10-bronc | bruci-disag | disat-guanc | guard-mante | maras-primi | princ-scivo | scodi-tesor | tesse-zucch
            grassetto = Testo principale
     Cap.   grigio = Testo di commento

1501 XII| indomito amatore del secolo. Guardandoci negli occhi, vi leggemmo 1502 XII| lungi dalla sua fumavo, guardandola di tratto in tratto. La 1503 XIV| quattr’occhi, con voce sorda, guardandolo in viso, avrei potuto finalmente 1504 III| la villa?~Io mi voltai a guardar la villa taciturna, in fondo 1505 III| intelligente; e rimanemmo ambedue a guardarci, in silenzio, appoggiati 1506 III| Ma io ci sono arrivata, a guardarlo negli occhi: e gli ho sputato 1507 IX| strillano facilmente; la guardarobiera denunzia il fatto alla baronessa; 1508 XVII| ella ripetè dopo essersi guardata. – Avete voluto lasciarmi 1509 III| trovan dentro, non è vero?... Guardate la luna com’è bella!~Si 1510 XI| non osando uccidere, si è guardato dal difenderla contro un 1511 IV| fanciullaggini; dovetti guarir da solo, senza lusso di 1512 VI| mi fa male, e nulla può guarirlo. Devo raccogliermi per ricordare... 1513 IV| questo piccolo dialogo:~– Sei guarito? – diceva un giovane biondo 1514 VI| bianco; intorno al collo era guarnita di piume bianche fittissime, 1515 II| voluttuoso, a Firenze, m’era guasta e intorbidata da quei ricordi, 1516 I| forse rimanere a lungo, guastandone intera la serata, impedendomi 1517 XV| abilità prodigiosa nelle guerriglie della vita; e l’uomo abile 1518 IX| rotondi, come quelli del gufo, e lucentissimi: baffi scuri 1519 XVI| mormorai.~Giacomo sorrise, gustando bonariamente la facezia. 1520 VII| ossessionante: l’America! Iddio solo sa ciò ch’egli veda 1521 XVII| non già per un altissimo ideale di giustizia, ma perchè 1522 VII| diversissime in apparenza e identiche nella cieca loro indomabilità...~~ 1523 I| diversità di sostanza nell’identità della forma ci ha attratti. 1524 XIV| odio, col disprezzo più ignominioso; lo svergognerò in pubblico, 1525 V| delle lingue straniere e ignorantissima della nostra. Certo, mi 1526 XI| Ma dimmi, Clara: tu ignoravi che egli giocasse?~– Ignoravo 1527 XI| ignoravi che egli giocasse?~– Ignoravo tutto, tutto – esclamò Clara. – 1528 XII| è un particolare ch’egli ignorerà.~– Non si sa mai... – mormorò 1529 XVII| se non mi avesse scritto, ignorerei la sua partenza.~– E vi 1530 VI| estranei, anche ai passanti ignoti, l’affetto che lo legava 1531 | II 1532 | III 1533 XIII| desiderii, cominciava ad illanguidire; mi dicevo già che Clara 1534 XIII| stringerla fra le braccia, d’illudermi, di animarla per quanto 1535 XIV| salotto; un piccolo salotto illuminato a luce elettrica, disposto 1536 I| mi direte chi era quell’illustre incognito?~– Come! – esclamò 1537 XIV| era la scena che andavo imaginando; l’odio, lo sdegno, la passione, 1538 XIV| domandai distratto.~– Potete imaginarlo: il barone Lorenzo.~Svestì 1539 XIV| un’idea, poichè me l’ero imaginata così languida e stanca. 1540 III| Già, me l’imaginavo!»~– Lo imaginava e lo teneva in casa, e lo 1541 XIV| giorno fa molte visite.~– M’imagino: un uomo come lui, così 1542 V| quella sera medesima, mi imbattei nella dama di compagnia, 1543 VI| fantasmi; si condannano gli imbecilli che non dicevano nulla ma 1544 III| per me e per voi questo imbroglio? Ci pensino quelli che si 1545 XIV| lascio dove sei, – dissi, imitando la volpe sotto i grappoli, – 1546 XI| indimenticabile, mi sforzai d’imitar la donna e di ripensare 1547 I| fotografie.~Com’era facile immaginare, sulla tavola del salotto 1548 VI| No: è proibito scherzare? Immaginatevi miss Lucy se rientrando 1549 VI| ultimamente. Avete supposto, immagino, che vi andai per qualche 1550 XVII| si beve la birra. Era un immenso stuolo di femmine giovani, 1551 XIV| di un’ora; la villa era immersa in un silenzio sepolcrale, 1552 IX| pagane piangevano la compagna immolata a qualche barbarica cerimonia.~– 1553 XIV| fuoco, insieme al trattato immortale di Severino Boezio.~Il barone, 1554 III| singhiozzo profondo venir su dall’imo di quell’anima così mobile 1555 VII| va, sempre solo, senza impacci, a Milano; vi resta a lungo 1556 XVII| rotto, lacerato come un velo impacciante; ella correva al matrimonio; 1557 XII| tornò a sorridere; parve impacciata.~– Avete detto di non far 1558 XIV| e s’aiutarono a trarsi d’impaccio, osservarono i danni recatisi, 1559 XVII| si turbò d’un tratto e impallidì leggermente. A furia di 1560 XIV| accomodandomi la cravatta: e mi vidi impallidire, vidi le mie labbra serrarsi 1561 I| ultimo doveva soffrire; era impallidito, e il suo volto contratto, 1562 XI| Sii buono, finiscila, non impaurirmi ancora!