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Anton Giulio Barrili Tra cielo e terra Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
grassetto = Testo principale Cap. grigio = Testo di commento
2010 II| Albertina approvò tutti i disegni di Maurizio.[24] Approvava 2011 XVII| capricciosamente i vani strati diseguali del cupo fogliame. In quell’ 2012 XVI| a cagione dell’età, il disequilibrio cardiaco è maggiormente 2013 IX| d’una parte e dell’altra, disertori, pezzenti, non ne mancheranno 2014 IX| tanto che noi medesimi le disfacciamo anche prima di vederle cadere 2015 XVI| turbata.~Stanco, abbattuto, disfatto da tanti viaggi, senza potersi 2016 XVIII| consiglio, che non poteva essere disforme dal desiderio della malata.~— 2017 XV| anima sua; se felice poi o disgraziata, non voleva cercare. Dio 2018 III| sei giornate di lavoro. Disgraziatamente, non erano più giornate 2019 V| ancora ricorso a quei due disgraziati, perchè aiutassero a rimettere 2020 XII| rudimentali.~«Perdonatemi questa disgressione; essa non mira che a significarvi 2021 II| Partivi fidente, ritorni disingannato, ma anche educato dalla 2022 IV| sentiero della filantropia, del disinteresse, del sacrificio di sè, immaginando 2023 III| posto assegnato. E sono disonorato, Dutolet;—disse il generale, 2024 XVI| maggiormente sentito. Allora i moti disordinati, le fatiche protratte, le 2025 V| fornaio e lo condusse in disparte, entrandogli subito del 2026 XV| aveva creduto di potersi dispensare da un piccolo cenno di saluto, 2027 IV| lei, almeno nel fatto di dispensarli da una visita inutile. Neanch’ 2028 IX| che non ha voluto farvi disperare, come avrebbe fatto tanto 2029 XVIII| piglio furibondo, con accento disperato.—Va’ via! va’ via! va’ via!—~ 2030 XIX| Fermatosi, col coraggio della disperazione, vide Filippo, che lo seguiva 2031 XII| dicevo tra me: pazienza e non disperiamo; la scienza non pretende 2032 XI| maravigliò grandemente.~—Ti dispiaccio forse?—diss’ella.~—Ecco 2033 III| amorevole scappellotto. Non vi dispiacerà il ricordo, poichè desidero 2034 XI| dirgli la contessa, a cui dispiacevano quelle scene, ma ancor più 2035 XVII| assaporarne il sugo aspretto, non dispiacevole al palato. E non era egli 2036 III| passi in avanti. A chi era dispiaciuto? Che demeriti avevano ritrovato 2037 XV| si muove; si è alzato; si dispone a scendere. Sarà ora anche 2038 XI| chiedendo di esser messo in disponibilità, lasciando il servizio, 2039 VII| puissance de mari, e non potendo disporre di nulla, neanche del mio, 2040 XIX| nobile asilo della grazia disposata all’onore?~Il dottore voleva 2041 VII| Poscia accanto ai tovagliuoli dispose piatti e bicchieri, aggiungendo 2042 X| anche peggio. Si mutava la disposizione dei mobili e la destinazione 2043 Ded| più arrogante di facili dispregi, colla scienza non più infatuata 2044 I| poter fare altrimen[6]ti, disprezzandovi quando ne può avere un pretesto, 2045 XV| gli uomini non debbono disprezzarla, di tante colpe macchiati, 2046 Ded| al popolo di Tiberiade, disputante coi dottori della legge 2047 V| sè! Quando si degnano di disputare con voi, hanno sempre l’ 2048 XX| servizio: era uscita, gli dissero; forse per far qualche visita. 2049 XII| causa prima e perfetta. E dissi tra me: benedetti grand’ 2050 XV| inarcando le ciglia, e dissimulando nell’atto di maraviglia 2051 VII| di opinioni filosofiche dissimulasse un altro sentimento, la 2052 XIV| castellano, sviarne l’attenzione, dissiparne i sospetti, se mai ne fossero 2053 X| scuse, che ogni nube era dissipata, e che egli poteva andare 2054 XIV| accordo, nella più varia dissonanza di umori e d’idee che abbia 2055 I| amico sincero aveva tentato dissuaderlo, arrischiandosi a dirgli 2056 I| spiagge cinquanta paesi si distendono al sole. Quanti porti e 2057 XVIII| Gisella ancora mezzo vestita, distesa sul letto di Biancolina, 2058 XII| solamente nel fondo si distinguevano quattro o sei fiammelle 2059 VI| era una figura intiera e distinta, veduta come se fosse a 2060 XIII| cosa significhi la vostra distinzione;—rispose Gisella.—Sareste 2061 XII| tentatore, che veniva a distrarlo fin là; donde i suoi gesti 2062 XII| subito in collegio; forse per distrarmi, forse per non lasciarmi 2063 XV| annunziava?~—No, mi ero forse distratta.... pensando a tutte l’altre 2064 VIII| creatore, noi siamo costretti a distribuire troppa intelligenza in ispiccioli 2065 XVII| Biancolina, fatta una piccola distribuzione di confetti a Rosina e a 2066 V| sottoponga nuovamente ad esame, distruggendo, ma col proposito di riedificare. 