IntraText

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

abaja-bravu | brisa-deus | dever-gito | giudi-matte | matur-poliz | polmo-scale | scalz-tranq | trans-zurro
         grassetto = Testo principale
     Attogrigio = Testo di commento

2501 3| core m'ha pesto tutto il polmone, ...~Panurgo. Come?~Essandro. ... 2502 2| la natura mi avesse fatto polpo, che nella gran fame potessi 2503 2| Vuoi che vada a toccarli il polso, se avesse la febre?~Panurgo. 2504 3| brodo in faccia.~Morfeo. Ah, poltron asino, che m'hai cieco! 2505 4| furfanti!~Narticoforo. Ah, poltronacci!~Pantaleone. ¡Teneos, teneos!~ 2506 4| vencida, que en la cuenta de poltrones eres mejor que yo.~Essandro. 2507 2| come cercar acqua ad una pomice. Non posso altro prestarti 2508 3| verbis pingendis habent pondus, quam illuminandis sententiis».~ 2509 2| uomo di maestro Rampino. Mi pone le veste in spalla e dice: - 2510 4| sino con animales feroces? ¡Ponedme á combatir con hombres bravos 2511 3| non solo mi servono che, ponendole in bocca, mi contrafanno 2512 5| scioglio, Carisio caro; e ponendoti tu in mio luogo, credo che 2513 4| questa casa ci è la peste, e ponendovi la testa dentro o toccando 2514 2| apparecchiate la tavola e ponetevi quei presciutti e verrine 2515 4| cosa conveniente que yo ponga mano á las armas para reñir 2516 5| nascoste in seno, non ce le ponghiamo in fronte, e altri imparino 2517 2| che si serrino dentro e ponghino il chiavistello.~Nepita. 2518 1| assalto a questo vecchio e lo poniamo in tanti travagli che a 2519 3| fare errare.~Morfeo. Taci e poniti in postura, la porta s'apre, 2520 2| facci esser nato in buon ponto. Figlio di questa porta, 2521 1| fango o dalla vil feccia del populazzo, come tu dici; ch'io son 2522 5| fischi e riso di tutto il populo.~Panurgo. Sono in vostro 2523 5| sventura!~Santina. Taci, porca, pensi che tutte le donne 2524 2| abbiamo ad aspettare ma subito porci a tavola.~Morfeo. (Io non 2525 1| poiché l'esser sbarbato mi porgeva la comoditá, mi vestii da 2526 4| nipote né trinepote che possa pormi legge: e tutto è mentita 2527 4| non mai.~Dante. ¿Sabeis porqué? en solo poner mano á mis 2528 4| bravi per non azzuffarsi e porsi a pericolo di ferirsi, si 2529 2| Panurgo. Non le voglio, portale teco.~Pelamatti. Voleva 2530 4| tendrás reparo, que juro portará una galera por través.~Dante. 2531 2| anzi voi stesso debbiate portarmene odio perpetuo. E se la cosa 2532 4| qui nella strada publica. Portatela dentro.~Essandro. Oimè!~ 2533 2| di cerchietti che ci hai portati.~Morfeo. Chi ti vedesse 2534 3| sputar tondo? che della portatura, delle vesti e de' guanti? 2535 4| vedo questo giovane che le portava sotto. Dimando: - Di chi 2536 1| la cosa come va, non mi porteresti tanto odio, non aresti gelosia 2537 3| féro quella barca che ti portò in questo paese!~Panurgo. 2538 4| la conquista del reino de Portugal, y por merced de mis grandes 2539 4| Narticoforo. Ed io ancora flagito, posco, peto, rogo saper se sei 2540 1| ardimento e di sua mano mi pose questo abito adosso, Amor 2541 4| moho de la tierra, no es posible, porque solo en el desenbainar 2542 Pro| è altro che desiderio di possedere e di fruire la cosa amata: 2543 1| seco quelle cose che non possedo. E se pur volessi mandargli 2544 Pro| umana natura: che le cose possedute sogliono rincrescere e le 2545 4| nome colui se n'era fatto possessore.~Narticoforo. Ed io per 2546 2| fatte tutte le tirannie possibili al panno, a' finimenti e 2547 4| Morfeo. È ro... rotta la postema: è lo san... sangue e la 2548 3| abstrusissimi di Prisciano; fatte postille e scòli alle Epistole di 2549 3| tanto mi sollecitaste e mi postulaste con iterati internunzi e 2550 | poteano 2551 3| siate venuto in Napoli, non potendosi piú effettuare questo matrimonio.~ 2552 5| Panurgo. Sono in vostro potere, fate di me quel che vi 2553 | potermi 2554 5| che amore e ragione mai potero apparentare insieme, e la 2555 3| onde mi dispero di non potervi onorare, come è mio debito, 2556 | potesse 2557 | potessero 2558 2| vostra; e se ben son in potestá di mio padre e a lui tocca 2559 | poteste 2560 | potevano 2561 | potevate 2562 | potevi 2563 | potranno 2564 3| cui con la sola vista non potria mover vomito?~Gerasto. È 2565 4| in pegno.~Narticoforo. (O poveretto, giá comincia a ferneticare!).