10-agita | agnol-balau | balbe-compa | compe-discr | diseg-frago | fragr-ingro | iniqu-mette | metti-pensa | pense-ragio | ragun-sacri | sacro-sorri | sorsa-torre | torse-zufol
            grassetto = Testo principale
     Cap.   grigio = Testo di commento

5025 XVIII| vostro dolore è legittimo, è sacro. Ma pensate, signor conte, 5026 II| nome il paese; e quel buon saggio di scultura nel legno, del 5027 I| incagliati. Quattro palmi di sàgola avevano dato ragione all’ 5028 II| tutte le fiere, a tutte le sagre dei dintorni.~Alla svolta 5029 XV| chiesa per recarsi dalla sagrestia al suo pulpito, appariva 5030 V| pensiero moderno intorno alla sal[79]dezza dei loro proprii 5031 II| buoni, gli intelligenti, salgono sempre, dovunque sian nati, 5032 XVII| rami degli ontàni e dei salici, onde erano vestite le balze. 5033 XX| Balma; io vi vedrò sempre salir la montagna.—~Presi questi 5034 XII| nel cuore, e le lagrime mi salirono agli occhi. Veneremur cernui, 5035 XV| veduto passare, mentre ella saliva verso il Castèu; ed Albertina 5036 XX| molle, ondeggiante, come una salmodia di chiesa. Sorrise, ricordando 5037 II| pavonazzo e del cremisi, del salmonato e del giallo; davano tutte 5038 XIX| inferiore trovò illuminato il salone. Una figura di donna, in 5039 I| slegato finalmente il dito, saltando nelle prime promozioni il 5040 I| avevano fatta un’ingiustizia, saltandolo nelle promozioni; perciò, 5041 V| Venne innanzi leggera, saltellante come una bambina, sorridente 5042 Ded| l’impero!~Io minierò il Saltero.~L’uomo antico era ricomparso 5043 I| stupendi; lo aveva amato nella salubre vivezza delle fragranze, 5044 XV| i cardellini dell’Aiga, salutando Maurizio, avevano l’aria 5045 I| appena sarà di ritorno, mi saluterai il Duilio.—~Aveva il cuor 5046 II| più serena, più franca ai saluti che venivano d’ogni parte. 5047 Ded| ribellioni, non fughe.~Dio, mi salva dal dèmone~Che tutto mi 5048 IV| tardi, e ad ogni modo non salvando che le apparenze, per chi 5049 II| cerulei, e una faccia di color sanguigno che forse aiutava a levargli 5050 I| ferito va a posar l’ala sanguinolenta sul nido abbandonato.~Maurizio 5051 XV| il suo vivo rammarico di saperla indisposta.~—I soliti incomoducci, 5052 VII| così bene, che io non lo sapessi. Uscivate soltanto per prendere 5053 XV| non mi parlate così! Se sapeste come mi levate il coraggio!... 5054 XV| tanto male; e tu già lo sapevi, già n’eri persuaso, perchè 5055 XII| di Minerva, la dea della sapienza, ha troncato il capo di 5056 VII| accogliervi. Ma badate; egli saprà della visita, e non gradirà 5057 XIV| baldoria domestica, a cui non saprebbe sottrarsi lo spirito più 5058 XII| anima mia. Curioso! oggi saprei più dire in che modo o perchè, 5059 X| più il suo amico Sospello. Saprete pure ch’egli è ritornato 5060 III| forza, accoppando mille Saracini, prima di ricevere essi 5061 | sarai 5062 | saran 5063 V| di Maurizio i suoi duri sarcasmi, le sue pungenti ironie. 5064 VI| noi avevamo ripulito col sarchiello, raddrizzato col traguardo 5065 XIII| di settimana in settimana sareb[189]bero stati più infrequenti 5066 XVII| ciglioni, dalle[256] zolle, dai sassi; ogni arbusto, ogni frutice, 5067 XVII| albero da ammirare, qualche sasso da[266] adorare, qualche 5068 VI| redole fatte a musaico di sassolini a due tinte, si sfasciano 5069 Ded| ci vinse.~Povero frate! Satana gli ha dato l’esca. Che 5070 XVIII| allora di guarnigione a Saumur, sperando che potesse ottenere 5071 VI| il naso di quel piccolo sbadato.~—È ben fresca, questa bambola!— 5072 XII| sempre gli occhi addosso, che sbadigli sarebbero stati! E che risate, 5073 Ded| una promozione, che lo sbalzi guardia eccentrica o guardia 5074 I| promozioni; perciò, a mala pena sbarcato, aveva mandata la sua dimissione 5075 XX| biancheggianti.—Il vostro forte di sbarramento è quello; il mio è quest’ 5076 XVII| perplesso, fissando con occhi sbarrati la strana apparizione. Ma 5077 III| come va che sei sempre una sbercia a carambolo?[53]—~ 5078 II| ogni parte erano inchini, sberrettate, scappellate, a cui bisognava 5079 XVII| hai, Rizio?—gli domandò sbigottita.~—Nulla, nulla;—rispose 5080 XVII| allucinazione?~Gisella era svenuta. Sbigottito, egli corse all’acqua, risicando 5081 XV| daccanto, dandogli una curiosa sbirciata di sotto in su. Ma anche 5082 Ded| brogiotto, accanto allo sbocco della galleria di Bergeggi. 5083 I| così l’amor suo a mala pena sbozzato. Del resto, quella splendidissima 5084 XX| alle cinque e tre quarti, sbucare da una macchia di abeti, 5085 XVIII| Spaventato accorse, ansando e sbuffando, ma facendo i passi lunghi 5086 XII| dal figlio,[184] non ha sbugiardata l’ebraica, promulgata dal 5087 XVII| licheni dei grigi lastroni scabrosi, sfaldati a migliaia d’inverni, 5088 XVIII| scosse, come in atto di scacciare a forza un pensiero molesto.