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Luciano Zuccoli Il maleficio occulto Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
grassetto = Testo principale Cap. grigio = Testo di commento
1001 XII| faceva una lettura assai disattenta; era preoccupata: le mani 1002 I| da lui a quale albergo è disceso?~Mentre parlavo, la giovane 1003 VI| le mie labbra.~– Potete discorrere, – disse Clara freddamente 1004 Pre| lo precedettero, una fama discreta di autore sdegnoso e superbo, 1005 XIII| il brusio delle allusioni discrete; il barone era diventato 1006 IX| servi. Intanto ruba con discrezione un po’ di legna nel granaio; 1007 VI| sua innocenza è fuori di discussione; potremo compiangerlo per 1008 V| vocali isolate, un certo qual disdegno, e tirai dritto verso il 1009 VII| idee intime e si maturano i disegni, è un’anima fredda e cupa. 1010 III| piede, e cercava invano di disfarsene; Anastasia e il marito vi 1011 I| dottrina dei periti non disgiunta dalla inutilità assoluta 1012 XIII| leggere. Quanto lesse, quella disgraziata, in meno di un mese! Un 1013 I| cosa avete fatto con quel disgraziato....~E ciò dicendo, la giovane 1014 Pre| perchè?~A dispetto dei molti disinganni dei quali l’Arte e l’Italia 1015 Pre| Arte e l’Italia son larghe dispensiere, m’è rimasto il «vizio» 1016 XVII| certo, così affannosamente disperato per il solo motivo che un 1017 III| i libri?~– Si facevano i dispetti, il barone alla baronessa 1018 VI| Rinunzio al teatro per non dispiacervi: siete molto pallido e debole, 1019 I| saprei per qual ragione, mi dispiaceva profondamente.~Donna Clara, 1020 XVI| davanti della casa eran disposte parecchie poltroncine e 1021 XIV| illuminato a luce elettrica, disposto bizzarramente, con bei tappeti 1022 XVII| che non ti crede, che ti disprezza, perchè questa donna sposa 1023 XVII| stuolo di femmine giovani, disseminato per tutta quella stupenda 1024 XII| significato.~La giovane dissimulò a stento un sorrisetto malizioso. 1025 XI| s’inchinò lievemente, si distese quant’era lunga.~– È il 1026 VI| del barone Lorenzo, potei distinguere alcuni Oh! di miss Lucy; 1027 I| insolita di donna Clara mi distraeva sovente. Le lanciavo delle 1028 I| mano, mollemente, quasi distratta. Nell’esprimere l’indifferenza 1029 XII| chi sa quali gesti, per distruggere a sua volta la mia opera!~ 1030 XV| stava per chiamare. – Non vi disturbate: troverò da mangiare in 1031 XIV| giro: v’erano due larghi divani, con molti guanciali soffici; 1032 XV| indovinato la capacità, il divenire fatale. Innanzi a un collegio 1033 XVII| parlarvi; da quel momento, voi diveniste fiduciosa... Che cosa vi 1034 XIII| gesto.~Lentamente, la cosa divenne intollerabile.~Un giorno 1035 XIV| il vostro padrone perde e diventa una bestia; voglio dire, 1036 IX| del resto si sa che tipi diventano i contadini innanzi a un 1037 IX| sua condotta comincia a diventar quasi imprudente, la comicità 1038 IV| e giunti dove la strada diventava erta per una salita faticosissima, 1039 XVII| tutto, le mie visite a voi diventavano inesplicabili, e per ciò 1040 XIV| Rispondi, in nome di Dio, o divento pazza!... Rispondi, per 1041 VI| detto nulla – rispose Clara divenuta freddissima.~– Ha fatto 1042 VI| spirito fine, di prontezza, è divenuto ad un tratto uno sciocco, 1043 XIV| scivolava ad ogni poco; vi fu un diverbio tra il mio cocchiere e il 1044 VI| persone, ho rischiarato diversi dubbi che mi tormentavano... 1045 VII| soddisfare a due passioni diversissime in apparenza e identiche 1046 I| delle mie sofferenze. Questa diversità di sostanza nell’identità 1047 VI| raccontatemi, perchè ciò mi diverte. Il barone ha fatto assassinare 1048 XIV| con un barone fantastico, divertendomi ad insultarlo con le più 1049 XII| interrompere qualche visita più divertente.~– Avete fatto benissimo, – 1050 XII| benchè non creda che vi divertiate molto.~– Non penso a divertirmi, 1051 XII| divertiate molto.~– Non penso a divertirmi, ora; penso a rendere impossibile 1052 XVII| inarcò il busto; e nel divincolarsi, urtò contro un candelabro 1053 XVII| per un braccio: ella si divincolava in silenzio, respirando 1054 III| e sempre a bassa voce, – divorò il patrimonio della signora. 1055 I| piantandomi innanzi a lei. – Dobbiamo parlar di cose molto gravi. 1056 III| Firenze e prestava forse docile orecchio ai madrigali stentati 1057 VI| cominciai a prendere il punch docilmente senza aggiungere verbo. 