~ 2566 5| robbe, pur non siamo tanto poveri che in casa nostra non sieno 2567 2| pensate ch'io sia qualche poveruomo, son pur nobile; che per 2568 3| dal sonno, ché questa è la pozione e l'antifarmaco degli ubbriachi.~ 2569 Pro| o col precipitarsi in un pozzo, ha dato fine a acerbi 2570 4| que primero la haga tañer. Ppu, ¡ya me viene el hedor de 2571 3| non possi recalcitare in praeceptorem - con «ae» diftongo, - e 2572 5| Qui semel malus, semper praesumitur malus in eodem genere mali».~ 2573 2| far io con loro? io non prattico se non con ribaldi, perché 2574 Pro| veleno o co' ferri o col precipitarsi in un pozzo, ha dato fine 2575 1| altezza che è sol fatta per precipizio, maladette le tue dolcezze 2576 3| dentro gli intestini, ma gli precordi ancora; onde l'ha fatto 2577 3| da piantarvi carote, la preda sará nostra, l'incapparemo 2578 2| vogli.~Panurgo. Essandro vi prega, straprega e scongiura che 2579 2| interno affetto che possa pregar un cuore: che queste parole, 2580 1| restava mutolo. Ed ella mi pregava che finisse il ragionamento, 2581 2| vestir Narticoforo?~Panurgo. Pregheremo Alessio nostro amico, overo 2582 5| occorsi atti e parole in pregiudicio commune, si perdoni l'un 2583 2| piú tosto umore che amore? Pregovi dunque che non mi comandiate 2584 3| era io in casa sua? alle premesse séguita giusta conclusione.~ 2585 2| il padre della sposa ti prenda a schivo e rivochi lo sponsalizio.~ 2586 4| dinanzi la porta: o voi, prendetela e di peso menatela in questa 2587 2| conoscendovi signora di gran cuore, prendo baldanza di chiederle una 2588 1| sua vista gli spirti miei prendono l'alimento della lor vita, 2589 1| parole, che prima m'avea preparate attissime a manifestarle 2590 3| Panurgo. Il peggio è ch'è prerupto nelle parti inferne, gli 2591 3| speranza che fiorendo dava presaggio di felicissimi frutti, or 2592 2| la tavola e ponetevi quei presciutti e verrine fredde;...~Morfeo. ( 2593 3| come tengo ben fermo, mi prese tutto e mi venne un spedal 2594 4| vellacones no quieren irse de mi presencia, que juro que si pongo mano 2595 1| porti alcune ambasciate e presentucci; e io, tutte le risposte 2596 4| Fazio e Famazio; e me le presi per mie. Ma or che m'avveggio, 2597 5| ha molto obligo a chi le presta. Per avermi io servito di 2598 1| far consumare.~Essandro. Prestami l'orecchia.~Nepita. Eccole 2599 4| Narticoforo. Gentiluomo de indole prestantissima, «cedant arma togae»: non 2600 5| mio, fratello, che vogli prestar piú fede a costoro che all' 2601 5| spezzerò a calci: l'ira mi prestará forza.~Nepita. Per iscampar 2602 5| son per pagarlo. Vi vo' prestare il mio nome di Carisio per 2603 2| inservibile.~Panurgo. Vuoi tu prestarmi mille scudi?~Morfeo. Con 2604 2| pomice. Non posso altro prestarti se non la fame che ho adosso. 2605 2| amor meritò che gli sia prestato fede, credetemi a questa 2606 2| imperio: e in quello mi prestiate per un poco a me stessa, 2607 3| stringe troppo, bisognano prestissimi rimedi. Né vo' perdermi 2608 3| la cosa rieschi netta, vo prevedendo tutte le cose che ne ponno 2609 1| a milioni di sospiri, a prezzo di lunghi e infiniti affanni. 2610 3| Bellum grammaticale, la Priapeia di Virgilio; ridotte in 2611 1| pena era indicibile, e mi priega che gli porti alcune ambasciate 2612 4| mano á la espada sino que primero la haga tañer. Ppu, ¡ya 2613 Pro| gli riduco non solo ne' primi amori, ma piú tosto in rabie 2614 1| signora mia.~Cleria. Dirai primieramente ad Essandro mio che vorrei 2615 4| tres; overo ordinaliter: primus, secundus, tertius?~Essandro. 2616 1| abbi servito la casa, e principalmente la mia divina padrona; 2617 2| esser un re.~Morfeo. E tu un principe di Cartagine.~Panurgo. Con 2618 2| beato te, che tu sei il priore, il monarca di tristi!~Panurgo. 2619 3| reconditissimi e abstrusissimi di Prisciano; fatte postille e scòli 2620 1| salute, e sempre che son priva di lui, son inferma e scontentissima.~ 2621 1| avendolo forse a male, lo privaste di tanta gioia; e s'egli 2622 4| relativum est avus, sic proavus cuius relativum est pronepos, 2623 1| oggi che è giornata del procaccio.~Essandro. Oimè!~Gerasto. 2624 4| coriambici, anapestici, proceleusmatici, e vo' che dichino ne' capiversi 2625 Pro| me divien piú sollecita a procurar le sue nozze. Ecco qui le 2626 1| bene, inaffiarti e farti produrre i piú bei frutti che nascessero 2627 4| forastiero?