10-agita | agnol-balau | balbe-compa | compe-discr | diseg-frago | fragr-ingro | iniqu-mette | metti-pensa | pense-ragio | ragun-sacri | sacro-sorri | sorsa-torre | torse-zufol
            grassetto = Testo principale
     Cap.   grigio = Testo di commento

3013 XV| è compenso ancora, nella iniquità del giudizio, e un privilegio 3014 III| e donne, di cansare gli innamoramenti fatali, di prendere un po’ 3015 XIV| sanno tutte, ma che le donne innamorate conoscono a perfezione, 3016 III| siete salito alla Balma. Innamoratevi dunque, signor Maurizio, 3017 IX| com’era ad un filo. Gli innamorati conoscono questi falsi equilibrii, 3018 III| che vorrebbero diventar inni, ondate di poesia, e non 3019 VII| amo, perchè son creature innocenti, e non perchè mi debbano 3020 III| antichi tormenti, ve ne rende innocua la sensazione, sterile e 3021 VII| tratta che di povere bisce inoffensive, e il buon augurio rimane. 3022 XII| sùbito fui costretto ad inoltrarmi più lento e guardingo, poichè 3023 XVI| Maurizio.~—Parlo dell’età inoltrata, s’intende;—ripigliò il 3024 VII| ritrovarono chiusi. Ella s’inoltrava quanto permettevano via 3025 XVI| lenzuolo sotto il mento, lo inondava di fragranze soavi. Il medico, 3026 VIII| insegnamenti sono come le inondazioni, che si sovrappongono e 3027 VI| povera donna per cui tanta inquietudine aveva regnato alla Balma.~— 3028 IX| voleva dir tutto. Le sue inquietudini si tenevano sempre a mezz’ 3029 XIV| abusate, mi raccomando; è insalubre. E credete a me, la miglior 3030 XVII| guardandola ancora, insaziato, insaziabile. Strana bellezza di quegli 3031 XVII| poi guardandola ancora, insaziato, insaziabile. Strana bellezza 3032 II| avevano poi[28] fatta all’insegna dei tre Re una pace temporanea, 3033 VIII| soprannominato il miscredente. Gl’insegnamenti sono come le inondazioni, 3034 VIII| degna di ricevere qualche insegnamento dall’arte.~—Perchè non credi?— 3035 IV| meglio ad essere più severo, insegnando per esempio a non fallire 3036 XIV| legge morale da volerne insegnare altrui la eterna sanzione, 3037 V| non la conoscerà gliela insegnerò io, che ho i miei monti.... 3038 XIX| pensò che uno spettro lo inseguisse. Di certo, le visioni e 3039 XVI| immagini come le idee s’inseguivano nella sua mente con una 3040 IV| Il generale era col suo inseparabile Dutolet, ambedue seduti 3041 XVII| al sole, all’aria, agli insetti alianti e ronzanti, contenti 3042 XV| spirituali, un quaresimalista insigne, un predicatore coi fiocchi. 3043 XIII| ho trovati di veramente insigni per dottrina e carattere. 3044 XVI| trattato di storia naturale, insistendo particolarmente sul capitolo 3045 X| spelonca percuote monotona, insistente, inesorabile, sulla concava 3046 XVI| stesso. Lo indovinò alla insistenza con cui egli guardava verso 3047 XIII| profondo com’era, non pativa d’insofferenze di egoismo; ma quante 3048 XII| più come una difficoltà insormontabile, poichè i miei filosofi 3049 VII| non può fare! E come sarei insorta, come mi sarei ribellata, 3050 XV| virtuosa, insospettata e insospettabile, si dice comunemente: è 3051 XV| onesto; della donna virtuosa, insospettata e insospettabile, si dice 3052 XVII| per voi? Perchè dovremmo insospettircene? perchè dovremmo impaurirne? 3053 VI| generale aveva avuto ragione ad insospettirsi; si era dimostrato un uomo 3054 XI| abitudine, quella che me l’ha instillata nell’anima.~—Allora, volete 3055 VII| che non voleva veder volti insudiciati.~—Ah, la buona menagère!— 3056 II| paesi di montagna; piccoli intelletti, nei quali la istruzione 3057 IV| ad una legge di natura, intendendola un po’ meglio di tanti e 3058 XV| tanto fervore, facendolo intender così bene alle turbe.~—Via! 3059 XII| Mettici tutta l’anima, e t’intenderà lui; non basta forse?—~« 3060 IV| quello che dice mia moglie. V’intendereste benissimo con lei, almeno 3061 XII| ciò che ho pensato. Voi intenderete, nella lucidità dell’anima 3062 Ded| Quando fui in grado da intenderla, amai compirne l’idea, premettendole 3063 XVII| all’arcobaleno, che parve intenderlo, e gradire l’omaggio, muovendosi 3064 XI| Perchè?[165]~—Perchè, non lo intendete? perchè voglio stare più 3065 XVI| voglio che tu guarisca, m’intendi? lo voglio. Ad ogni costo, 3066 X| pace universale, lo avevano intenerito, ritemprato, rinvigorito, 3067 XVII| tonalità violacea, che s’inteneriva negli sfondi fino alla espressione 3068 III| uno di rimpetto all’altro, intenti a tuffare il becco nel latte 3069 III| un esempio, non vi pare?