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Anton Giulio Barrili Tra cielo e terra Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
grassetto = Testo principale Cap. grigio = Testo di commento
5527 VII| secchia, e bevve a larghe sorsate il fresco umor cristallino, 5528 XI| leggere tutto in una volta, ma sorseggiare, centellinare questa povera 5529 XI| facendogli perdere il tempo a sorseggiarlo. E perchè io mi ero provata 5530 V| Potete vincermi ancora; le sorti della battaglia sono dunque 5531 XVII| nembo, sciolte in vapori e sospese nell’aria, rifrangono i 5532 XX| offesi; tristi e rassegnati, sospesi tra cielo e terra, attendono, 5533 XV| davanti alla legge umana, non sospettabili nella presenza del mondo; 5534 XVII| tutto intorno gli occhi sospettosi: non vide nulla di nuovo; 5535 IX| e in certi casi perfino sospettoso. Egli sentiva istintivamente 5536 Ded| Per più fiate gli occhi ci sospinse~Quella lettura e scolorocci 5537 I| aveva sentito cantare e sospirare, fremere, urlare e ruggire, 5538 X| soggiungeva egli, con un sospirone da Mongibello in procinto 5539 XVII| per lei fosse andato a far sosta sull’aia dei Feraudi? Così, 5540 Ded| luce. Non tanto sfoggio di sostantivi, mi raccomando. Spero anch’ 5541 XII| sette colori, mostrando la sostanza viscida di cui era composta.~« 5542 XVI| gocce di strofanto, tutte sostanze vegetali, tutti rimedii 5543 Ded| morale senza guida, senza sostegno, in un momento sociale che 5544 XIX| veglie, da tante commozioni, sostenute pei suoi amici della Balma. 5545 VI| ammirazione artistica, era sottentrato il rispetto, e al rispetto 5546 XVI| buio, fragori sordi, rombi sotterranei, tanaglie strette alla gola, 5547 XX| della cascata un suono più sottile e più lontano, molle, ondeggiante, 5548 IX| migliaia di gocce diffuse in sottilissima polvere d’acqua si offrivano 5549 VII| intelligenza, nelle sue funzioni di sottocuoco. Gisella, frattanto, con 5550 V| rimetta in discussione e sottoponga nuovamente ad esame, distruggendo, 5551 III| delle acque nella conca sottoposta, sprizzando in polvere liquida, 5552 X| aiutare. Due camere erano sottosopra, per arredarne una; si andava 5553 III| ospite. Il capitano Dutolet, sottotenente nella campagna del 1870, 5554 XIV| domestica, a cui non saprebbe sottrarsi lo spirito più scettico; 5555 III| troppa sicurezza, o di fretta soverchia nel dare il colpo, e il 5556 IX| del cuore, incominciava a soverchiarlo.[135] Infine, egli amava 5557 XV| peccato in noi, che per soverchio di sicurezza non facciamo 5558 XVIII| preparare una lettiga e adagiare sovr’essa la sua morta amica, 5559 XIV| tal miracolo di bellezza sovrana mescolarsi nella modesta 5560 VIII| come le inondazioni, che si sovrappongono e fanno sedimento; essi 5561 XVI| cipolla di tante tonache sovrapposte. Si guastano nella malattia 5562 XV| altre scioccherie avesse spacciate quel giorno il grand’uomo. 5563 XV| battaglia, sian terse le spade; nè vi paia fatica di farle 5564 I| sulle spalle? perchè quello spadino al fianco, che par uno spiedo 5565 II| piantar l’asta nella gola spalancata del drago. Era una statua 5566 XVIII| braccia ripiegate sulla spalliera d’una seggiola, muto, immobile, 5567 XV| rispose egli, facendo una spallucciata delle solite.—È uno sciocco. 5568 Ded| deriva, donde gli esempi si spargono. Ma noi non faremo niente 5569 XX| Si gareggia di cortesia. Spariamo al comando, vi pare? Conteremo 5570 XII| il male si estinguerebbe, sparirebbe da sè. Questo è un sogno; 5571 XVIII| una bella donna, quando sparisce per sempre una di quelle 5572 XIX| vedrò più.—~Il frate era sparito. Ma non così presto, che 5573 IV| abito talare che appariva e spariva a intervalli lungo i tigli 5574 XIV| Frattanto, colle frequenti sparizioni dalla Balma, il signor Maurizio 5575 XVII| donde rimbalzava divisa, sparpagliata, come una immensa capigliatura 5576 XVI| di digitale, pillole di sparteina, gocce di strofanto, tutte 5577 VI| creature, se anco si fossero spartite in mostri e bellezze.~Maurizio 5578 IX| anche in questo vivere di spasimi.~—Sapete,—disse un giorno 5579 XIII| non si trattava che di uno spasso. Quanti non sono i fedeli 5580 III| prese con molta flemma una spatola d’avorio, ne introdusse 5581 IV| indipendente, la nostra?~—Non mi spaventano i nomi;—replicò il generale.~— 5582 XVI| una cosa di poco; perchè spaventarti? Mi ero troppo esaltata; 5583 VII| un po’ lungo. Ma non vi spaventate, ve ne prego; altrimenti 5584 XII| da specie a specie non mi spaventava più come una difficoltà 5585 XIX| visioni terribili, da incubi spaventevoli. La montagna gl’incombeva 5586 IV| ripetè Maurizio,—non vi spaventino dunque le mie povere argomentazioni.