2067 III| immagine della prima, senza distruggervi in cuore la memoria degli 2068 XII| lingue perdute. Costoro mi distrussero senza fatica il gran mito 2069 XII| i miei filosofi avevano distrutto e rimandato tra i ferravecchi 2070 XII| il resto. I miei vecchi distruttori non mi bastavano più; scelsi 2071 XX| deserta, e Maurizio non volle disturbar la sorella neanche col rumore 2072 XII| quanti si pigliavano il disturbo di leggerli) che il sentimento 2073 X| strano uomo e piuttosto disuguale d’umore, trattava sempre 2074 Ded| pensare! Così la famiglia si disunisce, un po’ per debolezza sua, 2075 IX| prima di vederle cadere in disuso per virtù di costumi? No, 2076 IV| trottata, alla chiesa la sua ditata d’olio. E notate, non crede 2077 I| e l’uscirne non facevano divario alla vista. Maurizio, nondimeno, 2078 IV| istruirla. Era così, quando divenne mia moglie. È una testa 2079 III| rotte parole, che vorrebbero diventar inni, ondate di poesia, 2080 XI| qualche tempo incomincia a diventarmi intollerabile.~—Da qualche 2081 XI| deserto, credo che ci sarei diventata tisica, e mi avrebbero presto 2082 XII| sdoppî, e lo sdoppiamento diventi legge di vita, occorrono 2083 XVI| poveri cuori sembravano divenuti l’uno all’altro stranieri; 2084 I| parer sempre nuova i mille diversi aspetti delle cose, nella 2085 IX| quasi una bambina. Come si diverte a correre per questi bei 2086 XVII| tavola di cucina, Maurizio si divertì ad ordinare in varie forme 2087 XVII| alfabeto era per allora il gran divertimento dei piccini. Vittorio conosceva 2088 VI| osservazione confermava la divinazione del cuore.~Il giorno dopo, 2089 XIV| afferrava alla gola, ed egli si divincolava inutilmente nella stretta. 2090 XIV| charmeuse, di quella femme divine, della contessa Gisella.[ 2091 XIV| giorno Gisella, ma troppo diviso da lei, anche essendo vicino, 2092 XVII| guardandola negli occhi, divorandola coi baci, e poi guardandola 2093 I| due o tre anni, e intanto divorarsi l’affronto. No, niente aspettare; 2094 XII| adolescenza è così. Leggevo molto, divoravo tutto quello che mi era 2095 II| Eri serio, composto.... e divoto.~—Ma sì, come bisogna essere 2096 XVIII| menzogna. E voi, con le vostre divozioni, l’avete uccisa; coi vostri 2097 XV| e vi veneri il mon[227]do, non potendovi mordere; 2098 Not| gran dama russa, a cui si dodomandava~diventa: a Parigi da una 2099 XIII| perchè non lo dichiarano un dogma? Questo coraggio dovrebbero 2100 XII| tutto misericordie, tutto dolcezze, nella sua essenza invisibile, 2101 II| frescura di cose tenere e dolci, sorrisi di cielo, suoni 2102 XV| gliene veniva un senso di dolciume smaccato e nauseabondo alla 2103 III| Bourdigue aveva avuto a dolersi di una ingiustizia? La cosa 2104 III| pensare a sua cugina e al dolorino acuto che gli aveva lasciato 2105 III| istette a domandarlo: una dolorosa occasione gli si offerse 2106 XIX| vegliava, la mente torbida di dolorosi pensieri. Stette lunghe 2107 XII| son durato un pezzo, non domandando di più. Ogni viaggiatore 2108 XVIII| cercava con gli occhi, pareva domandar qualche cosa, o qualcheduno.~— 2109 VII| quella somma; avrei dovuto domandarla, essendo en puissance de 2110 XV| non è vero?—si restrinse a domandarle Maurizio.~—Sì, molto meglio,— 2111 III| Bourdigue non istette a domandarlo: una dolorosa occasione 2112 IV| generale, ma allora....~—Volete domandarmi perchè li ricevo? In verità, 2113 VI| salute. Non era quasi da domandarne; si vedeva la guarigione 2114 XI| che ci penso, e non osavo domandartelo? Rizio è l’amor mio, il 2115 XX| Maurizio.~—Era mio dovere di domandarvelo;—re[301]plicò il Dutolet, 2116 XVI| non accennava a lasciarsi domare. Cominciò allora per Maurizio 2117 XII| voleva dirgli: va via. Alle domeniche, poi, avevamo nel mattino 2118 XIV| ceva anche capolino fra la domestichezza dello consuetudini. Il signor 2119 VIII| sua meta, il suo pensiero dominante, continua il sonno ed il 2120 XVI| informandosi delle malattie dominanti e del metodo di cura tenuto 2121 II| per l’infiorata del Corpus domini, nel paesello di San Giorgio.~ 2122 XVI| on en fera des jeux de dominos, on en fera des boutons 2123 XVIII| tutta ornata di fiori e di doppieri, fu tramutata in camera 2124 VI| rosolaccio sulla sua testa dorata; così vedeva egli Gisella, 2125 II| dentro che fuori: nuove le dorature, ed egualmente gli affreschi, 2126 XX| quel vecchio onorato che dorme la sua gran notte oramai;— 2127 XVI| molto grave. Quando si parla dormendo, è segno che il cervello 2128 XIX| parte nelle[290] visioni del dormente. Cantava l’abisso, invitandolo; 2129 VII| signora; di bene in meglio: ho dormito tutto d’un sonno.