~—Intercedo per la sentinella, generale;— 3070 III| Maurizio era rimasto un pochino interdetto, non sapendo che cosa significasse 3071 IX| importantissimi, che lo interessano tanto, laggiù, nel suo campo, 3072 XVI| assaggiarne. E lo chiamava il suo «intéressant moribond» e gli ripeteva 3073 VIII| durano ancora, e sono molto interessanti;—soggiunse ella, respirando.~ 3074 X| stava a sentire, mostrando d’interessarsi al discorso, e, quando la 3075 XIII| Il vescovo l’aveva molto interessata, come era naturale che facesse, 3076 V| avrei rimorso di non essermi interessato per le loro disgrazie. È 3077 V| qualche modo il silenzioso intermezzo, cercava di accendersi un 3078 XVI| Maurizio; e per averne l’intero, mezz’ora dopo che sua sorella 3079 XII| scelsi via via i più recenti interpetri dei miti antichissimi, i 3080 VIII| guarderanno dove voi dite. Ma interrogateli, e vedrete: vi parranno 3081 XV| proprio a lui, come una interrogazione, come un rimprovero. Intollerabile 3082 XI| lasciato, della carriera interrotta. Oh, non tralascia allora 3083 IX| da quella musica di voci interrotte e di sublimi follìe. Anch’ 3084 IV| siamo stati fortunatamente interrotti; ed ora che ho perso il 3085 XVIII| del generale gli era stato interrotto: con forti, assidue strofinate 3086 III| state fatte in quel lungo intervallo, il parco, il giardino, 3087 II| in quanto che niente era intervenuto a turbare la cortesia delle 3088 II| settimana, o solamente a intiepidire le amicizie, come avviene 3089 XIII| Maurizio, facendo un sorriso intiero.—C’è il vescovo in visita 3090 I| certamente per qualche intima ragione si era appartata 3091 III| volentieri certi tasti più intimi, quando non si è tra connazionali: 3092 XIII| scarna selva di negre aste intirizzite! Maurizio aveva già veduto 3093 V| trasognato a guardare, mezzo intirizzito, mentre Maurizio si tormentava 3094 II| qualche sfaldatura dell’intonaco ne trasparivano le elegantissime 3095 X| l’aureola di raggi onde s’intorniano le fronti dei beati, la 3096 IX| altre ore, da solo, e d’intrattenersi a ragionare con lui. Gli 3097 I| lontano fa pensare; l’occhio intravvede l’infinito; l’anima sente 3098 XII| imperfette, mi lasciava intravvedere anche nell’animo di quei 3099 IX| morale ne persuadono, o ne intravvedono un’altra. Ma allora, non 3100 Ded| dire più veramente, hai intravveduto nella vita passata un lampo 3101 V| Quando le alzò, Maurizio c’intravvide una lagrima, e si turbò 3102 XVII| finalmente, uscivano da quell’intrico di piante. Ancora un centinaio 3103 XVII| nel fascio spumeggiante, intrise il fazzoletto a guisa di 3104 Ded| succhi la povera morale intristita. Questo è il mio sogno dell’ 3105 XVI| Egli, egli solo, aveva introdotto il gran nemico in casa. 3106 VII| miele?—domandò Maurizio, introducendo la punta del coltello sotto 3107 III| una spatola d’avorio, ne introdusse delicatamente la punta sotto 3108 XVIII| disse il dottor Soleri, intromettendosi coll’autorità del suo ministero.— 3109 IV| dovere che la mia coscienza intuisce. Del resto, ecco già un 3110 XII| moltitudine ascosa nell’ombra intuonarono il Tantum ergo, annunziante 3111 XVI| anche delle lagrime, che inumidivano le ciglia, senza spegnerne 3112 XIV| ed egli si divincolava inutilmente nella stretta. Se credi 3113 XVIII| crepuscolo incominciavano ad invadere la stanza, viva ancora di 3114 III| esercito, per passar tra gl’invalidi assai prima del tempo. Anche 3115 II| lui. Ma le donne, si sa, invecchiano a star sole, più che non 3116 II| altra oramai nell’aspetto, invecchiata parecchio, sebbene non avesse 3117 XII| religione ha delle parti invecchiate. Non so, e se penso che 3118 X| capricci dei nostri nervi invecchiati.~In quelle ore tutto andava 3119 I| Maddalena?~—È vero, sì, e invecchierai vedendolo ogni giorno; e 3120 IX| assai largo. In casa, poi, inventava ogni giorno qualche pretesto 3121 I| E poi, che cosa sono le invenzioni dell’uomo, ristrette ad 3122 Ded| secchi al peso delle nevi invernali, all’azione dei geli, al 3123 XVII| scabrosi, sfaldati a migliaia d’inverni, avevano qualche cosa da 3124 XIII| Se voi non aveste l’uso inveterato di capitare dalla montagna, 3125 II| nicchia protetta dalla sua invetria[26]ta, si vedeva una statua 3126 XVI| quell’altro finisse la sua invettiva.—Che è stato? Io non sapevo.... 3127 III| mettere al posto buono per invigilare la strada maestra; e certamente 3128 XVI| pregò tacitamente le potenze invisibili a cui era stato così lungamente 3129 Ded| gioventù lo chiama, la terra lo invita; il rimorso lo turba, e 3130 XIII| fatta a bella posta per invitare al peccato. Piaccia ad altri 3131 X| d’una parola maligna, che invitasse ai sospetti? Questo pensiero 3132 VIII| l’aria di ascoltarvi; li invitate a guardare questa o quell’ 3133 XIX| fare la sua dichiarazione. Invitò il signor di Vaussana a 3134 XVII| confondono l’una nell’altra, invocando l’eternità dell’istante. 