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| Alfabetica [« »] equilibrati 1 equilibrio 1 equina 1 era 193 eran 7 erano 13 eravamo 2 | Frequenza [« »] 254 con 215 clara 204 ma 193 era 164 barone 151 come 151 lo | Luciano Zuccoli Il maleficio occulto Concordanze era |
Cap.
1 I| leggermente antipatico. Egli era alto e snello; ma la sua 2 I| snello; ma la sua testa era lunga e stretta, dagli occhi 3 I| abbastanza lunga e se l’era allungata per conto proprio 4 I| dalle unghie ricurve; egli era un uomo che lanciato nello 5 I| a morir di fuoco lento; era nervosissima e giocherellava 6 I| perchè il Commendatore era di pietra.~Donna Clara sorrise, 7 I| quest’ultimo doveva soffrire; era impallidito, e il suo volto 8 I| mostrerò alcune fotografie.~Com’era facile immaginare, sulla 9 I| tavola del salotto non c’era nulla, ed io girai in lungo 10 I| mio dilettante di minerali era scomparso.~– Che avete fatto? – 11 I| di tutto, mi direte chi era quell’illustre incognito?~– 12 I| sentii che la mia voce si era fatta piagnucolosa, ed ebbi 13 I| barone Lorenzo Scavolino c’era posto per una figura umana. 14 I| impunito.~– Ma se l’accusato era confesso?~– Ciò non prova 15 I| Ciò non prova nulla; era confesso per far piacere 16 I| misfatto; ma dietro lui c’era qualcuno, c’era la mente, 17 I| dietro lui c’era qualcuno, c’era la mente, c’era chi aveva 18 I| qualcuno, c’era la mente, c’era chi aveva un interesse a 19 I| di tempi e di luoghi, che era facile comprendere trattarsi 20 I| ne diede mai per inteso. Era tanto ricco, è vero? E poi, 21 I| paura: il ladro misterioso era diventato d’una tale audacia, 22 I| Como. Notate che non ve n’era bisogno: bastava una perquisizione; 23 I| naso del barone, in casa c’era l’inferno. I maligni dicono 24 II| come un semplice curioso, era rimasto colpito veramente 25 II| inverosimili. Il barone non era comparso, trovandosi a letto 26 II| paesucolo sul lago di Como ed era partito per Milano; il ladro, 27 II| voluttuoso, a Firenze, m’era guasta e intorbidata da 28 II| presentimento che ormai tutto era finito per davvero, dal 29 III| interrogavo la moglie del massaio. Era una mia conoscenza; al tempo 30 III| signora. La villa, ormai, era cosa sua, il barone non 31 III| quale io andavo dondolandomi era la migliore della raccolta.~– 32 III| Che sarebbe come dire che era un ladro? Ma lo era da un 33 III| che era un ladro? Ma lo era da un pezzo: lo abbiamo 34 III| della baronessa.~– Ma non s’era accorto nessuno che si rubava 35 III| La povera baronessa se n’era accorta, e aveva avvertito 36 III| alle donne proprio no. Ma era sempre tra i libri.~– E 37 III| vuole? Sapeva far così bene, era così attento al servizio, 38 III| avrebbe giurato che non era lui. Non spendeva mai un 39 III| spendeva mai un soldo, non era mai all’osteria...~Anastasia 40 III| buona. Il Boldrella non era di qui. Io dormo con le 41 III| dormire a porte aperte, tanto era dolce la espressione di 42 III| profonda tenerezza.~Ma la donna era a Firenze e prestava forse 43 III| sola d’inverno, lei che era giovane e voleva vivere? 44 III| bella donna...~Anastasia s’era alzata e si sbracciava a 45 III| Quando seppe che il barone era partito, s’immaginò che 46 III| signora baronessa. Egli era stato fuori tutto il giorno, 47 III| naso, e il Boldrella gli era antipatico: e dice: «La 48 III| dell’anello, la signora era proprio decisa a far venire 49 III| che sarebbe come dire ch’era finita per lui, se non se 50 III| trovandola, prima di notte era convinto che era andata 51 III| di notte era convinto che era andata via.~Anastasia tacque: 52 III| mia signora!~Anastasia s’era levata improvvisamente, 53 III| d’odio; dal busto in su, era livida per un raggio di 54 III| quella canaglia aveva paura: era bianco come una camicia 55 III| l’hanno detto, che ormai era un uomo finito e bisognava 56 III| suoi piedi, non sapeva ch’era tanto buona, che gli avrebbe 57 III| Si sa bene: diceva che era una gran disgrazia, e che 58 III| anche quando la baronessa era sola? Che cosa è, questo 59 III| volta che andava a Milano, era una disperazione.~– Giocava?