10-agita | agnol-balau | balbe-compa | compe-discr | diseg-frago | fragr-ingro | iniqu-mette | metti-pensa | pense-ragio | ragun-sacri | sacro-sorri | sorsa-torre | torse-zufol
            grassetto = Testo principale
     Cap.   grigio = Testo di commento

6027 XV| suo novo ascoltatore, che torse le labbra, annoiato.—Se 6028 II| stiracchiamento delle braccia, la torsione in avanti degli omeri, 6029 XII| quantunque avviluppato di tortuosi sofismi. Anch’essa, la povera 6030 XIX| orribile a vedersi nella torva guardatura di quegli occhi 6031 II| stato necessario, con tanto traboccare di una massa pesante.~Alle 6032 I| anno lo avrebbe speso a tracciare il quadro; poi avrebbe veduto, 6033 XIV| simile? perchè siedi col tradimento nel cuore alla mensa di 6034 Ded| patria divisa, assoggettata e tradita. Ma gli errori degli uomini 6035 II| suoi ricordi non lo avevano tradito: vide, riconobbe i suoi 6036 XIV| alla fiammata del ceppo tradizionale. In questo modo si mettono 6037 II| dei tipi consacrati dalla tradizione dell’arte bisogna dare la 6038 Ded| curare la conservazione delle tradizioni, degli averi, delle virtù 6039 VI| capitalisti pronti per tradurre i sogni in realtà.~L’Aiga, 6040 IX| l’afferrò per la vita, traendola a viva forza indietro, per 6041 XVIII| mettendo mano alla sporta, e traendone fuori l’uno dopo l’altro 6042 VI| per andare in paese: si trafugava di buon mattino dall’uscio[ 6043 XV| volta si muta in orribil tragedia. E poi, che giova nascondere 6044 XIII| maggioranza del mondo civile tragge ancora[197] un conforto 6045 VI| sarchiello, raddrizzato col traguardo e livellato con la tavoletta 6046 XI| sarà sempre tempo, e non tralascerò certamente di farlo. Povero 6047 XI| carriera interrotta. Oh, non tralascia allora di farmelo sentire, 6048 IV| l’arciprete non avrebbe tralasciato di dirlo: in quella vece, 6049 V| fondo dell’anima non gli traluceva forse il pensiero di canzonare 6050 XIX| trovò tutta la casa in trambusto. Ascese le scale volando, 6051 XV| impeccabilità può facilmente tramutarsi in orgoglio. Noi spesso 6052 XVIII| fiori e di doppieri, fu tramutata in camera ardente. Tre giorni 6053 | tranne 6054 XVI| ora, dormiva i suoi sonni tranquilli, come una bambina; ed ora 6055 XX| Sì, per tutti;—rispose.~Tranquillissimo, quella sera, quasi sereno, 6056 VI| persone di servizio. Ma la sua tranquillità apparente lo abbandonò, 6057 Ded| perchè tra forme mortali e transitorie reca sempre la nota della 6058 IX| ripigliò, con uno dei suoi trapassi consueti dalla confidenza 6059 XV| una santa.~Qui con ardito trapasso veniva a dipingere le ansietà, 6060 XVIII| chiamato. Ma parlava così per trarne occasione di consigliare 6061 IV| conseguenza era facile a trarsi; don Martino era andato 6062 VIII| essendone schiavi; figurarsi di trascinarli essendone trascinati; credere 6063 XV| Come le era venuto fatto di trascinarsi fin ? Il suo cuore batteva, 6064 IX| candore del suo peccato, trascinata da quell’impeto di passione 6065 VIII| di trascinarli essendone trascinati; credere d’ingannarli essendone 6066 X| spostavano sedie e canapè, si trascinavano tavole, si abbambinavano 6067 XIII| suo laicizzarsi naturale trascorre un po’ troppo allegramente 6068 VIII| indovinato che si celino, trascorrendo sulla terra, gli spiriti 6069 XX| portano il peso dei loro trascorsi. Meditando, tacendo, scavando 6070 Not| Nota del Trascrittore~L’ortografia e la punteggiatura 6071 XII| considerarlo come una quantità trascurabile. Mi soggiunsero ancora che 6072 II| abbraccia col pensiero, trascurando la minutezza delle parti, 6073 VII| sarebbe bastante a farci trascurare un obbligo di cortesia. 