~— 5089 V| Biancolina; e sempre alla scadenza del semestre, per impietosire 5090 XV| chiunque di voi è senza peccato scagli la prima pietra». Quella 5091 XV| gli uomini non possono scagliarla più; gli uomini non debbono 5092 XVII| appena del caro peso si scagliò contro il monaco. Più nulla; 5093 XV| di Rizio.—Quando egli si scalda nel suo ragionamento, non 5094 Ded| idealità che le informino, scaldandone la buona semente nei cuori. 5095 III| giorno a Pisa, espressi dallo scalpello di uno scultore, collocati 5096 VI| e questo non si poteva scambiare per un sintomo d’amore, 5097 IX| di non pensare a loro. Si scambiarono poche parole tra Gisella 5098 XX| dimenticar le parole che ci siamo scambiate?~—No;—disse Maurizio.~—Era 5099 VIII| non fosse il loro affetto scambievole. Erano due amici, oramai, 5100 XIX| idea del suicidio, ultimo scampo ai terrori, non gli era 5101 Ded| combattuti e favoriti, uno scampolo di territorio per le loro 5102 I| troppo presto, per altro: lo scandaglio, la mattina dopo, aveva 5103 XV| sentiero campestre, aveva scantonato prontamente, senza voltarsi 5104 XII| piantati nel cuore, o con degli scapolari, dei rosarii, penzoloni 5105 II| fuori di squadra delle due scapole, come sarebbe stato necessario, 5106 XIV| ammogliati addosso agli scapoli impenitenti. Ma la contessa 5107 I| ne ha. Anch’egli, vecchio scapolo, che aveva sognato d’impalmare 5108 II| erano inchini, sberrettate, scappellate, a cui bisognava rispondere. 5109 III| consegnato qualche amorevole scappellotto. Non vi dispiacerà il ricordo, 5110 I| parola, neanche nelle ore che scapperebbe la pazienza ai santi.—~La 5111 IV| Non lo sentite, l’odore di scarafaggio?—~Maurizio ebbe l’aria di 5112 XI| sapete come mi ha risposto? Scaraventandomi la chicchera addosso. Che 5113 XIV| argomentazioni che sogliono scaraventarsi in ogni società di ammogliati 5114 V| castellano della Balma aveva scaraventato sulla testa di Maurizio 5115 XVI| del cuore, che non potrà scaricare nei polmoni tutto il sangue 5116 XIII| non mostrando più che una scarna selva di negre aste intirizzite! 5117 XV| gli corre per le guance scarne, facendole parere di rosa? 5118 VI| han persa la lite: dove la scarsezza progressiva, del combustibile 5119 XX| suo tributo l’inverno; più scarso, ma sicuro anche quello, 5120 VI| greppi, non ne conosceva la scaturigine. Questo egli rammentava, 5121 XII| questi due drammi, l’uno scaturito dal vecchio e l’altro dal 5122 XX| trascorsi. Meditando, tacendo, scavando con le loro mani la fossa 5123 VI| lungo certi solchi che aveva scavati nel battuto: immagine di 5124 VII| fontana, specie di fossatello scavato al piede d’un masso e mezzo 5125 IX| quando non siamo noi che scegliamo il sentiero o regoliamo 5126 IV| Perchè la mia coscienza sceglie la sua felicità nel bene? 5127 V| aggrondate.~Andarsene, dunque, scegliendo tra i due mali il minore? 5128 VIII| Ma gli era avvenuto di sceglier male il momento, e forse 5129 XIV| era pericolo che avesse da scegliere il suo Maurizio, o per lui 5130 XVI| poterne fare abbastanza, sceglieva le ore che Gisella dedicava 5131 XII| distruttori non mi bastavano più; scelsi via via i più recenti interpetri 5132 XIII| ragione;—disse Maurizio.—Ho scelto male il mio esempio.~—No, 5133 XI| 157]~A taluna di quelle scenate era presente il signor di 5134 XIII| occasioni di trovarci insieme! Scendendo in paese, legandomi un po’ 5135 IV| troppo. Ma permettete, non scendiamo alle applicazioni; stiamo 5136 XVI| come una persona malata. Scendo da letto, vado a vedere 5137 XI| cui dispiacevano quelle scene, ma ancor più di sentir 5138 XIII| Piaccia ad altri una certa scenetta dell’Evangelio, con la storiella 5139 VII| ma siamo giusti, non ero scesa per voi; volevo vedere il 5140 XIII| concetti di una minoranza scettica al posto di quella fede 5141 III| si faceva anche un po’ di scherma, e qualche volta si usciva 5142 XX| Maurizio,—ed io ho meritato lo scherno. Ma qui ce ne ancor una 5143 V| proprietario con cui non si scherza, a quanto pare; e una mucca 5144 X| generale sapeva ridere e scherzare a certe ore del giorno; 5145 XVII| ridendo: inezie, scioccherie, scherzi del sangue; assottigliate 5146 VII| un giorno o l’altro mi schiaffeggerò».—~Maurizio non ebbe neanche 5147 XVIII| si sforzò di sorridergli. Schiantava il cuore, quel triste sorriso. 