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| Alfabetica [« »] giro 6 girò 2 girolamo 1 gisella 216 gita 3 gite 3 gittar 1 | Frequenza [« »] 237 sua 225 quella 223 se 216 gisella 213 ed 212 così 212 mi | Anton Giulio Barrili Tra cielo e terra Concordanze gisella |
Cap.
1 III| orfana l’unica figliuola Gisella. Il generale, venuto a surrogare 2 III| ad un tempo.~La contessa Gisella, a cui Maurizio di Vaussana 3 III| gli occhi della contessa Gisella; grandi occhi profondi, 4 III| il generale.~La contessa Gisella sorrideva, e senza ombra 5 III| da parte della contessa Gisella; Maurizio poteva esser contento 6 IV| gradinata, appariva la contessa Gisella, col suo cappellino di paglia 7 IV| una frase alla contessa Gisella.~—Fortunatamente,—diss’egli,— 8 V| tratteneva. La contessa Gisella gli aveva detto di aspettarla. 9 V| combinar laggiù la contessa Gisella, che appunto di là era andata 10 V| mestieri di bugie; la contessa Gisella appariva dal sentiero del 11 V| Bravo, correte;—gli disse Gisella con quella stessa amabile 12 V| sulla punta delle dita.—~Gisella gli porse la mano. La stretta 13 V| domani, non è vero?—disse Gisella.~Anche il generale brontolò 14 V| buone opere della contessa Gisella. Chiamò il fornaio e lo 15 V| che pèrdono. La contessa Gisella stava ricamando, accanto 16 V| per tempo.—~La contessa Gisella lo guardò ancora, poi chinò 17 VI| detto niente alla contessa Gisella che potesse destar gelosia 18 VI| Maurizio aveva riconosciuto Gisella, e il cuore gli aveva dato 19 VI| dorata; così vedeva egli Gisella, così aveva l’illusione 20 VI| pericolo che incontrasse Gisella. Così tranquillo su quel 21 VII| mezzo dell’aia, lo salutò. Gisella aveva riconosciuto Maurizio. 22 VII| bambini; almeno per ora;—disse Gisella.—Ma che cosa vedo, signor 23 VII| di suo fratello;—rispose Gisella.—Del resto, a quell’età 24 VII| state lì, voi;—soggiunse Gisella, non permettendo[103] che 25 VII| funzioni di sottocuoco. Gisella, frattanto, con la diligenza 26 VII| acqua calda levò il bollore, Gisella andò a versarci dentro il 27 VII| un caffè alla turca;—notò Gisella, ridendo.—Piace a voi, Mau.... 28 VII| quel Mau.... senza signore. Gisella si era pentita, ma tardi; 29 VII| grande facilità da Maurizio e Gisella, con un po’ più di lentezza 30 VII| un’impresa non lieve per Gisella il ripulirli a dovere. I 31 VII| forse meglio così?—rispose Gisella.—Per amare i bambini non 32 VII| False almeno—soggiunse Gisella,—per una certa classe di 33 VII| diciamo anche molto,—replicò Gisella,—purchè mi vogliate bene. 34 VII| aveva potuto la contessa Gisella capitare a quell’ora mattutina 35 VII| colazione era finita, e Gisella si alzò.~—Te ne vai, madama?— 36 VII| aggrappandosi alla gonna di Gisella.~—No, cara; cioè, sì, ma 37 VII| Maurizio attinse l’acqua; Gisella mise il bicchiere nella 38 VII| della sua graziosa vicina. Gisella era un fior di bellezza, 39 VII| Prese il bicchiere che Gisella gli offriva, e bevve a sua 40 VII| i bambini, si avviò con Gisella verso il balzo dell’Aiga; 41 VII| per un tratto in silenzio. Gisella, passava di là per la prima 42 VII| mondo è mai questo!—esclamò Gisella, fermandosi in contemplazione.— 43 VII| di condurre la contessa Gisella a metter piede in quella 44 VII| quassù come un terrazzo.—~Gisella seguì Maurizio sulla piattaforma, 45 VII| spegnere le parole in bocca. Gisella si affacciò alla merlata 46 VII| impossibile;—rispose candidamente Gisella.—Non già perchè egli m’impedisca 47 VII| Diciamo piuttosto—soggiunse Gisella, con la sua graziosa malizietta,— 48 VII| candidamente profferto.~Gisella non si adontò, non rise: 49 VIII| aspettava quella risposta di Gisella, non l’aveva immaginata 50 VIII| tutte le vene. Ed anche Gisella, innocente creatura, non 51 VIII| colloquio, unica legge l’amore.~Gisella era calma nella intensità 52 VIII| consiglio dagli uccellini, Gisella s’inerpicava sulle alture, 53 VIII| che importa?