~Narticoforo. Profecto desio saper chi voi sète.~ 2628 2| cose ne ho fatto gran tempo professione e mercanzia e ne ho le botteghe 2629 3| di Mancinello; e fattomi profugo da' regni latini - dalla 2630 2| Santina. ... e bella e profumata,...~Gerasto. Puzzulente 2631 2| Va attillato su la vita, profumato. Giunto a casa toglie lo 2632 2| di muschio, mi pari una profumeria.~Gerasto. Passando per la 2633 3| togliete questa balla di profumi.~Narticoforo. O mi Deus, 2634 2| bottega di maestro Cesare profumiero, mi spruzzò un poco d'acqua 2635 3| medema peste. A me il male ha profundato le parti di dietro, e sono 2636 3| del Valla; enucleati sensi profundissimi, reconditissimi e abstrusissimi 2637 3| accettarlo, ché alla mia prole non mancano matrimoni nella 2638 Pro| LA «GELOSIA» FA IL PROLOGO.~ ~So ben ch'ogniun di voi 2639 5| saprai, ch'io non vo' tanto prolungar il tempo che possi abbracciare 2640 3| ammazzarlo, perché l'abbiamo promessa maritare con un nostro parente, 2641 4| intervalli.~Panurgo. E vi promette trenta scudi per mancia.~ 2642 5| e per un mal serviggio promettendo io di battere mia nipote, 2643 5| piena di travagli, né si può prometter l'uomo che faticando sempre 2644 1| disponendoti d'aiutarmi, posso promettermi dal tuo ingegno quanto desidero.~ 2645 2| bisogno. Al vostro servo promettete la mancia da nostra parte, 2646 4| come tu sei.~Facio. Non mi prometteva io ciò da questa tua vecchiaia.~ 2647 4| stimo lui un tristo, ve le prometto da senno, che vo' un poco 2648 4| collo obtorto, con oculi prominenti, strabbi e di color fosco.~ 2649 1| non esser ito alla scuola, promise battermi, me ne venni qui 2650 5| giorno andato alla scuola, promisi di batterlo: fuggì di casa 2651 4| proavus cuius relativum est pronepos, sic abavus cuius relativum 2652 3| Ricordative che voi mi proponeste questo partito e io era 2653 Pro| a questi svogliati gli propongo un rivale e gli lo depingo 2654 | propri 2655 4| Narticoforo. (Deve essere proprietá dell'egritudine).~Gerasto. ( 2656 3| poiché arrogantemente parli e prosontuosamente tocchi.~Granchio. È cosí 2657 4| Gerasto. Mira con quanta prosonzione costoro lo trattano male!~ 2658 4| calze e te lo mostrarei in prospettiva, accioché con gli occhi 2659 5| Speziale. La prima volta la provai a mia moglie, ed è riuscita 2660 4| vaina?~Dante. Yo quiero que provais una estocadilla de esta 2661 3| meglio credere e non voler provare. Ella è dentro, e noi, come 2662 Pro| alcuna fra voi che l'abbia provato, - che dispiacer sente quella 2663 3| nelle osterie, accioché ne proveda benissimo.~Essandro. So 2664 3| vergognarvene.~Morfeo. Ben dice il proverbio: «Sei piú fastidioso del 2665 4| proposto di fare.~Essandro. (Proverò fargli bravate, poiché col 2666 2| questo desiderio son venuto a provocar la grandezza del vostro 2667 5| vagliaci il vostro senno e prudenza a rimediarci. Poiché cosí 2668 5| ricetta? n'hai ancor fatta la pruova?~Speziale. La prima volta 2669 1| quei Davi e Sosi e di quei Pseudoli delle antiche comedie? Or 2670 3| si leggeranno per i trivi publichi e per i triclini.~Panurgo. 2671 4| creanza a me? il quale con publico stipendio lègo una lezione 2672 4| a sua figlia nelle parti pudibonde e l'ha tutta guasta, che 2673 4| Pero yo dissimularé cuando pudiere.~Pantaleone. Yo estoy aquí.~ 2674 4| huesos de tal manera que se pueden hacer salchichas de ellas; 2675 3| arcipotente bastazo, e da duo pueruli ti farò tener le gambe, 2676 1| daremo infino a tanto delle pugna che ne sputiamo i denti.~ 2677 1| importanza, non da pugne ma da pugnali, e importa l'onor di tua 2678 1| cose d'importanza, non da pugne ma da pugnali, e importa 2679 4| lascia pelare, peliamolo a pugni.~Pelamatti. Lascia, ladro 2680 3| su le mani e stretto il pugno per gastigarla; e ne vien 2681 4| que apenas sentirá si es pulga que le morde; y andará sin 2682 3| assueto a viaggi, recumbe nel pulvinare; ma verrá quanto ocius. 2683 Pro| provar queste pene cosí pungenti e acerbe, gli fo saper i 2684 5| L'abbraccio e mi sento pungere il mustaccio, come fusse 2685 Pro| e di passo in passo lo pungo con questi chiodi, coltelli 2686 3| torte e i guardi fieri non pungono né tagliano. Dimandagli 2687 4| á la dorlindana: con el puño solo, con un dedo, con un 2688 3| vinti giorni; e da che vi si puose dentro, non l'abbiamo cavato 2689 1| i peli del mustaccio. Or puossi dir peggio che femina barbuta? 