~– 60 III| non m’intendo; ma quando era viva la baronessa, egli 61 III| sentendo che l’invenzione era goffa, e vedendo le labbra 62 IV| scopo della mia inchiesta era ormai raggiunto: io avevo 63 IV| passato onde l’anima mia era ancor tutta pregna, il trapasso 64 IV| poco da fare». Come vedi, era tutto un programma. Pippo 65 IV| dama di compagnia. Clara era vestita di nero; non vidi 66 V| inglese; della qual lingua era il solo vocabolo che io 67 VI| bianco; intorno al collo era guarnita di piume bianche 68 VI| alcune sere addietro nulla era rimasto; e voleva anche 69 VI| si ritirò sorridente com’era venuto con alle calcagna 70 VI| Clara pareva aspettare; s’era avvolta nella sua mantiglia 71 VI| abbandono.~Clara non rispose. Era tornata a sedere nella poltrona 72 VI| piccolo riso sardonico. Era facile comprendere che se 73 VI| che quel processo di Como era stato oscuro per me e che 74 VI| specchiera le rose che Clara s’era tolte dai capelli, e in 75 VI| udire, fuor di colui che era cercato, attorniato, istigato. 76 VI| seminuda come per un ballo, era l’espressione d’una realtà 77 VII| quando ancora sua moglie era viva... Me l’hanno detto: 78 VIII| narrato tutto...~La guardai era pallidissima; il seno le 79 VIII| perduta; in quell’attimo era mia, io le aveva trasfuso 80 IX| dell’episodio della biada s’era affatto dimenticato, e il 81 IX| magnifica giustificazione! Era così assorto nei suoi studi 82 IX| nome dell’assassino, gli era sfuggita una parola gravissima. « 83 IX| consiglio, abbandonata com’era, paventò qualche vendetta, 84 IX| che d’improvviso il barone era partito quel medesimo giorno 85 IX| barone, in quel momento era stato temerario. Temerario, 86 IX| compiuto il furto, non era potuto rimaner tranquillo: 87 IX| con un colpo d’audacia... Era un’attenuante per l’assassino, 88 IX| atterrare con una stretta, ed era un uomo che sollevava un 89 IX| della gabbia; il suo passo era sordo, quasi egli camminasse 90 IX| forzare come l’uscio. C’era la luna, e un po’ del suo 91 IX| quasi a metà: ombra dov’era la giovane signora coricata: 92 IX| signora coricata: luce dov’era il Boldrella.~«La baronessa 93 IX| memoria della sacrificata era tenerissimo e nobile. Non 94 X| Il delitto – seguitai – era stato commesso stupidamente, 95 X| non deve avervi pensato: era una belva sorpresa, aveva 96 X| di sangue onde lo stipo era chiazzato, le quali non 97 X| cuore della sua vittima.~– Era un mostro, un mostro! – 98 XI| Apersi gli occhi, guardai: era innanzi allo specchio e 99 XI| di sveltezza giovanile... Era costei, che il barone Lorenzo 100 XI| se pel momento la fortuna era rappresentata dal delitto... 101 XI| E cotesto pericolo c’era, esisteva? – seguitai. – 102 XI| ladro, in ogni caso non era obbligo suo di rimanere 103 XI| lievemente, si distese quant’era lunga.~– È il tuo sposo 104 XI| altra infelice. La quale era bella, m’hanno detto, e 105 XI| grandi occhi grigi e limpidi era sincero. Mi levai quasi 106 XI| addietro; mi disse che non c’era mai stato.~– L’ipocrita!~– ... 107 XI| rispondere, la sua bocca era congiunta alla mia...~– 108 XII| sul carattere di Clara. Era facile alla passione; mobile, 109 XII| temermi, a poco a poco s’era trovata libera e indipendente. 110 XII| maleficio occulto di cui l’uomo era stato capace: far balzare 111 XII| un gesto di meraviglia.~– Era facile prevederlo; voleva 112 XII| libro le diedi uno sguardo. Era vestita di nero.~– Cotesto 113 XII| lettura assai disattenta; era preoccupata: le mani a poco 114 XII| affezione che prorompeva. Ella era agitatissima, e parlando, 115 XII| Ah, la frase volgare m’era scappata! Mi morsi la lingua 116 XII| una carrozza chiusa; ciò era più romantico. La giovine 117 XIII| XIII.~ ~Perchè la tortura era squisita e ineffabile; quell’ 118 XIII| che il momento di finirla era venuto; non mi lasciavo 119 XIII| sentisse una passione, la quale era spenta nella sua anima; 120 XIII| innamorata di me, come io era innamorato di lei; e poichè 121 XIII| di animarla per quanto mi era possibile.~Se mi avveniva 122 XIII| non veniva mai, perchè c’era l’amore, nella sua forma 123 XIII| persuadendomi a possederla così com’era, come poteva darsi; e mille 124 XIII| allusioni discrete; il barone era diventato verde come un 125 XIII| Lorenzo non la seguiva più; era così certo ch’ella veniva 126 XIII| veniva al convegno!... Non c’era dunque bisogno di eseguir 127 XIV| pomeriggio freddo e turbinoso; era troppo bella, così, avvolta 128 XIV| dovette concludere che c’era stato un broncio tra di 129 XIV| al giungere di Clara, io era per andarmene, ella mi trattenesse 130 XIV| da parlarvi.