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Luciano Zuccoli Il maleficio occulto Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
grassetto = Testo principale Cap. grigio = Testo di commento
1 | 10 2 | 18 3 Pre| romanzo pubblicato nel 1897 a Milano ed oggi esaurito, 4 Pre| quotidiano, vi rimasi dal 1898 al 1900, non senza peripezie, 5 Pre| 18 agosto al 10 settembre 1901.~So che, ritornando alla 6 Pre| tutti in buona fede.~ ~Roma, 1902.~L. Z.~~ 7 | a’ 8 XI| si scioglieva i capelli, abbandonandoli giù per le spalle come un 9 XVII| stanco, irritato, proclive ad abbandonar tutto, per andarmene lontano 10 XI| troppo bella per potere abbandonarti; non capisci che si soffre 11 IX| la mano, che Clara aveva abbandonato lungo il fianco.~– No, hai 12 III| la giovane.~– E per ciò abbandonava qui la moglie, senza curarsene, 13 XII| mani a poco a poco le si abbandonavano col libro, ed ella si perdeva 14 III| Anastasia si guardò intorno, e abbassandosi improvvisamente da un lato 15 XII| che la donna si levava, e abbassava il veletto del cappellino. – 16 | abbian 17 XIV| conquistarmi con lealtà. Non mi abbindolate con delle invenzioni, con 18 IX| acciuffare il ladruncolo, gli abbisogna una legione di carabinieri, 19 IX| deboluccio, una specie di Don Abbondio senza il tricorno; qui dove 20 XII| mi siate corso incontro abbracciandomi, baciandomi, portandomi 21 I| pietruzze e ladri, il quarzo e l’abigeato a vicenda.~– Ma a Como, 22 VI| coltivano nell’animo altrui, abilmente, sagacemente, l’odio contro 23 XIV| testa, la gettavano in un abisso, le facevan perdere la nozione 24 XVII| aspetto così strano, i miei abiti erano così scomposti, che 25 III| balzante dal corsetto.~– Ci si abitua. Anch’io avevo paura, i 26 IX| la vita rientrò nella sua abituale monotonia su, a destra della 27 XIII| dimenticar la giovine; mi abituavo all’idea di vederla sposa 28 XIII| qualche volta con un tempo abominevole.~Clara rimaneva in casa 29 VII| ci si ingegna da solo, ma abusando della fiducia che tutti 30 X| accalappiato lo stesso, ma così l’accalappiaron meglio; il sangue gli aveva 31 X| della donna. L’avrebbero accalappiato lo stesso, ma così l’accalappiaron 32 III| donne, come le circonda, le accarezza, le rapisce? Io non la conosco, 33 IX| tutto? – domandai sottovoce, accarezzando lievemente la mano, che 34 XIV| madida, e susurrando, e accarezzandomi, e sforzandosi a sorridere.~– 35 XIII| volte le sue piccole mani mi accarezzarono i capelli e il volto, e 36 IV| confusero nella mente, vi si accavallarono, vi danzarono una ridda, 37 II| forzare uno stipo, smarrito, accecato dalla paura e dall’ira, 38 XII| convegno. Volete che chiuda? Accenderò il lume.~– No: mi fa melanconia, – 39 XVII| stavano due candelabri, che accendevo di rado, quando mi vestivo 40 III| che di nuovo Anastasia mi accennava.~– Noi ci dormiamo tutte 41 XII| sfuggire una parola, un accenno, egli avrebbe trovato chi 42 XVII| e la quale invece ti ha acceso nell’animo ancora mille 43 XIV| che m’inganni? sei tu, che accetti le mie follie, per rendermi 44 XII| due camerette a Lungarno Acciaioli, e stavo alla finestra guardando 45 XIV| parlarvi.~La guardai: era accigliata. Aggiunse:~– È stato da 46 XIV| risparmio.~– Se sapessi dove acciuffarlo! – mormorò Giacomo, dimenticando 47 XIV| senza avvedersene e stava accoccolata per terra, e alzava gli 48 XI| alla mia intimità, come mi accoglie, come mi sorride, come m’ 49 III| tanto tempo, Anastasia mi accolse con una cortesia da signora. 50 XVII| elastica, che si piega e si accomoda a piacere. Basterà un gesto 51 XIV| la casa poteva valere.~Mi accomodai nel salotto; un piccolo 52 XIV| innanzi a uno specchio, accomodandomi la cravatta: e mi vidi impallidire, 53 XIV| tardare oltre. S’ella desidera accomodarsi in salotto...~Il servo sfoggiava 54 VI| presenterà, che lo dispenso dall’accompagnarci a teatro stasera. Torni 55 III| passo della giovane che m’accompagnava, mi rivolsi improvvisamente.~ 56 XI| È quasi l’alba...~Mi accompagnò alla porta, ne girò la chiave, 57 VI| quell’abito scollato e l’acconciatura della testa, e i gioielli 58 XVII| il suo cappello, e se lo acconciò in testa.~– Mi perdonate 59 VI| i giudici, tutti si sono accontentati: sarò dunque io, io solo 60 I| Scavolino non è mai esistito l’accordo. Fossero i ciottoli, fosse 61 XVI| desolato.