6074 XVI| Egli lo aveva sempre un po’ trascurato, quel bravuomo, che esercitava 6075 XVII| glielo dirò, che non vi trascuri;—disse di rimando Maurizio, 6076 XV| momento Dio scende in lui e lo trasfigura. E vuoi credere? Quando 6077 VIII| divina creatura, gli appariva trasfigurata, per miracolo d’amore. Nuovo 6078 XII| si compia; il miracolo di trasfonder me, la mia fede in chi amo».[ 6079 XV| essere mutato, migliorato, trasformato da lei. Che vittoria, allora, 6080 XVI| iniezioni ipodermiche, di trasfusioni, di sterilizzazioni, di 6081 Ded| egli sogna a sua volta un trasloco, una promozione, che lo 6082 XVI| contemporaneamente le verrà trasmesso dalle vene polmonari. Quindi 6083 II| È la stessa virtù che si trasmette di generazione[19] in generazione. 6084 V| pensiero, non aveva neanche trasmodato, e a quella vivacità era 6085 I| maggior cura di non lasciar trasparire il sentimento della propria 6086 IX| aria di sicurezza, donde traspariva anche un lampo di celia 6087 II| sfaldatura dell’intonaco ne trasparivano le elegantissime linee di 6088 XVIII| sua morta amica, la fece trasportare nella notte alla Balma. 6089 XVIII| morta, a cui l’immediato trasporto della salma al camposanto 6090 VI| quell’aia. Un ragazzetto si trastullava facendo correre l’una dietro 6091 VII| Maurizio,—gli diss’ella ad un trat[106]to, rivolgendosi a lui,— 6092 VI| E la ragione del diverso trattamento c’era; luccicava tra il 6093 III| voce di tuono.—Se non si trattasse che di esercizio, in tutti 6094 XI| non intendo più di esser trattata come una bambina, come 6095 XV| carità. Quella era forse la trattazione più moderna ch’egli avesse 6096 V| usata in altre occasioni per trattenerlo ancora un poco alla Balma.— 6097 III| con lei, Maurizio non potè trattenersi dal pensare a sua cugina 6098 V| suoi libri, quella sera, lo trattennero lungamente a pensare.—Quanta 6099 XIX| unghie del vecchio; ed egli, trattenuto, inchiodato dal suo male, 6100 VII| mi preme moltissimo; e si tratterà d’un discorso un po’ lungo. 6101 XI| bene, alle sue ore, come tratterebbe il suo aiutante, il suo 6102 VI| dal Castèu, per venire a traversare il paese, e far pensare 6103 VIII| indietro son quelle che ci travolgono; le parole che vorrebbero 6104 XV| fortemente, e la voce gli trema, e le lagrime gli brillano 6105 XVII| sarò io?—aveva chiesto egli tremando.~—Con che aria me lo domandate! 6106 XV| presentarsi, arrossiscono, tremano, si nascondono. Ma contro 6107 X| convulse, lesse con occhi tremanti la lettera. Gisella scriveva:~ « 6108 IX| che lo faceva fremere e tremar d’improvviso, anche negli 6109 I| Maurizio, e incominciava a tremargli la voce.~—Ah, signor tenente!— 6110 Ded| magno della vita, dopo aver tremato un pochino di certe raffiche 6111 XVII| ad ogni soffio di vento, tremolare sui lunghi picciuoli neri 6112 IV| nessuno, nello spazio di trent’anni. Si diceva dal vicinato 6113 II| anni. E dovrebb’essere sui trentacinque.[30]~—No, non può averne 6114 V| ai quaranta gradi che ai trentanove. Ma egli si era trovato 6115 XIX| visioni e gli incubi di quelle trentasei ore passate non lo avevano 6116 XX| a voi; trentadue, forse trentatrè passi; guardate.—~Così parlando, 6117 X| Metz e Strasburgo, voi a Trento e Trieste, che bel fatto! 6118 III| suoi abiti nella foresta di Trèveri. Non si poteva poi pensare 6119 IV| il Rousseau e gli al[54]tri Enciclopedisti; desolazione 6120 XV| Melantone; venite davanti al mio tribunale di giustizia ad esporre 6121 X| Strasburgo, voi a Trento e Trieste, che bel fatto! et pas plus 6122 XVIII| stoffa azzurra operata, con trine di vecchio oro, si vedeva 6123 Ded| riuscendo agli onori del trionfo per collegarsi tosto a mutua 6124 X| Tunisi, senza Crumiri; voi a Tripoli, senza dir ai bai; noi 6125 XI| parola ben crudele,—osservò tristamente Maurizio.—L’ho io meritata, 6126 XIX| disgrazie?