5148 XI| una bambina, come una schiava. Dopo quella villania, poi! 5149 VIII| proprii simili essendone schiavi; figurarsi di trascinarli 5150 XX| luce, risalente entro una schiera d’angioli all’incontro[304] 5151 XIII| L’amor suo, per verità, schietto e profondo com’era, non 5152 XV| aspettandomi sempre di vedergli schiodare una mano e stendere il braccio 5153 III| era già stato aperto,[35] schiodato, sciorinato; libri, carte 5154 VIII| vili strisciano, i cattivi schizzan veleno. Comandare ai proprii 5155 VII| questa secchiolina.~—Non farò schizzare il miele?—domandò Maurizio, 5156 XVII| tempie; gli occhi volevano schizzargli fuori dalle orbite. Se in 5157 III| cavalleria, era un gran sciabolatore al cospetto di Dio; con 5158 XII| Infatti, tutti i rami dello scibile progredivano a vista d’occhio; 5159 XVI| ridiventa bambini. Il fatto è scientificamente dimostrato. Il nostro cervello 5160 VII| contradetto nelle sue opinioni scientifiche, e ciò lo ha fatto andar 5161 III| cronometri, tutto il bagaglio scientifico dell’ufficiale di marina. 5162 XIII| vada a finire, tra tante scimmiot[192]tate. Non amo i preti, 5163 XVII| capricciosi e canori. Quanti scintillamenti cristallini! quante voci 5164 XV| non hai osservato come gli scintillano gli occhi? come una vampata 5165 XVI| volto acceso, gli occhi scintillanti, e una tale palpitazione 5166 XII| pensandola insufficiente a scio[177]glier l’enimma della 5167 XIII| tempo di vedere se siano sciocche o profonde, se le abbia 5168 VI| ridendo della sua propria scioccheria. Ma le bellissime donne 5169 XIII| non ci son signore. Ma che sciocchezze! che cosa c’è da vedere 5170 XI| peggio andare, niente più sciocchi di loro.~—Voi ne parlate 5171 XV| spallucciata delle solite.—È uno sciocco. Parole, parole, parole! 5172 XIII| burrasca, a lui minacciata, si sciogliesse in un nembo di paroloni.~ 5173 III| stato aperto,[35] schiodato, sciorinato; libri, carte geografiche, 5174 V| sua, che era, dopo tutto, scismatica: «l’orthodoxie c’est ma 5175 XIII| perchè in gioventù ha molto sciupato, è molto ciò che possiedo 5176 I| salda sulla testa, che vi scivola sempre indietro, con uno 5177 XIX| uscirne ad ogni costo, scivolando, lordandosi di quel sangue, 5178 XVII| risicando ad ogni passo di scivolar nell’abisso. , nel fascio 5179 IX| intenso, ma non lo sentirono scoccare. Quando i due giovani uscirono 5180 VIII| quell’altra parte.—~Un bacio scoccato, una risata argentina, e 5181 XVII| violenta d’un bacio che scocchi premendo; le collega ambedue 5182 XVII| impeto di amore, Maurizio scoccò un bacio col sommo delle 5183 XVII| abbaiava più, per essersi scollata la[264] pelle del manticino. 5184 XVII| espressione di terrore; si scolorarono le labbra, e ne proruppe 5185 XVIII| atteggiamento di quelle labbra scolorate, Maurizio che ne colse una 5186 Ded| sospinse~Quella lettura e scolorocci il viso:~Ma solo un punto 5187 Ded| portone della sua casa fece scolpir l’oraziano: «Nihil est ab 5188 II| nostro arrivo, come una scolta di fortezza. Era lassù, 5189 VI| dal giorno innanzi, certo, scombussolato com’era dalla sgarbatezza 5190 I| ribattè la cugina, senza scomporsi.—Noi siamo in terra; per 5191 I| delle cose, nella vastità sconfinata degli orizzonti, nella infinita 5192 XVI| della me[254]ningite è stata scongiurata dal nostro grande Soleri. 5193 VII| guardereste più in viso?~—No, vi scongiuro, non dite nulla. Più tardi, 5194 VII| paese, su quei lastroni sconnessi. Anche quassù ci sono dei 5195 I| dispiacere col mostrarsi sconoscente alla cortesia del superiore, 5196 VIII| cose; una lingua fin allora sconosciuta dischiudeva i suoi misteri 5197 XII| dovuto provarlo in piccoli scontri, che offrivano pure la lor 5198 II| suoi bauli, aveva dato lo scontrino del bagaglio ai signori 5199 XIX| inerte, ma col cervello sconvolto, agitato da sogni pazzi, 5200 II| nella bocca della Niobe di Scopa; non c’era insomma l’accasciamento 5201 Ded| canto V dell’Inferno, donde scoppia tanta passione umana, e 5202 XVIII| cuore, che pareva volesse scoppiargli in quel punto.[281]~—Ah!— 5203 VII| grido di gioia infantile, scoppiato a mezzo dell’aia, lo salutò. 5204 II| tintinnìo di sonagliere e scoppiettìo di frusta nell’aria polverosa, 5205 VIII| parlare, fosse pur dannoso scoprirsi, amaro dover rinunziare 5206 VI| dopo due ore di marcia, si scopriva molto orizzonte; inoltre, 5207 Ded| prezioso e fecondo, tra la scoria delle superstizioni volgari 5208 IX| andare e tornare liberamente, scorrazzare a quel modo.~—Di che temete, 5209 II| casa.—~Maurizio si sentì scorrere una lagrima giù per le guance. 5210 VI| gualchiere, ne sorgevano dovunque scorresse un bel volume d’acqua perenne. 