3135 XX| cielo e terra, attendono, invocano, espiano.—~FINE.~ 3136 XII| le voci; mi piacquero le invocazioni rivolte alla gran madre 3137 XV| giorno il predicatore, e s’invogliò più che mai di ascoltarlo 3138 XVII| che si sprigionava di , involgendo, accarezzando, inebriando. 3139 XVI| abbattimento per lui; e involgendolo tutto d’un sorriso amoroso, 3140 XIII| occhio non guardasse, ma involgesse, la cui bella mano mandasse 3141 XIII| ravvedendosi tosto, ad un gesto involontario di Maurizio.—Ora dicevo 3142 XVIII| la stola e la pisside, involta nel suo copertoio di seta. 3143 XVIII| uno dopo l’altro parecchi involtini, boccette ed arnesi di varie 3144 XVII| in un grappolo, i lunghi involucri verdolini campanulati e 3145 XIV| tutta la sua grazia all’iperbole. Maurizio, nondimeno, si 3146 X| finzione, un pochettino d ipocrisia tra le linee, specie in 3147 X| Maurizio. Dunque, niente ipocrisìa nella lettera, solamente 3148 XV| hanno fatto che ripigliare l’ipotesi del Lamarck: combattendo 3149 IX| di sua madre, la contessa Ippolita. Ma era più timida, la vecchia; 3150 XII| alla spiaggia, perde la iridescenza perlacea dei suoi sette 3151 V| viste di non aver capita l’ironia.~—Sia pure;—rispose Maurizio, 3152 V| sarcasmi, le sue pungenti ironie. Son pure prepotenti questi 3153 I| dimissione come un proposito irrevocabile: ma egli non intendeva già 3154 XI| comando che annoia e che irrita. Ha bisogno di una cosa 3155 XVII| strana apparizione. Ma tosto, irritato da quel gesto minaccioso, 3156 XII| metterci una intenzione d’irriverenza; intenzione che è ben lontana 3157 XVI| ancora intaccato dalle acque irrompenti; ed egli tentava, lanciandosi 3158 XV| sentendolo oppresso dalla irruenza del pensiero e della parola; 3159 XII| la rendevano sempre più irta di pratiche minute, di astruserie, 3160 XX| piace. Ma uno di noi due non isfuggirà all’imputazione di assassinio.~— 3161 I| biblioteche; ottima occasione per isgranchirsi, per non fare la ruggine. 3162 XII| intendevo ancor Dio. Per non ismarrirmi fra tante novità, mi rifacevo 3163 VI| foss’altro per muoversi, per isnebbiarsi il cervello. E non già, 3164 II| guancia, come la regina Isotta dei canti medievali.~Erano 3165 XV| va, non peccar più», non isperi di sollevare la fronte. 3166 V| considerare le cose con ispi[69]rito di libertà. Ma il 3167 VIII| distribuire troppa intelligenza in ispiccioli a troppe miriadi d’organismi, 3168 XVI| contrae a sua volta per ispingerlo nell’aorta. Ci siete? Orbene, 3169 Ded| Gabriello Chiabrera fu ben ispirato, il giorno che sul portone 3170 VI| più ammirazione che non ispirino amore; e l’ammirazione è 3171 Ded| ricompense celesti, presente in ispirito[viii] e in verità dovunque 3172 VI| stendeva, la foggiava in ispranghe, per uso dei fabbri. Innanzi 3173 VII| da ridere, e fu per ispruzzar l’acqua in aria.~—Badate!— 3174 XVIII| mentre quell’altro, non istando più alle mosse, prendeva 3175 XII| l’aveva annunziata, e fu istantaneo il moto dell’anima che mi 3176 XV| Martinetto?—le disse, dopo alcuni istanti di silenzio, che gli erano 3177 XIV| così allegro. Cedendo alle istanze dei Matignon, i signori 3178 VI| venir prima del solito. Non istarà più molto a comparire laggiù, 3179 X| sue lunghe fatiche; non istava più tanto ferma in salotto, 3180 VII| Lo faremo a fette, per istenderci il miele. A voi, Maurizio; 3181 XV| generale;—nervi, fumi, vapori, isterismi ed altri cataclismi da ridere. 3182 IV| il suo posto: animale d’istinti maravigliosi, già dotato 3183 XVI| moto: e per farlo, e per istizzirsi[240] di non poterne fare 3184 XVI| la pena di parlarne. Non istò forse bene, ora?—soggiunse, 3185 VI| ventesima, o giù di ? Eterna istoria! così fanno tutti, quando 3186 XV| ne avrebbero parlato le istorie. E l’eco dell’entusiasmo 3187 V| quella gente che non importa istruire, che è bene lasciare nell’ 3188 IV| notate ch’io non ho avuto da istruirla. Era così, quando divenne 3189 XI| passeggiava sulla spianata dando istruzioni al fattore, Gisella riceveva 3190 XVIII| aveva lagrime; era come istupidito; pareva tranquillo. Anch’ 3191 XVII| braccio davanti a lei, per isviare i rami dei nocciuoli e darle 3192 V| curiosi, questi nostri amici italiani, con la loro fede incrollabile! 3193 Ded| immagini fantasiose, ridenti d’italica primavera al genio di Oderisi 3194 X| combinazioni chimiche in ite con cui l’amorosa umanità 3195 | IV 3196 XVI| avec vos os, on en fera des jeux de dominos, on en fera des 3197 III| lastrone orizzontale, vero labro di granito, donde si precipitava 3198 III| Maurizio aveva fuggito i lacci di due meravigliose creature: 3199 I| il tenente di vascello.