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Luciano Zuccoli Il maleficio occulto Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
grassetto = Testo principale Cap. grigio = Testo di commento
2501 XIII| senza avvedersi che la cosa principale, il possesso della donna, 2502 XI| le possibilità, se non le probabilità, del fatto...~Mi rivolsi 2503 IV| preso una febbre reumatica, probabilmente in riva al lago; cosa, la 2504 IV| vidi che quel nero, quasi procace, e l’oro rutilante della 2505 XVII| eleganti, dimesse, timidette, procaci; ve n’eran di tutti i paesi, 2506 II| quello sciocco matrimonio.~E procedendo giù per via Maggio, per 2507 XVII| la monca giustizia umana procedesse per la sua via; hai alzato 2508 XVII| sentivo stanco, irritato, proclive ad abbandonar tutto, per 2509 XIII| innamorati non pensano che a procurarsi nel più breve tempo possibile 2510 VII| che studiava tanto e non produceva mai nulla!~«E vivendo così, 2511 XIII| resistito a quelle sue devote profferte e me la sarei presa, morta, 2512 I| qual ragione, mi dispiaceva profondamente.~Donna Clara, durante la 2513 XI| possederla come uomo, e profonderne gli averi per la sua insaziabile 2514 XIV| rispose Giacomo con una certa profondità di vedute psicologiche. – 2515 III| io udivo il singhiozzo profondo venir su dall’imo di quell’ 2516 XII| abbia ancora nelle carni il profumo di alcova.... Oh imbecille! 2517 VI| teatro per questo?~– No: è proibito scherzare? Immaginatevi 2518 IV| senza lusso di convalescenze prolungate a bella posta, in qualche 2519 IX| anche il barone si scuote; promette di chiamare i carabinieri, 2520 XIII| non sapeva fingere, non mi prometteva un entusiasmo straordinario, 2521 XIII| vederla sposa ad un altro e mi promettevo di non turbare la sua nuova 2522 VI| intelligenza, di spirito fine, di prontezza, è divenuto ad un tratto 2523 I| questa parola? Non possono pronunciarla le vostre labbra?...~D’un 2524 XVII| le labbra della giovane pronunciarono con un’espressione di sarcastico 2525 VI| imponderabili, e furono pronunziate in momenti nei quali nessuno 2526 VI| Maraschino, Val d’Elsa. Vi propongo di ubbriacarci.~– Ma siete 2527 XIII| avventura, con l’onesto proposito di meglio dimenticar la 2528 | propri 2529 XIV| portiere entrò a parlare col proprietario, e un istante appresso tornava.~– 2530 I| incontravo il suo sguardo prorompente diritto dai grandi occhi 2531 XVI| qualche onda di gioia doveva proromper nella casa con le onde di 2532 XI| sentiva dal cuore salire e prorompere un’ira, una gelosia, un 2533 XII| gesto di paura.~– Mio Dio, – proruppe. – A questo non avevo pensato! 2534 VIII| indicava forse la mia vittoria prossima, la sua salvezza.~– Bevi, – 2535 VI| antivedere o di sospettare il prossimo. Il compianto generale segue 2536 XV| conierei una medaglia: Dieu protège le baron. Se l’intendano 2537 I| levando la mano in segno di protesta solenne. – Come non fosse 2538 III| parola tra quel torrente di proteste. – Alla fin fine, anch’egli 2539 VII| il tintinnio dell’oro, di provar l’emozione spasmodica che 2540 VI| antipatia! Cose impossibili a provarsi; non si condannano i fantasmi; 2541 XVII| ricominciato a giuocare; provatemi il contrario, se vi riesce... 2542 XVII| chiesta che cosa voi mi aveste provato: nulla! Nulla, capite? – 2543 I| io vada in casa altrui a provocare un uomo che non mi ha fatto 2544 I| sincero.~– Non andrete a provocarlo!~– Amica mia, che cosa pensate 2545 XII| uomo geloso mi avrebbe già provocato.~Clara depose il libro vivamente 2546 I| studiavo d’essere assai prudente, senza mai affermar nulla, 2547 I| interlocutore non fosse anche un psichiatra; il dilettantismo non ha 2548 XI| giuocatore, capisci? Ha la psicologia del giuocatore, ed ha giuocato 2549 VI| fiducioso, o mancherà di acuzie psicologica, o avrà troppa buona fede: 2550 XIV| certa profondità di vedute psicologiche. – Ma davanti a quei signori, 2551 Pre| termine il presente lavoro e pubblicarlo dapprima in appendice della 2552 Pre| Dopo Roberta, romanzo pubblicato nel 1897 a Milano ed oggi 2553 XV| entrai in tutti i ritrovi pubblici, nelle trattorie, nei teatri, 2554 XIV| con delle fantasticherie puerili. Uno di voi due, mente... 2555 XII| invenzioni, che piccinerie, che puerilità! Se mi uccidono, sarai disperata 2556 XVII| di sarcasmo, la quale mi pungeva intollerabilmente, – di 2557 IV| un sacco di frustate per punirla. La cavalla si precipita 2558 III| trionfo, e la colpa sarà punita...»