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Luciano Zuccoli Il maleficio occulto Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
grassetto = Testo principale Cap. grigio = Testo di commento
3004 XVII| gesto per farvelo ritornare scodinzolando ai piedi, come un cucciolo.~ 3005 VI| bella visione quella giovane scollata, dritta, flessibile, con 3006 III| signora che lo sposa; ma scommetterei che ne è innamorata pazza 3007 VI| da me: vedo che io devo scomparire dalla vostra esistenza: 3008 XVI| onde di luce. La nebbia era scomparsa: le allèe del giardino erano 3009 I| dilettante di minerali era scomparso.~– Che avete fatto? – esclamò 3010 XVII| i miei abiti erano così scomposti, che cominciai a sorridermi, 3011 I| umilmente che la domanda sconfinava dalla materia e perciò non 3012 XVII| trascinava, ancor doloroso della sconfitta, ed egli sembrava correre 3013 XIV| piedi, sul vostro tappeto, scongiurandovi di sposarlo?... Buffone, 3014 XVII| stretti, mormorando parole sconnesse, gettando un grido di tanto 3015 VI| pigliare; l’anima della folla è sconosciuta: chi la comanda è anonimo 3016 VI| solo in parte, o affatto sconosciuti? Vi sono degli istigatori, 3017 XII| contro di me. A chi farà scontare la sua rabbia? A te certamente. 3018 XIV| faccia con insistenza quasi sconveniente.~– Cerca? – egli disse.~– 3019 III| quasi a conferma di quella scoperta.~– Sta bene, di certo, – 3020 IX| in tasca del ladro, e che scoperto questo bisogna consegnarlo 3021 XIV| avveniva ora: la crisi scoppiava impreveduta, con la violenza 3022 VI| malfattore volgare colui che si scopre per una dimenticanza o un 3023 VI| lentamente giù per gli omeri, scoprendo le carni roseo-dorate del 3024 XVII| la sua anima, nulla può scoprir di nuovo nel suo corpo. 3025 XVII| stato preso dalla febbre di scoprire la verità; hai voluto tu, 3026 XIV| a lui...! Io riuscirò a scoprirlo, a smascherarlo, e lo fustigherò 3027 VI| lancia, e gli imprudenti si scoprono, si lascian pigliare; l’ 3028 I| piccolino, e con quel viso scorato che dovevo avere, e con 3029 XVII| occhi addosso, e vidi che scorgendomi, si turbò d’un tratto e 3030 VII| ritrovi non gli avviene di scorgere alcuna conquista utile... 3031 XII| Dalla finestra potrete scorgerlo certo.~– Grazie! – mormorai. – 3032 XVI| porta-finestra aperta si scorgeva l’atrio silenzioso col pavimento 3033 III| brivido prendermi alla nuca e scorrermi per tutto il corpo. L’imagine 3034 IV| carrozza rasentò la mia, e vi scorsi Clara, che aveva a sinistra 3035 XVII| oziosamente, non avessi scorto sul limitare una figurina 3036 IX| Clara con un brivido che la scosse.~– Fa un balzo alla porta, 3037 XIV| cui ella era capace, mi scossi, diedi in un’amara risata, 3038 XIV| aveva dato? Forse avrebbe scosso il capo fastidiosamente... 3039 III| minuto senza sentire la terra scottargli sotto i piedi...~– Già: 3040 I| innanzi, e quantunque mi scottassi le dita, versai un’altra 3041 XIV| diabolica, se io riesco a scovarti dal buco ove ti rintani, 3042 XII| paura, lo confesso, ogni scricchiolar di mobili mi dava un colpo 3043 III| anche perchè cominciava a scricchiolare.~– Lo sa lei? Io non so 3044 IX| trappola... Ma il letto ha scricchiolato; il Boldrella si volge, 3045 XVII| fatto apposta per lui! E la scritta: Clara al suo amico Lorenzo.~ 3046 VI| sapeste accusato di falso in scrittura o di un furto, e se anche 3047 IV| a questo mondo. Non osai scriver nulla a Clara; nella sua 3048 Pre| m’è rimasto il «vizio» di scrivere, e poichè non sempre l’articolo 3049 III| colpevole. Sono cose che si scrivono nei libri...~– Ma il Boldrella 3050 XVII| Comprendo troppo i vostri scrupoli per non apprezzarli. È evidente 3051 XI| le afferrai le mani, la scrutai negli occhi, quasi per costringerla 3052 I| giovane signora pareva mi scrutasse attentamente.~– Siete sincero? – 3053 VII| farsi alle carrozze, alla scuderia, alla rimessa: quando le 3054 XVII| volto l’impressione di una scudisciata. Allungai le braccia, le 3055 XII| scintillarono; la figura scultoria rimase un breve istante 3056 IX| furto; anche il barone si scuote; promette di chiamare i 3057 III| Devo andarmene, – dissi scuotendomi. – Domattina mi alzo presto.~– 3058 XVII| pensando che era tempo di scuotermi, di uscire o di accendere 3059 VII| un periodo di cogitazione scura e quasi feroce. Dal processo 3060 VII| che sembra una domanda di scusa. Quando, al processo è risultato 3061 XII| inutili, Clara? Seguitate a scusarvi, come se aveste sbagliato 3062 I| assassinio di una baronessa...~– Scusate, –– disse donna Clara rapidamente. – 3063 XVII| occulti e palesi.