1867-bosch | bosco-dia | diale-gioie | gioje-lungh | luogh-piatt | picco-roton | rotte-strep | stret-zoppo
           grassetto = Testo principale
     Parte grigio = Testo di commento

502 VI| colui che, fuggendo dal bosco sulla montagna nel mio errore 503 VIII| qualche pera fresca, di un bossoletto d'acciughe salate, tutto 504 IX| preso d'affezione per una botte perché un giorno socchiuse 505 V| fanno come le Danaidi colle botti che dovevano inutilmente 506 IX| consiglio: numera un gilio, un botton di rosa, un anemone umido 507 VII| sai come io sia esperta a braccare e raccogliere questa specie 508 VI| che non risponde; né le braccine per quanto movibili mi abbracciano!~ 509 I| basse e grinzose, come una brace mal spenta sotto il coperchio 510 VII| marmitta di bronzo piena di bracie per tenersi caldi già che 511 XV| Kóttabo, il profumo de' bracieri, la lascivia delle parole, 512 VI| od odorassero prossimo un branco di lupi. I cavalli nitrivano: 513 V| delle tende stirate segnano brevi arene ai giuochi a cui polestiti 514 V| sul porto, ventilate dalle brezze, e nei ritrovi dell'Akropoli; 515 III| come al solito, navolestri briachi, soldati fanfaroni, dei 516 V| frequentatore di festini e di brigate eleganti. Dice il filosofo: 517 XVIII| sincerità. Il giacinto indiano brilla meno della tua pupilla sotto 518 I| occhietti cisposi che gli brillavano sotto le palpebre basse 519 XIII| somma; e sembrano di quei bruchi che dove puzza ed ammorba 520 XV| a questa; ed essa è una brunettina agile e fresca, piena d' 521 XX| ai gambi del zafferano, brunito come un rame usato; e Zena, 522 IV| né meno ai desideri più brutali, Kelidonio, la vedrai è 523 XVI| Ed io come sono povero e brutto vicino a te, ed oso guardarti 524 VI| qua e galleggiavano una buccia d'arancio svuotato, delle 525 III| ma nello stesso tempo ti buggera e ti avvelena. Com'egli 526 XX| il primo nostro vagito è buja la corsa della esistenza 527 XVII| all'aria, due sandalacci bulettati e ferrati da legionario, 528 VII| fortuna che ho previsto in buon'ora; così il tuo male esempio 529 VI| Caucaso. Non credo per augurio buono, ma più tosto per l'infausto, 530 XII| lascia traccia per dove il burchio sia trascorso.~M'ascolta 531 I| Seso dell'armeggio lungo e burlesco, finse di acconsentire accontentandolo 532 XII| più pericolose. Tant'era buscarsi, bambina, per tempo un giovanottino 533 III| d'Eli-Azar, finché non ti buscherai qualche coltellata alle 534 XX| innuzzolisce: trova piacere alla caccia delle deformità palesi e 535 VIII| conciata per farmi vento e per cacciare le mosche, tutto questo 536 XV| né sapeva dove si fosse cacciato: ora che lo so, il mio chiacchierare 537 XX| apparecchia le bende per i cadaveri, chi scolpisce le maschere 538 XX| d'oro corrono; più lento cade un fiore sfogliato se una 539 XI| Il pomo si è ammaccato cadendo e presto rinnerirà, guastandosi. 540 XX| battevano il pié leggiero a cadenza svolgendo le figure della 541 XX| leggiere. Abbondano, invece al cader del sole le auletridi, li 542 XV| suscita bene e che vanno a caderle nel paretajo assai munito 543 XV| sulla testa caprina di Manes cadeva squillando per il peso subito 544 IV| dileguano e fanno dall'alto la caduta più certa e più pericolosa. 545 III| d'altrui: che anzi tra la cala del piccolo porto mercatorio 546 XVII| presto di lingua come una calandra di primavera ed artefice 547 V| del popolino, in azzurri calasiris, vociano e si promettono 548 XX| bestemiano ed urlano tra la calca per aver passo e strada, 549 XII| se prima non sia tenuta calda nel palmo della mano, e 550 IV| volo per le spiaggie più calde e ti si raccomanda in mio 551 VI| mugolare del vento, tra la caligine rossigna e pungente della 552 XX| proclamando il bel vivere e la callistenia: quindi celiando, al solo 553 XX| diritta conserva un incedere calmo e severo: e l'artefice dice: « 554 XV| Melissarion per quelle starne in calore che ella suscita bene e 555 XV| queste siano più o meno calunnie. Ora Ampelide si è fatto 556 XVII| seduto al suo deschetto: calvo, piccolo e panciuto, presto 557 XX| saluto o di riconoscimento: e calzaretti foderati di pelliccie, e 558 V| tonachetta leggera e corta, calzato da sandaletti di Sikione 559 VII| piedi ossuti e rattrappiti calzeranno delle ciabatte logore e 560 IX| unguento fenicio, non vorresti cambiare in meglio con questo profumo 561 VII| padrone s'egli non avesse cambiato mestiere vivendo da ricco 562 Aut| Milano, nella stessa casa e camera, Via San Simone, in cui 563 IV| ed è pensosa troppo. Ella cammina come in una visione che 564 XII| sposartelo per rincantucciarvi in campagna tra le faccende del pollajo 565 III| si compiace ne' suoi ozii campestri di decifrare vecchie scritture 566 XVIII| sacra, da Alessandria a Campo, nei del rito col mistagogo; 567 III| fatto dell'uno e dell'altro canale un mare aperto e navigabile 568 Aut| chirurgo, morsa ormai dalla cancrena, gli dava spasimi atroci. 