5211 XII| Allah (permettetemi questa scorribanda fra gli Arabi, che mi toglierà 5212 VIII| spesso all’aperto, per far le scorribande, che non per andare al Martinetto, 5213 XI| Così dicendo, la bella scorrucciata si era seduta sul sedile 5214 XIX| punto si alzò. Il Dutolet lo scorse allora, e non potè trattenere 5215 Ded| troppo infrascata nei secoli scorsi ed è ancora afflitta nel 5216 XII| di Voltaire, mi sia parsa scortese per tutte le migliaia di 5217 III| sarebbe stata una grande scortesia verso una buona intenzione, 5218 XVI| lato, sgretolando il masso, scoscendendo il terreno, abbattendo, 5219 XVII| innanzi di cercarsi, tra nuovi scoscendimenti, la via; e , dove incominciavano 5220 XVIII| che era ancora assopito. Scosso da lui, il conte Ettore 5221 XV| quel sole li cerca, li scova, dovunque si nascondano, 5222 XIV| ella trovava poi modo di scovarlo. Quei piccoli furti erano 5223 III| lasciarlo solo, quando verremo a scovarvi nel vostro Castèu.—~Le accoglienze 5224 XVIII| era buttato sopra una scranna, con gli occhi a terra, 5225 II| mezzo; ma ancora da certe screpolature s’indovinava l’alzata dell’ 5226 Ded| Gerusalemme, odiato ugualmente da Scribi e da Farisei (specie non 5227 XX| delle ruote, lo strepito, lo scricchiolìo delle carrozze in moto, 5228 XII| leggere, si perderebbe la scrittura, come si perde una lingua, 5229 XIX| Ho trovato or ora sulla scrivania del[296] generale il suo 5230 III| Balma. Vedi che cosa mi scrive il tuo generale.—~Così dicendo, 5231 XIX| come ha dovuto soffrire, scrivendola!—~E guardava il signor di 5232 IX| candidamente Gisella.—Egli vi scriverà, pregandovi di ritornare.~— 5233 XI| difficile.~—Scrivile, allora.~—Scriverle? Sarei lungo, più ancora 5234 VII| chiedervi un favore.~—Potevate scrivermi.~—E voi rispondermi una 5235 XI| Sia;—diss’egli poscia;—scriverò.—~E ridottosi a casa, non 5236 X| avvenuto alla Balma, perchè si scrivessero di queste lettere a lui? 5237 XI| brevemente è difficile.~—Scrivile, allora.~—Scriverle? Sarei 5238 I| uomini;—gli rispose Maurizio.—Scrivimi, se ti occorrerà qualche 5239 XII| da conventi di monache. Scrivo queste cose come mi vengono 5240 XVI| inghiottendo ogni cosa, scrollando ad ogni tratto un torrione 5241 Ded| sentir cantare gli aquiloni e scrosciar le valanghe. Barattava male, 5242 IX| cose, Maurizio, guardate, scrutate, indagate. Se c’è in quel 5243 XIII| bella gloria frondosa degli scudi smeraldini, non mostrando 5244 II| paese; e quel buon saggio di scultura nel legno, del primo ventennio 5245 XVI| dell’infermo, da sentire lo scuotimento del viscere senza bisogno 5246 XX| 303] color cereo sul fondo scuro dell’abside. I piedi del 5247 XII| iconografia capricciosa, sdolcinatura da conventi di monache. 5248 XII| una cellula primitiva si sdoppî, e lo sdoppiamento diventi 5249 III| dei mari del settentrione, secca stecchita a quel modo, che 5250 VI| d’essere accompagnati si seccano.~Tutto questo ragionamento, 5251 XII| cosa incominciò presto a seccarmi. Il buon Dio delle mie orazioni 5252 XIV| ritornello. Tanto che un giorno, seccata, la contessa alzò gli occhi 5253 III| dar noia!—esclamò egli, seccato.~Non era della posta; era 5254 XIV| nessun gusto, prevedendo la seccatura delle visite molte e della 5255 Ded| dall’albero; molti rami secchi al peso delle nevi invernali, 5256 VII| coltello, e apritemi questa secchiolina.~—Non farò schizzare il 5257 VII| cartoccio di biscottini, e un secchiolino di legno ermeticamente chiuso 5258 II| signorile, nel[21] corso del Secento, gran colpevole un po’ da 5259 III| di civetteria, volentieri secondando un complimento maritale, 5260 XI| la bella vedova passò a seconde nozze con Neottolemo, e 5261 III| Puebla. Colonnello dopo Sedan, generale di brigata nell’ 5262 X| si veniva, si spostavano sedie e canapè, si trascinavano 5263 VIII| si sovrappongono e fanno sedimento; essi lasciano sempre un 5264 IV| inseparabile Dutolet, ambedue seduti al fresco, su certi sedili 5265 XIX| cadde senza far parola, sul seggiolone a piè del letto, rimanendovi 5266 XX| montagne di difficile accesso, segregati dal mondo, in dura disciplina, 5267 Ded| può bene rimpiangere che i seguaci si siano allontanati di 5268 IV| c’è nessun premio a chi segue, nessun castigo a chi viola 5269 I| aveva dimostrato a tutti che seguendo ciecamente gli ordini del 5270 VI| come[92] si ama una stella, seguendone il corso nello spazio.~Sempre 5271 Not| stati inoltre corretti i seguenti refusi (la correzione è 5272 V| tutto il resto in con[73]seguenza. Vedete che compassione! 5273 VII| come un terrazzo.—~Gisella seguì Maurizio sulla piattaforma, 5274 IX| libera;—conchiuse Gisella.—Seguiamo il nostro pastore.—~Quando 5275 IV| sorridendo;—ma gli altri lo seguiranno? ecco il busilli.