~Vedendo ch’ella 1563 XII| anche domani? – chiesi, impaurito ch’ella mi sfuggisse. – 1564 VI| punch, cognac, risposi, impaziente. – Purchè codesti seccatori 1565 XVII| egli sembrava correre all’impazzata, recando seco la donna bellissima, 1566 I| guastandone intera la serata, impedendomi di parlare a donna Clara 1567 V| aspettava; ma ciò non le impedì di manifestare una candida 1568 XII| la tenerezza soverchia m’impediva di dettarle la mia volontà, 1569 XV| uomo percepiva quanto era impercettibile a uomini comuni, e ch’egli 1570 XV| di nuovo, e sono pazzie imperdonabili...~Strinsi la piccola deliziosa 1571 VI| con la loro ingiustizia, imperfetta. Bisogna lasciar questo 1572 II| via Romana, fino a Poggio Imperiale, severo e misterioso nella 1573 XII| intensità; un uomo forte e imperioso la dominava.~Io aveva, anzi, 1574 XVII| nelle sue parole, ne’ suoi impeti di passione, ne’ suoi momenti 1575 XV| Non vi chiedo come abbiate impiegato il tempo; ma una negligenza 1576 XII| parlando, mi guardava quasi per implorare un conforto, una parola 1577 XVII| accusate di questo delitto imponderabile, perchè la vigilia dell’ 1578 VI| il fatto: le parole sono imponderabili, e furono pronunziate in 1579 I| questa idea di perdervi; m’imponete una tortura spaventosa; 1580 I| dicevo a me stesso, poco importandomi che la giovane udisse il 1581 III| , a lui poco ne sarebbe importato: avrebbe pianto un po’ e 1582 XVII| sognatore. Ecco perchè egli s’è impossessato anche di Clara, mentre tu, 1583 VI| sfogo di una antipatia! Cose impossibili a provarsi; non si condannano 1584 V| signoro! Donna Clara è impossibilitato a ricevere voi. Voi sarete 1585 XIV| dallo spavento, gli avrei imposto le condizioni: rinunziare 1586 XIV| ora: la crisi scoppiava impreveduta, con la violenza d’un turbine. 1587 I| cotesta figura ad uncini impreveduti.... Lui, lui, lui, la rovina 1588 II| concordi nell’accusare lui di imprevidenza, di leggerezza, di temerità. 1589 X| commesso stupidamente, perchè imprevisto; la più volgare prudenza 1590 IX| comincia a diventar quasi imprudente, la comicità di tante precauzioni 1591 XVII| Oh no! – disse Clara, imprudentemente. – Fra pochi giorni.~– Fra 1592 VI| la folla si lancia, e gli imprudenti si scoprono, si lascian 1593 XV| non dovete più commettere imprudenze. Si rimarrebbe fino all’ 1594 VI| e che rimangono quindi impuniti, o puniti solo in parte, 1595 I| vero colpevole è rimasto impunito.~– Ma se l’accusato era 1596 I| avvocati, al cinismo degli imputati. I miei studi non sono mai 1597 XVII| innanzi a Clara, come l’imputato innanzi al giudice; e la 1598 III| del suo corpo spariva come inabissato nell’oscurità d’un gorgo 1599 XIV| gridò Giacomo, il servo inappuntabile, correndomi dietro pel giardino, – 1600 XIV| chiese il valletto rimanendo inappuntabilmente diritto, a pochi passi dalla 1601 XVII| così poco, – osservò Clara, inarcando le sopracciglia. – Se anche 1602 XVII| supremo puntò i piedi a terra, inarcò il busto; e nel divincolarsi, 1603 III| dai pesci che salivano a inargentar di raggi pallidi le squame; 1604 III| espressione di quei monti inargentati dalla luna, e del lago onduleggiante 1605 XI| contro questi sentimenti inaspettati e indomabili... Poscia, 1606 III| sorprese, non gli giunse inaspettato?~– Anzi: appena lo seppe, 1607 XIV| Stai meglio davvero? – incalzava Clara. – Non parlar più 1608 XVII| sdegnosamente, muovendosi e incamminandosi verso la soglia.~– No! – 1609 XIV| moglie, e allora, poichè sono incamminato a commettere delle bestialità, 1610 X| strangolamento lascia tracce incancellabili sul corpo della vittima, 1611 XVII| moglie....~– E chi vi ha mai incaricato di simili ricerche? – domandò 1612 XVII| per una strada difficile e incerta! E perchè? Non fu tua costei? 1613 IV| lo scarto a destra e l’incertezza dell’avvenire mi si confusero 1614 IX| il giudice istruttore s’è inchinato a questa magnifica giustificazione! 1615 XVII| attimo; mi guardai e rimasi inchiodato a quel posto.~Ero pallido, 1616 XIV| da quarantamila lire, mi inchioderei sulla poltrona! Potete figurarvelo, 1617 I| qualche volta da me, – disse incidentalmente il gentiluomo, potrò mostrarle 1618 VI| guardava col capo lievemente inclinato, non rispose, ma la stretta 1619 I| i ladri hanno la stessa inclinazione che ho io! Il barone non 1620 III| camicia e aveva i capelli incollati sulla fronte per il sudor 1621 IX| qui viene la prova morale, inconfutabile amica mia! Il barone sapeva, 1622 VI| sentito e pesato, anche inconsciamente, le persone.~Clara aveva 1623 IX| ha qualche ora di gioia incontenibile. L’America è nel suo pugno, 1624 XV| avvedermene. Salii. Per le scale incontrai Geltrude.