~– State fresca, – dissi, 2559 VI| rimangono quindi impuniti, o puniti solo in parte, o affatto 2560 XVII| colpevole era sfuggito alla punizione, tanto peggio per i giudici 2561 I| donna Clara, – osservai, puntando io pure il dito contro la 2562 II| sonnacchioso appariva tutto punteggiato dei riflessi dei fanali; 2563 XVII| ebbe uno sforzo supremo puntò i piedi a terra, inarcò 2564 VI| commettere; ma essi sono uomini puri, che si fidano, e nessuno 2565 VI| buono, che il mio amore si purifichi in questa lotta disperata 2566 IV| ridda, vi fecero un tal putiferio, che mi coricai con la febbre 2567 I| a ripulire qui... C’è un puzzo di cognac....~Andai a sedermi 2568 III| a vendere, case, mobili, quadri, terre qui, terre in Valtellina, 2569 | quand’ 2570 | quant’ 2571 | Quanta 2572 XIII| allusione all’amore rinato, quasichè ella avesse voluto compensarmi 2573 | quegli 2574 XVII| tutte le miserabili loro querimonie, della loro invidia, del 2575 XVII| sospetti; ecco il nodo della questione, ecco ciò che dovete ammettere. 2576 Pre| sufficiente ai miei sonni quieti forse, ripubblicandola e 2577 IX| alcun carabiniere; tutto quieto, monotono e triste come 2578 I| sulle quali posava forse quotidianamente il naso ricurvo.~– Del resto, – 2579 Pre| dirigere un giornale politico quotidiano, vi rimasi dal 1898 al 1900, 2580 XVII| correre l’acqua per la china, rabbrividendo per non so quale orgoglio 2581 XI| ancora!~Vedendo ch’ella rabbrividiva di freddo o di terrore, 2582 VII| ignota, col suo tergo a rabeschi senza significato... Perchè 2583 I| servi. Il barone seguitava a raccoglier ciottoli colorati, e l’altro 2584 VI| nulla può guarirlo. Devo raccogliermi per ricordare... Non interrompermi.~ 2585 I| cotesto uomo nullo, cotesto raccoglitore di ciottoli variopinti, 2586 XI| mani, guardando nel vuoto, raccolsi il pensiero, mentre Clara 2587 XVII| agito, ha fatto agire, ha raccolto il frutto delle male azioni, 2588 IX| le persone di servizio e raccomanda alla baronessa di vigilare 2589 IX| cerimonia.~– Ho fatto male a raccontarti tutto? – domandai sottovoce, 2590 VI| Credete che io sia venuto a raccontarvi un’avventura? Se non ci 2591 VI| roba da romanzo... Suvvia, raccontatemi, perchè ciò mi diverte. 2592 XIV| calmati. Riposa un poco; ti racconterò poi tutto! Come soffri, 2593 I| con la barbetta a punta, rada sulle guancie e minacciosamente 2594 XVII| candelabri, che accendevo di rado, quando mi vestivo per qualche 2595 XII| va! Non commettere altre ragazzate. Sei qui: rimani, egli deve 2596 III| penso sempre come le belle ragazze... Dunque, – ripresi d’un 2597 XII| incontro per le scale, come un ragazzo.~– Nulla; son venuta a trovarvi, – 2598 III| salivano a inargentar di raggi pallidi le squame; e Anastasia 2599 XVII| cordiale, il volto dell’uomo raggiò di piacere, di gioia; e 2600 VI| mano: gli uomini non li raggiungeranno mai con la loro ingiustizia, 2601 VI| ancora una parola ed io raggiungo il barone in carrozza.~Io 2602 I| dilettante. Donna Clara mi raggiunse e sedette sul largo divano, 2603 IV| mia inchiesta era ormai raggiunto: io avevo bisogno di essere 2604 XII| casa mia?~– La gelosia non ragiona.~Io mi misi a ridere.~– 2605 XII| annoiarla con qualche frase di rammarico.~Ella tornò a sedere e cominciò 2606 Pre| conoscon bene ed ancor oggi rammentano. Solo a Roma, nell’autunno 2607 XII| della vittoria: ripetere, rammentare, approfondire, indelebilmente 2608 V| della stantia fanciulla. Una rampogna in quel momento, in quel 2609 XI| un’ira, una gelosia, un rancore selvaggio; e in silenzio 2610 I| che seduto così, o meglio rannicchiato sopra uno sgabello piccolino, 2611 IX| gridare! – dice come in un rantolo, non gridare o sei morta!» 2612 XV| col fiuto dell’animale rapace; e non s’era fatto vivo, 2613 XII| carrozza che si allontanava rapida e voltava per via Tornabuoni.~– 2614 XVII| felice passarmi rasente, rapidissima, al trotto di due splendidi 2615 I| lui quello che me la vuol rapire; cotesto uomo nullo, cotesto 2616 XI| costringerla a meditare, per rapirle una idea...~– Ci penserò, – 2617 III| circonda, le accarezza, le rapisce? Io non la conosco, questa 2618 XIV| ad accusarmi di avergli rapito la sua donna!... Egli vi 2619 XVII| fatto d’esser giuocatore rappresenta per voi il motivo riposto 2620 IX| quell’oro e quelle pietre rappresentano una somma favolosa, forse 2621 III| Dopo tutto, che cosa può rappresentare per me e per voi questo 2622 XI| pel momento la fortuna era rappresentata dal delitto... d’un altro! 