1215 2| tornarmene a casa.~Gerasto. Entriam, su presto.~ ~ ~ ~SCENA 1216 3| acciechi prima.~Granchio. Entro dunque.~Gerasto. Férmati, 1217 3| Mancinello e del Valla; enucleati sensi profundissimi, reconditissimi 1218 4| está este, que hemos de enviar a los reinos de Pluton? 1219 4| fuesses pobre hombrecillo te enviaría por embajador de las ánimas 1220 4| mil hombres quereis que yo envíe á los infiernos.~Narticoforo. 1221 | eodem 1222 4| Dante. Andad, que no es mi eostumbre poner mano á la espada sino 1223 5| questi è un «doli fabricator Epeus», è un altro Ulisse che 1224 3| Granchio.~ ~Narticoforo. Equidem, sive ego quidem - parenthesis, - 1225 | eran 1226 4| cano». Capitan Dante, mio Ercole alexicaco, aiutami!~Dante. ¡ 1227 4| en la cuenta de poltrones eres mejor que yo.~Essandro. 1228 | ero 1229 3| le cose che ne ponno fare errare.~Morfeo. Taci e poniti in 1230 4| testimoni,...~Gerasto. Tu erri in grosso.~Facio. ...serò 1231 4| perdono.~Essandro. Questi sono errori di giovani.~Gerasto. Ti 1232 3| ancora; accioché sua figlia esca di speranza, che non solo 1233 2| dentro, vi dico.~Santina. Or esco con animo quieto. Tu sali 1234 4| seiscientas suertes de muertes, escoje cual quereis que le hagamos 1235 3| insino al luogo; né bisogna escusarti poi: - Ita mihi videre videbatur, 1236 4| Dante. Yo tiemblo de temor. Esfuérzate, traidor, y haz de las tripas 1237 5| patiscono spese, carceri, esili, disaggi, sempre la scappano 1238 4| rostro en acto tanto fiero y espantable que non hay hombre que en 1239 4| ellas; pero matemosle con un espanto.~Narticoforo. Come con lo 1240 4| con queste cose?~Dante. Espera, que os lo quiero hacer 1241 2| voi, mia regina, mi sará espressamente comandato.~Cleria. L'amor 1242 2| anima, ch'ella sola lo può esprimere: onde con quello animo che 1243 | essa 1244 3| sottilmente trovato, accortamente esseguito e con gran credenza accettato.~ 1245 Pro| diletti. Voi ne avete l'essempio in questa comedia. Una fantesca 1246 3| paiono nati dalla quinta essenza della pedantaria?~Essandro. 1247 3| Gerasto. In tanti anni che ho essercitato la medicina, non ho visto 1248 2| fingere: questo fu mio primo essercizio. Ma ecco il servo che ti 1249 3| affaticati e morti di fame per essermo stati mal trattati nelle 1250 4| vuoi tu dire? Che arte egli essèrse?~Morfeo. Maestro di sco... 1251 | esservi 1252 | essi 1253 1| voi.~Essandro. È gito in essiglio, va vagando troppo lontano.~ 1254 4| Si, por cierto, allanado estaba la cuenta.~Gerasto. Forastiero, 1255 4| juro que en diez anos no he estado tan ocioso como ahora.~Narticoforo. 1256 4| Pantaleone. ¿Pues como en estas partes y tanto tiempo que 1257 3| in casa di Gerasto, e in estasi gli facesti l'ambasciata 1258 4| con un resuello o con un esternudo.~Narticoforo. Dunque, si 1259 Pro| questi subito abbatte ed estingue l'amore, e vi guarisce affatto 1260 1| la mia focosa brama fusse estinta; ma io mi sento piú acceso 1261 4| Yo quiero que provais una estocadilla de esta mi chabasca que 1262 4| stipendio lègo una lezione estraordinaria alla Rotonda di versi di 1263 4| solo moto de mi persona se estremece la tierra como si por ventura 1264 3| perigli, l'ardir sia degno d'eterna lode. O felici miei pensieri, 1265 3| Granchio, questi è un troiúgeno Ettore o un Aiace flagellifero!).