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Anton Giulio Barrili Tra cielo e terra Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
grassetto = Testo principale Cap. grigio = Testo di commento
4022 XV| domando spesso: che cosa penserà Maurizio di me, se anch’ 4023 XVIII| calma risposta; ed anche si pentì d’aver parlato con tanta 4024 XII| scapolari, dei rosarii, penzoloni dal braccio, o con certe 4025 XX| succedevano le azalèe, le peonie, le giorgine, gli amaranti, 4026 IX| passeggiate.~—Aveva ragione, perbacco;—ripigliava Maurizio, felice 4027 X| benissimo, il perchè ed il percome; ma aveva preso il verso 4028 I| abbiate pure cento volte percorsa; ve la fanno parer sempre 4029 X| dalla volta d’una spelonca percuote monotona, insistente, inesorabile, 4030 X| ritornava ad ogni tratto, percuotendo con ritmica uniformità nella 4031 VI| avvilisca ancora davanti a lei, perdendo il rispetto di sè medesimo.[ 4032 XV| di partite a carambolo, perdendole tutte, e la testa per giunta. 4033 XVI| pensieri. Ma non voleva perder Gisella; lo atterriva l’ 4034 XII| cessassero di leggere, si perderebbe la scrittura, come si perde 4035 XVII| temesse in quell’istante di perderla, Maurizio girò tutto intorno 4036 XIII| s’intende, che sogliono perderlo all’appressarsi dell’inverno, 4037 XVI| sapeva otto lingue, e ne perdette parecchie via via, nell’ 4038 V| capitano Dutolet; forse perdeva. All’arrivo di Maurizio 4039 III| altro.~—Andiamo dunque, e perdiamo questa mezza giornata;—conchiuse 4040 I| che non dovrebbe starci, perdio, come un pontone, come una 4041 XIV| giudicare della scelta, senza perdita di tempo.~—Si va all’arma 4042 XIII| vorrebbero condurre alla perdizione, turbando le nostre coscienze, 4043 XVIII| intese quel soffio.~—Dio perdona;—diss’ella.~—Oh! perdoni 4044 X| lasciando in tronco la frase,—perdonami, ho detto per celia. Mi 4045 XVI| eucaristica;[239] ella pure, perdonata, monda di colpe, contenta? 4046 XII| primitive, rudimentali.~«Perdonatemi questa disgressione; essa 4047 XVIII| Perdono! sempre perdono! Chi perdonerà a me il mio delitto?~Il 4048 Not| Pag. 118: quelle che pérdono.~diventa: quelle che pèrdono.~· 4049 XII| ricostruttori delle lingue perdute. Costoro mi distrussero 4050 VI| scorresse un bel volume d’acqua perenne. Ma generalmente[94] oramai, 4051 XVI| avvenuto in quell’essere così perfetto. Ma come grave? a che punto 4052 II| mare è bello, attraente, e perfido; la montagna è severa, ma 4053 XVI| disse Maurizio,—è molto pericoloso?~—Sì e no;—rispose il medico.— 4054 IV| confessione, col perdono periodico, le hanno educate alla colpa.~— 4055 XII| spiaggia, perde la iridescenza perlacea dei suoi sette colori, mostrando 4056 XVII| uno splendore di azzurro perlato; la montagna una festa di 4057 Ded| superstizioni volgari e tra le perle della filosofia antica, 4058 XII| diciamo pure che Iddio l’ha permessa. Ed egli è certamente là, 4059 VI| state di quelle che sono permesse, anzi comandate in società, 4060 XII| allucinato, chi sa? Iddio permette di queste allucinazioni; 4061 VII| soggiunse Gisella, non permettendo[103] che la convalescente 4062 XII| sia vera la cosa. Allah (permettetemi questa scorribanda fra gli 4063 XVIII| la sporta di Maurizio gli permetteva quell’abbondanza di tentativi. 4064 VII| Ella s’inoltrava quanto permettevano via via le bracciate del 4065 XVII| Maurizio era rimasto un istante perplesso, fissando con occhi sbarrati 4066 VI| martinetti ad acqua han persa la lite: dove la scarsezza 4067 XII| tutti i segreti del mare. Perseo, protetto dall’egida di 4068 XVII| umile pianticella del bosco, persino la cèspita dalle foglie 4069 Ded| idealità, che è poi la nota personale fatalmente recata dall’artista 4070 XII| rifacendomi più vile, o più perspicace. Nato tardi, non ho avuta 4071 II| bisticciate un tantino, ma persuadendosi ancora a vicenda che si 4072 IV| E voi, conte, lasciatevi persuadere. La teorica della evoluzione 4073 XIII| sospirando,—incomincio a persuadermi che per sentire la presenza 4074 VIII| Dio? Vorreste voi dunque persuadervi di esser nata così per un 4075 V| Più ci pensava, e più si persuadeva di non aver niente a rimproverarsi. 4076 XI| che tu credi. Convincimi, persuadimi, e sentirò che mi ami tanto, 4077 XVII| ingannato. Come non esserne persuasi, oramai? Gisella non era 4078 XVI| Vaussana di là, e Maurizio da pertutto; non c’era che lui.