1867-bosch | bosco-dia | diale-gioie | gioje-lungh | luogh-piatt | picco-roton | rotte-strep | stret-zoppo
           grassetto = Testo principale
     Parte grigio = Testo di commento

2002 II| Chione, inganno di retorica e luoghi comuni allo scritto? Presto 2003 VI| odorassero prossimo un branco di lupi. I cavalli nitrivano: ma 2004 VI| Demetria, velloso come un lupo brontolone e mangiatore, 2005 XIII| le madreperle socchiuse e luride delle sue coscie: impara 2006 VII| Per lui debbo far maggior lusso in casa, obbligarmi a spese 2007 VII| ben caldi al maglio della lussuria, li serve di qualche frusto 2008 XX| azzurro dal braciere e si lustra alle fiamme della lucerna 2009 XV| colettore Iginio dell'auro lustrale si fa pagare un tanto, pel 2010 XIII| Abbia pura la rinomanza di Lyris che mangia pastiglie di 2011 XX| Ti profumi le mani? Ti maceri il corpo nelli unguenti?» 2012 V| acque, dapifere: e vistola madida risplendere di perle liquide 2013 XVIII| sollecitudine le porte di madreperla in cielo, onde fu in breve 2014 XIII| dell'amico stretto tra le madreperle socchiuse e luride delle 2015 XX| propiziando Ecate: ed anche le madri affrante a cui di recente 2016 V| condottoselo in casa, gli diede maestri e bell'abiti, nutrendogli 2017 XX| Pindaro, si piegava come un maestrino da discalon cortigianesco 2018 XIX| ha colto? Quale filtro di maga tessala hai bevuto per essere 2019 XX| cavo delle ascelle acqua di maggiorana.~Poi quando il vespero si 2020 III| mio buon cuore ti soppone maggiori sofferenze di quanto in 2021 XV| si diede come lui alla magistratura, fu a Roma ed ora se ne 2022 VII| cupidigia, e ben caldi al maglio della lussuria, li serve 2023 V| portato gabellandoti, da la magnifica Hamonn-raibi, l'astemia 2024 XIII| venutoci da Chos, voleva magnificare le corone sciupate ed appassite 2025 XVIII| essere trascurato. Non voglio magnificarti oltre misura: tu non hai 2026 Aut| come nell'Arcivescovo di Magonza. Como è ripiena delle nostre 2027 XX| non le serve». E la donna magra arrossa e fugge perseguita 2028 III| Quelle tue piccole amiche magre e brune ti vengono avanti 2029 XIX| si meravigliano della mia magrezza: «Che hai? Che hai fatto?». 2030 VII| passeggiano due o tre topolini magri sbadigliando di fame. Tu 2031 XIX| hai bevuto per essere così magro, giallo e sospiroso?». E 2032 V| fu corega e bardassa; una malattia l'ha ora fatto eunuco e 2033 XIII| Codesto è codice di nostre malizie: se ami, sforza te stessa 2034 XII| che cera vergine è poco malleabile e mal si presta alla forma, 2035 XX| stracciandosi la stola spaventano la mamma e la minacciano di ingaggiarsi 2036 III| testa nella valletta delle mammelle perché riposi e vi stia 2037 XIV| richiamo~il tuo maschio vigore manca e perisce».~Che cosa mai 2038 Aut| avvisò Carlo Dossi che mi mancava l'arte del Ciarlatano. Non 2039 XV| descriveva un cerchio largo per mandare al segno il latex. Quando 2040 VII| Nulla di tutto ciò: tu ami mandarti in rovina non solo, ma te 2041 XIX| tutto non sia già tuo? Ti mando fiori: e la coppa che ne 2042 XII| come la primavera e come un mandorlo olezzante; strepiti colle 2043 VII| quanto egli vuole che tu mangi e patisci per lui. Il tristaccio 2044 VI| come un lupo brontolone e mangiatore, il quale mi guardava di 2045 XVIII| stesso e la libertà possa manifestarti la sua ammirazione, fallo 2046 XII| olezzante; strepiti colle maniglie che sai leggiadramente agitare; 2047 I| polledro leggero al corso e mansueto) lo voleva ridurre al baratto. 2048 V| ripiegano sul braccio come mantelletti, rimanendo nude, fuor che 2049 IV| se tutto quanto promette, mantiene.~Ti faccio mille e mille 2050 V| Akropoli: Mnester ha fatto maraviglie nel suo giardino. Le terrazze 2051 VIII| a mezza luna, un'exomis marinaresca ch'egli mi ha regalato e 2052 Aut| per l'antologia a cura di Mario Puccini (Lanciano, Carabba, 2053 VII| distinto del giovanotto mariuolo, avrei perso e capitale 2054 VII| cercheranno anche d'estate una marmitta di bronzo piena di bracie 2055 XIX| fuoco battuta dal paziente martello dell'artefice, assapora 2056 XV| appresta la bocca».~Cfr. Martialis, Lib. IV Epigr. 85.~«Tam 2057 XX| pertica; non si rizzano marziali come le altre sul basto 2058 V| il volto che tien sempre mascherato conforme al corpo. Mi han 2059 VI| racchiusa nella valle e che mascherava il porto. Rabbrividì sopra 2060 XX| cadaveri, chi scolpisce le maschere funerarie, le indovine, 2061 XIV| preziosi al richiamo~il tuo maschio vigore manca e perisce».