~– Non è difficile accorgersene. Il signore non pronunzia 62 IX| una settimana dopo se ne accorgono. Ma egli spigola in un campo 63 XVII| di te? – conclusi. – Egli accorre, si getta a’ tuoi piedi, 64 XVII| soglia.~– No! – esclamai, accorrendo e mettendomi innanzi all’ 65 IV| fidanzata, ella non poteva accorrere a prestarmi quelle cure, 66 X| udirono le grida delle donne, accorse il massaio, i servi, sopraggiunse 67 III| povera baronessa se n’era accorta, e aveva avvertito il signor 68 VIII| ordina?~– Sì – rispose Clara, accostandosi alla porta senz’aprirla. – 69 VIII| Bagna le labbra.~Ella accostò la tazza alla bocca; io 70 XVII| indifferente, incredulo e bonario, accumulando giorni e giorni, memorie 71 XVII| detto: «in paese, tutti lo accusano d’aver chiuso gli occhi 72 VI| rivalità, venite qui ad accusar di complicità in omicidio 73 XVII| che cosa precisamente voi accusaste il barone, mi avete risposto: « 74 XVII| fieramente innanzi al suo unico accusatore, innanzi a me!~Dal divano 75 VI| contrapporre alle prove accusatrici: e voi pure non potreste 76 XI| sai di lui?... Di che l’accusi?~– È vero, – mormorai. – 77 XIII| diventato verde come un limone acerbo, e secco come una canna 78 XVII| voluttuosa, con le torbide acque del fiume lento che pareva 79 Pre| sarebbe stato comodo e facile acquistarmi con quello e con gli altri 80 IV| Scavolino, e la certezza acquistata m’infondeva un coraggio, 81 XVI| forse tornato per trattar l’acquisto della villa. Il signor barone 82 III| bocca corallina; e forse l’acredine del sangue per quell’altra 83 IX| in tasca, trova una lama acuminata, la vibra nell’aria, l’affonda 84 VI| altro lo vigila con occhio acuto, lo protegge con la passività, 85 VI| fiducioso, o mancherà di acuzie psicologica, o avrà troppa 86 XVII| Come pazzo di terrore, l’adagiai di nuovo sul divano: la 87 XVII| con calma, portandola e adagiandola sul divano.~Ella pareva 88 VI| anche qui, – mormorò Clara, adagiandosi in una poltrona. – Vi farò 89 VIII| buona come una bimba. E s’adagiò sul divano, affranta.~~ 90 I| e perciò quella sera mi adattai a conversare col gentiluomo 91 XI| cosa... Non vedi come s’è adattato alla mia intimità, come 92 VII| poteva arrivare a veder così addentro e così lungi... Egli, dal 93 VI| se ne fa il nome; lo si addita...~– Ma chi è, in nome di 94 VI| lui da lungo tempo andava additando. Avete nulla da opporre 95 XVII| Venite, venite, – le dissi, additandole il divano. – Ho da parlarvi...~– 96 VI| della sua mente, non mai additarlo come complice in un reato... 97 XVII| di colui che io le aveva additato come un assassino.~Perchè? 98 XVII| nulla ed avrei finito per addormentarmi sul divano, se di improvviso, 99 XI| qualche volta, e che s’addormentava subito.~–– A domino è probabile: 100 XI| domino è probabile: mi ci addormento io pure. Ma dovresti farti 101 I| qualche passo da me, in piedi, addossata all’uscio che conduceva 102 XVI| giallognola, il viale che vi adduceva mi parvero ricchi d’un senso 103 XIV| quelle ore di solitudine, adesso, grazie alla abilità satanica 104 XVII| sciocchezze con una bocca adorabile, la quale se le faceva perdonare. 105 VI| si levasse sul capo dell’adorato; ma può spendere qualche 106 IX| vede il Boldrella tutto affaccendato a smuovere la lettiera con 107 I| bonariamente, quietamente, e mi affacciai anche alla finestra per 108 XVII| gridando, urtando nei mobili, affannato nella corsa, come sospinto 109 XVII| processo a uno sconosciuto, mi affannavo dietro le gonnelle d’una 110 XVII| Non sarai, certo, così affannosamente disperato per il solo motivo 111 XIV| a domandarmi conto degli affari miei, venga ad accusarmi 112 I| assai prudente, senza mai affermar nulla, perchè il mio interlocutore 113 XVII| ripetei stupito. – Come potete affermarlo?~Clara si morse le labbra, 114 XVII| molto per giungere a qualche affermazione concreta e decisiva.~– Avete 115 III| mio uomo sa chi sono, – affermò Anastasia fieramente.~Io 116 IX| bianca: la vede in faccia, l’afferra, le chiude la bocca con 117 XIV| braccio nel vuoto, come per afferrare il nemico e girare il pugno, 118 I| di quel disagio che aveva afferrato donna Clara e il mio interlocutore.~ 119 XVII| presso donna Clara.~Egli afferrò le mie mani, le portò quasi 120 VI| anche ai passanti ignoti, l’affetto che lo legava all’estinto. 121 XIV| fotografia con una dedica affettuosa non aveva nulla di men che 122 XIV| signor barone ha preso in affitto la villa Capriccio, in via 123 I| opprimente di quella che affliggeva la giovane signora.