~ 1266 3| aggrava qui alcuno accidente, exalará l'anima. Onde exoptarei 1267 3| Iuppiter, che tu mi fai excandescere di rabbia! Mira se sei un 1268 3| Voleva andare, amicto, exonerare il ventre delle superfluitá 1269 3| accidente, exalará l'anima. Onde exoptarei che decumbesse in un lettulo 1270 4| referí che voi l'avevate extruso di casa, con dirgli che 1271 5| di te: questi è un «doli fabricator Epeus», è un altro Ulisse 1272 3| che sia ammazzato quel fabro che fece quella scure che 1273 3| ben alloquere.~Gerasto. Facciamogli tagliar quello apostèma, 1274 5| dato il core, ella l'anima. Facciasi.~Gerasto. Ed io poiché non 1275 | faccio 1276 3| rimediare a questo?~Panurgo. Faccisi che quel che è stato, non 1277 | facea 1278 3| ne andrò volando per una facenda: chi arriva primo, aspetti.~ 1279 5| fina, non altro, che fará facende.~Santina. Come potrá ingannar 1280 | facessi 1281 | facessimo 1282 | faceste 1283 | facevi 1284 4| che te le farò tener da un fachino.~Narticoforo. Fate almeno 1285 3| omnes te sospitent et salvum faciant, ben trovato per una miriade 1286 3| Narticoforo. Quid igitur faciendum?~Essandro. Fuggir subito 1287 3| etade non ignori questo facinore: durerá col tempo, che si 1288 3| corrotto il fiato e toltogli la facoltá di poter ben alloquere.~ 1289 2| speranza che ho in voi mi vien fallita, non mi resta altro che 1290 1| sempre ingiustizia. Con false lusinghe ne lievi fin alle 1291 3| Narticoforo. Servorum est falsitates et mendacia dicere. Tanto 1292 4| Narticoforo. Ego sum Narticoforus «fama super aethera notus».~Gerasto. 1293 4| colui che si partí da voi - Famasio o Famosio che si chiama, - 1294 1| data la posta con qualche famigliaccio da stalla e or lo vai a 1295 4| partí da voi - Famasio o Famosio che si chiama, - mi ve lasciò 1296 4| veniva in casa di un medico famoso, mi pregò che l'introducesse 1297 3| Panurgo. Ipse est e vostro famulo ancora.~Gerasto. Sii ben 1298 5| te né a me. A fé, che le fanciulle d'oggi san piú dell'attempate 1299 2| gangheri, che non so come i fanciulli non gli tirino i sassi dietro.~ 1300 5| Santina. Che dici adesso, bel fanciullino, innamorato galante, valente 1301 4| manos!~Pantaleone. Llegaos, fanfarron.~Dante. Llegaos, picarazo.~ 1302 4| altro, forse saran veri i fantasmi che mi van per la mente, 1303 | farci 1304 2| l'anima si ha fatto un fardello delle sue robbe e si vuol 1305 1| e d'altro amor che non farebbe tuo padre o fratello.~Essandro. 1306 3| miei parenti, non te ne farebbono pentire?~Granchio. Tocca 1307 3| dieci volte per ora. Che farem dunque di questo matrimonio?~ 1308 5| degno di vita - ché dovea farmela chiedere ordinariamente 1309 4| grosso.~Facio. ...serò atto a farmeli pagare.~Gerasto. Arai a 1310 | farne 1311 2| che è intrato in questo farnetico d'amore, è uscito di gangheri, 1312 3| che Morfeo si conduca a farselo. Egli è tristo a tutta passata, 1313 1| dico.~Gerasto. Cosí potessi fartene veder l'esperienza!~Essandro. 1314 3| E se lo sapete, perché farvelo ricordare da me?~Panurgo. 