Cap.

  1    III|           orfana l’unica figliuola Gisella. Il generale, venuto a surrogare
  2    III|           ad un tempo.~La contessa Gisella, a cui Maurizio di Vaussana
  3    III|           gli occhi della contessa Gisella; grandi occhi profondi,
  4    III|           il generale.~La contessa Gisella sorrideva, e senza ombra
  5    III|            da parte della contessa Gisella; Maurizio poteva esser contento
  6     IV|    gradinata, appariva la contessa Gisella, col suo cappellino di paglia
  7     IV|            una frase alla contessa Gisella.~—Fortunatamente,—diss’egli,—
  8      V|            tratteneva. La contessa Gisella gli aveva detto di aspettarla.
  9      V|        combinar laggiù la contessa Gisella, che appunto di  era andata
 10      V|     mestieri di bugie; la contessa Gisella appariva dal sentiero del
 11      V|          Bravo, correte;—gli disse Gisella con quella stessa amabile
 12      V|           sulla punta delle dita.—~Gisella gli porse la mano. La stretta
 13      V|          domani, non è vero?—disse Gisella.~Anche il generale brontolò
 14      V|         buone opere della contessa Gisella. Chiamò il fornaio e lo
 15      V|           che pèrdono. La contessa Gisella stava ricamando, accanto
 16      V|            per tempo.—~La contessa Gisella lo guardò ancora, poi chinò
 17     VI|         detto niente alla contessa Gisella che potesse destar gelosia
 18     VI|        Maurizio aveva riconosciuto Gisella, e il cuore gli aveva dato
 19     VI|           dorata; così vedeva egli Gisella, così aveva l’illusione
 20     VI|           pericolo che incontrasse Gisella. Così tranquillo su quel
 21    VII|         mezzo dell’aia, lo salutò. Gisella aveva riconosciuto Maurizio.
 22    VII|     bambini; almeno per ora;—disse Gisella.—Ma che cosa vedo, signor
 23    VII|           di suo fratello;—rispose Gisella.—Del resto, a quell’età
 24    VII|           state , voi;—soggiunse Gisella, non permettendo[103] che
 25    VII|            funzioni di sottocuoco. Gisella, frattanto, con la diligenza
 26    VII|       acqua calda levò il bollore, Gisella andò a versarci dentro il
 27    VII|          un caffè alla turca;—notò Gisella, ridendo.—Piace a voi, Mau....
 28    VII|        quel Mau.... senza signore. Gisella si era pentita, ma tardi;
 29    VII|      grande facilità da Maurizio e Gisella, con un po’ più di lentezza
 30    VII|           un’impresa non lieve per Gisella il ripulirli a dovere. I
 31    VII|         forse meglio così?—rispose Gisella.—Per amare i bambini non
 32    VII|             False almeno—soggiunse Gisella,—per una certa classe di
 33    VII|       diciamo anche molto,—replicò Gisella,—purchè mi vogliate bene.
 34    VII|           aveva potuto la contessa Gisella capitare a quell’ora mattutina
 35    VII|            colazione era finita, e Gisella si alzò.~—Te ne vai, madama?—
 36    VII|        aggrappandosi alla gonna di Gisella.~—No, cara; cioè, sì, ma
 37    VII|          Maurizio attinse l’acqua; Gisella mise il bicchiere nella
 38    VII|         della sua graziosa vicina. Gisella era un fior di bellezza,
 39    VII|             Prese il bicchiere che Gisella gli offriva, e bevve a sua
 40    VII|            i bambini, si avviò con Gisella verso il balzo dell’Aiga;
 41    VII|         per un tratto in silenzio. Gisella, passava di  per la prima
 42    VII|        mondo è mai questo!—esclamò Gisella, fermandosi in contemplazione.—
 43    VII|            di condurre la contessa Gisella a metter piede in quella
 44    VII|          quassù come un terrazzo.—~Gisella seguì Maurizio sulla piattaforma,