~– Venivo da lei – 1625 XV| il caso me l’avesse fatto incontrare, non avrei forse osato parlargli, 1626 XIII| possibile.~Se mi avveniva d’incontrarla a passeggio, alle Cascine 1627 XI| lei significava il largo, incontrastato possesso d’ogni bene: egli 1628 IX| paura: alcuni che l’hanno incontrato sulla strada comunale, dichiararono 1629 XVII| solo, senza aiuti, senza incoraggiamenti, smascherare chi si nascondeva! 1630 XIV| sono desolato d’averla incoraggiata ad aspettare. Il signor 1631 XII| rimase un breve istante incorniciata in quella luce di fiamma.~– 1632 Pre| con fiducia, forse con l’incoscienza di tutti gli artisti, a 1633 XIV| innanzi a Clara, scettica e incredula... Poi, quando avessi visto 1634 XVII| scettico e indifferente, incredulo e bonario, accumulando giorni 1635 XV| però, in cui il cignale incute al cacciatore lo spavento, 1636 XI| soglia della qual camera non incuteva dunque al ladro paura 1637 IX| dimenticare: dritto, fisso, indagatore; si potevan dimenticare 1638 XIV| per giorno, con la minuta indagine la quale m’era riuscita 1639 VI| mia visita e le preziose indagini che avevo fatto; ma, come 1640 XVII| continuò Clara con un indefinibile senso di disgusto. – Poi, 1641 XIV| perchè l’imagine rimanesse indelebile sulla lastra e innanzi alla 1642 XII| rammentare, approfondire, indelebilmente nel cervello di Clara la 1643 I| farvi perdonare una tale indelicatezza, una simile mancanza di 1644 XIII| e secco come una canna d’India... E noi due, Clara ed io, 1645 VIII| labbra. Quello spavento indicava forse la mia vittoria prossima, 1646 I| che avevano espressioni indicibili. Ascoltavo le perizie, ammiravo 1647 VI| Ma se, tra la folla degli indifferenti, c’è questo scettico, egli 1648 XIII| breve tempo possibile un’indigestione spaventosa; i buongustai 1649 III| giovine in preda ad una indignazione violenta e subitanea. – 1650 XI| uscite dalla bella bocca indimenticabile, mi sforzai d’imitar la 1651 XII| poco s’era trovata libera e indipendente. In realtà, non aveva alcun 1652 XVII| morire lungi dagli occhi indiscreti, silenziosamente.~La partenza 1653 III| deliziosa, la sola bellezza indiscutibile di quel viso cupreo: una 1654 IX| dunque i carabinieri sono indispensabili; non precipitiamo: prima 1655 VI| tavola.~– Sì! ebbi una lieve indisposizione. Ora vado rimettendomi, – 1656 XII| barone: gli feci dire ch’ero indisposta; egli restò a gironzare 1657 VI| complimenti a me, e ci lascia indisturbati tutta la notte, e conduce 1658 IX| coperse il vero fine dell’individuo.~«Meglio ancora quando si 1659 XVII| avrete vinto: ma i vostri indizi sono falsi! Vi dirò di più: 1660 I| ultima udienza di un processo indiziario che appassionava in quei 1661 VI| per una dimenticanza o un indizio. Ma in certi delitti v’è 1662 XIV| ficcato così saldamente che mi indolenzii le dita senza ottenere il 1663 XVII| giuocare, che il suo vizio è indomabile. Posso darvi anche i nomi 1664 XI| sentimenti inaspettati e indomabili... Poscia, dovetti cedere: 1665 VII| identiche nella cieca loro indomabilità...~~ 1666 XII| finito per credermi il più indomito amatore del secolo. Guardandoci 1667 XIV| ella si fu allontanata, io indossai il soprabito, presi il cappello, 1668 X| e non ne lascia nessuna indosso all’assassino. Ma in quell’ 1669 XI| tolse alla mia stretta, indovinando ch’io stava per coprirle 1670 XI| esisteva? – seguitai. – Sì, è indubitabile: la solitudine della villa 1671 XII| celato in un negozio vicino, indugiando fino al ritorno di Clara.~– 1672 XVII| vi recavo sovente e mi v’indugiavo a lungo, ascoltando il cinguettìo 1673 VII| volontaria: egli non gode più l’inebbriante sensazione tattile delle 1674 XIII| la tortura era squisita e ineffabile; quell’intimità forzata, 1675 VI| fatto uccidere, sarà punito ineffabilmente... E se questo Giudice è 1676 VI| delle nostre povere anime inermi, ebbene, tanto peggio per 1677 XVII| visite a voi diventavano inesplicabili, e per ciò non ha potuto 1678 VI| pensare che egli consideri me inetto all’impresa, o consideri 1679 VI| con un Giudice supremo ed infallibile, viviamo felici: colui che 1680 VII| Spossato da quella lotta infame, costui sembra perdere anche 1681 I| barone, in casa c’era l’inferno. I maligni dicono che la 1682 XVII| carattere, facile a credere, a infiammarsi, a lasciarsi sviare, son 1683 XIV| mentre Giacomo m’aiutava a infilare il soprabito, continuai:~– 1684 XIII| l’amore che pretendeva un’infinità di cose piccole, senza avvedersi 1685 IV| la certezza acquistata m’infondeva un coraggio, una passione, 1686 XIV| molta importanza. Vogliate informarvi.