~– Se 124 IX| acuminata, la vibra nell’aria, l’affonda nel seno palpitante della 125 VI| persona che non oserebbero mai affrontare: andate a cercare le prove 126 VI| protegge con la passività, gli agevola la via; e quando l’attore 127 XIV| modestamente collaborato, agevolandomi il ritrovo col barone. Il 128 XII| intelligente, nervosa, s’assimilava agevolmente le idee altrui, e le riviveva 129 V| dir questo a donna Clara, aggiungendo che desidero e debbo salutarla.~– 130 VI| Se volete andarvi, aggiungerete al barone che lo prego di 131 XVII| La prego – dissi – di aggradire le più vive felicitazioni, 132 I| trovato sempre maniera di aggrapparsi a qualche cosa, e ciò, non 133 XIV| tanto... È colpa mia; ti ho aggredito all’improvviso, poveretto!... 134 VI| teatra? – ripetè miss Lucy aggrottando le sopracciglia...~– Se 135 IX| il ladro, non ha che ad agguantarlo pel petto, e farlo rinchiudere 136 X| contadino e la belva fu agguantata...~~ 137 VI| questo?... E le folle, come agiscono, se non per ordini subitanei 138 XII| che prorompeva. Ella era agitatissima, e parlando, mi guardava 139 XVII| barone Lorenzo è forte: ha agito, ha fatto agire, ha raccolto 140 XV| aveva mutato abitudini. Egli agiva così quasi avesse un sesto 141 XIV| per giungere alla donna agognata...~La carrozza che mi trasportava 142 I| felicità, del mio orgoglio, l’agognatore a tutto quanto mi è più 143 Pre| appendice della Tribuna, dal 18 agosto al 10 settembre 1901.~So 144 XIV| curioso. Mi squadrò attento, aguzzando gli occhi e piantandomeli 145 XIV| i due uomini scesero e s’aiutarono a trarsi d’impaccio, osservarono 146 XVII| per voi, il desiderio di aiutarvi in questa gravissima ora 147 XIV| casa!~E mentre Giacomo m’aiutava a infilare il soprabito, 148 XVII| hai voluto tu, solo, senza aiuti, senza incoraggiamenti, 149 III| villa, circondata dal fitto alberame, tragica e muta nel silenzio 150 XVII| si spicca il frutto da un albero. Io la sentii straordinariamente 151 XII| nelle carni il profumo di alcova.... Oh imbecille! per te, 152 XV| egli aveva sentito la morte aleggiare sordamente intorno alla 153 I| strada.~Quando rientrai alfine nella sala grande, vidi 154 XIV| convegno qui con Mister Alfred Brian, col colonnello Percy 155 XIII| giunto: l’amore non più alimentato dai convegni, dalle voluttà, 156 XIII| desiderio degli uomini, come un alito infuocato, io mi diceva:~– 157 I| sempre, ed il cuore mi si allargò. Gli occhi grigi di donna 158 IX| vede; non grida, non dà l’allarme; forse non osa; si lascia 159 XVI| nebbia era scomparsa: le allèe del giardino erano ancora 160 VI| lasciatevi prendere da questa allegria che mi fa tanto male. Permettetemi 161 XVII| ti dài a lui... Che abile allettatrice! Che donnina a modo! Quanta 162 I| arte o della scienza che allieta il loro ozio, forse perchè 163 XI| E tu? Sei malato?» io la allontanai con la mano, freddamente, 164 XIV| occhi...~– No, no – dissi, allontanandola un poco. – Non ti spaventare: 165 XIV| ripensi.~Non appena ella si fu allontanata, io indossai il soprabito, 166 XVII| impressione di una scudisciata. Allungai le braccia, le avvinsi attorno 167 XVII| mantenga la tua promessa.~E allungando rapidamente la mano, l’afferrai 168 I| abbastanza lunga e se l’era allungata per conto proprio con la 169 XIII| quando io appena facessi una allusione all’amore rinato, quasichè 170 XIII| orecchio il brusio delle allusioni discrete; il barone era 171 VI| flessibile, con la piccola testa altera coronata di rose e le braccia 172 VII| la biada dei cavalli, e àltera il prezzo delle ferrature, 173 XIV| Giacomo pronunziò questi nomi alteramente, come un direttore di circo 174 XII| avviandomi a casa, in preda a un’alterazione di nervi, forse la conseguenza 175 XIV| quell’attesa, da quelle alternative continue, dalla noia, dal 176 XVII| nascondeva! E non già per un altissimo ideale di giustizia, ma 177 I| Basta! – esclamò Clara alzandosi. – Non si dicono queste 178 XVII| stupido pensiero in mente, di alzarmi per accendere la lampada.~ 179 III| donna...~Anastasia s’era alzata e si sbracciava a dimostrare 180 XVII| procedesse per la sua via; hai alzato le spalle, dicendoti che 181 XIV| accoccolata per terra, e alzava gli occhi a cercare i miei 182 XVII| Clara! – dissi, mentre mi alzavo e le andavo incontro.~– 183 III| scuotendomi. – Domattina mi alzo presto.~– Ha già fatto tutto 184 XVII| ammirando, corteggiando e non amando alcuno.