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Cap.
1 Ded| Novella, te ne rammenti? C’è là, in un angolo felice 2 I| bianco fuori dell’uscio! Ma c’è «la buona compagnia che 3 I| In questi dotti congegni c’è sempre l’arte di un mondo 4 I| le trovate degli uomini; c’è sempre l’idea di sentirsi 5 I| non gli resta più nulla; c’è la morte nell’anima, e 6 I| bicocca, lassù. Di vecchi non c’era più nessuno, ad aspettarlo: 7 I| collegiale, e tante volte c’era tornato ufficiale. Nella 8 II| ama anche meglio. Quando c’è bisogno di difenderla, 9 II| contessa Albertina, che c’era infallantemente ogni 10 II| della Niobe di Scopa; non c’era insomma l’accasciamento 11 III| vedere tutte le novità che c’erano state fatte in quel 12 III| superiore, trasse il foglio che c’era dentro ripiegato in due, 13 III| va in un paese e sa che c’è un altro ufficiale a lui 14 III| protettrici delle fonti. Non c’è cosa più poetica di una 15 III| del castello della Balma. C’era un muro, e ci stava benissimo; 16 III| voce.—Se andate alla Balma, c’è qui il sentiero.~—Lo so, 17 III| portone d’ingresso. Non c’era nessuno alla vista, ma 18 III| la più bella, contro cui c’era modo di mettersi in guardia 19 III| Maurizio sorrise. Che idea! c’era egli proprio bisogno 20 III| latte, che morte! E non c’era anche il pericolo di 21 III| per rompere la monotonia c’era l’ospite, il capitano 22 III| il capitano Dutolet. Ma c’era proprio? o non era piuttosto 23 III| non accettava le lodi. Non c’era niente da far maraviglia; 24 IV| Seguano o non seguano, c’è tutta la morale umana in 25 IV| un’alzata di spalle.—Che c’entra qui l’uomo della selva? 26 IV| per la povera gente. Non c’è tugurio per queste montagne, 27 IV| nessuna sanzione, che non c’è nessun premio a chi segue, 28 IV| chi mi assicura, se non c’è sanzione alla legge del 29 V| Anche nella scelta della via c’era il pericolo, per un verso 30 V| bella cosa una bella donna! C’è chi la preferisce al telegrafo 31 V| interesse della moneta. E non c’era verso di spillar loro 32 V| ammalata va discretamente. C’è anche una donna del paese 33 V| scismatica: «l’orthodoxie c’est ma doxie à moi; l’étérodoxie 34 V| doxie à moi; l’étérodoxie c’est votre doxie à vous». 35 V| che quell’intenzione non c’era, il generale fece una 36 V| Quando le alzò, Maurizio c’intravvide una lagrima, e 37 VI| tra uomini? Ma perchè mai c’era cascato in quel modo 38 VI| o per ipocriti. Neanche c’era stato il caso di coglierlo 39 VI| ritornando prima delle dieci, non c’era pericolo che incontrasse 40 VI| giardini? Qualche volta, non c’è che dire, voi fate meno 41 VI| non ne so nulla; io non c’entro;—rispose Maurizio, 42 VI| del diverso trattamento c’era; luccicava tra il labbro 43 VI| mezzo ai due roveri. Non c’era più tempo a pretesti; 44 VII| ma non tanti; e poi non c’è pericolo d’ingoiar polvere, 45 VII| entrare in questa macchia, c’è là dietro un buon posto 46 VII| lettera, andiamo noi. Non c’era che un pericolo: che 47 VII| sua.~—Qui v’ingannate, non c’è nulla di questo. Lo avete 48 VIII| divina creatura. Ma non c’era sempre da ridere. Quello 49 VIII| forse era sinonimo di cauto? C’era nell’applicazione del 50 VIII| usare per certi argomenti.—C’è una proroga al ritorno.