569 Aut| mio pensiero rosso, la mia candida onestà sono virtù negative 570 XX| ed il dorso alla porta: i cani urlano propiziando Ecate: 571 IX| Geron!». Lo so tu fuggi la canizie molesta e se qualcuno d' 572 XVIII| Akropoli; il lauro verde canoro in sulla sera della virtuosità 573 IV| di noi i suoi poeti e li canta e li declama: quando parla 574 VII| Guattuna di cui i poeti cantano la bellezza, la grazia e 575 XIV| come va che per tutto fa cantare e declamare il suo epigramma 576 XIII| sotto alle finestre per cantarti la serenata in sulla sera, 577 XIII| fuorviata tra l'erbe, ne hanno cantate le lodi con grande fervore. 578 VI| gemelli salvatori; un mozzo cantava la canzone della partenza. 579 XII| promette pensando ad altro e canterella come una schiavetta Skyta 580 XX| impeto di parole soavi e di canti giocondi. Contemplatemi 581 V| di mirto e di rose per le canzoni d'amore. Mnester, tu sai, 582 XV| quali di un getto pronto e capace facevano risuonare argentinamente 583 V| prender parte) dalle vasche capaci, ragazze Oceanine, che, 584 XIX| giro annòdala di un tuo capello d'oro e di un filo di lana 585 VII| mariuolo, avrei perso e capitale ed interessi.~Che ti ha 586 XX| vano, che ti ha inviata la cappa ed i fiori e professa che 587 V| le Greche, portano ampii cappelli di paglia e tuniche variopinte, 588 I| fessi come quelli della capra; se la vedessi danzare, 589 XVII| devi rivolgerti. Vi ha un capraio ispido come la barba del 590 VII| ruvida nel tratto come un caprajo.~La tua mammina mi ti ha 591 V| sono fontane che giuocano capricciosamente, che sposano lo zampillo 592 XV| ogni colpo, sulla testa caprina di Manes cadeva squillando 593 VI| belare e ruzzare come i caproni fossero impazziti od odorassero 594 XII| pudore e riserbatezza; ma, cara mia, ripeto, quando si è 595 Aut| Mario Puccini (Lanciano, Carabba, 1917). La sua unica gamba, 596 Aut| memorie, che sono sempre di carattere liberamente solista ed espansivo.~ 597 VI| attitudine mi ricordò, o care, colui che, fuggendo dal 598 VI| acqua bruna si apriva alla carena: qua e galleggiavano 599 XIII| cedere d'un subito né alla carezza, né alla offerta; cura di 600 III| scoglio: il flutto le va carezzando e rinfrescando e, tra un 601 XII| palmo della mano, e ben carezzata e lisciata, in fine si arrende. 602 XX| una statua di dea tanto è carica di collane d'armille, d' 603 VI| sonnacchioso tra siepi di tamerici cariche di grappe coralline e di 604 IX| schiavetto ti viene da parte mia carico di roba non perché tu scelga, 605 Aut| né prospero: mi avvisò Carlo Dossi che mi mancava l'arte 606 XX| secretezza. Se alle volte una carovana di dromedarii curvi sotto 607 VI| stirandosi e cigolando sulle carrucole e sull'anello, fu tutta 608 II| Satyro che ha smesso la casacca irsuta del coltivatore, 609 V| pretenderla ad eupatride! Il casato di mia madre del resto, 610 I| ha poppe spropositate e cascanti; non è punto vecchia; non 611 V| sposano lo zampillo e la cascata dell'acque al chiarore delle 612 XX| cortigianesco ad enumerare i casi d'amore. Testo era Demonassa. 613 XX| involti e scoperchiano le casse delle loro mercatanzie le 614 V| noli delle barche, i miei castaldi mi procurano il resto.~Lontano 615 V| un poggio più in qua del castelluccio della marina vecchia, scorro 616 IX| privazione. La tua sciocchezza ti castiga per me.~Il tuo briccone 617 XIV| ateniese e molesta;~adorni il catapigio e riabiliti.~Vengono presti 618 VII| impeciata a' suoi panni come il catrame di cui spalmerebbe ancora 619 IV| potrà risvegliarla, ma forse cattivamente, ed è bene correre avanti 620 XIV| virtù delle gemme e de' cattivi poeti ci addottrina.