~—Sorella mia,—rispose tristemente Maurizio,—è questo il tempo. 6127 XX| lasciar troppo scorgere le sue tristezze. Quando soffriva, soffriva 6128 X| quadri; e il primo suono di tromba ci troverebbe in prima linea. 6129 XV| esserne stato avvertito dalle trombe della fama, San Giorgio 6130 XII| la dea della sapienza, ha troncato il capo di Medusa, quantunque 6131 XVII| altri polloni in primavera. Tronchi grossi e sottili, asticciuole 6132 IV| risparmiare al prete la sua trottata, alla chiesa la sua ditata 6133 XIV| sempre attorniato da vecchi troupiers, tutto ingolfato nelle sue 6134 IX| cose. Le antiche leggende, trovandolo ancora padrone della terra, 6135 XIII| così poche occasioni di trovarci insieme! Scendendo in paese, 6136 XVII| , dove incominciavano a trovarla, era gittato un pancone, 6137 XV| trovi brutto? come fai a trovarlo brutto?—diss’ella a Maurizio, 6138 III| qua, signor conte, senza trovarmi al posto assegnato. E sono 6139 XI| Se qualche volta non si trovavano a posto, la colpa non poteva 6140 IV| ancora al ritorno.~—Oh, lo troverai;—gridò il generale.—Siamo 6141 X| primo suono di tromba ci troverebbe in prima linea. Ma che diamine! 6142 XIV| 209]~—Oh bravo! e se la troveremo, la prenderete?~—Scelta 6143 IV| contentezza, perchè non ci trovereste la sanzione dell’opera buona?~— 6144 XIV| sul medesimo tasto?~—Me la trovino loro;—rispose egli a denti 6145 V| con quelle del presente, e trovo nella teorica del Laplace, 6146 VI| specie di telescopio, a tubi scorrenti l’uno nell’altro, 6147 III| rimpetto all’altro, intenti a tuffare il becco nel latte di una 6148 X| musiche militari; si era tuffato nella prosa robusta della 6149 IX| reggiava l’abisso, e nel tumulto assordante delle sue mille 6150 XIII| apparve un uomo, vestito d’una tunica rossa, con un mantello azzurro 6151 X| donnant, e tutti pari. Noi a Tunisi, senza Crumiri; voi a Tripoli, 6152 X| tante volte si spazientiva, tuonando contro la vanità delle donne 6153 XII| promulgata dal padre, tra tuoni e lampi, sulla vetta del 6154 XVI| avere. E allora Maurizio a turbarsi davvero, a fremere di spavento, 6155 XVIII| Generale, lasciate fare; non turbiamo con queste commozioni il 6156 V| intravvide una lagrima, e si turbò fortemente. Dopo un istante 6157 VII| Riuscirà un caffè alla turca;—notò Gisella, ridendo.— 6158 XVII| metallo ond’è sparsa la massa turchina del lapislazzoli. Ma in 6159 XVII| chiazze ferrigne, rossastre, turchine, disposte qua e nelle 6160 VI| pure con una bugia alla tutela della sua dignità.~Questo 6161 III| sorriso di una divinità tutelare.~Maurizio si avviò finalmente; 6162 V| sereno disprezzo di ogni ubbìa metafisica, di ogni «concrezione 6163 V| meta misteriosa, come gli ubbriachi a casa loro, non indovinando 6164 VII| gridò ella ad uno sciame di uccelletti, che spulezzavano dalla 6165 VIII| d’intendere le voci degli uccelli nella frappa, e si fermava 6166 XIII| cosa. Ma bisogna che ogni uccello faccia il suo verso; e ci 6167 XX| il vivere tormentandosi, uccidendosi giorno per giorno. È questo 6168 VIII| badano a noi; si lascerebbero uccidere, piuttosto che muoversi. 6169 XX| aveste fatto giurare di uccidervi, credete pure che non vi 6170 IV| Ma questi pervertimenti uccidono una religione nel tempo, 6171 XVIII| vostre divozioni, l’avete uccisa; coi vostri digiuni, coi 6172 XII| quei ceri un ostensorio; si udì un movimento simultaneo, 6173 V| voce, tanto che potesse udirlo il capitano, che stava nel 6174 XX| lampi s’incrociarono, e si udirono simultaneamente due colpi.~ 6175 XX| fenomeno di sdoppiamento dell’udito gli era occorso spesso; 6176 I| voi altri» andava agli ufficiali di marina. Maurizio non 6177 XIX| ammirata altre volte?