~Il portiere entrò a parlare 1687 III| rimorso?~– Sarà stata un’infreddatura, – mormorai. – E che cosa 1688 XIII| degli uomini, come un alito infuocato, io mi diceva:~– In ogni 1689 XVII| il gesto, non potevano ingannarmi.~Entrata cautamente, stringeva 1690 XIV| insistette. – Sei tu, che m’inganni? sei tu, che accetti le 1691 VII| necessarie davvero, ci si ingegna da solo, ma abusando della 1692 III| bene, di certo, – ripetè ingenuamente la giovane. – E ho piacere 1693 XIV| grado la parte di ricco ingenuo, di rozzo possidente, di 1694 XVII| guardò in giro, mi vide inginocchiato presso di lei.~– Aprite! 1695 X| gettando una torva occhiata all’ingiro.~– Ma la lima si ruppe nella 1696 VI| raggiungeranno mai con la loro ingiustizia, imperfetta. Bisogna lasciar 1697 III| antropofago. Non vorrà mica ingoiarsele tutte, coteste donne!...~ 1698 XIV| desiderio: la via Romana ingombra di carri e di vetture, parve 1699 XIV| fretta?~– Non la stia ad ingrullire per così poco, – egli rispose, – 1700 XVII| aggiunse stendendo la mano inguantata.~Afferrai la piccola mano 1701 I| Donna Clara, che sentiva una inimicizia spontanea e reciproca nascere 1702 III| piacevole il barone, come sa innamorar le donne, come le circonda, 1703 XVII| visite in casa vostra erano innocenti...~– Ma quest’uomo, pochi 1704 VII| sembra comica o almeno, innocua: egli ha una collezione 1705 I| delinquenti celebri; uno studio innocuo, non tema. Andavo ad assistere 1706 I| festosità; e rassicurato, mi inoltrai, andando a riprendere il 1707 VI| in abito nero. Sorrideva, inoltrandosi. Andò presso Clara, le baciò 1708 XVII| ella domandò senza inoltrare.~Sulla tavola stavano due 1709 I| siete diventato?~Donna Clara inoltrò, lanciandomi uno sguardo 1710 XVI| per Clara, un avvenimento inopinato come il viaggio del barone. 1711 VII| scuri per nascondere la luce inquieta e sinistra dello sguardo... 1712 XII| maschera o uomo dal rostro inquietante!~E seguitai a parlare, avviandomi 1713 XV| vada presto: la signora è inquietissima.~– Ah, m’ero dimenticato! 1714 XVII| mentre il barone mi guardava inquieto e mi diressi a lui con ambo 1715 VII| svelare a Clara questa piaga insanabile. Si ripiega e attende.... 1716 XI| profonderne gli averi per la sua insaziabile passione del giuoco...~Mentr’ 1717 XII| cupa e veemente di passioni insaziabili.~Vidi giungere Clara; la 1718 X| la più volgare prudenza insegna a non effondere sangue: 1719 I| ordine cavalleresco fosse insignito il commendatore del Don 1720 IX| nella stanza. La signora insiste perchè la perquisizione 1721 V| Temetti d’essere stato insolente e d’avere scatenato lo sdegno 1722 VI| stento dall’urlargli un’insolenza.~Egli si ritirò sorridente 1723 I| singolare; e la nervosità insolita di donna Clara mi distraeva 1724 VIII| Lucy: e aggiunse con voce insolitamente gaia: – Molto bella, la 1725 XIII| innamorati sono sciocchi e insopportabili; in tutta la loro maniera 1726 XII| della notte poteva anche insospettirlo: la vostra visita, oggi, 1727 IX| enormi di lunghezza e sempre instabili... Quando lo conducevano 1728 XIV| invettive: sempre bestemmiando e insultandosi, i due uomini scesero e 1729 I| Insomma, non vi permetto di insultare un assente, di giudicare 1730 XIV| fantastico, divertendomi ad insultarlo con le più sanguinose espressioni 1731 XVII| chiudermi la bocca. – Non insultate chi non può rispondervi!~– 1732 XVI| coraggio. Non mi avrà mica insultato...~– Oh! – disse il servo, 1733 I| sdegnosa, le donne sono insuperabili.~~ 1734 I| di lagrime rattenute, ero insuperabilmente ridicolo. E subito dal cuore 1735 I| spirito beffardo avesse potuto intaccargli e sgretolargli le pietruzze 1736 VII| Boldrella aveva celato , per intascare i quattrini della nuova 1737 XV| Dieu protège le baron. Se l’intendano tra loro: io sono vinto!»~ 1738 VII| non ruba più al barone, intendiamoci; ruba alla baronessa... 1739 XII| altrui, e le riviveva con intensità; un uomo forte e imperioso 1740 XVII| sposarlo? È riuscito nel suo intento? Ieri l’altro è stato da 1741 VI| dirmi che comprendete le mie intenzioni e che mi sapete animato 1742 VII| barone stette in casa e passò intere giornate in biblioteca; 1743 VI| e che il tuo avvenire mi interessa più che la vita?~La donna 1744 I| quale mi sono vivamente interessato, tre anni or sono, a Como, 1745 XIV| carri e di vetture, parve interminabile; il cavallo scivolava ad 1746 IX| ormai!~Non potei vincere un interno moto di gioia: comunque 1747 XII| occhi di lei come stava intero innanzi agli occhi della 1748 XVII| fervidi, e voglia rendersene interprete anche presso donna Clara.