1315 3| dice il proverbio: «Sei piú fastidioso del serviggiale»; ma tu 1316 5| Or questo no, padrona: fategli ogni altro dispiacere e 1317 4| Sodes, quaeso, di grazia, fatelo dislegare, lasciatelo libero; 1318 | fatene 1319 4| tratto tre.~Panurgo. Orsú, fatevi tre pezzi di me, e ognuno 1320 5| può prometter l'uomo che faticando sempre nella gioventú, possi 1321 3| cosí leggiera).~Morfeo. (Fattelo far tu o il tuo padrone 1322 Pro| chiedervi perdono delle offese fattevi e desiar i vostri favori; 1323 3| Regole di Mancinello; e fattomi profugo da' regni latini - 1324 2| Haigli tu dato i danari della fattura e de' finimenti?~Morfeo. 1325 2| panno, a' finimenti e alle fatture, gli piace, per farti il 1326 3| infausto numine gli venne nelle fauci un'angina e nella bocca 1327 1| Mira con quanta superbia mi favella e mi viene con le dita sugli 1328 Pro| fattevi e desiar i vostri favori; e rinovellasi l'amore.~ 1329 5| casa un uomo onorato, per favorir un prosontuoso sfacciato 1330 4| il nome, che sono simili Fazio e Famazio; e me le presi 1331 2| pur nobile; che per certe fazioni della mia patria fu bisogno 1332 5| alcuna né a te né a me. A , che le fanciulle d'oggi 1333 | fecero 1334 2| piú fedele dell'istessa fedeltá, e sappiate che dubitar 1335 2| perché attaccandomi un fegadello al tallone, me lo strascinerò 1336 5| quando era piccino, ti fei cadere e percotere in una 1337 3| fiorendo dava presaggio di felicissimi frutti, or è spenta del 1338 4| servicios me ha dado el rey don Felipe un capitanazgo de infantaria 1339 1| medesimo m'ho fatto, e come fenice mi rinuovo nella mia fiamma. 1340 3| ferola», e «phoros», idest «ferens»; cioè «che porta la ferola». 1341 4| azzuffarsi e porsi a pericolo di ferirsi, si sono accordati insieme.~ 1342 2| lieta coppia, da pari ardor feriti, amor gli annoda, e senza 1343 4| ucciso?~Gerasto. Ucciso, no; ferito di punta, ben , se il 1344 4| cominciarò da capo.~Narticoforo. Fermate, di grazia; non cominciate 1345 4| voglia pagar il mio.~Panurgo. Fermatevi, non m'usate forza.~Facio. 1346 1| mi vo' partire.~Gerasto. Fermati, che vo' darti una buona 1347 4| poveretto, giá comincia a ferneticare!).~Gerasto. Che scudi, che 1348 4| ratones, sino con animales feroces? ¡Ponedme á combatir con 1349 4| tosto a caccia di cappe e ferraioli.~Pantaleone. Ahora escucha 1350 Pro| martello, o col veleno o co' ferri o col precipitarsi in un 1351 Pro| convenevole a' giochi e feste della comedia che aspettavate. 1352 3| pisti, di galbano e di assa fetida che come il vecchio s'accosterá 1353 2| pelatoio e tutto infilzato di fettoline di lardo, accioché cocendosi 1354 4| Narticoforo. Oimè, che fetulenzia, che cloaca è questa!~Morfeo. 1355 2| porti. Partito che sará, che fia tra poche ore, ti potrò 1356 2| voglio dire.~Santina. Che si fiacchi il collo chi fu il primo 1357 3| veemenzia, che scappino dalle fibie e contignazioni.~Granchio. 1358 3| appuntartelo dietro, o ce lo ficcherò insino al manico o farò 1359 2| lo insegnasse. Ma ecco il fico selvaggio nel muro: questa 1360 2| Cleria. S'io non fusse fidelissima, non vi arrei amato e servito 1361 3| Le ciere torte e i guardi fieri non pungono né tagliano. 1362 1| consapevole, mi aiutará con la sua fígliana.