~– «Quale orribile 185 XI| Devo essere tua, anche non amandoti più? Non credere ch’io voglia 186 XVII| se non nel fatto di non amare più Clara, di sentirmi attratto 187 I| vi ho amato e che voi mi amate tuttora, almeno a quanto 188 I| minacciosi; noi ci siamo amati scherzando. Voi ne usciste: 189 XII| credermi il più indomito amatore del secolo. Guardandoci 190 I| insistenza dalla persona che più amavo in quei giorni, il mio viso 191 III| una famiglia e portarle un’ambasciata: due parole...~Non insistetti 192 XVII| inquieto e mi diressi a lui con ambo le mani aperte e stese. 193 XIV| straniera, specialmente americana e inglese.~– Tutti ricconi? – 194 XVII| aperte e stese. A quell’atto amichevole e cordiale, il volto dell’ 195 VII| conoscere gente e stringere amicizie, che lo portino all’incontro 196 XIV| indice sugli sfregi e le ammaccature: poi, tra una nuova tempesta 197 XVII| occuparmene più. Ella era ammalata del male che m’aveva fatto 198 XIV| questo scopo.~Il servo, ammansato, s’inchinò e mi riaccompagnò 199 XII| risibile ch’io mi facessi ammazzare per una sorella di passaggio.~ 200 XIV| ripetè attonito.~– Sì; hanno ammazzato una donna in quella casa, 201 III| Non c’è pericolo che mi ammazzino per rubare; e poi la gente 202 XVII| questione, ecco ciò che dovete ammettere. Il resto è trascurabile. 203 VII| fa l’uomo di fiducia, l’amministratore astuto, lo speculatore. 204 XVII| vissuto così piacevolmente ammirando, corteggiando e non amando 205 I| indicibili. Ascoltavo le perizie, ammiravo la profonda dottrina dei 206 XVII| volgendosi a me, – sta per ammogliarsi.~– Oh davvero? – esclamai, 207 XII| la forma di un convegno amoroso, un po’ ardito; i sospetti 208 I| rassicurato, mi inoltrai, andando a riprendere il mio posto 209 XIII| appuntino, ed io la modificava, andandomene. Prendevo una carrozza e 210 XVII| assassinio egli dovette partire e andarsene a Milano!...~Se la vostra 211 XII| ritorno di Clara.~– Non andartene così, – dissi, vedendo che 212 VI| sopracciglia...~– Se volete andarvi, aggiungerete al barone 213 XVII| impressione di una spina che andasse graffiandolo e lacerandolo: 214 III| si lamentava sempre. Non andavano bene insieme, quelle due 215 I| sposan tra di loro, dove andrà a finire la volontà di Dio?~– 216 I| Sì, sono sincero.~– Non andrete a provocarlo!~– Amica mia, 217 I| con quel vostro scipito aneddoto del commendatore di pietra.~– 218 V| avere scatenato lo sdegno anglo-sassone della stantia fanciulla. 219 XIV| pensai che i servi, come gli animali domestici, sanno fiutar 220 XVII| Nulla, capite? – ripetè, animandosi. –– Mi avete detto: «il 221 I| vivo di quel che potesse animare il miserabile che uccideva 222 XIII| braccia, d’illudermi, di animarla per quanto mi era possibile.~ 223 XI| innanzi agli occhi, ora si annebbia e mi sfugge, com’è sfuggita 224 XIV| quando avessi visto l’uomo annientato dallo spavento, gli avrei 225 XIV| realtà, la turbavano, l’annientavano, la rendevano neutrale, 226 XII| mordendomi le labbra per non annoiarla con qualche frase di rammarico.~ 227 XIV| trionfo. – Non posso quindi annunziarla.~Io pensai che i servi, 228 V| e mentre se ne andava ad annunziarmi, soggiunse: – Non siete 229 XVII| dirvi. Volevo semplicemente annunziarvi che il barone seguita a 230 XIV| scivola ancora per casa, annunziategli che il suo calunniatore 231 XIV| conoscerlo meglio di me; suvvia annunziatemi.~– Il signor barone è fuori, – 232 XVI| avanzandosi, non m’avesse annunziato la partenza del barone.~ 233 VI| me, disse:~– Miss Lucy mi annunziava ch’ella parte. Mi permetta 234 I| poi. – Sono in un periodo anormale e commetto delle vigliaccherie 235 VIII| pallidissima; il seno le ansava, le tremavano le labbra. 236 VI| donna, aggiunse quasi con ansia:~– Solo?...~– Credete che 237 XII| Ponte Vecchio, sulle case antiche di fronte, e giù, a destra 238 VI| e nessuno ha l’obbligo d’antivedere o di sospettare il prossimo. 239 III| Barba-bleu, un Orco, un antropofago. Non vorrà mica ingoiarsele 240 XI| della mantiglia, e muoversi. Apersi gli occhi, guardai: era 241 XI| stesa e senza moto, a occhi aperti. Ella non pensava già più 242 XVII| reale, senza utopie e senza apostolati.~La prima impressione ch’ 243 VI| voce. – Non vedete come s’appaiano? Mistress Lucy Scavolino; 244 VII| passioni diversissime in apparenza e identiche nella cieca 245 II| quale l’Arno sonnacchioso appariva tutto punteggiato dei riflessi 246 XV| dimenticato.