[238]~ 4079 XV| giustizia ad esporre le vostre perverse dottrine. E che?... non 4080 IX| era colpa sua, ma di un perverso destino, se due uomini erano 4081 IV| sua compagna. Ma questi pervertimenti uccidono una religione nel 4082 IV| era una religione, ma un pervertimento di religione. Le[66] religioni, 4083 XII| dal braccio, o con certe pesanti corone messe in bilico sulla 4084 XIII| i pregiudizii storici, pesar troppo sul loro intelletto; 4085 VI| volontaria clausura. Gli pesava il vivere da schiavo. Schiavo 4086 XV| sopra tutto le scritte gli pesavano sull’anima.~—Un po’ di misura, 4087 XV| fosse persuaso di andare a pescare anime tra quei monti, in 4088 Ded| aveva un orticello, con pèschi, fichi e fagiuoli, ch’erano 4089 X| cattiva giornata ed una pessima notte; nè migliore fu per 4090 XVI| ghiaccio alla testa, ghiaccio pesto in bocca, ombra nella camera, 4091 Not| Pag. 236: n’eri pesuaso, perchè hai tardato un istante 4092 XIV| avevano fatto l’Alighieri e il Petrarca, e al pari di quei due immortali 4093 X| Così l’uno tagliando dalla pezza e l’altro approvando del 4094 IX| e dell’altra, disertori, pezzenti, non ne mancheranno di certo; 4095 XVI| rinvigorirlo con qualche pezzetto di carne, con vino generoso 4096 XV| andava via via rinnovando a pezzi e bocconi. Camminando in 4097 XIII| per invitare al peccato. Piaccia ad altri una certa scenetta 4098 VII| faccia umida, ma, a Dio piacendo, abbastanza pulita.~—Va 4099 I| laggiù, quell’ussero di Piacenza. Che eleganza di vestiario! 4100 VIII| dice che siete buono, e gli piacete a quel modo. Cara, ma brutta! 4101 XIV| quel momento, mi sarebbe piaciuta di più. Ah, sento che l’ 4102 XII| Mi piacevano le voci; mi piacquero le invocazioni rivolte alla 4103 II| pomeridiano. E le ginestre del pian del Termine? Il piano, per 4104 XIV| prodigio.~Così andavano pianamente le cose, come l’acqua d’ 4105 XIX| correre senz’altro. Sul pianerottolo, con un lume tra le mani, 4106 XIII| e di ricami, con quella pianeta a fiorami colorati e a liste 4107 XII| raggomitolati in globi minori, in pianeti, nuotando, vagando, ruotando 4108 XVIII| morti, mentre quell’uomo piangeva e pregava, ed egli non poteva 4109 XVII| delle balze, nel mutarsi dei piani in lontananza; involto il 4110 I| di collegiale, Maurizio pianse a calde lagrime il suo bel 4111 II| lievemente.—Sono di quelle che ha piantate nostra madre. Il Castèu 4112 XII| vedere con sette pugnali piantati nel cuore, o con degli scapolari, 4113 XVIII| Il conte non si vedeva al pianterreno, ed egli salì al primo piano, 4114 XVII| frutice, ogni più umile pianticella del bosco, persino la cèspita 4115 I| quella superficie azzurra, pianura liquida e senza solco, che 4116 XVI| scoperte, di globuli, di piastrelle, di microbii, di micrococchi, 4117 VII| accanto ai tovagliuoli dispose piatti e bicchieri, aggiungendo 4118 VI| Io amo i bambini. A te piccina; quale delle tue bambole 4119 I| sarebbe tornato alle cose piccine. Ma sì, così portava la 4120 XVII| vento, tremolare sui lunghi picciuoli neri lucenti le verdi foglioline 4121 XV| Maurizio non badava a certe piccolezze.~Gisella tremò, vedendolo 4122 II| interessi offesi, o delle piccolissime questioni del comune, della 4123 XVI| sorridere, sorrider sempre, piegandosi a tutte le fantasie d’un 4124 XII| folla adorante; e a me si piegavano le gambe. Mi vergognai e 4125 XVIII| del letto, sulle grandi pieghe della cortina, pendeva in 4126 II| sempre eleganti, svelti, pieghevoli, che stendevano verso la 4127 XIII| addosso, con quel lusso di piegoline e di ricami, con quella 4128 III| capitano nell’esercito, piemontese, combattendo in Crimea e 4129 X| ciarle vi fanno il buio di pien meriggio. Tra noi soldati 4130 X| certe ore del giorno; le ore piene, quando abbiamo chi ci ascolta, 4131 XIX| profondamente commossa, la pietosa donna, e bene intendeva 4132 XIII| azzurri, sereni, guardavano pietosamente verso di me, dando un senso 4133 XV| Qualche volta mi pare che pigli ad imprestito dai grandi 4134 XII| soltanto, ma a quanti si pigliavano il disturbo di leggerli) 4135 XVI| infusione di digitale, pillole di sparteina, gocce di strofanto, 4136 VI| tinte, si sfasciano sotto le piogge equinoziali; i bei prati 4137 XX| lagrime e fitte, come una pioggia d’autunno. E in mezzo a 4138 XVII| amore. E mentre essa volava piombando con desiderio infinito nel 4139 Ded| vera cascata d’acqua, che piombava dalla balza rossastra, sotto 4140 XV| cervello, come gocce di piombo liquefatto, facendovi impronta 4141 I| e l’altro in giù, che vi piove sulle spalle? perchè quello 4142 V| di miseria. Le disgrazie piovono addosso ai Feraudi con un 4143 