~— 5587 X| Non ne sapeva nulla; ma si spaventò ad ogni modo, pensando che 5588 X| generale, che tante volte si spazientiva, tuonando contro la vanità 5589 IX| collo di cigno, e per tanti specchi quante erano le sue nitide 5590 XVII| immagine di Dio, che si specchia in questo basso strato d’ 5591 XVIII| al cielo, e uscita di là spedì subito ad avvisar l’arciprete 5592 III| fatto parte del corpo di spedizione al Messico e aver combattuto 5593 X| addormenta e il calore si spegne nella tonalità vaporosa 5594 VII| verità; pareva che dovesse spegnere le parole in bocca. Gisella 5595 XVI| inumidivano le ciglia, senza spegnerne il lampo.~—Sono stato dunque 5596 XVII| suoi passi frattanto si spegnevano sul morbido tappeto delle 5597 XV| vestiva umilmente una tonaca spelacchiata, su cui non mancavano le 5598 X| gemente dalla volta d’una spelonca percuote monotona, insistente, 5599 XII| giorno in congregazione, ci spendeva sempre da quaranta a quarantacinque 5600 VIII| bella birichina;—che noi spendiamo troppo tempo a discutere 5601 XVIII| sguardi. Ma quella luce si spense ad un tratto; le palpebre 5602 VI| questa categoria di larghezze spensierate poteva entrare, mettendoci 5603 IX| dimenticanze, delle nostre naturali spensieratezze; perciò s’impensieriva di 5604 VIII| gaia famiglia del bosco. Spensierati come voi, scriccioli della 5605 IX| raccolti; si affacciò, si spenzolò fuori con la testa e col 5606 Ded| si procede, dovunque si spera di giungere ad una meta, 5607 IV| bene per un premio che ne sperate? vi astenete dal male per 5608 XVII| non è ben piano. Che caro spericolone, il mio Rizio! e come corre 5609 XVI| rimedio non ancora abbastanza sperimentato, che prenda un dirizzone 5610 XVI| tante scuole quanti sono gli sperimentatori[244] nuovi, i nuovi cercatori 5611 I| il primo anno lo avrebbe speso a tracciare il quadro; poi 5612 XVII| irrigidito nel suo atteggiamento spettrale, non accennava di voler 5613 I| brontolando, se ne andava[15] via, spezzando la spada. Uno spiedo, dopo 5614 Ded| soffio della tramontana si spezzano: ciò che è vitale, vivrà.~ 5615 XIX| che parevano volersi tutte spezzare, e non si spezzavano mai. 5616 XII| anelli; gli anelli si sono spezzati, raggomitolati in globi 5617 XIX| tutte spezzare, e non si spezzavano mai. Ad un certo punto si 5618 I| dimissione. Cosa amaramente spiacevole per lui, quanto edificante 5619 XX| sorella Albertina, e gli spiacque.~Si sente in cuore così 5620 I| lembi sottili di candide spiagge cinquanta paesi si distendono 5621 XIII| e accigliato; ma gli si spianarono ad un tratto le rughe alla 5622 V| resto, a poco a poco aveva spianate le rughe, e si degnava di 5623 VI| la modellava via via, la spianava, la stendeva, la foggiava 5624 II| affaccia a noi, pare che stia spiando il nostro arrivo, come una 5625 XVI| febbre.~La bella creatura spiava quel ritorno dell’infermo 5626 XV| Carsoli. Niente di politica spic[218]ciola, di quella che 5627 XX| sopra l’altar maggiore, spiccando col suo[303] color cereo 5628 IX| sente più freno, si alzò, spiccandosi da lui, per andare verso 5629 VII| che era stato pronto a spiccar dall’arpione. In verità, 5630 XIV| flessuoso, con una tendenza spiccata al biondo, e dei languori 5631 III| Maurizio non si sarebbe più spiccato di là, se non avesse pensato 5632 XII| scienza non pretende di spiegar tutto d’un colpo; va a passi 5633 XIII| accennate, non si potevano spiegare con la dovuta abbondanza 5634 III| dentro ripiegato in due, lo spiegò lentamente e lesse ciò che 5635 V| moneta. E non c’era verso di spillar loro un centesimo. Ma quella 5636 XVI| contrazioni, ha per ufficio di spingere il sangue nel ventricolo 5637 VI| suo discorsetto.—Non vi spingete troppo addosso a questo 5638 V| quella vivacità era stato spinto dal tono sarcastico del 5639 XVIII| giacente. Le gocce dello spiritoso liquore l’avevano rianimata 5640 X| Deo gratias e l’altro cum spiritu tuo, si faceva, di sopra 5641 XI| Capitolo XI.~Rifugio spirituale.~Peccato che in mezzo a 5642 V| per la sua fede? Ora uno spiritualista, un credente, deve esser 5643 IV| conosceva benissimo le opinioni spiritualistiche del Ginevrino, e quanto 5644 XV| fatica di farle brillare. Più splende quella che è più fine di 5645 XVII| vivere, di respirare, di splendere.~—Voi felici!