1058 XVII| allora la bella luce delle dodici candele mi piaceva, dorata 1059 I| sentii sulle spalle premere dolcemente le piccole mani di donna 1060 XVII| suoi augurii sono i più dolci, i più graditi fra quanti 1061 XII| avrai le conseguenze più dolorose. Io lo irrito, lo esaspero, 1062 III| Boldrella non ha il coraggio di domandar più niente, e comincia a 1063 XIV| il calunniato... Venga a domandarmi conto degli affari miei, 1064 XVII| cosa avete saputo?~– Me lo domandate? – esclamai. – Non vi ho 1065 I| non aver compreso... Vi domando che cosa avete fatto con 1066 IV| Avvenne che Pippo voleva domare una cavalla saura, e uscimmo 1067 IV| la bestia attaccata a una domatrice. La cavalla ci fece qualche 1068 III| dissi scuotendomi. – Domattina mi alzo presto.~– Ha già 1069 XIV| servi, come gli animali domestici, sanno fiutar da lungi il 1070 XIII| essersi annoiata molto, pur dominandosi e non lasciandosi mai spazientire. 1071 VII| Clara, non giuoca più; sa dominare la fiamma che gli brucia 1072 IX| la voce a rischio di non dominarli più... Ha paura: la sua 1073 XII| uomo forte e imperioso la dominava.~Io aveva, anzi, perduto 1074 III| poltrona sulla quale io andavo dondolandomi era la migliore della raccolta.~– 1075 III| osservai, riprendendo a dondolarmi con prudenza.~– Benissimo? 1076 III| domandai, arrestando il dondolìo della poltrona, anche perchè 1077 III| comodamente in una poltrona a dondolo sul terrazzo della villa 1078 XVII| abile allettatrice! Che donnina a modo! Quanta diplomazia!...~– 1079 XVII| tepido e pieno di sole.~Il dopopranzo, mentre le ombre cominciavano 1080 XVII| chiusi la porta a mandata doppia.~– Oh! – disse la giovane 1081 I| beveva a lenti sorsi un tè dorato, guardando con attenzione 1082 IX| ora si ritirano, e dove dormano i servi. Intanto ruba con 1083 IX| contro il solito, va a dormir presto. La baronessa non 1084 III| passava il Boldrella? Non dormirei tutta la notte.~Anastasia 1085 XII| Sapete che non ho ancora dormito un istante? Dopo il vostro 1086 IX| uscio, ella non abbia udito. Dormiva, come si dorme dopo aver 1087 III| Boldrella non era di qui. Io dormo con le porte aperte.~Sembrava 1088 VII| fremito di ammirazione per il dotto signore, che studiava tanto 1089 I| perizie, ammiravo la profonda dottrina dei periti non disgiunta 1090 XVII| diplomazia!...~– Non credo di dover nemmeno rispondere a queste 1091 XVII| tutti i malefici occulti dovessero un giorno esser palesi, 1092 III| rimorso: fu malato davvero e dovettero interrogarlo in casa, senza 1093 XV| mezzo. Vi sentivate male, dovevate coricarvi e siete andato 1094 XI| ci addormento io pure. Ma dovresti farti spiegare il trente-et-quarante, 1095 VI| le persone.~Clara aveva drizzata la testa e ascoltava, con 1096 XVII| ella era a Parigi.~Egli si drizzò, come se un peso enorme 1097 XII| stessa, poteva ricader nei dubbii, trovar delle lacune in 1098 XVII| fine!»~E poichè era ancora dubbioso se presentarmi un giorno 1099 XI| Ci penserò – disse. – Non dubitare: difendo la mia vita.~– 1100 XII| esattamente quanto sarebbe durato il nostro colloquio e per 1101 I| ritratta un’impressione duratura. Io sono certo che il vero 1102 XIV| il barone non potrà tener duro. Se non la compero io, tanto 1103 III| preso un tratto dall’amara ebbrezza del sarcasmo. – Pensate 1104 III| Lo chiami, lo chiami, eccellenza, che così vivremo tranquilli, 1105 XV| Sto bene, ho un appetito eccezionale, perchè ancora non ho pranzato! 1106 XVII| salvarti: e tu venivi qua per eccitare la sua gelosia, per provare 1107 XIV| che vi abbia detto, per eccitarvi a questa maniera; ma se 1108 IX| velocissima, e li sferzava, li eccitava con la voce a rischio di 1109 | Eccolo 1110 | eccovi 1111 XIV| ma poi, tornerò a fare economia.~Il mio interlocutore, sempre 1112 Pre| PREFAZIONE ALLA PRIMA EDIZIONE~ ~Dopo Roberta, romanzo 1113 Pre| mano che se ne esaurivan le edizioni, mi sarebbe stato comodo 1114 I| produce quasi sempre questo effetto sul volto di chi la riceve.~– 1115 XIV| balenato un pensiero e volevo effettuarlo subito.