Giulio Tanini
L'ombra del viandante

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RITMI

III Il Còndor: (Aquila americana), impera su i più alti vertici delle Andee s'inalza nei cieli a profondità immensurabili.

IX Algol: (Testa della Medusa), è una splendida variabile.

IX Asterion: (Cane da caccia), guida alla maravigliosa Nebula che cade a picco su Staglieno, al rivolgersi di notte, l'Orsa Maggiore sul polo.

IX Ceféo: A chi è ancor vago di venustà classiche può piacere questa favoletta, desunta osservando su Staglieno, le stelle vicine al polo. Cassiopea, moglie di Ceféo, re d'Etiopia, ebbe un giorno la vanità di credersi più bella delle Nereidi, malgrado il suo colore affricano.

Quelle sensibili ninfe, punte sul vivo da tale pretensione, supplicarono Nettuno di vendicarne il terribile affronto. Il dio promise soddisfarle, e mandò sulle coste della Siria innumerevoli disastri, per scongiurare i quali, Ceféo incatenò la figlia Andromeda sur una roccia e l'offrì in sacrificio all'orrendo mostro propagatore dei disastri. Ma il giovine Perseo, commosso, inforcò alla svelta il focoso cavallo Pegaso, modello dei corsieri, prese in mano la testa di Medusa, che a guardarla faceva doventar di pietra, e partì per la roccia fatale. Vi giunse proprio nel momento che il mostro stava per divorare la bella incatenata e, naturalmente, non perse tempo a presentare la orrenda testa di Medusa, liberare la svenuta Andromeda, ecc. ecc.

IX Mirrach: Altra variabiledella costellazione di Andromeda.

IX Orione: La più splendida costellazione, con le sue sette stelle, visibili a Est, delle quali Rigel, Betelgiosa, e le tre del cinto, Anilam, Mintaka, Alnitak, sono vere gemme di di luce, e, sotto, Sirio, sole smagliante, un migliaio di volte più grande del nostro Sole, la cui luce non impiega meno di circa nove anni (8a 8m) per giungere sulla Terra.

In quella parte, altre numerose costellazioni brillano, meravigliose, per luce e grandezza: Procione, Capella, La Spica, L'Idra, Castore, Polluce, Regolo, Il Leone e dall'altra Cassiopea, Arturo, L'Orsa.... Flammarion la chiama "La California del Cielo" ma.... chi la conosce, chi la guarda? quanti del volgo, che è la più parte, si occupano di sapere cosa c'è lassù? Che insegnano alle scuole? Ho interrogato studenti, intellettuali, scrittori... alla mia domanda se sapevano chi era Orione, in che punto brilla, di quante stelle si compone, mi hanno riso in faccia! eppure Vergilius già cantava: Assurgens nimbosus Orion: ma però queste belle e nuove speranze d'Italia, vanno con gran passione agli spettacoli cinematografici, esilarandosi a quegli spaventosi assassini, drammacci orribili antiestetici, antimorali, preparatori di delittuose tragedie nella presente e futura umanità.

XIII Osiride e Tifone: raffigurano, i principi del Benee del Male.

XVIII La Nova Stella: Molte sono le stelle che nel corso dei secoli gli astronomi osservarono, apparsee disperseo infrante rapidi fulgori. Famosa quella veduta da Tycho Brahè nel 1572, e, vicino a noi, una nel 1861 e la più recente, nel 1919, registrata all'Osservatorio di Lick, negli S. U.

XXIII Niàgara: è il nome indiano Gnàngaraiche significa: (rumore grande); infatti si ode il suono di quella stupenda voragine, da 30 km. Il curioso però è che, passandovi sopra, dal Ferro di cavallo, sembra silenziosa: è un fenomeno dovuto al non esservi ostacoli laterali alla propagazione del suono.

XXV Mälström: vortice temibile (per le barche a vela) che s'inabissa vicino alle Lofoden meridionali; è originato dal di correnti marine e di venti; l'abisso è profondo 60 m. sulle rocce e gli scogli.

XXVIII Alecto, Tysiphon, Megera: le tre vendicatrici, figlie della Nottee del Tempo: sono rappresentate con in mano serpenti, torce e staffili....

XXX L'Isola Ëèa: maravigliosi tempi quelli quando alternavamo li studi fra Omero e Fénélon, Virgilio, Ariosto e Ovidio.... e di questo orrido mondo non conoscevamo che le rosee illusioni.