V| Vaussana, due edificatori di piramidi. Voi vorreste che io fabbricassi 4144 III| aveva visti un[50] giorno a Pisa, espressi dallo scalpello 4145 XVIII| la cotta, la stola e la pisside, involta nel suo copertoio 4146 XV| comuni, esercizi retorici e pistolotti della poco sacra eloquenza 4147 XVIII| forse il capolavoro del buon pittore nizzardo, chinando amorosamente 4148 II| tutta nera e folta, assai pittoresca, ottima per andarci a passeggio 4149 X| appollaiato sugli ultimi piuoli, per far combaciare gli 4150 XVI| vestita di nero e col velo di pizzo ugualmente nero in testa, 4151 IV| l’equilibrio del sistema planetario. Nella scala progressiva 4152 XX| di domandarvelo;—re[301]plicò il Dutolet, facendo un mezzo 4153 X| Trieste, che bel fatto! et pas plus malin que ça.—~Così l’uno 4154 IX| nel cospetto di Dio. Quel po[131]vero fucile riposava 4155 | pochissime 4156 VI| davanti a sè quel magro podere e quei pascoli per cui dovevano 4157 I| compreso, congedandosi con una poderosa stretta di mano da tutti 4158 XV| egli (pare impossibile) di poesie religiose; citava perfino 4159 XV| conveniente lusinga. Anche un poeta pagano lo ha detto: «piacciono 4160 Ded| Bolognese. Deposti i pennelli, poggiata la faccia sulla palma della 4161 IX| nel suo campo, nel suo poligono. Amico mio, è l’odor della 4162 IV| rozze.~—Già, l’argomento politico! Ma non è filosofico.~—Lo 4163 VII| io non ci abbia una buona polizia? Molte cose ho saputo, signor 4164 XV| spirituali; citava messer Agnolo Poliziano, autore anch’egli (pare 4165 III| frutteto, la fagianaia, il pollaio, insomma tutto ciò che sua 4166 III| Albertina.~—No, sai; tu coi tuoi polli e coi tuoi fagiani; io coi 4167 XVII| i nocciuoli messo altri polloni in primavera. Tronchi grossi 4168 XVI| verrà trasmesso dalle vene polmonari. Quindi ristagno nei polmoni, 4169 I| smilza, che va a cercarvi i polpacci? Non si capisce, ti ripeto, 4170 IV| tant’olio quanto ne sta sul polpastrello dell’indice, o del medio. 4171 XVII| verdolini campanulati e polposi, nel cui seno veniva crescendo 4172 V| questo è già stato ribattuto, polverizzato, annientato. Il mondo cammina, 4173 II| scoppiettìo di frusta nell’aria polverosa, ma soprattutto con la gloriosa 4174 II| tenere, luccicanti al sole pomeridiano. E le ginestre del pian 4175 XX| presso alle cinque del pomeriggio, mentre già si disponeva 4176 III| aleggia capricciosa nella pompa de’ suoi vivi colori, e 4177 I| tutta la quieta Riviera di Ponente, dove si aprono cinquanta 4178 XVIII| allora più che mai; nessuno poneva mente al suo andare per 4179 XVII| pancone, che faceva ufficio di ponte. Il luogo alpestre era improntato 4180 I| starci, perdio, come un pontone, come una fregata in disarmo. 4181 Ded| parlante dalla montagna al popolo di Tiberiade, disputante 4182 II| aperte, sulla soglia del por[22]tone; benedetto portone, 4183 VI| altra alcune pallottoline di porcellana e di vetro colorato, lungo 4184 IV| Vado per affari,—diss’ella, porgendogli la mano.—Spero di ritrovarvi 4185 I| sull’oceano, siede nella porpora accesa dal grande astro 4186 V| delle dita.—~Gisella gli porse la mano. La stretta era 4187 V| soggiunse, mettendo mano al portafogli.—Voi me le restituirete, 4188 XIII| Cireneo che voleva aiutarlo a portar la croce della sua noia. 4189 XIV| le poche necessariamente portate dalle relazioni mascoline 4190 XVIII| ammonio. Era di una operosità portentosa, il bravo dottore. Trovò 4191 XVI| processi rigeneratori, di cure portentose, facendoci credere che un 4192 V| mi farebbero doppio e mi porterebbero ingombro. Ho detto, e vi 4193 V| Se avete notizie, ce le porterete domani, non è vero?—disse 4194 XX| Sì,—rispose il Dutolet.—Portiamo testimoni?~—Nessuno.~—Come 4195 XI| ordinariamente si lagna che glielo portino troppo caldo, facendogli 4196 V| frettolose.—~Quella, notte portò in camera un volume del 4197 I| rivide di là dal monte di Portofino, farsi a mano a mano più 4198 XVII| Non ebbe pace, non ebbe posa, fino a tanto non la vide 4199 X| che si librano in alto, posando immobili in certe lor calme 4200 I| povero alcione ferito va a posar l’ala sanguinolenta sul 4201 X| linea di mare si vedono posare due bianche vele latine; 4202 VII| una bocca di più. Ora alle posate; saran qui nel cassetto. 4203 XVII| mi ricordo bene di averli posati qui, al vostro posto.~—Ebbene?— 4204 IX| essere la serpicina che posava confidente la sua bella 4205 XVII| tra i rami, gli uccellini posavano sotto la frappa, sotto la 4206 XX| perciò, appena entrato, si pose sull’ultima panca a destra, 4207 XII| come tutte le religioni positive esistenti mi siano parse 4208 XI| di essere.