~– Senti, – dissi. – 1116 XIV| quale m’era riuscita così efficace innanzi a Clara, scettica 1117 XIV| esisteva più, nemmeno in effigie. Aveva seguìto, nel turbine 1118 X| volgare prudenza insegna a non effondere sangue: lo strangolamento 1119 XVII| calmò. La ragione fredda ed egoista aveva detto la sua parola, 1120 XII| lasciava parlare, compiacendomi egoisticamente di quella sua affezione 1121 XIII| triste e flebile, l’amore egoistico e suscettibile, l’amore 1122 I| A quest’ora certo, voi egualmente non mi amereste più, ma 1123 XVII| Avete un fidanzato di gomma elastica, che si piega e si accomoda 1124 XIV| detto cotesto fidanzato elastico. Che vi ha raccontato, quel 1125 XIV| Sono desolato – egli disse elegantemente, – sono desolato d’averla 1126 XVII| paffute, liete, tristi, eleganti, dimesse, timidette, procaci; 1127 XIV| un libro finto, sottile, elegantissimo, chiuso a chiave; senza 1128 XI| di fronte, magnifica di eleganza e di sveltezza giovanile... 1129 VI| abbandono, o che vi chieda l’elemosina del vostro amore per stare 1130 XIV| salotto illuminato a luce elettrica, disposto bizzarramente, 1131 I| riflessi delle lampadine elettriche; ma quasi avesse sentito 1132 IX| questo ricordo, semplice ed eloquente, perchè non sono un giudice... 1133 VI| Chartreuse, Maraschino, Val d’Elsa. Vi propongo di ubbriacarci.~– 1134 III| oscurità d’un gorgo da cui ella emanasse.~– Sapete che siete stupenda ? – 1135 XIV| carrozzella, in piazza Vittorio Emanuele, il barone mi passò di fianco 1136 IV| coricai con la febbre e l’emicrania.~Il medico dichiarò che 1137 XVII| paura è il suo caratterisma eminente... Ciò che ti dico ora, 1138 I| gesto di lei aveva tale energia, che mi parve di rivedere 1139 IX| dimenticare le sue mani, enormi di lunghezza e sempre instabili... 1140 XVII| non potevano ingannarmi.~Entrata cautamente, stringeva nella 1141 IV| agli uomini semplici che entravan nel negozio, bevevano, pagavano 1142 XVII| ed ella lo ama... Che c’entri tu, in tutto questo? Chi 1143 XIV| nuovo matrimonio, partire entro ventiquattr’ore, non farsi 1144 XIII| quella elegante filosofia epicurea, che fan del gaudente un 1145 XIV| come un direttore di circo equestre fa fischiare e schioccare 1146 VI| delitti calcolati, preparati, equilibrati bene, non lascian traccia; 1147 IV| febbre.~Tutto è armonia ed equilibrio a questo mondo. Non osai 1148 I| occhi, con quella testa equina....!~– Amico, mio – interruppe 1149 XVI| signore non pronunzia l’erre.~– Ebbene?... Che cosa ha 1150 VI| per commettere un orribile errore.... Vi perdo per aver voluta 1151 VI| e cupe che la mia anima esacerbata sfrenava dal suo intimo; 1152 V| il mio sesso, m’avrebbe esacerbato troppo. Ma miss Lucy disse:~– 1153 III| silenzio.~– Ma non bisogna esagerare, – dissi, quando appena 1154 VI| a domani!~Capii che la esagerata gentilezza dell’uomo voleva 1155 VI| del tumulto della bestiale esaltazione di tutti per un suo scopo 1156 XIV| interrotto solo dal ticchettio esasperante d’un pendolo in anticamera.~ 1157 XII| dolorose. Io lo irrito, lo esaspero, ed egli non può nulla contro 1158 XIII| meno di un mese! Un giorno, esauriti tutti i romanzi, la trovai 1159 Pre| nel 1897 a Milano ed oggi esaurito, io mi son taciuto circa 1160 Pre| a mano a mano che se ne esaurivan le edizioni, mi sarebbe 1161 XV| quel che volevo dirgli: ero esausto.~«Ma sì, la sposi – dicevo 1162 XII| d’armi! Tu crederai ch’io esca dalle braccia di Clara, 1163 I| in cui questa creatura di Eschilo sarà vostro marito? Avete 1164 XII| egli può provocarti quando esci di casa. Ora vado da lui 1165 VI| falso. Mi levai di scatto, esclamando:~– Che cosa pensate? Vi 1166 III| suo sdegno contro la mia esclamazione maligna. Le diedi un’occhiata, 1167 XVII| potete uscire sola a piedi.~– Esco sola a piedi. Sapete dove 1168 IX| barone si logorava l’anima a escogitar espedienti per trovar quattrini.... 1169 VI| Subito, dalla vostra bocca escono offese?~Ella stava veramente 1170 XIII| c’era dunque bisogno di eseguir la commedia appuntino, ed 1171 VI| via; e quando l’attore ha eseguito, e stupidamente s’è lasciato 1172 I| l’ho visto: ah, è un bell’esemplare, con quel naso, con quegli 1173 XVII| vigilanza sospettosa che esercitate sopra il barone. Io non 1174 IX| legione di carabinieri, un esercito; ancora un po’, e pretenderà 1175 XVII| cervelloticamente, quasi per un esercizio retorico? Io l’ho sentito, 1176 VI| sentinelle alle porte, ora, e poi esigete il perdono da quelli che 1177 IX| arrivatagli allora, la quale esigeva la sua presenza a Milano. 1178 I| sensazione, mi commossero e mi esilararono insieme.~– Fu un processo 1179 XVII| Cose gravi? – domandai esitando.~– Gravissime, – ella confermò, 1180 XI| Clara, dopo un lampo d’esitazione, aggiunse con voce sommessa:~– 1181 IX| logorava l’anima a escogitar espedienti per trovar quattrini.... 