2623 XII| con la sincerità crudele e rara ch’ella metteva in tutte 2624 VI| che mi abbia amato come raramente si ama, per lasciarvi ancora 2625 XVII| la coppia felice passarmi rasente, rapidissima, al trotto 2626 IV| alle Cascine, una carrozza rasentò la mia, e vi scorsi Clara, 2627 XIII| avesse voluto compensarmi e rassicurarmi; tutto questo aveva soverchiato 2628 XII| conforto, una parola che la rassicurasse; io ascoltava, godeva e 2629 XV| rassicurarvi.~– Ma non mi rassicurate punto, con cotesto viso, 2630 XIV| dapprima mi sembrò ch’ella rassomigliasse alla villa del barone, sul 2631 I| occhi lucidi di lagrime rattenute, ero insuperabilmente ridicolo. 2632 VII| supporre ch’egli si sia ravveduto, oggi, per miracolo, senza 2633 XI| giovane, levandosi in piedi e ravviandosi i capelli.~– Bada: è un 2634 XVII| vivere finalmente una vita reale, senza utopie e senza apostolati.~ 2635 IV| giunto a Firenze, fu perchè realmente non contavo nulla nel mondo 2636 XVII| vostra.~Io mi alzai e le recai uno specchio.~– È una piccola 2637 XVII| sembrava correre all’impazzata, recando seco la donna bellissima, 2638 XIV| Ella diceva queste cose, recandomi un bicchiere alle labbra 2639 IX| socchiuse: alla sera non le recano il tè, come di solito: la 2640 VI| che tuttavia è impossibile recare innanzi a una corte di giustizia 2641 VI| e voi pure non potreste recarne una sola, non avreste che 2642 XIV| sette, per mutarsi d’abito e recarsi a pranzo.~– Dove pranza?~– 2643 XIV| rapidità mentale, come io recassi nel portafoglio i quaranta 2644 XVII| balzo – in nome di Dio, recatemi un fatto, una data, qualche 2645 XIV| impaccio, osservarono i danni recatisi, appuntando l’indice sugli 2646 I| appena dalla villa si fosse recato a Como. Notate che non ve 2647 XVII| stupenda plaga italiana, e recavano con sè mille sogni e desiderii 2648 XVII| piaceva molto, cosicchè mi vi recavo sovente e mi v’indugiavo 2649 I| una inimicizia spontanea e reciproca nascere tra i due uomini 2650 I| qualche mia opinione troppo recisa avrebbe potuto ferirlo.~ 2651 XVII| l’indegna commedia che io recitava venendo tutti i giorni in 2652 III| qualche istante, con la testa reclinata sul petto; poi con voce 2653 XV| doveva aver l’aspetto di un reduce dalla caccia al cignale, 2654 IX| il ladro è lui, perchè la refurtiva è ben nascosta: ma intanto 2655 XVII| il ritratto che gli hai regalato: un bel ritratto, apposta 2656 XI| conclusi.~– Va’; sono stanca: reggo appena mormorò Clara. – 2657 XII| divertirmi, ora; penso a rendere impossibile il vostro matrimonio, 2658 XIV| accetti le mie follie, per rendermi impossibile qualunque avvenire? 2659 XVII| parole d’amore, non avrei da renderne conto ad alcuno... Ma non 2660 XVII| augurii più fervidi, e voglia rendersene interprete anche presso 2661 I| più ne ridete e più me lo rendete caro. È buono; si è piegato 2662 XIV| turbavano, l’annientavano, la rendevano neutrale, in quella battaglia 2663 XII| noia della mia visita.~– Repetita juvant. Un colloquio fino 2664 IV| dibattito, dopo la naturale repulsione per l’uomo che le avrei 2665 VI| stasera? – interruppi, non resistendo più. – E non potreste sacrificarmi 2666 XVII| poco e ch’ella non poteva resistere ancora a lungo; ma presso 2667 VI| perdono da quelli che fate respingere?~– Che cosa dite? – esclamò 2668 VI| casa vostra, amica mia; voi respingete tutti, e tutti vengono a 2669 XIII| ad ogni istante, ed io la respingeva con un gesto quasi ieratico! 2670 IX| assassino, ma i giurati la respinsero, nonostante gli sforzi del 2671 XVII| divincolava in silenzio, respirando a fatica, dibattendosi con 2672 XI| me, restava quasi senza respiro, attonita; per qualche minuto, 2673 VII| senza impacci, a Milano; vi resta a lungo apparentemente per 2674 XVI| bonariamente la facezia. Io restai qualche tempo immobile; 2675 XVII| scritto il buon Ariosto, Che restar debba il maleficio occulto... 2676 XI| chiusi. Clara, vicino a me, restava quasi senza respiro, attonita; 2677 III| cosa che ho qui, e che mi resterà fin che campo... Ah, se 2678 VI| non ho alcun obbligo di reticenze e di sottintesi.~Seguì un 2679 XVII| quasi per un esercizio retorico? Io l’ho sentito, questi 2680 XI| parole per costui: è un rettile. È peggio, peggio, peggio, 2681 VIII| Verrà qui? – domandai.~– No. Riaccompagna miss Lucy...~– E miss verrà 2682 XIV| ammansato, s’inchinò e mi riaccompagnò fino alla carrozza.~Comprargli 2683 XII| mia opera!~Quantunque la riamassi d’un tratto con l’impeto 2684 XIII| laboriosa della ragione. La riamavo con violenza, e non volevo 2685 VI| miss Lucy; infine questa riapparve.