~Lagnarsi? È presto detto. In che 3200 XIX| contessina chinò gli occhi lagrimosi, appoggiandosi alla parete. 3201 XIII| una società che nel suo laicizzarsi naturale trascorre un po’ 3202 VII| che il meglio era di non lambiccarsi il cervello. Perchè almanaccar 3203 XIV| costantemente fido, ne vedeva lampeggiar l’occhio azzurro sparso 3204 XIV| stesso; e vili pensieri lampeggiavano sinistramente nell’ombra 3205 II| incominciavano ad accendersi i lampioni. Un po’ radi, secondo l’ 3206 XVI| irrompenti; ed egli tentava, lanciandosi a volo col dolce peso sulle 3207 XVII| vide riaprire i begli occhi languidi alla luce del giorno.~Allora, 3208 XIV| spiccata al biondo, e dei languori orientali nell’occhio. Come 3209 II| ma supplivano qua e i lanternini appesi a qualche tabernacolo 3210 XV| pensi che la turba, se non lapida più, giudica ancora; la 3211 XV| polvere di contro ai suoi lapidatori, Iddio ha detto: «chiunque 3212 XVII| sparsa la massa turchina del lapislazzoli. Ma in questa gemma è l’ 3213 V| trovo nella teorica del Laplace, come nelle esperienze di 3214 VII| con .~—Ho fatto bene a largheggiare nel numero,—diss’ella, lodandosi 3215 VI| E in questa categoria di larghezze spensierate poteva entrare, 3216 XVII| questo basso strato d’aria, largito per condizione di vita ai 3217 Ded| figura di combattente, o larva di promessi rimorsi per 3218 VIII| amano e non badano a noi; si lascerebbero uccidere, piuttosto che 3219 VIII| allontanata dalle serpi.~—Lasciamole amare a modo loro;—diss3220 III| fino ad un certo punto, lasciandogli la porta aperta per una 3221 VII| benefattrice, ed io non posso lasciarle credere quel che non è; 3222 X| bisbigliava.—Come ho sofferto, a lasciarti, andando senza di te a vedere 3223 XVIII| siete andato a riposare?~—Lasciarvi solo?...—balbettò Maurizio.—~ 3224 X| la bellissima creatura lo lasciasse solo per ore ed ore, a tu 3225 V| esser di serie, che non lasciassero tanto amaro nell’anima. 3226 I| portato Nelson, signorina.~—E lasciatelo a Nelson, e vestitevi da 3227 XX| il vivere? Sì, il vivere, lasciatemi finire il mio pensiero; 3228 V| incrollabile! È un vizio di razza, lasciatevelo dire, signor di Vaussana, 3229 XVIII| braccia ripiegate sulla lastra e il volto ascoso nelle 3230 II| ciottoli enormi onde era lastricata la strada maggiore; sempre 3231 III| sopraggiudicava l’abisso, con quel lastrone orizzontale, vero labro 3232 XII| considerarla per tutti i lati, fu in me l’opera di qualche 3233 XX| come di angeliche voci laudanti nello spazio. Non era una 3234 X| brace, o come un cencio lavato? Non ne sapeva nulla; ma 3235 X| degli arpioni al muro; così, lavorando e sudando, dimenticavano 3236 XIV| piccolo cervello è costretto a lavorar sempre su quella. Felice 3237 III| guardate di sbieco, pareva che lavorasse a farsi brutta; ma senza 3238 XV| quanto più sente di aver lavorato, così nella grande giornata 3239 III| la direzione di Maurizio lavorava ad aggiustare, ed aggiungere 3240 XVI| che ne siamo fuori. E come lavoravate di fantasia! Ci avete fatto 3241 VII| è in fine un debito di lealtà: non posso dimenticare.... 3242 II| i ginepri, i roveri, i lecci, tutti conosceva Maurizio, 3243 XIII| insieme! Scendendo in paese, legandomi un po’ più con quella cara 3244 IX| viltà delle cose. Le antiche leggende, trovandolo ancora padrone 3245 V| vano dell’altra finestra, leggendo un giornale,—ero venuto 3246 XI| rispose Gisella,—voglio legger tutto d’un fiato. A centellinare 3247 Ded| sentito da coloro che lo leggeranno. Da ventimila, dice l’amico 3248 IX| gradazioni nell’aria, incurvato leggermente sul baratro, nello strato 3249 IV| un libero pensatore, che leggesse il Voltaire, il Rousseau 3250 XII| terrore. L’adolescenza è così. Leggevo molto, divoravo tutto quello 3251 XIII| alto, poi, dove i preti leggono e studiano, dove le anime 3252 XX| quelle vette, a quattro leghe da Grenoble, dove io son 3253 IV| complesso di conseguenze legittime che l’umanità ha tratte 3254 XVIII| disse:~—Il vostro dolore è legittimo, è sacro. Ma pensate, signor 3255 I| azzurreggianti tra il verde, e su lembi sottili di candide spiagge 3256 XI| era a far le volte del leone in gabbia sul pavimento 3257 V| alcune preziose citazioni, Les Origines del Pressensé. 