10-agita | agnol-balau | balbe-compa | compe-discr | diseg-frago | fragr-ingro | iniqu-mette | metti-pensa | pense-ragio | ragun-sacri | sacro-sorri | sorsa-torre | torse-zufol
            grassetto = Testo principale
     Cap.   grigio = Testo di commento

504 XV| spirituali; citava messer Agnolo Poliziano, autore anch’egli ( 505 I| sentirsi passare in una cruna d’ago, assottigliati, stiacciati, 506 XII| faceva starcene con sant’Agostino, che aveva già detto mille 507 II| stessi. Senti il profumo agreste della macchia? È la stessa 508 II| povera ed agiata: a vicenda agricoltori, industriali e meccanici, 509 XV| gotico, si chiama la Pietra Aguzza. È sotto, il padre Anselmo, 510 XIV| quando passa aleggiando sulle aiuole una splendida farfalla, 511 XIV| giovani capitani, degli aiutanti di campo e degli uffiziali 512 X| manifattori servi ad aiutare. Due camere erano sottosopra, 513 XIII| quel Cireneo che voleva aiutarlo a portar la croce della 514 XV| quel tanto di forza che l’aiutasse a ritornare a casa, con 515 V| due disgraziati, perchè aiutassero a rimettere in piedi il 516 XIV| che è maravigliosamente aiutata da una lingua facile e snella, 517 VII| come vedo. Signor Maurizio aiutatemi. Prendete il latte; è laggiù 518 II| limosine accumulate e di aiuti straordinarii di agiate 519 III| nel latte di una tazza d’alabastro; donde a lui era venuto 520 XIX| il davanzale, e al fioco albore che penetrava nella camera, 521 XIII| coscienza italiana, fin dagli albori della storia moderna, per 522 I| maggiori, come un povero alcione ferito va a posar l’ala 523 | alcuna 524 | alcuno 525 XIV| un giardino, quando passa aleggiando sulle aiuole una splendida 526 X| Gisella andava e veniva, aliando come una farfalla. Immensa 527 XVII| all’aria, agli insetti alianti e ronzanti, contenti anch’ 528 V| Tito Livio e a Dionigi d’Alicarnasso, si ebbe ancora ricorso 529 XIV| tempio, come avevano fatto l’Alighieri e il Petrarca, e al pari 530 XIX| replicati. Il sangue scorreva, allagava il terreno, cresceva, cresceva, 531 XIV| Nizza, non furono che falsi allarmi. Gli avevano domandato se 532 II| di cielo, suoni di zufoli allegri, tagliati[18] nelle cortecce 533 IV| cui si abbarbica; Dio si allontana, e passa in un’altra.~—Chi 534 XII| come si andava svolgendo, e allontanando sempre più dalla fede.~« 535 I| ammettere;—borbottò egli, allontanandosi dal marciapiede d’asfalto, 536 IX| suo pensiero non sapeva allontanar[132]sene, e negli occhi 537 XII| non avrete fatto altro che allontanare la difficoltà, e noi dovremo 538 XVIII| scatto; e fu quando vollero allontanarlo di , facendogli intendere 539 VIII| pace, finchè non l’ebbe allontanata dalle serpi.~—Lasciamole 540 Ded| rimpiangere che i seguaci si siano allontanati di tanto dall’esemplare 541 | Allor 542 | allorquando 543 XII| Maometto fosse un impostore. Un allucinato, chi sa? Iddio permette 544 XII| Iddio permette di queste allucinazioni; la cosa si può supporre 545 IV| intendere a che cosa volesse alludere il suo interlocutore.~—Già,— 546 XII| raggiungere il cibo, se questi allungamenti han bisogno di secoli, e 547 VII| ai primi posti; ed anche allungavano le mani, per carezzare, 548 XII| supponibile che l’elefante allunghi la sua proboscide, e la 549 V| prendersi. Mastro Pinaia allungò la mano.~—Le faccio la ricevuta, 550 Ded| l’esilio~E le pugne dell’alma:~A te l’obblìo degli uomini~ 551 VII| lambiccarsi il cervello. Perchè almanaccar tanto, e fantasticare intorno 552 XVII| Sapete?—le disse, dopo aver almanaccato un bel pezzo.—Venivo a farvi 553 Ded| predizioni del tempo ed almanacchi. Mi preme soltanto che il 554 X| di sofisticare su tutto, almanaccò un pezzo sul fatto che la 555 XVII| ufficio di ponte. Il luogo alpestre era improntato di un’orrida 556 XVIII| entrare in chiesa, quei buoni alpigiani la consideravano una santa, 557 II| San Giorgio; dalla terra alpina dove dormivano i suoi maggiori; 558 XX| sorrisi, come pallide viole alpine, le fiorivano timidamente 559 VI| prato, uno di quei prati alpini così verdi, vestiti qua 560 VI| portato con , da previdente alpinista, il suo binocolo a tre lenti, 561 XV| Giorgio. Il piccolo paese alpino era tutto in fermento per 562 II| un lato, con le sue logge alte al secondo piano, fors’anche 563 XI| vostra cara venuta? Voi siete alterata, Gisella; avete anche pianto. 