~Ciò 621 VI| nebbie ed i cirri spumosi del Caucaso. Non credo per augurio buono, 622 III| Mammea che sa mettersi a cavalcioni sulle ginocchia di chi la 623 V| sinistra al pugno di un cavaliere: e guarda a torno colli 624 XIX| divora: i miei occhi si fanno cavi e le nere insonnie mi tolgono 625 II| rifiuta; spuntasi il dardo e cede su floscie cuoja, o basso 626 XIII| accogli freddamente, non cedere d'un subito né alla carezza, 627 V| della gente è molto. Sotto i cedri ed i cipressi, delle tende 628 III| persiano di gran fede mi ha ceduto in questi giorni una sua 629 XIII| arringo di Paphia furono celebri per questo, ed i filosofi 630 XII| profitto, la sfoggia; o celia. Tu la vedi, appoggiata 631 XX| e la callistenia: quindi celiando, al solo ufficio d'intramezzare 632 XX| pietre grezze ed enormi non cementate imita, mi han detto, il 633 V| sorgere per servire alle cene, (e coloro che vogliono, 634 V| Badano meno i magistrati ed i centurioni che si nascondono sotto 635 XV| golosi stan di sotto al ceppo,~l'abbracciano al pedagno 636 XII| affetti: perché tu sai che cera vergine è poco malleabile 637 XV| le sue tavolette di abete cerato colla canzone. Se la vuoi 638 XII| trillano pel cielo. Poi, per cercare di comprenderla meglio ho 639 XV| seduta ed in piedi, ma non cercate, né sperate mai da me nozze 640 VII| delle ciabatte logore e cercheranno anche d'estate una marmitta 641 XVIII| scintillanti ed argentate cerchi imagini e paradossi e svolgi 642 XV| colla destra descriveva un cerchio largo per mandare al segno 643 XVIII| compiaciti per lui.~Io non ti cerco né potrei del resto ricompensarti. 644 Aut| orizzonte. Le mie avventure cerebrali furono enormi e sconosciute: 645 XV| percuotere squillando la cervice dura e cornuta del bacchico 646 IX| fondo l'arte del maestro cesellatore ha rappresentato due delfini 647 XX| aglio e d'arancie colle loro ceste in capo gridano la merce 648 XV| ma ti appresta la bocca».~Cfr. Martialis, Lib. IV Epigr. 649 XIII| vagole si trovano a chiamare Charon, nell'ultimo bacio ricevuto 650 XIX| Kelidonio! In ogni vasca d'acqua cheta e limpida, in ogni ruota 651 XV| cacciato: ora che lo so, il mio chiacchierare lo vorrà raggiungere colle 652 XX| breve timone, verso terra. Chiamai le compagne, e Nune e Philo, 653 VI| sull'orlo estremo urgendo e chiamando l'aurora. I cavalli, sotto 654 I| per descriverti, e tu puoi chiamarla pure Akkis come vuoi e se 655 VI| tutti i venti si fossero chiamati a convegno colle folgori 656 XX| aspettami,» egli dice. «Come ti chiami? Ti si può vedere? Sono 657 XX| le descrivo? Le tue assai chiare parole mi indicano la nuova 658 XX| né i suoi occhi limpidi e chiari si intorbidavano tenendomi 659 V| la cascata dell'acque al chiarore delle fiaccole di resina; 660 XVI| Quale è la parola o la chiave che apre il tuo mistero? 661 XX| ma sento che mi vorrebbe chiedere: «Hai tu scelto oggi?» – « 662 XX| senza navalestro vorrebbe chiedervi una parola: no, no, non 663 III| misero ed ironico se tu le chiedi qualche ristoro. Vorresti 664 XIX| Che hai? Che hai fatto?». Chiedono. «Quale Iddio ti perseguita? 665 Aut| arti, della guerra, della chiesa e del foro, svolse, per 666 VI| e ripide. Il carro dalla china scoscesa roteava verso il 667 VI| fatto come di un vaticinio, chinava la testa cercando di scifrarne 668 XII| soffia nella rena, ribatte un chiodo colla spugna, tanto sa d' 669 VII| che il mercante Praxia il Chiota ti regalò non fanno quattro 670 Aut| unica gamba, ingessata dal chirurgo, morsa ormai dalla cancrena, 671 V| bassi, trovo una siepe, una chiudenda, l'apro, attraverso un orto, 672 X| vendi rose, sei tu fresca e chiusa, porporina e profumata come 673 XV| in certi piccoli teatri chiusi e privati e nelli spettacoli 674 XVI| Oh Kelidonio! Se sopra la chlaenion rossa e gialla getti il 675 XIII| ben piantato, venutoci da Chos, voleva magnificare le corone 676 V| invischiandosi a vicenda. Le etere cianciano, si fermano a torno a chi 677 XX| il risucchio del mare, il ciapottare dell'onde molli sotto lo 678 IX| In fine continua pure a ciarlar male di me: «Oh il vecchio 679 Aut| che mi mancava l'arte del Ciarlatano. Non me ne dolgo. Il mio 680 XX| come uno stormo di passeri ciarlieri sulla gettata. Qui il concorso 681 | ciascun 682 | ciascuna 683 | ciascuno 684 I| sbarrato come l'antro del Ciclope. Aggiungi un'altra grazia 685 VI| sbirciando di sotto alle ciglie ispide le pupille come un 686 XIV| professionali prestanze dei cinedi. Fatto è che è tenuto in 687 XVIII| hai bisogno di corone, di cinti, d'abiti ricamati, di giojelleria 688 XIII| racchiude nella breve orbita del cinto che ci abbraccia i fianchi. 689 III| borsette che hai appeso alla cintura sottile di rame; ma nello 690 VI| seduto in disparte colla ciotola in grembo e gonfiando le 691 VI| colle zampe ferrate sui ciotoli ed il carro volse volando.