3258 XII| anch’es[173]so una rovina: lessi ancora le Origini di tutti 3259 XII| raccomandato; gli altri due letti un po’ di straforo. Quel 3260 I| quando fu solo nel suo letticciuolo di collegiale, Maurizio 3261 XVIII| tutti. Fatta preparare una lettiga e adagiare sovr’essa la 3262 IV| di quell’uomo d’armi un lettore dei moderni evoluzionisti;— 3263 XI| giudicare da qualche migliaio di lettori; scriveva per lei, per l’ 3264 XV| gridò questi ex abrupto, levandosi gli occhiali e deponendo 3265 XIX| bianchiccia appariva da levante. Potevano esser le tre del 3266 XV| bene terreno da cui si può levar tante parti, e il resto 3267 II| sanguigno che forse aiutava a levargli otto o dieci dei sessant’ 3268 XIV| voluto, un miracolo, per levarlo di pena. Ma quale? Egli 3269 XI| servitore; sono andata a levarmi la veste macchiata, ne ho 3270 XVIII| quella dei cari congiunti di levarselo subito dagli occhi. Temono 3271 II| radice, portando fieramente levati i loro pennacchi verdi cupi, 3272 XVI| osservante: andava in chiesa; e levato di , praticava poco, sicuramente 3273 XIX| lo aiutava a parlare, gli levava le parole di bocca, compiva 3274 I| giorni da un fortunale di libeccio. Quella costiera della Cornice 3275 XIX| quella volta egli si sentiva liberato d’un gran peso. Ah, la vita, 3276 IV| Spencer, tutta la scuola dei liberatori. L’antropopitèco non si 3277 XII| maggior sorella dei deserti di Libia; rigettata alla spiaggia, 3278 I| nubi della tempesta, si libra sull’arco dell’iride, si 3279 VIII| dubito, di aver letto certi libracci di scienza moderna. moderna 3280 X| voluti; due vite che si librano in alto, posando immobili 3281 III| veniva a spendere le sue licenze ordinarie e straordinarie 3282 Ded| tempo per ciò, si sarebbe licenziato a parlare più liberamente 3283 XVII| perfino i muschi del prato e i licheni dei grigi lastroni scabrosi, 3284 III| scuola elegante e vigorosa di Licurgo Cavalli, e che a Napoli 3285 II| rispose ella, arrossendo lievemente.—Sono di quelle che ha piantate 3286 IX| pareva una rappresentazione, lievissima, a mala pena sensibile, 3287 Ded| angolo felice della nostra Liguria occidentale, il più antico 3288 XVIII| nessuno, se proprio sul limitare il passo non gli fosse stato 3289 Ded| foglie di smeraldo i bei limoni dal color dell’oro. Per 3290 II| risparmi dell’opera, di limosine accumulate e di aiuti straordinarii 3291 XV| spumeggia, rimbalza, uscendo più limpida, più rumorosa, più viva. 3292 X| accoglieva era sereno, l’occhio limpido, il labbro sorridente.~Maurizio 3293 VII| sorellina, che è sempre così linda.~—Ah, non tanto, signora, 3294 XVI| facilmente esser cagione di lipotimìe, o deliquii che vogliamo 3295 XV| cervello, come gocce di piombo liquefatto, facendovi impronta e presa 3296 Ded| cielo opalino, con quella lista di mare turchino davanti, 3297 I| fondi di turchino carico listato di smeraldo e sormontato 3298 XII| nascosta nell’ombra, cantava le litanie, prologo consueto alla benedizione 3299 VI| martinetti ad acqua han persa la lite: dove la scarsezza progressiva, 3300 V| disceso?—Ma non volle aver due litigi in un giorno, cascando dal 3301 VI| raddrizzato col traguardo e livellato con la tavoletta pretoria. 3302 XIX| , disteso, irrigidito, livido, con gli occhi semiaperti, 3303 V| negato ogni fede a Tito Livio e a Dionigi d’Alicarnasso, 3304 VII| largheggiare nel numero,—diss’ella, lodandosi un poco.—Presentivo ancor 3305 VII| alla luce.—~Egli intanto si lodava in cuor suo di aver fatta 3306 III| testimoni di quelle prodezze lodavano senza risparmio. Ma il bravo 3307 XV| un viver domestico poco lodevole, brutta scena che spesso 3308 II| torre da un lato, con le sue logge alte al secondo piano, fors’ 3309 III| principessa della leggenda ebbe logorati[45] i suoi abiti nella foresta 3310 III| brigata nell’esercito della Loira, non aveva più fatto altri 3311 III| combattendo in Crimea e quindi in Lombardia nella campagna del ’59. 3312 III| rassomigliano, sotto tutte le longitudini della zona temperata e sotto 3313 VI| lassù era così stupenda per lontananze preziose, che quel piccolo 3314 XIX| ogni costo, scivolando, lordandosi di quel sangue, bevendolo, 3315 VI| muriccioli si veston d’edera e di lucertole; i nostri andarini sabbiosi, 3316 Ded| occhieggiavano a lui tra lucide foglie di smeraldo i bei 3317 XII| Voi intenderete, nella lucidità dell’anima vostra, come 3318 XV| e calde terzine; citava Lucrezia Tornabuoni, e le sue affettuose 3319 XVIII| donde una bella Madonna di Ludovico Brea, forse il capolavoro 3320 Ded| tra il motto infame di Luigi XV: «après moi le déluge»; 3321 VII| crudele da ricusarvi i miei lumi superiori.—~Maurizio intese 3322 XI| giorno: poi, quando ha le lune,[160] grida, strepita, tempesta, 3323 Not| pèrdono.~·         Pag. 146: lungamenti cercati e intensamente voluti; 3324 XV| anima a Dio, è conveniente lusinga. Anche un poeta pagano lo 3325 XIII| camice addosso, con quel lusso di piegoline e di ricami, 3326 I| lasciarsi più cogliere a certe lustre, ed era stato di parola: 3327 III| diritto di veder continuato il lustro di un buon nome.