~La guardai: era accigliata. Aggiunse:~– 131 XIV| medesima, e i dubbi ch’ella era andata volgendo in quelle 132 XIV| tutta la forza di cui ella era capace, mi scossi, diedi 133 XIV| vidi che una leggera bava era venuta a bagnarmi la bocca.~– 134 XIV| posso fare per te?...~Ella era scivolata ai miei piedi 135 XIV| tremava ancora di rabbia. M’era balenato un pensiero e volevo 136 XIV| asilo, a gridargli che non v’era più speranza per lui, che 137 XIV| alla mia scampanellata, era curioso. Mi squadrò attento, 138 XIV| della uccisa signora! Ma era un sogno per il barone; 139 XIV| potuto finalmente dirgli ch’era un mandante d’assassini; 140 XIV| infuori della sua coscienza, m’era noto, e glielo avrei fatto 141 XIV| minuta indagine la quale m’era riuscita così efficace innanzi 142 XIV| alzare gli occhi.~Questa era la scena che andavo imaginando; 143 XIV| della finestra laterale, era un vaso di maiolica azzurra, 144 XIV| Il barone giuocava! S’era rintanato alla villa Capriccio 145 XIV| Jack o James; ma per me era Giacomo, con la massima 146 XIV| non ne sapeva nulla; non era un vecchio servitore di 147 XIV| defunta baronessa non c’era; sparita la donna, sparita 148 XIV| anche negli angoli; l’uomo era capace d’averne messo il 149 XIV| raccolta di minerali; forse era in un’altra camera; forse, 150 XIV| francesi, le novità recenti; v’era anche qualche fascicolo 151 XIV| gli altri, m’accorsi che era un libro finto, sottile, 152 XIV| sicuramente, e il matrimonio era certo: il regalo d’una fotografia 153 XIV| ritratto, tremando. Come s’era fatta bella, per lui! Come 154 XIV| Come gli sorrideva, com’era contenta e fiduciosa! Se 155 XIV| alla sua custodia; ma vi era ficcato così saldamente 156 XIV| più di un’ora; la villa era immersa in un silenzio sepolcrale, 157 XIV| Eccolo! – disse Giacomo.~Io era innanzi a uno specchio, 158 XIV| lampeggiarono gli occhi. Era lui! Ancora un minuto e 159 XIV| Giacomo, il quale non si era mosso. – Non gli andate 160 XV| XV.~ ~Occulto! Egli era e rimaneva l’uomo occulto. 161 XV| dell’animale rapace; e non s’era fatto vivo, e improvvisamente, 162 XV| fenomeno d’intuizione non era giudicabile, non era forse 163 XV| non era giudicabile, non era forse nemmeno comprensibile. 164 XV| quell’uomo percepiva quanto era impercettibile a uomini 165 XV| Geltrude ci lasciò soli. – Io era sulle spine. Sono più di 166 XVI| onde di luce. La nebbia era scomparsa: le allèe del 167 XVI| per comprare una villa. Io era sicuro di aver capito bene...~– 168 XVII| stretti, andavo pensando che era tempo di scuotermi, di uscire 169 XVII| tratto. Il mio edificio era crollato e innanzi a me 170 XVII| dimostrato che il barone era il mandante dell’assassino. 171 XVII| momento dell’assassinio egli era rovinato e di quell’assassinio 172 XVII| divano; alla nostra sinistra era la tavola coi candelabri 173 XVII| Lo scopo della mia visita era di farvi ravvedere alla 174 XVII| ma non appena sentì ch’io era presso di lei e le cingevo 175 XVII| turbavan le sue parole. Ella era certa dell’innocenza di 176 XVII| possedeva niente; eppure era certa, e in pochi giorni 177 XVII| certa, e in pochi giorni s’era liberata dal dubbio, dal 178 XVII| Lorenzo le ispirava, ed era venuta per difenderlo fieramente 179 XVII| che se il vero colpevole era sfuggito alla punizione, 180 XVII| perchè la posta del giuoco era Clara, la donna bella e 181 XVII| occulto... Ma l’Ariosto era un poeta, e se tutti i malefici 182 XVII| luce.~Mi guardai intorno: c’era al mondo ancora qualche 183 XVII| qualche cosa da fare; c’era sopratutto da vivere in 184 XVII| fino alla fine?~Questa era la vita; il mio, invece, 185 XVII| vita; il mio, invece, non era stato se non un sogno, e, 186 XVII| e dove si beve la birra. Era un immenso stuolo di femmine 187 XVII| gaudii senza fine!»~E poichè era ancora dubbioso se presentarmi 188 XVII| non occuparmene più. Ella era ammalata del male che m’ 189 XVII| e taciturna.~Se il mondo era così fatto, io non poteva 190 XVII| leggermente. A furia di sfuggirmi, era caduto fra le mie braccia.~– 191 XVII| Mi avevan detto ch’ella era a Parigi.~Egli si drizzò, 192 XVII| tutto il mio spirito non era, se non nel fatto di non 193 XVII| barone Lorenzo Scavolino era sincero.~ ~ ~ ~FINE.~ ~