~—E mangiato?~— 2130 XI| E bisogna svegliarsi. Io dormo volentieri, e sogno bene;— 2131 II| come tutto finisce; ora dormono col Signore, in fila, l’ 2132 V| somministrar subito una dose della inevitabile antipirina. 2133 IV| istinti maravigliosi, già dotato di qualche intelligenza, 2134 XVI| riconosciuto; non ha tante parole dottamente aggrovigliate, non ha tanti 2135 II| pesante.~Alle quali ragioni dottissime aveva risposto un collega 2136 XVI| rispose Albertina.—È un dotto, ed è un santo,—~Maurizio 2137 XVIII| ridiventino bambini!—disse il dottor Soleri, intromettendosi 2138 Ded| Tiberiade, disputante coi dottori della legge nel tempio di 2139 XIII| contessa Gisella, pensò di non doverle nascondere ciò che il generale 2140 VI| che aveva sentenziato non doversi mai discutere di politica 2141 X| è vero? alle undici; se dovessi ritardare dieci minuti, 2142 VIII| impuntava a sostenere Maurizio.—Dovete essere riconoscente.~—Ebbene, 2143 III| che si ama di più, che più dovrà farci soffrire, non è sempre 2144 VII| intorno alle cose che si dovranno conoscer poi appuntino? 2145 II| ha sempre, vent’anni. E dovrebb’essere sui trentacinque.[ 2146 II| nella gola spalancata del drago. Era una statua da portare 2147 XII| modo o perchè, questi due drammi, l’uno scaturito dal vecchio 2148 II| vario colore, imitanti un drappo di broccato antico. Quello 2149 V| Anch’egli aveva avuti i suoi dubbi; anch’egli aveva tratte 2150 VI| Maurizio rimase un pochino dubbioso. E quel dubbio gli fece 2151 XII| avevo pure il diritto di dubitare della scienza, pensandola 2152 XII| offriva molte lacune. Avendo dubitato della religione, avevo pure 2153 XVIII| consideravano una santa, e non dubitavano punto ch’ella non fosse 2154 V| la scienza positiva, che dubiti di tutto, che tutto rimetta 2155 I| ritorno, mi saluterai il Duilio.—~Aveva il cuor gonfio, 2156 XII| Origini di tutti i culti del Dupuis, e vidi anche meglio esser 2157 | Durante 2158 VI| stato d’animo che non suole durar molto. Si è sgomentati, 2159 II| ed è forse per questo che durarono tanto.—~Giaume, il vecchio 2160 XVI| idea del tempo che erano durati, vide ancora Gisella, ma 2161 XV| impaccio alla lingua, che durava fatica a sprigionare la 2162 XV| virtù: e le virtù, così dure a praticarsi, apparivano 2163 XVII| l’amore, la fiamma viva, durevole, eterna. Andate contro la 2164 XVIII| d’aver parlato con tanta durezza.~—Perdonate;—le disse.—Voi 2165 V| quell’orecchio era un po’ duro. Gli erano debitori d’un 2166 XV| Gisella. Regalava la tra[233]duzione del Martini, approvata da 2167 | ebbero 2168 XII| 184] non ha sbugiardata l’ebraica, promulgata dal padre, tra 2169 V| che egli, Maurizio, avesse ecceduto nella difesa delle proprie 2170 VII| della colazione; fresche, eccellenti, sorbite con grande facilità 2171 Ded| promozione, che lo sbalzi guardia eccentrica o guardia di sala in qualche 2172 X| preso di non dar passata ad eccessi di nervi, a sfoghi di malumore? 2173 XI| tuono della propria voce si eccitava, si riscaldava, s’infiammava 2174 XVI| trovata una gran febbre, una eccitazione generale dell’organismo, 2175 | Eccole 2176 | Eccoli 2177 | eccolo 2178 | Eccomi 2179 XV| parlato le istorie. E l’eco dell’entusiasmo di San Giorgio 2180 I| spiacevole per lui, quanto edificante per tutti, la sua dimissione 2181 V| signor di Vaussana, due edificatori di piramidi. Voi vorreste 2182 V| rimettere in piedi il loro edificio crollato.~Il giorno seguente, 2183 XVI| apparivano sui muri di un ignoto edifizio, voci arcane che uscivano 2184 Ded| ventimila, dice l’amico editore, sperando: da venti, dico 2185 IV| doveva essere la seconda edizione del suo fratello maggiore; 2186 IV| soffrire. Mio fratello l’ha educata bene, ed io non ho avuto 2187 VIII| l’avevano voluta i suoi educatori. Sentiva allora, per la 2188 XII| allo spirito? Che santa educatrice è stata mia madre! Peccato 2189 XV| momentaneo una singolare efficacia, come acqua corrente che 2190 XII| mare. Perseo, protetto dall’egida di Minerva, la dea della 2191 X| senza dir ai nè bai; noi in Egitto, e voi in Abissinia; noi 2192 XII| mito solare. Nello zodiaco egiziano e nel caldeo avevo anche 2193 XX| pistole.[307]~—Sono di misura eguale alle mie;—notò il Dutolet.