~Il barone si scusò d’essere stato assente così 3064 I| esprimere l’indifferenza sdegnosa, le donne sono insuperabili.~~ 3065 XVII| queste accuse, – disse Clara sdegnosamente, muovendosi e incamminandosi 3066 Pre| fama discreta di autore sdegnoso e superbo, capace e nolente.~ 3067 XVII| rimasto lunghissime ore sdraiato sopra un divano, senza mangiare, 3068 I| comunicavano una nervosità, sebben diversa, certo non meno 3069 XIV| suo silenzio cominciava a seccarmi.~– Giacomo.~Quell’uomo, 3070 I| interruppe donna Clara seccata.~– Ah lo si vede, non dubitate; 3071 XVI| che diavolo! – esclamai, seccato.~– Il signor barone ha detto 3072 VI| impaziente. – Purchè codesti seccatori finiscan presto di girar 3073 III| di Como gliele ha suonate secche: si ricorda? La galera in 3074 XIII| come un limone acerbo, e secco come una canna d’India... 3075 XII| più indomito amatore del secolo. Guardandoci negli occhi, 3076 I| uomo che vuole sposarne una seconda!... Quali visioni devono 3077 VII| moglie muore, ed egli passa a seconde nozze; o la moglie vive, 3078 XIV| che un colloquio di pochi secondi a quattr’occhi; e poi, non 3079 XIV| Como, la villa nella quale, secondo la fantasia della buona 3080 XVII| son trattenuto poco.~Ci sedemmo; animato dalla curiosità 3081 XVII| Gravissime, – ella confermò, sedendo sul divano. – Ma parlatemi 3082 I| puzzo di cognac....~Andai a sedermi innanzi al pianoforte, volgendo 3083 XII| modo con cui ella tornò a sedersi, umile e sommessa, compresi 3084 VI| bruciare, – risposi. – Venite a sedervi al mio fianco, sul divano.~– 3085 XI| vede ancora abbastanza...~Sedetti, e con la testa fra le mani, 3086 III| ridotto in pessimo stato le seggiole del giardino; la poltrona 3087 I| piccolo piede, discretamente, segretamente, ma con violenza e con rabbia.~ 3088 XIV| far morire d’invidia il segretario comunale del suo paese.~ 3089 XII| ed io, dalla finestra, seguii dello sguardo la carrozza 3090 VI| bruscamente. – Lasciami seguire il mio pensiero. È questo 3091 VII| lo guarda, gli ordina di seguirlo, va diritto a un nascondiglio 3092 I| via; non vi basta? Volete seguitar con me?~– Donna Clara....~– 3093 XVII| convincermi, a che fine seguitare quest’opera indegna di voi 3094 XII| cerimonie inutili, Clara? Seguitate a scusarvi, come se aveste 3095 VI| scaltri trovano qui, in questo seguito di cose candide, quasi stupide, 3096 XIII| Il barone Lorenzo non la seguiva più; era così certo ch’ella 3097 XIV| dall’alto in basso, si seguivano molti ritratti di uomini, 3098 XV| caratteristica leggendaria della selvaggina.~– Son venuto appunto per 3099 XI| una gelosia, un rancore selvaggio; e in silenzio mi dibattevo 3100 XIV| alcuna voglia di rivederne le sembianze, ma io avrei desiderato 3101 VII| della fiducia che tutti sembrano nutrire per lui, mette in 3102 II| notte e l’amore mi facevano sembrare semplicissimo, naturale 3103 III| quella rozza creatura. – Mi sembrate una furia.~– Ma quando ci 3104 XIV| giardino, e dapprima mi sembrò ch’ella rassomigliasse alla 3105 VI| innanzi a quella donna seminuda come per un ballo, era l’ 3106 XVII| interruppe Clara con quella sempiterna espressione di sarcasmo, 3107 IV| la caricatura agli uomini semplici che entravan nel negozio, 3108 II| amore mi facevano sembrare semplicissimo, naturale e pieno di nobiltà.~~ 3109 XIV| Giacomo, con la massima semplicità.~– Bravo Giacomo! – gli 3110 XIV| i miei nervi sono d’una sensibilità spasmodica... Lasciami solo: 3111 III| bacio lungo sulla bocca sensuale.~– Addio, – ripetei, scendendo 3112 XVII| un sogno; ma non appena sentì ch’io era presso di lei 3113 I| preambolo ci conduca a una scena sentimentale, – continuai. – Voglio chiedervi 3114 XII| capisco queste sottigliezze sentimentali; io non posso essere un 3115 XI| dibattevo contro questi sentimenti inaspettati e indomabili... 3116 VI| costei?... Voi mettete le sentinelle alle porte, ora, e poi esigete 3117 III| a Clara, alla voluttà di sentirmela al fianco in quell’ora di 3118 XIII| Ma io voleva ch’ella pure sentisse una passione, la quale era 3119 IX| stette assai male: tutti si sentivano sospettati e tutti sospettavano; 3120 XV| son le dieci e mezzo. Vi sentivate male, dovevate coricarvi 3121 XII| per via della Spada, quasi sepolta nell’oscurità, aveva una 3122 III| che l’affare è finito e sepolto, e del barone nessuno ha 3123 VII| non corre più a Milano, si seppellisce egli pure in quel paese 3124 VII| oro giallo sotto la luce serale!