~Entrai nell’appartamento. Clara, in un lungo abito 247 XIV| mentale, a quale classe appartenevo, – il signor barone frequenta 248 IX| un furterello, che tale apparve solo quando si svelò tutto 249 I| processo indiziario che appassionava in quei giorni tutta Firenze.~– 250 XV| malferma. – Sto bene, ho un appetito eccezionale, perchè ancora 251 IX| zigomi sporgenti, le tempia appiattite: non aveva mento, quasi: 252 III| ripetei alzandomi, e appoggiandomi alla ringhiera del terrazzo. – 253 III| che stava innanzi a me, appoggiata alle ringhiere del terrazzo 254 III| guardarci, in silenzio, appoggiati al medesimo ferro fragile, 255 XII| colloquio e per questo rimase appostato fino alle quattro di stamane.~– 256 XVII| vostri scrupoli per non apprezzarli. È evidente che se vi lascio 257 IX| approfittarne; pazzo chi non ne approfitta!.. Ma la baronessa?... domanda; 258 VII| giuoco e la capacità ad approfittare della roba altrui... E ce 259 IX| nessuno l’ha cercata, bisogna approfittarne; pazzo chi non ne approfitta!.. 260 VI| ch’egli ha sapientemente approfittato del tumulto della bestiale 261 XII| vittoria: ripetere, rammentare, approfondire, indelebilmente nel cervello 262 XIV| osservarono i danni recatisi, appuntando l’indice sugli sfregi e 263 XIII| bisogno di eseguir la commedia appuntino, ed io la modificava, andandomene. 264 I| ciò dicendo, la giovane appuntò il dito verso la poltrona 265 IX| breccia, su nel granaio, gli apre il passaggio, e stanotte 266 XVII| orribile cecità! – mi dissi, aprendo finalmente gli occhi. – 267 XVII| sono a casa.~Io andai ad aprire l’uscio; ella mi passò vicina.~– 268 VIII| accostandosi alla porta senz’aprirla. – Vogliate dire a Geltrude 269 XVII| sarcastico disprezzo.~Mi si aprivano gli occhi a un tratto. Il 270 VI| ad una. – Cognac, Kümmel, Arak, Benedectine, Cherry-Brandy, 271 XII| convegno amoroso, un po’ ardito; i sospetti natigli ieri, 272 XV| abito grigio a riflessi argentei, mi aspettava in salotto.~– 273 VI| risata così placida, così argentina, che io mi sentii perduto; 274 III| così serio, lei piena d’argento vivo; lei voleva stare a 275 XVII| assassino.~Perchè? Quali argomenti possedeva, da contrapporre 276 VI| subito inteso dalla giovane e arguta femina di campagna.~Mi misi 277 III| sorrise con un certo sorriso arguto da contadina furba e intelligente; 278 III| Posso starci io, che non ho arlìe per la testa, ma una signora, 279 XVII| Nel passar vicino ad un armadio a specchio, i miei occhi 280 X| dello sportello, e alcuni arnesi di ferro che l’assassino 281 II| Santa Trinita dal quale l’Arno sonnacchioso appariva tutto 282 IX| ruba più; ma di notte s’arrampica sul granaio, studia la topografia, 283 VII| delle biade e di tutti gli arredi, non dice parola: sta ad 284 III| cosa pensava? – domandai, arrestando il dondolìo della poltrona, 285 IV| Lorenzo che se non lo feci arrestare appena giunto a Firenze, 286 IX| nascosta: ma intanto possono arrestarlo, egli può tradirsi, i giudici 287 IX| perquisizioni, di carabinieri, di arresti. Forse tornando a casa, 288 XIV| la maschera dell’idiota arricchito scomparve, e mi lampeggiarono 289 XII| stesso pensiero, ed io mi arricciai i baffi per trattenere qualche 290 IX| ma a spese altrui: egli arrischiava, con un coraggio leonino... 291 III| dissi, stupito ch’ella non arrivasse a così peregrino concetto.~– 292 III| portato via. Ma io ci sono arrivata, a guardarlo negli occhi: 293 IX| pretestato una lettera urgente arrivatagli allora, la quale esigeva 294 XIV| carrozza. Io fuggiva la donna, arrivatami in casa nel pomeriggio freddo 295 XIV| egli rispose, – che si arriverà lo stesso.~Ci si arrivò, 296 XIV| Il barone, collegando l’arrivo di lei in casa mia, con 297 XIV| arriverà lo stesso.~Ci si arrivò, infatti. La villa Capriccio, 298 XI| formidabile. Conosce tutte le arti.~Clara alzò le spalle.~– 299 Pre| scrivere, e poichè non sempre l’articolo pel giornale e la novella 300 XIV| avere strappato ai suoi artigli la donna ignara e buona 301 IX| ancora un po’, e pretenderà l’artiglieria!... Di questo grazioso episodio 302 IX| in America. Vi pianta l’artiglio, e poi, rapido e silenzioso, 303 Pre| incoscienza di tutti gli artisti, a questo romanzo, e temo 304 XIV| alla gola, di repente mi asciugai le labbra e vidi che una 305 XIV| bicchiere alle labbra e asciugandomi colla pezzuola la fronte 306 XVII| frugar tra le carte e per ascoltar le spie...