~ 2062 XX| coll'anche piatte brune e mascoline, si lascia svolazzare la 2063 II| sermone s'abbella e rifulge, massima alla retorica, industriosa 2064 Aut| laureai in leggi il '92, col massimo profitto di avermi fatto 2065 Aut| compiacqui di medicina e di matematica.~Ma se è vero che l'Arte 2066 XVIII| superfice dell'acque sue materne in calma; e si cuopre dell' 2067 II| troppo coltivate e le vecchie matrone, come vedrai dai versi, 2068 XX| col sole caldo di questa mattinata. Uscendo per la prima, poco 2069 XX| violenti se passa una già matura la quale supplisca a giovanezza 2070 XX| inaspettate fortune delle mature e delle più povere che coi 2071 XV| d'aver gustato all'acini maturi~della attorcente Ampelide.~ 2072 IV| Io ho qui trovato un uomo maturo che fa l'arzillo; sta sulla 2073 | meco 2074 | medesime 2075 | medesimi 2076 | medesimo 2077 IV| arte; che l'acidulità va medicata colla dolcezza a cui l'uso 2078 IV| nei boschi e tra le fonti mediche di questa frescura estiva 2079 VII| avvizziscono perché le serri e le medichi per dispetto; lascia le 2080 Aut| ancora. Si lamentava dei medici, delle cure, di tutto; poi, 2081 Aut| distruggerle. Mi compiacqui di medicina e di matematica.~Ma se è 2082 XII| esperienza. Vi sono anche de' melensi che mi si strofinano alle 2083 XII| bellezza. Allora io era la Melissa, la piccola ape d'oro che 2084 I| una ben tornita insolenza, memore di Seso, che non ti spiacque, 2085 Aut| Como è ripiena delle nostre memorie, che sono sempre di carattere 2086 XIII| ma che per questo non è men buona fellatrice. Concediti 2087 V| ed ai seni, portando la mensa, ben fatta in tutto e di 2088 XIII| che mangia pastiglie di menta cosmetica per vincere il 2089 XX| diedero profezia: «Non ti mentire, Kelidonio; essa è per farti 2090 XX| mi piace, mandano schiavi mentitori e ben fessi di lingua al 2091 XIX| Tutti che mi incontrano si meravigliano della mia magrezza: «Che 2092 XIV| la sua rozzezza.~Non ti meravigliare se oggi ti scrivo da grammatico. 2093 VI| potrebbero toccare. Per quanto le meraviglie del mondo e delle grandi 2094 XX| miglio, d'uova, di legumi, le mercantesse di aglio e d'arancie colle 2095 III| la cala del piccolo porto mercatorio ed il vicoletto oscuro vi 2096 XX| pesanti some scampanella e i mericiattoli che li conducono, la fronte 2097 XII| al suo posto. Tutto ciò merita riguardo e la mia fama mi 2098 III| sta, e tu hai quanto ti meriti: forse il mio buon cuore 2099 VI| frontoni dei templi e sui merli di pietra delle torri, attinse 2100 V| mi hanno reso lo scorso mese e per le spugne e pei coralli 2101 VII| regalò non fanno quattro mesi, so che Seso ha venduto 2102 IV| vedrai è tuttora selvaggia e messa subito ad ardue prove si 2103 XX| esperta e discreta che porta messaggi in secretezza. Se alle volte 2104 XX| chi primo ti invierà un messaggio stamane e tu gli risponderai. 2105 IX| quel posto dove l'avrai messe ricongiungerò le mie. Ora 2106 XX| venticinque volte attorno alla meta rossa del sole e tanto tempo 2107 XV| colle nuvole peripatetiche e metafisiche. Per me salutalo e colli 2108 VI| occhio con molta insistenza mettendomi quasi paura ed irritando 2109 V| lui e ch'egli volontieri metterebbe all'incanto; Geron pieno 2110 XII| compiacenza della sua lingua. Ieri mettevo conto sopra di Akkis che 2111 IX| quando tratto di affari metto nel contratto parole ambigue 2112 XX| misteri di Demeter non si mettono in sciali, si studiano di 2113 VIII| crinale d'argento foggiato a mezza luna, un'exomis marinaresca 2114 V| moda sulle labra!~Prima di mezzogiorno scutrèttolo all'ombra esigua 2115 XX| liburne. Le venditrici di miglio, d'uova, di legumi, le mercantesse 2116 Aut| dove tu riscontrerai miglior sofferenza, l'Arte sarà 2117 XX| profilo in quanto hai di migliore.»~E sono ondate di profumi 2118 XIV| Myiskon e l'altri professi mignoni~non san risuscitare il tuo 2119 V| Omèros e storpiano le favole milesie e le vecchiette fattucchiere; 2120 VIII| Sono come la fanciulla di Mileto che non poteva durare nel 2121 XVIII| sei ballatrice perfetta, mima squisita, ed arciera esimia: 2122 XV| spettacoli di dopo cena a mimeggiare Myna e Pasiphae e la trasformazione 2123 V| etere, di auletridi, di mimi, e di bardassa: e sono i 2124 XV| le baje e li scherzi, il mimo ed il resto, ci provammo 2125 I| a guisa di un rospaccio, minacciando.