—disse Maurizio, 5646 XIII| ricadenti in ciocche dorate, splendeva mite un’aureola vaporosa: 5647 XVII| di frescura; il cielo uno splendore di azzurro perlato; la montagna 5648 IV| forte di trovare sotto la spoglia di quell’uomo d’armi un 5649 XIX| bisogno, mi pare; perchè senza spogliarsi è andato a letto: e ieri, 5650 IV| sè, immaginando di aver spogliata per sempre la morale della 5651 II| gli sarebbe servita come spogliatoio; tutte le altre del secondo 5652 XIII| la stagione più rigida, e spogliava frattanto del loro fogliame 5653 XI| non lo è, non lo è; ha lo spolvero della bontà; nel fondo non 5654 IV| Martino era andato per moto spontaneo dell’anima, fors’anche giungendo 5655 VI| quattro volte, secondo le sporgenze e le insenature della costiera; 5656 VI| e più in là, sull’ultimo sporto della costiera boscosa, 5657 XVIII| ventaglio (il suo ventaglio di sposa, serbato fin allora gelosamente[ 5658 III| dunque, signor Maurizio, e sposate. Per voi, ultimo dei Sospelli 5659 VI| bellissima donna non aveva sposato il generale? non lo aveva 5660 XVI| ora!~Maurizio era tanto spossato allora, quanto era stato 5661 V| accrescere il numero degli spostati, come oggi si dice, o degli 5662 V| come oggi si dice, o degli spostatori, come forse si pensa. Le 5663 X| si andava e si veniva, si spostavano sedie e canapè, si trascinavano 5664 XVI| i belli occhi d’indaco, sprazzi di faville d’oro! Ma c’erano 5665 XV| ode gittata la parola di spregio? Ah, meglio allora, mille 5666 III| complimento maritale, con un nuovo sprigionamento di faville. Era una bambina, 5667 VIII| grandi occhi d’indaco e sprigionandone lampi «di faville d’oro» 5668 XV| lingua, che durava fatica a sprigionare la frase. Ma la frase, quando 5669 XVII| pensiero dell’anima, che si sprigionava di là, involgendo, accarezzando, 5670 X| tante faville d’oro si sprigionavano da quegli occhi d’indaco, 5671 III| nella conca sottoposta, sprizzando in polvere liquida, estuando 5672 VII| la terra gli si dovesse sprofondare sotto i piedi. Era una grande 5673 XIX| qualche goccia di liquore, spruzzandogli d’acqua il viso ed il petto, 5674 XVII| venire sollecitamente a spruzzarne il volto e il collo della 5675 XVII| il fazzoletto a guisa di spugna, per venire sollecitamente 5676 VII| sciame di uccelletti, che spulezzavano dalla frappa.—E questo bel 5677 VI| seconda, da dove ribollendo e spumando s’inabissava a forse quaranta 5678 XIV| generale alzò il calice spumante del generoso liquore della 5679 XV| angusto passo gorgoglia, spumeggia, rimbalza, uscendo più limpida, 5680 I| sormontato di bianche creste spumose, come l’aveva in pratica! 5681 XVII| azzurri che si vedevano spuntare qua e là. Fatto il suo[259] 5682 XIV| ritornello, prendendo lo spunto da una canzonetta del Béranger.~ 5683 XIX| uffiziale rizzò la testa, e squadrando il signor di Vaussana dal 5684 IX| quante erano le sue nitide squamme rinfrangeva in vivaci colori 5685 IX| udiva, voce di canzone alta, squillante, di là dalla macchia dei 5686 X| quando la nota della revanche squillava più alta, facendosi più 5687 VII| cortesia, la vostra gentilezza squisita; mi conducete qua, dove 5688 XIV| perchè rubi? Se hai tanto squisito il senso della legge morale 5689 IV| dato che possano giungere a stabilirne una dei figli o nipoti di 5690 I| che nove anni prima si era stabilita per giuoco? Ed egli già 5691 XIV| tanto pericolosa all’ultimo stadio, è ancora di prender moglie. 5692 X| tenendone con mano ferma gli staggi mastiettati; Maurizio lassù, 5693 XVI| Che stagione mi andate voi stagionando?—gridò il generale.—Ma sì, 5694 III| bullette, ad appender quadri, stampe, fotografie, armi, stoffe, 5695 VIII| faceva, egli gentiluomo di stampo antico, egli cavaliere senza 5696 XVII| alla gola.~Momento supremo! Stanchi di rincorrersi tra i rami, 5697 I| agitandosi intorno a voi, standovi sotto, accanto e sopra, 5698 | starai 5699 XII| po’ troppo? Tanto faceva starcene con sant’Agostino, che aveva 5700 I| Mediterraneo, e che non dovrebbe starci, perdio, come un pontone, 5701 XVI| dei polmoni, indizio di stasi, ossia ristagno del sangue.~ 5702 II| nella medesima condizione statica di un giovane facchino appiccato 5703 XI| annuarii, regolamenti, statistiche, a chi sarebbe mai venuto 5704 II| donna e due uomini: uno di statura giusta, piuttosto atticciato, 5705 III| del settentrione, secca stecchita a quel modo, che quando 5706 III| suggello di ceralacca, con lo stemma dei Matignon della Bourdigue. 