—~L’uffiziale rizzò la testa, e squadrando 6178 XIV| aiutanti di campo e degli uffiziali d’ordinanza. La galanteria 6179 XV| Albertina. Accompagnata in quell’uffizio di cortesia dal generale, 6180 V| mare, così molesto, così uggioso in montagna, dove giunge 6181 XVII| sempre in moto e sempre uguale nell’ampiezza del suo volume, 6182 I| corso alla lettera.~Tra gli uguali, qualche amico sincero aveva 6183 IV| conserva questa povera specie uma[58]na. Non fare ad altri 6184 VII| ritornava con la faccia umida, ma, a Dio piacendo, abbastanza 6185 I| necessità. Lo avevano voluto umiliare; aveva preferito spezzarsi. 6186 XVIII| benedire.~Maurizio s’inchinò umiliato, e lasciò la mano di Gisella. 6187 | Une 6188 XIX| fuggiva disperata dalle unghie del vecchio; ed egli, trattenuto, 6189 | uni 6190 I| giudichiamo gli uomini.~—Dagli uniformi;—conchiuse Maurizio.~Erano 6191 X| percuotendo con ritmica uniformità nella notte dell’anima sua, 6192 V| tra le quali è stretta unione d’interessi, di affetti, 6193 XVI| coscienze, già così intimamente unite, si era fatto un gran vuoto. 6194 XI| rifugio e la vita. Perchè mai, uniti in tutte le altre, in una 6195 XVIII| del pari fu il rito che univa quell’anima a Dio. Un senso 6196 I| la buona compagnia che l’uom francheggia»; e questa, 6197 I| cantare e sospirare, fremere, urlare e ruggire, quel mostro immane 6198 V| verso o per l’altro, di urtare i nervi al signor generale. 6199 XV| Maurizio di me, se anch’egli usa scendere nel segreto dell’ 6200 VIII| breviloquenza che bisognava usare per certi argomenti.—C’è 6201 XII| osservato come il latino non si usasse più, la buona mamma aveva 6202 VII| che io non lo sapessi. Uscivate soltanto per prendere il 6203 I| cristiani. Guarda laggiù, quell’ussero di Piacenza. Che eleganza 6204 X| di lui, lo compensava ad usura nei brevi momenti che poteva 6205 | V 6206 V| Capitolo V.~Si viene alle grosse.~Maurizio 6207 XV| Se non portano calze, non vadano almeno in ciabatte!~—Umiltà;— 6208 IX| quell’arco di sette colori vagamente disegnato a tenui gradazioni 6209 IX| tenevano sempre a mezz’aria, vagavano di qua e di , senza posarsi 6210 XII| mettere in canzone. Perchè non vagheggiarli, quando son belli e fanno 6211 I| opera di polso. Aveva sempre vagheggiato il pensiero di scrivere 6212 X| dell’anima, si accusa in un vago senso di malessere nel profondo 6213 Ded| aquiloni e scrosciar le valanghe. Barattava male, e non fu 6214 VII| sentir troppo non è scusa valevole: un giorno o l’altro mi 6215 XV| intende e non sa quanto ella valga, ma che qualche volta può 6216 XVIII| entrava allora, con una grossa valigia sulle spalle; dietro a lui, 6217 II| tagliata per mezzo da una valletta, con una bella cascata, 6218 VII| attorno, per monti e per valli. E verrò anche al Castèu.~— 6219 XVII| folto. Voleva esser forte, valorosa, allegra; e sorrise al suo 6220 III| Messico e aver combattuto valorosamente sotto le mura di Puebla. 6221 XVIII| fuggente: ma l’etere non valse più a prolungarle l’agonia. 6222 XVI| cardiaco ci doveva essere, e valvolare. In altre parole, e più 6223 XV| scintillano gli occhi? come una vampata di sangue gli corre per 6224 XIX| col ghiaccio alla testa, vaneggiante, delirante, colla gente 6225 XVII| sei stato male, come hai vaneggiato, come hai delirato, mi sento 6226 XVII| frastagliavano capricciosamente i vani strati diseguali del cupo 6227 XVI| 249] tosto il delirio, il vaniloquio. Il buon dottore non istette 6228 V| domandava in che consistesse la vantata ortodossia della religione 6229 XVII| tepore si stemperavano, vaporando, tutte le fragranze della 6230 XVII| tinta di un verde carico, vaporante all’aria tiepida del mezzodì 6231 VI| Innanzi la scoperta del vapore e il minor costo delle sue 6232 XVI| aspettare le signore al varco del piazzale. Di questo, 6233 XIV| tutti d’accordo, nella più varia dissonanza di umori e d’ 6234 XII| altre restando indietro, per variar di fortune, per azione di 6235 Ded| Ricordo ancora quello di Varigotti, conosciuto tanti anni fa. 6236 IV| delle cose umane sono i varii modi di cercar Dio; e come 6237 II| incrostati a fiorami di vario colore, imitanti un drappo 6238 | varrà 6239 VI| discussione filosofica per le[88]varsi un importuno dai piedi. 