~«E perciò ritenta la prova, 3125 XIV| delicatamente femminile, aveva serbato l’uno e l’altro per lui, 3126 XI| corredo di nozze lo tiene in serbo per fartene una sorpresa 3127 XVI| pacifico. Vi si doveva vivere serenamente, e spalancando le finestre, 3128 XIV| tra di noi, forse una lite seria ed irreparabile.~Avvenne, 3129 VI| ascolto – rispose la donna seriamente. – Ma dove sono le prove 3130 Pre| fatto male riprendendo la serie dei miei lavori letterari, 3131 IX| divincola per fuggire: egli la serra sul petto in un abbraccio 3132 XII| lingua troppo tardi, e mi serrai furiosamente le mani per 3133 IX| cosa! – esclamò la donna, serrandomi le mani. – Non potrò più 3134 V| ricevermi? – ripetei sentendomi serrare il cuore. – Ha visite? È 3135 XIV| impallidire, vidi le mie labbra serrarsi spasmodicamente; la maschera 3136 VII| il medesimo tetto vivono serrati in un medesimo bisogno di 3137 X| aveva un’arme in tasca, e si servì dell’arme, ciecamente, bestialmente, 3138 XVI| Avete anche l’onore di servire un bell’originale – conclusi, 3139 II| maledetto processo di Como aveva servito a mettermi la febbre nelle 3140 XIV| nulla; non era un vecchio servitore di famiglia. Temendo che 3141 V| rispettava nemmeno il mio sesso, m’avrebbe esacerbato troppo. 3142 XV| agiva così quasi avesse un sesto senso, il senso del pericolo 3143 XII| goffo tutto questo; che settecento irrancidito, che smorfiette 3144 Pre| Tribuna, dal 18 agosto al 10 settembre 1901.~So che, ritornando 3145 I| e mi fissò con gli occhi severi.~– In ogni modo – ella osservò – 3146 XIV| al trattato immortale di Severino Boezio.~Il barone, collegando 3147 I| di sotto le lunghe ciglia sfavillarono, gettandomi uno sguardo, 3148 XVII| se quella parola l’avesse sferzata in volto. – Un assassino? 3149 IX| corsa velocissima, e li sferzava, li eccitava con la voce 3150 XVII| gettandomi in volto quella sfida.~– Lo amo! – ella continuò. – 3151 XIV| rivale cavalleresco e di sfidarmi per davvero? Non so quel 3152 I| sorriso, immobile come una sfinge, a godervi la mia sofferenza; 3153 III| da un lato quasi fino a sfiorarmi la guancia coi riccioli 3154 III| e bisognava pure che mi sfogassi. Quella canaglia, quando 3155 XIV| accomodarsi in salotto...~Il servo sfoggiava ora tutta l’urbanità di 3156 VI| sedere nella poltrona e sfogliava lentamente una rosa, portandone 3157 VI| per una vendetta, per lo sfogo di una antipatia! Cose impossibili 3158 XII| che vi si celava, perchè sfolgorasse agli occhi di lei come stava 3159 XI| bocca indimenticabile, mi sforzai d’imitar la donna e di ripensare 3160 XIV| susurrando, e accarezzandomi, e sforzandosi a sorridere.~– Che cosa 3161 XIV| appuntando l’indice sugli sfregi e le ammaccature: poi, tra 3162 X| poteva in lui la cupidigia sfrenata che, fatto sicuro dal silenzio 3163 IX| canta, in iscuderia, canta sfrenatamente, di gioia spaventosa...~– 3164 VI| la mia anima esacerbata sfrenava dal suo intimo; e quel discorso 3165 VI| spinge altri ad agire o sfrutta la passione altrui, qualunque 3166 XI| occhi, ora si annebbia e mi sfugge, com’è sfuggita a tutti, 3167 XI| è troppo tardi; non gli sfuggi più... Se anche non ti ama, 3168 XII| chiesi, impaurito ch’ella mi sfuggisse. – Devi venire qua, se vuoi 3169 XVII| se il vero colpevole era sfuggito alla punizione, tanto peggio 3170 I| raccolta di minerali mi sfuggiva per sempre, ed il cuore 3171 XI| una Villa in Val Malenco. Sfumate come la nebbia, a colpi 3172 XV| temeva per voi, dopo quella sfuriata... Non vi chiedo come abbiate 3173 XVII| ridere, finchè diedi in una sghignazzata fragorosa. E fermo innanzi 3174 I| avesse potuto intaccargli e sgretolargli le pietruzze inestimabili 3175 IV| rispose l’altro. – Ce la siam cavata con poco.~– Ma come 3176 XVII| esclamò con la voce quasi sibilante. – Vi introducete in casa 3177 XV| con frasi tronche, quasi sibilanti, squadrandomi dalla testa 3178 XVI| ancora tutte umide, e le siepi di bosso luccicavano. Sul 3179 I| e la muta eloquenza per significargli che avete bisogno dell’ombrellino?~– 3180 VI| gentilezza dell’uomo voleva significarmi che del malinteso di alcune 3181 XI| violenza. – Non mi vedrà più! Sii buono, finiscila, non impaurirmi 3182 XII| riconobbi...~Clara stette silenziosa un poco; quindi osservò:~– 3183 XVII| dagli occhi indiscreti, silenziosamente.