~– Donna Clara – ella disse 2686 VI| dunque sa che io cerco di riavervi; e per non temermi, bisogna 2687 XVII| promesso, il dramma avrebbe riavuto principio, io mi sarei dovuto 2688 XII| il barone avesse potuto riavvicinarla, s’ella si fosse lasciata 2689 VI| avvicinandosi alla giovane e ribaciandole la punta delle dita – a 2690 XIV| maiolica azzurra, snello, riboccante di fiori. La stufa accesa 2691 VII| baronessa rifiuta: il barone ricade nella vuotaggine della sua 2692 XII| abbandonata a sè stessa, poteva ricader nei dubbii, trovar delle 2693 XVII| Dal divano sul quale ero ricaduto, balzai in piedi; sentivo 2694 XVII| e su questa frase avete ricamato le vostre più belle deduzioni... 2695 III| sfiorarmi la guancia coi riccioli o con la bocca, susurrò:~– 2696 XIV| americana e inglese.~– Tutti ricconi? – domandai, spalancando 2697 VII| sguardo... Ma frattanto la sua ricerca non dà frutto: la donna 2698 V| Clara è impossibilitato a ricevere voi. Voi sarete così gentila 2699 VI| con me e che non potete riceverlo. Entra e vi vede in abito 2700 V| come una femmina.~– Non può ricevermi? – ripetei sentendomi serrare 2701 XII| assicuraste mille volte che non ricevete nessuno; per ciò non ho 2702 III| Anastasia e il marito vi ricevevano gli amici, tutti robusti 2703 VI| stasera. Torni domani: ora non ricevo.~– Niente teatra? – ripetè 2704 XVII| telegramma, una tua lettera lo richiama a Firenze. È così; non può 2705 XII| furiosamente le mani per richiamarmi alla realtà, al rispetto, 2706 I| vi rimasi finchè non udii richiudersi la porta dietro il servo, 2707 XI| questo non ti fa male...~Richiuse la porta, scomparve, e il 2708 XIV| festino; ed io ero solo.~Richiusi tristemente il finto libro, 2709 XVII| dicevo che il barone ha ricominciato a giuocare; provatemi il 2710 I| che il fruscio della gonna ricominciava: e con un certo spavento 2711 Pre| costanza eran per darmi qualche ricompensa. Chiamato da Firenze a Modena 2712 I| sguardo, donna Clara si ricompose prestamente e mi fissò con 2713 XVI| sicuro ch’egli mi abbia ricono..., voglio dire che egli 2714 XII| tempo a scantonare, ed io lo riconobbi...~Clara stette silenziosa 2715 XVI| incredibile, se il buon valletto riconoscendomi e avanzandosi, non m’avesse 2716 XVII| chiesto perdono, gli avete riconosciuto il diritto di giudicare 2717 VI| rosa; ma in quel momento ricordai che il barone pure l’aveva 2718 XVII| ella continuò. – Lo amo ricordalo bene! Lo amo, e mi darò 2719 IX| innanzi a un tribunale; non ricordan più nulla, tremano, balbettano 2720 VI| sdraiata nella poltrona: poi, ricordando le rose, andò allo specchio, 2721 XIV| mio nome, si sarebbe ella ricordata di me, dei nostri giorni 2722 VI| che mi tormentavano... Vi ricordate la nostra conversazione 2723 XVII| non è che un assassino, ricordatelo bene: e ricorda pure ch’ 2724 XI| pensa al nostro passato; ricòrdati ciò che ho fatto io... Questa 2725 XIII| dopo tanto tempo mi aveva ricordato in parte le sue grazie; 2726 XIV| poco spiacevole; esse mi ricordavano quella serata in cui avevo 2727 XV| osato parlargli, perchè non ricordavo più quel che volevo dirgli: 2728 XVII| braccio, fece un balzo e si ricoverò di là dalla tavola su cui 2729 I| ricurva; mani dalle unghie ricurve; egli era un uomo che lanciato 2730 I| e con una parola potete ridarmi la vita e la gioia... Non 2731 IV| accavallarono, vi danzarono una ridda, vi fecero un tal putiferio, 2732 VI| bruti che l’obbedivano; e ride. Andate a cercar le prove 2733 I| la giovane, – che più ne ridete e più me lo rendete caro. 2734 I| avevo l’onore...?~La giovane rideva con la pezzuola alla bocca; 2735 I| ferirlo.~D’altra parte, ridevo dentro di me del caso singolare; 2736 II| la sua testimonianza non ridiceva che i particolari dell’assassinio; 2737 XII| lasciarti prendere da tenerezze ridicole.~Dal modo con cui ella tornò 2738 XIV| invitta.~– Giuocano a quei ridicoli giuochi americani, nevvero? – 2739 XV| l’ira, l’impazienza, mi ridussero a non aver nè fede alcuna 2740 I| movimento nella strada.~Quando rientrai alfine nella sala grande, 2741 VI| Immaginatevi miss Lucy se rientrando dalla teatra, ci trovasse 2742 XIV| creatura diabolica, se io riesco a scovarti dal buco ove 2743 II| II.~ ~La rievocazione involontaria di quel maledetto 2744 XIV| rozzo possidente, di villano rifatto.~– Il signor barone, – disse 2745 VII| vendere... La baronessa rifiuta: il barone ricade nella 2746 XVII| soffra!» E io ho sempre rifiutato! Ma non rifiuto ora: ora 2747 XIII| entusiasmo straordinario, io rifiutava anche il gaudio non comune 2748 XIII| un impeto furioso, e la rifiutavo di continuo.~Qualche volta, 2749 XVII| sempre rifiutato! Ma non rifiuto ora: ora sarai mia. Mia, 2750 XVII| innanzi alla mia imagine viva riflessa nello specchio, mi calmò. 