— 2194 II| piccoli paesi e la poca «elasticità» dei bilanci comunali; ma 2195 XV| creatura di Dio, a questo vas electionis della sua grazia. Vaso d’ 2196 XII| Come è supponibile che l’elefante allunghi la sua proboscide, 2197 II| quelli di prima, sempre eleganti, svelti, pieghevoli, che 2198 II| malinconico; la donna giovane, elegantissima nella semplicità del vestimento, 2199 II| intonaco ne trasparivano le elegantissime linee di cotto. Un nuovo 2200 I| quell’ussero di Piacenza. Che eleganza di vestiario! che armonia 2201 XII| combinazione di due opposti elementi.~«Frattanto, io volevo conoscere. 2202 XI| Neottolemo, e in terze con Eleno.[157]~A taluna di quelle 2203 XV| sulla vera scienza che eleva lo spirito fortificandolo, 2204 XV| quaresimalista ogni giorno. È spesso elevatissimo. Qualche volta mi pare che 2205 XV| della sua grazia. Vaso d’elezione non era stato solamente 2206 XVIII| eliminata.... non poteva eliminarsi la causa.... e gli effetti 2207 XVIII| ancora il suo male. Non era eliminata.... non poteva eliminarsi 2208 Ded| paterno amore ai pellegrini di Emaus quel pane quotidiano, che 2209 IV| darei piuttosto ammalato d’emicrania.~—È quello che dice mia 2210 XV| combattute le dottrine degli empi. Non osano presentarsi, 2211 I| antichi commerci, argomenti di emulazione e cause di guerra tra i 2212 XII| candele, per cantare un Cœli enarrant, bellissimo, ma che non 2213 XIV| come santi in paradiso, o enchantés come cavalieri nel castello 2214 XVII| proferita con tutta la energia di cui l’accento[270] umano 2215 II| Maurizio vide i ciottoli enormi onde era lastricata la strada 2216 V| poi, e non moltiplico gli enti, che mi farebbero doppio 2217 IV| un’alzata di spalle.—Che c’entra qui l’uomo della selva? 2218 | entrambi 2219 XVII| tue braccia.—~Rabbrividì, entrando nella macchia; ma si riebbe, 2220 V| lo condusse in disparte, entrandogli subito del caso di quella 2221 XVI| Gisella. Ma doveva egli entrar subito in argomento? Un 2222 VI| amici e conoscenti che gli entrassero della sua dimissione; argomento 2223 II| quando la vettura fu all’entrata del borgo, incominciavano 2224 XV| della famiglia moderna. Enunciato il suo tema, aveva fatto 2225 Ded| sinedrio e del pretorio, epicamente grande nel supplizio del 2226 IV| di Ferney con la famosa epigrafe: «Deo erexit Voltaire»; 2227 I| solenne, il poema della vita. Episodii, sì, ad ogni crociera, ad 2228 XV| evangelio di san Giovanni e le epistole di san Paolo; due autori 2229 IX| innamorati conoscono questi falsi equilibrii, e troppo spesso ne vivono. 2230 IV| certi corpi in cielo, per l’equilibrio del sistema planetario. 2231 VI| sfasciano sotto le piogge equinoziali; i bei prati di fieno inglese 2232 I| Ci possono essere degli equivoci, dei malintesi; ma ingiustizie 2233 XVII| morbido tappeto delle zolle erbose e dei muschi, mentre lo 2234 V| metafisica, di ogni «concrezione ereditaria», ma poi sarà morto ascritto, 2235 I| pochettino, sentendo quella eresia, e guardò la cuginetta con 2236 IX| più glorioso, con la testa eretta sul suo bel collo di cigno, 2237 IV| la famosa epigrafe: «Deo erexit Voltaire»; un po’ orgogliosa, 2238 VII| un secchiolino di legno ermeticamente chiuso alla bocca.~I ragazzi 2239 III| sostiene è quello di un eroe. Inoltre, la donna conosce 2240 II| quasi tutti di storia, e di erudizione. Il fatto suo, non vi pare? 2241 XV| potevano i vecchi ingannarsi, esagerando naturalmente i ricordi della 2242 V| un complimento, non una esagerazione il dire che con lei ritornava 2243 XV| malattia di mia madre. Ma non esageriamo la cosa;—riprese tosto la 2244 XIV| virtù di rianimarlo, di esal[212]tarlo, di fargli toccare 2245 XV| benedire quell’uomo, che lo esalta con tanto fervore, facendolo 2246 XVI| spaventarti? Mi ero troppo esaltata; avevo anche fatto dei digiuni 2247 X| ritemprato, rinvigorito, esaltato. In ogni ragunata dei vecchi 2248 XVII| era stato troppo grave, l’esaltazione troppo grande; la povera 2249 I| collegiale promosso agli esami finali e già presso all’ 2250 III| dentro; anzi, per dire più esattamente, si sentiva una voce sola, 2251 XV| quello sforzo l’aveva anche esaurita. A pranzo niente le andava; 2252 Ded| frate! Satana gli ha dato l’esca. Che ardori nel suo sangue! 2253 XIX| rimasto in mezzo alla camera.~—Esce adesso, signor comandante.~— 2254 XVI| sinistro.~—Che nomi!