~Ciò ti scrivo, o Mnasika, 2126 XX| spaventano la mamma e la minacciano di ingaggiarsi soldati di 2127 XX| farsi comperare, per venti mine, un bacio solo. Si può dire 2128 XVI| imagine e me simboleggiando un minuscolo personaggio d'argento e 2129 XV| chiamano Ampelide tant'è minutina ma tenace ed avvolgente 2130 V| Eros piccolini e nudi, così minutini ed aggraziati colle alucce 2131 XII| seni sodi; il piede roseo e minuto come un pulcino; la taglia 2132 XX| piega e geme al vento, ed è miracolo se tosto non si spenga.~ 2133 IX| India distillato da erbe miracolose? Profumo, chiama profumo 2134 XIII| spargendo sul braciere mirra e belzuino. Il fumo ed il 2135 VI| nel mio errore e nelle mie miserie mi ridusse a cercar scampo 2136 III| sulla rena è uno schermo misero ed ironico se tu le chiedi 2137 XVI| KLINIOS A KELIDONIO~Io misi me stesso alla porta l'altra 2138 XVIII| Campo, nei del rito col mistagogo; codesta tua rappresentazione 2139 XX| e di conviti pei piccoli misteri di Demeter non si mettono 2140 XIX| e misterioso, com'ella è misteriosa e perfetta a' miei occhi». 2141 XVI| segnavano sul ventre il «van» mistico e fenicio dell'Assira Astarthe, 2142 IV| nelle nuvole, come un roseo mito e non s'accorge che ai raggi 2143 XVI| allieva del didascalon di Mitylene. Ed io come sono povero 2144 V| spatola di legno dorato a mo' di spada, da sembrare que' 2145 XX| Ariadna che attende sulla mobile spiaggia del mare, venir 2146 III| seguire le rotte ed i giuochi mobili delle tue molte barche da 2147 V| unguentate, il sorriso di moda sulle labra!~Prima di mezzogiorno 2148 XV| donna di conto. Ha gesto moderato, sorriso serio, porta i 2149 IV| Kypris ne invia e va con moderazione usato.~Non so dirti con 2150 XII| Arthemis; fai arrossire le mogli de' magistrati perché Ampelide, 2151 XV| di dovizia e sorride alla mogliettina la quale, non so, ma deve 2152 XII| molta arte. E chi mi fa moine e mi accarezza troppo non 2153 VII| giovanetta saggia senza molestar persona. Ti scorgevo così 2154 XIII| aromati fan dileguare le moleste apparenze che la malinconia 2155 VII| incanutiranno, la bocca molle e scolorita lascierà cadere 2156 XVIII| rabbrividiscono ed ondeggiano mollemente come la superfice dell'acque 2157 XX| il ciapottare dell'onde molli sotto lo scafo delle liburne. 2158 XVII| irritano. Non è a me, bella di molt'anni sono, ed ora sdrucita 2159 | moltissimi 2160 V| opera del domani. Poi la moltitudine che lavora sfolla verso 2161 V| dall'estate, colli altri monelli suoi pari, lo trascelse; 2162 XIV| dall'altra parte da quei monellucci della montagna de' quali 2163 XX| sera?» «No, domani. Oggi ho Mones!» «Fortunata: costui è un 2164 II| labra rosse, e qualche moneta d'oro da spendere, non è 2165 IV| ci venne dal mare o dai monti non so; si fermò nei boschi 2166 XIII| perfezioni. I tuoi baci sono morali e freschi come il contatto 2167 Aut| intelligenza contrasta colla morbosità degli altri organi, all' 2168 XIX| sull'orlo, quando i denti la mordono, per non lasciarsi sfuggire 2169 XX| imbalsamato, reciso dal gambo e moriente tra le mani crudeli ed insensibili 2170 Aut| ora non desidero che di morir presto.~Milano il I di Giugno 2171 V| di consacrarlo all'asino, mormorandogli appresso: «Mangia fave sciape!» 2172 Aut| ingessata dal chirurgo, morsa ormai dalla cancrena, gli 2173 XIII| flebili grida, e baci e morsi, delizia! Che importa ch' 2174 XIX| costantemente. Dicesi che l'uomo morso da un cane in furore vegga 2175 XVIII| piange dice l'uomo un iddio mortale ed il secolo un bimbo che 2176 VI| fiamma si rispecchia sui mosaici delle pareti di una cameretta 2177 XIII| soglia della mia esedra il mosaico ti esprime primo alla vista. 2178 XX| ogni cosa, dal sesso di una mosca alla bottega del barbiere, 2179 VIII| vento e per cacciare le mosche, tutto questo basta.~Ma 2180 XX| veste aperta sul fianco mostrandoli, ed un rétore la addita 2181 V| del piede, colle dita che mostrano tutta la giojelleria della 2182 V| e li azzimati vengono a mostrare i loro abiti e fanno rete 2183 V| dalle altre e per meglio mostrarla alla curiosa golosità delli 2184 V| deciso per lei se mi avesse mostrato il volto che tien sempre 2185 XX| della veste, di chi guarda, motteggia, sorride e ci invita.~Presto 2186 VI| né le braccine per quanto movibili mi abbracciano!~Per noi 2187 VI| i gemelli salvatori; un mozzo cantava la canzone della 2188 XX| subito scomparsi tra le muffe e li scogli artificiali. 