~—Seguano 5276 XIX| il bravuomo,—è difficile seguirla. Pare che abbia le ali.—~ 5277 VI| sua disperata invenzione, seguita da quella rapidissima fuga. 5278 Ded| che a tanti figli d’Adamo sèguita sempre a mancare. Triste 5279 XII| Non so più da qual punto, seguitando il marciapiede, mi trovai 5280 II| disegnato di scrivere. Voleva seguitare a dormire nella sua cameretta 5281 XVIII| tuttavia; non rispose; seguitava a guardare.~—Mi annoi;—riprese 5282 XII| grado a grado pacificato. Seguitavo a leggere, ammirando i dotti 5283 II| come falchi dalla rupe, seguiti dai loro vassalli.... No, 5284 XII| e non comandate, che si seguivano con troppa frequenza. La 5285 XV| giornata. Le giornate, poi, si seguono e non si rassomigliano. 5286 XII| che aveva già detto mille seicentanni fa qualche cosa di 5287 Ded| civile, ma per rifugio, come selvaggi primitivi. L’uomo va per 5288 VIII| educare a modo suo la mirabile selvaggia. Una così bella creatura 5289 IX| ardenti d’amore del suo damo selvaggio; e così dolcemente stretta, 5290 XVIII| dimostrazioni di tenerezza. Erano sem[288]pre stati, l’uno verso 5291 VIII| avviticchiate, che davano sembianza del caducèo di Mercurio. 5292 X| più che di far viaggio, sembrano compiacersi di gettare agli 5293 XVI| soli. Quei due poveri cuori sembravano divenuti l’uno all’altro 5294 Ded| pubbliche e civili, noi non sembriamo già più i figli dei nostri 5295 I| male dei superiori.—Se ti sembro commosso, pensa che ne ho 5296 Ded| informino, scaldandone la buona semente nei cuori. Tanto io credo, « 5297 XIX| irrigidito, livido, con gli occhi semiaperti, la bocca fortemente contratta 5298 IV| sedili di ferro, disposti a semicerchio fuori dell’ingresso, accanto 5299 II| con Dio che la Chiesa ha seminate accortamente lungo il corso 5300 IV| umana.~—No, sapete, crede semplicemente alla bontà della vita; obbedisce 5301 III| incontri preliminari, a questi semplici contatti di superficie, 5302 IX| non sapeva allontanar[132]sene, e negli occhi spaventati 5303 I| dove si aprono cinquanta seni azzurreggianti tra il verde, 5304 I| si sarebbe ripigliata da senno quella condizione di marito 5305 IX| lievissima, a mala pena sensibile, ma pur vera, innegabile, 5306 XV| soffriva un istante con lui, sentendolo oppresso dalla irruenza 5307 XIX| soprassalto, non vedendo nulla, ma sentendosi nel suo letto, e udendo 5308 Ded| prudente, che aspetta di fuori sentenze ed oracoli, mode, predizioni 5309 IV| argomentazioni.~—No davvero, sentiamole.—~Qui fu una piccola interruzione 5310 II| estate, corsa com’era da sentieri solitarii e tagliata per 5311 XVII| la strada per prendere il sentieruolo del casolare.—Andate alla 5312 XVII| preghiera in cui tutti i sentimenti si stemprino; la seconda 5313 XVII| istante, e mai come allora si sentirebbe che le due cose son una.~ 5314 IV| antropopitèco. Vi maravigliate di sentirmi parlare con tanta asseveranza 5315 IX| lungo ed intenso, ma non lo sentirono scoccare. Quando i due giovani 5316 X| benefica al sangue. Aveva sentiti i tamburi, le musiche militari; 5317 XVI| infine della valvola che separa il ventricolo sinistro del 5318 XX| quando si è sul punto di separarci da loro per sempre! Chiese 5319 II| castello della Balma, da cui lo separava una boscaglia tutta nera 5320 XI| tisica, e mi avrebbero presto seppellita laggiù, come una santa, 5321 II| padre); felicissimi quando seppero che era stanco del servizio, 5322 XII| consueto alla benedizione serale.~«Quante volte non mi ero 5323 XV| solita ora delle visite serali. Cosa da nulla, diceva il 5324 XVIII| suo ventaglio di sposa, serbato fin allora gelosamente[276] 5325 VII| Pinaia, sono stato pagato; serbi la mucca per un altro semestre, 5326 XVI| première marque, che teneva in serbo per il suo amico Vaussana, 5327 III| della salita, per es[41]sere avvertiti del vostro arrivo. 5328 XVII| tanto vedeva il ruscello nei serpeggiamenti del suo alveo, affondato 5329 II| dall’alto, lungo la via serpeggian[17]te! Le eriche, i pini, 5330 VII| vero? Ma qui non ci sono serpenti a sonagli, boa; non si 5331 IX| sì, vorrei essere la serpicina che posava confidente la 5332 IV| promesso una argomentazione serrata!~—Vero, ma siamo stati fortunatamente 5333 XV| argomenti in quelle parole serrati andavano a fondo.~Oramai 5334 XV| al cuore. Parlava caldo, serrato, incalzante, a fiotti su 5335 II| dovere, qui, come altrove; servirai alla gran legge di Dio, 5336 I| la morte nell’anima, e il servire è vergogna.