—aveva esclamato Maurizio, sforzandosi di 2255 III| ancor modo di espandersi in esclamazioni, in grida, in rotte parole, 2256 XII| In nome della evoluzione, escono fuori tutti i ciarlatani 2257 III| di pratica; questione di esercitare le articolazioni a quel 2258 III| l’uniforme; ma io non la esigo; anzi ve ne dispenso. Non 2259 Ded| ammonendolo:~O frate, a lui l’esilio~E le pugne dell’alma:~A 2260 XII| Spencer, gli Stuart Mill, esiste il divino, fuori della evoluzione 2261 XII| tutte le religioni positive esistenti mi siano parse altrettante 2262 XV| desiderio, avendone quell’esito che fu dianzi accennato. 2263 I| Spezia, si era degnato di esortarlo a pensarci su, almeno un 2264 VII| aver pagato ad un padrone esoso il semestre di quella povera 2265 XIII| e soffre a non potersi espandere in frasi, a non potersi 2266 III| essere, e trova ancor modo di espandersi in esclamazioni, in grida, 2267 XVII| erano stati ritrovati, e l’esperimento di Gisella aveva dimostrato 2268 XVII| per l’erta, trovando da esperto montanaro i passi più facili, 2269 XX| terra, attendono, invocano, espiano.—~FINE.~ 2270 XV| di soffrir sempre, per espiare il suo fallo; ringrazî il 2271 XIV| Ah, quella colpa, non la espiava egli amaramente nel difetto 2272 XVIII| ingannato. Sarebbe stata un’espiazione. Aveva il coraggio fisico 2273 II| crocifiggerebbe un uomo al giorno, per esporne con utilità di sensazioni 2274 XV| tribunale di giustizia ad esporre le vostre perverse dottrine. 2275 Ded| veduta, nella cosa sentita ed espressa.~Ritorneremo col bel tempo 2276 XV| subito si ricompose, e gli espresse il suo desiderio, avendone 2277 XII| popoli primitivi dell’Asia espressero questa legge, ricorrendo 2278 III| visti un[50] giorno a Pisa, espressi dallo scalpello di uno scultore, 2279 VII| qua la mano, che io vi esprima in una stretta buona e fraterna 2280 VIII| sentire ciò che la voce esprime, tutto ciò che una parola, 2281 IX| affollavano alla mente voleva esprimerle a lei, stringendola nelle 2282 VIII| nostro ha trovato modo di esprimersi. Quando non è più tempo, 2283 XII| animo mio, mentre cerco di esprimervi il mio pensiero, come si 2284 VII| sorridere alla frase che esprimeva in forma così comica un 2285 XX| salutarono come due buoni amici, essendoci persone a qualche distanza, 2286 XII| tutto dolcezze, nella sua essenza invisibile, ma profondamente 2287 IX| più nelle maggiori, nelle essenziali, voleva andar cauto. Di 2288 | essergli 2289 VI| così aveva l’illusione d’esserle ancora vicino.~Tutto ciò 2290 XX| voi, ed avevo ragione di esserlo. Possiamo noi dimenticar 2291 X| adoranti e d’ali tese in estasi divina, onde l’arte ideale 2292 VIII| del cielo. Maurizio visse estasiato in quel mondo, delle cose 2293 II| andarci a passeggio nell’estate, corsa com’era da sentieri 2294 VIII| nella frappa, e si fermava estatica ad ascoltarli.—Sentite, 2295 Ded| gusto della libertà e lo estendono volentieri a tutti i godimenti 2296 XII| specie d’idee è giunto per estensione progressiva d’immagini.[ 2297 XIV| mostrarsi tale in certi atti esteriori. Amava all’italiana antica; 2298 II| con utilità di sensazioni estetiche la ineffabile angoscia alle 2299 XV| perchè essa nella pubblica estimazione cade sempre più in basso 2300 XII| operassero il bene, il male si estinguerebbe, sparirebbe da sè. Questo 2301 II| quelli del ramo primogenito, estinto oramai, il ramo dei Sospelli 2302 Ded| questi tempi condotta agli estremi, tra la scienza e la fede, 2303 III| sprizzando in polvere liquida, estuando in candide spume, rompendosi 2304 | et 2305 II| continui, sempre quelli, eternamente rugosi e rossastri nella 2306 V| c’est ma doxie à moi; l’étérodoxie c’est votre doxie à vous». 2307 XVI| si accostava alla mensa eucaristica;[239] ella pure, perdonata, 2308 VI| prevalenza alle ferriere dell’Europa settentrionale. Per una 2309 XX| lontane, attenuate via via, evanescenti nel profondo dei cieli.~ 2310 XVII| risalirla più in qua dal mulino, evitando ogni incontro molesto, ogni 2311 XVIII| resto, perchè lo avrebbe evitato? Veniva a dargli la muta; 2312 XX| lungamente di cento cose con lei, evocando memorie infantili, facendo 2313 I| bicocca solitaria, avrebbe evocate le figure dei grandi ammiragli; 2314 XV| aneddotico allora allora evocato:~—«Venite voi Lutero, voi 2315 V| naturali, di certe teoriche evolutive; quei libri, insieme coi 2316 | ex 2317 VI| in ispranghe, per uso dei fabbri. Innanzi la scoperta del 2318 VII| mezzo coperto da un arco di fabbrica, che era facile di vedere 2319 V| piramidi. Voi vorreste che io fabbricassi la mia coi vostri materiali. 