~– Sì, tutto ciò 307 XVII| sua parola, e bisognava ascoltarla. Il maleficio doveva rimanere 308 XVII| sopracciglia. – Se anche avessi ascoltate le sue parole d’amore, non 309 I| espressioni indicibili. Ascoltavo le perizie, ammiravo la 310 XIV| le quattro; impossibile aspettarlo tre ore. – Se viene alle 311 Pre| gli sguardi, e tutte le aspettazioni rimangon deluse.~So, dunque, 312 V| Sta vestendosi? Allora aspetterò. Non le farò perder tempo...~– 313 XIV| me, cambiai discorso.~– Aspettiamo il barone, dunque – ripresi. – 314 VI| prevedere, certo, che una mano assassina si levasse sul capo dell’ 315 VI| intimo; e quel discorso di assassinii e di delitti in quella camera 316 VI| superstite parla per quattro, assicura che quella morte sarà fatale 317 I| Perfettamente sconosciuto, – assicurai levando la mano in segno 318 XII| avvisarvi, perchè voi mi assicuraste mille volte che non ricevete 319 I| denunziare: e il barone assicurava che avrebbe denunziato non 320 XIV| pure intonso. Che lettore assiduo, quel barone! Ma toccando 321 XII| intelligente, nervosa, s’assimilava agevolmente le idee altrui, 322 IX| Milano. Il presidente delle Assise non potè trattenersi dall’ 323 VI| rimane tale. Qualche volta assiste al processo in cui si condannano 324 II| Allora, tre anni addietro, assistendo alla causa come un semplice 325 I| innocuo, non tema. Andavo ad assistere alle udienze, e vedevo da 326 I| disgiunta dalla inutilità assoluta della loro scienza; mi divertivo 327 VI| mentre voi senza prove m’assolvereste: precisamente come io, senza 328 III| razza di maiali che gli assomiglia: quando vogliamo farli andare 329 IX| giustificazione! Era così assorto nei suoi studi da dimenticar 330 XIV| cantare anche colui, e mi assumevo di buon grado la parte di 331 XVII| della loro invidia, del loro astio?...~– No, vi dico il vero: 332 VII| fiducia, l’amministratore astuto, lo speculatore. Abbiamo 333 XVI| porta-finestra aperta si scorgeva l’atrio silenzioso col pavimento 334 IX| di piantar così un dubbio atroce nel cuore dell’uomo che 335 XI| soffrire oltre, io che soffriva atrocemente per le parole vere uscite 336 IX| iscuderia dalla baronessa, attacca i cavalli ed esce per muoverli.~« 337 IV| campagna ambedue con la bestia attaccata a una domatrice. La cavalla 338 XIV| E non muta nulla, e si atteggia sempre a fidanzato, ed è 339 XIII| Quando io ripenso ai miei atteggiamenti di quei tempi, comprendo 340 XVII| di vederne il viso, ma l’atteggiamento, la linea, il gesto, non 341 I| ella mi aveva concessa, atteggiandosi, infine, a mio nemico; e 342 XIV| bricconi? O ha intenzione di atteggiarsi a rivale cavalleresco e 343 Pre| veramente, ciò che io ne attenda, se non forse una nuova 344 XIV| amico Lorenzo! Sono qui ad attenderlo, il tuo amico Lorenzo; sono 345 XIV| che abbia la cortesia di attendermi: non tarderò di certo.~– 346 XVII| che lo ami; dimmi che lo attendi per essere sua... Dimmi 347 III| il barone diceva di stare attenti, che non sarebbe mancato 348 VI| barone!~Clara mi guardò attentissima; poi diede in una risata 349 IX| colpo d’audacia... Era un’attenuante per l’assassino, ma i giurati 350 I| tè dorato, guardando con attenzione il fondo delle tazze, io 351 IX| sembrava lo si potesse atterrare con una stretta, ed era 352 VII| giorno in cui il barone l’ha atterrito e perdonato, non ruba più; 353 XIV| invece.~Irritato da quell’attesa, da quelle alternative continue, 354 VII| persona da me interrogata, attesta che i coniugi si odiavano 355 VI| funerali magnifici, i quali attestino anche agli estranei, anche 356 XIII| con le parole e con gli atti, fino ad offrirsi quando 357 I| tavola, costà nel salotto attiguo?~Io mi levai ripetendo:~– 358 XVII| di gioia, quella che ti attira, che ti ossessiona, che 359 I| abbandonai, senza tentar più di attirar la donna a me.~– Avete ragione, – 360 VI| di colui che era cercato, attorniato, istigato. L’uno finisce 361 I| identità della forma ci ha attratti. Non è vero? Non è così?~ 362 III| silenzio che non aveva alcuna attrattiva per lei. – Fa fresco.~– 363 XVII| amare più Clara, di sentirmi attratto dalla snella bruna che ci 364 | attraverso 365 VII| che ha tentato un colpo audace, egli non sa frenarsi: il 366 VII| padrone e l’ha giudicato audacemente un’anima gemella? Non credo: 367 VI| ella parte. Mi permetta di augurarle buon viaggio e di esprimere 368 XI| possesso d’ogni bene: egli si è augurata la morte della donna, e, 369 VI| la buona Anastasia che augurava tristemente un felice avvenire 370 III| trasognata: – Pover’anima! Le auguro bene, speriamo!