2189 VI| infausto, sul fischio e sul mugolare del vento, tra la caligine 2190 XX| lungo ed adunco, sembra una mummia richiamata in vita; pur 2191 XV| caderle nel paretajo assai munito di allettamenti. Forse pure 2192 XIX| della bestia del cui veleno muore. Oh l'amore arrabbiato; 2193 XIII| un invitato a veglia: ti muova colla pietà le lagrime, 2194 XVI| ed i fili che gli fanno muovere le membra: e le gambe si 2195 XVI| tu la signora? Ed io non muovo come quello, ubbidiente? 2196 V| quelle inette sciocchezze muovono la bile. Penso alla alterigia 2197 V| scutrèttolo all'ombra esigua dei muricciuoli e delle case, facendomi 2198 XVIII| pergola, vino di Chios, in una murra delicata di forma e d'intaglio, 2199 XVIII| altra un ricciuto e basso muschio pudico; Thitis dalle guancie 2200 I| sapeva come nascondere o mutare. Poi s'avvide che tutto 2201 XV| di dopo cena a mimeggiare Myna e Pasiphae e la trasformazione 2202 VII| godesse con te. Kolonike, Myrrhina, Lampito, Gorgo, tutte le 2203 XX| li altri. Tu senti.~«Oggi Myrta le festino!» «Elyke, 2204 | n' 2205 V| mano conciliano alle loro nari la puzza del bestiame. Le 2206 VII| spulzellonato più dalla nascita, insipido e rozzo.~Così 2207 I| vecchio non sapeva come nascondere o mutare. Poi s'avvide che 2208 XI| pomo che ti vien gettato, nascondilo. È gravido di me; testé, 2209 V| magistrati ed i centurioni che si nascondono sotto le pergole in lunghi 2210 IX| violetta bruna, incensiere nascosto e perenne. Appendila al 2211 XX| volare di stole, di bende, di nastri, di veli; dei flabelli alti 2212 XIV| isfogare un suo talentaccio nativo cresciutogli tra un solco 2213 Aut| AUTOBIOGRAFIA~Sono nato il 30 Settembre 1867 a Milano, 2214 V| nutrendogli l'ingegnaccio naturale ed accrescendogli l'agilità 2215 XIII| virtuosa resistenza viene a naufragare. Imita l'ardore di Phormesion 2216 XVIII| ed odi la canzone di un nautico sapiente, e colli occhi 2217 V| Intanto i miei garzonetti ed i navalestri fanno per loro opera di 2218 XV| Klinios il giovane padron di navi sembrava da lei essere preferito 2219 XX| intanto rincasano, l'ultimi navicellai tirano in secco le imbarcazioni 2220 XIV| lungi ed invita~le vaghe navicelle emasculate:~l'acqua è propizia 2221 XVIII| vittorioso, come la luna che naviga piena e rotonda di estate 2222 III| canale un mare aperto e navigabile con assai troppa facilità.~ 2223 V| accontentano di chi già conosce; al navigante la prima imbattuta compiace; 2224 XX| alcuni pesci dorati che un navigatore ci aveva portati da paesi 2225 III| staranno, come al solito, navolestri briachi, soldati fanfaroni, 2226 XX| ora la mia indifferenza nebbiosa mi fanno un peso inutile 2227 IX| prenda. So di quanto tu necèssiti e vi ho supplito. Tra l' 2228 Aut| candida onestà sono virtù negative in un mondo dove il grigio 2229 XIII| Fosse anche bruna come una negra d'Etiopia l'amerei egualmente».~ 2230 | nello 2231 XII| così davanti dorata e non nera e d'argento come le altre 2232 IX| capriccio, l'ora, la forza dei nervi, ed ami averseli ambo sotto 2233 II| capriccio, ricuso anima al nervo combattente e nobile.~«Amor 2234 | nessun 2235 Inc| quando ogni cosa è pura e netta per l'anime nette e pure».~ 2236 Inc| pura e netta per l'anime nette e pure».~ 2237 XIII| molti frutti saporiti; e Nicostrata ermafrodita e Sigea promontorio 2238 XV| vinto la posta: in grembo i ninnoletti d'argento e le belle perle 2239 XV| futuro diletto dei nostri nipoti, chiamalo priapeon ed illustralo 2240 XVIII| invidiano il caldo e flavo nitore delle membra: la tua bocca 2241 VI| branco di lupi. I cavalli nitrivano: ma lo schianto, l'abbarbaglio 2242 II| anima al nervo combattente e nobile.~«Amor mi si rifiuta; spuntasi 2243 VII| ai vecchi filosofi, alle nobiluccie raggrinzite della città 2244 I| lasciandolo confuso colle mani nodose che palpeggiavano ancora 2245 XII| Glycera, ora che sai le mie noje scrivi e sollecita Kelidonio 2246 XVII| SATYRO A SESO~Cessa dalle nojose importunità che mi irritano. 