1182 VI| intuisci, se non sai per esperienza, che si chiama delinquente 1183 XVII| nella quale non faceste che espormi dei ragionamenti. Per via 1184 XVII| negassero i fatti da me esposti?~Ella non sapeva niente, 1185 XVII| minuscolo, voi non l’avete esposto. Se io avessi avuto sufficiente 1186 I| giorni, il mio viso non espresse alcuna curiosità.~Avvenne 1187 XV| Non ne posso più!~Ella si esprimeva con frasi tronche, quasi 1188 | esse 1189 I| credeva in buona fede d’essermi ormai noto. Decisi di continuare 1190 XVII| incanto in incanto, quasi estasiato.~Egli doveva pensare d’aver 1191 VII| l’abbandona in una villa, estate e inverno, che non ha occhi 1192 XVII| viso a viso sulla giovane estenuata.~– Ah tu lo ami? – ripetei 1193 VI| affetto che lo legava all’estinto. Il superstite non poteva 1194 VI| quali attestino anche agli estranei, anche ai passanti ignoti, 1195 I| sono l’indice della vostra esuberanza di vita. Il mio sarcasmo 1196 XVII| scrupoli per non apprezzarli. È evidente che se vi lascio continuare 1197 XVII| forza nè volontà ormai, di evocarlo alla luce.~Mi guardai intorno: 1198 VII| mette in conto la spesa del fabbro, del legnaiuolo, del maniscalco, 1199 I| l’uomo primitivo, certe facce patibolari che avevano espressioni 1200 | faccio 1201 | facesse 1202 | faceste 1203 XIV| gettavano in un abisso, le facevan perdere la nozione della 1204 | facevate 1205 | facevo 1206 XVI| gustando bonariamente la facezia. Io restai qualche tempo 1207 IX| si spaventano e strillano facilmente; la guardarobiera denunzia 1208 XII| che tu sei la mia amante: faglielo credere. Non lasciarti prendere 1209 | fai 1210 III| chinò il capo quasi colta in fallo.~– In fondo, – sussurrò, – 1211 XVII| falsi! Vi dirò di più: è falsa perfino l’accusa che gli 1212 XVII| ma i vostri indizi sono falsi! Vi dirò di più: è falsa 1213 Pre| che lo precedettero, una fama discreta di autore sdegnoso 1214 III| indifferente allo spettacolo noto e familiare.~– Non vorrei, – mormorò 1215 XIV| ricchezze.~Non vidi nemmeno la famosa raccolta di minerali; forse 1216 XIII| filosofia epicurea, che fan del gaudente un uomo spesso 1217 I| Quello non è un uomo; è un fanale da piazza, una cariatide 1218 II| punteggiato dei riflessi dei fanali; una bella sera d’autunno, 1219 V| anglo-sassone della stantia fanciulla. Una rampogna in quel momento, 1220 IV| delizioso pretesto a mille fanciullaggini; dovetti guarir da solo, 1221 XIV| Chi mi trastulla con delle fanfaluche?... Di’, sei tu?... sei 1222 XVII| come sospinto da qualche fantasma pauroso.~Nel passar vicino 1223 IX| Come calcola i pericoli fantastici! Per acciuffare il ladruncolo, 1224 XIV| alta voce con un barone fantastico, divertendomi ad insultarlo 1225 IX| la mano per acciuffare il farabutto; ma, alle parole della moglie, 1226 | farla 1227 | farli 1228 IV| sopraggiunta a togliermela o a farmela ritardare; ho perduto così 1229 XIV| ma io avrei desiderato farmene un’idea, poichè me l’ero 1230 | farne 1231 XVII| stata una commedia, una farsa, della quale io fui lo zimbello... 1232 I| si può tornar daccapo a farsela presentare? A che servono?~– 1233 | farsene 1234 XI| nozze lo tiene in serbo per fartene una sorpresa più tardi.~– 1235 | farti 1236 XIV| recenti; v’era anche qualche fascicolo delle riviste italiane più 1237 I| una calzatura che non dà fastidio. Avete pensato, dunque, 1238 XIV| Forse avrebbe scosso il capo fastidiosamente... Ora viveva un’altra vita, 1239 | fatemi 1240 XVI| chiedendo indulgenza.~– Suvvia, fatevi coraggio. Non mi avrà mica 1241 XVII| ciò ch’io voleva: dovetti faticar molto per giungere a qualche 1242 VII| significato... Perchè questa virtù faticosa? Si può supporre ch’egli 1243 IX| quale si guadagnava così faticosamente la vita!...~«Un’ora dopo, 1244 IV| diventava erta per una salita faticosissima, Pippo mi disse: «Ora sta 1245 IX| rappresentano una somma favolosa, forse il coronamento di 1246 I| giovane signora.~– Se lei favorirà qualche volta da me, – disse 1247 VII| di quelle ricchezze per favorirne l’uomo che la neglige, che 1248 VI| Miss, – disse Clara – favorite dire al barone, quando si 1249 III| ignara, che aveva almeno la fedeltà per una morta; e il bel 1250 I| le piriti, il quarzo, il feldspato volavano per le camere in 1251 VI| ed infallibile, viviamo felici: colui che ha fatto uccidere, 1252 XVII| di aggradire le più vive felicitazioni, gli augurii più fervidi, 1253 VI| inteso dalla giovane e arguta femina di campagna.