[164]—~Maurizio posò sulla fronte della divina 4209 XII| vita, con tutte le sue voci possenti, con tutte le sue aspre 4210 XIV| amaramente nel difetto della possessione piena ed intiera della donna 4211 III| Giorgio, dove avevano le loro possessioni, che la fanciulla medesima 4212 XII| egualmente felice nel pieno possesso della scienza? La scienza 4213 III| ogni tanto voci di guerre possibili, aveva stimato necessario 4214 XVI| diceva; ammettesse ancora la possibilità di un errore; ma per lui 4215 XIII| sciupato, è molto ciò che possiedo io, e la cura dei nostri 4216 | posson 4217 VII| tavola, per essere ai primi posti; ed anche allungavano le 4218 XV| aveva dovuto sedersi, non potendone più. Come le era venuto 4219 XV| veneri il mon[227]do, non potendovi mordere; e l’ossequio suo 4220 V| un semestre al Pinaia, il potentissimo fornaio e pastaio di San 4221 | poterci 4222 XIII| temporale; mentre questo potere non è del suo ministero, 4223 I| parecchie occasioni di non poterlo soffrire? Effetto di una 4224 | potermi 4225 XVI| per istizzirsi[240] di non poterne fare abbastanza, sceglieva 4226 | potevo 4227 | potremo 4228 | potuti 4229 XVI| on en fera des boutons pour guêtres.» Ed anche quel 4230 XV| punto e a quella vista il pover uomo volesse cacciar dalla 4231 Ded| della galleria di Bergeggi. Poveraccio! e forse egli sogna a sua 4232 XII| materia, comunque da noi poveramente pensato e sentito? Se è, 4233 V| e qualcos’altro a quella poveretta.—~Maurizio non la conosceva 4234 XV| Vittorio ammalato.~—Oh, poverino! Sicuramente ci andrò;—rispose 4235 XIII| umile, all’altezza della sua povertà di spirito e della sua rusticità 4236 XVIII| del letto, preparando una pozione, ed egli fu solo un istante 4237 XV| Biancolina, ma dopo aver pranzato, senza pericolo d’imbattersi 4238 X| ancor venuto a guastare! Ai pranzi solenni, ai punchs, agli 4239 IV| Matignon non era vissuto praticando la religione dei padri; 4240 XV| e le virtù, così dure a praticarsi, apparivano belle e facili, 4241 Ded| si è rivelata alle genti: praticato il rispetto, l’amore, la 4242 XVI| chiesa; e levato di lì, praticava poco, sicuramente credendo 4243 XII| mito naturale ne facevano precedere un altro, nel culto del 4244 XV| seguente lassù; o credette di precederla. Ma la contessa non si lasciò 4245 XV| rimasta confusa.~Ed egli la precedette il mattino seguente lassù; 4246 VI| suo zio e tutore, che la precedeva di oltre quarant’anni nella 4247 XII| con meno dogmi, con meno precetti.~«Ripensarla, considerarla 4248 XVIII| figlia mia!—gridò egli, precipitandosi alla sponda del letto e 4249 XIX| invitandolo; ed egli e lei si precipitavano abbracciati nel baratro. 4250 XIX| egli, Filippo, era corso a precipizio in paese per avvertire il 4251 VII| pagato»; furono queste le sue precise parole, e non volle aggiungere 4252 I| intellettuali, ordinato e preciso come una storia, vivo e 4253 II| egualmente.[31]~—Villeggianti precoci!—disse Maurizio alla sorella.— 4254 XV| il buon giudice umano che precorre ed annunzia il gran giudice 4255 XX| parlare, ma quell’altro lo precorse.~—Altro è tirar sul bersaglio, 4256 XV| Anselmo, quel giorno, aveva predicato sulla scienza, sulla vera 4257 XV| facevano confronti fra lui e i predicatori degli anni passati; chi 4258 XVII| Vaussana.~Vestita del suo prediletto color bianco, rallegrato 4259 XIV| aveva risposto di non aver predilezioni in materia. Intanto, con 4260 XIII| chiese ci voglia un’anima predisposta. Tutte quelle puerilità 4261 XIX| fine il conte Ettore era predisposto dall’età, dalla vita sedentaria, 4262 Ded| sentenze ed oracoli, mode, predizioni del tempo ed almanacchi. 4263 V| bella donna! C’è chi la preferisce al telegrafo e alle strade 4264 XIV| avevano domandato se la preferisse inglese, o americana, o 4265 XIV| orientali nell’occhio. Come le preferite voi, Vaussana? Fortunato 4266 I| avevano voluto umiliare; aveva preferito spezzarsi. Non esagerava 4267 XII| quarantacinque minuti. Se il prefetto, passeggiante di continuo 4268 I| qualche cosa, al momento prefisso, sulla via che vi dimostrano 4269 Ded| piega~La queta fronte, e prega.~[vi]~Ma sì, tardi consigli, 4270 I| ripresentato al suo illustre capo, pregandolo di dar corso alla lettera.~ 4271 IX| Gisella.—Egli vi scriverà, pregandovi di ritornare.