6240 XV| creatura di Dio, a questo vas electionis della sua grazia. 6241 Ded| zampillante da una gran vasca quadrata, sul margine della 6242 XVI| prodotto, o per indurimento di vasi, a cagione dell’età, il 6243 VI| Compiuto il giro della vasta rovina, Maurizio riuscì 6244 I| aspetti delle cose, nella vastità sconfinata degli orizzonti, 6245 I| Ed ora, abbandonato il vasto suo campo, sarebbe tornato 6246 XVIII| per proferirla, mentre il vec[287]chio pareva aspettarla, 6247 II| casa dalla loro istessa vecchiaia. Maurizio stette un’ora 6248 XV| senso di piacevole stupore, vedendogli prendere la rincorsa a quel 6249 XIV| sorridono meglio ai loro uomini, vedendoli così lieti, quasi contenti 6250 III| qui non siamo in città, da vederci una volta alla settimana: 6251 XV| aspettandomi sempre di vedergli schiodare una mano e stendere 6252 IX| disfacciamo anche prima di vederle cadere in disuso per virtù 6253 Ded| ch’erano una maraviglia a vederli; aveva il gran mare turchino 6254 XII| sparsa la voce che egli vedesse il diavolo, un diavolo tentatore, 6255 XV| predica della giornata.~—Vedetelo appunto lassù;—diceva Albertina, 6256 IV| senza ragione in stessa. Vedetene la conseguenza. Se io so 6257 XI| ideale. Pensa, senti e credi; vedrai allora che, credendo in 6258 Ded| sentire da tutti coloro che lo vedranno apparire a suo tempo, nel 6259 II| ancora, in quel caso, si vedrebbe che non tutti gli organismi 6260 XVI| strofanto, tutte sostanze vegetali, tutti rimedii cardiaci, 6261 IX| canzone mormorata tra la veglia ed il sonno.~—Vorrei essere.... 6262 XVIII| lasciata colà, assiduamente vegliata dai suoi, e dagli amici 6263 XVIII| tranquillo. Anch’egli aveva vegliate le due notti nella camera 6264 XIX| questo cadavere, come ho vegliato quell’altro.—~E chinò la 6265 XIX| corpo dormiva, la mente vegliava, la mente torbida di dolorosi 6266 XIX| che giustificata da tante veglie, da tante commozioni, sostenute 6267 XIX| Non ho forza di muovermi. Veglierò questo cadavere, come ho 6268 X| vedono posare due bianche vele latine; le quali, assai 6269 VIII| Guardate che ingegno, se sono velenose come voi dite; amandosi 6270 XIII| faccia nera e le sue mani vellose mostravano più forte il 6271 II| soprattutto con la gloriosa velocità di tutte le vetture da nolo, 6272 I| lagrime gli si prosciugò la vena delle tenerezze. La cugina 6273 XV| con poca barba biondiccia venata di peli bianchi, più macilento 6274 I| consola affatto, non vi vendica di quell’altra che passa, 6275 VII| gli soggiungevo, avrebbe venduta la sua ultima mucca, per 6276 XII| rettore del collegio, uomo venerabile per dottrina, amabile per 6277 XV| ma nobile alterezza; e vi veneri il mon[227]do, non potendovi 6278 IV| fu un uomo. Come uomo, lo venero, ho un gran rispetto per 6279 II| indorata, con una luce di Venezia tutta sfiorita dagli anni, 6280 | vengo 6281 XV| più come mai si potesse venirci meno. Di quella obbligazione 6282 XVIII| frase, voleva in quel punto venirgli alle labbra. Già apriva 6283 IV| scese lesta i gradini per venirlo a salutare.~—Vado per affari,— 6284 III| a farsi brutta; ma senza venirne a capo. Tutto ciò ch’ella 6285 XVII| Feraudi, avendo l’aria di venirsene a passo a passo dal Castèu. 