2690 2| pezzo fa ve l'ha mandate per Purgamatti o Pelamatti suo servo.~Panurgo. 2691 4| intiero d'elleboro basterá per purgarlo).~Facio. (Costui da vero 2692 3| appertiene questo, accioché vi purgasse quelli umori che dice lo 2693 4| quien soy que os mataré á puros boffettones, que por ser 2694 4| y el ánima.~Narticoforo.~Purpuream vomit ille animam sanguine 2695 4| viejonazos que por los hijos de puta de sus ojos bellidos nos 2696 3| Turpe est dicere: «Non putaram», perché una buona ferola 2697 3| Gallinaria siamo venuti a Puteoli, detta cosí «a putore vel 2698 3| detta cosí «a putore vel a Puteorum multitudine».~Panurgo. Ed 2699 4| cento nel volto, di urina putrefatta.~Essandro. Dice che voi 2700 3| lasciato: par che sia un putrido cadavere! O che pettuscolo 2701 1| piú io morta che tu non puzzi viva, e a tuo dispetto son 2702 2| Presto presto, che non puzzino.~Panurgo. Nasconditi, ascolta 2703 3| farò rutti in faccia tanto puzzolenti che giudicherá essere insopportabili 2704 2| e profumata,...~Gerasto. Puzzulente piú d'una carogna.~Santina. ... 2705 3| che brassica?~Narticoforo Pythagoras, philosophus philosophorum, 2706 2| non ti arei credito di un quadrino.~Panurgo. Ancora non mi 2707 3| un Bellerofonte, ma poi quadrupedando e cespitando non si poteva 2708 | quae 2709 | qualunque 2710 2| giunta gli darò in faccia un «Quanquam te, Marce fili...».~Essandro. 2711 | quaranta 2712 3| reminiscere se fusse la terza o la quarta edc.~Gerasto. O Narticoforo 2713 4| Narticoforo. Heu, oh, uhá, quater: a quatuor usque ad centum 2714 3| ego similiter per numerum quaternionem. E Socrate, che fu giudicato 2715 2| intiero non vaglio dieci quattrini? Cercar dinari a me è come 2716 4| Heu, oh, uhá, quater: a quatuor usque ad centum sunt indeclinabilia.~ 2717 4| puntapies ya me habrías quebrado los huevos en la madrecilla.~ 2718 | quegli 2719 5| grasso di frassino o di quercia; e se alla prima volta non 2720 1| dimostri d'amare? Tu meco ti querelerai, meco ti dorrai e da me 2721 4| palabra te cueste más que el queso á los ratones.~Essandro. 2722 | quest' 2723 3| Granchio. (Non son uomo da questioni).~Narticoforo. (Sii almeno 2724 | Quid 2725 4| que estos vellacones no quieren irse de mi presencia, que 2726 5| placida e tranquilla quiete! O felici miei pensieri, 2727 | quindi 2728 4| este reino, con ventaja de quinientos mil maravedis; y mientras 2729 3| Non ti paiono nati dalla quinta essenza della pedantaria?~ 2730 | quod 2731 Pro| primi amori, ma piú tosto in rabie e furori e nella forma che 2732 5| mia moglie Zenobia? né ti raccomandai questo figlio di duo anni, 2733 1| altro?~Cleria. Non altro; raccomandamegli strettamente.~Essandro. 2734 5| piú di quello che lui n'ha raccontato. Un'altra volta oggi in 2735 4| cercarò? In un punto ha raddoppiati tre: non gli deve bastar 2736 1| ogni male.~Cleria. Anzi, la radice e fonte d'ogni bene. Va' 2737 5| Apollione mio caro, non mi raffiguri tu ancora? ha potuto tanto 2738 5| Apollione. Veramente or ti raffiguro, fratello: perdonami se 2739 5| banchetto reale, le minestre si raffreddano e non vogliono cominciar 2740 Pro| viene ad intepidirsi, a raffreddarsi, anzi a spegnersi in tutto? 2741 5| l'usava male a lui. Che ragion voleva che avessi lasciato 2742 1| che veggendomi innanzi e ragionandomi quello che piú della propria 2743 3| figlio in matrimonio; e ragionandosi di ciò tra consanguinei 2744 2| avessi avuto ardir di venir a ragionarle, se non avessi fatto fra 2745 3| e innanzi quelle donne ragionate di questo.~Granchio. Certo, 2746 5| non ascolto piú niuno, ragiono con la morte che sotto varie 2747 4| armas para reñir con un rapaz, con un mancebo? ¿no sabeis 2748 Per| servo.~ ~La scena dove si rappresenta la favola è Napoli.~ ~ ~ ~ 2749 Pro| a che fin qui comparsa, rappresentandosi agli occhi vostri piú tosto 2750 2| riferito che per questo vicolo rare volte vi passa persona, 2751 3| Che ti par di questo mio raschiar grave e sputar tondo? che 2752 1| Gerasto. Son certo che te la raspará, perché ti sará grata. Ma 2753 1| le furfantarie; facci la rassegna e metta l'essercito in rassetto, 2754 1| rassegna e metta l'essercito in rassetto, accioché diamo l'assalto 2755 1| quanto si può, perché mi rassomigli tutta a tuo fratello.~Essandro. 