2247 V| coralli e denaro per i noli delle barche, i miei castaldi 2248 XX| foderati di pelliccie, e nossidi colorate ed impresse d'argento, 2249 XX| come un ragno di mare?» «Nossis che è tutta fresca, vorrebbe 2250 V| si presta così, corifea notturnamente nel giardino di Mnester, 2251 V| che si terge dall'umido notturno alla brezza salata e secca 2252 V| Ha con lei spesso qualche novella che vezzeggia con intenzione 2253 XV| sarebbe toccata. Poi la novizia si sedette coronata di mirto, 2254 VII| obbligarmi a spese gravi, cercar novizie di qua e di non badando 2255 XIII| col fabricare le difficili nubilosità di una loro letteratura; 2256 IX| sotto al mio consiglio: numera un gilio, un botton di rosa, 2257 IX| s'egli non sa che segnar numeri sulle tavolette della sua 2258 V| robusta lunghezza dei remi; e numero quanto mi hanno reso lo 2259 V| bassi ed è circondata da numerose clienti: tiene dispute d' 2260 VIII| flutti». No, io non chiedo numeroso e galante equipaggio, non 2261 V| ragazze Oceanine, che, nuotando verso i commensali, portano 2262 XII| passeggi colla coda, invece di nuotarvi per mezzo.~Diventa fastidiosa, 2263 XX| seguirti; e non mi sono nuovi. Altre volte, fanciulletta, 2264 XX| ogni cosa mi è strana e nuovissima, tutto mi ferma e mi meraviglia: 2265 V| diede maestri e bell'abiti, nutrendogli l'ingegnaccio naturale ed 2266 VI| so staccarmi dalla fresca oasi della vostra casa ospitale.~ 2267 VII| far maggior lusso in casa, obbligarmi a spese gravi, cercar novizie 2268 XIV| giuoco e l'altro, parlando d'obelischi, di tombe ipogee, delle 2269 V| psicopompo ed ha già pagato l'obolo all'ispido Kharon mi vedrebbe 2270 VI| guidatore alza li occhi all'occaso e mi avverte vicino un temporale. 2271 VII| quando mi vede mi fa li occhiacci perché tu alloggi da lui 2272 V| abiti e fanno rete e ragna d'occhiate e di sorrisi a fior di labra 2273 XX| se alcuno le seguiti, ed occhieggiano, si sollevano lo strascico 2274 XX| scogli artificiali. Un pavone occhieggiava colla coda ricamata di soli 2275 I| Senza dire di più colli occhietti cisposi che gli brillavano 2276 XV| ogni stormir di fronda: non ode, ignora. Egli è del resto 2277 XVIII| di forma e d'intaglio, ed odi la canzone di un nautico 2278 XIII| più esperta ne consiglia odila e fa quanto dice. La golosità 2279 XX| qualcuno dietro la trattiene ed odo il bisbiglio di un breve 2280 XX| inguentino inturgidendosi: odor fenicio per le gote e per 2281 VI| caproni fossero impazziti od odorassero prossimo un branco di lupi. 2282 V| guidano greggia sucida e male odorosa: con un ramoscello di gelsomino 2283 XIII| né alla carezza, né alla offerta; cura di interessare al 2284 XIII| piacere e la gioventù ti hanno offerto.~Kelidonio, fuga le fantasime 2285 IX| qualcuno d'età appassita ti offrisse i tesori di Tantalo per 2286 | ognuno 2287 XVIII| bagna tutto il giorno con Okeanos e gli sta seduta in grembo, 2288 XII| primavera e come un mandorlo olezzante; strepiti colle maniglie 2289 VI| a convegno colle folgori olimpiche per subissare la terra. 2290 XIV| Areta:~Myiskon le verdi olive ti porta tenaci ed acidule,~ 2291 XX| intratteneva, sotto la parca ombria di una palma del giardino, 2292 XII| occhi addosso, dopo la sua omelia, contenta d'averti sì o 2293 V| di piazza che bestemiano Omèros e storpiano le favole milesie 2294 | ond' 2295 XX| hai di migliore.»~E sono ondate di profumi violenti se passa 2296 XVIII| coscie rabbrividiscono ed ondeggiano mollemente come la superfice 2297 VI| inegualmente. Poi la nave ondulò e parve scivolare.~L'acqua 2298 XX| barcheggiava e tonda; sembrava una oneraria che si avanzasse sull'onde 2299 Aut| pensiero rosso, la mia candida onestà sono virtù negative in un 2300 XX| Ricredutosi sopra l'ambizione, li onori, l'amore, le virtù e l'amicizia, 2301 V| rispetto a me stesso che per l'onta di lei, certo del resto 2302 XII| L'albero rigoglioso ed opimo non si scuote né si getta 2303 XII| autunno succolento, Melitta Opòra».~Su via, Glycera, ora che 2304 XIII| tornaconto.~Imitiamo dunque l'Opôra autunnale dai molti frutti 2305 I| riso, applaudendolo della opportunità delle parole e della buona 2306 IV| colla congiunzione delli oppositi. Me gli sono avventato a 2307 VI| poppe turgide delle colline opposte e scendere sotto nella città 2308 V| accolta come responso d'oracolo, mentre a me quelle inette 2309 XX| anelli in cui il lavoro dell'orafo vince il valore del metallo, 2310 IV| ed i piccoli lobi delli orecchi imitano la conchiglia della 2311 IX| ogni momento alla piccola orecchia questo dolce bisticcio d' 2312 VII| uscire per le strade senza orecchini, né armilli, né collane? 