 45    VII|       spegnere le parole in bocca. Gisella si affacciò alla merlata
 46    VII|  impossibile;—rispose candidamente Gisella.—Non già perchè egli m’impedisca
 47    VII|        Diciamo piuttostosoggiunse Gisella, con la sua graziosa malizietta,—
 48    VII|            candidamente profferto.~Gisella non si adontò, non rise:
 49   VIII|       aspettava quella risposta di Gisella, non l’aveva immaginata
 50   VIII|            tutte le vene. Ed anche Gisella, innocente creatura, non
 51   VIII|    colloquio, unica legge l’amore.~Gisella era calma nella intensità
 52   VIII|         consiglio dagli uccellini, Gisella s’inerpicava sulle alture,
 53   VIII|            che importa?—rispondeva Gisella, senza volersi spiccare
 54   VIII|           ama non vuol testimoni.—~Gisella sorrideva, socchiudendo
 55   VIII|       nulla, amico mio;—rispondeva Gisella.~—Perchè?~—Perchè ci è riconoscente
 56   VIII|        scuola a cui aveva imparato Gisella. Quello era di certo il
 57   VIII|         silenzio del suo compagno, Gisella si avvide di averlo ferito.[
 58   VIII|          Le avremo ancora;—rispose Gisella, con la breviloquenza che
 59   VIII|          respirando.~Al respiro di Gisella rispose il cuore di Maurizio
 60     IX| gratitudine, a cui aveva accennato Gisella, era sicuramente una bella
 61     IX|       occhi delle persone di casa.~Gisella era più forte, più serena,
 62     IX|            Sapete,—disse un giorno Gisella, cogliendo a volo negli
 63     IX|          Maurizio aveva incontrata Gisella al Martinetto, ne erano
 64     IX|          aria?[133]~—Vero,—rispose Gisella,—non sarò più così libera.
 65     IX|     naturale;—rispose candidamente Gisella.—Egli vi scriverà, pregandovi
 66     IX|           no, mai.~—Perchè?—chiese Gisella, non intendendo quella ripugnanza.~—
 67     IX|          che persuadono meglio.~Ma Gisella non volle ascoltarlo. Concitata
 68     IX|       braccia tese per afferrarla. Gisella lo trattenne con un gesto,
 69     IX|          levò gli occhi a guardare Gisella. Gisella guardava lui, con
 70     IX|          occhi a guardare Gisella. Gisella guardava lui, con gli occhi
 71     IX|         stato sul punto di cedere. Gisella, Gisella, anima mia, vita
 72     IX|          punto di cedere. Gisella, Gisella, anima mia, vita mia, che
 73     IX|          costumi? No, no, viviamo, Gisella, ed amiamo; il resto è nulla,
 74     IX|   misericordia suprema ed arcana.—~Gisella ascoltava, dolcemente cullata
 75     IX|                Seduttore!—ripeteva Gisella, sorridendo placidamente
 76     IX|           quando son soli;—rispose Gisella.—Ma per essere venuto da
 77     IX|           dunque libera;—conchiuse Gisella.—Seguiamo il nostro pastore.—~
 78     IX|       scambiarono poche parole tra Gisella e Biancolina, apparsa allora
 79     IX|             il generale;—soggiunse Gisella, volgendosi a Maurizio.—
 80     IX|          contadini del Martinetto, Gisella trasse il respiro più libero.~—
 81      X|        sapeva egli; che non vedeva Gisella, e che la montagna senza
 82      X|         occhi tremanti la lettera. Gisella scriveva:~  «Signor Maurizio,~«
 83      X|      Amitiés».~  Seguiva il nome: «Gisella Matignon de la Bourdigue».
 84      X|          colloquii della montagna, Gisella aveva fatto intendere e
 85      X|         quel cenno della visita di Gisella al Castèu, sapeva già come
 86      X|        gioia brillava sul volto di Gisella; tante faville d’oro si
 87      X|         uditorio. Frattanto vedeva Gisella con la coda dell’occhio;