~—No, alla 4272 XX| aspri cavalieri del dolore, pregano per coloro che hanno offesi; 4273 XIV| alla umile turba dei fedeli preganti. Si era creduto da prima 4274 X| amaro boccone, non dovremmo pregar nessuno per esser riammessi 4275 XIX| comandante.~—Richiamatelo; debbo pregarlo di un favore.—~Il medico 4276 XVIII| non era stata avvertita nè pregata di nulla; aveva indovinato 4277 XIX| Maurizio,—è questo il tempo. Pregate per chi n’è stato cagione.—~ 4278 XVIII| mentre quell’uomo piangeva e pregava, ed egli non poteva pregare 4279 XX| per accompagnarsi a lei.~—Pregavi?—gli chiese Albertina.~— 4280 XII| Ero caduto in ginocchio, e pregavo.~«In quella chiesa buia, 4281 V| fornaio arpagone.—Ma vi pregherò di non ridirlo a nessuno. 4282 II| necessario che qualcuno preghi per tutti coloro che ne 4283 IX| voialtri! Senza orgoglio, senza pregiudizi di sangue, non è vero? E 4284 XIII| ancora le ragioni umane, i pregiudizii storici, pesar troppo sul 4285 XVI| refrigerio allo spirito, e pregò tacitamente le potenze invisibili 4286 III| si fida a questi incontri preliminari, a questi semplici contatti 4287 XVII| violenta d’un bacio che scocchi premendo; le collega ambedue una 4288 XVIII| marito. E si ritrasse ancora, premendosi il pugno al cuore, che pareva 4289 VI| dei Feraudi? Gli dovevano premer tanto, i contadini del Martinetto? 4290 Ded| intenderla, amai compirne l’idea, premettendole un «vulnerant omnes». Ma 4291 XVI| conseguenze?...~—Ci vengo. Premettiamo che l’orecchietta sinistra, 4292 XVI| bottiglia di buon umore, première marque, che teneva in serbo 4293 V| Perciò vien di moda il premunirsi contro queste defezioni 4294 V| disse Maurizio, con accento premuroso.—Tra mezz’ora egli potrà 4295 XIII| volta, ci si va due, ci si prende il gusto dell’incenso, e 4296 III| gli disse il generale, prendendogli affettuosamente la mano 4297 Ded| il sentimento del divino, prendendolo ovunque le fu dato rintracciarlo, 4298 XIII| averti stregata, e se la prenderà con lei.~—Non andrà fino 4299 XIV| bravo! e se la troveremo, la prenderete?~—Scelta da amici come voi, 4300 III| moglie. Non fate conto di prenderla?—~Maurizio sorrise. Che 4301 V| denaro è sempre buono a prendersi. Mastro Pinaia allungò la 4302 XVI| esposizione sincera. Non prendesse il signor di Vaussana per 4303 VII| posso concedere.~—E se me lo prendessi.... per caso, non mi guardereste 4304 II| con te. Vieni, giovanotto; prendi il tuo posto accanto alla 4305 XI| non è lei. Son io che mi prendo cura dei tuoi abiti! son 4306 XVIII| stavano a’ piedi del letto, preparando una pozione, ed egli fu 4307 VII| avvertimenti. Che cosa avete preparato, Biancolina?~—Le uova fresche, 4308 XII| era un fastidio grande; la preparazione alla confessione un fastidio 4309 V| pungenti ironie. Son pure prepotenti questi spiriti forti, come 4310 III| visita, non vi pare? Sarebbe prescritta l’uniforme; ma io non la 4311 XVII| otto o dieci animali ancora presentabili, e un alfabeto di legno, 4312 XV| dottrine degli empi. Non osano presentarsi, arrossiscono, tremano, 4313 III| Maurizio di Vaussana fu presentato quel giorno, era una bellissima 4314 III| Il capitano niente; si presentava di fianco, innanzi al bersaglio, 4315 III| naturalmente il generale alla presentazione del suo ospite. Il capitano 4316 VII| ella, lodandosi un poco.—Presentivo ancor io che avremmo avuto 4317 XX| ufficiale.~L’uno e l’altro presero a contare; al tre due lampi 4318 XV| sforzo, restavano im[219]presse, e tutti gli argomenti in 4319 V| citazioni, Les Origines del Pressensé. Buoni libri erano quelli. 4320 XII| sollecitati da conosciute pressioni a rompere le loro punte 4321 XV| fatto serio, a grado a grado prestando maggiore attenzione; e si 4322 VII| parole, a cui del resto prestava poca attenzione, contentandosi 4323 XX| lascia intendere, a chi presti attenzione, un suono lontano 4324 IV| stoici;—rispose Maurizio.—Ma presuppone almeno l’imperativo morale. 4325 VI| non si nega; ma ella non pretenda che uno si avvilisca ancora 4326 XII| disperiamo; la scienza non pretende di spiegar tutto d’un colpo; 4327 VII| non si può e non si deve pretender troppo. L’essenziale è di 4328 IX| allora, non più: che cosa pretendeva da lui la ragione, se in 4329 XVI| volendo inchinarsi a certe pretensioni de hoc mundo, non aveva 4330 VI| livellato con la tavoletta pretoria. Santa madre natura, che 4331 Ded| sentenza del sinedrio e del pretorio, epicamente grande nel supplizio 4332 VI| migliori qualità hanno dato la prevalenza alle ferriere dell’Europa 4333 XIV| non ci aveva nessun gusto, prevedendo la seccatura delle visite 4334 XVI| creatura; pensava a tutto, lei, prevedeva tutto, faceva tutto, e covava 4335 V| farmacia per la ricetta: preveduto il bisogno, la contessa 4336 VI| aveva portato con sè, da previdente alpinista, il suo binocolo 4337 IV| Ella è tutta bontà, tutta previdenza per la povera gente. Non 4338 II| nei quali la istruzione primaria e la secondaria non avevano 4339 XII| dozzina delle sue combinazioni primitive, rudimentali.