5707 XX| invano. Si sentì d’improvviso stemperare il cuore: senza sforzo, 5708 XVII| cristallino dal colore dell’indaco stemperato, nuotavano pagliole d’oro, 5709 XVII| terreno, e in quel tepore si stemperavano, vaporando, tutte le fragranze 5710 XVII| cui tutti i sentimenti si stemprino; la seconda riproduce la 5711 XV| vedergli schiodare una mano e stendere il braccio per benedire 5712 VI| pericolosa curiosità dei ragazzi, stentò ad orientarsi in quel folto 5713 III| rende innocua la sensazione, sterile e vano il pensiero. Come 5714 XV| essere ancora una grazia la sterilità, per la misera donna che 5715 XVI| ipodermiche, di trasfusioni, di sterilizzazioni, di attenuazioni, di tentativi 5716 VI| governo alla gramigna, e la sterpaglia riprende ben presto i suoi 5717 XVII| frassini, corbezzoli ed eriche, sterpaglie, rovi e fiammole, tutto 5718 XVIII| era benevolo, la mano era stesa in atto di benedire.~Maurizio 5719 | stetti 5720 | stia 5721 I| cruna d’ago, assottigliati, stiacciati, tanagliati dagli attriti 5722 | stiamo 5723 II| di legno, dipinto nello stile del letto, all’armadio, 5724 III| guerre possibili, aveva stimato necessario di restare al 5725 I| quanti i nostri parenti stimeranno che bastino, per.... Ma 5726 X| tavole, si abbambinavano stipi, si appendevano quadri in 5727 II| dovunque sian nati, facendo stipite di nuova grandezza. Chi 5728 II| ricavarne di più piccole, a stipiti quadrati, nel mezzo; ma 5729 II| spasimo della morte, nè lo stiracchiamento delle braccia, nè la torsione 5730 XIX| tutto, sentiva un grande stiramento delle fibre del cervello, 5731 XI| solo ogni contrarietà lo stizziva, il che può accadere a tutti; 5732 VI| io; ci ho l’angelo cu[98]stode che mi avverte di tutto. 5733 XVIII| sotto un gran padiglione di stoffa azzurra operata, con trine 5734 III| stampe, fotografie, armi, stoffe, amuleti, stoviglie, tutto 5735 IV| qualunque cosa ne avvenga.~—È da stoici;—rispose Maurizio.—Ma presuppone 5736 XVIII| giunto, con la cotta, la stola e la pisside, involta nel 5737 III| volta, con versi infantili, storcimenti di bocca, guardate di sbieco, 5738 IV| ammettereste voi tutte per buone?~—Storicamente, perchè no? Nella vicenda 5739 XIV| qualche notizia intorno alle storiche celebrazioni dell’anno nuovo 5740 XIII| ragioni umane, i pregiudizii storici, pesar troppo sul loro intelletto; 5741 XIII| scenetta dell’Evangelio, con la storiella della prima pietra; essa 5742 III| armi, stoffe, amuleti, stoviglie, tutto il museo dell’ufficiale 5743 XII| pochino della concessione stracca, della transazione di due 5744 XII| altri due letti un po’ di straforo. Quel cristianesimo io lo 5745 XVIII| rivolgendosi con gli occhi stralunati verso il dottore.—Parlate, 5746 V| senza zuppa, le bestie senza strame, e tutto il resto in con[ 5747 III| ragionamento, e voi amate le vie strane. Per una di queste, infatti, 5748 XVIII| potesse ottenere una licenza straordinaria, per venire ad assistere 5749 III| sue licenze ordinarie e straordinarie presso l’antico superiore, 5750 II| limosine accumulate e di aiuti straordinarii di agiate persone. Aveva 5751 XVII| mano mal destra, ma pronta, strappando convulsamente dove non poteva 5752 XVI| minaccioso, terribile, ora strappandogli una amata creatura dalle 5753 IX| ti amo; non mi son fatta strappare la mia dolce confessione 5754 XII| giunco agitato, foglia strappata da un albero alla riva, 5755 XIX| tutte le confessioni a lui strappate dalla febbre. E quell’uomo 5756 XI| dita nel colletto, e crac! strappava senz’altro, bestemmiando 5757 XV| corde vibravano a quelli strappi di una mano maestra! No, 5758 Ded| passione umana, e dilaga e straripa. Quei due maravigliosi dannati 5759 X| Abissinia; noi a Metz e Strasburgo, voi a Trento e Trieste, 5760 I| trasformazioni successive della strategìa e della tattica navale nel 5761 XIX| guardatura di quegli occhi stravolti.~Com’era andata? I servitori 5762 III| era ucciso per una piccola strega dei mari del settentrione, 5763 XI| ha le lune,[160] grida, strepita, tempesta, che pare un ossesso. 5764 XIV| loro;—rispose egli a denti stretti.[209]~—Oh bravo! e se la 5765 I| che non vi offre il colore stridente nè i contorni aspri del 5766 V| uomo; poi, con voce un po’ stridula, quasi sibilante, ma col 5767 II| Furono tutti felici di stringer la mano al contino (così 5768 XI| abbracciare il collo e non stringerlo, non farsi sentire per nessuna 5769 VIII| deboli ammattiscono, i vili strisciano, i cattivi schizzan veleno. 5770 XVI| pillole di sparteina, gocce di strofanto, tutte sostanze vegetali, 5771 XVIII| Raccomandato a[277] Biancolina di strofinar lei le braccia e il seno 5772 XVIII| interrotto: con forti, assidue strofinate cercava di riattivare le 5773 VIII| cui gli uomini mediocri si struggono, i deboli ammattiscono, 5774 VI| preziose, che quel piccolo strumento ottico non gli parve bastante. 