564 XV| orgoglio vi dia, ma nobile alterezza; e vi veneri il mon[227] 565 Ded| via da tutti i monarchi, alternamente combattuti e favoriti, uno 566 XVI| dilatazione e restringimento alterno del cuore. Ed anche accennava 567 II| loro gibbosità, coi loro alti e bassi continui, sempre 568 | altrettante 569 | altrettanti 570 I| a lei di non poter fare altrimen[6]ti, disprezzandovi quando 571 | altrui 572 VIII| Gisella s’inerpicava sulle alture, alla volta dei ginepri. 573 XVII| nei serpeggiamenti del suo alveo, affondato tra rupi e cespugli 574 XX| puntare, non facendo altro che alzare il braccio in linea, colpì 575 IX| Andiamo al Martinetto.—~Si alzarono, stringendosi amorosamente 576 XV| momento d’angoscia indicibile. Alzatasi di scatto dal sedile di 577 XV| contemplazione. Ecco, si muove; si è alzato; si dispone a scendere. 578 Ded| cristiana calma.~Perchè t’alzi a colloquio~Col Ghibellin? 579 VI| quel desiderio morboso, non amando lasciarsi vedere in paese. 580 VIII| velenose come voi dite; amandosi come fanno, si nascondono 581 VII| quando crediamo che per amar bene i bambini dobbiamo 582 XX| peonie, le giorgine, gli amaranti, gli astri, e tutti gli 583 II| capì di aver abbastanza amareggiato l’animo della sua dolce 584 VI| marinaio, ed avvezzo agli amari bocconi della disciplina 585 III| dal ragionamento, e voi amate le vie strane. Per una di 586 VIII| cardellini del prato, si amavano senza badarsi d’attorno, 587 XII| lecito di ribellarsi all’ambiente della logica umana, o della 588 XII| di fortune, per azione di ambienti. Certo, non tutto era chiaro, 589 Ded| venti, dico io, già molto ambizioso, se penso ai venticinque 590 III| raccogliere in tempo e mandare all’ambulanza, il suo capo di squadrone 591 XIII| vinto a suo mal grado dalla amenità di quella piccola caricatura. 592 VII| meno, perchè non è mia? l’amerei più, se fosse mia? Idee 593 XIV| la preferisse inglese, o americana, o russa, ed egli aveva 594 VII| vedo una bella aurora, l’amerò forse[105] meno, perchè 595 IX| no, viviamo, Gisella, ed amiamo; il resto è nulla, nulla, 596 XX| troppe case, troppe famiglie amiche e conoscenti, tra le quali 597 II| solamente a intiepidire le amicizie, come avviene pur troppo 598 X| sua residenza ier l’altro. Amitiés».~ Seguiva il nome: «Gisella 599 III| graffiatura al braccio, o una ammaccatura al ginocchio.~L’accenno 600 XVI| chiedendogli notizie dei suoi ammalati, informandosi delle malattie 601 XVI| costo, risanerai; non ti ammalerai più; non avrai più da soffrire, 602 XVII| che tu viva, che non ti ammali più, mio povero Rizio. Che 603 XIV| che accennava a volersi ammansare; ma più si ammirò la contessa 604 IV| evoluzione richiede quell’anello. Ammasso quello, tutto il resto va 605 VIII| mediocri si struggono, i deboli ammattiscono, i vili strisciano, i cattivi 606 XIV| di una fata, quando erano ammessi alla presenza di quella 607 IV| signor Maurizio. Per caso, le ammettereste voi tutte per buone?~—Storicamente, 608 XVI| tutto ciò ch’egli diceva; ammettesse ancora la possibilità di 609 XV| pure senza il forse, ed ammettiamo che in lui operasse una 610 VIII| tra le fauci dell’altra, ammiccando di sotto con gli occhietti 611 IX| mio caro spiraglio, vorrei ammiccare con la pupilla lucente di 612 III| aveva prese le redini della amministrazione domestica; e il tutore, 613 I| evocate le figure dei grandi ammiragli; buon metodo per dimenticare 614 II| nostro superiore? del grande ammiraglio, di quello, io voglio dire, 615 I| giudica senza criterio, ammirandovi di fuga quando il caso 616 VII| posto e molto sicuro per ammirar la cascata, forse nel suo 617 I| dorso di spume! E lo aveva ammirato nella molteplicità degli 618 I| formosissima bionda che tutti ammiravano, gli aveva detto di schianto:~— 619 I| cullamenti. E dopo tante ammirazioni, dopo tanti amori, lo aveva 620 XIV| volersi ammansare; ma più si ammirò la contessa Albertina, la 621 XII| pareva temeraria: intanto, l’ammissione di cause secondarie e imperfette, 622 XIV| non pensava più affatto ad ammogliare il signor di Vaussana. 623 XIV| scaraventarsi in ogni società di ammogliati addosso agli scapoli impenitenti. 624 Ded| frate, tu gli hai detto, ammonendolo:~O frate, a lui l’esilio~ 625 XVIII| volante, determinato con ammoniaca liquida concentrata. Oramai, 626 VII| signora, mescolando gli ammonimenti alle lodi.—Prendete esempio 627 XVIII| e di liquore anisato di ammonio. Era di una operosità portentosa, 628 II| in omaggio ai ricordi, amò meglio di ritornare nel 629 I| ammirazioni, dopo tanti amori, lo aveva lasciato! Ma sì, 630 XV| Lorenzo de’ Medici, e le sue amorose rime sulla ricerca di Dio.