~«Perdonatemi 4340 III| persona, quando la bella principessa della leggenda ebbe logorati[ 4341 XVI| caso.~—Ma ad ogni modo, principiis obsta, non è vero? E quale 4342 IX| in mobile superficie di prisma ai raggi del sole, anche 4343 XV| iniquità del giudizio, e un privilegio maraviglioso corrisponde 4344 XII| elefante allunghi la sua proboscide, e la giraffa il suo collo, 4345 XV| se anche gli era stata procacciata da una sequela di ribellioni 4346 VI| verso l’Aiga; di là, senza procedere più oltre verso la Balma, 4347 XII| viventi avevano seguito questo procedimento; dalla cellula primitiva 4348 XVI| di tentativi audaci, di processi rigeneratori, di cure portentose, 4349 II| una statua da portare in processione il 24 di aprile, ricorrendo 4350 X| sospirone da Mongibello in procinto di dar fuori;—ho fatto una 4351 XIV| Maurizio, come di uno svago da procurare a quell’eterno annoiato 4352 VI| signor Maurizio, che le aveva procurato l’aiuto.~—Ma io non ne so 4353 III| due testimoni di quelle prodezze lodavano senza risparmio. 4354 III| Roncisvalle, ma dopo aver fatto prodigi di valore e di forza, accoppando 4355 Ded| merito di qualche evento prodigioso le capiterà di rimettersi 4356 II| discendere. La montagna resta, produce i suoi virgulti, i suoi 4357 XII| composto, l’effetto che si produceva in me dal guardare così, 4358 Ded| Rinforzerò la fede.~Nè più profane pagine~Avran su me l’impero!~ 4359 XV| quel giorno tutti testi profani. Citava Girolamo Benivieni, 4360 XVIII| allora, e con un fil di voce proferì il nome di lui.~—Ettore!...~— 4361 XVIII| la bocca; già stava per proferirla, mentre il vec[287]chio 4362 XVII| sempre! E nella dolce parola, proferita con tutta la energia di 4363 I| ne rammenti?» era stato proferito con gusto al nuovo incontro, 4364 I| anima sente Dio; nè ci sono professori di calcolo per rimpicciolirvi 4365 XII| conosca. Mi narrano che il suo profeta fosse un impostore, ed io 4366 VII| partito da lei candidamente profferto.~Gisella non si adontò, 4367 XII| abisso che si misura; le sue profondità non hanno più nulla d’ignoto; 4368 Ded| occhi rivolti al poema del profugo Fiorentino «a cui temprâr 4369 XVII| del mezzodì gli acri[269] profumi dei succhi vigorosi. Dormiva 4370 IV| questo grazioso tipo di progenitore.~—Ah sì,—diss’ella, sorridendo,— 4371 XII| continuando a svolgersi, alcune progredendo, altre restando indietro, 4372 XII| progredivano a vista d’occhio; progrediscono ancora; non si tratta più 4373 IV| vissuta, con cui e per cui è progredita. Ecco perchè uno spirito 4374 IV| resto tanti animali meno progrediti di lui, egli ha fatta la 4375 XII| tutti i rami dello scibile progredivano a vista d’occhio; progrediscono 4376 IX| ascoltarlo. Concitata dalla progressione del suo stesso ragionamento, 4377 XII| divino. Le consideravo anche progressive, come gradini della scala 4378 XII| quello che mi era stato proibito da prima, tutto quello che 4379 XV| ma ancora candidamente la prole! «Non offendete colla impurità 4380 XII| ombra, cantava le litanie, prologo consueto alla benedizione 4381 XVIII| l’etere non valse più a prolungarle l’agonia. Erano paralizzate 4382 IX| scritto una lettera per prolungarsi la sua licenza; ed ecco, 4383 Ded| combattente, o larva di promessi rimorsi per due povere creature 4384 XIX| dottore s’inchinò, e partì, promettendo di ritornare al più presto 4385 XV| prediche, contentandosi di promettere a sè stesso ch’egli non 4386 XV| facili, perchè governate e promosse da un senso di rispetto 4387 I| per salutar lui collegiale promosso agli esami finali e già 4388 XII| ha sbugiardata l’ebraica, promulgata dal padre, tra tuoni e lampi, 4389 Ded| essere; anzi diciamo pure, pronosticando, che non sarà giudicato 4390 XVII| facili, le scorciatoie più pronte, afferrò l’orlo di un borro, 4391 VI| sempre i capitalisti lì pronti per tradurre i sogni in 4392 XVI| passeggieri. Il medico non voleva pronunziarsi troppo presto, nè troppo 4393 XV| Cabanis[220] ridotto alle proporzioni mandamentali, andò la mattina 4394 IX| ritornare alla Balma.