5775 IX| guardingo che mai; voleva studiare, governare i suoi atti più 5776 I| per le strade di Genova; studiava il modo di girare la frase, 5777 XX| quello, essendo fiori di stufa.~La chiesa era deserta, 5778 I| e feroci, sempre nuovi e stupendi; lo aveva amato nella salubre 5779 IV| superstizione alla ferocia o alla stupidità sua compagna. Ma questi 5780 VIII| Maurizio.~—Io?—rispondeva ella, stupita.—Non credo io dunque? Ma 5781 XV| ad un senso di piacevole stupore, vedendogli prendere la 5782 Ded| dubbî della scuola e gli stupori della piazza, tra i foschi 5783 XVI| aspetto, il generale diede la stura ad una bottiglia di buon 5784 I| gli aveva fatto nascere subitamente nell’anima. Perchè non si 5785 VIII| per effetto di rivelazione subitanea, vedeva più addentro negli 5786 XI| troppa salda di quelle, o per subitaneo ingrossamento delle corde 5787 IX| di voci interrotte e di sublimi follìe. Anch’ella, poi che 5788 XIV| mia, a quello che potrebbe succedere, se egli immaginasse....~— 5789 XX| non aveva più gigli, si succedevano le azalèe, le peonie, le 5790 II| aggavignati al terreno. Si succedono i virgulti, e son sempre 5791 XV| Cristo; e una gran forza era succeduta a quel momento d’angoscia 5792 VI| proprietarii che si erano succeduti lassù aveva azzeccato il 5793 I| audaci, le trasformazioni successive della strategìa e della 5794 X| muro; così, lavorando e sudando, dimenticavano l’ora della 5795 X| fremere, tremare, impallidire, sudar freddo. Un giorno dovevano 5796 VI| fatta di cenci, affagottata, sudicia, che non aveva più figura 5797 XV| a guardare.~—Vedete che sudicioni!—disse il generale a Maurizio.— 5798 XVIII| affannato, grondante di sudore, con una sporta tra mani.~— 5799 XV| grandi maestri: dal Bos[222]suet, per esempio, e dal Massillon; 5800 V| dell’Huxley, una spiegazione sufficiente dell’universo. La materia 5801 Ded| dottrine morali purissime, suggellate dal bel principio in uno 5802 III| e sul rovescio un gran suggello di ceralacca, con lo stemma 5803 XVII| coriacei, per assaporarne il sugo aspretto, non dispiacevole 5804 XX| Maurizio.~—E allora, perchè suicida? Aggiungete che non me lo 5805 VI| è stato d’animo che non suole durar molto. Si è sgomentati, 5806 VI| cogliere mai e poi mai?... Superficiale per deliberato proposito 5807 XVI| malattia le impressioni più superficiali, si cancellano le più recenti, 5808 I| la nausea. Tutti giuochi, superficialità, scioccherie, quando non 5809 VIII| fiore non è necessario, è superfluo; sopra tutto è inutile che 5810 I| sentimento della propria superiorità. Una promozione, dopo quel 5811 XII| dell’amore del morto nei superstiti, si vedeva compiuto il mistero 5812 XVII| soggiungeva con accento supplichevole.~Allora anche Maurizio vide. 5813 II| dei bilanci comunali; ma supplivano qua e là i lanternini appesi 5814 XII| è infine tutt’uno, e poi suppongono la legge cieca, mentre io 5815 XII| ficcato egli in mezzo? Come è supponibile che l’elefante allunghi 5816 XII| allucinazioni; la cosa si può supporre possibile e naturale, come 5817 XII| com’è costituito, non può supporsi l’opera del caso, per un 5818 XII| muti in organico; e qui la supposizione batte alle porte ferrate 5819 III| Gisella. Il generale, venuto a surrogare il fratello, aveva prese 5820 VIII| Il momento solenne che suscita le forme dormenti, la collocazione 5821 XVI| gran rivale gli era stato suscitato; ma da chi? non forse da 5822 III| non riescono ad essere che sussulti, gorgogli, balbettamenti 5823 IX| improvvisa, Maurizio ebbe un sussulto per tutte le fibre.~—No, 5824 XVII| tratto la bella creatura sussultò nelle braccia di Rizio. 5825 XIV| a Maurizio, come di uno svago da procurare a quell’eterno 5826 I| lagrime il suo bel sogno svanito; ma con quelle lagrime gli 5827 VI| foggiare i nostri parchi, di svariare i nostri giardini? Qualche 5828 XVII| montagna una festa di colori svariati, dal verde cupo e dal metallico 5829 V| veder tenerumi, smancerie, sve[70]nevolezze in ogni discorso. 5830 X| duri, fate che io non mi svegli». Ma ascolta Iddio tutti 5831 XI| indovinare ciò ch’egli vuole. Si sveglia nella notte, e non può riprender 5832 XIV| alla fede; che l’amor suo, svegliando in lei un senso più intimo 5833 XVI| continua; di tanto in tanto, svegliandomi, sento che si lagna come 5834 XIX| si era affret[294]tato a svegliare il comandante Dutolet e 5835 XII| sulle ginocchia; si[186] svegliarono da capo i gravi suoni dell’ 5836 XI| sonno? Gisella. E bisogna svegliarsi. Io dormo volentieri, e 5837 V| canapè di ferro, ne era stato svegliato in soprassalto, come avviene 5838 XX| innanzi la tempesta. Quando si svegliò, erano le quattro del mattino. 