—~Il signor 3328 XV| allora evocato:~—«Venite voi Lutero, voi Calvino e voi Melantone; 3329 XI| vostra norma, non ho vo[159]luto nessuno. Me ne ricordo benissimo: 3330 XVIII| fosse il miglior compagno di lutto per il vecchio castellano 3331 XVI| facezia feroce di Robert Macaire al povero ammalato: «allez, 3332 XI| andata a levarmi la veste macchiata, ne ho indossata un’altra, 3333 XV| disprezzarla, di tante colpe macchiati, mentre uno spirito puro 3334 XV| materia cerebrale. Siamo macchine, mio caro.—~Così ragionava; 3335 Ded| Che tutto mi possiede!~Di macere vigilie~Rinforzerò la fede.~ 3336 XV| venata di peli bianchi, più macilento che magro, alto della persona 3337 VII| Gisella si alzò.~—Te ne vai, madama?—gridò Rosina, aggrappandosi 3338 I| si ricorda che sono della Maddalena?~—È vero, sì, e invecchierai 3339 VII| il latte; è laggiù nella madia, in quel mastello coperto; 3340 XII| non si appendevano santi e madonne a tutte le pareti, e non 3341 XIV| dea serena e sorridente, maestosa e leggera, appagando tutti 3342 XIII| di quella fede da cui la maggioranza del mondo civile tragge 3343 XVI| disequilibrio cardiaco è maggiormente sentito. Allora i moti disordinati, 3344 Ded| meglio collocati nel mare magno della vita, dopo aver tremato 3345 IX| temere? Usciva per i suoi malati, per suo diporto, per suo 3346 XVI| faceva tutto, e covava il suo malato con gli occhi, come una 3347 VIII| triste o lieta, benedetta o maledetta, in cui l’animo nostro ha 3348 X| accusa in un vago senso di malessere nel profondo del cuore. 3349 VII| ritornato di nottetempo, come un malfattore, per chiudervi in casa, 3350 X| discorso incauto, d’una parola maligna, che invitasse ai sospetti? 3351 XIX| notizia, non avessero i maligni a metterla d’accordo con 3352 X| che bel fatto! et pas plus malin que ça.—~Così l’uno tagliando 3353 XIX| di Maurizio, e crollando malinconicamente la testa, gli disse:~—Sono 3354 II| figura pulita di cavaliere malinconico; la donna giovane, elegantissima 3355 I| essere degli equivoci, dei malintesi; ma ingiustizie no, mai;— 3356 XIII| dettate la ingenuità, o la malizia.~—Sapete dirmi, Maurizio, 3357 VII| Gisella, con la sua graziosa malizietta,—che la montagna è assai 3358 VII| esclamò ella, sorridendo maliziosamente.—E ne siete ritornato di 3359 VII| guardava coi suoi occhietti maliziosi. Non aveva paura di me; 3360 VII| con la coda dell’occhio malizioso, mentre teneva alto il mento 3361 XV| mai; è brutta, la colpa, è malsana; porta con , per primo 3362 XV| quella madre così sciocca o malvagia, che non abbia in mente 3363 XVI| l’Hôtel-Dieu; on fera des man[253]ches de couteau avec 3364 XV| cerca il ben: questo non manca mai.~Quella mattina, sulla 3365 XVIII| un’altra volta il senso di mancamento che lo assaliva sempre colà, 3366 IX| giorni di festa, e la sua mancanza non doveva esser notata 3367 I| Sì, spesso sentirò che mi mancherai, bravo Susini. Intanto, 3368 IX| disertori, pezzenti, non ne mancheranno di certo; un brutto incontro 3369 X| rimasti al nostro posto, anche mandando giù qualche amaro boccone, 3370 V| contessa.—Io penserò invece a mandar brodo e qualcos’altro a 3371 XII| allora avevo otto anni, e mi mandarono subito in collegio; forse 3372 VII| dimenticando ogni cosa, e poi mi mandate via?~—Ma io non posso dimenticare.... 3373 X| meriterebbero piuttosto d’esser mandati a sfamarsi in cucina, tanto 3374 XII| sua bella mano benedicente mandava carezze nell’aria.~«Con 3375 III| volgendosi ancora al compagno.—Manderemo agli arresti la sentinella 3376 V| vostro comodo, Pinaia. Me la manderete domani. E grazie, non è 3377 V| Intanto ci vorrà il medico, e manderò subito a cercarlo.~—Permettete 3378 XX| la casa dov’era nato, e mandò un bacio alla sua buona 3379 X| hanno così l’illusione di maneggiar la leva di Archimede e di 3380 V| risparmiato di più, che a farsi mangiar vivo dai contadini. Brutta 3381 XVI| segnatamente voi altre donne, che mangiate come gli uccellini, e avete 3382 VII| dormito tutto d’un sonno.~—E mangiato?~—No, per aspettarvi. Non 3383 XIV| vedendo di mal occhio quella manìa religiosa della sua giovane 3384 III| quarto giorno, mentre era in maniche di camicia su d’una scala 3385 XIII| e della sua rusticità di maniere: con quel camice addosso, 3386 X| contento di passare per un manifattore. Gli uomini son sempre contenti, 3387 X| a lavorare, non volendo manifattori servi ad aiutare. Due 3388 XV| domandato della contessa, e manifestato il suo vivo rammarico di 3389 XIX| patema d’animo, violento, manifesto, innegabile, nella morte 3390 I| perso ancor uno dei suoi manovrieri. E buono, poi, buono come 3391 Ded| di grazia, di virtù, di mansuetudine, di sacrifizio sublime, 3392 XIII| una tunica rossa, con un mantello azzurro sulle spalle. Un 3393 XX| Dutolet.