2751 XV| mi avevate promesso una riga, l’aspettavo; ho mandato 2752 XVII| saputo. Come? Questo non vi riguarda.~– E... di grazia, – interruppe 2753 XVII| dicendoti che queste cose non ti riguardavano, e che se il vero colpevole 2754 VII| persuaderla, come vincere la riluttanza della povera donna, la quale 2755 XIV| poi, non dubitate, ve lo rimanderò dopo la cura... Ditegli 2756 VI| chi la comanda è anonimo e rimane tale. Qualche volta assiste 2757 III| furba e intelligente; e rimanemmo ambedue a guardarci, in 2758 XIV| persona perchè l’imagine rimanesse indelebile sulla lastra 2759 XVII| non trovandone la forza, rimanevo immobile, sempre con quello 2760 Pre| e tutte le aspettazioni rimangon deluse.~So, dunque, di aver 2761 VI| avran mai le prove, e che rimangono quindi impuniti, o puniti 2762 XII| altre ragazzate. Sei qui: rimani, egli deve credere che tu 2763 XV| commettere imprudenze. Si rimarrebbe fino all’alba, di nuovo, 2764 XII| una statuetta di gesso. Rimarrò qui un’ora, un’ora e mezzo, 2765 XVII| a lasciarsi sviare, son rimasta vittima delle vostre fantasticherie....~– 2766 XVII| Un giorno in cui eravamo rimasti soli, la signora ed io, 2767 VII| carrozze, alla scuderia, alla rimessa: quando le riparazioni son 2768 IX| alcune tavole, che al mattino rimette al posto con cura. Da quel 2769 IX| Che ora è? – chiesi, rimettendo il bicchiere sulla tavola, 2770 VI| indisposizione. Ora vado rimettendomi, – aggiunsi, guardando io 2771 XVI| valletto moriva dalla voglia di rimettersi la pipa in bocca.~– Addio, 2772 XIV| figurarvelo, se per comprarla ci rimetto il pranzo e sto ad attendere 2773 XIV| tristemente il finto libro, e lo rimisi al posto.~– Ed io m’aspettava 2774 XIV| come una cocotte presa dai rimorsi; e in qualche giardino delizioso 2775 XIII| una allusione all’amore rinato, quasichè ella avesse voluto 2776 IX| agguantarlo pel petto, e farlo rinchiudere in una camera fino al sopravvenire 2777 III| alzandomi, e appoggiandomi alla ringhiera del terrazzo. – Però si 2778 III| innanzi a me, appoggiata alle ringhiere del terrazzo contro cui 2779 XVII| XVII.~ ~Volevo rintanarmi nella mia camera e rimanere 2780 XIV| Il barone giuocava! S’era rintanato alla villa Capriccio per 2781 XIV| cocchiere.~Capriccio! Egli si rintanava in una villa Capriccio, 2782 XIV| scovarti dal buco ove ti rintani, non troverai una donna! 2783 VII| solitudine della villa e rinunzia invano al giuoco per frequentare 2784 XIV| avrei imposto le condizioni: rinunziare al suo nuovo matrimonio, 2785 IX| nessuno dei due figuri aveva rinunziato alla propria idea. Il barone 2786 VI| freddamente quando fummo soli. – Rinunzio al teatro per non dispiacervi: 2787 XVII| volto con l’acqua.~Ella rinvenne subito, guardò in giro, 2788 XVII| siete ancora in tempo a riparare alle nostre pazzie. Avete 2789 XIV| il grigio di un’ombra, il riparo degli alberi, qualche cosa 2790 XVII| notte non dubitate, e vado ripensandovi, e ho concluso che siamo 2791 XI| sforzai d’imitar la donna e di ripensare a colui che poteva ancora 2792 XVII| esempio, eravate voi. Ho ripensato a quella notte non dubitate, 2793 IV| mi pareva incredibile se ripensavo alla luna, alla brezza profumata, 2794 XIV| domani, purchè tu oggi non ci ripensi.~Non appena ella si fu allontanata, 2795 XIII| assai di più.~Quando io ripenso ai miei atteggiamenti di 2796 I| Vedo che bisogna proprio ripetervi il suo nome: egli è il barone 2797 XI| orrore...~– Sarai sua, – ripetevo per torturarla, per torturare 2798 XIV| innamorata della vita. Vi ripeto ciò che ho detto a lui... 2799 IX| che le abitudini non si ripetono: la finestra della baronessa 2800 VII| questa piaga insanabile. Si ripiega e attende.... Cercava la 2801 III| fatalità, – seguì Anastasia, ripigliando posto. – Quando seppe che 2802 XVII| alla parete mi rivolgevo e ripigliavo la corsa fino alla parete 2803 XIII| bizzarria delle vicende, m’aveva ripiombato nella passione dalla quale 2804 IX| nascondigli ove il ladro riponeva la roba sottratta!... Nel 2805 XIV| alla bocca! Bevi, calmati. Riposa un poco; ti racconterò poi 2806 XIV| sguardo sulla tavola, dove riposava il ritratto di Clara.~– 2807 XVII| rappresenta per voi il motivo riposto della complicità in assassinio.~« 2808 XVII| noto, e d’una donna che riprende la sua via?»~Questo discorso 2809 VI| orrendo. Poi me ne andrò, riprenderemo ambedue la nostra corsa 2810 VIII| mentre in istrada la carrozza riprendeva la sua corsa. Bussarono 2811 XII| le avevo narrato, esser ripresa dalla necessità volgare 2812 XIV| loro posto, frustarono e ripresero la via. Il cocchiere ebbe 2813 XIV| un’altra camera; forse, ripreso dalla mania del giuoco, 2814 Pre| miei sonni quieti forse, ripubblicandola e ritoccandola a mano a 2815 I| suonato perchè vengano a ripulire qui... C’è un puzzo di cognac....