~La partenza del barone 3184 IV| dialogo mi parve sinistro e simbolico; e per tutto il giorno la 3185 XIII| spesso assai perdonabile e simpatico. Alla tavola dell’amore, 3186 Pre| confortare questa mia spontanea e sincera dichiarazione. Roberta aveva 3187 I| ridevo dentro di me del caso singolare; e la nervosità insolita 3188 XVII| univano in una linea diritta e singolarmente dura, così da mutar la espressione 3189 IV| piccolo dialogo mi parve sinistro e simbolico; e per tutto 3190 XVII| di non avvertire alcun sintomo di gelosia per colui che 3191 XIII| finirla con l’orrore di quella situazione... Ma ero innamorato, e 3192 XVII| morelli, ebbi quasi uno slancio d’ammirazione pel barone 3193 XVII| senza incoraggiamenti, smascherare chi si nascondeva! E non 3194 XIV| riuscirò a scoprirlo, a smascherarlo, e lo fustigherò col mio 3195 XII| settecento irrancidito, che smorfiette isteriche!...~– Eppure – 3196 IX| Boldrella tutto affaccendato a smuovere la lettiera con nuova paglia. 3197 XVII| bionde, brune, piccoline, snelle, magre, paffute, liete, 3198 IX| baronessa ha le gelosie socchiuse: alla sera non le recano 3199 VII| tale distanza di condizioni sociali, due uomini sotto il medesimo 3200 I| poteva essere clericale o socialista o avvocato o banchiere o 3201 VII| di fare qualche cosa per soddisfare a due passioni diversissime 3202 VI| diceva ch’ella fosse un po’ sofferente...~E i piccoli occhi del 3203 I| sfinge, a godervi la mia sofferenza; e con una parola potete 3204 XIV| improvviso, poveretto!... Ma ho sofferto, soffrivo io pure!... Dio, 3205 XIV| divani, con molti guanciali soffici; sulla tavola parecchi romanzi, 3206 XII| Ma mi giunse quasi in un soffio la voce di Clara, dolce, 3207 XIV| nemico e girare il pugno, soffocandolo.~– Silenzio, per carità! – 3208 XVII| sarò tua, purchè tu non soffra!» E io ho sempre rifiutato! 3209 XIV| racconterò poi tutto! Come soffri, mio Dio! Che cosa posso 3210 XVII| del male che m’aveva fatto soffrir tanto: l’amore. Innamorata 3211 XI| non soffrire oltre, io che soffriva atrocemente per le parole 3212 XIV| poveretto!... Ma ho sofferto, soffrivo io pure!... Dio, com’è pallido! 3213 VI| contro di me? Senti che io soffro molto e che il tuo avvenire 3214 IX| paziente, certo il viaggio e il soggiorno in America. Vi pianta l’ 3215 XII| si calmò.~– Del resto, – soggiunsi – pensi che queste inquietudini 3216 XIV| volta la gratificazione sognata.~– Via, dieci minuti; ancora 3217 XVII| moderno; tu non sei se non un sognatore. Ecco perchè egli s’è impossessato 3218 XVII| e recavano con sè mille sogni e desiderii e illusioni 3219 III| lui. Non spendeva mai un soldo, non era mai all’osteria...~ 3220 VI| ella disse con una certa solennità. – Il barone desidera presentare 3221 IV| avesse potuto creare pel sollazzo dei lettori d’appendice. 3222 XVII| pace... – interruppe Clara sollecitamente.~– Oh, lo lascerò in pace! 3223 XVII| devo confessarvi? La mia sollecitudine per voi, il desiderio di 3224 XVII| al busto della donna e la sollevai d’un colpo solo, come si 3225 IX| stretta, ed era un uomo che sollevava un peso di cento chili senza 3226 XIV| Giacomo di nuovo.~S’inchinò, sollevò la portiera ed uscì. L’astuta 3227 IX| pietre rappresentano una somma favolosa, forse il coronamento 3228 XI| implacabile e cattivo, – spiegai sommessamente. – Io odio cotesto uomo, 3229 XV| fragile sua vittima; e aveva sondato con uno sguardo l’anima 3230 II| Trinita dal quale l’Arno sonnacchioso appariva tutto punteggiato 3231 Pre| guanciale sufficiente ai miei sonni quieti forse, ripubblicandola 3232 XVII| stendeva sotto i miei occhi, sonnolenta e voluttuosa, con le torbide 3233 XI| saprò liberarmene!~– Ed egli sopporterà qualunque cosa da te, – 3234 I| chi aveva un interesse a sopprimere la baronessa assai più vivo 3235 X| accorse il massaio, i servi, sopraggiunse qualche contadino e la belva 3236 IV| impresa, la febbre reumatica è sopraggiunta a togliermela o a farmela 3237 IX| rinchiudere in una camera fino al sopravvenire dell’autorità. Invece, quale 3238 VI| sei piccole bottiglie; poi sopravvenne col punch, quindi con un 3239 XIV| A quattr’occhi, con voce sorda, guardandolo in viso, avrei 3240 XV| sentito la morte aleggiare sordamente intorno alla testa della 3241 XI| parlare...~Udii la donna sorgere a un tratto sbarazzandosi 3242 III| mai il Boldrella si lasciò sorprendere dalla baronessa?~– Nevvero? 3243 III| suggerì nessuna idea, non lo sorprese, non gli giunse inaspettato?~– 3244 XII| giovane dissimulò a stento un sorrisetto malizioso. In realtà, continuando 3245 I| e tre si beveva a lenti sorsi un tè dorato, guardando 3246 XIII| quell’intimità forzata, sorta a un tratto per la bizzarria 3247 VI| venne la cameriera con la sortie de bal, tutta azzurra foderata 3248 IX| pensiero di benevolenza non è sorto per il giovane laborioso 3249 IX| notturno, quella mia visita sospetta, avrebbero ritardato il 3250 IX| male: tutti si sentivano sospettati e tutti sospettavano; la 3251 IX| sentivano sospettati e tutti sospettavano; la baronessa pensò di congedare 3252 XVII| desistere dalla vigilanza sospettosa che esercitate sopra il 3253 XVII| affannato nella corsa, come sospinto da qualche fantasma pauroso.