—rispondeva Gisella, senza volersi spiccare 54 VIII| ama non vuol testimoni.—~Gisella sorrideva, socchiudendo 55 VIII| nulla, amico mio;—rispondeva Gisella.~—Perchè?~—Perchè ci è riconoscente 56 VIII| scuola a cui aveva imparato Gisella. Quello era di certo il 57 VIII| silenzio del suo compagno, Gisella si avvide di averlo ferito.[ 58 VIII| Le avremo ancora;—rispose Gisella, con la breviloquenza che 59 VIII| respirando.~Al respiro di Gisella rispose il cuore di Maurizio 60 IX| gratitudine, a cui aveva accennato Gisella, era sicuramente una bella 61 IX| occhi delle persone di casa.~Gisella era più forte, più serena, 62 IX| Sapete,—disse un giorno Gisella, cogliendo a volo negli 63 IX| Maurizio aveva incontrata Gisella al Martinetto, ne erano 64 IX| aria?[133]~—Vero,—rispose Gisella,—non sarò più così libera. 65 IX| naturale;—rispose candidamente Gisella.—Egli vi scriverà, pregandovi 66 IX| no, mai.~—Perchè?—chiese Gisella, non intendendo quella ripugnanza.~— 67 IX| che persuadono meglio.~Ma Gisella non volle ascoltarlo. Concitata 68 IX| braccia tese per afferrarla. Gisella lo trattenne con un gesto, 69 IX| levò gli occhi a guardare Gisella. Gisella guardava lui, con 70 IX| occhi a guardare Gisella. Gisella guardava lui, con gli occhi 71 IX| stato sul punto di cedere. Gisella, Gisella, anima mia, vita 72 IX| punto di cedere. Gisella, Gisella, anima mia, vita mia, che 73 IX| costumi? No, no, viviamo, Gisella, ed amiamo; il resto è nulla, 74 IX| misericordia suprema ed arcana.—~Gisella ascoltava, dolcemente cullata 75 IX| Seduttore!—ripeteva Gisella, sorridendo placidamente 76 IX| quando son soli;—rispose Gisella.—Ma per essere venuto da 77 IX| dunque libera;—conchiuse Gisella.—Seguiamo il nostro pastore.—~ 78 IX| scambiarono poche parole tra Gisella e Biancolina, apparsa allora 79 IX| il generale;—soggiunse Gisella, volgendosi a Maurizio.— 80 IX| contadini del Martinetto, Gisella trasse il respiro più libero.~— 81 X| sapeva egli; che non vedeva Gisella, e che la montagna senza 82 X| occhi tremanti la lettera. Gisella scriveva:~ «Signor Maurizio,~« 83 X| Amitiés».~ Seguiva il nome: «Gisella Matignon de la Bourdigue». 84 X| colloquii della montagna, Gisella aveva fatto intendere e 85 X| quel cenno della visita di Gisella al Castèu, sapeva già come 86 X| gioia brillava sul volto di Gisella; tante faville d’oro si 87 X| uditorio. Frattanto vedeva Gisella con la coda dell’occhio; 88 X| tutti i giorni la stessa.~Gisella, pur troppo, non era sempre 89 X| sui sedili della spianata. Gisella andava e veniva, aliando 90 X| non si vedeva comparire. Gisella in quelle occasioni non 91 X| un inverno della contessa Gisella. Era un la[151]voro delicato, 92 X| come diceva la contessa Gisella, con mediocre infamia, come 93 X| giornata di lavoro?—ripigliava Gisella.—La zuppa è in tavola; i 94 XI| non ci poteva far niente. Gisella chinava la fronte, dopo 95 XI| venuta? Voi siete alterata, Gisella; avete anche pianto. Che 96 XI| cercate altro;—interruppe Gisella.—Una delle solite, ma un 97 XI| Maurizio.~—Io....—ripigliò Gisella, con accento di amarezza.— 98 XI| che è lì sotto la mano? Gisella. E subito Gisella deve esser 99 XI| mano? Gisella. E subito Gisella deve esser lì, trovar lei, 100 XI| non può riprender sonno? Gisella. E bisogna svegliarsi. Io 101 XI| si fa a credere,—rispose Gisella.~—Pensando.... pensando 102 XI| rispose Maurizio, vedendo che Gisella si era recato l’indice alla 103 XI| dirle.~—Tanto meglio!—gridò Gisella, battendo le palme.—Sarò 104 XI| dando istruzioni al fattore, Gisella riceveva da Maurizio un 105 XI| prosa.~—No, no,—rispose Gisella,—voglio legger tutto d’un 106 XII| così scriveva Maurizio a Gisella) avevate in parte ragione. 