~– Diamine! – 371 IX| Quando lo conducevano nell’aula, non se ne udiva il passo: 372 XVI| mattinata ancor tepida e aurea di sole, il giardino, la 373 | avanti 374 XVI| valletto riconoscendomi e avanzandosi, non m’avesse annunziato 375 | avendola 376 | avergli 377 XVII| ovunque. Mi pareva di non averle mai viste, ed erano intorno 378 | averlo 379 | avermi 380 | averne 381 XI| soffre qualunque cosa, pur di averti? Su, guàrdati, dunque! Cerca 382 IX| troppo forte: all’occhio avido del ladro, quell’oro e quelle 383 I| giocherellava con un tagliacarte d’avorio; al mio orecchio giungeva 384 | avran 385 | avresti 386 | avrò 387 | avuta 388 XIV| scivolata ai miei piedi senza avvedersene e stava accoccolata per 389 XIII| infinità di cose piccole, senza avvedersi che la cosa principale, 390 XI| ora vivo lontano, tra gli avvenimenti di tre anni or sono, e ho 391 XVI| avere per me, per Clara, un avvenimento inopinato come il viaggio 392 Pre| scrigno aperto: e vi si avventan tutti gli sguardi, e tutte 393 VI| metodo e la loro salvezza. Avvenuta la catastrofe, essi per 394 I| semplicemente: avete mai pensato che avverrà di voi quando sarete moglie 395 XVII| ricorda pure ch’io te ne avvertii. Egli è un gingillo da forca, 396 XVII| alcuna emozione, di non avvertire alcun sintomo di gelosia 397 I| di un ombrellino...~– Vi avverto, – interruppe ancora la 398 XII| inquietante!~E seguitai a parlare, avviandomi a casa, in preda a un’alterazione 399 VI| Clara – disse il barone avvicinandosi alla giovane e ribaciandole 400 XIV| sia quello il momento di avvicinarlo.~Ha un convegno qui con 401 XVII| Oh Clara! – mormorai avvilito. – Io non oso chiedervi 402 I| esclamai, rivolgendomi e avvinghiando la donna con le braccia 403 XVII| il mio volto avvicinarsi.~Avvinghiati così, lottavamo presso la 404 XVII| Allungai le braccia, le avvinsi attorno al busto della donna 405 XII| Son venuta qui senza avvisarvi, perchè voi mi assicuraste 406 I| clericale o socialista o avvocato o banchiere o professore, 407 XI| divano la mantiglia e l’avvolsi attorno al busto della giovane, 408 IV| perduto un’occasione di azzeccarmi una febbre.~Tutto è armonia 409 XII| amo più che mai...~– Per bacco! – dissi ridendo. – Vi ha 410 I| Io le presi una mano, la baciai e la abbandonai, senza tentar 411 XII| incontro abbracciandomi, baciandomi, portandomi in giro per 412 VI| che il barone pure l’aveva baciata.~– Ebbene? – ella disse, 413 III| Anastasia e le diedi un bacio lungo sulla bocca sensuale.~– 414 VI| inoltrandosi. Andò presso Clara, le baciò la mano, e rivolgendosi 415 XI| ravviandosi i capelli.~– Bada: è un lottatore formidabile. 416 VIII| avevo versato dell’acqua. – Bagna le labbra.~Ella accostò 417 XIV| leggera bava era venuta a bagnarmi la bocca.~– Perdonatemi – 418 VI| cameriera con la sortie de bal, tutta azzurra foderata 419 IX| ricordan più nulla, tremano, balbettano e si contraddicono. Io riuscii 420 VII| paga... Perchè?... Gli è balenata subito un’idea?... È impossibile 421 XIV| ancora di rabbia. M’era balenato un pensiero e volevo effettuarlo 422 XVII| sul quale ero ricaduto, balzai in piedi; sentivo in cuore 423 III| Anastasia sotto voce – è un uomo balzano; basta dire rosso, ch’egli 424 III| testa all’indietro e il seno balzante dal corsetto.~– Ci si abitua. 425 XII| uomo era stato capace: far balzare dall’ombra il misfatto che 426 XIV| Ah, come hai fatto bene a balzarmi innanzi, perchè dal tuo 427 IX| quasi egli camminasse sulla bambagia...~«Fu quest’uomo, o meglio 428 VI| siete venuto per dire delle bambinerie o per parlarmi? Mi fate 429 I| socialista o avvocato o banchiere o professore, e qualche 430 III| cosa importa? È forse un Barba-bleu, un Orco, un antropofago. 431 IX| compagna immolata a qualche barbarica cerimonia.~– Ho fatto male 432 I| per conto proprio con la barbetta a punta, rada sulle guancie 433 III| È andato a Como con la barca.~– E voi non avete paura 434 XIV| una parete, dall’alto in basso, si seguivano molti ritratti 435 XIV| tutti, se queste parole non bastano. Chi è il bugiardo? Chi 436 XVII| e si accomoda a piacere. Basterà un gesto per farvelo ritornare 437 XI| la mia vita.~– Oh, a lui basterebbe la tua borsa! – conclusi.~– 438 XIV| rendevano neutrale, in quella battaglia formidabile; nè per lui, 439 XVII| questo dalla tua bocca.