~ 2816 XIV| concludere.~Rassicurato così, risalii in carrozza, tornai in città 2817 XIV| vetturale e il carrettiere risalirono al loro posto, frustarono 2818 I| aggiungere una parola che potesse rischiararmi.~Io afferrai la teiera che 2819 VI| interrogato diverse persone, ho rischiarato diversi dubbi che mi tormentavano... 2820 IX| li eccitava con la voce a rischio di non dominarli più... 2821 VI| aggrottò le sopracciglia, poi rise mitemente, d’un piccolo 2822 VI| qualcuno che, come me, risente ad un tratto una impressione 2823 XIV| modi e di frasi ch’egli riservava evidentemente agli uomini 2824 XII| inquietudini... Sarebbe troppo risibile ch’io mi facessi ammazzare 2825 VIII| che rimase.~In anticamera risonaron delle voci, mentre in istrada 2826 VI| campanello in anticamera; risonò la voce del barone Lorenzo, 2827 XII| l’avessi saputo, vi avrei risparmiato la noia della mia visita.~– 2828 IV| Gettandovi da una finestra, risparmiavate almeno la cavalla!~– Sarà 2829 XIV| saran quarantamila lire che risparmio.~– Se sapessi dove acciuffarlo! – 2830 III| uomo finito e bisognava rispettarlo. Me l’ha detto il maresciallo 2831 V| quel linguaggio che non rispettava nemmeno il mio sesso, m’ 2832 XIV| tutti i giorni vi segue a rispettosa distanza, credendo che voi 2833 XVI| e allora io insistetti rispettosamente, dandogli i particolari 2834 XIV| interlocutore, sempre diritto e rispettoso, ascoltava quelle confidenze 2835 IX| per i mascalzoni, non gli risponde. «Che volete saper voi?» 2836 VI| Lucy ha frainteso, – dissi rispondendo al saluto. – Non parto domani.~– 2837 XVII| disse la giovane.~– Mi risponderai ora, subito!~– Ma che cosa 2838 XVII| credi che il tuo eroe mi risponderebbe? Il tuo eroe ha paura, ha 2839 XVII| chi non può rispondervi!~– Rispondermi? – esclamai. – Ah tu credi 2840 XVII| il barone innocente?~– Vi risponderò quando m’avrete lasciato 2841 XVII| Non insultate chi non può rispondervi!~– Rispondermi? – esclamai. – 2842 VIII| va bene, donna Clara, – rispondeva già miss Lucy: e aggiunse 2843 VI| potremo compiangerlo per la ristrettezza della sua mente, non mai 2844 VII| quasi feroce. Dal processo risulta che per sei mesi il barone 2845 I| commettendo una viltà...~– Sono le risultanze del processo. Del resto, 2846 IX| compariva, si sedeva; e risuonava appena il chiavistello della 2847 XI| momento così tragico, si risveglia nel mio cuore un odio senza 2848 IV| togliermela o a farmela ritardare; ho perduto così più occasioni 2849 IX| visita sospetta, avrebbero ritardato il matrimonio, forse lo 2850 VII| la luce serale!~«E perciò ritenta la prova, cerca di vincere 2851 XVI| più nulla. Solo, udii che, ritirandosi nella sua camera borbottava: « 2852 IX| baronessa, a che ora si ritirano, e dove dormano i servi. 2853 VI| urlargli un’insolenza.~Egli si ritirò sorridente com’era venuto 2854 I| tumida, e udivo il fruscìo ritmico della gonna, cose tutte 2855 Pre| forse, ripubblicandola e ritoccandola a mano a mano che se ne 2856 VI| ma, come una visione, mi ritornarono innanzi agli occhi della 2857 XIV| se colui ritorna?~– Non ritornerà, – disse Clara levandosi 2858 XVII| ha detto, – ella rispose ritraendosi un poco. – Perchè si difendesse, 2859 XVII| quale nessuno avrebbe potuto ritrarla.~Più volte la vidi a passeggio 2860 I| vi ho assistito, e ne ho ritratta un’impressione duratura. 2861 XIV| basso, si seguivano molti ritratti di uomini, tutti d’uomini. 2862 XIV| collaborato, agevolandomi il ritrovo col barone. Il buon uomo 2863 VI| la giovane che mi stava ritta innanzi.~– Perchè – domandai – 2864 XIV| ai tarocchi?~Il servo non riuscì a dissimulare un gesto di 2865 IX| balbettano e si contraddicono. Io riuscii a cavar dalla bocca della 2866 III| non gli riesce; non gli riuscirà mai... Lì dentro c’è l’ombra 2867 XIV| mente... Guai a lui...! Io riuscirò a scoprirlo, a smascherarlo, 2868 XIV| indagine la quale m’era riuscita così efficace innanzi a 2869 I| gentiluomo incognito, che mi riusciva leggermente antipatico. 2870 IV| reumatica, probabilmente in riva al lago; cosa, la quale 2871 VI| personale, per una volgarissima rivalità, venite qui ad accusar di 2872 I| energia, che mi parve di rivedere quella malinconica testa 2873 VI| la speranza ch’io possa rivederla presto.~– Miss Lucy ha frainteso, – 2874 III| con aria d’importanza.