2756 1| meco ad un parto che tutto rassomigliava a me, che l'avea lasciato 2757 3| Narticoforo. Io non parlo sine ratione; ché - avendomi voi interpellato 2758 1| barbuta? Poi hai una voce rauca, che par ch'abbi gridato 2759 4| Facio. «Come Maria per Ravenna». Ma tu chi miri?~Pelamatti. 2760 5| tavola, si fa banchetto reale, le minestre si raffreddano 2761 2| tratta di far cimento della realtá dell'amor che dite portarmi, 2762 2| il parasito e Alessio, e reca le vesti a casa tanto presto 2763 3| le gambe, ché non possi recalcitare in praeceptorem - con «ae» 2764 4| piú tosto chiamar capitan Recipiente che Dante!~Dante. ¿Parecete 2765 5| abbiamo servito, e or ce le reco.~Panurgo. M'hai servito 2766 3| enucleati sensi profundissimi, reconditissimi e abstrusissimi di Prisciano; 2767 1| pur qualche voltarella mi recreava, di che mi scoppia il cuor 2768 3| essere assueto a viaggi, recumbe nel pulvinare; ma verrá 2769 4| para que no me cerquen á la redonda y me sepulten vivo.~Gerasto. 2770 3| male che il bene. Però mi reduco genuflexo a deprecarvene.~ 2771 4| perché il mio servo mi referí che voi l'avevate extruso 2772 3| altra figlia? che parvi? refert sia l'una o l'altra, anzi 2773 2| cosí debili che appena mi reggono sovra, e senza scarpe ancora....~ 2774 3| lo scettro è segno della regia podestá, cosí la ferola 2775 2| di quello che da voi, mia regina, mi sará espressamente comandato.~ 2776 3| Mancinello; e fattomi profugo da' regni latini - dalla cittá romulea 2777 Pro| impoverisca e conturbi tutto il regno di Amore. Orsú, lasciate 2778 4| que hemos de enviar a los reinos de Pluton? A las armas, 2779 3| Carissime germane, poiché per reiterate epistole trattammo questo 2780 3| allucinato, perché con tanti reiterati verbilòqui dici ch'eravamo 2781 4| dimandate?~Facio. Ho buona relazion di voi, vorrei servirmi 2782 4| da más badajadas, que el reloj de Palacio.~Dante. Yo tiemblo 2783 5| fatto giungere a tempo di remediarci! Orsú, Gerasto caro, l'indegno 2784 4| Narticoforo. Fate almeno che mi reminisca l'interiezioni dolentis.~ 2785 3| vicolo non mi posso ben reminiscere se fusse la terza o la quarta 2786 4| palacios y rentas, y por remuneracion de mis servicios me ha dado 2787 Pro| vi guarisce affatto e vi rende di modo come se non mai 2788 5| me, padrona, no. Io gli renderei pan per focaccia.~Santina. 2789 4| gagliarda che ti romperò le reni e ti farò sputar l'anima.~ 2790 4| ponga mano á las armas para reñir con un rapaz, con un mancebo? ¿ 2791 4| partes muy grandes palacios y rentas, y por remuneracion de mis 2792 4| Dante. Esta stocada no repararas, que passará una torre, 2793 4| A este revés no tendrás reparo, que juro portará una galera 2794 4| pegni e simil cose, e le replica mille volte; ma le dice 2795 3| giunti.~Granchio. Anzi io in replicargli che non poteva essere, si 2796 4| Narticoforo. Ed io per tal la reputo. Vale.~Facio. Oh, povere 2797 3| Panurgo. Immo saepicule ve ne resi cerziore; e dubitando che 2798 2| mio fatto; non ebbi molta resistenza. Baciandola, diceva che 2799 3| questo itinere, non mi avete reso cerziore di questo fatto?~ 2800 4| cierra los ojos, para que el resplandor de la espada no te haga 2801 3| Narticoforo. Dic mihi vel responde mihi: non m'hai tu invento 2802 3| cose che non sappiate, gli respondiate con parole tanto sospese 2803 1| cuore a questa nuova, che restai tutto conquiso; poi rivenuto 2804 4| che anderemo in casa: voi restate meco.~Facio. Volentieri.~ 2805 2| della ricevuta.~Panurgo. È restato sodisfatto del tutto?~Morfeo. 2806 1| alfin, avampato di rossore, restava mutolo. Ed ella mi pregava 2807 2| conosceremo il beneficio e resteremo con obligo di riservirvelo; 2808 3| accioché per negligenza non resti di trovarlo.~Granchio. ( 2809 4| per me, la vergogna la fa restia. In somma, se non ci la 2810 1| Anzi niuna cosa mi fe' restio se non l'esser stimato da 2811 5| per due ore, e or ve li restituisco sani e salvi e senza mancamento 2812 4| que le haga morir con un resuello o con un esternudo.~Narticoforo. 2813 3| obligo?~Essandro. Quando resuscitaremo.~Panurgo. Troppo tempo ci 2814 4| Eccomi incappato nella rete che ho teso. Se fuggo gli 2815 4| significationem activam et retinet passivam: però «ego vapulo», 2816 4| Questi m'ave ottuso e retuso il cervello e postomi in 2817 2| qualche segno, vien dalla reverberazion della luce che senza pari 2818 3| Cinthi fili, inchinati reverenter.