~Clara battè i piedi, vibrando d’impazienza.~– 440 IX| medesimo giorno con l’ultimo battello a vapore. Aveva pretestato 441 XIV| Bravo Giacomo! – gli dissi, battendogli sulla spalla. – Sapete quanto 442 XV| ero dimenticato! esclamai, battendomi la fronte. – La signora 443 XVII| davvero? – esclamai, senza batter ciglio. – E il matrimonio 444 XIV| urtarono, i mozzi delle ruote batterono, cadde una grandine di bestemmie 445 XII| Si, egli può provocarti, battersi, ucciderti! Come non ho 446 I| un’intonazione anche più beffarda. – Sposarne un altro? È 447 I| come se il mio spirito beffardo avesse potuto intaccargli 448 XVII| impazzata, recando seco la donna bellissima, che aveva saputo conquistare 449 XII| s’egli verrà a cercarmi, benchè non creda che vi divertiate 450 VI| Cognac, Kümmel, Arak, Benedectine, Cherry-Brandy, Chartreuse, 451 III| poco, assassino della tua benefattrice, muori solo, muori senza 452 VI| lasciato far tutto, gode il beneficio del crimine... Molti di 453 IX| dell’infelice un pensiero di benevolenza non è sorto per il giovane 454 I| dubito che lo conosciate per benino, avrete visto una cicatrice 455 | bensì 456 XIV| bestemmie e di invettive: sempre bestemmiando e insultandosi, i due uomini 457 XIV| batterono, cadde una grandine di bestemmie e di invettive: sempre bestemmiando 458 VI| approfittato del tumulto della bestiale esaltazione di tutti per 459 X| servì dell’arme, ciecamente, bestialmente, per sfuggire intanto al 460 I| silenzio, tutti e tre si beveva a lenti sorsi un tè dorato, 461 IV| che entravan nel negozio, bevevano, pagavano e non si vantavano 462 VIII| la tazza alla bocca; io bevvi ciò che rimase.~In anticamera 463 XIV| no! A macao, a faraone, a bèzigue, al poker...~– Che nomi! – 464 VII| a memoria i prezzi delle biade e di tutti gli arredi, non 465 IX| alla porta, verso la figura bianca: la vede in faccia, l’afferra, 466 I| rapiva alla guardaroba la biancheria; i due dilettanti si tolleravano 467 VI| coronata di rose e le braccia bianchissime nude!~Comparve miss Lucy 468 III| carnose e piccoli denti bianchissimi.~– Sta bene, – mormorai, 469 XVII| Fiesole, nei salotti, nelle biblioteche, dove si beve il tè e dove 470 VI| attimo sulle bottigliette, i bicchieri e i biscottini che popolavano 471 XII| finestra guardando il fiume bieco e giallastro per recenti 472 XIV| portafoglio i quaranta o cinquanta biglietti da mille che la casa poteva 473 XIV| questa sera; mandami un biglietto, perchè io sappia come stai. 474 VIII| sapere. Sarò buona come una bimba. E s’adagiò sul divano, 475 XVII| venute di tutti i paesi, bionde, brune, piccoline, snelle, 476 XVII| il tè e dove si beve la birra. Era un immenso stuolo di 477 VI| Clara nervosa. – Volete dei biscotti...?~– Se me li date con 478 VI| di girar per la camera.~Bisognò attendere ancora che un 479 XIV| luce elettrica, disposto bizzarramente, con bei tappeti sui muri 480 XIII| sorta a un tratto per la bizzarria delle vicende, m’aveva ripiombato 481 XIV| trattato immortale di Severino Boezio.~Il barone, collegando l’ 482 III| innanzi; ma mi parve ingenua e bonaria.~– Ha proprio paura della 483 I| resto, – aggiunsi con una bonarietà che non sapevo dissimulare, – 484 XVII| indifferente, incredulo e bonario, accumulando giorni e giorni, 485 XIV| via. Il cocchiere ebbe la bontà di rivolgersi per ispiegarmi 486 XII| ignoto.~– Ah, – pensai, borbottando a fior di labbra – se mi 487 XVI| ritirandosi nella sua camera borbottava: «Storie! storie!»~– E stamane 488 XI| a lui basterebbe la tua borsa! – conclusi.~– Va’; sono 489 XVI| tutte umide, e le siepi di bosso luccicavano. Sul davanti 490 VI| portasse cinque o sei piccole bottiglie; poi sopravvenne col punch, 491 IX| alla guardaroba, e fa un bottino così modesto, che solo una 492 I| tre, si levò e premette il bottone del campanello elettrico.~ 493 III| momento io l’avrei fatto a brani, e bisognava pure che mi 494 VII| diede in una risata: che brav’uomo, quel barone! come 495 XIV| la massima semplicità.~– Bravo Giacomo! – gli dissi, battendogli 496 IX| casa è in mano di lui, la breccia, su nel granaio, gli apre 497 XIV| convegno qui con Mister Alfred Brian, col colonnello Percy Gresham 498 XIV| aperto, cotesto mandante di bricconi? O ha intenzione di atteggiarsi 499 III| Ah, la canaglia! Ah, il brigante senza vergogna! Io non ho 500 XIV| concludere che c’era stato un broncio tra di noi, forse una lite