~ 3254 VII| lo portino all’incontro sospirato. Nulla! Al giuoco seguita 3255 I| sofferenze. Questa diversità di sostanza nell’identità della forma 3256 | sott’ 3257 III| presso di me, mi guardava di sottecchi, trepidante e sollecita 3258 III| consolazione di saper ch’è sotterrato vivo, perchè il tribunale 3259 XII| Ma io non capisco queste sottigliezze sentimentali; io non posso 3260 III| queste cose lontane e vicine, sottili e volgari, mi turbarono.~ 3261 VI| obbligo di reticenze e di sottintesi.~Seguì un breve silenzio; 3262 XVII| me stesso, a voce alta, sottolineando le parole con gesti.~– « 3263 XIV| parlavo, andavo cercando di sottrarre il ritratto alla sua custodia; 3264 VI| bisogno, la necessità sacra di sottrarti a un pericolo orrendo. Poi 3265 IX| il ladro riponeva la roba sottratta!... Nel suo interrogatorio 3266 XIII| rassicurarmi; tutto questo aveva soverchiato l’opera diuturna e laboriosa 3267 IX| quest’animale da preda, che spaccò il cuore alla povera signora!~– 3268 XII| svoltando subito per via della Spada, quasi sepolta nell’oscurità, 3269 XII| finestra con le persiane spalancate, – osservai dopo qualche 3270 XIV| dissi, battendogli sulla spalla. – Sapete quanto chiede 3271 XI| testa all’indietro, sulla spalliera del divano, a occhi chiusi. 3272 XIV| di fiori. La stufa accesa spandeva un piacevole tepore.~– Ha 3273 XIV| tirò appresso il cancello e sparì nella via oscura.~~ 3274 I| audacia, che un giorno erano spariti dei gioielli dalla camera 3275 III| e il resto del suo corpo spariva come inabissato nell’oscurità 3276 XIV| vidi le mie labbra serrarsi spasmodicamente; la maschera dell’idiota 3277 I| maestoso per dirgli: «Andiamo a spasso» e la muta eloquenza per 3278 IX| alle donne, e le donne si spaventano e strillano facilmente; 3279 XIV| allontanandola un poco. – Non ti spaventare: è passato... Ora sto bene!...~– 3280 III| Bello? – ripetè Anastasia spaventata. – Un bel tipo, quell’assassino?~– 3281 XIII| dominandosi e non lasciandosi mai spazientire. Ella, dal suo canto, mi 3282 XVII| Daccapo! – esclamò la donna, spazientita. – Ora che ho la vostra 3283 XIV| Como: egli aveva un gusto speciale per le case un po’ tristi, 3284 IX| vigliacchetto e deboluccio, una specie di Don Abbondio senza il 3285 XVII| donna, e a certe abitudini speculative non posso giungere.~– Che 3286 VII| amministratore astuto, lo speculatore. Abbiamo già, dunque, due 3287 I| parola, che già mi avevate spedito a cercare un albo irreperibile...~– 3288 VI| in carrozze e fiori; e li spende, e guai se non li spendesse! 3289 VI| capo dell’adorato; ma può spendere qualche migliaio di lire 3290 VI| spende, e guai se non li spendesse! Il mondo comincerebbe a 3291 III| giurato che non era lui. Non spendeva mai un soldo, non era mai 3292 III| sarebbe come dire che non si spengono con l’aria.~– Grazie. Conosco 3293 XI| scomparve, e il suo passo si spense...~~ 3294 VI| Tutto questo mi diede forza: sperai d’essere seguìto e ascoltato 3295 Pre| strascico di discussioni e di speranze, le quali avrebbero potuto 3296 III| aveva preveduto, aveva osato sperare?...~Anastasia capì e storse 3297 IX| diresse a uno stipo ch’egli sperava di forzare come l’uscio. 3298 III| Pover’anima! Le auguro bene, speriamo!~– Diamine! – esclamai, 3299 VII| per lui, mette in conto la spesa del fabbro, del legnaiuolo, 3300 IX| Temerario, senza dubbio, ma a spese altrui: egli arrischiava, 3301 VIII| gaia: – Molto bella, la spettacola!~Poi s’allontanò, e la casa 3302 VI| forse tra la folla degli spettatori, qualcuno che vede più oltre, 3303 XII| caparbia e tenace che mi spettava.~Ma non ebbi nemmeno a cercarla, 3304 I| rimanete lì in piedi, come uno spettro.~– E v’ha di più, – continuai, 3305 IX| parlare? Ebbene, il Boldrella spia; egli conosce le abitudini 3306 XII| continuava a salire. – Vi spiace?~E quando fu nella mia camera, 3307 XVII| al giudice; e la cosa mi spiacque. Afferrai bruscamente una 3308 XII| Il barone è nella via, a spiarci... Se vede voi alla finestra, 3309 I| Firenze? Egli può anche spiare quando vengo da voi e quando 3310 XVII| d’un colpo solo, come si spicca il frutto da un albero. 3311 XVII| carte e per ascoltar le spie...