107 XIII| suo passio alla contessa Gisella. Ed era anche, bisogna dirlo, 108 XIII| stati più infrequenti per Gisella i pretesti di muoversi da 109 XIII| Maurizio gli aveva accennato. Gisella, frattanto, non si vedeva, 110 XIII| sì,—ripigliò il generale,—Gisella parla con voi di tante cose.... 111 XIII| un tiranno, e lascio che Gisella faccia in ogni cosa a modo 112 XIII| di paroloni.~La contessa Gisella ritornò molto tardi dalla 113 XIII| quadro, che la contessa Gisella andava così[194] allegramente 114 XIII| quattr’occhi con la contessa Gisella, pensò di non doverle nascondere 115 XIII| comanda all’anima mia;—rispose Gisella,—ed io andrò in chiesa quante 116 XIII| neanche volendolo;—rispose Gisella.—Se il professore brutto 117 XIII| incapace la fibra italiana.—~Gisella era stata immobile, silenziosa, 118 XIII| dato a Cesare.—~La contessa Gisella andò altre volte in chiesa, 119 XIII| a quel punto;—rispondeva Gisella.—Ho ancor io una volontà, 120 XIII| serio.—~Da un’altra parte Gisella diceva a Maurizio:~—Sono 121 XIII| vostra distinzione;—rispose Gisella.—Sareste incredulo voi, 122 XIV| da prima che la contessa Gisella fosse tenuta lontana dalle 123 XIV| del Natale, che furono per Gisella una lieta novità, senza 124 XIV| Come?—esclamò la contessa Gisella.—C’è forse bisogno di esser 125 XIV| pensiero; e la contessa Gisella, da buona figlia d’Eva, 126 XIV| impenitenti. Ma la contessa Gisella, che era stata assai lieta 127 XIV| non meritava la lode di Gisella, e il punto giusto non lo 128 XIV| comandato di rinunziare a Gisella; e questo era per lui l’ 129 XIV| C’era egli bisogno che Gisella tenesse bordone al generale? 130 XIV| Ebbene, cercheremo;—disse Gisella.~—A Nizza, non è vero?—soggiunse 131 XIV| viaggio a Nizza ci voleva! Gisella ne aveva già accennato a 132 XIV| perfezione, la contessa Gisella causava ogni occasione di 133 XIV| femme divine, della contessa Gisella.[211]~Il guaio era che parlando 134 XIV| spine. Vedeva ogni giorno Gisella, ma troppo diviso da lei, 135 XIV| consolazione di troppi! Gisella era una regina, dovunque 136 XV| la sua tornata in paese, Gisella aveva voluto andare al Castèu, 137 XV| la chiesa parrocchiale. Gisella riconobbe all’abito il predicatore, 138 XV| ad occuparsi del frate. Gisella raccontava di averlo veduto 139 XV| diceva Albertina, conducendo Gisella nel vano della finestra 140 XV| di andarcene in chiesa.—~Gisella sentì quel giorno il predicatore, 141 XV| detto, per lo meno;—disse Gisella.—Fin là ci saranno potuti 142 XV| rideva comodamente per tre. Gisella taceva; Maurizio si provò 143 XV| era fatto per piacere a Gisella.~—Perchè lo trovi brutto? 144 XV| così, proprio così;—riprese Gisella.—E non mi hai detto tu un 145 XV| Misura! misura!—replicava Gisella.—Si è tanto felici di credere! 146 XV| solita occasione di salutare Gisella, che usciva sempre in compagnia 147 XV| che cosa c’è stato detto. Gisella mi ha recitata tutta la 148 XV| lui, se non forse di più, Gisella aveva ritrovato a mala pena 149 XV| mattina seguente capitò Gisella al Castèu. Veniva in apparenza 150 XV| come omaggio alla contessa Gisella. Regalava la tra[233]duzione 151 XV| badava a certe piccolezze.~Gisella tremò, vedendolo comparire 152 XV| Sì, molto meglio,—rispose Gisella.—Non è stato che un male 153 XV| troppo;—replicò sorridendo Gisella.—È stata anche la malattia 154 XV| stato bello?—gli chiese Gisella, nella breve conversazione 155 XV| Sicuramente ci andrò;—rispose Gisella, che a tutta prima era rimasta 156 XV| voi, da quelli di prima?—~Gisella andò a vedere il figliuoletto 157 XV| Rimase male, vedendo che Gisella aveva cercato di evitare 158 XVI| vedendo Maurizio la contessa Gisella ogni mattina alla sfuggita 159 XVI| accanto a lei la contessa Gisella, anch’essa tutta vestita 160 XVI| si tratteneva a riverire Gisella, a barattare con lei le 161 XVI| abbastanza, sceglieva le ore che Gisella dedicava al riposo. A mala 162 XVI| si volgeva così dicendo a Gisella, di cui poc’anzi aveva notato 163 XVI| sono stata così!