~ 631 XVI| involgendolo tutto d’un sorriso amoroso, si recò un dito alle labbra, 632 XVII| moto e sempre uguale nell’ampiezza del suo volume, venendo 633 III| quelle spalle quadre, quell’ampio torace, quei baffi bianchi 634 III| fotografie, armi, stoffe, amuleti, stoviglie, tutto il museo 635 | an 636 I| ufficiale. Nella rada di Vado, ancoraggio sicuro, era andato una volta 637 XX| Maurizio conosceva il fenomeno, ancorchè non sapesse darsene una 638 VI| accadesse lassù al Martinetto. Andandoci di buon mattino e ritornando 639 XV| Sarà ora anche per noi di andarcene in chiesa.—~Gisella sentì 640 II| assai pittoresca, ottima per andarci a passeggio nell’estate, 641 VI| e di lucertole; i nostri andarini sabbiosi, le nostre redole 642 VII| strada per cui era venuto.~Andarono per un tratto in silenzio. 643 XI| Che troverete modo di andarvene prima del solito.~—Perchè?[ 644 XIII| ma in fondo non vuole che andiate in chiesa.~—Il generale 645 III| dispenso però dalla visita. Andrei contro la legge, venendo 646 XII| Viaggiatori della immensità, andremo sempre, e non giungeremo 647 XV| lungamente solo con lei.~—Non andrete più al Martinetto?—le disse, 648 V| all’accento di rimprovero d’Andromaca; si voltò, ma era già in 649 XV| discorso del personaggio aneddotico allora allora evocato:~—« 650 XX| lontano lontano, come di angeliche voci laudanti nello spazio. 651 XIII| paterna alla bellezza di un angelico sorriso. Non mi parlò; ma 652 XX| risalente entro una schiera d’angioli all’incontro[304] del Dio 653 II| tabernacolo di santo, negli angoli delle vie. A quella scarsa 654 XV| corrente che costretta in angusto passo gorgoglia, spumeggia, 655 I| gioia a tanti organismi animati, colore agli occhi, calore 656 XI| insolita e della strana animazione del volto di lei, Maurizio 657 II| niente ad inasprire gli animi, fosse pure per una settimana, 658 XVII| più che mai nell’aspetto, animosa nel sorriso delle labbra 659 XVIII| ipodermiche di etere e di liquore anisato di ammonio. Era di una operosità 660 I| con uno di quei becchi d’anitra, in su, verso la luna, e 661 VI| ragionamento può dirsi un simile annaspìo, riusciva a confonderlo 662 V| stati debitori di tutta l’annata, cinquecento lire, a non 663 VI| è sgomentati, oppressi, annichiliti da un tale eccesso di bellezza, 664 V| ribattuto, polverizzato, annientato. Il mondo cammina, che diamine! 665 XVIII| seguitava a guardare.~—Mi annoi;—riprese il vecchio, cedendo 666 VI| tutti, quando si fidano. Si annoiano di esser soli, e cercano 667 III| che tu ci avresti tempo di annoiarti;—rispondeva Albertina.~— 668 XI| libri d’arte militare, annuarii, regolamenti, statistiche, 669 XV| giudice umano che precorre ed annunzia il gran giudice eterno. 670 I| già scritto alla sorella, annunziandole la sua dimissione come un 671 XII| intuonarono il Tantum ergo, annunziante e celebrante il mistero 672 XIII| tramontana che incominciava ad annunziare la stagione più rigida, 673 I| giornata quella in cui gli annunziarono che la dimissione del tenente 674 XII| chiesa; niente me l’aveva annunziata, e fu istantaneo il moto 675 XV| Non hai sentito, quando l’annunziava?~—No, mi ero forse distratta.... 676 XVIII| Il generale ricevette l’annunzio doloroso mentre ritornava 677 XVIII| medico. Spaventato accorse, ansando e sbuffando, ma facendo 678 I| vostro pensiero.~Con che ansia, adolescente allievo del 679 XIX| Filippo, che lo seguiva ansimando.~—Signor conte,—gli disse 680 XII| nuova si svolga da una forma anteriore. Maometto è dunque il frutto 681 II| anche di due generazioni anteriori: libri vecchi, ma in gran 682 V| lasciatele al volgo, queste anticaglie; lasciatele alle donnicciuole, 683 VII| che era sala da pranzo, anticamera e salotto ad un tempo.[104]~— 684 IX| segno istesso della alleanza antichissima della natura con Dio, del 685 IX| la natura e il sangue, antichissime forze, comandano una cosa; 686 XII| recenti interpetri dei miti antichissimi, i più dotti di storia e 687 V| era avvenuto in materia d’antichità, per la storia delle origini 688 XVII| solita prudenza egli aveva anticipata di tre ore la salita: facendo 689 IV| avuto. Accettalo come premio anticipato all’opera buona che fai.~— 690 XIII| preso moglie sapendo in anticipazione che la donna, scelta da 691 XI| poteva credere venuto l’anticristo.~—Ettore!