~ 1749 XVII| vero: le persone che io interrogai erano ben lungi dal supporre 1750 XVII| casa sua, qui e sul lago, a interrogare i servi e le servecontinuò 1751 III| malato davvero e dovettero interrogarlo in casa, senza farlo venire 1752 VII| e sa; una persona da me interrogata, attesta che i coniugi si 1753 IX| roba sottratta!... Nel suo interrogatorio ha detto che dell’episodio 1754 III| disabitata da tre anni, interrogavo la moglie del massaio. Era 1755 XVII| fatto il furbo, dunque? – interrogò Clara, con una nuova intonazione 1756 XII| per ciò non ho temuto d’interrompere qualche visita più divertente.~– 1757 VI| raccogliermi per ricordare... Non interrompermi.~Liberandomi dalle mani 1758 VIII| dunque, – riprese. – Non ti interromperò, lo prometto. Ho bisogno 1759 XIV| un silenzio sepolcrale, interrotto solo dal ticchettio esasperante 1760 IX| subito, all’improvviso, senza intervento dell’autorità; il barone 1761 VII| cui si svolgono le idee intime e si maturano i disegni, 1762 XVII| servi e le serve, – mormorai intimidito. – Certo, ho interrogato 1763 XIII| Lentamente, la cosa divenne intollerabile.~Un giorno o l’altro non 1764 XVII| sarcasmo, la quale mi pungeva intollerabilmente, – di grazia, che cosa avete 1765 XIV| tavola parecchi romanzi, intonsi; a una parete, dall’alto 1766 XIV| italiane più note, esso pure intonso. Che lettore assiduo, quel 1767 IV| giorno che, ancor debole e intontito, passeggiavo alle Cascine, 1768 II| Firenze, m’era guasta e intorbidata da quei ricordi, dal presentimento 1769 XVII| tranquillo, lontano dagli intrighi, io, come tutti gli altri, 1770 XVII| rompeva in mano le fila dell’intrigo; ritornando egli fra pochi 1771 II| partito per Milano; il ladro, introdottosi nella camera da letto della 1772 XVII| voce quasi sibilante. – Vi introducete in casa altrui per frugar 1773 VII| quattrini della nuova compera e introdurre in casa dei sacchi colmi 1774 IX| Da quel varco, egli può introdursi in casa: la sera va a coricarsi 1775 VII| tradimento, e accusa un nemico introvabile, che gli avrebbe giuocato 1776 XIV| barone, – disse il servo intuendo, ancora con soverchia rapidità 1777 VI| impossibile trovar la prova? Tu intuisci, se non sai per esperienza, 1778 XI| nemmeno l’accuso d’aver intuito sicuramente ciò che stava 1779 XIV| col barone. Il buon uomo intuiva, con soverchia rapidità 1780 I| periti non disgiunta dalla inutilità assoluta della loro scienza; 1781 XVII| le ombre cominciavano ad invadere la camera, mi colse ancora 1782 XVII| di quella donna uccisa e invendicata? È la donna viva e piena 1783 I| uccideva per rubare...~– State inventando un romanzo? – interruppe 1784 XVII| gente traete il tema per inventar dei romanzi a me!~Un colpo 1785 XIV| qualunque avvenire? Sei tu che inventi i romanzi e mi laceri il 1786 VII| perdere anche le abitudini più inveterate; non corre più a Milano, 1787 XIV| grandine di bestemmie e di invettive: sempre bestemmiando e insultandosi, 1788 VI| quale scopo?... Che fantasia invidiabile, la vostra, povero amico!~– 1789 I| Siete peggio d’una femmina invidiosa, questa sera. Il barone 1790 XVII| una bava sottile. Furiosa, inviperita, fremebonda, pareva più 1791 XII| barone seguitava ad essere invisibile; tornai con una carrozza 1792 XI| come mi sorride, come m’invita?... Io sono il pedaggio; 1793 I| ha detto egli medesimo, invitandovi a veder la sua collezione. 1794 III| comprendere la natura di quell’invito, il quale poteva essere, 1795 XIV| fischiare e schioccare la frusta invitta.~– Giuocano a quei ridicoli 1796 II| II.~ ~La rievocazione involontaria di quel maledetto processo 1797 III| disperazione. Diedi uno sguardo involontario alla villa, circondata dal 1798 I| un’altra tazza di , la inzuccherai e mi occupai a scioglier 1799 X| meglio; il sangue gli aveva inzuppato l’abito, la camicia, il 1800 XII| tuo paziente edificio d’ipocrisia e di menzogna: ti ho tolta 1801 VI| stare in piedi.~– Sempre ironico! – ella disse, stringendo 1802 XII| tutto questo; che settecento irrancidito, che smorfiette isteriche!...~– 1803 I| non se ne hanno le prove irrefutabili. Siete peggio d’una femmina 1804 I| spedito a cercare un albo irreperibile...~– Vi ho salvato, ho salvato 1805 XVII| padrona di casa, bruna, snella irrequieta, mi piaceva molto, cosicchè 1806 XII| la tua affezione casta m’irrita. Non mi ami, ma mi vuoi 1807 I| sentendo che cominciavo ad irritarmi e che per uscire da quella 1808 XII| conseguenze più dolorose. Io lo irrito, lo esaspero, ed egli non 1809 I| passerete all’albergo per iscusarvi?