~Per altro, non 5337 II| adolescente; l’attigua gli sarebbe servita come spogliatoio; tutte 5338 IX| sofisma a giustificare la servitù delle anime? lo vorremmo 5339 II| levargli otto o dieci dei sessant’anni che gli davano a prima 5340 XIV| di far conoscenze del suo sesso, oltre le poche necessariamente 5341 III| bussole, cannocchiali, seste, sestanti, cronometri, tutto il bagaglio 5342 XVII| trasse a , con una gran sete di baci che gli ardeva il 5343 Ded| e le serene speranze di settantaquattro generazioni. E chi sa? l’ 5344 VI| alle ferriere dell’Europa settentrionale. Per una di queste cagioni, 5345 III| piccola strega dei mari del settentrione, secca stecchita a quel 5346 I| custodire il posto alla settima, se mai il fratello Maurizio 5347 XIV| fortuna, nel soggiorno di tre settimane a Nizza, non furono che 5348 XVII| grigi lastroni scabrosi, sfaldati a migliaia d’inverni, avevano 5349 Ded| gli fanno ombra dal ciglio sfaldato del gran masso imminente. 5350 II| primitivo, e da qualche sfaldatura dell’intonaco ne trasparivano 5351 X| piuttosto d’esser mandati a sfamarsi in cucina, tanto si trovano 5352 VI| avuta mai; l’altra di legno, sfarzosamente vestita, con le guance paffute 5353 VI| sassolini a due tinte, si sfasciano sotto le piogge equinoziali; 5354 XV| di lassù, alta la fronte, sfavillanti gli occhi, diritto il corpo 5355 XVII| sorriso delle labbra e nello sfavillìo delle pupille d’indaco, 5356 VIII| quello, altra regione, ignota sfera per lui; e ci viveva così 5357 XIII| gozzo, senza rischio di sfiancarsi questa parte interessante 5358 II| domenicale. Così videro sfilare in parata tutto quanto il 5359 II| una luce di Venezia tutta sfiorita dagli anni, al canapeino 5360 XVI| leggero che una mattina sfiorò furtivamente le labbra di 5361 X| mai. Aveva torto; poteva sfogarsi oramai anche su quell’argomento, 5362 Ded| certezza, alla luce. Non tanto sfoggio di sostantivi, mi raccomando. 5363 X| passata ad eccessi di nervi, a sfoghi di malumore? Se[144] ne 5364 XIII| libro, e si mise subito a sfogliarlo, dando una guardata allo 5365 XVII| che s’inteneriva negli sfondi fino alla espressione del 5366 XII| occhi dell’anima, in quello sfondo vaporoso che piaceva tanto 5367 III| il colpo, e il giuocatore sfortunato era già per attaccare un 5368 XVIII| guardò lungamente; poi si sforzò di sorridergli. Schiantava 5369 VI| d’acqua si sarebbe potuta sfruttare benissimo, impiantando a 5370 VI| vedono tutto, loro; niente sfugge ai loro occhi di ramarro. 5371 VI| naturale; e si cerca di sfuggire più presto che si può a 5372 XV| le disse.—Perchè mi sfuggite?—~Maurizio aveva l’aria 5373 III| combattimento: ma oramai, sfumata ogni probabilità di vicine « 5374 I| delle tinte, mezze tinte e sfumature, dell’aria e dell’acqua. 5375 IV| di attrito in attrito, vi sfumerà tra le mani. Temete, mio 5376 XI| stato? Una delle solite sfuriate, oppure....~—No, non cercate 5377 VI| scombussolato com’era dalla sgarbatezza del signor generale, non 5378 XVI| bisognava confidar troppo, sgomentarsi prima del tempo. Il medico, 5379 VI| suole durar molto. Si è sgomentati, oppressi, annichiliti da 5380 VII| Signora....—mormorò Maurizio sgomentato.[101]~—Perchè avrei dovuto 5381 XVI| Anche il pericolo lontano lo sgomentava; ed egli non poteva avvezzarsi 5382 XVI| vedeva il vero: non più sgomenti, non più terrori, non più 5383 IV| nel tempo, come l’edera sgretola il muro a cui si abbarbica; 5384 XVI| si spandeva d’ogni lato, sgretolando il masso, scoscendendo il 5385 XI| ma ancor più di sentir sgridare a torto le persone di servizio.— 5386 VIII| bianca gola ai baci del suo sgridatore, per cui era tanto lieta, 5387 XVIII| illuminavano d’una strana luce gli sguardi. Ma quella luce si spense 5388 V| amichevole, come dev’essere lo shake hand, dal giorno che l’Inghilterra 5389 VIII| Dante, o una scena dello Shakspeare. Il momento solenne che 5390 VII| tante posso e voglio dirvi: siatemi amico; qua la mano, che 5391 VI| non aveva niente da fare, sibbene per Nizza, dove almeno era 5392 XVI| voci arcane che uscivano sibilando dallo spiraglio di una caverna, 5393 V| voce un po’ stridula, quasi sibilante, ma col sorriso sulle labbra, 5394 XII| le vostre scienze, tutte sicure del fatto loro, quando vengono 5395 IX| di notare quella as[129]siduità di passeggiate al deserto. 5396 I| sole sorgente sull’oceano, siede nella porpora accesa dal 5397 XIV| inganni il tuo simile? perchè siedi col tradimento nel cuore 5398 X| fremere; e questo pen[143]—siero gli ritornava ad ogni tratto, 5399 V| cercava di accendersi un sigaro.