IntraText Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText |
I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio
DOCUMENTO XV.
L'indipendenza della terra italiana mi spinse alla guerra contro il nostro nemico. — Secondato dal valore della mia armata, la vittoria sorrise in prima alle nostre armi. — Nè io, nè i miei figli abbiamo retroceduto al pericolo. — La santità della causa raddoppiava il nostro coraggio.
Il sorriso della vittoria fu breve; — il nemico ingrossato — il mio esercito quasi solo a combattere — La mancanza dei viveri, li costrinse ad abbandonare le posizioni per noi conquistate e le terre già fatte libere dalle armi italiane.
Coll'esercito io mi era ritirato alla difesa di Milano; ma stanco dalle lunghe fatiche, non poteva questo resistere a una nova battaglia campale perchè anche la forza del prode soldato ha i suoi limiti.
L'interna difesa della città non poteva sostenersi. — Mancavano danari, mancavano sufficienti munizioni di guerra o di bocca. — Il petto dei cittadini avrebbe forse potuto per alcuni giorni resistere, ma per seppellirci sotto le rovine — non por vincere il nostro nemico.
Una convenzione fu da me iniziata: dai milanesi medesimi fu proseguita, fu sottoscritta.
Non ignoro le accuse colle quali si vorrebbe da alcuni macchiare il mio nome; — ma Dio, e la mia coscienza sono testimoni della integrità delle mie operazioni. — Abbandono alla storia imparziale il giudicarne.
Una tregua di sei settimane fu stabilita per ora col nemico; e avremo nell'intervallo condizioni onorate di pace, o ritorneremo un'altra volta a combattere.
I palpiti del mio cuore furono sempre per la indipendenza italiana; ma l'Italia non ha ancora fatto conoscere al mondo che può fare da sè.
Popoli del regno! Mostratevi forti in una prima sventura. — Mettete a calcolo le libere instituzioni che sorgono nuove fra voi — Se conosciuti i bisogni dei popoli, io primo ve le ho concedute, io saprò in ogni tempo fedelmente osservarle.
Ricordo gli evviva con i quali avete salutato il mio nome; essi risuonano ancora al mio orecchio nel fragore della battaglia. — Confidate tranquilli nel vostro Re. — La causa dell'indipendenza italiana non è ancora perduta