~Mi misi a passeggiare 1254 XIV| un pensiero delicatamente femminile, aveva serbato l’uno e l’ 1255 XV| collegio di giurati, questo fenomeno d’intuizione non era giudicabile, 1256 I| troppo recisa avrebbe potuto ferirlo.~D’altra parte, ridevo dentro 1257 XVII| muovermi, come una belva ferita va a nascondersi nel fondo 1258 II| presi per via Tornabuoni, mi fermai a lungo sul ponte Santa 1259 I| nulla, – risposi con umiltà, fermandomi sulla soglia.~– Via, non 1260 XVII| specchio, i miei occhi vi si fermarono un attimo; mi guardai e 1261 XVII| vuoi uccidere e ucciderti? Fermati, pazzo! Non c’è nulla, nulla, 1262 XVII| sghignazzata fragorosa. E fermo innanzi allo specchio, guardandomi 1263 XII| alla porta. La giovane si fermò.~– Che vuoi? – chiese. – 1264 XI| vittime, con un gusto che par ferocia, colui!... Ma dimmi, Clara: 1265 VII| e àltera il prezzo delle ferrature, e inventa riparazioni da 1266 XVII| felicitazioni, gli augurii più fervidi, e voglia rendersene interprete 1267 X| Ma la lima si ruppe nella fessura dello sportello, e alcuni 1268 VI| vestita come per una ricca festa, con quell’abbigliamento 1269 XIV| si preparava a un altro festino; ed io ero solo.~Richiusi 1270 I| vincere dalla sua naturale festosità; e rassicurato, mi inoltrai, 1271 I| nome, lasciai cadere la fiala sulla tavola, che fu rapidamente 1272 XVII| rovesciò addosso. Vidi una fiammata e udii un lieve crepitio 1273 III| quando appena trovai modo di ficcare una parola tra quel torrente 1274 XIV| sua custodia; ma vi era ficcato così saldamente che mi indolenzii 1275 VII| uomo, quel barone! come si fida! come si vede che ha la 1276 VI| sono uomini puri, che si fidano, e nessuno ha l’obbligo 1277 XVII| Parigi, poi per le cure del fidanzamento e pei preparativi di matrimonio.~ 1278 IV| sua ironica posizione di fidanzata, ella non poteva accorrere 1279 XII| importa; di costui non mi fido. In un istante son di ritorno...~ 1280 VI| sciagura? Egli sarà troppo fiducioso, o mancherà di acuzie psicologica, 1281 VII| cominciare: e gli ruba il fieno e la paglia e la biada dei 1282 I| nome di lui con tono così fievole, ch’io m’inchinai e strinsi 1283 III| l’acqua del lago batteva fievolmente. – Sicuro; Tonio Boldrella 1284 III| senza moglie, muori senza figli, muori venti volte, cento 1285 XIV| inchioderei sulla poltrona! Potete figurarvelo, se per comprarla ci rimetto 1286 V| sua lingua, donna Clara figurava come un maschio ed io come 1287 IX| svelano che nessuno dei due figuri aveva rinunziato alla propria 1288 XVI| nemmen lasciarmi finire...~– Figuriamoci come mi avrete conciato, 1289 XVII| scorto sul limitare una figurina di donna; l’ombra della 1290 XVII| cabala, dimostrandovi a fil di logica, che so io? che 1291 XVII| barone mi rompeva in mano le fila dell’intrigo; ritornando 1292 IX| narrerà, e quello sarà il filo conduttore che dipanerà 1293 XIII| malizia, di quella elegante filosofia epicurea, che fan del gaudente 1294 III| bene, – disse Anastasia filosoficamente. – Più ne hanno e più ne 1295 VII| a vincersi, il suo stato finanziario e l’opportunità di non svelare 1296 XVI| serenamente, e spalancando le finestre, qualche onda di gioia doveva 1297 VI| avete a temere ch’io mi finga moribondo pel vostro abbandono, 1298 XII| vestita e sono corsa qui, fingendo di non vederlo, ritto innanzi 1299 XIII| e poichè ella non sapeva fingere, non mi prometteva un entusiasmo 1300 I| sulla soglia.~– Via, non fingete di non aver compreso... 1301 XVII| lasciate andare, purchè la finiamo.~E vedendo ch’io non mi 1302 XVII| tutto ciò che volete; ma finiamola.~– È sera, ormai; non potete 1303 VI| Purchè codesti seccatori finiscan presto di girar per la camera.~ 1304 VI| attorniato, istigato. L’uno finisce all’ergastolo; e l’altro 1305 III| Milano, un funerale che non finiva più. Io ci sono stata: sa 1306 VI| rispose Clara agitata. – Finora avete ragione: non dite 1307 XVII| passeggio in carrozza, ed ella finse di non vedermi: poi vidi 1308 XIII| lo scopo di quei convegni finti; veniva da me per abitudine, 1309 XII| pensai, borbottando a fior di labbra – se mi hai aspettato 1310 XIV| direttore di circo equestre fa fischiare e schioccare la frusta invitta.