~Il signor di Vaussana se 5400 V| suo interlocutore poteva significare due cose: o che egli, Maurizio, 5401 XVI| gli occhi, come se volesse significarle colla intensità dello sguardo 5402 XII| disgressione; essa non mira che a significarvi come l’atto creativo venne 5403 III| interdetto, non sapendo che cosa significasse quell’accenno di avamposti, 5404 XII| nella eterna ripetizione il significato delle preghiere, o per addormentarci 5405 VIII| Sapete di chi parla? Di voi, signorino; dice che siete buono, e 5406 XIII| Gisella era stata immobile, silenziosa, a sentire il suo ragionatore 5407 XVII| ammirando la prontezza con cui sillabava la piccola Rosina. Così 5408 VIII| inebriavano della stessa fragranza silvestre, della medesima freschezza, 5409 VI| sapendo spiccarsi dall’altra; simbolo e promessa di una maternità 5410 XII| benedica. Un’altra mia grande simpatia era il vescovo della diocesi, 5411 XVII| indizi fugaci, non sintomi, simulazioni di sintomi. Se si dovesse 5412 XIX| neanche vedere la strada, simulò un mal di capo fortissimo, 5413 XX| incrociarono, e si udirono simultaneamente due colpi.~Rimasto illeso, 5414 XII| ostensorio; si udì un movimento simultaneo, per tutta la grande navata, 5415 XII| e lampi, sulla vetta del Sinai. Frattanto, la loro religione 5416 XVI| benissimo una esposizione sincera. Non prendesse il signor 5417 XVI| deliquii che vogliamo dire, di sincopi, di morte improvvisa.~—Mi 5418 Ded| nella doppia sentenza del sinedrio e del pretorio, epicamente 5419 XVIII| preghiere, di mal rattenuti singhiozzi, e la bella creatura si 5420 XV| benefizio singolare per tutti, singolarissimo per la donna, a cui spesso 5421 XVI| spiraglio di una caverna, lampi sinistri nel buio, fragori sordi, 5422 VIII| ipocrita, poi? forse era sinonimo di cauto? C’era nell’applicazione 5423 VI| poteva scambiare per un sintomo d’amore, no certo. Aggiungete 5424 XII| secondaria dal sabeismo siriaco, attraverso il culto naturalistico 5425 XVII| convulsamente dove non poteva slacciare, le aperse la veste al sommo 5426 IX| che Maurizio atterrito si slanciò con le braccia tese per 5427 I| ministro. Il ministro si era slegato finalmente il dito, saltando 5428 XV| veniva un senso di dolciume smaccato e nauseabondo alla gola. 5429 VI| paffute e rosse, gli occhi di smalto e una bella zazzeretta di 5430 V| complimento, da veder tenerumi, smancerie, sve[70]nevolezze in ogni 5431 XVIII| intendo, quando uno muore, che smania sia quella dei cari congiunti 5432 XIV| punto giusto dove io mi smarrisco, dove io non vedo che contraddizioni 5433 XIV| di adorazione, in cui si smarriva quel non so che di pungente 5434 XVII| muovevano lenti i chiari smeraldi onde i raggi solari frastagliavano 5435 XIII| gloria frondosa degli scudi smeraldini, non mostrando più che una 5436 XVII| dal metallico lucente allo smeraldino, al giallo tenero, con chiazze 5437 VIII| Quasi;—disse Maurizio, smettendo.~Un triste pensiero gli 5438 V| di Maurizio si degnò di smettere il giuoco; facile sacrificio 5439 XVIII| buon punto, mentre egli smontava la sua guardia, e per sempre.~ 5440 XVII| alcuno strepito di rami smossi si udiva nella macchia, 5441 XVI| braccia; ma proprio allora si smottava il terreno sotto i suoi 5442 XV| l’uno dopo l’altro, aveva snocciolati tutti gli argomenti, provando 5443 XIII| notizie della funzione, e le snocciolava allegramente al signor di 5444 XVI| paure;—bisbigliava a lui una soavissima bocca.—Credere è bello; 5445 XVII| tanta tenerezza, di tanta soavità, di tanta beatitudine avete 5446 VIII| testimoni.—~Gisella sorrideva, socchiudendo i grandi occhi d’indaco 5447 IX| se quella, già usata a soccombere, voleva ad ogni costo farsi 5448 IV| principio di eredità vi soccorre. Avete infatti la eredità 5449 XIX| mentre essi cercavano di soccorrere il generale, dandogli a 5450 Ded| sostegno, in un momento sociale che più avremmo bisogno 5451 V| stizza e le convenienze sociali! Ed ecco i bei resultati 5452 VII| la sua ultima mucca, per soddisfarlo. Non occorre, mi rispose 5453 Ded| domanda non mai pienamente soddisfatta. Egli è voce e coscienza 5454 X| Essa non è certamente la soddisfazione di un grosso egoismo, di 5455 XII| scienza. Qui almeno siamo sul sodo, pensavo; è qui l’esperienza 5456 XVI| tutti i poveri, di tutti i sofferenti del vicinato.~Anche lei, 5457 XVII| mormorò ella con accento soffocato.~—Lui!—ripetè Maurizio.— 5458 XVII| mai che il povero Rizio soffra tanto per cagion mia. Soffrivo 5459 XIV| che non aveva neanche da soffrirne troppo; perchè Maurizio, 5460 XVII| soffra tanto per cagion mia. Soffrivo anch’io, sai? Ma per me 5461 XI| potermi rifugiar sempre in te? Soffro, amico mio, paragonando 5462 VIII| frase. Del resto, a che sofisticar sulla frase? Tutto ciò che 5463 X| diffidente com’era e amante di sofisticare su tutto, almanaccò un pezzo 5464 XI| Nella biancheria era più sofistico: quella toccava la pelle 5465 XV| rivolto insieme col saluto il sogghigno, e dietro a lei ode gittata 5466 XIV| saperne.