—si provava a dirgli 692 IX| signore, ha una così ingiusta antipatia per il serpe? Lo so, è un 693 XIII| professore fosse brutto, antipatico?~—Non lo avrei potuto, neanche 694 Ded| diroccato. Tu ama intanto il tuo~Anton Giulio Barrili.~[xvi]~TRA 695 Ded| rovine dell’èremo di Sant’Antonino, piantato nel vivo della 696 IV| una dei figli o nipoti di antropopitèchi, sarebbe una morale senza 697 | Anzitutto 698 XVII| felicità, sognando ad occhi aperti, guardava ad ogni tanto 699 II| vedeva il modellato dell’Apollo del Belvedere, col risalto 700 XIX| osservando tutti i segni di una apoplessia per congestione cerebrale. 701 XV| non era stato solamente l’Apostolo. Quello era l’esempio, nella 702 XIV| sorridente, maestosa e leggera, appagando tutti senza fermarsi a nessuno. 703 I| larghezza di disegno, da appagar tutti i gusti, da rispondere 704 XVIII| da tre giorni i funebri apparati, era vuota e fredda; per 705 II| lassù, quella montagna, che appare per la sua sommità, dietro 706 XVIII| aveva messo mano ad altri apparecchi, per farle alcune iniezioni 707 VII| sveltezza delle buone massaie, apparecchiava la tavola. Sapeva, o indovinava, 708 X| aveva gridato la contessa, apparendo sulla soglia.—Bravi i miei 709 VI| Ma la sua tranquillità apparente lo abbandonò, quando egli 710 XII| che fa in un dato periodo apparir l’uomo sulla faccia della 711 XIV| era una regina, dovunque apparisse; amabile ad un modo con 712 I| qualche intima ragione si era appartata a quel modo, rinunziando 713 III| signore del Castèu, quantunque appartenenti pel sangue alla medesima 714 VII| e non perchè mi debbano appartenere. Quando vedo una bella aurora, 715 III| piantar chiodi e bullette, ad appender quadri, stampe, fotografie, 716 II| supplivano qua e i lanternini appesi a qualche tabernacolo di 717 Ded| bisogni, perchè con molti appetiti; senza ideali, perchè senz’ 718 VII| poi, e poi, spero bene che appianeremo tutto, non è vero?~—Ah! 719 II| statica di un giovane facchino appiccato per due ore al giorno come 720 VII| bocca.~I ragazzi si erano appiccicati agli orli della tavola, 721 XX| valoroso, quello a cui vi appigliate; e la pena, del resto, non 722 IV| involontariamente cominciava ad appisolarsi sul canapeino di ferro.~— 723 XVIII| dottore. Trovò anche modo di applicare qualche vescicatorio volante, 724 II| rinnovando il saluto, o piuttosto appoggiandolo con un cenno del capo, si 725 XIX| chinò gli occhi lagrimosi, appoggiandosi alla parete. Era profondamente 726 III| donna. Pare alla bellezza di appoggiarsi meglio, quando il braccio 727 III| su d’una scala di legno appoggiata alla parete, gli fu portata 728 IX| vero fucile riposava spesso appoggiato a qualche tronco d’albero, 729 X| mastiettati; Maurizio lassù, appollaiato sugli ultimi piuoli, per 730 XX| prendendo i due fogli, a cui appose la sua firma colla matita.— 731 XI| mica tutti come voi, che apprezzate tanto questa povera donna».~ 732 I| cui Maurizio conosceva gli approdi! A Genova era vissuto parecchi 733 XX| ragno non volle del resto approfittare della scusa che si era preparata; 734 II| dolcemente monotona.~Albertina approvò tutti i disegni di Maurizio.[ 735 VII| si dovranno conoscer poi appuntino? Prese il bicchiere che 736 XVI| sinistro. La valvola si apre allora, abbassandosi; e 737 Ded| motto infame di Luigi XV: «après moi le déluge»; mentre lo 738 II| in processione il 24 di aprile, ricorrendo la festa del 739 XIX| Balzò dal letto e corse ad aprir la finestra. Un barlume 740 IV| chiese ella, nell’atto di aprire il suo ombrellino.~—Dell’ 741 XIX| suggellato; sono autorizzato ad aprirlo; non lo farò senza testimoni.—~ 742 VII| Maurizio; un coltello, e apritemi questa secchiolina.~—Non 743 I| Riviera di Ponente, dove si aprono cinquanta seni azzurreggianti 744 XV| confesserò che non è un’aquila; l’aspetto sarebbe piuttosto 745 Ded| nevose, a sentir cantare gli aquiloni e scrosciar le valanghe. 746 XII| questa scorribanda fra gli Arabi, che mi toglierà di parere 747 Ded| ferrigna, sotto i ciuffi degli arbusti che gli fanno ombra dal 748 XVII| zolle, dai sassi; ogni arbusto, ogni frutice, ogni più 749 XVII| ancora dei nuovi, o quasi: un’arca di Noè, fabbricata a Norimberga, 750 XVI| un ignoto edifizio, voci arcane che uscivano sibilando dallo 751 II| biondo, che lo chiamavano l’Arcangelo Gabriele?~—Lo hai lasciato 752 XII| Capii finalmente il senso arcano di tutte le religioni, e 753 XX| del suo passaggio lungo le arcate, s’inginocchiava umilmente 754 X| di maneggiar la leva di Archimede e di muovere il mondo.