2320 XVII| o quasi: un’arca di Noè, fabbricata a Norimberga, con otto o 2321 II| questioni del comune, della fabbriceria, dell’asilo. Furono tutti 2322 II| dei canti medievali.~Erano facce nuove per Maurizio, che 2323 X| sentire! discorsi che lo face[150]vano fremere, tremare, 2324 XVI| rigeneratori, di cure portentose, facendoci credere che un nuovo mondo 2325 | facendole 2326 XII| altro sentimento mi prese, facendomi vergognare della mia stessa 2327 XII| fine che noi guastiamo, facendone il mezzo, l’avviamento ad 2328 | facendovi 2329 | facessero 2330 V| Poteva essere una chiusa faceta, o mostrava almeno l’intenzione 2331 IV| generale, mezzo burbero e mezzo faceto.—Il vicino è cavaliere, 2332 | facevate 2333 | facevo 2334 XVI| moribond» e gli ripeteva la facezia feroce di Robert Macaire 2335 III| l’orto, il frutteto, la fagianaia, il pollaio, insomma tutto 2336 III| coi tuoi polli e coi tuoi fagiani; io coi miei libri, le mie 2337 II| gentiluomini calano come falchi dalla rupe, seguiti dai 2338 V| del paese, cioè verso le falde del poggio su cui sorgeva 2339 IX| una argomentazione così falsa, così contraria agli imprescrittibili 2340 Ded| si possa frantendere nè falsare da uomini di parte, credenti 2341 II| fare la ciambellaia. Erano famose per tutta la Vaussana la 2342 XV| viaggiato e sentito altri famosi oratori del pergamo, non 2343 II| buoni, posson salire; i fannulloni, i fiacchi, i cattivi, discendere. 2344 XVI| sempre, piegandosi a tutte le fantasie d’un vecchio fanciullo, 2345 Ded| infiorando con le belle immagini fantasiose, ridenti d’italica primavera 2346 XVII| passi tra gli sterpi. Un fantasma, dunque? E la povera Gisella 2347 Ded| resistito, ha vinto. Così tu, fantasticando davanti alle rovine di un 2348 VII| Perchè almanaccar tanto, e fantasticare intorno alle cose che si 2349 X| modello, il nuovo zaino della fanteria, il nuovo cannone dell’artiglieria 2350 | Farai 2351 XIX| Ah, la vita, che molesto fardello! E così, senza troppa fatica, 2352 XI| Un bambino viziato non farebbe peggio del mio vecchio padrone. 2353 | farete 2354 IX| che non basta neanche a fargliela sentire un po’ meno, questa 2355 II| incaricarono volentieri di farglieli recapitare il giorno seguente 2356 XI| non tralascia allora di farmelo sentire, il gran sacrifizio 2357 | farsene 2358 XVII| stendeva a mezzo cerchio la fascia diafana dei suoi sette colori. 2359 XIII| per portare al generale un fascicolo della Rivista marittima, 2360 Ded| aveva ancora «sorrisi e fascini», ma più assai la giovane 2361 III| hanno sempre questa sorte di fascino sulla donna. Pare alla bellezza 2362 I| e qual compagnia! Lei, fastidita del mondo anche prima di 2363 III| cansare gli innamoramenti fatali, di prendere un po’ più 2364 Ded| è poi la nota personale fatalmente recata dall’artista nella 2365 VI| battuto: immagine di più faticose cure che gli sarebbero toccate 2366 III| curioso. Era quello un lavoro faticoso, ma gaio; e lo rendeva più 2367 XII| quindi il Goethe col suo Fausto; i due libri che più fortemente 2368 VIII| ognuno può dire, poichè la favella è proprio carattere dell’ 2369 Ded| alternamente combattuti e favoriti, uno scampolo di territorio 2370 Ded| rintracciarlo, germe prezioso e fecondo, tra la scoria delle superstizioni 2371 II| montagna è severa, ma sana e fedele. Questa è la patria, salda, 2372 III| cascata, con tutte quelle felci e quei muschi onde erano 2373 Ded| mentre le moltitudini, felicemente sciolte da tanti vincoli 2374 III| vera pasta di zucchero, felicissima di obbedire a quel gran 2375 II| signor Vittorio suo padre); felicissimi quando seppero che era stanco 2376 XIII| dispiace;—notava il generale, felicissimo di trovare un’opinione per 2377 XIV| grande charmeuse, di quella femme divine, della contessa Gisella.[ 2378 XVI| mano all’antipirina, alla fenacetina; poi ordinò ghiaccio alla 2379 Ded| da ogni borro, da ogni fenditura della rupe, occhieggiavano 2380 XVIII| avevano fatto chiamare i Ferau[278]di. La mite e buona 2381 XII| pilastro della navata, mi fermai, stetti a sentire. La folla, 2382 XVI| dunque col fargli la corte, fermandolo per via, accompagnandosi 2383 Ded| comune accordo, abbiamo fatta fermar la carrozza; io per contemplare 2384 XVII| non passo mai di qua senza fermarmi al Martinetto, per salutar 2385 XIX| ancora abbandonato del tutto. Fermatosi, col coraggio della disperazione, 2386 II| rigidi al dovere e così fermi alla consegna! Finirono, 2387 XII| ma dentro di me, se mi fermo a pensarci più che tanto, 2388 IV| storia del tempietto di Ferney con la famosa epigrafe: « 2389 IV| e la superstizione alla ferocia o alla stupidità sua compagna. 