6286 VII| perchè facevo conto di venirvi a cercare, questa mattina 6287 | venisse 6288 | venissero 6289 | Venivo 6290 | vennero 6291 XVI| polmoni tutto il sangue venoso.~—E tutto ciò,—disse Maurizio,— 6292 II| scultura nel legno, del primo ventennio del secolo decimono, era 6293 VI| terza, e via via fino alla ventesima, o giù di ? Eterna istoria! 6294 IV| che quell’arciprete del ventesimo secolo riconoscerà l’elemento 6295 III| bellissima creatura di ventuno in ventidue anni, bionda e rosea come 6296 Ded| coloro che lo leggeranno. Da ventimila, dice l’amico editore, sperando: 6297 VI| appuntamento, già vecchia di ventiquattr’ore, ma non adoperata 6298 IV| di cascar quattordici, o ventotto? Per me, dicano quel che 6299 XVI| bicuspidale dell’ostio auricolo ventricolare sinistro.~—Che nomi!—aveva 6300 III| una bellissima creatura di ventuno in ventidue anni, bionda 6301 IX| andava innanzi così, alla ventura, come si va pur troppo in 6302 XX| orientarsi tra quei rialti verdeggianti che vedeva per la prima 6303 XVII| rovi e fiammole, tutto verdeggiava, luccicava, rideva dai ciglioni, 6304 Ded| sul terrazzo di una casa verdognola, trecento passi più in , 6305 XVII| grappolo, i lunghi involucri verdolini campanulati e polposi, nel 6306 XI| brutte cose, che non sono vere, che non sono state tali, 6307 XII| si piegavano le gambe. Mi vergognai e volli star ritto; ma subito 6308 XX| mio pensiero; il vivere vergognando, il vivere soffrendo; il 6309 XII| sentimento mi prese, facendomi vergognare della mia stessa vergogna. 6310 V| crede, par quasi che si vergogni di confessarlo davanti agli 6311 VII| che voi; ed io quasi mi vergogno di essere stata in dubbio 6312 II| sentenziato uno scultore verista, che era passato di . 6313 V| aspetto, della sua pelle vermiglia. Il tempo non era neanche 6314 | verremo 6315 XVIII| bottiglia di vecchio Martel, e versandone alcune gocce in un piccolo 6316 VII| bollore, Gisella andò a versarci dentro il suo caffè in polvere. 6317 XII| qualche oremus, con qualche versetto latino; poi due o tre forme 6318 XVI| sua mente con una rapidità vertiginosa, senza che alcuna potesse 6319 | veruna 6320 XVIII| modo di applicare qualche vescicatorio volante, determinato con 6321 XIII| che ella si era fatto dei vescovi. Ed anche quel don Martino, 6322 XX| quattro del mattino. Si vestì senza fretta; sotto un leggero 6323 II| elegantissima nella semplicità del vestimento, biondi i capelli e rosea 6324 XIV| la pianta che non possa vestire i suoi rami di fiori. La 6325 II| verdi cupi, in attesa di vestirne le vette con tanti bei grappoli 6326 XVII| e dei salici, onde erano vestite le balze. Così muovendo 6327 I| E lasciatelo a Nelson, e vestitevi da cristiani. Guarda laggiù, 6328 XV| Modesta figura di asceta, vestiva umilmente una tonaca spelacchiata, 6329 VI| i nostri muriccioli si veston d’edera e di lucertole; 6330 VI| pallottoline di porcellana e di vetro colorato, lungo certi solchi 6331 XII| tra tuoni e lampi, sulla vetta del Sinai. Frattanto, la 6332 II| gloriosa velocità di tutte le vetture da nolo, quando incominciano 6333 I| bisogno, cercando altri libri, viaggiando per città e biblioteche; 6334 XV| anni passati; chi aveva viaggiato e sentito altri famosi oratori 6335 XIX| voce bassa, ma con accento vibrato, incominciò:~—Signor Dutolet, 6336 XV| accompagnano la colpa. Quante corde vibravano a quelli strappi di una 6337 I| conduce al paradiso del viceammiragliato.~Era sicuro del fatto suo; 6338 Ded| il suo casotto in quelle vicinanze, col suo orticello, i suoi 6339 XIII| troppo raccolte e troppo vigilate conversazioni della Balma. 6340 XIX| cera da funerale. La sua vigilia non doveva esser triste: 6341 Ded| tutto mi possiede!~Di macere vigilie~Rinforzerò la fede.