~Del 755 VI| fate meno bello dei nostri architetti; per contro, fate sempre 756 II| di simili trasformazioni architettoniche. E veramente allora erano 757 XV| è sempre , astiosa ed arcigna, nel fondo della scena, 758 XIII| necessario di ridiventare più arcigno. Portava notizie della funzione, 759 VII| mano nella mia! Ma come arde la vostra, mio povero amico![ 760 IX| testina elegante tra le fauci ardenti d’amore del suo damo selvaggio; 761 XVII| gran sete di baci che gli ardeva il sangue, che lo stringeva 762 XV| comunemente: è una santa.~Qui con ardito trapasso veniva a dipingere 763 Ded| gli ha dato l’esca. Che ardori nel suo sangue! che visioni 764 VIII| bacio scoccato, una risata argentina, e la pace era fatta. Ma 765 XVII| cristallini! quante voci argentine di ! Ben vieni, parevano 766 XV| ricordare? Quel predicatore che argomentava contro il protestantesimo.—~ 767 III| prima volta gli era parsa un’aringa affumicata.~Maurizio di 768 I| infallibilmente un computo aritmetico. E intanto il lontano fa 769 II| nello stile del letto, all’armadio, al tavolino, alla piccola 770 XIX| capelli; alzava la mano, armata d’un[291] coltello, e feriva, 771 XV| parole, parole! E neanche armato come dovrebbe, per sostenere 772 VIII| piantato a guardia del suo armento su qualche rialto della 773 VII| bicchiere.—~Maurizio si armò della secchia di rame, che 774 I| eleganza di vestiario! che armonia di tinte! e che aria marziale!~— 775 II| del Belvedere, col risalto armonico dei muscoli, con la giusta 776 XV| amor divino aveva dettato armoniose e calde terzine; citava 777 X| tanto si trovano male in arnese.—~Il generale rideva. Quel 778 XVIII| parecchi involtini, boccette ed arnesi di varie forme.—Anche del 779 VII| in polvere. Un buon odore aromatico si diffuse per la cucina, 780 VII| stato pronto a spiccar dall’arpione. In verità, si poteva farne 781 X| dorato coi becchi degli arpioni al muro; così, lavorando 782 VI| sospetto che tutta quella arrabbiatura a freddo fosse stata un 783 X| speciale. Del resto, nell’arredamento del Castèu, e più particolarmente 784 X| camere erano sottosopra, per arredarne una; si andava e si veniva, 785 XV| essendo uomo di mondo, si arrese facilmente, e si tenne in 786 III| compagno.—Manderemo agli arresti la sentinella infedele; 787 I| aveva tentato dissuaderlo, arrischiandosi a dirgli che commetteva 788 IX| qua del Martinetto non si arrischiava mai, nelle sue passeggiate.~— 789 VI| verso la montagna. Non si arrisicava dalla parte dell’Aiga; andava 790 XIII| uomo sulla seggiola, tanto arrivano improvvise, non lasciando 791 VI| per San Giorgio in modo da arrivarci nella notte, due ore prima 792 XV| Fin ci saranno potuti arrivare.~—Mi fate venir voglia di 793 V| il generale brontolò un arrivederci. Il capitano Dutolet, detto 794 XII| ma sicuri; aspettiamo che arrivi. Infatti, tutti i rami dello 795 XII| Aspettiamo dunque, aspettiamo che arrivino. Ma no; ci sono i frettolosi. 796 Ded| giorno colla critica non più arrogante di facili dispregi, colla 797 XV| Non osano presentarsi, arrossiscono, tremano, si nascondono. 798 I| arrossendo un pochino! Ma egli arrossiva anche d’un altro pensiero, 799 VII| serpente, che se ne stava arrotolato come un braccialetto intorno 800 II| della quarzite, che s’è arrotondata così, colorata così, nella 801 XVII| larghe foglie cuoriformi, arrotondate alla base. Già sulle vette 802 VI| sull’incudine la ferraccia arroventata, la modellava via via, la 803 VI| combustibile necessario all’arroventatura, dove il rinvilìo del minerale 804 VIII| detto il Chiabrera; quindi arrovesciata la bionda testa sull’omero, 805 XII| ferravecchi il concetto artificiale della specie. E tutto procedeva 806 XIV| brevi e frequenti era un artifizio, ben noto alla contessa, 807 IV| metteva in posizione le artiglierie.~—Io non vi parlo dell’uomo 808 Ded| personale fatalmente recata dall’artista nella cosa veduta, nella 809 II| vicenda che si può esser bravi artisti e farsi onore con ogni scuola; 810 IX| condizione di notare quella as[129]siduità di passeggiate 811 VI| della Balma.~Nella sua prima ascensione Maurizio aveva portato con 812 XIX| tutta la casa in trambusto. Ascese le scale volando, come diceva 813 III| in ordine, per andare ad asciolvere. Dopo il pasto mattutino, 814 XII| 172] ma una religione più asciutta, più rigida, più smilza; 815 XIX| ristoro; ma egli ricusò asciuttamente ogni cosa; voleva dormire, 816 Ded| nondimeno attraente che molti ascoltano tuttavia, che molti ascolteranno 817 IX| voleva ad ogni costo farsi ascoltare, prima di oscurarsi e di 818 VIII| e si fermava estatica ad ascoltarli.