—Quel che prometto mantengo. Se ieri mi aveste fatto 3394 Not| punteggiatura originarie sono state mantenute.~Sono stati inoltre corretti 3395 XVII| scollata la[264] pelle del manticino. Ma ne avevano ancora dei 3396 X| cappellino e a prendere la sua mantiglia, non si vedeva comparire. 3397 Ded| di cui si contentava il Manzoni: nel fatto, levando tutti 3398 X| quadro. Dolce abbandono sul mar senza vento, con molta luce 3399 XI| che di possiamo ancora maravigliarci di nulla.~—Già! la mia bella 3400 VII| tutto; e d’altro doveva maravigliarsi tra poco.~—Signor Maurizio,— 3401 IV| era un antropopitèco. Vi maravigliate di sentirmi parlare con 3402 II| piazza maggiore molti visi maravigliati: ne riconobbe parecchi, 3403 IV| spalle, mentre in cuor suo si maravigliava forte di trovare sotto la 3404 XVI| erano neanche da farsi le maraviglie: oramai erano più le volte 3405 XI| volto di lei, Maurizio si maravigliò grandemente.~—Ti dispiaccio 3406 XIV| propria dei francesi, e che è maravigliosamente aiutata da una lingua facile 3407 XV| provarsi. Vincere il La[221]marck, bella forza! E poi, che 3408 V| miseria, coi gruzzoli di marenghi nel saccone.~Maurizio era 3409 XII| belle cose si dicevano a Maria; e coloro che le dicevano 3410 I| per descrivere i costumi marinareschi,[8] le imprese audaci, le 3411 I| cavalleria che quelli della marineria. Gli ultimi giorni che ella 3412 I| un dipresso di tutte le marinerie europee. Lo ha portato Nelson, 3413 XVI| Ci vorrebbe un cavallo marino, per voi.—~E trascinava 3414 III| secondando un complimento maritale, con un nuovo sprigionamento 3415 V| nevolezze in ogni discorso. I mariti in collera son tutti così, 3416 XIII| fascicolo della Rivista marittima, di cui gli aveva parlato 3417 I| capo del suo dipartimento marittimo, alla Spezia, si era degnato 3418 II| altar maggiore, tutto di marmi incrostati a fiorami di 3419 I| fragranze e al romper dei marosi contro le rupi. Lo rivide 3420 XVI| di buon umore, première marque, che teneva in serbo per 3421 XVII| una gran tonaca di color marrone, si vedeva un monaco; lui, 3422 XVIII| una bottiglia di vecchio Martel, e versandone alcune gocce 3423 XV| Regalava la tra[233]duzione del Martini, approvata da Roma: quanto 3424 XX| dell’abside. I piedi del martire sparivano sotto una gran 3425 XII| Genio del Cristianesimo, dei Martiri, dell’Atala, tre libri dello 3426 III| dalla grazia corretta di Masaniello Pa[52]rise. Alla pistola 3427 VII| farete far la figura di un mascherone da fontana.~—In che modo?— 3428 I| Buona fortuna, e figli maschi.~Strano ragazzo, quel Maurizio! 3429 XIV| portate dalle relazioni mascoline del marito. Si vedevano 3430 XVI| anche quel genere tutto mascolino di celia faceva ridere Maurizio.~— 3431 VII| la sveltezza delle buone massaie, apparecchiava la tavola. 3432 XIV| incontrastabile, ma un pochettino massiccia. Mi dicono che ora ci sia 3433 XV| suet, per esempio, e dal Massillon; ma bisogna riconoscere 3434 VII| laggiù nella madia, in quel mastello coperto; e riempitene il 3435 IV| Maurizio, che in verità lo masticava male.—M’immagino che vi 3436 X| con mano ferma gli staggi mastiettati; Maurizio lassù, appollaiato 3437 VII| due ore prima. Se nella mat[110]tina non avesse ceduto 3438 XII| all’infinito.~«Intanto, la matematica vien fuori colla legge delle 3439 V| ragione di tutto. Sto coi matematici, poi, e non moltiplico gli 3440 V| fabbricassi la mia coi vostri materiali. Vi ringrazio, ma non ne 3441 V| volume del suo Cournot: Matérialisme, Vitalisme, Rationalisme, 3442 V| teologia; ma da filosofo non materialista, scettico, doveva egli, 3443 XII| della legge, come gli stessi materialisti; ma con questa semplice 3444 XII| pratica della filosofia materialistica mi abbia condotto a vedere 3445 VI| simbolo e promessa di una maternità che non avrebbe fatto differenza 3446 XX| appose la sua firma colla matita.—Dunque lassù, al piano 3447 XIV| ogni costo com[205]binar matrimonii. E Maurizio, come aveva 3448 XV| passeggiate di lui. Tutte le mattine, un’ora prima di salire 3449 XIV| generale prendeva un gusto matto a ribattere quel chiodo 3450 V| Costrutta coi miei poveri mattoni, la mia si regge, come la 3451 VII| Gisella capitare a quell’ora mattutina sulla montagna? e come poteva 3452 III| asciolvere. Dopo il pasto mattutino, andò nelle sue stanze a 3453 Ded| è il mio sogno dell’età matura, e credo che questo sia 3454 V| debitori d’un semestre, e maturato da un pezzo; ancora un po’ 3455 XVII| nocciuole; ma componeva mazzetti di capelvenere e di talco 3456 XVII| bel pugno, per comporne un mazzetto, insieme con certi fiorellini 3457 II| agricoltori, industriali e meccanici, come spesso occorre nei 3458 V| capezzale e con al collo la medaglia benedetta dal papa. «Rammolliti», 3459 | medesime 3460 II| quasi tutti della classe media, tra povera ed agiata: a 3461 V| della sua cassettina di medicinali, ed egli aveva potuto somministrar 3462 II| contentare il tuo gusto medievale bisognerebbe rinunziare 3463 II| regina Isotta dei canti medievali.