 88      X|          tutti i giorni la stessa.~Gisella, pur troppo, non era sempre
 89      X|         sui sedili della spianata. Gisella andava e veniva, aliando
 90      X|           non si vedeva comparire. Gisella in quelle occasioni non
 91      X|          un inverno della contessa Gisella. Era un la[151]voro delicato,
 92      X|            come diceva la contessa Gisella, con mediocre infamia, come
 93      X|     giornata di lavoro?—ripigliava Gisella.—La zuppa è in tavola; i
 94     XI|          non ci poteva far niente. Gisella chinava la fronte, dopo
 95     XI|        venuta? Voi siete alterata, Gisella; avete anche pianto. Che
 96     XI|          cercate altro;—interruppe Gisella.—Una delle solite, ma un
 97     XI|         Maurizio.~—Io....—ripigliò Gisella, con accento di amarezza.—
 98     XI|            che è  sotto la mano? Gisella. E subito Gisella deve esser
 99     XI|            mano? Gisella. E subito Gisella deve esser , trovar lei,
100     XI|           non può riprender sonno? Gisella. E bisogna svegliarsi. Io
101     XI|           si fa a credere,—rispose Gisella.~—Pensando.... pensando
102     XI|      rispose Maurizio, vedendo che Gisella si era recato l’indice alla
103     XI|        dirle.~—Tanto meglio!—gridò Gisella, battendo le palme.—Sarò
104     XI|       dando istruzioni al fattore, Gisella riceveva da Maurizio un
105     XI|            prosa.~—No, no,—rispose Gisella,—voglio legger tutto d’un
106    XII|           così scriveva Maurizio a Gisella) avevate in parte ragione.
107   XIII|           suo passio alla contessa Gisella. Ed era anche, bisogna dirlo,
108   XIII|          stati più infrequenti per Gisella i pretesti di muoversi da
109   XIII|      Maurizio gli aveva accennato. Gisella, frattanto, non si vedeva,
110   XIII|          sì,—ripigliò il generale,—Gisella parla con voi di tante cose....
111   XIII|           un tiranno, e lascio che Gisella faccia in ogni cosa a modo
112   XIII|           di paroloni.~La contessa Gisella ritornò molto tardi dalla
113   XIII|            quadro, che la contessa Gisella andava così[194] allegramente
114   XIII|       quattr’occhi con la contessa Gisella, pensò di non doverle nascondere
115   XIII|     comanda all’anima mia;—rispose Gisella,—ed io andrò in chiesa quante
116   XIII|         neanche volendolo;—rispose Gisella.—Se il professore brutto
117   XIII|       incapace la fibra italiana.—~Gisella era stata immobile, silenziosa,
118   XIII|        dato a Cesare.—~La contessa Gisella andò altre volte in chiesa,
119   XIII|           a quel punto;—rispondeva Gisella.—Ho ancor io una volontà,
120   XIII|          serio.—~Da un’altra parte Gisella diceva a Maurizio:~—Sono
121   XIII|        vostra distinzione;—rispose Gisella.—Sareste incredulo voi,
122    XIV|           da prima che la contessa Gisella fosse tenuta lontana dalle
123    XIV|         del Natale, che furono per Gisella una lieta novità, senza
124    XIV|          Come?—esclamò la contessa Gisella.—C’è forse bisogno di esser
125    XIV|            pensiero; e la contessa Gisella, da buona figlia d’Eva,
126    XIV|        impenitenti. Ma la contessa Gisella, che era stata assai lieta
127    XIV|            non meritava la lode di Gisella, e il punto giusto non lo
128    XIV|          comandato di rinunziare a Gisella; e questo era per lui l’
129    XIV|             C’era egli bisogno che Gisella tenesse bordone al generale?
130    XIV|          Ebbene, cercheremo;—disse Gisella.~—A Nizza, non è vero?—soggiunse
131    XIV|         viaggio a Nizza ci voleva! Gisella ne aveva già accennato a