~– 1311 VII| spinge, alla necessità quasi fisica di toccar le carte, di sentire 1312 XI| morta. Pareva morta anche fisicamente, così stesa e senza moto, 1313 XVII| e lacerandolo: un dolore fisico spaventoso. E mi misi a 1314 XVII| mutar la espressione della fisionomia, per il solito aperta e 1315 XI| addossato alla specchiera, fissando quell’amante morta. Pareva 1316 VI| piccoli occhi del barone si fissarono un attimo sulle bottigliette, 1317 VI| guarnita di piume bianche fittissime, che tante volte avevo sentito 1318 III| alla villa, circondata dal fitto alberame, tragica e muta 1319 XIV| animali domestici, sanno fiutar da lungi il nemico del padrone.~– 1320 XV| nell’aria, per istinto, col fiuto dell’animale rapace; e non 1321 XIII| cancrenosa, l’amore triste e flebile, l’amore egoistico e suscettibile, 1322 VI| giovane scollata, dritta, flessibile, con la piccola testa altera 1323 XI| brucianti; i capelli d’oro le fluivano giù per il fianco, ed ella 1324 VI| sortie de bal, tutta azzurra foderata di bianco; intorno al collo 1325 VI| a tutto questo?... E le folle, come agiscono, se non per 1326 XIV| sei tu, che accetti le mie follie, per rendermi impossibile 1327 Pre| da Firenze a Modena per fondare e dirigere un giornale politico 1328 XVII| la notizia vi vien dalla fonte medesima. Non nego che ciò 1329 IV| cantare Anastasia e m’ero formata una così ferma opinione 1330 II| alberi, a poco a poco mi si formò nella mente un disegno, 1331 IV| sicuro delle accuse che formulavo contro lo Scavolino, e la 1332 IX| essere? – dice. – Qualche fornitore della villa, senza dubbio!» 1333 IX| dà ordini di vigilare i fornitori, egli che conosceva così 1334 XVII| ella mormorò.~Sentii che le forze le mancavano a poco a poco 1335 IX| quando il ladro cautamente forzò l’uscio, ella non abbia 1336 IV| lunghi quanto eravamo, in un fossato, dove Pippo si ruppe una 1337 VI| un’avventura? Se non ci fossi andato solo, non vi avrei 1338 | foste 1339 I| mezzo. Vi mostrerò alcune fotografie.~Com’era facile immaginare, 1340 X| caddero dalle mani, con fragore enorme nel silenzio notturno. 1341 XVII| diedi in una sghignazzata fragorosa. E fermo innanzi allo specchio, 1342 III| quell’assassino?~– Non fraintendiamo. Generalmente si chiamano 1343 VI| rivederla presto.~– Miss Lucy ha frainteso, – dissi rispondendo al 1344 XIV| tavola i romanzi; quasi tutti francesi, le novità recenti; v’era 1345 VI| che giuocherellava con la frangia della poltroncina, alzò 1346 XII| Tornabuoni.~– Anche voi siete fraterno, nelle vostre idee, – ella 1347 | frattanto 1348 XVII| con queste parole piene di freddezza osservai, trattenendola 1349 VI| rispose Clara divenuta freddissima.~– Ha fatto bene, perchè 1350 XVII| sottile. Furiosa, inviperita, fremebonda, pareva più alta, più snella, 1351 XIV| cercare i miei occhi, e fremeva di spavento e d’inquietudine. 1352 VII| il pubblico ha avuto un fremito di ammirazione per il dotto 1353 XIV| vedere quando giuocano...~Io frenai a stento un moto subitaneo 1354 XIV| amico Lorenzo, non potei frenarmi.~– Ah, per Dio! – esclamai. – 1355 VII| colpo audace, egli non sa frenarsi: il Boldrella gli ha detto 1356 I| daccapo? Siete incapace di frenarvi? – interruppe Clara, bruscamente. – 1357 XIV| appartenevo, – il signor barone frequenta molto la colonia straniera, 1358 VII| rinunzia invano al giuoco per frequentare i ritrovi; va, sempre solo, 1359 XVII| Sapevo che il barone Lorenzo frequentava quella casa; ma da tempo 1360 XIII| Fuori, nella società che frequentavamo, si susurrava del nostro 1361 I| risposi. – Da molto tempo non frequento i tribunali. L’ultimo processo 1362 III| attrattiva per lei. – Fa fresco.~– Sto bene, vi ringrazio.~– 1363 XIV| dissi. – Non capisci che ho fretta?~– Non la stia ad ingrullire 1364 XVII| introducete in casa altrui per frugar tra le carte e per ascoltar 1365 XVII| sapete? – mormorò. – Avete frugato nelle sue carte?~– È probabile, – 1366 I| bocca tumida, e udivo il fruscìo ritmico della gonna, cose 1367 XIV| fischiare e schioccare la frusta invitta.~– Giuocano a quei 1368 XIV| risalirono al loro posto, frustarono e ripresero la via. Il cocchiere 1369 IV| tutto un programma. Pippo frustò la bestia infatti, dirigendola 1370 IV| cavalla si precipita alla fuga, trova la salita, e capisce 1371 III| No.~Le diedi un’occhiata fuggevole, per comprendere la natura 1372 XIV| continuato l’opera mia; per fuggir le tentazioni della donna, 1373 IX| Ella si divincola per fuggire: egli la serra sul petto 1374 XVII| ragione! L’abbiam costretto a fuggirsene lontano, con le nostre pazzie...~– 1375 XIV| veletto umido di nebbia. E fuggivo, lasciandola innanzi al 1376 XII| restò presso la porta come fulminata.~– Sì, sciocca – seguitai 1377 XVI| ritto nel vano, Giacomo fumava la pipa.