2313 Aut| colla morbosità degli altri organi, all'Arte mi affidai come 2314 XX| per sapere dove hai casa, orgogliosa. Buona sera! No, né meno 2315 XVIII| straniero, uomo libero ed orgoglioso da che elesse la povera 2316 XV| locanda ben arredata per noi orientali che andiamo alla Città per 2317 VI| azzurro e l'oro tenue dell'oriente palpitava sull'orlo estremo 2318 XX| grande Orsa ed il gelato Orione; tutte le vigilie sono prese 2319 Aut| aumenta giornalmente il mio orizzonte. Le mie avventure cerebrali 2320 Aut| ingessata dal chirurgo, morsa ormai dalla cancrena, gli dava 2321 XX| tramonto. Chi suda sotto li ornamenti ed è rigida al passo come 2322 XIII| dote, che sono grazie ed ornamento, ma che tu perda quando 2323 XII| faccia caso dalle altre e le orno, le profumo, le addottrino, 2324 VI| placidamente, nel terrore e nell'orrore dell'uragano. Qui passammo 2325 XX| li occhi verso la grande Orsa ed il gelato Orione; tutte 2326 VIII| assai poco: di un pan d'orzo e miele, di qualche pera 2327 XX| lei come una sorella, e se osassi me la vorrei accanto per 2328 XIII| per buona educazione le oscenità, quelle completano la frase 2329 Inc| allontanino. Perché non è né osceno, né improprio, né riprovevole 2330 XVIII| non durano e che presto l'oscurano ritornando polvere morta? 2331 XIII| i cavalli impazienti ed oscuri della tua folle imaginazione; 2332 XVI| e brutto vicino a te, ed oso guardarti in volto! Tu sei 2333 VI| fresca oasi della vostra casa ospitale.~Così a pena giunta, ricevuta 2334 XV| finché mi dovrò rodere le ossa, aspettando il buon avvento 2335 XV| come l'attributo d'Isis, in ossequio alla tua salace curiosità 2336 XX| Però i belli ed i ricchi ci osservano mentre processioniamo. Dicono 2337 XX| si volgono indietro ad osservare se alcuno le seguiti, ed 2338 V| abbondanza?» Io? Mi riposo ed osservo. I giovinottini baldanzosi 2339 VII| nostro insuperbire? I piedi ossuti e rattrappiti calzeranno 2340 XV| Philonides: egli è un vecchio otre che ben spremuto può riempire 2341 XX| avarizia: e quando hanno ottenuto ciò che vogliono sull'amore 2342 VI| di una donna pregnante, ottima predestinazione, s'io 2343 VI| le tenebre di sotto nell'ovile udii belare e ruzzare come 2344 | ovunque 2345 XV| argentinamente i battaghi sulli oxibaphi di bronzo instoriato. Io 2346 V| colui che essendo ricco ozia con buon gusto.~A qualche 2347 V| sbagli, amico mio; me la godo oziando ed al fresco come un sibarita. 2348 XX| rumorosa di chi lavora e di chi ozieggia colle mani fasciate nelle 2349 III| me si compiace ne' suoi ozii campestri di decifrare vecchie 2350 Aut| Milano il I di Giugno 1914~G. P. LUCINI~Questa autobiografia 2351 II| basso s'inguaina al turcasso pacifico: l'arme non fanno guerra 2352 XX| a te.» «Questa è la tua padrona?» «Che t'importa?» «Te lo 2353 V| forastieri che la fanno da padroni e quanto la mia casa e i 2354 XX| navigatore ci aveva portati da paesi stranieri dove li uomini 2355 V| e coloro che vogliono, pagando, vi possono prender parte) 2356 II| di divertirci troppo e di pagar caro. Ma leggi le strofe.~ 2357 XV| dell'auro lustrale si fa pagare un tanto, pel buon incremento 2358 XIV| tenuto in conto di buon pagatore e non lo trascurano.~Non 2359 VII| aspetta tutt'ora che tu lo paghi. Non ti vergogni d'uscire 2360 Aut| sa intenderla, dalle mie pagine.~Ma ciò che più mi soddisfa 2361 VIII| trasparenti e colorate; non pago l'araldo per far concorso 2362 XX| alla caccia delle deformità palesi e secrete, la critica ne 2363 V| corpo colli esercizi della palestra. Onde un contrafattore di 2364 XIX| stomaco alla gola come una palla di rame e non mi lascia 2365 XV| al segno il latex. Quando palleggiando il vaso, vi arrotondava 2366 XX| protetto da foglie verdi di palme larghe, bestemiano ed urlano 2367 XII| non sia tenuta calda nel palmo della mano, e ben carezzata 2368 XVIII| colli occhi socchiusi vai palpeggiando un corpo fresco e profumato 2369 I| confuso colle mani nodose che palpeggiavano ancora la sua inutile scarsella 2370 VI| l'oro tenue dell'oriente palpitava sull'orlo estremo urgendo 2371 VII| praterie in riva alle Stigie paludi cercando tra il colchico 2372 V| dopo l'altra, la collina pampinosa che si terge dall'umido 2373 VIII| accontento di assai poco: di un pan d'orzo e miele, di qualche 2374 VII| ogni cosa! Si dice che il panattiere ti sia creditore e che tutto 2375 XVII| deschetto: calvo, piccolo e panciuto, presto di lingua come una 2376 VII| gli sei impeciata a' suoi panni come il catrame di cui spalmerebbe 2377 XVIII| augurio come un petalo di papavero tra palma e palma, per caso.