~– Sì, tutto ciò che vuoi. 3312 VI| impressione sinistra e non se la spiega. Questo osservatore si chiede: « 3313 XI| implacabile e cattivo, – spiegai sommessamente. – Io odio 3314 X| chiazzato, le quali non si spiegano diversamente... La bestia 3315 III| delle tavole... È difficile spiegarle... Se vuol vedere, la conduco 3316 VI| tanto male. Permettetemi di spiegarvi tutto.~– Certo, vi ascolto – 3317 I| da cavallo.~– Ah, vi ha spiegato!... Eppure è spiacevole 3318 XVI| immobile; cercavo un’idea, una spiegazione; cercavo sopratutto, di 3319 XII| matrimonio, senza causare spiegazioni difficili fra voi due.~Tacemmo: 3320 IX| se ne accorgono. Ma egli spigola in un campo assai più pericoloso 3321 XVII| cuore l’impressione di una spina che andasse graffiandolo 3322 XV| lasciò soli. – Io era sulle spine. Sono più di sei ore che 3323 VII| di vincere la moglie e di spingerla a vendere... La baronessa 3324 I| studi non sono mai stati spinti più oltre....~M’interruppi, 3325 IX| dichiararono che aveva spinto i cavalli a corsa velocissima, 3326 III| maresciallo dandomi uno spintone. Ma al momento io l’avrei 3327 XVII| rapidissima, al trotto di due splendidi morelli, ebbi quasi uno 3328 VII| donna, la quale non vuole spogliarsi di quelle ricchezze per 3329 IX| fronte stretta, zigomi sporgenti, le tempia appiattite: non 3330 X| ruppe nella fessura dello sportello, e alcuni arnesi di ferro 3331 I| ragione! Se tutti i vedovi si sposan tra di loro, dove andrà 3332 XVII| comprendo: egli ritorna per sposarti. Egli ritorna perchè un 3333 XIV| fidanzato, ed è sempre pronto a sposarvi! Dove ha il sentimento dell’ 3334 I| Quell’uomo non vi conviene. Sposatene un altro.~– To’! – rispose 3335 III| ricca che cercava, e la sposerà fra poco.~– Dev’essere una 3336 I| forse verosimile che voi sposiate il barone? Eppure voi ci 3337 XI| quant’era lunga.~– È il tuo sposo di domani, costui! – dissi.~– 3338 IV| invece di lanciarvisi e di spossarvisi, fece uno scarto a destra, 3339 VII| cercava un’altra donna.... Spossato da quella lotta infame, 3340 III| come?~– Su, nel granaio, spostando delle tavole... È difficile 3341 XIV| voi mi avete colto alla sprovvista, e non mi son potuto frenare! 3342 XVII| ancora aveva in testa e le spruzzai il volto con l’acqua.~Ella 3343 III| guardarlo negli occhi: e gli ho sputato in faccia, proprio con questa 3344 XV| tronche, quasi sibilanti, squadrandomi dalla testa ai piedi.~Io 3345 XIV| scampanellata, era curioso. Mi squadrò attento, aguzzando gli occhi 3346 III| inargentar di raggi pallidi le squame; e Anastasia guardò il lago 3347 XIV| capisce...~In quel momento squillò il campanello elettrico 3348 IX| uomo che odiavo, mi parve squisito.~– Ora, dissi, riprendendo 3349 VII| un famiglio, un mozzo di stalla, che ruba. Il barone, prima 3350 VI| mancano le prove; il mondo, la stampa, i giudici, tutti si sono 3351 IX| Lentamente, coi cavalli stanchi, verso sera egli si decide 3352 V| sdegno anglo-sassone della stantia fanciulla. Una rampogna 3353 IX| trovarsi a quell’ora nella stanza. La signora insiste perchè 3354 III| noi? Che cosa dico? Posso starci io, che non ho arlìe per 3355 XII| tratto in tratto. La mia statuina di gesso faceva una lettura 3356 | Stavamo 3357 IV| ruppe la testa, rimanendo stecchita.~– Ah! ah! ah! – esclamò 3358 XVII| della vostra lealtà aggiunse stendendo la mano inguantata.~Afferrai 3359 XV| poi a riposare, – dissi stendendole la mano. – Domani ci vedremo 3360 XVII| vivere in pace; Firenze si stendeva sotto i miei occhi, sonnolenta 3361 XIV| caricatura losca di pedante!...~E stendevo il braccio nel vuoto, come 3362 III| docile orecchio ai madrigali stentati del barone.~– Non si mette 3363 | stia 3364 XVII| romanzi a me!~Un colpo di stile in pieno petto non mi avrebbe 3365 XVII| Avete voluto lasciarmi le stimmate del vostro amore.... Datemi 3366 III| le ha dato un colpo nello stomaco, giù, fin dove è potuto 3367 I| Fortunatamente io commisi un’altra storditaggine. Donna Clara, che sentiva 3368 III| sperare?...~Anastasia capì e storse la bocca.~– Chi osa? – disse. – 3369 X| non effondere sangue: lo strangolamento lascia tracce incancellabili 3370 XIV| frequenta molto la colonia straniera, specialmente americana 3371 V| peritissima delle lingue straniere e ignorantissima della nostra. 3372 V| anticamera pensando alla straordinaria quantità di cose che l’interiezione: 3373 XVII| un albero. Io la sentii straordinariamente leggiera.