~Erano facce nuove per Maurizio, 3464 IV| polpastrello dell’indice, o del medio. Lei porta dell’altro; se 3465 X| la contessa Gisella, con mediocre infamia, come diceva modestamente 3466 VIII| miserabili, per cui gli uomini mediocri si struggono, i deboli ammattiscono, 3467 XII| relativa. Quanto ho letto e meditato, nelle lunghe navigazioni 3468 XV| Lutero, voi Calvino e voi Melantone; venite davanti al mio tribunale 3469 Ded| mutando il suo buon codice membranaceo nei codici moderni del patrio 3470 I| stato suo comandante in una memorabile crociera e che aveva mostrato 3471 XIX| visitare[298] tutti quei memori luoghi. Non aveva più terrori 3472 XX| cento cose con lei, evocando memorie infantili, facendo perfino 3473 VII| insudiciati.~—Ah, la buona menagère!—esclamò Biancolina.—Peccato 3474 XVI| questi primi sintomi di una meningite, si aggiunse[249] tosto 3475 XVII| non vedeva altro se non meningiti e vizi cardiaci!~Finalmente, 3476 XV| misura, e senza aver fatta la menoma concessione al gusto mondano. 3477 V| da non lasciar passare il menomo complimento, da veder tenerumi, 3478 XVII| il giro più largo. Così mentirà una volta ancora la vostra 3479 III| Nizza, a Villafranca, a Mentone, dovunque i Matignon erano 3480 XVIII| vostra religione è una grande menzogna. E voi, con le vostre divozioni, 3481 XI| Giorgio. E le avrei fatte meravigliar bene della mia compagnia, 3482 VII| cortesia grande e di farne le meraviglie; poi riportò tranquillamente 3483 I| abbia un’anima, e grande, meravigliosamente grande, grande almeno sei 3484 VIII| sembianza del caducèo di Mercurio. Si era avvicinata, al solito, 3485 XVIII| affettuosa, che sentiva di meritar così poco. Ben presto la 3486 VIII| viltà ch’egli non credeva di meritare. Il sentimento che Maurizio 3487 I| sopportano, o si mostra di averle meritate; nel qual caso non sono 3488 XI| 156]ghesi, robaccia! non meritavano di occuparsene troppo. Nella 3489 X| lo aveva fatto tremare,—meriterebbero piuttosto d’esser mandati 3490 XV| bella signora;—altrimenti meriterò i rimproveri del generale, 3491 III| bosco, altra che più meriti il sorriso di una divinità 3492 II| servo di palazzo dei re Merovingi. Così tutti i degni, i valenti, 3493 XX| inginocchiava umilmente , mescolandosi volentieri alle povere donne 3494 XIV| miracolo di bellezza sovrana mescolarsi nella modesta chiesa di 3495 X| chiedere chi fosse stato il messaggero: la mano di scritto parlava 3496 XII| borbottando certe parole che nel messale non erano scritte! Si era 3497 XII| con certe pesanti corone messe in bilico sulla testa. Cristo 3498 XV| laude spirituali; citava messer Agnolo Poliziano, autore 3499 III| del corpo di spedizione al Messico e aver combattuto valorosamente 3500 XII| messa; ma che messa? un messone. Quel prete Risso, che veniva 3501 II| scende larga in pendìo, la mèta del suo viaggio, il suo 3502 V| disprezzo di ogni ubbìa metafisica, di ogni «concrezione ereditaria», 3503 V| granito. Segno, per uscir di metafora, che i nostri sistemi sono 3504 XII| timidamente luccicanti di riflessi metallici al fioco lume dei ceri si 3505 XVII| svariati, dal verde cupo e dal metallico lucente allo smeraldino, 3506 XVII| ed ai punti del prezioso metallo ond’è sparsa la massa turchina 3507 XVII| del convenuto. Sono così metodici, gli orologi! Per uno che 3508 XVII| rutilante, cantando con assiduo metro all’abisso la sua canzone 3509 VI| spensierate poteva entrare, mettendoci un po’ di buona volontà, 3510 III| disse a sua volta Maurizio, mettendosi volentieri sul tono di celia 3511 VII| e la stendeva sul piano, mettendovi poi su i tovagliuoli, rozzi 3512 V| mese e non avrò nulla; ci metterei la mano sul fuoco, tanto 3513 XVII| angelo della signora? La metteremo, se mai, a pari con voi. 3514 VII| intendiamoci; l’altro lo metterete al fuoco, dopo averlo riempito 3515 II| sorella, senza bisogno di metterlo ancora in angustia colla 3516 V| nessuno. Non vorrei che mi metteste sulle braccia tutti i debitori 3517 VIII| canzonatemi ancora. Mi mettevo a ragionar come voi, signorina.


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