~ 2378 XV| quando parla manda stelle paradossali per l'aria e col suo fare 2379 XVIII| argentate cerchi imagini e paradossi e svolgi collo indimostrabile 2380 XV| dei peripatetici e l'arte parassitaria. A che rammentarmi i giorni 2381 XX| mi intratteneva, sotto la parca ombria di una palma del 2382 XX| o pretenda assai, non ti pare?» «Non ridere troppo, ciò 2383 XX| vecchietta, la nutrice, la parente forse, chi lo sa, tutta 2384 V| interno e nell'isole, la parentela e la vecchia stirpe egizia 2385 XV| che vanno a caderle nel paretajo assai munito di allettamenti. 2386 VI| rispecchia sui mosaici delle pareti di una cameretta che Melissarion 2387 V| colli altri monelli suoi pari, lo trascelse; e quasi fosse 2388 XV| questa città, figlio di Paris Komarko, si diede come lui 2389 XII| difficile e stravagante; parmi che Cypris stessa v'impiegherebbe 2390 XVIII| in paragone il marmo di Paros, uscito dallo scarpello 2391 XVIII| uscito dallo scarpello di Parrhasios, per esprimere la bella 2392 V| smungo da padrone, ma con parsimonia: e concedendo loro ora questo 2393 V| per me d'api sapienti e parsimoniose. Si affannano tutto il 2394 XIII| scherzo e scherza; fingi di partecipare ai trasporti del compagno, 2395 XIII| ricevuto sull'ultimo spasimo partecipato.~È conveniente che dicano 2396 VI| cantava la canzone della partenza. La brezza più alacre spinse 2397 IX| qualche vecchiardo di quelle parti che intramezzò bambino e 2398 VII| indecenti.~Or ch'egli è partito col pretesto di una fiera 2399 VI| inegualmente. Poi la nave ondulò e parve scivolare.~L'acqua bruna 2400 XVIII| la povera filosofia alla pasciuta schiavitù di un vecchio 2401 XV| cena a mimeggiare Myna e Pasiphae e la trasformazione d'Ermaphrodito, 2402 VI| orrore dell'uragano. Qui passammo la notte dopo la cena e 2403 V| appese alli alberi quando vi passano presso. Altri si accontentano 2404 V| tegghia bassa e ripiena i passanti. La gente del popolino, 2405 XIV| mio, non sarebbe un ottimo passatempo? Mnasika, quando pure fosse 2406 XV| che rammentarmi i giorni passati e farmi triste se non possono 2407 XIII| torbide porte di corno. Il passato non conta più e non ti faccia 2408 VII| lenzuola e che nell'armadio passeggiano due o tre topolini magri 2409 XVIII| dello sposo, vergognosetta a passeggiar sulla spiaggia, mentre le 2410 VII| scorgevo così nel desiderio, passeggiare composta e sorridente, nuda 2411 XX| conoscete la città, qui avete passeggiato sul molo; meglio di me sapete 2412 XX| dall'Astarteion al Faro il passeggio; è un emporium ed una fiera 2413 XX| tutte come uno stormo di passeri ciarlieri sulla gettata. 2414 XX| veste così, che le pieghe ti passino sulle coscie e stirino al 2415 VI| La nave diè un balzo e passò via ratta oltre al piccolo 2416 XIII| rinomanza di Lyris che mangia pastiglie di menta cosmetica per vincere 2417 V| toglie la vista del mare. Pastori siriaci, mezzo nudi, vi 2418 VII| filosofi ghiotti di tale pastura e trafficando sui lettucci 2419 V| nell'aule ampie della casa paterna che sul porto, ventilate 2420 IV| i fiori che non possono patire la notte; ed i suoi occhi 2421 VI| insistenza mettendomi quasi paura ed irritando la moglie. 2422 XX| di felicità, sgombra di paure e di sospetti come Ariadna 2423 XVI| scomposti ed irragionevoli delle paurose. Nel tuo corpo nudo, ma 2424 III| luogo di frescura, non possa paventare di gettar l'àncora in un 2425 XV| dilagando porpore vive sul pavimento infiorato.~A ciascuno di 2426 XX| li scogli artificiali. Un pavone occhieggiava colla coda 2427 V| pesci e per i viaggi, e mi pavoneggio. Colla cocca della stola 2428 XII| di sopra alla terra non pazientano fino la vecchiaja per godersi 2429 XIX| giorno, al fuoco battuta dal paziente martello dell'artefice, 2430 XII| mia e con in cuore quella pazza passione che l'ha inselvatichita: 2431 XVIII| ed in quel mezzo della pazzia di ognuno di noi, la tua 2432 XVI| annunciava presso di te la pecchia golosa, la tua immobilità 2433 V| come un grande alveare di pecchie affaccendate: delle lanterne 2434 XV| ceppo,~l'abbracciano al pedagno e si graffian~le mani,~ma 2435 V| suon di monete dai falsi pedagoghi di Elea. E com'egli che 2436 XV| belle perle di cristallo pegno del giuoco; per mia parte 2437 III| sembra stillare olio dai peli, tutto lucido e tutto adipe 2438 XX| azzurre, o porporine o delle pelli di cammello e di sotto i 2439 XX| e calzaretti foderati di pelliccie, e nossidi colorate ed impresse 2440 V| ostriche di mare ed ostriche peloridi, non me ne importa, anche 