—Sentite, Maurizio: questo 819 VIII| Parlate, ed hanno l’aria di ascoltarvi; li invitate a guardare 820 XVI| confessionario, donde aveva ascoltate ed assolte parecchie penitenti. 821 VIII| che si sarebbe a mala pena ascoltato inebria, commuove, rapisce.[ 822 XV| così la pensava il suo novo ascoltatore, che torse le labbra, annoiato.— 823 XVI| e contentava poco i suoi ascoltatori. Ma egli non annaspava poi 824 XV| visibilmente qualche povera ascoltatrice. Ma no, niente; quel diavolo 825 Ded| ascoltano tuttavia, che molti ascolteranno ancora dopo di noi, perchè 826 VIII| Eccomi qua, vi sento, vi ascolto, son tutt’orecchi.~—Oh, 827 XII| le voci della moltitudine ascosa nell’ombra intuonarono il 828 XVIII| del letto, s’inginocchiò, ascose la faccia sulla balza della 829 V| ereditaria», ma poi sarà morto ascritto, per via di transazione, 830 I| allontanandosi dal marciapiede d’asfalto, come il treno fu scomparso 831 XII| i popoli primitivi dell’Asia espressero questa legge, 832 XVI| notato irregolarità di polso, asistolìe, acinesìe; in altri termini, 833 Ded| rappresentazione della vita reale, aspersa d’una certa idealità, che 834 I| presto detto. In che modo? Aspet[3]tare che cascasse il ministro; 835 I| per dire alla cuginetta: aspettami due o tre anni, quanti i 836 XV| e guardo il crocifisso, aspettandomi sempre di vedergli schiodare 837 I| non c’era più nessuno, ad aspettarlo: restava una sorella maggiore, 838 V| conte. Se ha la bontà di aspettarmi un minuto....~—No, a vostro 839 VI| pensare a quelle due ore, aspettarne il ritorno, erano giocondi 840 VII| sonno.~—E mangiato?~—No, per aspettarvi. Non mi avete detto ieri 841 XII| Carlo Darwin diceva ancora: aspettate. Ma che aspettare? gridano 842 I| collegio di marina, aveva aspettato il giorno del suo primo 843 XVI| aveva corrisposto alla sua aspettazione; batteva le labbra, aveva 844 XVII| La prima sillaba è una aspirazione intensa, come di preghiera 845 XVII| per assaporarne il sugo aspretto, non dispiacevole al palato. 846 II| gentiluomo, temperando l’asprezza del suo troppo moderno giudizio,— 847 XV| andava; si era contentata di assaggiare; e finito il pranzo aveva 848 XVI| quando fosse in grado di assaggiarne. E lo chiamava il suo «intéressant 849 XVIII| senso di mancamento che lo assaliva sempre colà, più profondo 850 XVIII| del vostro inferno l’avete assassinata.—~Albertina chinò la fronte, 851 XX| isfuggirà all’imputazione di assassinio.~—Ci ho provveduto,—rispose 852 III| sostenere anche un anno d’assedio.~—Capisco che tu ci avresti 853 IX| non doverci fare un grande assegnamento.~Maurizio trovò il modo 854 XX| fatti trenta: accettiamo l’assegnazione del destino. Ancora una 855 I| rispondeva con un vivo cenno di assenso, quasi di ringraziamento, 856 V| fare. Forse dovrò anche assentarmi per qualche giorno.~—Ah!— 857 X| S’intende che di quelle assenze sue, di quei sacrifizi di 858 XV| pergamo, non dubitava d’asserire che quello era uomo da batterli 859 V| ingombrarsi il cervello, asserragliare il suo grosso ateismo con 860 XII| di questo bel mondo, l’asserzione non mi pareva temeraria: 861 IV| sentirmi parlare con tanta asseveranza di quel grazioso animale? 862 XIII| certe dottrine pietose un’assicurazione contro la legge dei doveri 863 XVIII| salma fu lasciata colà, assiduamente vegliata dai suoi, e dagli 864 XVIII| stato interrotto: con forti, assidue strofinate cercava di riattivare 865 XVII| rutilante, cantando con assiduo metro all’abisso la sua 866 XVII| qualchedun altro che vi assiste, e un po’ meglio di me.~— 867 XVI| aspetto d’infermiere, di assistenti al suo capezzale. Ebbe allora 868 XV| prediche di padre Anselmo assisteva anche il medico condotto, 869 V| Maurizio. Sì, certo, bisognava associarsi alle buone opere della contessa 870 II| ricordo del passato, e v’associò la promessa del futuro. 871 Ded| famiglie, nella patria divisa, assoggettata e tradita. Ma gli errori 872 XVI| donde aveva ascoltate ed assolte parecchie penitenti. Rivolti 873 XII| dicevo tra me; la ragione assoluta non è ancor chiara; vediamo 874 XVIII| pentimento delle colpe. L’assoluzione fu pronta, e pronto del 875 IV| arciprete di San Giorgio non vi assolverebbe.