~– Ah, tu lo ami? – 3374 III| tamburo... Già, han dovuto strapparcelo di mano, a me, al mio uomo, 3375 XIV| il cuore, per il gusto di strapparmi all’affezione e alla stima 3376 XIV| furia veemente, a quello straripar di parole, io non trovai 3377 Pre| Roberta aveva lasciato uno strascico di discussioni e di speranze, 3378 XVII| ribattei con una risata così stridula, che lacerò le orecchie 3379 IX| le donne si spaventano e strillano facilmente; la guardarobiera 3380 XVII| colpisce e quando la voluttà la stringe alla gola? Tutta, tutta 3381 VI| Sempre ironico! – ella disse, stringendo le labbra con espressione 3382 XII| idee, – ella m’aveva detto, stringendomi la mano, e partendo.~E il 3383 IX| istintivamente attorno e stringendosi nella mantiglia. – S’è saputo 3384 VII| giuocare e conoscere gente e stringere amicizie, che lo portino 3385 XIII| il gaudio non comune di stringerla fra le braccia, d’illudermi, 3386 XIV| carità!~Sentendo le sue mani stringermi ai polsi con tutta la forza 3387 XVII| pochi giorni?~La donna si strinse nelle spalle, scuotendo 3388 XVII| aveva lasciato una lunga striscia rossa sulla parte destra 3389 XI| Egli intendeva farsene uno stromento di ricchezza e di piacere; 3390 IX| s’arrampica sul granaio, studia la topografia, sposta alcune 3391 I| sarà vostro marito? Avete studiato il gesto largo e maestoso 3392 VII| per il dotto signore, che studiava tanto e non produceva mai 3393 III| seguìto sul lago i giurati che studiavano la topografia del luogo 3394 I| Non saprei dirlo ora. Mi studiavo d’essere assai prudente, 3395 VII| apparentemente per la sua mania di studii, in realtà per giuocare 3396 XVII| la birra. Era un immenso stuolo di femmine giovani, disseminato 3397 I| tutta d’oro, luccicava stupendamente ai riflessi delle lampadine 3398 VII| cotesto Boldrella ha la stupidaggine di rubare a lui, proprio 3399 VI| seguito di cose candide, quasi stupide, trovano il loro metodo 3400 XVII| immobile, sempre con quello stupido pensiero in mente, di alzarmi 3401 XVII| buonissimi amici, – risposi, e mi stupii di non sentire alcuna emozione, 3402 XVII| questo....~– Ora non mi stupisco più che pensiate di abusare 3403 XI| Che hai? – domandò Clara stupita. – Che t’ho fatto?~– Nulla, 3404 VI| stupidamente s’è lasciato cogliere, subentra lo sfruttatore, che con 3405 VI| agiscono, se non per ordini subitanei di capi che poi non si trovan 3406 XIV| comprano le ville; forse subodorava un regalo, a contratto concluso; 3407 XVII| i paesi, del nord e del sud, e si trovavano a passeggio, 3408 III| incollati sulla fronte per il sudor freddo, quando l’han portato 3409 III| nome del Boldrella non gli suggerì nessuna idea, non lo sorprese, 3410 VI| ode una voce più forte che suggerisce: e la folla si lancia, e 3411 XIV| la passione, m’avrebbero suggerito le parole; tremende parole, 3412 | sullo 3413 III| tribunale di Como gliele ha suonate secche: si ricorda? La galera 3414 I| Clara, – calmatevi... Ho suonato perchè vengano a ripulire 3415 XIV| signor barone, a quest’ora suonerebbero tutti i campanelli. È ordine; 3416 VI| Clara, senza rispondere, suonò il campanello due volte. 3417 XIV| Clara, sorridente, dritta e superba in un abito scollato... 3418 Pre| discreta di autore sdegnoso e superbo, capace e nolente.~Ma perchè?~ 3419 XIII| flebile, l’amore egoistico e suscettibile, l’amore che pretendeva 3420 III| in fallo.~– In fondo, – sussurrò, – noi non sappiamo niente, 3421 XVII| non si mormora, non si susurra?... Una serva vi ha confidato 3422 VIII| aspettarmi...~– Sei pazza! – susurrai.~– Va bene, va bene, donna 3423 XIV| pezzuola la fronte madida, e susurrando, e accarezzandomi, e sforzandosi 3424 IX| offrirà? e quando?... Ha udito susurrar di perquisizioni, di carabinieri, 3425 VI| Il mondo comincerebbe a susurrare... C’è forse tra la folla 3426 XIV| attimo qualcuno le avesse susurrato il mio nome, si sarebbe 3427 XIII| società che frequentavamo, si susurrava del nostro amore scandaloso 3428 XV| ronzava negli orecchi un susurro, un brusio molesto, una 3429 XIV| Buffone, vigliacco, svaligiatore di femmine!~Sentendo un 3430 I| ciottoli colorati, e l’altro svaligiava metodicamente la guardaroba.~– 3431 XI| Ciò che si chiama amore è svanito.~Io ascoltava, sentendo 3432 IX| Boldrella.~«La baronessa si sveglia e vede; non grida, non dà 3433 IX| contemporanei, i quali ci svelano che nessuno dei due figuri 3434 VII| finanziario e l’opportunità di non svelare a Clara questa piaga insanabile. 3435 IX| e scaltra sta per essere svelata: bisogna giuocare una carta 3436 XII| ora, quella torpida calma, svelavano l’anima della città, in 3437 IX| tale apparve solo quando si svelò tutto il resto?... Notiamo 3438 III| la moglie del massaio, la svelta e bruna Anastasia, aveva 3439 XI| magnifica di eleganza e di sveltezza giovanile... Era costei, 3440 XVII| risveglio.