2441 XV| epigramma, epigramma; se tu ne' penetrali della tua casetta hai un' 2442 XVI| avrebbe potuto violando penetrare. Hai tu voluto dirmi che 2443 XX| tortora che si liscia le penne a mezzo giorno sull'alta 2444 XX| sentiva lieta, e non avrei mai pensato che tali lezioni mi avrebbero 2445 VII| ben altro augurosa per te. Pensava vederti in fortuna e ricchezza, 2446 VII| retta se non vorrai presto pentirti, ascolta la vecchia amica 2447 VIII| orzo e miele, di qualche pera fresca, di un bossoletto 2448 XIII| ed ornamento, ma che tu perda quando sia necessario la 2449 XV| testa d'avventurina fu la perdita: ed avrei dato a lei tutto 2450 XVIII| ritornando polvere morta? Perdonami e grazie, Kelidonio.~ 2451 VII| creditore e che tutto ti perdonerebbe quando lo volessi per una 2452 XVIII| ripresero a tormentarmi. E tu mi perdoni? Certo, Kelidonio, se dormendo 2453 XIII| in nubi fumigose e vi si perdono dietro col fabricare le 2454 IX| bruna, incensiere nascosto e perenne. Appendila al capezzale 2455 XVIII| tenero narciso coi mirti perenni, ed il gilio che ride nel 2456 XV| bianchezza di un suo braccio perfetto, era meraviglia ai nostri 2457 XIX| Chi?» E rispondo: «La perfezione di tutte le bellezze: io 2458 XIII| scoprire e bearsi delle tue perfezioni. I tuoi baci sono morali 2459 V| che si nascondono sotto le pergole in lunghi tavolati con tibicine 2460 VII| non badando a viaggi ed a pericoli: le mie pratiche si fanno 2461 IV| la caduta più certa e più pericolosa. Conosce meglio di noi i 2462 XV| raggiungere colle nuvole peripatetiche e metafisiche. Per me salutalo 2463 XV| tutto colla curiosità dei peripatetici e l'arte parassitaria. A 2464 XIV| tuo maschio vigore manca e perisce».~Che cosa mai abbia fatto 2465 VIII| vicino alla fontanella del peristilio al fresco ed una foglia 2466 III| maggiore esperienza, può permettersi un consiglio. Non ho mai 2467 XX| tremante, avida ed avara, perplessa come sempre. Ed ecco che 2468 VIII| Corinto, un piccolo tappeto di Persia da stendere in un canto 2469 XVI| oscura, per quanto d'oro: tu persisti per quanto rondine viaggiatrice. 2470 VII| giovanotto mariuolo, avrei perso e capitale ed interessi.~ 2471 XVI| simboleggiando un minuscolo personaggio d'argento e d'ambra, hai 2472 XVI| attico, né retorica per persuaderti. Io sono tuo, prendimi. 2473 XII| contenta d'averti sì o no persuasa, ma in fine ridotta a tacere 2474 XX| volendo né potendo esserne persuaso deve non di meno seguirti; 2475 | pertanto 2476 XX| altra di a capo di una pertica; non si rizzano marziali 2477 XIII| peripatetico; gareggia colla perversa Lamia la quale faceva trapassare 2478 V| metallo alata o rostrata che pesa sulla spessa capigliatura; 2479 XX| dromedarii curvi sotto le pesanti some scampanella e i mericiattoli 2480 III| lamenti. Da accorto mercante pescatore alli affari tuoi, e le tue 2481 XV| non volge il capo come una pescivendola ad ogni stormir di fronda: 2482 VIII| zona di velo sul ventre? Peserò meno, e troverò qualcuno 2483 XIII| il mirto e l'ellera erano pesti e sciupate, meglio esso 2484 III| fanciulletto è fors'anche il più petulante. Decisamente tu stai in 2485 III| percuotere sul viso. Dei pezzenti colle spalle al muro, tra 2486 XX| imporpora alla ecatombe per Phoibos, il Dio. Il mio cuore trema, 2487 XIII| naufragare. Imita l'ardore di Phormesion rinascente ad ogni abbraccio 2488 VIII| conservo perché meglio mi piaccia, e se ai moltissimi elessi 2489 IX| belle maniere, ma non mi piaccio d'ingannare nessuno. Né 2490 V| lei, certo del resto di piacerle e d'essere aggradito.~Intanto 2491 IV| so che di misterioso da piacerti a subito udita. Io penso 2492 XV| perché la cosa è curiosa e piacevole insieme, te la racconto. 2493 XVIII| Eraclito, il tenebroso che piange dice l'uomo un iddio mortale 2494 VII| che scendesse all'Hades piangendo e di ben altro augurosa 2495 XIX| allora, mentre le donne mi piangeranno, ed i miei schiavi saranno 2496 XX| biondo Adômus verranno a piangere le donne portando i canestri 2497 XX| incompleto e mutilo di chi piango ahimé morto o, se non morto, 2498 XVII| fico a fico della medesima pianta a Pistos, l'eunuco giuocoliere 2499 XIII| poeta non infermo e ben piantato, venutoci da Chos, voleva 2500 XX| di sé stessa coll'anche piatte brune e mascoline, si lascia 2501 XV| subito del vino gettatovi il piattello concavo e polito come cappella


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