XXX Staglieno: Sarò aspramente criticato - mi si taccerà di barbaro; nonostante voglio manifestare la mia sincera opinione. Ho veduto i cimiteri di molti paesi inglesi, americani e arabi; e in tutti ho sentito quel raccoglimento poetico che la Mortedesta gentilmente nel cuore dell'uomo; fa pensare, innalza ai sentimenti pii e delicati, tempera il pensiero che tutto ha fine, tutto dee inchinarsi all'immagine della pace eterna; ma, in Staglieno, questo non si prova - ossia, non lo provo, io: troppo spreco di marmo e di pietra; troppa luce, troppo pochi alberi e cipressi, troppa ostentazione di vano potere, di lusso e di ricchezze. Fra troppi monumenti, il barocco impera, e il bottegaio: quelle epigrafi, copiate, stereotipate, comprate a tanto a lettera, non commovono il cuore: meglio il cimitero israelita e arabo. Quei popoli non inalzano monumenti; le tombe hanno le lastre tutte a fior di terra, e avendone domandato a un arabo il perchè, mi rispose con un malinconico sorriso: «La morte fa tutti uguali!» Passiamo oltre.

XXXI Gàbberi, Matanna: alti 1109 e 1317 m. rispettivamente, sul costone delle Alpi Apuane. Le ha cantate il Poeta con nostalgia di pellegrinaggio.

XXXII Mazzini: Chiedo perdono se ho ravvicinato l'Ombra di Quel Grande, all'Ombra di questo piccolo. Intendo dichiarare che Ceccardo Roccatagliata Ceccardi è - della grande scuola classica, - uno dei più vicini a Giosue Carducci; e intendo ricordare che non basta alzare lai di quando uno muore; bisogna rinnovarne il sentimento d'amore e di venerazione sempre, come un rito religioso che più dolcemente elevi lo spirito, perché più realmente richiama ai veri della nostra patria.

Humana vita est mors undique obsessa.

Ringrazio i carissimi amici bibliotecari della Berio, per avermi facilitato i mezzi d'ornare questa elegia col Symbolum de vita mortali, che ho fatto ritrarre dal rame del prezioso libro, Hieroglyphica siue antiqua Schemata Gemmarum Anularium Quæsita etc., del famoso medico genovese Fortunio Liceti, principe degli eruditi e dei dotti di quel secolo, professore di medicina alla celebre università patavina durante un quarantennio, lasciandovi, in forbito latino, oltre 75 Opere di Filosofia, Medicina, Fisica, Filologia, Astronomia e Matematica e questa, di Numismatica, opere, che (tre delle quali pubblicate a Genova) sono ricchissime di erudizione e, per quei tempi, sorprendenti e rare. Quel solitario erudito spese tutta la vita e l'ingegno promovendo il perfezionamento degli uomini.

Il rarissimo libro (del M.DC.LIII) stampato coi bellissimi tipi di Sebastiano Sardi, patavino, è ricco per bella carta, vignette nitide, prolissità di correzioni (come era un privilegio di quei tempi), e magnificamente conservato nella Civica Berio.

L'intenzione del Simbolo (tratto da un Cammeo è questo: La Fragilità e Nullità della Vita, rappresentate in cinque segni:

il teschio, che ricorda il detto d'Apuleio: Homo totus in capite et vultu est; namque prudentia, et sensus omne sine illa parte continentur, cetera omnia membra capiti ancillantur;

la farfalla, per indicare la brevità e fragilità della vita;

la ruota, per la rapidità e incostanza delle azioni umane;

 il papavero, rammemorante i due sonni eterni, nel mezzo dei quali, e per breve respiro d'un'ora efimera, questo orgogliosissimo, irrequietissimo, fragilissimo e perfidissimo figlio della natura s'arrapina tanto, dandosi un'importanza che è degna di riflessione!

l'urna, entro cui andranno, dopo il rogo, li ultimi residui di ciò che gli uomini credono immortale, un essere vano, malato! e i cinque simboli del Nulla sono riassunti nei distici bellissimi del poeta erudito:

Papilio? an ne rota est vitæ fugientis imago?
Vrna rogum? læthi fratrem signat ne papauer?
Obtinuit medium cur quæ ultima linea rerum est.



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