5839 XII| Se è, perchè non si[181] svela? Ma qui pensavo ancora dentro 5840 XII| dentro di me: perchè dovrebbe svelarsi? Se si svelasse, non cesserebbe 5841 XII| dovrebbe svelarsi? Se si svelasse, non cesserebbe ad un tratto 5842 XII| delle coste; la scienza ha svelati tutti i segreti del mare. 5843 II| prima, sempre eleganti, svelti, pieghevoli, che stendevano 5844 XX| la prima volta. Maurizio sventolò il fazzoletto; il buon ragno 5845 XVIII| fuori, trovando per quello sventurato le parole del cuore, egli 5846 XVII| allucinazione?~Gisella era svenuta. Sbigottito, egli corse 5847 III| egli cercava subito di sviare il discorso. Ma era di poco 5848 XIV| addormentar meglio il castellano, sviarne l’attenzione, dissiparne 5849 XV| sguardo momentaneamente sviato di quella moltitudine attenta, 5850 XII| momento una forma nuova si svolga da una forma anteriore. 5851 XII| pensiero, come si andava svolgendo, e allontanando sempre più 5852 XII| di Dante, continuando a svolgersi, alcune progredendo, altre 5853 XVII| grigio. Un buon tepore si svolgeva dal terreno, e in quel tepore 5854 II| protetta dalla sua invetria[26]ta, si vedeva una statua di 5855 XII| per graziosa bontà, senza tabacco sparso sulla tonaca, che 5856 V| generale fece una giravolta sui tacchi, e se ne andò via zufolando.~— 5857 XX| quest’altro. Speriamo che tacciano sempre.~—Ma parlando noi 5858 XV| comodamente per tre. Gisella taceva; Maurizio si provò a dire 5859 X| esser vile, vile di quella tacita compiacenza, di quella spontanea 5860 XVI| refrigerio allo spirito, e pregò tacitamente le potenze invisibili a 5861 VIII| era la sua convalescente, tacito pretesto a tutti quegli 5862 X| malin que ça.—~Così l’uno tagliando dalla pezza e l’altro approvando 5863 II| da sentieri solitarii e tagliata per mezzo da una valletta, 5864 II| suoni di zufoli allegri, tagliati[18] nelle cortecce dei rami 5865 XVII| mazzetti di capelvenere e di talco celeste; intanto gli batteva 5866 VII| fatto andar fuori. È il suo tallone d’Achille. Egli si chiama 5867 | taluna 5868 X| sangue. Aveva sentiti i tamburi, le musiche militari; si 5869 I| assottigliati, stiacciati, tanagliati dagli attriti continui del 5870 XVI| sordi, rombi sotterranei, tanaglie strette alla gola, risa 5871 XVII| si spegnevano sul morbido tappeto delle zolle erbose e dei 5872 III| e quei muschi onde erano tappezzate le pareti dello scoglio, 5873 I| detto. In che modo? Aspet[3]tare che cascasse il ministro; 5874 XIV| rianimarlo, di esal[212]tarlo, di fargli toccare i termini 5875 XVII| in varie forme parecchi tasselli di quell’alfabeto infantile. 5876 III| toccano mal volentieri certi tasti più intimi, quando non si 5877 XIII| tra tante scimmiot[192]tate. Non amo i preti, lo sapete; 5878 I| della strategìa e della tattica navale nel gran bacino mediterraneo. 5879 X| canapè, si trascinavano tavole, si abbambinavano stipi, 5880 VI| traguardo e livellato con la tavoletta pretoria. Santa madre natura, 5881 II| del letto, all’armadio, al tavolino, alla piccola libreria, 5882 X| Voi forse coi vostri amici Tedeschi....~—Non me ne parlate, 5883 XVII| soltanto, ha fatta la legge, tela caduca, mutevole e vana; 5884 XVI| Trovò la contessa al suo telaio di ricamo, pallida, cerea 5885 XVIII| morte di Gisella si era telegrafato al Dutolet, che si trovava 5886 I| tante strade ferrate e tanti telegrafi. In questi dotti congegni 5887 V| C’è chi la preferisce al telegrafo e alle strade ferrate. Io 5888 VI| canocchiale di bordo, specie di telescopio, a tubi scorrenti l’uno 5889 XII| asserzione non mi pareva temeraria: intanto, l’ammissione di 5890 XVI| cardiaco, dunque? Si poteva temerlo. Di mal di cuore era morta 5891 XVII| forte la sua Gisella, quasi temesse in quell’istante di perderla, 5892 XII| come vi ho detto, ed io temetti d’inciampare in qualche 5893 XII| essermi indugiato per via; non temo sopra tutto di dover perdere 5894 XVIII| levarselo subito dagli occhi. Temono forse che non sia morto 5895 II| d’ogni profumo, d’ogni temperanza del rosso e dell’incarnato, 5896 III| le longitudini della zona temperata e sotto tutti i governi 5897 V| gli rivolse il discorso, temperatamente, placidamente, come se nulla 5898 XVI| a fremere di spavento, a tempestar di domande.~Ma, che dire? 5899 XII| fluente, col suo velo bianco, tempestato di stelle; ma non mi piaceva 5900 XII| fenomeni pre[174]veduti; le tempeste hanno una legge; i flutti 5901 XVI| freddo gli gemeva dalle tempia.