~ 692 XV| abbraccia sopra il tronco di un cipresso; però ella deve essere una 693 V| promontorio, dell'isola di Circe segnacolo e faro dei piaceri 694 XV| destinato ai ristauri di circhi e delli anfiteatri sulle 695 V| d'argento colla quale la circonda. Nel giardino vi sono fontane 696 V| emiciclo di pini bassi ed è circondata da numerose clienti: tiene 697 VI| volassi tra le nebbie ed i cirri spumosi del Caucaso. Non 698 I| dire di più colli occhietti cisposi che gli brillavano sotto 699 XII| Ma da che ti sei fatta cittadina ed in questo modo, dammi 700 V| tavolette di argilla che qualche ciurmatore (ve ne sono mille) ti ha 701 XV| lineari e la sua gloria ed il clamore che tra noi suscitava potevano 702 III| Com'egli tinge in bruno il claretto della nostra collina e te 703 V| e di bardassa: e sono i cocchieri ed i saltatori sul dorso 704 VI| delle scorze verdi e nere di cocomeri, una carogna di cane.~L' 705 XII| ispido». Eh sì, Glycera, codeste sono ciancie: è come s'io 706 XIII| in cui hai preso l'amico.~Codesto è codice di nostre malizie: 707 III| qualcuno mal consigliato le coglie in quel punto vi è irresistibilmente 708 XV| de' coturnetti intieri di cojame dorato, sì ch'ella incede 709 VII| Stigie paludi cercando tra il colchico e l'asfodelo sotterraneo 710 XV| Forse pure Epimachos dal colettore Iginio dell'auro lustrale 711 IV| usanza de' Siciliani i quali colgono l'uva ancora acerba, innanzi 712 XX| svolgendo le figure della collana.~Ho tutto il cuore caldo 713 XII| ridotta a tacere e non in collera con lei. Sai tu che ella 714 III| in questi giorni una sua collezione di tegole verdi ed azzurre 715 VI| sulle poppe turgide delle colline opposte e scendere sotto 716 V| ufficio e popolano di notte la collinetta: la quale, fiammeggiante 717 XX| passa giorno ch'ella non mi colmi della sua benevolenza: e 718 XV| sta che l'irritazione è al colmo; sì che un anonimo rapsodo 719 XX| A tratti a tratti, dalle colonne delle case, a traversare 720 V| buoni genietti che i pittori coloravano di fianco alli Eroi o volanti, 721 XV| giovanetta Kelidonio. Ad ogni colpo, sulla testa caprina di 722 III| non ti buscherai qualche coltellata alle reni: ecco perché sudi 723 XX| teme d'essere turbata, o coltiva segretamente un amore a 724 II| assai conosciute e troppo coltivate e le vecchie matrone, come 725 II| smesso la casacca irsuta del coltivatore, e vuol spiegare la sua 726 XIII| grembo a Zeus, a cui anche comanda.~Noi siamo etere, le amiche 727 II| capriccio, ricuso anima al nervo combattente e nobile.~«Amor mi si rifiuta; 728 XIV| felice,~facili puerizie Eros commenda.~Che? tu sudi ed arrossi? 729 V| Oceanine, che, nuotando verso i commensali, portano le vivande cotte 730 XIV| dovuto lasciare per ragioni commerciali? Ridi a queste parole. La 731 II| egli non vorrebbe più oltre commerciare. Ha trovato un giovane Armeno 732 Aut| nell'Arcivescovo di Magonza. Como è ripiena delle nostre memorie, 733 XV| nome alla moglie, la sua comodità nel letto. Guarda se altri 734 V| delle sue avventure, delle compagnie de' politi, de' piaceri 735 VII| ora non ecciti loro che compassione.~Nulla di tutto ciò: tu 736 XVIII| tale faccenda da non essere compatita.~Saggio è Eraclito, il tenebroso 737 XIV| che mai, più sospiroso; in compenso ora sa pronunciare un po' 738 V| torno a chi vende frutta, ne comperano; quelle del paese hanno 739 XX| tutta fresca, vorrebbe farsi comperare, per venti mine, un bacio 740 I| polledro bajo di fresco comperato da un mercante persiano 741 V| cosa? Fatto sta che oggi compiaccio al maggiore dei desideri 742 XII| destrezza delle sue dita e la compiacenza della sua lingua. Ieri mettevo 743 XIII| audace, meno languida. Ti compiaci delle tenebre e spogliandoti 744 XVIII| colla grazia consueta e compiaciti per lui.~Io non ti cerco 745 XVIII| ridendo e folleggiando l'ha compiaciuto godendo insieme finché un 746 Aut| fisiche per distruggerle. Mi compiacqui di medicina e di matematica.~ 747 XVI| occhi si volgono e le mani compiono il gesto che loro imponi. 748 XIII| educazione le oscenità, quelle completano la frase coi gesti: e tutta 749 VI| lontananza, ma corpi vivi e completi che le mie mani potrebbero 750 XVI| vittoriosa. Tu sai l'arte complicata ed i fili che gli fanno 751 I| il pretenzioso a fargli i complimenti sulla fortuna d'aver per 752 XVIII| tua madre a sua imagine ti componesse i piedini.