~La cosa mi sarebbe 1378 XII| poltroncina molto lungi dalla sua fumavo, guardandola di tratto in 1379 III| e a Milano; a Milano, un funerale che non finiva più. Io ci 1380 I| altro tempo a studiare come funzioni la giustizia.~– Tre anni 1381 VI| quali nessuno poteva udire, fuor di colui che era cercato, 1382 III| sorriso arguto da contadina furba e intelligente; e rimanemmo 1383 I| grullerie dei giurati alle furberie degli avvocati, al cinismo 1384 XVII| decisiva.~– Avete fatto il furbo, dunque? – interrogò Clara, 1385 XII| tu lo temi come un leone furibondo. Siediti, va! Non commettere 1386 XVII| angoli da una bava sottile. Furiosa, inviperita, fremebonda, 1387 XIII| desideravo con un impeto furioso, e la rifiutavo di continuo.~ 1388 IX| non poteva dimenticare un furterello, che tale apparve solo quando 1389 IX| vendetta, e non osò nulla. I furti cessarono, per breve; la 1390 XIV| scoprirlo, a smascherarlo, e lo fustigherò col mio odio, col disprezzo 1391 IV| sacco di frustate e la mia futura eloquenza, lo scarto a destra 1392 XV| uno sguardo l’anima del futuro assassino, e ne aveva indovinato 1393 VIII| aggiunse con voce insolitamente gaia: – Molto bella, la spettacola!~ 1394 VI| signoro.~Poi aggiunse, quasi gaiamente:~– Io vado alla teatra.~ 1395 XVII| passeggio, a teatro, nelle gallerie d’arte, alle Cascine, a 1396 XIII| corsa fuori di città, al Galluzzo, alla Certosa, a Fiesole, 1397 IV| dove Pippo si ruppe una gamba, io mi ruppi un braccio, 1398 XIII| filosofia epicurea, che fan del gaudente un uomo spesso assai perdonabile 1399 XVII| corpo ed un’anima per dare gaudii senza fine!»~E poichè era 1400 XIII| straordinario, io rifiutava anche il gaudio non comune di stringerla 1401 XVI| parvero ricchi d’un senso gaudioso e pacifico. Vi si doveva 1402 Pre| inestimabili tesori vi sian gelosamente custoditi. Un autore che 1403 IX| finestra della baronessa ha le gelosie socchiuse: alla sera non 1404 I| dilettanti, in generale, son gelosissimi dell’arte o della scienza 1405 XII| quest’ora, – dissi, – un uomo geloso mi avrebbe già provocato.~ 1406 VII| giudicato audacemente un’anima gemella? Non credo: non poteva arrivare 1407 XI| bella, m’hanno detto, e gentile e dolce e desiderosa d’amore. 1408 VI| Capii che la esagerata gentilezza dell’uomo voleva significarmi 1409 I| per un ordine mio. È stato gentilissimo con voi...~– Sarà un ipocrita...~– 1410 I| alla terra i suoi tesori geologici, l’altro rapiva alla guardaroba 1411 I| codesto prezioso modello di geologo innamorato; ma ora che l’ 1412 XVII| conclusi. – Egli accorre, si getta a’ tuoi piedi, e fra quindici 1413 XIV| trovati a viso a viso!... Gettai un rapido sguardo sulla 1414 IV| risata. – Che bel programma! Gettandovi da una finestra, risparmiavate 1415 III| dalla baronessa non poteva gettarsi ai suoi piedi, non sapeva 1416 XIV| giuoco, il barone aveva gettato le sue pietruzze in un canto. 1417 XII| le quattro del mattino. Gettatomi sul letto, non chiusi occhio. 1418 XIV| prendevano alla testa, la gettavano in un abisso, le facevan 1419 XIV| rapidamente la pelliccia, la gettò sopra una sedia; alzò il 1420 VI| trova un tavolino colmo di ghiottonerie e innanzi al tavolino me, 1421 XII| guardando il fiume bieco e giallastro per recenti pioggie. I colori 1422 VII| tattile delle carte e dell’oro giallo sotto la luce serale!~«E 1423 | giammai 1424 XVII| te ne avvertii. Egli è un gingillo da forca, una canaglia coi 1425 XII| il libro vivamente sulle ginocchia e fece un gesto di paura.~– 1426 XI| Clara: tu ignoravi che egli giocasse?~– Ignoravo tutto, tutto – 1427 XVII| testa. Certo: io sono il giocatore, io sono l’uomo della disgrazia. 1428 III| era una disperazione.~– Giocava?~– Perdeva! – mormorò la 1429 I| lento; era nervosissima e giocherellava con un tagliacarte d’avorio; 1430 I| io abbia voluto prendermi gioco di lui; devo presentargli 1431 V| della sala, ed ella esclamò giocondamente:~– Siete voi? Siete proprio 1432 I| vostra gioia, la vostra giocondità sono l’indice della vostra 1433 III| e ha rubato tutte le sue gioie; che sarebbe come dire che 1434 VII| stette in casa e passò intere giornate in biblioteca; il pubblico 1435 XI| eleganza e di sveltezza giovanile... Era costei, che il barone 1436 I| il commendatore del Don Giovanni?