~Clara mi stava svenuta tra le braccia. Come pazzo 3441 XIV| disprezzo più ignominioso; lo svergognerò in pubblico, innanzi a tutti, 3442 XIV| imaginarlo: il barone Lorenzo.~Svestì rapidamente la pelliccia, 3443 XVII| infiammarsi, a lasciarsi sviare, son rimasta vittima delle 3444 I| Clara guardandosi attorno e svincolandosi. – Siete pazzo?~– Ah, è 3445 XI| pochi chilometri dal confine svizzero; l’audacia del ladro, la 3446 XIV| tre mesi addietro tutto si svolgeva lietamente, sicuramente, 3447 VII| pensieri, le ansie, in cui si svolgono le idee intime e si maturano 3448 XII| colui che fuggiva così, svoltando subito per via della Spada, 3449 XVII| male azioni, e tutto s’è svolto nell’ombra e nel silenzio; 3450 XII| spiegazioni difficili fra voi due.~Tacemmo: io mi avvicinai alla finestra 3451 VIII| si levò d’improvviso.~– Taci, – disse. – Egli ritorna!~ 3452 XVII| così diverse dalle mie, taciturno e inafferrabile. Mi sentivo 3453 I| nervosissima e giocherellava con un tagliacarte d’avorio; al mio orecchio 3454 IX| chiarore penetrava nella camera tagliandola quasi a metà: ombra dov’ 3455 | taluni 3456 III| nemmeno tanto da coprire un tamburo... Già, han dovuto strapparcelo 3457 | tanti 3458 XIV| disposto bizzarramente, con bei tappeti sui muri e per terra; sul 3459 XII| juvant. Un colloquio fino a tarda ora della notte poteva anche 3460 XIV| signor barone non ha mai tardato tanto.~– Peggio per lui, – 3461 XIV| cortesia di attendermi: non tarderò di certo.~– Il signore vuol 3462 VII| l’inebbriante sensazione tattile delle carte e dell’oro giallo 3463 I| una simile mancanza di tatto. E ora vi basta? Lo avete 3464 I| rovistando sugli scaffaletti, sui tavolini, in libreria, bonariamente, 3465 I| attenzione il fondo delle tazze, io pensai che quell’uomo 3466 XV| pubblici, nelle trattorie, nei teatri, cercando il barone; e a 3467 I| giorno col cuore pien di tedio e di odio; il dilettante 3468 I| rischiararmi.~Io afferrai la teiera che mi stava innanzi, e 3469 XVII| Egli ritorna perchè un tuo telegramma, una tua lettera lo richiama 3470 XII| prendono tutt’altro colore; non teme più ch’io vi dica ciò che 3471 XIV| vecchio servitore di famiglia. Temendo che le parti mutassero e 3472 VI| osservai. – Non avete a temere ch’io mi finga moribondo 3473 XVII| che ti dico ora, io non temerei di dirlo a lui.~– Mi avete 3474 II| imprevidenza, di leggerezza, di temerità. Egli aveva lasciato la 3475 V| piantandole gli occhi in viso.~Temetti d’essere stato insolente 3476 XV| saputo dirmi niente; io temeva per voi, dopo quella sfuriata... 3477 XII| una bestia viscida e tu lo temi come un leone furibondo. 3478 XI| Sa vincersi; e per ciò è temibile. Non giuoca; ma domandagli 3479 XII| ecco l’opera caparbia e tenace che mi spettava.~Ma non 3480 XVII| stretta a sè con vincoli tenaci.~Alcuni amici mi fecero 3481 IX| tradirsi, i giudici possono tendergli qualche tranello... Poi 3482 I| strinsi la mano che mi si tendeva, senza nemmeno sospettare 3483 XIV| anche il barone non potrà tener duro. Se non la compero 3484 XIV| sofferenze m’ispiravano una tenera pietà.~Nel mentre giravo 3485 XII| Non lasciarti prendere da tenerezze ridicole.~Dal modo con cui 3486 IX| memoria della sacrificata era tenerissimo e nobile. Non diversamente, 3487 II| bella sera d’autunno, così tenero, così voluttuoso, a Firenze, 3488 XIV| vocabolario italiano... Ah, lo tenevo in pugno, finalmente! A 3489 VI| innanzi. Le presi una mano, la tenni fra le mie, e continuai 3490 VI| sapevo forse che il mio tentativo è senza speranza? Mi sarebbe 3491 II| partita, sorpreso nel mentre tentava forzare uno stipo, smarrito, 3492 IX| dimenticatovi un istante; la tentazione è troppo forte: all’occhio 3493 XIV| opera mia; per fuggir le tentazioni della donna, l’avevo abbandonata 3494 XVII| violentemente. Il candelabro tentennò un attimo, e le si rovesciò 3495 XVI| in una mattinata ancor tepida e aurea di sole, il giardino, 3496 XVII| cercar pace in qualche paese tepido e pieno di sole.~Il dopopranzo, 3497 XIV| accesa spandeva un piacevole tepore.~– Ha ordini? – mi chiese 3498 VII| carta ancora ignota, col suo tergo a rabeschi senza significato... 3499 Pre| riprendere e condurre a termine il presente lavoro e pubblicarlo 3500 XII| uomini che si odiano sono terribili; e voi vi odiate furiosamente. 3501 VII| maniscalco, ai quali dà appena un terzo dei lavori da farsi. Il 3502 XVII| per la camera, le braccia tese, i pugni stretti, mormorando 3503 XIV| Avevo messo la mano sul tesoro nascosto ed intimo, il volto