~— 51 IX| spesso ne vivono. Del resto, c’è la sua voluttà anche in 52 IX| mostrerebbe di avere in me.... C’è una legge, infine, una 53 IX| bene, ma bene, là dentro. C’è la natura in tutta la libera 54 IX| sue forze meravigliose. C’è il vuoto con tutte le sue 55 IX| sue paurose oscurità. Ma c’è ancora chi vuol leggere 56 IX| scrutate, indagate. Se c’è in quel buio altra cosa 57 IX| vostro amore ed il mio, se c’è una legge che li condanni, 58 IX| legge che li condanni, se c’è.... se ne siete ben certo.... 59 IX| voci pareva chiamarlo.~Sì, c’era, la legge; c’erano anzi 60 IX| chiamarlo.~Sì, c’era, la legge; c’erano anzi mille leggi, tutte 61 IX| cara, no, adorata, non c’è niente laggiù; non ha leggi 62 IX| Maurizio.—Grazie, Feraudi; non c’è tempo da perdere per andarlo 63 X| A proposito d’arte, non c’era egli un po’ di finzione, 64 X| No, perchè quella visita c’era stata difatti, e in quella 65 X| i modi di dargli ragione c’era anche quello di non saper 66 XII| a tutte le pareti, e non c’era l’uso di recitare il 67 XII| nel mondo; so[168] che c’è il giorno e la notte, quello 68 XII| gli studi del ginnasio, c’era ancora la religione;[ 69 XII| come può nascere, se non c’era? È un elemento che non 70 XII| terra, l’uomo che prima non c’era.~«Vi ho detto assai male 71 XIII| facendo un sorriso intiero.—C’è il vescovo in visita pastorale, 72 XIII| che sciocchezze! che cosa c’è da vedere di strano, in 73 XIV| pensi in materia di fede. C’è l’uso antico della baldoria 74 XIV| esclamò la contessa Gisella.—C’è forse bisogno di esser 75 XIV| non è vero, Vaussana? E c’è poi sempre quell’abbondanza 76 XIV| quell’altra esortazione. C’era egli bisogno che Gisella 77 XIV| capisquadrone, tra le quali non c’era pericolo che avesse da 78 XV| riacquistata la grazia di Dio; ma c’è compenso ancora, nella 79 XV| predicatore è un fiero campione!~—C’eravate?—disse Maurizio, 80 XV| si può sapere che cosa c’è stato detto. Gisella mi 81 XV| grand’uomo. Scioccherie? C’era ben altro; un trattato 82 XV| il nuovo Testamento non c’era, e per una buona ragione: 83 XV| per la stessa ragione non c’era neanche il vecchio. Ma 84 XV| gli erano parsi secoli.—C’è il piccolo Vittorio ammalato.~— 85 XVI| cose vane con lei, quando c’erano altri in conversazione; 86 XVI| Maurizio da pertutto; non c’era che lui.[238]~L’avvicinarsi 87 XVI| credere bastasse. Del resto, c’era la politica di mezzo; 88 XVI| del momento. Sì, certo, c’era qualche cosa al cuore. 89 XVI| incominciata: è la solita; non c’è novità, in questa materia; 90 XVI| sprazzi di faville d’oro! Ma c’erano anche delle lagrime, 91 XVI| capisco, la febbre. Ma c’è anche la sua ragione, nel 92 XVII| Giorgio! Un brav’uomo, e non c’era niente a ridire. Ma quel 93 XVII| dite questo, Biancolina. C’è qualchedun altro che vi 94 XVIII| petto dell’inferma.~—Non c’è altro?—chiese il generale, 95 XVIII| dopo alcuni minuti.—Non c’è altro da fare?~—Sì, sì, 96 XVIII| del generale;—vedete se c’è tutto quello che avete 97 XVIII| alla luce?—~Ma per lei non c’era più dubbio. Al terzo 98 XIX| servitori della Balma.~—Che c’è? che volete?—chiese Maurizio, 99 XIX| No, no, impossibile; non c’è tempo da perdere.—~Così 100 XIX| conte di Vaussana.~Nè altro c’era da dire. Qualcheduno, 101 XIX| sopraggiunto in quei giorni: e c’era stato pur troppo, il 102 XIX| guardare dietro di sè. Non c’era nessuno; anche Filippo 103 XX| mezzo inchino.—Resta che c’intendiamo sull’ora e sul 104 XX| a vostra volta, pensate. C’è stato un fallo, signor