~Sei così, Kelidonio, 753 XV| lo stoico e l'eleatico, compongo una saggezza che sta con 754 V| gravità maggiore che non comporti la loro giovanezza, delli 755 XVIII| sillogismo tutte le più impensate composizioni di idee, l'una districando 756 VII| nel desiderio, passeggiare composta e sorridente, nuda sotto 757 XVIII| la bella armonia, la soda compostezza del tuo corpo tutto? E Thitis 758 XVI| capelli rosso d'oro sono composti come un elmetto basso sulla 759 XII| sollecita Kelidonio ch'ella comprenda: dille che attendendo troppo 760 Aut| profitto di avermi fatto comprendere la inutile menzogna delle 761 XII| cielo. Poi, per cercare di comprenderla meglio ho voluto prodigarle 762 XVIII| di ognuno di noi, la tua compresa, tu sei l'uomo più saggio 763 II| presti sul talamo, luogo comune».~CONTRO SESO~«Dàtti per 764 II| inganno di retorica e luoghi comuni allo scritto? Presto su 765 XV| vino gettatovi il piattello concavo e polito come cappella tornita 766 V| padrone, ma con parsimonia: e concedendo loro ora questo ora quello, 767 IX| No, tu verrai in breve a concedermiti intiera. Loda sempre a mio 768 IV| Falle amare Akkis e Philo e concedigliele per compagne: impari da 769 XIII| è men buona fellatrice. Concediti qualche stranezza come il 770 XX| povere che coi loro acconti concessi sulla strada terminano la 771 XVI| allegrezza i crotali di conchiglie. Ed i tuoi capelli rosso 772 Aut| sangue freddo.~Continuo e conchiuderò una famiglia che non fu 773 VIII| fresco ed una foglia di palma conciata per farmi vento e per cacciare 774 XV| In tal modo un magistrato concilia le leggi nella basilica, 775 V| ramoscello di gelsomino in mano conciliano alle loro nari la puzza 776 XX| che vendono parole, ed i concionatori che disputano d'ogni cosa, 777 V| il meglio della città vi concorre. Qualche volta anche il 778 V| Hamonn-raibi, l'astemia che condannava bettole e bettoliere, mentre 779 XV| che sta con l'indipendenza condendo tutto colla curiosità dei 780 XVIII| fumi che il nostro spirito condensa come gli conviene; e ciascun 781 XIII| al cinico che non vuole condimenti, giuochi che stancano; al 782 IV| semplicette maniere vanno condite con qualche arte; che l' 783 XII| nave che traffica sotto la condotta di un mio liberto di fiducia. 784 V| quasi fosse una rarità, condottoselo in casa, gli diede maestri 785 XVIII| notte continua della morte, conducendolo e riconducendolo dal cielo 786 XX| e i mericiattoli che li conducono, la fronte fasciata di bende 787 XX| da presso Melissarion a confermarvimi. E che so io di me, ripeto, 788 V| cosa vale l'altra; ma per confessar ciò di scienza propria bisogna 789 XX| le più ammirate; altre si confidano alla loro sola bellezza 790 XII| cotidianamente. A farti la confidenza, di giorno in giorno divengo 791 XII| che quella su questa si confonde: o pure, per quanto tempo 792 XVIII| l'una districando l'altra confondendo, ed in quel mezzo della 793 XIII| gocciola di vino: così non ti confondi colle sudicione o colle 794 XX| ed Isis ed Aphrodite qui confondono le loro feste. Vi è costume 795 V| che tien sempre mascherato conforme al corpo. Mi han fatto sapere 796 XIII| rimangono meno vive; sei in confronto all'altre meno audace, meno 797 V| la città bassa apparisce confusa, inquieta e ronza come un 798 XX| domande e le offerte. Vedi confusione di foggie d'abiti, di gioje; 799 VI| spaurite stridendo, passare a cono sopra alla mia testa e dietro 800 XII| vuoi che dalle unghie si conosca il leone! Dimmi tu come 801 V| Quando mi si fanno vicino le conoscenze e li amici, li adulatori 802 I| giovanette, Akkis, che tu conoscerai almeno per udita perché 803 III| Quanta dottrina, e come conosceva i suoi popoli! Basta, non 804 XII| conto sopra di Akkis che conosci, e prometteva quand'ella 805 XIII| berteggiare e spogliare insieme; conoscili e fanne tuo prò. Tutto il 806 XVIII| elogio valga, perché di buon conoscitore e non può essere trascurato. 807 III| trova una tavernuccia da te conosciuta assai bene e dove ami rimanere 808 II| insistenza; tra le assai conosciute e troppo coltivate e le 809 XX| Paphia bionda e fiorita: sì conosco Klinios; ed è bruno, ardito, 810 V| non posso trattenermi di consacrarlo all'asino, mormorandogli 811 XX| pieno stillare accarezzi consentendo a questa mia febre, comandami!~ 812 II| CONTRO CHIONE~«Facile ti consento, dolce amica, il rimprovero 813 XIX| batte alle porte dell'Hades; conservagli quel poco di vita che gli 814 XII| salutare questa e quella e conservarsi al suo posto. Tutto ciò 815 XIII| come il non depilarti, per conservarti più elastica e fresca.