—~A quella proposta improvvisa, Maurizio ebbe 4395 | proprie 4396 I| Il punto a cui volgete la prora è di giorno una striscia 4397 XVI| un letto, con le membra prosciolte, mentre Gisella andava e 4398 I| con quelle lagrime gli si prosciugò la vena delle tenerezze. 4399 XX| la sua gran notte oramai;—proseguì il comandante Dutolet, alzando 4400 IV| interesse, e buona notte al prossimaccio mio.~—Signor Maurizio, i 4401 XIV| averne una lunga per l’anno prossimo, se niente fosse venuto 4402 XV| Per la donna colpevole, prostrata nella polvere di contro 4403 XVII| la macchia dei nocciuoli; proteggendole il[273] volto come poteva, 4404 VII| pena, non potendo amare e proteggere i miei. Ma io posso, come 4405 VII| vedete, amare i vostri, proteggerli anche, ed averne il diritto, 4406 V| transazione, a qualche chiesa protestante, oppure, senza mezzi termini, 4407 XV| che argomentava contro il protestantesimo.—~Qui il signor generale 4408 XIII| ritornante ogni domenica; ma non protestava più tanto forte. Maurizio 4409 II| dentro una gran nicchia protetta dalla sua invetria[26]ta, 4410 XII| segreti del mare. Perseo, protetto dall’egida di Minerva, la 4411 XV| speciale dai suoi santi protettori. Fin dalla prima predica 4412 III| a mettere delle dee per protettrici delle fonti. Non c’è cosa 4413 XIII| 195] borsa, nè della mia protezione? Ed anche voi, adorata, 4414 XVI| disordinati, le fatiche protratte, le passioni, specie se 4415 XV| snocciolati tutti gli argomenti, provando un gusto aspro, mettendo 4416 VIII| sue tristi conseguenze il provare: qualche volta chi l’ha 4417 XII| il mio coraggio ho dovuto provarlo in piccoli scontri, che 4418 XV| atleti con cui dovrebbe provarsi. Vincere il La[221]marck, 4419 XVI| ad un sistema non ancora provato, ad un rimedio non ancora 4420 IX| non avere; ha ragione il proverbio.—~Questi discorsi calmavano 4421 VIII| possibile, non aveva parlato per provocarla; aveva parlato dell’amor 4422 Ded| accorti, segnatamente i meglio provveduti, i meglio collocati nel 4423 VII| ecco qua il mio tributo di provvigioni; il poco che ho potuto portare 4424 XVII| è il caso di rifarvi la provvista?—~Ne avevano infatti dei 4425 XIV| Era in uno strano periodo psicologico, il generale; voleva ad 4426 XV| fallito, perchè essa nella pubblica estimazione cade sempre 4427 Ded| domestiche, principio delle pubbliche e civili, noi non sembriamo 4428 III| valorosamente sotto le mura di Puebla. Colonnello dopo Sedan, 4429 IV| false, come ne ha delle puerili. A mio avviso si può discutere 4430 XIII| predisposta. Tutte quelle puerilità di rappresentazione mi hanno 4431 XIV| Ma ho sofferto tanto! Una pugnalata al cuore, in quel momento, 4432 XII| facevano vedere con sette pugnali piantati nel cuore, o con 4433 XVIII| gentiluomo, stringendosi i pugni alla fronte.—Se Dio facesse 4434 VII| dovuto domandarla, essendo en puissance de mari, e non potendo disporre 4435 X| guastare! Ai pranzi solenni, ai punchs, agli absinthes, ai vini 4436 IX| gettiamoci nell’abisso, e puniamoci da per noi del nostro delitto, 4437 XV| gli uomini non debbono punir quella donna, degni di punizione 4438 XX| V’intendo; voi volevate punirlo ora; avete il coraggio di 4439 XVII| dovunque vi foste trovato, a punirmene. Lo so, padre, lo so. Ma 4440 XV| punir quella donna, degni di punizione essi medesimi; gli uomini 4441 XX| altro sull’uomo;—diss’egli.~—Puntando, sicuramente;—rispose Maurizio.— 4442 XII| pressioni a rompere le loro punte rovesciate sul declivio 4443 Not| Trascrittore~L’ortografia e la punteggiatura originarie sono state mantenute.~ 4444 IX| vorrei ammiccare con la pupilla lucente di felicità al verde 4445 XVII| e nello sfavillìo delle pupille d’indaco, la contessa Gisella 4446 Ded| veramente fresca, ristoratrice e pura, come tutte le cose novelle! 4447 XV| prova solenne, argomento di purificazione continua, quel suo viver 4448 Ded| oraziana serenità, rinfreschi e purifichi le nuove generazioni; che 4449 Ded| corpo di dottrine morali purissime, suggellate dal bel principio 4450 XI| lettera, ma a dirittura un quaderno.~—Scusate, ho fatto un passio;— 4451 Ded| zampillante da una gran vasca quadrata, sul margine della strada 4452 III| certamente, con quelle spalle quadre, quell’ampio torace, quei 4453 | qualchedun 4454 V| invece a mandar brodo e qualcos’altro a quella poveretta.