~ ~ ~ ~SCENA II.~ ~Cleria 1363 3| mio parlare che è pieno di figure e di ornamento oratorio, 1364 1| magra, e col vetro o col fil torto trarti i peli del 1365 2| punto brisato: piglia un filo e duo ne lassa de fuori.~ 1366 5| pignoli e beva vernaccia fina, non altro, che fará facende.~ 1367 | finalmente 1368 2| accorgendomi quanto sia la finezza dell'amor suo, e conoscendovi 1369 2| Panurgo. Bisogna che tu finga esser uno sposo; e sconcierai 1370 2| capo che il suo. Ma chi fingerá Cintio?~Panurgo. Ci sono 1371 4| sicurtá di trenta scudi, e fingi non intendere.~Gerasto. 1372 2| vuol cominciare! quando finirá, se adesso comincia? in 1373 1| Ed ella mi pregava che finisse il ragionamento, non pensando 1374 4| che dove il mio panno è finissimo e val dieci scudi la canna, 1375 1| Panurgo. Pensi che sieno finite le stampe di quei Davi e 1376 5| si ritrova, subito s'ha finto tuo fratello.~Apollione. 1377 1| trappole, gl'inganni, le finzioni, le furfantarie; facci la 1378 3| fine. Quella speranza che fiorendo dava presaggio di felicissimi 1379 1| volesse far un re sovra i fiori, non eleggeria altro che 1380 2| amorosi sono i piú dolci che fioriscono ne' giardini della gioventú, 1381 1| Fioretta mia, mio maggio fiorito?~Essandro. Per un servigio 1382 Pro| con gli occhi sbigottiti e fitti in dentro e co' giri d'intorno 1383 4| Dante. Soy para esso muy flaco de lombos.~Essandro. Finiamola, 1384 3| troiúgeno Ettore o un Aiace flagellifero!).~Granchio. (Ascoltiamo 1385 4| Narticoforo. Ed io ancora flagito, posco, peto, rogo saper 1386 5| Io gli renderei pan per focaccia.~Santina. Taci, ché sei 1387 1| onde tutto brugiava, la mia focosa brama fusse estinta; ma 1388 1| mi abassi nel fondo de' fondi della miseria e disperazione. 1389 1| dell'altezza mi abassi nel fondo de' fondi della miseria 1390 2| il pistone in mano, l'ho forbito e riposto.~Santina. Dove 1391 2| vengono di Soria.~Panurgo. O forche, o scale, o capestri, che 1392 4| Gerasto. Questa mi pare una forfantaria e indegna di uomo da bene; 1393 3| Cleria per non essere tanto formosa.~Panurgo. Piacesse a Dio 1394 3| trasformato!~Panurgo. Era il piú formoso giuvenculo che avesse la 1395 4| all'oscuro e dentro un forno combatterò con te.~Essandro. 1396 3| Come?~Essandro. ... tanto forte è sbattuto per la paura. 1397 1| Essandro. Questa arte m'hai tu forzata a farla, e non devresti 1398 4| prominenti, strabbi e di color fosco.~Gerasto. Dio me ne guardi 1399 5| galline, e hai un piede nella fossa e un altro nel cataletto, 1400 2| accioché quando l'uno ti fosse venuto a noia, mutassi nell' 1401 2| questa burla ha saltato il fosso, il poltrone).~Pelamatti. 1402 | foste 1403 2| Gerasto. Quattro stracci fradici.~Santina. Non sono io nobile? 1404 5| diavolo hai meco, vecchiaccia fradicia? che t'ho fatto io che mi 1405 5| stimi.~Santina. Tu, vecchio fradicio....~Gerasto. So che vuoi 1406 5| con un poco di grasso di frassino o di quercia; e se alla 1407 5| chiarire. Suo padre e io siamo fratelli, di patria genovesi, della 1408 5| Apollione. Questo è mio fratellissimo. O fratello ricercato e 1409 2| quei presciutti e verrine fredde;...