~Per fortuna, nel soggiorno di tre settimane a Nizza, 5467 II| sentito.—~Avrebbe voluto soggiungere: lo diceva perfino nostro 5468 VII| Il povero Feraudi, gli soggiungevo, avrebbe venduta la sua 5469 XII| quantità trascurabile. Mi soggiunsero ancora che il mondo, com’ 5470 Ded| desiderio di quella pace, sognandola tutta per me.[xiii]~Era 5471 Ded| neanche dove io l’avevo sognata, bene mi sarà lecito di 5472 VIII| volta sopravvive, ma come un sognatore, come un sonnambulo, come 5473 XVII| chiari smeraldi onde i raggi solari frastagliavano capricciosamente 5474 VI| vetro colorato, lungo certi solchi che aveva scavati nel battuto: 5475 I| pianura liquida e senza solco, che palpita e porta, mobile, 5476 XI| nel fondo non è che un soldataccio brutale. Una donna, per 5477 X| fuoco di quella eloquenza soldatesca, che era poi tutti i giorni 5478 V| poi, quando avesse quattro soldi di costa, voleva metterli 5479 VI| seduta di contro all’uscio, a soleggiarsi un poco, una donna ancor 5480 Ded| più liberamente che non solesse fare dal pergamo ai fedeli 5481 XV| al pulpito, se ne andava soletto per quel sentiero campestre 5482 II| fiori gialli che ogni anno solevano dare (o lasciarsi prendere, 5483 II| la paglia di Nizza, che solevi ricordare nelle tue lettere.~— 5484 I| quiete della sua bicocca solitaria, avrebbe evocate le figure 5485 II| dormivano i suoi maggiori; dal solitario Castèu, dove prima che altrove 5486 XV| di saperla indisposta.~—I soliti incomoducci, che fanno comodo 5487 XVII| guisa di spugna, per venire sollecitamente a spruzzarne il volto e 5488 XII| vorticosi, che vengono, sollecitati da conosciute pressioni 5489 Ded| scienza non più infatuata di sollecite deduzioni, e venga in buon 5490 VII| signor Maurizio, dolcemente solleticato da quel Mau.... senza signore. 5491 IX| Quell’onda di passione, sollevata, ingrossata da tutti gl’ 5492 II| paglia di Firenze, che la somiglia tanto. La moda, la moda! 5493 III| offriva tuttavia nessuna somiglianza con una pupattola; non aveva 5494 XIII| uomo! diceva lei; come poco somigliava all’idea che ella se ne 5495 V| ed anche per tirare le somme.~—Noi siamo, signor di Vaussana, 5496 X| egli, uomo, meno disposto a sommergere ogni molesto pensiero nella 5497 V| medicinali, ed egli aveva potuto somministrar subito una dose della inevitabile 5498 V| antipirina. Più tardi avrebbe somministrato il chinino, se quella febbre 5499 II| montagna, che appare per la sua sommità, dietro a due ordini di 5500 II| fragore di ruote, tintinnìo di sonagliere e scoppiettìo di frusta 5501 X| impunemente: la coscienza può sonnecchiare, non addormentarsi del tutto; 5502 V| po’ lunga. Il terzo, che sonnecchiava così bene sul piccolo canapè 5503 XVI| Prima d’ora, dormiva i suoi sonni tranquilli, come una bambina; 5504 XI| dei gangheri. Avvezzo alle sonorità del comando, parlava troppo 5505 XVII| minaccioso, non potendo più sopportare la tetra luce di quello 5506 V| galanti, quando essi hanno le sopracciglia aggrondate.~Andarsene, dunque, 5507 XIII| non intendo di lasciarmi sopraffare dai suoi capricci. Lo conosci, 5508 III| scoglio, con quella rupe che sopraggiudicava l’abisso, con quel lastrone 5509 XIX| essere che un patema d’animo sopraggiunto in quei giorni: e c’era 5510 VIII| linguaggio del conte Camillo, soprannominato il miscredente. Gl’insegnamenti 5511 VIII| ne muore; qualche volta sopravvive, ma come un sognatore, come 5512 XIX| e doloroso di lei, e il sopravviver codardo di lui. Perchè viveva 5513 XIX| un suicidio. Non potendo sopravvivere alla contessa, aveva egli 5514 XVI| sinistri nel buio, fragori sordi, rombi sotterranei, tanaglie 5515 XIII| dei fidati colloquii, al sordo fragore della vicina cascata; 5516 VII| Prendete esempio dalla vostra sorellina, che è sempre così linda.~— 5517 XV| di contro.—Quel masso che sorge assottigliandosi come una 5518 I| affaccia nella gloria del sole sorgente sull’oceano, siede nella 5519 VI| d’ora di poesia, facendo sorgere alquanto più su ed alle 5520 VI| cartiere e nelle gualchiere, ne sorgevano dovunque scorresse un bel 5521 Not| 9: bella cosa!—concluse sorpirando il tenente.—Ma~diventa: 5522 XVI| destino, doveva sorridere, sorrider sempre, piegandosi a tutte 5523 XVIII| lungamente; poi si sforzò di sorridergli. Schiantava il cuore, quel 5524 II| Tutte le cose intorno a lui sorridevano, con quell’aria domestica 5525 XIV| Questo carnevale, che morte! Sorridi, via, grande bambino, che 5526 IX| riconobbero la voce del pastore, e sorrisero.~—Strano!—disse Maurizio.—


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