~Gerasto. Questi è Cintio 2819 4| otra.~Pantaleone. A este revés no tendrás reparo, que juro 2820 4| servicios me ha dado el rey don Felipe un capitanazgo 2821 2| partire; lo stomaco s'è ribellato, m'ave occupato la gola 2822 4| Juan Hurtado de Mendoza, de Ribera, de Castilla.~Dante. Beso 2823 4| Narticoforo ludimagistro, e or ricanti la palinodia chiamandolo 2824 4| lattovari, che tedeschi, che ricette?~Gerasto. Dico che vi servirò 2825 2| cuore, che or non sería ricetto di tante fiamme! Ma farò 2826 1| figliana, al suo primo apparir ricevei con tanta forza le sue divine 2827 3| altrove.~Granchio. Bel modo di ricevere i forastieri amici del padrone!~ 2828 2| Perché n'hai soverchia di riceverle.~Panurgo. Come se dicessi 2829 3| vecchio s'accosterá per ricevermi, gli farò rutti in faccia 2830 3| modo che Gerasto venghi a ricevervi.~Morfeo. Ricordati dirgli 2831 2| consolazione a par di quella che ricevo, che Essandro si avaglia 2832 5| ingiurie che stimate aver ricevute da noi, accioché possiamo 2833 3| questo medico ne avesse ricevuto con un banchetto da imperadore.~ 2834 1| Perché è giá perso.~Panurgo. Richiamatelo a voi.~Essandro. È gito 2835 4| che mai. Le vergini, se le richiedi, arrossiscono, e stimano 2836 1| ancora! Pensi che sia alcuna ricolta dal fango e non si sappi 2837 2| per adesso darvene piena ricompensa, almeno conosceremo il beneficio 2838 1| felicissimo se in quel punto fusse riconosciuto da voi.~Cleria. Scherzi, 2839 5| venuto Apollione tuo zio e riconosciutosi con tuo padre; son stati 2840 2| Pelamatti.... Ché per potermi ricordar tanto, bisognarebbe un cervello 2841 1| disperato?~Panurgo. Padrone, ricordatevi che la disperazione è ruina 2842 3| le scole si parla di me. Ricordative che voi mi proponeste questo 2843 4| Gerasto. Io arò pensiero di ricovrarle da lui, inviarvele in vostra 2844 4| Narticoforo. Anzi, noi ci ridemo di noi stessi. A costui 2845 3| la Priapeia di Virgilio; ridotte in compendio le Regole di 2846 5| alcuno. Poiché amor l'ha ridotto a questo termine, vagliaci 2847 Pro| poco spazio di tempo gli riduco non solo ne' primi amori, 2848 2| effetto. Andrò a travestirmi, ridur quelli a casa e attendere 2849 Pro| scorrendogli per lo core, lo riempiono di gielo e di veleno; appresso, 2850 3| che ho caro che la cosa rieschi netta, vo prevedendo tutte 2851 3| partito e io era piú avido rifiutarlo che accettarlo, ché alla 2852 2| cortesia; e se ben la vittoria rimane appo il vinto, pur è gran 2853 4| tutta guasta, che non vi è rimasto segno del sesso; e che a 2854 5| piú tenermi! Ahi, vecchio rimbambito brutto, disgraziato fantasma, 2855 4| per tutto oggi - ch'or mi rincresce spogliarmi, - e fra tanto 2856 Pro| cose possedute sogliono rincrescere e le vietate esser desiderate. 2857 5| superba e fastidiosa e rincrescevole. Ma io l'ho insegnata un' 2858 Pro| desiar i vostri favori; e rinovellasi l'amore.~Perché pensate 2859 3| intendo siate uberrimamente ripieni.~Gerasto. Olá, o di casa, 2860 3| mira, e m'accorsi Nepita riponere una testa di vitella cotta. 2861 4| dispetto di...~Gerasto. Riponetelo dentro, ché vo' curarlo.~ 2862 2| vorrebbe mai far altro; né si riposa se non va tutta in sudore.~ 2863 4| forastieri han pranzato e se si riposano).~Narticoforo. (Costui deve 2864 3| vostro fastidio. Ma andiamo a riposarci, Narticoforo: questa è vostra 2865 3| decumbesse in un lettulo e vi si riposasse paulisper, e li facessimo 2866 2| in mano, l'ho forbito e riposto.~Santina. Dove è Fioretta?~ 2867 3| adobbati e andar con tanta riputazione che sareste per darlo ad 2868 2| grazioso che mi muoio delle risa pensandovi.~Essandro. Parla 2869 3| voi due legna, che possa riscaldar questo pignatino?~Panurgo. 2870 1| conquiso; poi rivenuto e riscaldato, m'andò l'umore agli occhi: 2871 1| temeritá m'avesse posto a rischio di farmi perdere tanto bene. 2872 3| vivo, avendomi il Cielo riserbato a tante miserie.~Panurgo. 2873 2| resteremo con obligo di riservirvelo; e perdonateci del fastidio 2874 5| della scopa, di fischi e riso di tutto il populo.~Panurgo. 2875 3| lásciatelo fare.~MORFEO. Tu sei risoluto non partirti?~speziale. 2876 5| tu piú lucida e piú netta risorgi a suo dispetto! Il fatto 2877 5| questo atto, non ho voluto risparmiar fatica in soccorrerlo. Me 2878 3| Narticoforo e tu Cintio, e avermi rispetto proprio come ti fusse padre.