~Le 816 VII| un Seso poi! Lui ti si conserverà fedele! Cerca altro in città, 817 XV| hai un'arca secreta in cui conservi queste preziosità equivoche 818 VIII| basta.~Ma sono libera, mi conservo perché meglio mi piaccia, 819 XX| le virtù e l'amicizia, conservò per tanto il culto alle 820 XIII| se alcuna più esperta ne consiglia odila e fa quanto dice. 821 XVII| rifiuta eccomi ancora a consigliarti per sopra mercato. Se svolti 822 III| all'atto: se qualcuno mal consigliato le coglie in quel punto 823 XX| me la vorrei accanto per consolarla. Akkis mi sembra più bella 824 XV| buona mammana che è, si consolava del profitto della vincita 825 Aut| vero che l'Arte è rifugio e consolazione delli ammalati inquieti, 826 XVIII| ammirazione, fallo colla grazia consueta e compiaciti per lui.~Io 827 IV| tenerezza. E però sembra di consueto sana e gaja.~Spero poi che 828 XII| incominciai ad uscire dalla consuetudine quando me la vidi così davanti 829 XX| Egli agonizza lentamente consumato dalle fiamme del suo amore 830 XIII| di corno. Il passato non conta più e non ti faccia ombra 831 XIII| morali e freschi come il contatto di un gelsomino a pena colto 832 XX| soavi e di canti giocondi. Contemplatemi così, Mnasika e Glycera, 833 XII| addosso, dopo la sua omelia, contenta d'averti sì o no persuasa, 834 VII| clienti viziosi.~Come ti contenti per lui d'ogni cosa! Si 835 Aut| soddisfa è d'essere in pace e contento con Me stesso, perché fui 836 XIV| Ciò non impedisce ch'io continui a tener a bada l'Armeno, 837 Aut| illustre a sangue freddo.~Continuo e conchiuderò una famiglia 838 XX| lo riconosce, disperato e contrafatto, vagolo come un cane senza 839 V| della palestra. Onde un contrafattore di pesci, di uccelli e di 840 Aut| cuore e dell'intelligenza contrasta colla morbosità degli altri 841 Aut| menzogna delle medesime, che contrastano dal Codice alla Vita; sì 842 Aut| sorprendono in dormiveglia. Contrasto spesso con tutti: in questa 843 IX| tratto di affari metto nel contratto parole ambigue e doppie: 844 VI| le vostre ombre si sono conturbate e confuse tra i fumi della 845 XV| raccontare invece de' secreti convegni, di baci preziosi ma incompleti 846 VI| venti si fossero chiamati a convegno colle folgori olimpiche 847 I| sudiciona e sa quanto le convenga dal libro d'Elephantis: 848 XIII| ultimo spasimo partecipato.~È conveniente che dicano di te come di 849 VI| notte dopo la cena e mi convennero i rivi stillanti d'acqua 850 I| perché ti serva nelle tue conversazioni ed adoperi una ben tornita 851 VII| in fortuna e ricchezza, convitare il meglio della città come 852 XX| questi giorni di vigilie e di conviti pei piccoli misteri di Demeter 853 XX| accosto sul lettuccio al convito, che fu vinto da te al kóttabo, 854 I| brace mal spenta sotto il coperchio sdruscito di un vecchio 855 VIII| se vestita di porpora e coperta di giojelli, o nuda con 856 XV| appar studio d'acconciatura, coperti da una cuffiettina decente, 857 V| ricchezza di Mnester col copiargli le arti, sciorina da per 858 V| buon gusto ed ardito, ci ha copiato in patria i giardini amatorii 859 V| rimanendo nude, fuor che le coppelle di legno leggiero ed istoriato 860 IX| e spera di allogarsi in coppia, lui e lei presso qualche 861 V| piedi per non sturbare le coppie: sempre il concorso della 862 V| mense ed intramezzano le coppiere: sì che, sulla fine del 863 IV| stretta nella mano. Fa che si copra bene nell'ora vespertina; 864 Aut| meno l'episcopio ha saputo coprire in noi le determinazioni 865 XVI| di seta aspra e spessa, a coprirti di cenere intessuta e solo 866 VI| tamerici cariche di grappe coralline e di gelsomini fragranti.~ 867 XII| cogliere. Se tu tiri troppo la corda ti si rompe in mano. Tu 868 XX| rigonfio di vene sporgenti come corde annodate tra lei, il naso 869 XV| comunque aperto che ha vivi cordiali al loro sofrire e li placa 870 XIX| va a festino; slaccia i cordoni della borsa e non far l' 871 XIV| Satyro badi a quelle poma coriacee ed acerbe, ma come va che 872 V| profumato strepitano come coribanti e riflettono sulle anche 873 V| disgrazia, e che si presta così, corifea notturnamente nel giardino 874 VIII| paja di coturnetti verdi di Corinto, un piccolo tappeto di Persia 875 XV| squillando la cervice dura e cornuta del bacchico Manes, rovesciata, 876 VI| nozze mi felice avviso il coro delle Oceanine e Poseidon 877 VII| l'asfodelo sotterraneo la corolla magica del fiore che la 878 XV| Poi la novizia si sedette coronata di mirto, a godersi la sua 879 VI| ombre nella lontananza, ma corpi vivi e completi che le mie 880 XIII| viene e non affaticarti a correggere il destino che giace in 881 V| che si affibbiano colle correggie sul dorso. Io le guardo 882 Aut| in cui pur nacque Cesare Correnti. Quella casa è oggi distrutta 883 XX| da pretesto ai giovani di correrci presso per ajuto, e chi 884 III| squisitezza possa intrugliarsi e corrompersi in quella tavernaccia.