~—Lui no, forse; ma un altro, 876 XIV| bellezza ammirata, respirata, assorbita da troppi! ma quanta musica 877 IX| l’abisso, e nel tumulto assordante delle sue mille voci pareva 878 XIX| rimanendovi accasciato, assorto ne’ suoi negri pensieri. 879 XV| contro.—Quel masso che sorge assottigliandosi come una cuspide di tempio 880 XVII| scioccherie, scherzi del sangue; assottigliate questa volta, corroborate 881 I| passare in una cruna d’ago, assottigliati, stiacciati, tanagliati 882 III| tono di celia che aveva assunto il signore della Bourdigue.— 883 XII| Credere una cosa[176] anche assurda, non è forse un po’ troppo? 884 II| cavallo, in atto di piantar l’asta nella gola spalancata del 885 XIII| una scarna selva di negre aste intirizzite! Maurizio aveva 886 IV| premio che ne sperate? vi astenete dal male per un castigo 887 XV| ancora; la turba è sempre , astiosa ed arcigna, nel fondo della 888 XII| nessuna scienza poteva fare astrazione da esso, considerarlo come 889 XX| giorgine, gli amaranti, gli astri, e tutti gli altri fiori 890 I| porpora accesa dal grande astro al tramonto.~Grandi cose, 891 XII| maraviglioso complesso dei miti astronomici. Si fece allora nel mio 892 XII| senza fatica il gran mito astronomico, riconoscendone un altro 893 XII| irta di pratiche minute, di astruserie, di terrori.~«Una bella 894 III| bosco.~—Ottimamente, da astuto nemico che conosce il terreno,— 895 VII| salute, di buon umore, di astuzia garbata. Come lo guatava, 896 XII| Cristianesimo, dei Martiri, dell’Atala, tre libri dello Chateaubriand; 897 IV| per dire la verità, ma non atea. Comunque fosse, avessero 898 IV| due massime. Conosco degli atei che vi conformano i loro 899 V| asserragliare il suo grosso ateismo con tanto bagaglio di dottrina. 900 II| libri, le carte murali, gli atlanti, e tutto l’altro che gli 901 XV| Ben altri sono oggi gli atleti con cui dovrebbe provarsi. 902 Not| rinnovato~·         Pag. 78: atrettanto di , Maurizio prese la 903 III| giuocatore sfortunato era già per attaccare un moccolo, quando un gesto 904 VIII| la collocazione che le atteggia, l’impeto che le muove, 905 XIII| e le sue labbra osarono atteggiarsi ad un mezzo sorriso.~—Vado 906 XVII| Frattanto, alzandosi a mezzo, si atteggiava istintivamente a difesa.~— 907 XVII| per lui, salvo quello di attenderla due o tre ore sulla montagna. 908 XX| sospesi tra cielo e terra, attendono, invocano, espiano.—~FINE.~ 909 XII| giungeremo forse mai. io, attenendomi alla religione dei padri 910 II| ora buona a guardar tutto attentamente, incominciando dal suo letto 911 XX| sentir quelle laude lontane, attenuate via via, evanescenti nel 912 XVII| involto il tutto, fuso, attenuato, in una tonalità violacea, 913 XVI| di sterilizzazioni, di attenuazioni, di tentativi audaci, di 914 XVIII| voi.—~Il conte Ettore fu atterrato da quella calma risposta; 915 XIII| rispose Maurizio,—e noi ci atterremo tranquillamente alla fede 916 XVI| inabissandolo insieme con lei, che atterrita si avvinghiava al suo collo. 917 XVI| voleva perder Gisella; lo atterriva l’idea d’esser cagione d’ 918 II| statura giusta, piuttosto atticciato, con due gran baffi biondi 919 II| cameretta di adolescente; l’attigua gli sarebbe servita come 920 XV| animo vieni, con pure mani attingi alla fonte». Sentite la 921 VII| passi più in . Maurizio attinse l’acqua; Gisella mise il 922 IX| laggiù. Non sai che il vuoto attira, bam[138]bina? Anch’io sono 923 V| contessa alzò gli occhi attoniti, per guardar suo marito. 924 VII| Maurizio stava a sentire, attonito, sbalordito, ma non da quelle 925 XIV| questi, d’altra parte, sempre attorniato da vecchi troupiers, tutto 926 VIII| vi abbia colpito, o che attragga l’attenzione universale, 927 IX| conosciuto coll’inconoscibile? Attratto da quel ragionamento interiore, 928 VII| soggiunse ella,—non voglio attraversare il paese, su quei lastroni 929 XVII| stupenda; l’aria calda, attraversata da piacevoli ondate di frescura; 930 XIV| del Castèu, alla quale si attribuiva da tutti il prodigio.~Così 931 XVI| valvola bicuspidale dell’ostio auricolo ventricolare sinistro.~— 932 XV| messer Agnolo Poliziano, autore anch’egli (pare impossibile) 933 XIX| testamento. È suggellato; sono autorizzato ad aprirlo; non lo farò 934 XX| altri fiori della stagione autunnale. Recava anche il suo tributo 935 X| mandato in visibilio; gli avantreni di nuovo modello, il nuovo 936 VII| Maurizio per guida?—diss’ella, avanzandosi risoluta.~Maurizio abbrancò 937 IV| cosa, secondo voi?