132    XIV|            perfezione, la contessa Gisella causava ogni occasione di
133    XIV|       femme divine, della contessa Gisella.[211]~Il guaio era che parlando
134    XIV|          spine. Vedeva ogni giorno Gisella, ma troppo diviso da lei,
135    XIV|            consolazione di troppi! Gisella era una regina, dovunque
136     XV|           la sua tornata in paese, Gisella aveva voluto andare al Castèu,
137     XV|            la chiesa parrocchiale. Gisella riconobbe all’abito il predicatore,
138     XV|            ad occuparsi del frate. Gisella raccontava di averlo veduto
139     XV|       diceva Albertina, conducendo Gisella nel vano della finestra
140     XV|           di andarcene in chiesa.—~Gisella sentì quel giorno il predicatore,
141     XV|          detto, per lo meno;—disse Gisella.—Fin  ci saranno potuti
142     XV|        rideva comodamente per tre. Gisella taceva; Maurizio si provò
143     XV|            era fatto per piacere a Gisella.~—Perchè lo trovi brutto?
144     XV|        così, proprio così;—riprese Gisella.—E non mi hai detto tu un
145     XV|          Misura! misura!—replicava Gisella.—Si è tanto felici di credere!
146     XV|       solita occasione di salutare Gisella, che usciva sempre in compagnia
147     XV|          che cosa c’è stato detto. Gisella mi ha recitata tutta la
148     XV|          lui, se non forse di più, Gisella aveva ritrovato a mala pena
149     XV|            mattina seguente capitò Gisella al Castèu. Veniva in apparenza
150     XV|         come omaggio alla contessa Gisella. Regalava la tra[233]duzione
151     XV|         badava a certe piccolezze.~Gisella tremò, vedendolo comparire
152     XV|          Sì, molto meglio,—rispose Gisella.—Non è stato che un male
153     XV|         troppo;—replicò sorridendo Gisella.—È stata anche la malattia
154     XV|            stato bello?—gli chiese Gisella, nella breve conversazione
155     XV|      Sicuramente ci andrò;—rispose Gisella, che a tutta prima era rimasta
156     XV|          voi, da quelli di prima?—~Gisella andò a vedere il figliuoletto
157     XV|           Rimase male, vedendo che Gisella aveva cercato di evitare
158    XVI|       vedendo Maurizio la contessa Gisella ogni mattina alla sfuggita
159    XVI|          accanto a lei la contessa Gisella, anch’essa tutta vestita
160    XVI|           si tratteneva a riverire Gisella, a barattare con lei le
161    XVI|   abbastanza, sceglieva le ore che Gisella dedicava al riposo. A mala
162    XVI|          si volgeva così dicendo a Gisella, di cui poc’anzi aveva notato
163    XVI|           sono stata così!—rispose Gisella, sorridendo.~—Ma ieri non
164    XVI|        quel maledetto quaresimale, Gisella non ha più pace. Perfino
165    XVI|     pensieri. Ma non voleva perder Gisella; lo atterriva l’idea d’esser
166    XVI|         era minacciata la contessa Gisella. Ma doveva egli entrar subito
167    XVI|     contessa Matignon, la madre di Gisella, e questo per l’appunto
168    XVI|            all’idea della morte di Gisella, neanche in un lontano futuro.
169    XVI|          erano durati, vide ancora Gisella, ma non più in pericolo
170    XVI|          membra prosciolte, mentre Gisella andava e veniva per la sua
171    XVI|           certezza di veder sempre Gisella. Andava sempre e veniva,
172   XVII|            la dolcezza ineffabile. Gisella aveva promesso; sarebbe
173   XVII|           natura piacevano tanto a Gisella; ed egli ne raccolse un
174   XVII|          esserne persuasi, oramai? Gisella non era stata mai così bella,