~ 2879 2| Essandro. Cleria è timida, rispettosa; non ardirá questo.~Panurgo. 2880 4| Non sei una gallina tu? rispondemi.~Dante. Anda, majadero, 2881 4| quanto hai detto.~Gerasto. Ti risponderei con le mani, se avessi qui 2882 1| presentucci; e io, tutte le risposte che piacevano a me, glie 2883 4| Essandro. Avete voi avuto rissa con un maestro di scola?~ 2884 4| Narticoforo. Qui abbiamo avute le risse e le altercazioni.~Dante. ¿ 2885 3| far buon animo?~Speziale. Rissoluzione: cala la testa, stringi 2886 1| ancora, ché non potea piú ritenerle. Fu tanta la doglia che 2887 1| Panurgo. Orsú, lasciate che ritiri me stesso un poco in consiglio 2888 2| finito lo staglio quando ritorno.~Nepita. Non bisogna dircelo, 2889 5| credo che non abbiate a ritrarvene a dietro, essendo noi 2890 5| toglia dinanzi, tanto è ritrosa, superba e fastidiosa e 2891 5| Nepita. Sventura ti pare ritrovarsi con un giovane bello, di 2892 3| bene, ché verrò or ora a ritrovarvi.~Gerasto. Perché non adesso?~ 2893 3| galante, antivedo la cosa, che riuscirá netta. Entrarò prima e farò 2894 1| non pensando dove avesse a riuscire.~Nepita. Sei stato un bel 2895 3| Viva, viva, il fatto è riuscito assai meglio che pensavamo! 2896 Pro| svogliati gli propongo un rivale e gli lo depingo di maggior 2897 5| desiato lungo tempo di rivedere! benedetti questi legami 2898 5| poiché in esse mi tocca di rivederti!~Apollione. Tu dunque sei 2899 5| gioia che adesso ho che lo riveggo. Gerasto, padron caro, costui 2900 1| restai tutto conquiso; poi rivenuto e riscaldato, m'andò l'umore 2901 2| oltraggio al debito e alla riverenza che vi porto, cadendovi 2902 1| voi, saresti osservata e riverita da me, qual si conviene 2903 1| le vesti da maschio, mi rivesto la gonna e torno a casa. 2904 2| sposa ti prenda a schivo e rivochi lo sponsalizio.~Morfeo. 2905 4| buttato in faccia?~Morfeo. È ro... rotta la postema: è lo 2906 5| Gerasto. O che tu mi fai rodere di rabbia! - La cosa non 2907 4| tenganse y hinquense de rodillas, y hinchad, que os quiero 2908 4| ancora flagito, posco, peto, rogo saper se sei me.~Panurgo. 2909 3| in casa certi forastieri romani.~Narticoforo. Che son questi, 2910 2| in mia presenza non gli rompe la testa la spezzerò a tutti 2911 2| Panurgo. Io la vo' adesso rompere a te che non fai quello 2912 2| subito: - Fatti in , che mi rompi il sonno, mi fai caldo. - 2913 2| quando questi sassi si rompono di stracchezza, ella adesso 2914 3| regni latini - dalla cittá romulea son venuto qui in Palepoli 2915 3| bellíco in giú l'ha tutta rósa e divorata, che non può 2916 1| gigli nelle carni, e parli rose e spiri gelsomini e fior 2917 5| Speziale. Garofoletta o Rosetta, se mal non mi ricordo.~ 2918 3| aro, quella lupa che mi ha roso la ca... ca... carne, mi 2919 1| mutava; alfin, avampato di rossore, restava mutolo. Ed ella 2920 4| spavento?~Dante. Yo me paro el rostro en acto tanto fiero y espantable 2921 5| del matrimonio, non l'ho rotte io né le romperò finché 2922 3| ad intendere che per la rottura mi sieno caduti nella borsa 2923 2| di petto in un uscio: poi rovescia gli occhi su, ché vedrai 2924 4| stomacali o peste, - che è tutto rovinato. E poi m'ha mandato un suo 2925 3| figliuolo.~Gerasto. Tutte queste rozze che si prestano a vettura, 2926 2| dicessi ch'io ti volessi rubar queste vesti.~Pelamatti. 2927 3| Senza esser visto, l'ho rubbata e ingoiata che non ne trovará 2928 5| Alfin, tu serai stata la ruffiana a tua figlia, che la tenevi 2929 3| dubito non facci delle sue e ruini il negozio).~Morfeo. Va' 2930 2| gentildonna; ne troveremo una piú rustica, che possa spezzar legna, 2931 3| per ricevermi, gli farò rutti in faccia tanto puzzolenti 2932 4| de esta mi chabasca que sabe mejor hallar la via del 2933 4| dite di grazia.~Dante. Sabed que yo tengo una espada 2934 4| que le morde; y andará sin saber que está descabezado, y 2935 4| hombres bravos y vereis lo que sabré hacer!~Narticoforo. Ecco 2936 4| andad, que yo entretanto sacaré .~ ~ ~ ~SCENA V.~ ~Essandro, 2937 3| travaglio?~Panurgo. Immo saepicule ve ne resi cerziore; e dubitando 2938 3| miserie.~Panurgo. Non è da saggio ricorrere al morire, quando 2939 4| manera que se pueden hacer salchichas de ellas; pero matemosle 2940 4| cuerpo acullá, y asi se le saldrá afuera la sangre y el ánima.