2390 XIX| maledetto!—gli gridò in[299]ferocito Maurizio.—Domani.... domani 2391 VI| battendo sull’incudine la ferraccia arroventata, la modellava 2392 XII| distrutto e rimandato tra i ferravecchi il concetto artificiale 2393 Ded| piantato nel vivo della rupe ferrigna, sotto i ciuffi degli arbusti 2394 XII| milioni di credenti, i più fervidi, forse, che il mondo conosca. 2395 XV| che lo esalta con tanto fervore, facendolo intender così 2396 II| ce ne fossero tante, per festeggiare il tuo arrivo a casa.—~Maurizio 2397 XIV| visita, con quella amabile festività, con quella misura cavalleresca, 2398 VII| piace tanto. Lo faremo a fette, per istenderci il miele. 2399 II| salire; i fannulloni, i fiacchi, i cattivi, discendere. 2400 XIV| si sta bene riuniti alla fiammata del ceppo tradizionale. 2401 XVI| beffarde nell’aria, fornaci in fiamme, tutti i tormenti, tutte 2402 XII| distinguevano quattro o sei fiammelle di candelabri accesi sull’ 2403 XVII| eriche, sterpaglie, rovi e fiammole, tutto verdeggiava, luccicava, 2404 Ded| anche così bene!~Per più fiate gli occhi ci sospinse~Quella 2405 XV| chiamava alle labbra. Non fiatò neppure quando sua moglie 2406 XII| apparteneva al problema; come si è ficcato egli in mezzo? Come è supponibile 2407 XI| sentiva nulla nulla a disagio, ficcava due dita nel colletto, e 2408 Ded| un orticello, con pèschi, fichi e fagiuoli, ch’erano una 2409 Ded| suoi fagiuoli e il suo gran fico brogiotto, accanto allo 2410 VII| acqua non si vede.~—Se vi fidate di entrare in questa macchia, 2411 XIII| delle ore di cielo, dei fidati colloquii, al sordo fragore 2412 IX| timida, la vecchia; non si fidava mica tanto; più in qua del 2413 II| dici; meglio così. Partivi fidente, ritorni disingannato, ma 2414 VII| più bello.~—Perchè non mi fiderei, col signor Maurizio per 2415 XVI| voglia veder troppo, che si fidi troppo ad un sistema non 2416 VI| equinoziali; i bei prati di fieno inglese son dati in governo 2417 II| avevano messo radice, portando fieramente levati i loro pennacchi 2418 II| facevano furori a tutte le fiere, a tutte le sagre dei dintorni.~ 2419 XIII| domandò la bella donna, figgendo i suoi grandi occhi fosforescenti 2420 III| lasciando orfana l’unica figliuola Gisella. Il generale, venuto 2421 XV| Gisella andò a vedere il figliuoletto di Biancolina, ma dopo aver 2422 II| sei qua finalmente? Buon figliuolo di salda memoria, vieni 2423 XV| uscire dalla tesi generale, figurare dei casi, proferire dei 2424 XVIII| generale, allora, e con un fil di voce proferì il nome 2425 VIII| abolirle. È il sogno di tutti i filantropi. Per abolire quelle piccole 2426 IV| altri nel sentiero della filantropia, del disinteresse, del sacrificio 2427 VI| con certi capelli d’oro filato, con certi occhi che paion 2428 XIV| mezzo a quella gloria di filetti d’oro e di rosso garance, 2429 II| vecchie zittelle buone. Quanti fili d’argento nei cappelli neri 2430 Ded| mando un augurio e un saluto filiale ancor io.~Comunque esso 2431 XII| più dotti di storia e di filologia comparata, i più felici 2432 Ded| allora non era il caso di filosofarci su; ed io non filosofavo, 2433 Ded| filosofarci su; ed io non filosofavo, sentendo il desiderio di 2434 VI| accontentato di osservare, molto filosoficamente, che tutti i gusti son gusti. 2435 VII| a proposito di opinioni filosofiche dissimulasse un altro sentimento, 2436 IV| religioni e da parecchi sistemi filosofici, di cui è vissuta, con cui 2437 III| imprigionarcisi dentro, come il filugello nel bozzolo. Egli ricordava 2438 I| collegiale promosso agli esami finali e già presso all’imbarco 2439 II| delle membra, con la soave finezza delle articolazioni; solo 2440 XI| tutti! era un diavoleto, un finimondo.~Degli abiti non era molto 2441 IV| affondati in una disputa che non finirà tanto presto.~—Di che si 2442 II| così fermi alla consegna! Finirono, come tutto finisce; ora 2443 Ded| Era un sogno, e finì come finiscono i sogni. Ma i bei sogni 2444 XII| marina, dove andai dopo finiti gli studi del ginnasio, 2445 X| non c’era egli un po’ di finzione, un pochettino d ipocrisia 2446 XV| insigne, un predicatore coi fiocchi. Come mai un tant’uomo si 2447 Ded| rivolti al poema del profugo Fiorentino «a cui temprâr l’ingegno— 2448 XVII| vita.