~Al rivedermi dopo tanto tempo, Anastasia 2875 XIV| non aveva alcuna voglia di rivederne le sembianze, ma io avrei 2876 XVII| dissi lietamente. – La rivedo con molto piacere, barone. 2877 XVII| ringraziarvi?~– Ditemi che ci rivedremo, che mi permetterete di 2878 XIV| qualche fascicolo delle riviste italiane più note, esso 2879 XIV| noto, e glielo avrei fatto rivivere episodio per episodio, giorno 2880 I| Oh Clara! – esclamai, rivolgendomi e avvinghiando la donna 2881 V| sbatacchiar di porte mi fece rivolgere il capo; e vidi donna Clara 2882 XIV| cocchiere ebbe la bontà di rivolgersi per ispiegarmi l’accaduto 2883 XVII| in faccia alla parete mi rivolgevo e ripigliavo la corsa fino 2884 III| ricevevano gli amici, tutti robusti villici, che a poco a poco 2885 IV| poliziotto che la mente di un romanziere avesse potuto creare pel 2886 III| soprabito? – disse Anastasia, rompendo il silenzio che non aveva 2887 XI| singhiozzo violento che pareva romperle il petto, ella si lasciò 2888 XVII| La partenza del barone mi rompeva in mano le fila dell’intrigo; 2889 XV| che, mentre parlavo, mi ronzava negli orecchi un susurro, 2890 VI| omeri, scoprendo le carni roseo-dorate del seno e delle braccia.~– 2891 XVII| lasciato una lunga striscia rossa sulla parte destra del collo... 2892 XVI| signore alto, magro, dai baffi rossicci, dai capelli corti, con 2893 I| malinconica testa lunga dal naso rostrato.~– Ma prima di tutto, donna 2894 XIV| quasi in casa mia, e poi si rotola ai vostri piedi, sul vostro 2895 IX| difficoltà... Aveva occhi rotondi, come quelli del gufo, e 2896 XVII| per sempre, Clara l’aveva rotto, lacerato come un velo impacciante; 2897 XI| trente-et-quarante, o la roulette. Insomma non dirà nulla. 2898 I| pezzuola alla bocca; e la testa rovesciata all’indietro, la testa bionda, 2899 XVII| tentennò un attimo, e le si rovesciò addosso. Vidi una fiammata 2900 I| impreveduti.... Lui, lui, lui, la rovina del mio amore, della mia 2901 XVII| ma tra il giuocare e il rovinarsi c’è differenza. Su, ditemi 2902 XVII| dell’assassinio egli era rovinato e di quell’assassinio aveva 2903 I| girai in lungo e in largo, rovistando sugli scaffaletti, sui tavolini, 2904 III| passione metteva in quella rozza creatura. – Mi sembrate 2905 XIV| parte di ricco ingenuo, di rozzo possidente, di villano rifatto.~– 2906 III| un colpo di coltello e ha rubato tutte le sue gioie; che 2907 XIV| in cotesta costruzione rudimentale di uomo e di maschio?.... 2908 XIV| urtarono, i mozzi delle ruote batterono, cadde una grandine 2909 IV| si ruppe una gamba, io mi ruppi un braccio, e la cavalla 2910 III| trascinando una seggiola rustica.~– Mi permette? – disse. – 2911 IV| quasi procace, e l’oro rutilante della sua prodigiosa capigliatura.~~ 2912 XIV| cosa fate lì? – domandai ruvidamente a Giacomo, il quale non 2913 VII| e introdurre in casa dei sacchi colmi di sabbia, come ha 2914 VI| il bisogno, la necessità sacra di sottrarti a un pericolo 2915 VI| resistendo più. – E non potreste sacrificarmi queste poche ore? Devo parlarvi... 2916 IX| pure alla memoria della sacrificata era tenerissimo e nobile. 2917 VI| Vi giuro per quanto è più sacro al mondo che non sono venuto 2918 IV| essere diventato il più sagace poliziotto che la mente 2919 VI| animo altrui, abilmente, sagacemente, l’odio contro una persona 2920 XIV| ma vi era ficcato così saldamente che mi indolenzii le dita 2921 IX| poi, rapido e silenzioso, sale fino al granaio, sposta 2922 I| ridicolo. E subito dal cuore mi salì un’onda di sarcasmo amaro, 2923 XV| quasi senz’avvedermene. Salii. Per le scale incontrai 2924 III| acqua agitata dai pesci che salivano a inargentar di raggi pallidi 2925 XVII| Cascine, a Fiesole, nei salotti, nelle biblioteche, dove 2926 V| aggiungendo che desidero e debbo salutarla.~– Ma, signoro, questo è 2927 III| prima.~– Addio, dunque. Salutatemi vostro marito, se gli dite 2928 VI| dissi rispondendo al saluto. – Non parto domani.~– Sono 2929 XIV| mi passò di fianco e mi salutò. Egli aveva visto Clara 2930 XII| stesso, ora, subito... Devo salvare te, prima di tutto.~– Clara ! – 2931 XVII| Io credeva, io voleva salvarti: e tu venivi qua per eccitare 2932 XII| ora. Ti devo tutto: mi hai salvata. Dimmi che mi vuoi, e sono 2933 IV| gratitudine verso chi le salvava, se non la vita, certo l’ 2934 XVII| avesse fortuna, pochi si salverebbero dall’ergastolo, ve lo assicuro 2935 III| cupreo: una bocca viva, sana, con le labbra carnose e 2936 X| casa, scavalcò il corpo sanguinolento, e continuò a forzare lo 2937 XIV| ad insultarlo con le più sanguinose espressioni del vocabolario 2938 II| fermai a lungo sul ponte Santa Trinita dal quale l’Arno 2939 XIV| lire che risparmio.