—rispose Gisella, sorridendo.~—Ma ieri non 164 XVI| quel maledetto quaresimale, Gisella non ha più pace. Perfino 165 XVI| pensieri. Ma non voleva perder Gisella; lo atterriva l’idea d’esser 166 XVI| era minacciata la contessa Gisella. Ma doveva egli entrar subito 167 XVI| contessa Matignon, la madre di Gisella, e questo per l’appunto 168 XVI| all’idea della morte di Gisella, neanche in un lontano futuro. 169 XVI| erano durati, vide ancora Gisella, ma non più in pericolo 170 XVI| membra prosciolte, mentre Gisella andava e veniva per la sua 171 XVI| certezza di veder sempre Gisella. Andava sempre e veniva, 172 XVII| la dolcezza ineffabile. Gisella aveva promesso; sarebbe 173 XVII| natura piacevano tanto a Gisella; ed egli ne raccolse un 174 XVII| esserne persuasi, oramai? Gisella non era stata mai così bella, 175 XVII| aspettarla, doveva incontrare Gisella. Ma[262] a quell’incontro 176 XVII| sapesse già della venuta, di Gisella, e che appunto per lei fosse 177 XVII| Biancolina, e finì con quello di Gisella, tenendo desta l’attenzione 178 XVII| si avvide della contessa Gisella, quando ella apparve sull’ 179 XVII| pupille d’indaco, la contessa Gisella giustificava pienamente 180 XVII| sarà più bisogno,—rispose Gisella,—perchè vado io da lei. 181 XVII| voi.~—Quanto a me,—disse Gisella,—è un altro affare. Io non 182 XVII| posto.~—Ebbene?—ripigliò Gisella.—Erano qui? Rimettili dove 183 XVII| ritrovati, e l’esperimento di Gisella aveva dimostrato in che 184 XVII| stringendo più forte la sua Gisella, quasi temesse in quell’ 185 XVII| lo sguardo atterrito di Gisella. Frattanto, alzandosi a 186 XVII| di avventarsegli contro. Gisella lo trattenne, Gisella che 187 XVII| contro. Gisella lo trattenne, Gisella che si avvinghiava disperata 188 XVII| fantasma, dunque? E la povera Gisella nel suo terrore, ed egli 189 XVII| medesima allucinazione?~Gisella era svenuta. Sbigottito, 190 XVIII| lassù. Quando giunse, trovò Gisella ancora mezzo vestita, distesa 191 XVIII| di lui.~—Ettore!...~—Oh, Gisella, figlia mia!—gridò egli, 192 XVIII| Albertina conosceva l’animo di Gisella: si affrettò a condurre 193 XVIII| e si accostò al letto di Gisella. Non poteva più resistere 194 XVIII| un istante al capezzale. Gisella aveva gli occhi semichiusi; 195 XVIII| tutti;—rispose Maurizio.~Gisella aveva mossa la mano; ed 196 XVIII| aveva presa quella mano. Gisella allora volse gli occhi, 197 XVIII| umiliato, e lasciò la mano di Gisella. Quando rialzò gli occhi 198 XVIII| La visione era sparita. Gisella sorrideva ancora, e cercava 199 XVIII| Il capo e gli occhi di Gisella accennarono di sì.~Maurizio 200 XVIII| affettuoso verso di lei. Gisella guardò il marito, lo guardò 201 XVIII| Ettore copriva la mano di Gisella delle sue lagrime silenziose. 202 XVIII| diffuso sulle labbra di Gisella. Le ombre del crepuscolo 203 XVIII| San Giorgio la contessa Gisella non era soltanto ammirata 204 XVIII| triste ritorno della povera Gisella alla dimora de’ suoi padri, 205 XVIII| pronta levata. La povera Gisella fu composta nella bara, 206 XVIII| giorno dopo la morte di Gisella si era telegrafato al Dutolet, 207 XVIII| camera, fino alla stanza di Gisella. Era di casa, allora più 208 XVIII| si era posata la mano di Gisella; e così soffrendo sentì 209 XVIII| ragno, come lo chiamava Gisella, non gli fece dimostrazioni 210 XIX| lui. Gli parve di veder Gisella, e tremò tutto: ma si riebbe 211 XIX| un modo di accostarsi a Gisella. Scese a passi più calmi 212 XIX| cameretta dove si era spenta Gisella; ed anche nel rifugio, sul 213 XIX| di aver veduto ciò che Gisella vedeva, e solamente perchè, 214 XIX| il fatto che la mano di Gisella aveva stretta la sua, e 215 XIX| volta, passando di là con Gisella. Ma che? non poteva essere 216 XX| navata. Era il posto di Gisella, quando giungeva un po’