~– Andiamo, via! – osservò 1437 Pre| pel giornale e la novella giovano a esprimere interamente 1438 IX| diversamente, forse, le belle giovinette pagane piangevano la compagna 1439 I| salotto non c’era nulla, ed io girai in lungo e in largo, rovistando 1440 XVII| improvviso, levando gli occhi e girandoli oziosamente, non avessi 1441 VI| seccatori finiscan presto di girar per la camera.~Bisognò attendere 1442 XIV| per afferrare il nemico e girare il pugno, soffocandolo.~– 1443 III| con lei, mentre i giurati giravano per la villa con aria d’ 1444 XIV| tenera pietà.~Nel mentre giravo il finto libro tra le mani, 1445 XI| accompagnò alla porta, ne girò la chiave, l’aperse. Quando 1446 IX| di denaro; il Boldrella, gironzando un giorno per la casa, trova 1447 XII| indisposta; egli restò a gironzare per via Tornabuoni; io allora 1448 XV| fenomeno d’intuizione non era giudicabile, non era forse nemmeno comprensibile. 1449 VI| consigliere! I giudici non giudicano che il fatto: le parole 1450 IV| contavo nulla nel mondo giudiziario. Ma il vero scopo della 1451 IX| poi un’altra volta osa giunger fino alla guardaroba, e 1452 Pre| letterari, e la critica giungerà presto a confortare questa 1453 IV| corsa più vertiginosa; ma giunta alla salita, invece di lanciarvisi 1454 IV| qualche brutto scherzo; e giunti dove la strada diventava 1455 XIV| dei due m’inganna? Voi vi giuocate l’esistenza, l’avvenire, 1456 VI| lago di Como.~Clara, che giuocherellava con la frangia della poltroncina, 1457 III| Anche il mio uomo avrebbe giurato che non era lui. Non spendeva 1458 XVII| avete dunque tentato di giustificarvi, gli avete chiesto perdono, 1459 IX| inchinato a questa magnifica giustificazione! Era così assorto nei suoi 1460 | gl’ 1461 III| perchè il tribunale di Como gliele ha suonate secche: si ricorda? 1462 I| i suoi minerali nessuno glieli toccava: ah no, per le pietruzze 1463 IV| porta, senza mai bere una goccia di un qualunque liquido, 1464 I| portato fuori il tavolino gocciolante, Ma quando feci per riprendere 1465 VI| tacere, lasciarvi fare, e godere intanto la vostra presenza, 1466 I| immobile come una sfinge, a godervi la mia sofferenza; e con 1467 XII| rassicurasse; io ascoltava, godeva e taceva.~– Ti farà del 1468 XIII| si contentano di meno e godono assai di più.~Quando io 1469 III| sentendo che l’invenzione era goffa, e vedendo le labbra di 1470 XII| fratello d’anima! Quanto è goffo tutto questo; che settecento 1471 VI| intorno a noi, e ci toccan del gomito e ci dànno la mano: gli 1472 XVII| pazzie. Avete un fidanzato di gomma elastica, che si piega e 1473 III| tacque: il suo cuore si gonfiava di ricordi e di lagrime. 1474 XVII| mi affannavo dietro le gonnelle d’una donna che non ha più 1475 VI| un tratto uno sciocco, un gonzo, lo zimbello di un criminale 1476 III| inabissato nell’oscurità d’un gorgo da cui ella emanasse.~– 1477 III| luna com’è bella!~Si udì il gorgogliar dell’acqua agitata dai pesci 1478 XVII| sono i più dolci, i più graditi fra quanti ci possano giungere 1479 XIV| colui, e mi assumevo di buon grado la parte di ricco ingenuo, 1480 XVII| di una spina che andasse graffiandolo e lacerandolo: un dolore 1481 XIV| ruote batterono, cadde una grandine di bestemmie e di invettive: 1482 XIV| imitando la volpe sotto i grappoli, – ti lascio dove sei, che 1483 XIV| scappare alla sua volta la gratificazione sognata.~– Via, dieci minuti; 1484 II| trovandosi a letto malato, gravemente: del resto la sua testimonianza 1485 XVII| domandai esitando.~– Gravissime, – ella confermò, sedendo 1486 IX| artiglieria!... Di questo grazioso episodio s’è riso molto 1487 III| gli occhi con l’angolo del grembiale: io udivo il singhiozzo 1488 XIV| Brian, col colonnello Percy Gresham e con altri signori.~Giacomo 1489 XVII| sempre mormorando, sempre gridando, urtando nei mobili, affannato 1490 XIV| nel suo romantico asilo, a gridargli che non v’era più speranza 1491 VI| trattenervi, debbo almeno gridarvi con tutta l’anima, con tutta 1492 XIV| di femmine!~Sentendo un groppo alla gola, di repente mi 1493 I| da piazza, una cariatide grottesca, un portamantelli, il manico 1494 I| scienza; mi divertivo alle grullerie dei giurati alle furberie 1495 IX| giovane laborioso il quale si guadagnava così faticosamente la vita!...~« 1496 XI| lagrime le scendevano per le guance pallide. – Mi ucciderò, 1497 III| quasi fino a sfiorarmi la guancia coi riccioli o con la bocca, 1498 Pre| avrebbero potuto essere guanciale sufficiente ai miei sonni 1499 XIV| larghi divani, con molti guanciali soffici; sulla tavola parecchi 1500 I| barbetta a punta, rada sulle guancie e minacciosamente ricurva