—~ 4455 | qualcosa 4456 | qualcuno 4457 | qualsiasi 4458 XVI| o per indebolimento da qualsivoglia causa prodotto, o per indurimento 4459 | qualunque 4460 | Quand’ 4461 XII| spendeva sempre da quaranta a quarantacinque minuti. Se il prefetto, 4462 I| accettato il consiglio; ma, quarantott’ore dopo, si era ripresentato 4463 XVI| a seguire quel maledetto quaresimale, Gisella non ha più pace. 4464 XII| 170] opere. Non parlo dei quaresimali, degli esercizi, delle feste 4465 XV| brutti nomi, che è vizio dei quaresimalisti, anche valenti. La sua orazione 4466 XX| vide, alle cinque e tre quarti, sbucare da una macchia 4467 II| corteccia inattaccabile della quarzite, che s’è arrotondata così, 4468 I| una domenica all’Ac[12]quasola, dov’erano andati a sentir 4469 V| Martinetto, non domanderò più un quattrino.~—No, non correte tanto;— 4470 Not| Pag. 301: Presi quesi concerti si separarono. 4471 III| maraviglia; un po’ di pratica; questione di esercitare le articolazioni 4472 II| offesi, o delle piccolissime questioni del comune, della fabbriceria, 4473 Ded| Col Ghibellin? tu piega~La queta fronte, e prega.~[vi]~Ma 4474 XV| ha avuto ancor tempo di quetarsi; poi si era fatto serio, 4475 VIII| quelle serpi avesse la testa quietamente posata tra le fauci dell’ 4476 XVII| mettendo il piede nel suo quieto rifugio! L’aspetto del luogo 4477 VI| ritornare al castello. Ma era quotidiana, la gita? Il cuore diceva 4478 XVIII| Perchè? Egli ne sentì una rabbia sorda, profonda nel cuore. 4479 XV| con una celia, che doveva rabbonirgli il suo interlocutore;—ma 4480 XIX| montagna. Se ne avvide, al rabbrividire che fece, sentendo sulla 4481 II| della contessa Albertina si rabbruscò, a quella scappata del fratello 4482 XVIII| via! va’ via!—~Maurizio raccapricciò, al pensiero di ciò che 4483 XVII| parapetto, e si chinava a raccattare in un angolo un mazzolino 4484 III| pensiero di lui, facendolo raccogliere in tempo e mandare all’ambulanza, 4485 XII| strada, in quell’ora di raccoglimento solenne, ho ritrovato Dio, 4486 XVII| tanto a Gisella; ed egli ne raccolse un bel pugno, per comporne 4487 XII| per illuminare la gente raccolta a pregare. Se[185]guendo 4488 XIII| amata donna che nelle troppo raccolte e troppo vigilate conversazioni 4489 IX| dolce nido in cui erano raccolti; si affacciò, si spenzolò 4490 XV| per metà? Come potete voi raccomandare una cosa simile?—~Cinque 4491 XI| Che imprudenza!~—Ah sì, raccomandatemi ancora di esser prudente. 4492 XIII| forte. Maurizio frattanto raccomandava prudenza.~—Vedi?—le diceva.— 4493 V| accompagnò per un tratto, facendo raccomandazioni. Quando il discepolo d’Esculapio 4494 Ded| due maravigliosi dannati raccontano anche così bene!~Per più 4495 XI| volesse, come i bambini, farsi raccontare qualche favola! Ma no, discorsi 4496 XIX| Com’era andata? I servitori raccontarono. Il generale si era ritirato 4497 XI| discorrere a lungo, per raccontarti.... come andò? Sono cose 4498 XV| occuparsi del frate. Gisella raccontava di averlo veduto passare, 4499 I| tornato ufficiale. Nella rada di Vado, ancoraggio sicuro, 4500 XVIII| fece Maurizio di andare a raddrizzare un torcetto.~—Voi?—gli disse 4501 VI| ripulito col sarchiello, raddrizzato col traguardo e livellato 4502 I| al sole. Quanti porti e rade, e golfi e calanche, di 4503 II| accendersi i lampioni. Un po’ radi, secondo l’uso dei piccoli 4504 X| ricomparire ad ogni tanto, radiante apparizione di vermiglio 4505 II| galestro in cui avevano messo radice, portando fieramente levati 4506 IX| appena qualche momento, e di rado, quando egli sarà ritornato?—~ 4507 Ded| tremato un pochino di certe raffiche minacciose, si rassegnano 4508 VII| signora; una grande fucina per raffinare il ferro. Qui, per l’appunto, 4509 XVIII| mano a grado a grado si raffreddò tra le sue. Era cessato 4510 I| che getta sulle acque un raggio luminoso; più spesso, e 4511 XIX| Maurizio affrettò il passo per raggiungerlo; gli venne a pari, l’oltrepassò, 4512 III| Nizzardo di nascita, aveva raggiunto il grado di capitano nell’ 4513 XII| anelli si sono spezzati, raggomitolati in globi minori, in pianeti, 4514 XIV| un senso più intimo della ragion delle cose, ne aveva per 4515 VIII| quel modo. Cara, ma brutta! ragiona bene, e non mi va. Che cosa 4516 XII| filosofico, tenue tessuto di ragionamenti, pallida forma ondeggiante 4517 III| alla lor volta, sentono e ragionano così; anch’esse hanno «quello 4518 VII| vedere come amici? Voi non ragionate, signor Maurizio. E come? 4519 XIII| silenziosa, a sentire il suo ragionatore ostinato.~—Quanto discorrere 4520 IX| tutte le altre? Infine, ragioniamo; che cosa sono io per lui, 4521 XVI| lunghi. Ma ora non più. Ragiono un po’ meglio, sai? E sono 4522 XX| quella sera, quasi sereno, ragionò lungamente di cento cose