~—Che ci volete fare?—disse 5902 IV| benissimo la storia del tempietto di Ferney con la famosa 5903 XX| resto, io m’incamminerò per tempissimo. Di sopra l’Aiga si vede 5904 Ded| la copia dei libri, molto templario per la quantità dei conversi; 5905 XIII| necessario al papa il poter temporale; mentre questo potere non 5906 XV| grande: niente pei diritti temporali del Papa, e niente contro 5907 II| insegna dei tre Re una pace temporanea, come la faranno un giorno 5908 Ded| profugo Fiorentino «a cui temprâr l’ingegno—e l’amore e lo 5909 IX| tempo stringeva; il ritorno temuto non incominciava a sentirsi 5910 XX| volta due canti in uno. Tendendo l’orecchio, udiva attraverso 5911 XIV| alto, flessuoso, con una tendenza spiccata al biondo, e dei 5912 VII| a dovere. I due bambini tendevano per altro di buona voglia 5913 XII| luce e del principio delle tenebre, avevo scoperto Dio e il 5914 X| piedi della scala doppia, tenendone con mano ferma gli staggi 5915 V| mese.[78]~—Lei ha ragione a tener poca terra, signor conte;— 5916 XII| uomini e degli angeli, così teneramente affettuose e così varie 5917 XII| bella posta le occasioni per tenerci rinchiusi fra quattro mura. 5918 I| prosciugò la vena delle tenerezze. La cugina era una civettuola 5919 XV| E pareva allora che per tenergli dietro dovesse mancare il 5920 XI| essermi compagno nella vita, tenermi luogo di padre. Così fui 5921 XV| niente, dov’essa manchi, può tenerne le veci. Rispettarsi, sentirsi 5922 XIII| che un filosofo non può tenersi nel gozzo, senza rischio 5923 V| menomo complimento, da veder tenerumi, smancerie, sve[70]nevolezze 5924 XIV| egli bisogno che Gisella tenesse bordone al generale? Che 5925 III| muscoli a quel grado di tensione, ecco tutto.~—Ecco niente;— 5926 I| qualche amico sincero aveva tentato dissuaderlo, arrischiandosi 5927 XVI| acque irrompenti; ed egli tentava, lanciandosi a volo col 5928 VII| sentimento di paura, e sorrideva, tentennando la testa.~—Ecco,—diss’ella,— 5929 XVII| guardarlo bene, si vedeva tentennare lentamente il capo, con 5930 XVIII| balbettò Maurizio.—~Il generale tentennò la testa, e trasse un sospiro.~— 5931 IX| colori vagamente disegnato a tenui gradazioni nell’aria, incurvato 5932 XIV| la contessa Gisella fosse tenuta lontana dalle pratiche religiose 5933 XII| nuova; così nelle mostruose teogonie dello Zendavesta, nella 5934 V| teologo, non avendo studiato teologia; ma da filosofo non materialista, 5935 V| aveva da parlare come un teologo, non avendo studiato teologia; 5936 V| fenomeni naturali, di certe teoriche evolutive; quei libri, insieme 5937 XVII| respirava a larghi polmoni aria, tepori e fragranze, dando anch’ 5938 XVI| i suoi effetti dele[241]terii. Ieri, poi, per compir l’ 5939 V| resti qualche faccenda da terminare. Aspetto oggi stesso una 5940 I| centomila gallerie delle Cinque Terre e l’uscirne non facevano 5941 XI| via. Ma tu sai bene che ti terrei tanto volentieri?~—Sì, amico 5942 XVIII| vedere la divinità in forma terrena. Ma nel paese di San Giorgio 5943 Ded| castighi. No, non più affetti terreni, non ribellioni, non fughe.~ 5944 XVII| quell’angolo di paradiso terrestre, il suo profumo di felicità. 5945 Ded| favoriti, uno scampolo di territorio per le loro famiglie, nella 5946 VII| da esser sempre netta e tersa come uno specchio, mi capite?— 5947 XV| la vita è battaglia, sian terse le spade; nè vi paia fatica 5948 XII| pure è stato lui, e non Tertulliano.~«Nondimeno, poichè era 5949 VI| ostinato a voler la seconda, la terza, e via via fino alla ventesima, 5950 XI| nozze con Neottolemo, e in terze con Eleno.[157]~A taluna 5951 IV| negli strati del terreno terziario; ma si troverà, non dubitate. 5952 XV| dettato armoniose e calde terzine; citava Lucrezia Tornabuoni, 5953 VII| contemplando la candida gola tesa della sua graziosa vicina. 5954 XVI| occhi accesi. Le labbra si tesero, cercando, chiedendo, pregando. 5955 X| la cerchia profonda di teste adoranti e d’ali tese in 5956 VII| signora? Voi mi avete parlato testè di un’amicizia fraterna; 5957 XV| aveva quel giorno tutti testi profani. Citava Girolamo 5958 XVI| indisposizioni delle quali era stato testimone, aveva ad arte aggravate 5959 II| ancora in angustia colla testimonianza del babbo.~—Sarà stato uno 5960 IX| confidente la sua bella testina elegante tra le fauci ardenti 5961 II| interessi composti, sotto il tetto paterno.