1-500 | 501-587
           grassetto = Testo principale
    Cap.   grigio = Testo di commento

501  XVIII|                 Quella brava donna non era stata avvertita  pregata
502  XVIII|            delle pietose bugìe. Ma non era tempo per nessuno di fare
503  XVIII|            troppo minute: l’essenziale era di provvedere, di correre
504  XVIII|           dall’arrivo del generale gli era stato interrotto: con forti,
505  XVIII|               un tratto. Ma il respiro era quasi impercettibile, e
506  XVIII|            liquore anisato di ammonio. Era di una operosità portentosa,
507  XVIII|             accanto a Maurizio, che si era buttato  sopra una scranna,
508  XVIII|                respiro dell’inferma si era fatto più lento: appena
509  XVIII|              avute mai, dal momento ch’era stato chiamato. Ma parlava
510  XVIII|              Mezz’ora dopo don Martino era giunto, con la cotta, la
511  XVIII|             altri con lui.~Il generale era rimasto nella cucina, seduto
512  XVIII|               essersi assopito; non si era mosso, infatti,  alla
513  XVIII|           intiera, luminosa; l’aspetto era benevolo, la mano era stesa
514  XVIII|          aspetto era benevolo, la mano era stesa in atto di benedire.~
515  XVIII|              più il monaco. La visione era sparita. Gisella sorrideva
516  XVIII|               e andò dal generale, che era ancora assopito. Scosso
517  XVIII|               si raffreddò tra le sue. Era cessato il respiro, cessato
518  XVIII|           cuore; un placido sorriso si era diffuso sulle labbra di
519  XVIII|                 e la bella creatura si era spenta dolcemente, addormentata
520  XVIII|                la contessa Gisella non era soltanto ammirata per la
521  XVIII|                la sua grande bellezza; era anche amata per la sua grande
522  XVIII|         facendogli intendere che tutto era finito. Alla contessa Albertina
523  XVIII|            dimora de’ suoi padri, dondera uscita il mattino con tanta
524  XVIII|                si davano la muta. Così era adempiuto un desiderio della
525  XVIII|              della salma al camposanto era sempre parso un atto irriverente
526  XVIII|                luce?—~Ma per lei non c’era più dubbio. Al terzo giorno
527  XVIII|            della Bourdigue.~Maurizio s’era preso il carico di tutti
528  XVIII|             uffizi. Non aveva lagrime; era come istupidito; pareva
529  XVIII|               ella vi ha ingannato?~Ed era , sempre ; accanto a
530  XVIII|            dopo la morte di Gisella si era telegrafato al Dutolet,
531  XVIII|            intelligenza![285]~Maurizio era andato un mattino a cercarlo.
532  XVIII|                alla stanza di Gisella. Era di casa, allora più che
533  XVIII|             giorni i funebri apparati, era vuota e fredda; per le finestre
534  XVIII|             per lui dall’angolo in cui era seduto. Era sempre così,[
535  XVIII|              angolo in cui era seduto. Era sempre così,[286] tra quei
536  XVIII|          morbido su cui tante volte si era posata la mano di Gisella;
537  XVIII|                non badava più a ; ma era diventato uno spettro. Lo
538  XVIII|               alla domanda improvvisa. Era anche la prima volta che
539  XVIII|              gli fosse stato impedito.~Era un gran movimento, laggiù:
540    XIX|               di riposo. La stanchezza era più che giustificata da
541    XIX|           camera, si buttò vestito com’era sul letto, e si addormentò.
542    XIX|              si addormentò. Certamente era stanco; la natura voleva
543    XIX|             scampo ai terrori, non gli era venuta fino a quel punto,
544    XIX|              forse perchè lo stato suo era tutto d’inerzia, non di
545    XIX|             voce dal piazzale.~Filippo era il nome di uno dei servitori
546    XIX|            camera, andò verso l’uscio. Era vestito tuttavia; poteva
547    XIX|             appoggiandosi alla parete. Era profondamente commossa,
548    XIX|        generale. Il vecchio gentiluomo era , disteso, irrigidito,
549    XIX|            quegli occhi stravolti.~Com’era andata? I servitori raccontarono.
550    XIX|           raccontarono. Il generale si era ritirato nella sua stanza
551    XIX|          dormiva poco distante da lui, era accorso; ma il suo padrone
552    XIX|            Spaventato, il servitore si era affret[294]tato a svegliare
553    XIX|               il petto, egli, Filippo, era corso a precipizio in paese
554    XIX|                di Vaussana.~ altro c’era da dire. Qualcheduno, alla
555    XIX|            questa fine il conte Ettore era predisposto dall’età, dalla
556    XIX|       sopraggiunto in quei giorni: e c’era stato pur troppo, il patema
557    XIX|                errori degli uomini. Ed era lui, Maurizio, conte di
558    XIX|                Vaussana, nel cui scudo era inciso il motto[295] «tout
559    XIX|                stima degli uomini come era elevata sul colmo del monte,
560    XIX|             volgendogli a Filippo, che era rimasto in mezzo alla camera.~—
561    XIX|               di un favore.—~Il medico era ancora sulla scala; richiamato
562    XIX|           guardare dietro di . Non c’era nessuno; anche Filippo era
563    XIX|             era nessuno; anche Filippo era uscito. Egli allora, cedendo
564    XIX|              del buon ragno.... Ma sì, era ancora un modo di accostarsi
565    XIX|                nella cameretta dove si era spenta Gisella; ed anche
566    XIX|             bella creatura adorata gli era caduta come morta fra le
567    XIX|           camera di Biancolina, non si era ripetuto il fenomeno, per
568    XIX|            monaco, un frate cappuccino era , davanti a lui di cinque
569    XIX|               e Maurizio lo riconobbe. Era lui, il padre Anselmo da
570    XIX|                ti vedrò più.—~Il frate era sparito. Ma non così presto,
571     XX|             che lo stesso pensiero suo era venuto a quell’altro, ed
572     XX|       scambiate?~—No;—disse Maurizio.~—Era mio dovere di domandarvelo;—
573     XX|              sul luogo.~—Domattina, si era detto;—disse Maurizio.—Di
574     XX|                alla gente di servizio: era uscita, gli dissero; forse
575     XX|              egli allora, poichè lassù era andata prima del meriggio,
576     XX|               faceva visite a nessuno. Era in queste incertezze sulla
577     XX|              della sera imminente.~Non era giorno di benedizione; ma
578     XX|              fiori di stufa.~La chiesa era deserta, e Maurizio non
579     XX|                sotto la grande navata. Era il posto di Gisella, quando
580     XX|           dimora dei suoi, la casa dov’era nato, e mandò un bacio alla
581     XX|            sdoppiamento dell’udito gli era occorso spesso; in istrada
582     XX|             laudanti nello spazio. Non era una allucinazione, quella;
583     XX|              Il comandante Dutolet non era ancora arrivato: ma erano
584     XX|        approfittare della scusa che si era preparata; e Maurizio lo
585     XX|                Che volete! un’idea; ed era ben salda nell’animo mio,
586    Not|             Pag. 260: quel bravuomo si era ingannato. Come non esserne~
587    Not|             diventa: quel bravuomo si era ingannato. Come non esserne~·        


Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (VA1) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2009. Content in this page is licensed under a Creative Commons License