~– Se sapessi dove acciuffarlo! – mormorò 2940 VI| ad esempio, se domani mi sapeste accusato di falso in scrittura 2941 III| assassinata.~– Sì, questo – sapevamcelo, – osservai. – È storia 2942 I| villa si rubava e tutti lo sapevano: si rubava così bene, con 2943 VI| anonimo: dite ch’egli ha sapientemente approfittato del tumulto 2944 XVII| giorno esser palesi, noi non sapremmo più a chi dare la mano. 2945 I| mia volta. – Del resto, lo saprete da lui...~– Per qualche 2946 | Saranno 2947 VI| mitemente, d’un piccolo riso sardonico. Era facile comprendere 2948 | saremmo 2949 | sareste 2950 XIV| adesso, grazie alla abilità satanica del barone Lorenzo, la prendevano 2951 XII| scusarvi, come se aveste sbagliato l’uscio...~La donna sorrise...~– 2952 VI| all’ergastolo; e l’altro si sbarazza insieme di lui e della vittima 2953 XI| donna sorgere a un tratto sbarazzandosi della mantiglia, e muoversi. 2954 XIV| che di me si doveva prima sbarazzare per giungere alla donna 2955 V| conoscessi discretamente.~Ma uno sbatacchiar di porte mi fece rivolgere 2956 III| Madonna! – obiettò Anastasia sbigottita.~– Lo dico io: ha lasciato 2957 XIV| fredda e ferma, che lo sbigottiva.~– Non è lui! – disse poscia 2958 XIV| Andai scrutando ovunque, sbirciando anche negli angoli; l’uomo 2959 III| Anastasia s’era alzata e si sbracciava a dimostrare il suo sdegno 2960 XIV| alle sette, perchè devo sbrigarmi non essendo a Firenze che 2961 VI| che poi non si trovan più, sbucati da non si sa dove, fantasmi 2962 I| largo, rovistando sugli scaffaletti, sui tavolini, in libreria, 2963 III| Feci alcuni passi verso la scala di marmo, che dal giardino 2964 III| ripetei, scendendo gli scalini. – Se ti avessi incontrata 2965 IX| la sua opera diuturna e scaltra sta per essere svelata: 2966 VI| amica mia, i delinquenti più scaltri trovano qui, in questo seguito 2967 IX| notte lo troviamo a piedi scalzi a vagabondar dentro la villa, 2968 XIV| servo, comparso alla mia scampanellata, era curioso. Mi squadrò 2969 I| trascini il vostro nome in uno scandalo?~– Scusatemi, ho torto.... 2970 XIII| susurrava del nostro amore scandaloso e pazzesco; Clara aveva 2971 XII| Non è arrivato in tempo a scantonare, ed io lo riconobbi...~Clara 2972 XIV| È un buon affare che gli scappa.~– Il signore non aspetta 2973 XIV| domandò il servo, vedendosi scappare alla sua volta la gratificazione 2974 XII| la frase volgare m’era scappata! Mi morsi la lingua troppo 2975 V| la mia presenza; alzò le scarne mani al cielo, e disse:~– 2976 VI| testa, e i gioielli e le scarpette, e i fiori alla cintura; 2977 V| stato insolente e d’avere scatenato lo sdegno anglo-sassone 2978 X| silenzio sepolcrale della casa, scavalcò il corpo sanguinolento, 2979 XI| desiderosa d’amore. Ah, sa scegliere le sue vittime, con un gusto 2980 XI| rispose, mentre le lagrime le scendevano per le guance pallide. – 2981 XIV| insultandosi, i due uomini scesero e s’aiutarono a trarsi d’ 2982 XIV| efficace innanzi a Clara, scettica e incredula... Poi, quando 2983 I| volontà di Dio?~– Vedete che scherzate anche voi?~– È un ricordo 2984 III| come a un mentecatto.~– Scherzavo, – dissi. – Dopo tutto, 2985 III| lei, il corollario agli scherzetti di tre anni innanzi; ma 2986 III| aveva gustato molto alcuni scherzi che mi ero permesso con 2987 I| potrà istruirmi con i suoi schiarimenti.~Il gentiluomo sconosciuto 2988 XI| ogni luogo; una donna è schiava al vostro confronto. Tu 2989 XIV| equestre fa fischiare e schioccare la frusta invitta.~– Giuocano 2990 III| vedendo le labbra di Anastasia schiudersi al medesimo sorriso di poco 2991 XVII| ombra; la sua carrozza aveva schizzato la sabbia e la ghiaia, fino 2992 VI| quale non ha previsto una sciagura? Egli sarà troppo fiducioso, 2993 VII| sua odiosa vita di finto scienziato.... Un giorno innanzi al 2994 XII| finestra aperta. I capelli scintillarono; la figura scultoria rimase 2995 I| inzuccherai e mi occupai a scioglier lo zucchero col cucchiaino, 2996 XI| innanzi allo specchio e si scioglieva i capelli, abbandonandoli 2997 VIII| Ella sorrise un poco e si sciolse dall’abbraccio.~– Continua, 2998 XVII| provare il suo amore: ecco sciolto l’enigma; e quando hai visto 2999 I| risposto con quel vostro scipito aneddoto del commendatore 3000 IX| forse non osa; si lascia scivolar dal letto, e lestamente 3001 XIV| fare per te?...~Ella era scivolata ai miei piedi senza avvedersene 3002 XIV| interminabile; il cavallo scivolava ad ogni poco; vi fu un diverbio 3003 VI| nell’atto, la mantiglia le scivolò lentamente giù per gli omeri,