~—Eh via, non ti 5962 Ded| dalla montagna al popolo di Tiberiade, disputante coi dottori 5963 I| intelligenza, o alla probità che ne tien luogo, quando tra chi comanda 5964 XII| nostri errori, che spesso ne tiene le veci? Se tutte le religioni 5965 XVII| carico, vaporante all’aria tiepida del mezzodì gli acri[269] 5966 XIV| spirito più scettico; e tiepidi credenti e cal[203]di filosofi, 5967 XI| avevano portato il caffè tiepido, gran delitto! Ed egli lo 5968 IX| contessa Ippolita. Ma era più timida, la vecchia; non si fidava 5969 II| Restavano naturalmente un po’ timidi; ma la timidità rende gli 5970 II| naturalmente un po’ timidi; ma la timidità rende gli uomini facilmente 5971 XVI| della vita; ritorno lento, timido, incerto, ma a grado a grado 5972 XII| misurato il pericolo. Nessun timore ha potuto ricondurmi alla 5973 VII| prima. Se nella mat[110]tina non avesse ceduto al primo 5974 VI| Inglesi un mortorio. Così tingiamo noi le cose del colore dell’ 5975 XVII| frappa, sotto la bella frappa tinta di un verde carico, vaporante 5976 II| con alto fragore di ruote, tintinnìo di sonagliere e scoppiettìo 5977 II| nella rappresentazione dei tipi consacrati dalla tradizione 5978 Ded| hai rievocato un momento tipico della vita passata, o, per 5979 VI| cara poesia della montagna, tirando lassù, insieme coi nostri 5980 VI| lui! una bugia preparata tirandone un’altra, quella del viaggio 5981 XIII| Maurizio.... Non sono un tiranno, e lascio che Gisella faccia 5982 V| apparenze, ed anche per tirare le somme.~—Noi siamo, signor 5983 VIII| Maurizio, che invano cercava di tirarla via, come una di quelle 5984 XI| della testa, saranno poi tirati a conchiudere che la loro 5985 Ded| arte degna del tema. L’ho tirato giù alla grossa, ma vedendolo 5986 III| inferiore a Maurizio, gran tiratore, che si era fatto in Genova 5987 XI| credo che ci sarei diventata tisica, e mi avrebbero presto seppellita 5988 V| aver negato ogni fede a Tito Livio e a Dionigi d’Alicarnasso, 5989 VIII| Maurizio non piacevano i titoli; non gli piaceva nemmeno 5990 XI| lesse, incominciando dal titolo: «Dal dubbio alla fede».[ 5991 VII| diss’ella ad un trat[106]to, rivolgendosi a lui,—sono 5992 X| capitolo della religione, non toccandone mai. Aveva torto; poteva 5993 III| verità tutta quanta. Si toccano mal volentieri certi tasti 5994 VII| punto vulnerabile. Guai a toccarlo sulla filosofia positiva. 5995 VI| faticose cure che gli sarebbero toccate da grande. Una bella tombolina, 5996 XVI| signora è stata fino al tocco senza prender niente; nè 5997 XII| anche la nave, e non mi toglie di veder sempre qualche 5998 XIII| vivere. Sentono che si vuol toglier di mezzo il loro Dio, e 5999 XII| scorribanda fra gli Arabi, che mi toglierà di parere irriverente, nella 6000 VII| cappuccini.—~Così dicendo, si toglieva d’armacollo una borsa e 6001 XI| credete? che sia appena appena tollerabile? Ha il comando nel sangue, 6002 XIV| la stessa consuetudine ha tolta ogni importanza e lasciata 6003 XVIII| muti ambedue. La stanza, tolti da tre giorni i funebri 6004 Ded| fa a correre; vuol esser tombola, non ti pare? La grande 6005 VI| toccate da grande. Una bella tombolina, seduta con molta gravità 6006 XVI| ricevute, una cipolla di tante tonache sovrapposte. Si guastano 6007 II| sulla soglia del por[22]tone; benedetto portone, sormontato 6008 XIII| parte; nè credo che una tonsura basti a dare intelligenza 6009 III| buona creanza e i luoghi topici della conversazione son 6010 XV| su cui non mancavano le toppe, larghe, lunghe, fatte più 6011 III| spalle quadre, quell’ampio torace, quei baffi bianchi biondeggianti 6012 XIX| mente vegliava, la mente torbida di dolorosi pensieri. Stette 6013 XVIII| andare a raddrizzare un torcetto.~—Voi?—gli disse sottovoce.— 6014 XIX| povera creatura adorata si torceva nello spasimo, si copriva 6015 XII| vescovo, un gran signore torinese, bellissimo di aspetto, 6016 XIV| annunziato una gita a Nizza, a Torino, a Genova o altrove, non 6017 XX| vivere soffrendo; il vivere tormentandosi, uccidendosi giorno per 6018 XV| un vero accanimento, a tormentarsi l’anima riferendo tutto 6019 XVII| lo schianto del cuore, il tormento dell’anima, la morte.~Ella 6020 II| veduta così.~—Vedrete che torna bella;—dicevano alcuni.~— 6021 XV| terzine; citava Lucrezia Tornabuoni, e le sue affettuose laude 6022 Ded| volentieri l’ho ricordato, tornando or non è molto con te alla 6023 IX| avevano sempre veduta andare e tornare liberamente, scorrazzare 6024 III| punto e mosso di casa.~—Ci tornerò;—diss’egli ad alta voce, 6025 XX| parrocchiale di San Giorgio, torreggiava sopra l’altar maggiore, 6026 II| ferrate in quel letto di torrente!~Ma ecco, finalmente, un