[261]~E bellissima, e fiorentissima, la cara donna aveva bisbigliato 2449 XIV| bella pianta della Balma, fiorita in quella guisa di fede, 2450 II| più. E neanche paglia di Firenze, che la somiglia tanto. 2451 X| avvezzo a non mettere che firme.~«Ma sì, mio buono, ma sì» 2452 XX| dichiarazione in due originali. Firmerete anche voi. Eccoli appunto.~— 2453 I| sospirando il tenente.—Ma senti, fischia la macchina, e non vuol 2454 VI| malinconie, le nostre miserie fisiche e le nostre miserie intellettuali. 2455 XVIII| espiazione. Aveva il coraggio fisico di farlo; gli venne meno 2456 V| astronomia, e con gli studi fisiologici del Pasteur, lo avevano 2457 IX| spaventati di Maurizio stava fissa una immagine molesta, l’ 2458 XVIII| quando si alzò; lo vide, lo fissò lungamente negli occhi, 2459 VI| Laggiù vivevano i poveri fittaiuoli del Pinaia, avendo davanti 2460 XX| guance, silenziose lagrime e fitte, come una pioggia d’autunno. 2461 XII| dell’ideale, nella grande fiumana dell’universo, di cui non 2462 XIV| cose, come l’acqua d’un fiume alla foce; e il signor generale, 2463 VI| il caso di coglierlo in flagrante di lunghe occhiate, di mute 2464 III| Maurizio prese con molta flemma una spatola d’avorio, ne 2465 III| luogo era più alta, e più flessuosa nella persona; donde una 2466 XIV| un altro tipo,[208] alto, flessuoso, con una tendenza spiccata 2467 XII| ruotando nello spazio, s’è foggiata in zone, in globi concentrici, 2468 XX| Dutolet, prendendo i due fogli, a cui appose la sua firma 2469 XVII| picciuoli neri lucenti le verdi foglioline disposte a ventaglio. Quei 2470 X| Fa quel che vuole. È il folletto della casa. Come starebbe 2471 IX| negli occhi.—Ma no, che follia!—riprese tosto, sforzandosi 2472 XVI| tutte le paure, tutte le follie della ragione turbata.~Stanco, 2473 IX| interrotte e di sublimi follìe. Anch’ella, poi che tacque 2474 Ded| déluge»; mentre lo stesso fondamento della società, che è la 2475 III| sarà che più forte, perchè fondato sulla conoscenza, sulla 2476 I| balze ferrigne, coi suoi fondi di turchino carico listato 2477 VII| incantati.—Poc’anzi, di là dal Fontan, ho incontrato un bel serpente, 2478 III| dee per protettrici delle fonti. Non c’è cosa più poetica 2479 III| logorati[45] i suoi abiti nella foresta di Trèveri. Non si poteva 2480 XIII| si conosce, per chiare e formali notizie; s’indovina, sto 2481 XVI| tanti viaggi, senza potersi formare un’idea del tempo che erano 2482 XII| Come immaginare che possa formarsi la camera oscura dell’occhio, 2483 XVI| o l’altra riuscir frasi formate, ed esser comprese. Non 2484 III| più ondato; e quei capelli formavano un volume così abbondante, 2485 XII| assurdo, come la spontanea formazione degli organismi. Assurdo 2486 XII| di misteri, di dogmi e di formule. Ogni mattina, prima della 2487 XVI| risa beffarde nell’aria, fornaci in fiamme, tutti i tormenti, 2488 II| arrivo, come una scolta di fortezza. Era lassù, la ròcca dei 2489 XV| scienza che eleva lo spirito fortificandolo, che conduce a Dio, come 2490 VI| medesimo pensiero, cresciuto e fortificato nell’anima sua, gli consigliò 2491 XIX| strada, simulò un mal di capo fortissimo, intollerabile. Effetto 2492 XVII| Ma[262] a quell’incontro fortuito non voleva andare troppo 2493 I| cacciato per due giorni da un fortunale di libeccio. Quella costiera 2494 VIII| vedendo appressarsi quei due fortunati, immemori, inconsapevoli 2495 XII| indietro, per variar di fortune, per azione di ambienti. 2496 VI| quarant’anni nella marcia forzata dell’esistenza?[87]~Quanto 2497 XVIII| gelosamente[276] nel suo forziere nuziale) rinfrescava l’aria 2498 Ded| stupori della piazza, tra i foschi terrori e le serene speranze 2499 III| di ciglia.~—Mia moglie è fosforescente;—diceva qualche volta il 2500 VI| viaggio bisognava farlo, non foss’altro per muoversi, per isnebbiarsi 2501 XX| scavando con le loro mani la fossa che li deve accogliere, 2502 VII| alla fontana, specie di fossatello scavato al piede d’un masso 2503 XVII| si stendevano in forma di fossato, innanzi di cercarsi, tra 2504 XIV| certo punto il generale.~—Se fossi ricco, perchè no?—aveva 2505 | fossimo 2506 III| appender quadri, stampe, fotografie, armi, stoffe, amuleti, 2507 III| leggera le cose del cuore, fragili e fugaci alla fin fine come 2508 VII| rosso in volto come una fragola, e scappò via lesto lesto. 2509 XVI| lampi sinistri nel buio, fragori sordi, rombi sotterranei, 2510 IV| diede in uno scoppio così fragoroso di risa da far rizzare la