~Vi 885 III| abbacini li occhi al riflesso corrusco delle onde per seguire le 886 I| ottimo polledro leggero al corso e mansueto) lo voleva ridurre 887 V| una tonachetta leggera e corta, calzato da sandaletti di 888 XV| scioperati delusi nel vano corteggiarla fa raccontare invece de' 889 XIV| vecchierello da bene, di modi cortesi, arzillo, asciutto e coll' 890 IV| a cui vorrai usare ogni cortesia ed amicizia, come a chi 891 V| etiopi che annodano i capelli corti e ricciuti con fili di rame 892 XX| un maestrino da discalon cortigianesco ad enumerare i casi d'amore. 893 XIII| si alzavano, e dietro le cortine spiavano ascoltando. Questo 894 XIII| mangia pastiglie di menta cosmetica per vincere il putar del 895 XIX| in cui bevo, io ti vedo, costantemente. Dicesi che l'uomo morso 896 XIII| egualmente».~Ma io ti so costumata, onesta di parole, pudica: 897 XVIII| dissolta e le cure della vita cotidiana ripresero a tormentarmi. 898 XII| il mio specchio mi avvisa cotidianamente. A farti la confidenza, 899 V| commensali, portano le vivande cotte al punto fumanti e non bagnate, 900 XX| scarpette, delle ciabatte, de' coturni che battono il suolo ricopre 901 V| i varii galli per quella covata. Ha fatto stupire testé 902 VIII| sospetti e vuoi ch'io ti creda. E s'egli tornasse tra un 903 XX| servire in a venire; ed egli credeva parlando di dimenticarsi. 904 VII| che il panattiere ti sia creditore e che tutto ti perdonerebbe 905 XVI| mentre alle orecchie mi crepita un suono indeciso, nel grande 906 VII| fingendo gelosia per farti crescer di prezzo, e tu sciocchina 907 XIV| un suo talentaccio nativo cresciutogli tra un solco e l'altro dell' 908 VIII| d'unguento di Fenicia, un crinale d'argento foggiato a mezza 909 XVIII| vanità: saggio è chi come Crisippo vede e studia il di fuori 910 XX| deformità palesi e secrete, la critica ne è acerba e pungente. 911 I| Poi s'avvide che tutto il crocchio lo prendeva a burla; borbottò 912 XV| illustralo del doppio segno della croce ansata, come l'attributo 913 XV| sviluppava di tra le pieghe crocee di un velo leggiero la tornita 914 XV| rammollito: dunque vedi se mi cruccio dentro pensando che i vecchi 915 XIX| No, Kelidonio, no; tu sei cruda e barbara come l'uccello 916 XX| gambo e moriente tra le mani crudeli ed insensibili di un vagabondo 917 XX| oscure sollevate da un vento crudo mi si avventa in contro, 918 XX| hanno raso il cranio e dal cucuzzolo lasciano cadere una lunga 919 V| attillata e leggiera ed una cuffietta di metallo alata o rostrata 920 XV| acconciatura, coperti da una cuffiettina decente, ma accresce la 921 XX| ha fasciato la terra e la culla nelle sue immense braccia 922 II| dardo e cede su floscie cuoja, o basso s'inguaina al turcasso 923 XV| conduca seco anche quel cuojo vecchio e sdruscito di mio 924 XVIII| sue materne in calma; e si cuopre dell'una mano il seno, dell' 925 XVIII| il gilio che ride nel suo cuor d'oro collo zafferano incandescente 926 XII| oro che faceva bottino nei cuori e distillava il miele sulle 927 VI| sole si riversò sopra la cupola del tempio delle Buone Dee, 928 XVIII| Ma lasciamo andare, non curarti delle mie ciancie tu che 929 IX| ha fatto villania; non mi curo di vendicarmi perché egli 930 XX| una carovana di dromedarii curvi sotto le pesanti some scampanella 931 XV| Klaenin succinta e sotto al curvo e liquido dardo del vino, 932 III| riposi e vi stia tra un cuscinetto e l'altro.