~ più 6342 III| Genova alla scuola elegante e vigorosa di Licurgo Cavalli, e che 6343 XVII| 269] profumi dei succhi vigorosi. Dormiva la brezza sotto 6344 III| ciò? Si diceva a Nizza, a Villafranca, a Mentone, dovunque i Matignon 6345 XI| gesto, ricevendo l’offesa villana, alla presenza del servitore; 6346 XI| una schiava. Dopo quella villania, poi! È la prima, e deve 6347 VI| per chi gli aveva usato villanìa: si sarebbe capito, dopo 6348 VII| artiglieria che si fanno a Vincennes; frattanto ha accompagnato 6349 XV| con cui dovrebbe provarsi. Vincere il La[221]marck, bella forza! 6350 V| certi argomenti miei. Potete vincermi ancora; le sorti della battaglia 6351 XV| testa per giunta. Ma un vincitore a carambolo, facendo le 6352 Ded| felicemente sciolte da tanti vincoli molesti, sentono più vivo 6353 Ded| dell’eterno dissidio e del vincolo eterno tra la terra ed il 6354 X| punchs, agli absinthes, ai vini d’onore, si era parlato 6355 XVI| qualche pezzetto di carne, con vino generoso e qualche goccia 6356 Ded| un punto fu quel che ci vinse.~Povero frate! Satana gli 6357 V| esserne persuaso. Tutti i vinti sono così;—soggiunse egli, 6358 IV| segue, nessun castigo a chi viola la legge, non me ne farò[ 6359 XVII| attenuato, in una tonalità violacea, che s’inteneriva negli 6360 XX| i sorrisi, come pallide viole alpine, le fiorivano timidamente 6361 XVII| seconda riproduce la stretta violenta d’un bacio che scocchi premendo; 6362 XVIII| abbassarono, si chiusero violentemente, e la fronte del vecchio 6363 XV| batteva, batteva con una violenza da far temere[230] che volesse 6364 XV| muro per andare verso una viottola campestre, dietro la chiesa 6365 VIII| Maurizio,—potrebbero essere due vipere.~—Ebbene che importa?—rispondeva 6366 XIII| se sono nella ignoranza virtuosi. Di questi io ne ho trovati 6367 XVI| sentire lo scuotimento del viscere senza bisogno di mettergli 6368 XII| colori, mostrando la sostanza viscida di cui era composta.~«Così 6369 II| sulla piazza maggiore molti visi maravigliati: ne riconobbe 6370 XX| famiglia Sospello; stava , visibile ancora nella penombra della 6371 X| fumo lo avevano mandato in visibilio; gli avantreni di nuovo 6372 XV| turbare, da commuovere troppo visibilmente qualche povera ascoltatrice. 6373 XII| che veniva qualche volta a visitarci, e che noi vedevamo ogni 6374 IV| sistemi filosofici, di cui è vissuta, con cui e per cui è progredita. 6375 V| mastro Pinaia, facendo le viste di non aver capita l’ironia.~— 6376 III| mente due colombi che aveva visti un[50] giorno a Pisa, espressi 6377 V| suo Cournot: Matérialisme, Vitalisme, Rationalisme, ed anche, 6378 V| guasto, ma si aspettava un vitello. Quanto alla moglie ammalata, 6379 XV| torto. Ed ecco o signori, vittoriosamente combattute le dottrine degli 6380 VIII| o non forse un altro, il vittorioso, il felice, il signore dell’ 6381 IX| nitide squamme rinfrangeva in vivaci colori la bella luce di 6382 V| neanche trasmodato, e a quella vivacità era stato spinto dal tono 6383 VI| abitazione colonica. Laggiù vivevano i poveri fittaiuoli del 6384 XII| approfittando di una breve licenza; vivevo laggiù tra continui passatempi, 6385 I| aveva amato nella salubre vivezza delle fragranze, nella dolce 6386 III| capricciosa nella pompa de’ suoi vivi colori, e non sa di essere 6387 Ded| spezzano: ciò che è vitale, vivrà.~Il mio frate non minia, 6388 XVII| altro se non meningiti e vizi cardiaci!~Finalmente, ella 6389 XI| Che ve ne pare? Un bambino viziato non farebbe peggio del mio 6390 XI| per vostra norma, non ho vo[159]luto nessuno. Me ne 6391 VIII| oblìo.~Ci sono parole nei vocabolarî; costrutti e locuzioni nelle 6392 Ded| rassegnano alla burrasca, vogando alla galeotta e ripetendo 6393 | voialtri 6394 XIX| trambusto. Ascese le scale volando, come diceva Filippo; seguito 6395 XVIII| applicare qualche vescicatorio volante, determinato con ammoniaca 6396 VIII| che si potrebbe fare una volata fin lassù, da quei ginepri. 