~ 2941 2| esco con animo quieto. Tu sali su. Ben si dice che amor 2942 5| per i piedi, non ti farò salire.~Essandro. Scherzi con la 2943 5| che m'ha fatto venir la saliva in bocca.~Santina. Oimè, 2944 5| M'allonghi la vita! giá salo la scala e annodo il capestro 2945 1| buono né per insalata né per salsa.~Essandro. Che vorresti 2946 4| de tal manera que le hago saltar los huesos por los ojos; 2947 2| Morfeo. (Con questa burla ha saltato il fosso, il poltrone).~ 2948 3| i fianchi.~Narticoforo. Saltem, annunciatemi, in che v' 2949 1| che vorrei mandargli mille saluti e consolazioni, ma non posso; 2950 5| butta a' cacciatori per salvar la sua persona, ché è ricercato 2951 3| deaeque omnes te sospitent et salvum faciant, ben trovato per 2952 4| Purpuream vomit ille animam sanguine místam,~Vitaque cum gemitu 2953 5| e or ve li restituisco sani e salvi e senza mancamento 2954 2| se mentre la serviva, non sapendolo, m'avesse offeso. Ahi, quanta 2955 5| certi segni che non può saperli altri che lui.~Gerasto. 2956 4| Narticoforo. Ed io ancora mi penso saperlo quam optume.~Panurgo. Dunque, 2957 5| Roma, son qui venuto per saperne novella.~Gerasto. Come è 2958 4| Narticoforo. (Egli si parte senza sapersi ancora se sia Gerasto o 2959 3| Nepita. Pensi che se lo sapessero i miei parenti, non te ne 2960 1| pure!~Essandro. Ma se tu sapessi la cosa come va, non mi 2961 5| le piú dolci parole che sapeva, dicea: - Dolce Fioretta 2962 5| sua moglie.~Speziale. Che sapevo io che tu eri sua moglie? 2963 3| giudicato dall'Oraculo per il sapientissimo di viventi, giurava per 2964 5| Mira il furfante con quanto sapor lo dice!~Gerasto. ... L' 2965 5| l'ha narrato con tanto sapore che m'ha fatto venir la 2966 Pro| guerra? perché i cibi piú saporiti se non per il digiuno e 2967 5| Apollione. Gerasto caro, sappiansi l'ingiurie che stimate aver 2968 1| che sei nella primavera, sappilo conoscere, che presto verrá 2969 2| Ma chi sará costui che saprá fingere Nartícoforo, e Cintio 2970 5| intorno. Forse costoro me ne sapranno dar novella]. Gentiluomini, 2971 2| Figlio di questa porta, mi sapresti dir se dentro ci fusse Facio?~ 2972 2| servirsene?~Panurgo. Lo saprete poi: non lo dico adesso 2973 2| sponsalizio.~Morfeo. Se non mi saprò sconciar bene, piglia una 2974 3| voi tempo ad colligendum sarcinulas?~Essandro. Abbi mezza ora 2975 2| stato per me, i tuoi parenti sarebbono morti mille volte di fame.~ 2976 | sareste 2977 2| aver a trattar con questi sarti ladri assassini, che dopo 2978 4| servo di maestro Rampino sarto, a portarmi certe vesti 2979 1| questa vita che vedermi sazi pur una volta gli occhi 2980 1| Cleria. Che non mi veggio mai sazia d'odiar me stessa per amar 2981 5| nobili in Genova, fummo sbanditi. Mio fratello con taglia 2982 5| Carisio Fregoso, il quale sbandito da Genova sua patria per 2983 1| passione, poiché l'esser sbarbato mi porgeva la comoditá, 2984 3| Essandro. ... tanto forte è sbattuto per la paura. Le passioni 2985 Pro| nobilissime signore si sono sbigottite e conturbate e hanno annubilato 2986 Pro| macilente, con gli occhi sbigottiti e fitti in dentro e co' 2987 4| venuto a fare?~Morfeo. A sbo... sbu... sbosar la figlia 2988 2| collo a man dritta; e quando sbocchi in quei cessi e lordure, 2989 4| Morfeo. A sbo... sbu... sbosar la figlia di questo me... 2990 3| in Napoli, voglio essere sbranato in mille parti!~Narticoforo.~( 2991 4| Morfeo. Maestro di sco... sca... sce..., mastro di scola.~ 2992 3| apportandoti la sanitá, cosí mi scacci?~Morfeo. Sia maladetta la 2993 3| Fratello, nessun male si scaccia con piacere.~Morfeo. Mi 2994 5| questo per Gerasto e lo scacciai dalla casa che non era mia. 2995 5| lingua di fuori, e farmi scacciar di casa un uomo onorato, 2996 2| di cornacchia io, che per scacciarmi gridi: oh, oh?~Panurgo. 2997 2| torbido del vostro cuore e scacciate da voi cosí vano sospetto. 2998 5| passioni!~Panurgo. Gerasto n'ha scacciati di casa, dato Cleria a Cintio; 2999 1| padre o madre che m'avessero scacciato di casa, e la mia temeritá 3000 2| Soria.~Panurgo. O forche, o scale, o capestri, che fate?~Morfeo.


Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (VA1) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2009. Content in this page is licensed under a Creative Commons License