~Oh! vecchia birba 933 VI| e sdrajata a dormire sul cuscino del lettuccio. Un impeto 934 XVI| scolpita nel basalto chiaro a custodia in sulla porta delle tombe 935 XII| e stravagante; parmi che Cypris stessa v'impiegherebbe male 936 IX| cavalli da vendere volge verso Cyrene colla bardassa Egle ch'egli 937 VIII| navalestro sui viaggi per Cythera; per ciò passo per l'acque 938 III| troverà ancora l'Egizio dalli occhi torti, che quando 939 XVIII| bimbo che scherza e giuoca a dama, e corre via all'impazzata: 940 V| preziose. Tutti fanno come le Danaidi colle botti che dovevano 941 XX| tenendosi per mano, ridendo e danzando me ne diedero profezia: « 942 I| della capra; se la vedessi danzare, assomiglia ad una faunetta 943 VII| serve di qualche frusto di danzatrice raccattato fuori nei borghi, 944 V| gozzovigliando ed eccitandole alle danze più libere. Ed a dirti il 945 V| donne che escono dall'acque, dapifere: e vistola madida risplendere 946 XIX| io dirti, che ti posso io dare ancora, che già non ti abbia 947 IX| conto. Ma ti dico io di darmi un bacio, un bacio solo? 948 XX| vedere? Sono straniero. Ti darò quanto vorrai. Sei muta?» 949 VI| increspando l'aCque della darsena immobile. Già salita sul 950 II| luogo comune».~CONTRO SESODàtti per oggi pace se le rose 951 Aut| ormai dalla cancrena, gli dava spasimi atroci. Ma i suoi 952 XV| tavola e del letto e ch'io debba invece aspettare dal caso 953 VII| danno non lieve? Per lui debbo far maggior lusso in casa, 954 VI| medesima scena sulla quale si debbono ripetere i medesimi gesti: 955 V| sopraffino proxeneta. La decana di tutte, che conserva qualche 956 XV| coperti da una cuffiettina decente, ma accresce la prestanza 957 XIV| priapesco.~Beffi così facendo decenza ateniese e molesta;~adorni 958 III| ne' suoi ozii campestri di decifrare vecchie scritture e vecchie 959 III| anche il più petulante. Decisamente tu stai in dubbio quando 960 V| dignitosa nel gesto, mi sarei deciso per lei se mi avesse mostrato 961 IV| suoi poeti e li canta e li declama: quando parla e quando scrive 962 V| Più in , dai trespoli, declamano farse dove li argomenti 963 XV| la groppa che impende non declina.~«Così casta è costei?» 964 XX| piacere alla caccia delle deformità palesi e secrete, la critica 965 | degli 966 IX| cesellatore ha rappresentato due delfini in amore, augurio di prossime 967 XII| far rizzare sull'acqua un delfino perché vi passeggi colla 968 V| dovevano servire quelle delicatezze e l'erudizione che il buon 969 XIII| giuochi che stancano; al delicato che suona tutta la lira 970 XIII| languide che mi mandano in delirio! O flebili grida, e baci 971 XIII| flebili grida, e baci e morsi, delizia! Che importa ch'ella non 972 XIV| Ecco ghirlanda esimia, deliziati a lungo, o felice,~facili 973 XV| tristizia delli scioperati delusi nel vano corteggiarla fa 974 XIX| quelli ridono e mi stimano demente.~Abbia pietà, Kelidonio! 975 XVIII| all'impazzata: saggio è Democrito che gli si fa incontro a 976 XIII| che dicano di te come di Demonossa che divorava in un giorno 977 XIII| qualche stranezza come il non depilarti, per conservarti più elastica 978 VII| trasparenti di Amorgo, ben depilata e profumata per la tua onesta 979 IX| sull'amore delle fanciulle, derubarle ed abbandonarle poi quando 980 XVII| troverai Bitas seduto al suo deschetto: calvo, piccolo e panciuto, 981 I| questa è quella che sto per descriverti, e tu puoi chiamarla pure 982 XV| al fianco e colla destra descriveva un cerchio largo per mandare 983 XX| che importa a voi se io le descrivo? Le tue assai chiare parole 984 XVI| vicino alle Sirti ed ai deserti di sabbia, e ch'io vedeva 985 XV| e ne hanno quanto meglio desiderano e le grazie. – Che grazie? 986 VII| le antiche abitudini. Non desiderartelo vicino, non fuggire li altri, 987 XVIII| dalle guancie purpuree ha desiderato che tua madre a sua imagine 988 XII| serbare? A bellezza maggiore, desiderii più vivi: scegli; e Melissarion 989 Aut| essermi tradito, ed ora non desidero che di morir presto.~Milano 990 VI| scena che il feroce Eros destina ed apparecchia, corega infaticato 991 XIV| frequenza.~Fanne corona intanto, destinala al tuo capezzale~Diodoro, 992 VII| altra strada, e che aveva destinata a tua compagna. Sì che avrei 993 XIII| affaticarti a correggere il destino che giace in grembo a Zeus, 994 Aut| lettuccio. Non sono tanto desto se non quando mi sorprendono 995 XV| al giuoco; risa per i mal destri, applausi per coloro i quali 996 Aut| saputo coprire in noi le determinazioni ghibelline, come nell'Arcivescovo 997 XV| la corona laureata quando detta sentenza. Vede la casa piena 998 XX| pungente. Uno statuario dettaglia una seconda male augurata: 999 XX| bellezza nuda che espongono dettagliata al solo, senza che un difetto 1000 IX| banca, sa pure pensare e dettare come un poeta quando ti 1001 VIII| Come vuoi ch'io sorrida e dia ascolto alle tue ciancie


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