~– Ci penserò, – dissi alzandomi 1810 V| Ma io ho, per le vocali isolate, un certo qual disdegno, 1811 III| senza curarsene, in un paese isolato, con un ladro in casa? Ma 1812 XIV| bontà di rivolgersi per ispiegarmi l’accaduto e farsi dar ragione.~– 1813 XVII| che il barone Lorenzo le ispirava, ed era venuta per difenderlo 1814 XIV| donna le cui sofferenze m’ispiravano una tenera pietà.~Nel mentre 1815 XII| irrancidito, che smorfiette isteriche!...~– Eppure – susurrò Clara – 1816 VI| era cercato, attorniato, istigato. L’uno finisce all’ergastolo; 1817 VI| sconosciuti? Vi sono degli istigatori, i quali per anni coltivano 1818 IX| galantuomo, ha l’antipatia istintiva per i mascalzoni, non gli 1819 VI| parlo per te, parlo per istrapparti a quelle mani, all’orrore 1820 I| raccolta, ed ella potrà istruirmi con i suoi schiarimenti.~ 1821 IX| dimenticato, e il giudice istruttore s’è inchinato a questa magnifica 1822 XVII| tutta quella stupenda plaga italiana, e recavano con mille 1823 XIV| fascicolo delle riviste italiane più note, esso pure intonso. 1824 XIV| espressioni del vocabolario italiano... Ah, lo tenevo in pugno, 1825 | IV 1826 | IX 1827 XIV| convenienti, si sarebbe chiamato Jack o James; ma per me era Giacomo, 1828 XIV| sarebbe chiamato Jack o James; ma per me era Giacomo, 1829 XI| conosce Montecarlo, e la Jetée di Nizza, e il Casino di 1830 XII| della mia visita.~– Repetita juvant. Un colloquio fino a tarda 1831 VI| ad una ad una. – Cognac, Kümmel, Arak, Benedectine, Cherry-Brandy, 1832 Pre| buona fede.~ ~Roma, 1902.~L. Z.~~ 1833 VIII| conduceva per mano attraverso il laberinto d’anime oscure...~– Se ti 1834 XIII| soverchiato l’opera diuturna e laboriosa della ragione. La riamavo 1835 IX| non è sorto per il giovane laborioso il quale si guadagnava così 1836 XVII| che andasse graffiandolo e lacerandolo: un dolore fisico spaventoso. 1837 XVII| sempre, Clara l’aveva rotto, lacerato come un velo impacciante; 1838 XIV| che inventi i romanzi e mi laceri il cuore, per il gusto di 1839 XVII| risata così stridula, che lacerò le orecchie a me pel primo. – 1840 XII| nei dubbii, trovar delle lacune in quanto le avevo narrato, 1841 IX| fantastici! Per acciuffare il ladruncolo, gli abbisogna una legione 1842 IX| cerca in tasca, trova una lama acuminata, la vibra nell’ 1843 III| dispetto alla signora, che si lamentava sempre. Non andavano bene 1844 VII| non ha orecchie pe’ suoi lamenti? È impossibile ottener nulla; 1845 XVII| alzarmi per accendere la lampada.~Forse non ne avrei fatto 1846 I| stupendamente ai riflessi delle lampadine elettriche; ma quasi avesse 1847 XIV| arricchito scomparve, e mi lampeggiarono gli occhi. Era lui! Ancora 1848 VI| suggerisce: e la folla si lancia, e gli imprudenti si scoprono, 1849 I| diventato?~Donna Clara inoltrò, lanciandomi uno sguardo severo. Io le 1850 XII| coi pari tuoi, quando si lanciano nel vuoto... Ho distrutto 1851 IV| giunta alla salita, invece di lanciarvisi e di spossarvisi, fece uno 1852 I| colpo di pirite: la pirite lanciata con mano energica produce 1853 I| ricurve; egli era un uomo che lanciato nello spazio, avrebbe trovato 1854 I| mi distraeva sovente. Le lanciavo delle occhiate, per capirne 1855 IV| percorrere un metro dell’erta, ci lanciò ambedue, lunghi quanto eravamo, 1856 XIV| me l’ero imaginata così languida e stanca. Andai scrutando 1857 XIV| nascosto ed intimo, il volto languido e stanco della povera baronessa 1858 III| riprese. – Abbiamo delle lanterne a vento, per giardino, che 1859 Pre| quali l’Arte e l’Italia son larghe dispensiere, m’è rimasto 1860 XIV| dietro pel giardino, – mi lasci il suo indirizzo. Ci penso 1861 VI| Oh! – esclamò miss; lasciandoci in dubbio sul significato 1862 XIV| umido di nebbia. E fuggivo, lasciandola innanzi al fuoco, insieme 1863 XIII| molto, pur dominandosi e non lasciandosi mai spazientire. Ella, dal 1864 III| improvvisamente.~La malinconia di lasciare quell’anima ignara, che 1865 III| Oh faceva benissimo, a lasciarla qui sola d’inverno, lei 1866 XVII| credere, a infiammarsi, a lasciarsi sviare, son rimasta vittima 1867 XII| amante: faglielo credere. Non lasciarti prendere da tenerezze ridicole.~ 1868 XVII| sì, vi perdono, purchè mi lasciate andare, purchè la finiamo.~ 1869 XVII| indegna di voi e di me? Lasciatelo in pace.~– Va bene: lo lascerò 1870 VI| mormorai quasi piangendo. – Non lasciatevi prendere da questa allegria 1871 III| che campo... Ah, se ce lo lasciavano a noi, le assicuro che non 1872 XIII| finirla era venuto; non mi lasciavo sfuggir qualche piccola 1873 XIV| rimanesse indelebile sulla lastra e innanzi alla mente del 1874 XIV| un angolo della finestra laterale, era un vaso di maiolica 1875 XIII| consolatione philosophiae» in latino, senza capirne una saetta.