~Morfeo. (Dice bene, 1410 Pro| primavera se non per gli freddi, per gli venti e per gli 1411 1| poiché l'hai posta in tanta frega.~Essandro. Or la fede che 1412 1| ti ho data? Fatti far una fregagione alle gambe, ché non sará 1413 5| d'acqua di legno, poi le freghi la schena con un poco di 1414 5| fratello chiamato Carisio Fregoso, il quale sbandito da Genova 1415 5| sieno cattive come sei tu? Frena la tua lingua cattiva.~Nepita. 1416 2| Morfeo. (Questi vuoi far frollo me, non quel gallo, ché 1417 Pro| desiderio di possedere e di fruire la cosa amata: e che sia 1418 3| per dilaniarla in mille frustuli!~Granchio. Ecco, trovate 1419 4| O me felice, or corrò il frutto tanto desiderato! Ma qui 1420 4| donde hinco mis ojos, pego fuego.~Narticoforo. Non m'era 1421 4| vejas Indias, que si no fuesses pobre hombrecillo te enviaría 1422 3| Sará meglio arripere la fuga).~Essandro. Vien qua tu: 1423 2| Ecco la cagna, la gatta fugge: cosí mi sveglio. Son stato 1424 1| Lo saprai, se m'ascolti. Fuggendo di Roma di casa di mio zio 1425 3| maestro di scuola e di romano. Fuggete, padrone).~Narticoforo. ( 1426 5| scuola, promisi di batterlo: fuggì di casa mia tre anni sono, 1427 3| l'un l'altro se dobbiamo fuggircene.~Morfeo. Fuggir io? non 1428 3| non posso piú fu... fu... fuggire la morte.~Panurgo. Anzi 1429 1| per sposo, digli ch'io vo' fuggirmene seco nella fin del mondo.~ 1430 1| tue brevi gioie, le tue fuggitive dolcezze a mari di lacrime, 1431 4| nella rete che ho teso. Se fuggo gli pongo in maggior suspetto: 1432 4| místam,~Vitaque cum gemitu fugit indignata sub umbras.~Ma 1433 | fummo 1434 3| stato in cucina, ché il fumo vi fa piangere?~Essandro. 1435 3| allegerisce la testa, ti leva le fumositá dal cervello, ti mantien 1436 5| Essandro. Ho annodata la fune e or me l'adatto al collo.~ 1437 2| costei, che onorasse i miei funerali!).~Santina. ... Ben fu infelice 1438 3| homines, taurorum cornua funes» - ve l'ho qui condotto.~ 1439 3| fatto inabile ancora a poter fungere il munere uxorio.~Morfeo. 1440 4| ad amore la cui legge è fuor d'ogni legge: conosco l' 1441 3| tu che sai di zergo e di furbesco, dimmi, che vuol dire?~Granchio. 1442 1| inganni, le finzioni, le furfantarie; facci la rassegna e metta 1443 5| occhi!...~Santina. Mira il furfante con quanto sapor lo dice!~ 1444 5| ti par poco portarmi un furfantello storpiato con la lingua 1445 3| la mente e sono divenuto furibondo, non scherzare. Battila, 1446 Pro| ma piú tosto in rabie e furori e nella forma che voi mi 1447 3| primo a pentirti di questi futili vanilòqui.~Granchio. O che 1448 3| modo che la presente e la futura etade non ignori questo 1449 3| de Guardati.~Granchio. Di Gabbati piú tosto.~Gerasto. Anzi, 1450 3| e voi devete essere il gabbato.~Gerasto. Se tu avessi tanto 1451 3| altrui.~Granchio. Però non gabberai tu me, ché andrò tanto cercando 1452 4| robuste e la presa tanto gagliarda che ti romperò le reni e 1453 3| composte di agli pisti, di galbano e di assa fetida che come 1454 2| e satollo vendimi ad una galea per quanto vaglio.~Panurgo. 1455 4| reparo, que juro portará una galera por través.