6397 XVII| si rincorrevano a brevi volate tra gli alberi.—Ma sono 6398 XVII| canzone d’amore. E mentre essa volava piombando con desiderio 6399 VIII| momento per lui! E come volavano inavvertite le ore, mentre 6400 XIII| lo avrei potuto, neanche volendolo;—rispose Gisella.—Se il 6401 XVI| rivelato da te, non può volere che io ti abbandoni.[255]—~ 6402 XI| guardato Maurizio, con aria di volergli dire: «Vedete? non son mica 6403 | voleste 6404 | Volevamo 6405 XIX| dottore?—disse il Dutolet, volgendogli a Filippo, che era rimasto 6406 Ded| raccomando. Spero anch’io che volgerà[x] al meglio, se per merito 6407 XIII| di rosso quel verde, poi volgere al giallo ed accartocciarsi 6408 I| dell’acqua. Il punto a cui volgete la prora è di giorno una 6409 | vollero 6410 | volli 6411 XII| Avevo letto in quel mezzo il Volney, quello delle Rovine, e 6412 XII| tanti e tanti anni d’oblio volontario.~«Le avevo imparate senza 6413 III| all’uscio, lo costrinse a voltar gli occhi verso il nuovo 6414 XV| scantonato prontamente, senza voltarsi neanche con la coda dell’ 6415 XIX| punto sulla piazza maggiore. Voltato l’angolo della chiesa, entrava 6416 VII| sapendo che non voleva veder volti insudiciati.~—Ah, la buona 6417 I| poi, buono come il pane di Voltri;[10] gentile come una ragazza 6418 VI| sue relazioni, leggero e volubile per la stessa qualità della 6419 III| alle cose sue ci sarebbero volute ancora cinque o sei giornate 6420 X| contessa Gisella. Era un la[151]voro delicato, quello di mettere 6421 | vorrai 6422 | Vorranno 6423 XV| quell’altro abisso, nel vortice dell’acque, quando io non 6424 XII| legge; i flutti son coni vorticosi, che vengono, sollecitati 6425 | vos 6426 X| Ma ascolta Iddio tutti i voti?~Il generale era grandemente 6427 V| moi; l’étérodoxie c’est votre doxie à vous». Voi con le.... 6428 V| étérodoxie c’est votre doxie à vous». Voi con le.... opinioni 6429 VII| per questo, il suo punto vulnerabile. Guai a toccarlo sulla filosofia 6430 Ded| l’idea, premettendole un «vulnerant omnes». Ma per allora non 6431 VIII| stesse parole si può riuscir vuoti, molesti a chi ascolta, 6432 | XIX 6433 | XVIII 6434 XX| Capitolo XX.~Tra Cielo e Terra.~Quel 6435 X| nuovo modello, il nuovo zaino della fanteria, il nuovo 6436 II| costretti a lavorare di zampe ferrate in quel letto di 6437 Ded| presso, l’Acqua Novella, zampillante da una gran vasca quadrata, 6438 VI| occhi di smalto e una bella zazzeretta di ricciolini biondi: tutt’ 6439 XII| mostruose teogonie dello Zendavesta, nella guerra del principio 6440 Ded| fatto, levando tutti gli zeri, me ne bastano due.~Eravamo 6441 IX| condotta la conversa[130]zione a quel punto.—La montagna 6442 II| tempo.—~Rideva, la buona zittella; e ridendo, diventava più 6443 II| di sacrifizio, le vecchie zittelle buone. Quanti fili d’argento 6444 VII| signor Maurizio, vi amo. Zitto, non mi dite più nulla. 6445 XII| essa dal mito solare. Nello zodiaco egiziano e nel caldeo avevo 6446 XII| conoscere che una minima parte; zolla bagnata, ciottolo travolto, 6447 XII| spazio, s’è foggiata in zone, in globi concentrici, in 6448 Ded| gambe: per ora mi sembra che zoppichi; e guai se lo zoppo fa a 6449 Ded| che zoppichi; e guai se lo zoppo fa a correre; vuol esser 6450 V| tacchi, e se ne andò via zufolando.~—Ettore!...—mormorò la 6451 II| sorrisi di cielo, suoni di zufoli allegri, tagliati[18] nelle


Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (VA1) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2009. Content in this page is licensed under a Creative Commons License