~– 1876 VII| tutti, alla luce del sole e lavorano nell’ombra. La sua anima 1877 Pre| interamente un pensiero, ho lavorato con fiducia, forse con l’ 1878 III| così attento al servizio, lavorava tanto di gusto. Anche il 1879 XVII| ora della vostra vita, il lavorìo per salvarvi da un passo 1880 XIV| la sola che io mi faccia lecito... Devo prender moglie, 1881 VI| conquistata e fatta sua e legata a per tutta la vita! 1882 VI| ignoti, l’affetto che lo legava all’estinto. Il superstite 1883 XII| Guardandoci negli occhi, vi leggemmo lo stesso pensiero, ed io 1884 XV| che è la caratteristica leggendaria della selvaggina.~– Son 1885 XVI| soprabito grigio, e con un leggero difetto di pronunzia...~– 1886 XIII| i romanzi, la trovai che leggeva «De consolatione philosophiae» 1887 XVII| sentii straordinariamente leggiera.~– Ah, tu lo ami? – dissi 1888 IX| ladruncolo, gli abbisogna una legione di carabinieri, un esercito; 1889 IX| con discrezione un po’ di legna nel granaio; poi un’altra 1890 VII| la spesa del fabbro, del legnaiuolo, del maniscalco, ai quali 1891 XVII| stringeva nella mano destra il lembo della portiera e si guardava 1892 IX| riprendendo il racconto con nuova lena – abbiamo due fatti quasi 1893 I| tutti e tre si beveva a lenti sorsi un dorato, guardando 1894 XII| viscida e tu lo temi come un leone furibondo. Siediti, va! 1895 IX| arrischiava, con un coraggio leonino... la vita di sua moglie! 1896 XIII| casa mia, a leggere. Quanto lesse, quella disgraziata, in 1897 XIV| trasportava non correva lesta abbastanza per il mio desiderio: 1898 IX| lascia scivolar dal letto, e lestamente cerca di uscire per chiudere 1899 Pre| la serie dei miei lavori letterari, e la critica giungerà presto 1900 Pre| So che, ritornando alla letteratura, ho fatto male. Un autore 1901 IX| affaccendato a smuovere la lettiera con nuova paglia. Chi sa 1902 XIV| esso pure intonso. Che lettore assiduo, quel barone! Ma 1903 IV| creare pel sollazzo dei lettori d’appendice. Avevo fatto 1904 VI| che una mano assassina si levasse sul capo dell’adorato; ma 1905 III| signora!~Anastasia s’era levata improvvisamente, con gli 1906 XVII| fatti altrui, e la dura lezione mi sta benissimo. Del resto, 1907 VI| ricordare... Non interrompermi.~Liberandomi dalle mani di Clara, che 1908 XI| anche me. – Non te ne puoi liberare; è impossibile dirgli ciò 1909 XI| esclamò la donna, – ma saprò liberarmene!~– Ed egli sopporterà qualunque 1910 XIII| quei giorni cercando di liberarmi. V’ero quasi giunto: l’amore 1911 VIII| nel silenzio.~– Ora, siamo liberi, fino all’alba, se occorre, – 1912 XI| chi volevi darti tu?~Clara liberò la mano bruscamente e si 1913 I| scaffaletti, sui tavolini, in libreria, bonariamente, quietamente, 1914 I| ricordo del mio professore di liceo, al quale ero vivamente 1915 XVII| snelle, magre, paffute, liete, tristi, eleganti, dimesse, 1916 XIV| fuori, – disse il servo con lievissimo accento di trionfo. – Non 1917 XIII| diventato verde come un limone acerbo, e secco come una 1918 II| dal quale mi tornavano ora limpidamente, a mano a mano, e andavo 1919 XI| dei grandi occhi grigi e limpidi era sincero. Mi levai quasi 1920 XV| alcuna nell’opera mia, limpidità di pensiero. Dopo le dieci, 1921 V| in quel momento, in quel linguaggio che non rispettava nemmeno 1922 V| donna peritissima delle lingue straniere e ignorantissima 1923 VI| pure quella raccolta di liquidi e di commestibili.~– Donna 1924 IV| una goccia di un qualunque liquido, pur facendo la caricatura 1925 I| rapidamente cosparsa dal mordace liquore; ma senza curarmene, guardai 1926 IV| addossato alla porta d’una liquoreria elegante e avevo intorno 1927 VI| diciamo sciocchezze.~– Quanti liquori! – osservai, guardando le 1928 XIV| broncio tra di noi, forse una lite seria ed irreparabile.~Avvenne, 1929 III| odio; dal busto in su, era livida per un raggio di luna, e 1930 Pre| mondo dieci persone per lodarlo e dieci per condannarlo, 1931 XIV| mesi prima.~Nulla di più logico e naturale. Tre mesi addietro, 1932 IX| a sinistra il barone si logorava l’anima a escogitar espedienti 1933 III| avevo perduta; queste cose lontane e vicine, sottili e volgari, 1934 XIV| tua raccolta, o caricatura losca di pedante!...~E stendevo 1935 VI| vita, l’anima e il corpo al losco uomo che ero riuscito a 1936 XVII| nuovo fra Clara e lui, e lottar di nuovo contro la donna 1937 XIV| messo in testa?... Vuol lottare con me, a viso aperto, cotesto 1938 XI| i capelli.