175   XVII|      aspettarla, doveva incontrare Gisella. Ma[262] a quell’incontro
176   XVII|       sapesse già della venuta, di Gisella, e che appunto per lei fosse
177   XVII|   Biancolina, e finì con quello di Gisella, tenendo desta l’attenzione
178   XVII|           si avvide della contessa Gisella, quando ella apparve sull’
179   XVII|      pupille d’indaco, la contessa Gisella giustificava pienamente
180   XVII|          sarà più bisogno,—rispose Gisella,—perchè vado io da lei.
181   XVII|           voi.~—Quanto a me,—disse Gisella,—è un altro affare. Io non
182   XVII|           posto.~—Ebbene?—ripigliò Gisella.—Erano qui? Rimettili dove
183   XVII|      ritrovati, e l’esperimento di Gisella aveva dimostrato in che
184   XVII|        stringendo più forte la sua Gisella, quasi temesse in quell’
185   XVII|            lo sguardo atterrito di Gisella. Frattanto, alzandosi a
186   XVII|           di avventarsegli contro. Gisella lo trattenne, Gisella che
187   XVII|      contro. Gisella lo trattenne, Gisella che si avvinghiava disperata
188   XVII|      fantasma, dunque? E la povera Gisella nel suo terrore, ed egli
189   XVII|            medesima allucinazione?~Gisella era svenuta. Sbigottito,
190  XVIII|        lassù. Quando giunse, trovò Gisella ancora mezzo vestita, distesa
191  XVIII|           di lui.~—Ettore!...~—Oh, Gisella, figlia mia!—gridò egli,
192  XVIII|     Albertina conosceva l’animo di Gisella: si affrettò a condurre
193  XVIII|           e si accostò al letto di Gisella. Non poteva più resistere
194  XVIII|           un istante al capezzale. Gisella aveva gli occhi semichiusi;
195  XVIII|           tutti;—rispose Maurizio.~Gisella aveva mossa la mano; ed
196  XVIII|           aveva presa quella mano. Gisella allora volse gli occhi,
197  XVIII|      umiliato, e lasciò la mano di Gisella. Quando rialzò gli occhi
198  XVIII|            La visione era sparita. Gisella sorrideva ancora, e cercava
199  XVIII|             Il capo e gli occhi di Gisella accennarono di sì.~Maurizio
200  XVIII|           affettuoso verso di lei. Gisella guardò il marito, lo guardò
201  XVIII|          Ettore copriva la mano di Gisella delle sue lagrime silenziose.
202  XVIII|            diffuso sulle labbra di Gisella. Le ombre del crepuscolo
203  XVIII|            San Giorgio la contessa Gisella non era soltanto ammirata
204  XVIII|        triste ritorno della povera Gisella alla dimora de’ suoi padri,
205  XVIII|           pronta levata. La povera Gisella fu composta nella bara,
206  XVIII|            giorno dopo la morte di Gisella si era telegrafato al Dutolet,
207  XVIII|        camera, fino alla stanza di Gisella. Era di casa, allora più
208  XVIII|           si era posata la mano di Gisella; e così soffrendo sentì
209  XVIII|            ragno, come lo chiamava Gisella, non gli fece dimostrazioni
210    XIX|            lui. Gli parve di veder Gisella, e tremò tutto: ma si riebbe
211    XIX|            un modo di accostarsi a Gisella. Scese a passi più calmi
212    XIX|       cameretta dove si era spenta Gisella; ed anche nel rifugio, sul
213    XIX|             di aver veduto ciò che Gisella vedeva, e solamente perchè,
214    XIX|            il fatto che la mano di Gisella aveva stretta la sua, e
215    XIX|          volta, passando di  con Gisella. Ma che? non poteva essere
216     XX|            navata. Era il posto di Gisella, quando giungeva un po’
Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (VA1) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2009. Content in this page is licensed under a Creative Commons License