~Dante. Yo te 1456 3| morte. Poi, per la silva Gallinaria siamo venuti a Puteoli, 1457 5| gallo che vuoi calcar due galline, e hai un piede nella fossa 1458 2| farnetico d'amore, è uscito di gangheri, che non so come i fanciulli 1459 4| cosí fatto: è un Adone, un Ganimede, immo centies piú bello 1460 3| mi sono trovato a magiori garbugli di questi.~Essandro. Fa' 1461 5| origine e principio d'ogni garbuglio e d'ogni male.~Narticoforo. 1462 3| venire?~Narticoforo. Dal Garigliano abbiam attraversata la via 1463 5| questa sua serva?~Speziale. Garofoletta o Rosetta, se mal non mi 1464 1| Essandro. Dove avete lasciati i garofoli?~Gerasto. Perché son troppo 1465 3| mani e stretto il pugno per gastigarla; e ne vien fuori una fantesca.~ 1466 2| come io. Ecco la cagna, la gatta fugge: cosí mi sveglio. 1467 2| e stava innamorato d'una gatticella detta Bellina; e questa 1468 2| la cagna si partisse; la gattolina veniva a me, e mentre la 1469 2| dentro e di fuori non si gelino e paiano assevati, ma che 1470 1| carni, e parli rose e spiri gelsomini e fior di naranci.~Essandro. 1471 4| sanguine místam,~Vitaque cum gemitu fugit indignata sub umbras.~ 1472 5| praesumitur malus in eodem genere mali».~Apollione. Questi 1473 5| animale che si strappa i suoi genitali e gli butta a' cacciatori 1474 Pro| porto a queste mie carissime gentildonne non mi avesse fatto romper 1475 3| il bene. Però mi reduco genuflexo a deprecarvene.~Panurgo. 1476 3| questa Napoli fussero piú Gerasti, e abitasse in qualche altra 1477 3| matrimonio?~Panurgo. Carissime germane, poiché per reiterate epistole 1478 Pro| per gli venti e per gli ghiacci passati? perché la pace 1479 5| bene, or sia entrato in ghiribizzi d'amore? È venuto in bottega 1480 3| la scala, che lo troverai giacente infermo. Di grazia, disponetelo 1481 5| una pietra aguzza, di che giacesti duo mesi in letto e ancor 1482 1| paragonarsi con te, che porti i giacinti negli occhi e i gigli nelle 1483 Pro| mi vedrá cosí vestita di giallo, con faccia cosí pallida 1484 5| giamai. ...~Santina. Forse il giardinetto cominciava a spuntar fuori 1485 2| dolci che fioriscono ne' giardini della gioventú, menati dalla 1486 4| stesso? O mia Fioretta, o mio giardino vergine, ecco che vengo 1487 Pro| lo core, lo riempiono di gielo e di veleno; appresso, sottentro 1488 1| giacinti negli occhi e i gigli nelle carni, e parli rose 1489 2| Non bisogna dircelo, ché giocano a chi piú fa. Ma Fioretta 1490 1| a travagliar gli altri: giocherei che non sai quel che vogli 1491 Pro| mostruosa che convenevole a' giochi e feste della comedia che 1492 2| dell'alba ho fatto un sogno giocondissimo. Parevami che fussi divenuto 1493 1| morti. Mi vendi le tue brevi gioie, le tue fuggitive dolcezze 1494 1| forse verran oggi che è giornata del procaccio.~Essandro. 1495 2| Morfeo. Lascia dire a me: giotto, traditore, senza legge, 1496 5| son uomini o femine. A che giova tener le donne serrate in 1497 2| di Narticoforo e un altro giovanetto storpiato, o lo sconciaremo 1498 2| non è lui. Oh, come ci ha giovato costui! Giá si può tener 1499 Pro| e fitti in dentro e co' giri d'intorno lividi, con questi 1500 1| Richiamatelo a voi.~Essandro. È gito in essiglio, va vagando


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