~—Per avanzo di vecchie idee, generale. 938 XVI| man[253]ches de couteau avec vos os, on en fera des jeux 939 XVI| egli non restava a lungo, avendogli il medico ordinato di fare 940 | avergli 941 Ded| delle tradizioni, degli averi, delle virtù private e domestiche, 942 XIII| mia sorella Albertina di averti stregata, e se la prenderà 943 | avevi 944 III| molta flemma una spatola d’avorio, ne introdusse delicatamente 945 | avrai 946 | Avran 947 | avresti 948 | avute 949 | avuti 950 XVIII| come un giovanotto, non avvedendosi neanche della cattiva strada 951 XVII| forse portati con me, senza avvedermene, e mi saranno caduti.—~Parlava 952 VII| due minuti prima, senza avvedersene, lo aveva chiamato Maurizio 953 IV| bene, qualunque cosa ne avvenga.~—È da stoici;—rispose Maurizio.— 954 X| custodi, la gran pace dell’avvenire. E le cose andavano. Maurizio 955 XVII| sguardo severo, fece l’atto di avventarsegli contro. Gisella lo trattenne, 956 XVI| strani[250] animali che s’avventavano, parole misteriose che apparivano 957 XV| ottava maraviglia. Non si avventurò nella grande navata, per 958 Ded| pare? La grande rottura, avvenuta da un pezzo, e di questi 959 VII| rimane. Del resto, non si è avverato? Ma vediamo prima di tutto 960 XII| secoli perchè il fatto si avveri; migliaia di migliaia ne 961 XIII| che facessero ciò, forse avverrebbe un miracolo, un miracolo 962 VI| angelo cu[98]stode che mi avverte di tutto. Non lo credete, 963 VII| non lasciar mancare gli avvertimenti. Che cosa avete preparato, 964 XVIII| di Vaussana è venuto ad avvertirmi subito.~—Sì,—soggiunse Biancolina,— 965 XVIII| brava donna non era stata avvertita pregata di nulla; aveva 966 III| della salita, per es[41]sere avvertiti del vostro arrivo. Vi avevo 967 XV| pasqua. Senza esserne stato avvertito dalle trombe della fama, 968 XVI| sgomentava; ed egli non poteva avvezzarsi all’idea della morte di 969 XVIII| quelle figure in cui eravamo avvezzi a vedere la divinità in 970 IX| principio del paese; si avvia verso la Balma.~—È lui, 971 XII| guastiamo, facendone il mezzo, l’avviamento ad un sogno.—~«Mi parlavate 972 IV| rispose la bella signora, avviandosi.—E voi, conte, lasciatevi 973 III| amore, donde sia facile poi avviarsi al matrimonio?~—Un altro 974 XVII| replicò egli, felice di avere avviate le cose.—Perciò mi son fermato 975 IV| appunto.~Ma il generale era avviato, e non voleva fermarsi così 976 XVII| bello il momento che fugge, avvicinando sempre più l’ora della dolce 977 VII| quello il sentiero che doveva avvicinarli al Castèu: ma il signor 978 XVI| non c’era che lui.[238]~L’avvicinarsi della pasqua avrebbe dovuto 979 VIII| caducèo di Mercurio. Si era avvicinata, al solito, da vera figlia 980 XVIII| che gli ultimi momenti si avvicinavano. Il medico tentò ancora 981 XIX| troppo tardi.—~Maurizio si avvicinò al letto del generale. Il 982 VI| non pretenda che uno si avvilisca ancora davanti a lei, perdendo 983 XIX| dell’amata donna si erano avvinghiate al suo collo. Anche , 984 XVIII| uscita di spedì subito ad avvisar l’arciprete di San Giorgio.~ 985 VIII| aveva veduto due serpi avviticchiate, che davano sembianza del 986 XX| gigli, si succedevano le azalèe, le peonie, le giorgine, 987 VI| erano succeduti lassù aveva azzeccato il suo quarto d’ora di poesia, 988 I| ebbe appena il tempo di baciare la mano che il suo tenente 989 XVIII| le labbra di quell’uomo baciavano il tessuto morbido su cui 990 I| tattica navale nel gran bacino mediterraneo. Certo, per 991 VI| due le figliuole. Maurizio baciò quella mamma, e costituì 992 VIII| .—Esse si amano e non badano a noi; si lascerebbero uccidere, 993 XIII| fatti suoi, e non mostrò di badar più che tanto al muso del 994 VIII| prato, si amavano senza badarsi d’attorno, s’inebriavano 995 XVII| sofferto ancora; non ci avrei badato; avrei saputo morire.[267] 996 IV| più di qua di , baderò al mio interesse, e buona 997 XVIII| ancora sulla gradinata, un bagliore di larghi e lunghi calzoni 998 III| indaco, ma che mettevano bagliori d’oro ad ogni batter di 999 XII| una minima parte; zolla bagnata, ciottolo travolto, giunco 1000 XVIII| mentre un sudor freddo gli bagnava le tempie. Dall’altra banda 1001 X| Tripoli, senza dir ai bai; noi in Egitto, e voi in 1002 XV| non si sarebbe dato un baiocco, aveva sbalordito il suo 1003 XVI| sorella inginocchiata alla balaustrata di marmo, e accanto a lei


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