Cap.

 1     IV|       molto lontano, con questo piccolo viatico. Anche le eredità
 2      V|      sonnecchiava così bene sul piccolo canapè di ferro, ne era
 3      V|       fornaio.—Anch’io, nel mio piccolo, voglio far come lei. Tutta
 4     VI|   lontananze preziose, che quel piccolo strumento ottico non gli
 5     VI|    superiore ed il naso di quel piccolo sbadato.~—È ben fresca,
 6      X|       era avvenuto che per quel piccolo lavoro alla Balma, la perizia
 7     XI|         ogni lentezza, ogni più piccolo indugio, ogni inerzia naturale
 8     XI|     laggiù, come una santa, nel piccolo chiostro di San Giorgio.
 9     XI|         riceveva da Maurizio un piccolo involto di carte. Non era
10    XIV|         ho una in testa, il mio piccolo cervello è costretto a lavorar
11     XV|   viaggiatori a San Giorgio. Il piccolo paese alpino era tutto in
12     XV|        potersi dispensare da un piccolo cenno di saluto, che andasse
13     XV|      erano parsi secoli.—C’è il piccolo Vittorio ammalato.~—Oh,
14    XVI|         da lui. Biancolina e il piccolo Vittorio furono anche buoni
15    XVI| frequenza di respiro, a qualche piccolo rantolo alla base dei polmoni,
16   XVII|       di salute, come dopo quel piccolo male, che aveva messo tutti
17  XVIII|   versandone alcune gocce in un piccolo cucchiaio, che accostò subito
18  XVIII| giornata nuvolosa. Il letto, il piccolo letto sotto un gran padiglione
19     XX|        dunque: ma il paese, per piccolo che fosse, aveva ancora
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