~– Bada: è un lottatore formidabile. Conosce tutte 1939 XVII| avvicinarsi.~Avvinghiati così, lottavamo presso la tavola, accanitamente.~– 1940 IX| abbigliamento, fra mille ninnoli, luccica un anello dimenticatovi 1941 I| testa bionda, tutta d’oro, luccicava stupendamente ai riflessi 1942 XVI| umide, e le siepi di bosso luccicavano. Sul davanti della casa 1943 IX| come quelli del gufo, e lucentissimi: baffi scuri che gli celavan 1944 XVII| lei; il volto dell’uomo luceva di tanta gioia, che sembrava 1945 III| l’intelligenza pronta e lucida di chi ama.~Anastasia chinò 1946 I| dovevo avere, e con gli occhi lucidi di lagrime rattenute, ero 1947 VI| esprimere a me stesso con lucidità quell’intricato viluppo 1948 XII| che chiuda? Accenderò il lume.~– No: mi fa melanconia, – 1949 IX| dimenticare le sue mani, enormi di lunghezza e sempre instabili... Quando 1950 XVII| quel giorno io sia rimasto lunghissime ore sdraiato sopra un divano, 1951 I| tal pratica di tempi e di luoghi, che era facile comprendere 1952 VI| parerlo con un risultato assai lusinghiero. Egli sa che dopo un amore 1953 XVII| camera e rimanere solo a macerarmi di rabbia. Credo che quel 1954 XIV| colla pezzuola la fronte madida, e susurrando, e accarezzandomi, 1955 III| senza luce, muori senza madre, muori senza moglie, muori 1956 III| forse docile orecchio ai madrigali stentati del barone.~– Non 1957 I| studiato il gesto largo e maestoso per dirgli: «Andiamo a spasso» 1958 IX| colpo decisivo, il colpo maestro sarà compiuto. Il Boldrella 1959 II| E procedendo giù per via Maggio, per la deserta via Romana, 1960 XVII| solo tu sei preso da così magnanimo sdegno pel misterioso delitto, 1961 VI| intanto ordina funerali magnifici, i quali attestino anche 1962 XVII| brune, piccoline, snelle, magre, paffute, liete, tristi, 1963 III| abbiamo qui una razza di maiali che gli assomiglia: quando 1964 XIV| laterale, era un vaso di maiolica azzurra, snello, riboccante 1965 XVII| più forte di te. Miser chi mal oprando si confida, ha scritto 1966 II| rievocazione involontaria di quel maledetto processo di Como aveva servito 1967 VI| non è se non la creatura malefica foggiata dall’opera diuturna 1968 XVII| era un poeta, e se tutti i malefici occulti dovessero un giorno 1969 XVII| infinita indulgenza per tutti i maleficii occulti e palesi.~Il barone 1970 XI| Milano, e d’una Villa in Val Malenco. Sfumate come la nebbia, 1971 XV| rassicurarvi dissi con voce malferma. – Sto bene, ho un appetito 1972 III| contro la mia esclamazione maligna. Le diedi un’occhiata, così, 1973 I| casa c’era l’inferno. I maligni dicono che la raccolta dei 1974 III| rivolsi improvvisamente.~La malinconia di lasciare quell’anima 1975 I| parve di rivedere quella malinconica testa lunga dal naso rostrato.~– 1976 XIV| Non è lui! – disse poscia malinconicamente.~– Come lo sapete?~– Se 1977 XIII| traccia di quella graziosa malizia, di quella elegante filosofia 1978 XI| sono di marmo, – ella disse maliziosamente, – questo non ti fa male...~ 1979 XII| dissimulò a stento un sorrisetto malizioso. In realtà, continuando 1980 XVII| finalmente il premio della sua malvagità astuta e taciturna.~Se il 1981 VI| Non ha nulla da dire, mancano le prove; il mondo, la stampa, 1982 I| indelicatezza, una simile mancanza di tatto. E ora vi basta? 1983 III| maresciallo, e si sentiva mancare la terra sotto i piedi, 1984 XV| Sono più di sei ore che mancate da casa vostra; appena io 1985 III| attenti, che non sarebbe mancato più nulla...~– E intanto 1986 III| la baronessa diceva che mancava la roba, il barone diceva 1987 XVII| Sentii che le forze le mancavano a poco a poco e ch’ella 1988 VI| sarà troppo fiducioso, o mancherà di acuzie psicologica, o 1989 XIV| venir da me questa sera; mandami un biglietto, perchè io 1990 XVII| volsi e chiusi la porta a mandata doppia.~– Oh! – disse la 1991 XV| una riga, l’aspettavo; ho mandato da voi tre volte; nessuno 1992 XVII| a me, con gli occhi che mandavan fiamme, con le labbra umettate 1993 XIV| ti offendi, cara, se ti mando via? Sono così stanco!...~– 1994 VI| altri tempi Clara ed io mangiavamo ad uno ad uno, insieme, 1995 XII| istintivamente la gonna e le maniche.~Si levò, si mise dentro 1996 I| grottesca, un portamantelli, il manico di un ombrellino...~– Vi 1997 XIV| d’antico lignaggio o di maniere convenienti, si sarebbe 1998 V| ma ciò non le impedì di manifestare una candida meraviglia per 1999 VII| fabbro, del legnaiuolo, del maniscalco, ai quali appena un terzo 2000 XVII| volte: ora voglio che tu mantenga la tua promessa.~E allungando


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