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SUI RAPPORTI DELLA TUBERCOLOSI CON ALTRE MALATTIE | «» |
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SUI RAPPORTI
DELLA TUBERCOLOSI
CON ALTRE MALATTIE
I notevoli lavori pubblicati in questi ultimi anni sulla struttura e sulla diffusione dei tubercoli mi hanno dato impulso ad istituire una serie di ricerche, nelle quali mi era proposto di controllare le osservazioni altrui, al fine di determinare qual parte di esse fosse consentanea al vero; giacchè in questi tempi, in cui così grande è il numero delle pubblicazioni che riguardano le scienze da noi coltivate, insieme a frequenti lavori che segnano un vero progresso, vengono alla luce, non meno copiosi, dei lavori che si fondano o su osservazioni inesatte, o su interpretazioni erronee od unilaterali.
Nel corso de' miei studii, oltre al confermare delle ricerche altrui, ho avuto anche la fortuna di raccogliere dei fatti nuovi. Gli è perciò che stimo conveniente di darne partecipazione a voi, onorevoli Colleghi, tanto più che l'argomento di cui si tratta verte su questioni importantissime per la pratica medica. – Delle osservazioni da me fatte presceglierò le più importanti, accompagnandole colla presentazione dei pezzi patologici relativi.
Forse a taluno sarebbe parso più conveniente che io avessi esteso di più le mie indagini, in modo da poterne ricavare delle considerazioni d'indole generale. Ed io pure sarei dello stesso avviso, se, da una parte io non mi trovassi attualmente in condizioni tutt'altro che favorevoli per quanto riguarda il materiale anatomo-patologico, dall'altra io non credessi che il partito più saggio in questa difficile questione della tubercolosi sia di limitarci, per ora, alla raccolta de' materiali, riserbando la sintesi a quando la raccolta sarà copiosa, e renderà possibili, così, i confronti e le conclusioni.
Il merito d'aver aperto il presente periodo nella storia della tubercolosi spetta a Köster. Egli, in un lavoro pubblicato nel 18691, fece conoscere che nelle granulazioni fungose dell'artrite fungosa, delle ossa, delle guaine tendinee e delle borse mucose trovansi più o meno numerosi, e disseminati qua e là, dei noduli tubercolari. Per la diagnosi dei quali egli si appoggiava specialmente agli elementi giganteschi che già da Langhans eransi ritrovati così di frequente nei tubercoli. Un anno più tardi Schüppel2 con una lunga serie di accurate osservazioni dimostrò, che i ben noti ingrossamenti caseosi delle ghiandole degli scrofolosi devonsi allo sviluppo di numerosi tubercoli nel parenchima delle ghiandole stesse, e che i tubercoli sono caratterizzati da cellule gigantesche e cellule epitelioidi in particolar modo disposte.
Secondo questi risultati appariva già chiaro, che alcune delle più gravi alterazioni scrofolose si devono, non già ad una infiammazione semplice, ma a neoplasmi tubercolari.
Queste idee ebbero una conferma in due lavori pubblicati più tardi. Nell'uno, di Friedländer3, si riferiva che tanto il tessuto del lupus, quanto le granulazioni e il rivestimento cutaneo di ascessi scrofolosi subacuti o cronici contengono numerosi noduli in tutto identici nella struttura ai noduli tubercolari. Nell'altro, mio4, si dava notizia di un caso di squisita scrofolosi, in cui numerose ulceri cutanee erano dovute allo sviluppo ed alla disaggregazione di minuti noduli tubercolari.
Più tardi ancora, Köster5 trovava tubercoli in casi di osteite ed osteo-mielite tanto fungosa quanto caseosa.
Nè solo in affezioni di natura scrofolosa si notarono tubercoli. Già io6 aveva fatto cenno di tubercoli trovati in una vecchia ulcera sifilitica cutanea; più recentemente, poi, Köster7 li riscontrò in granulomi della congiuntiva e dell'iride, in ulceri sifilitiche del naso, del pene e dell'intestino, e in una escrescenza elefantisiaca delle grandi labbra; Friedländer8 li rinvenne in un'ulcera semplice della bocca, dell'utero, in un ulcus rodens della guancia, in un tumore del lobulo dell'orecchio, nello stroma di un cancro.
Recentissime, infine, sono le comunicazioni intorno a tubercoli esistenti in un cancro secondario del fegato, di Colomiatti9, e in un sarcoma cerebrale, di Rusconi10.
Ciò premesso, passerò ad esporre con qualche minutezza i più interessanti fra i casi che a me avvenne di studiare, corredandoli, ove mi fu possibile di raccoglierle, colle rispettive note cliniche.
Preporrò i casi riguardanti affezioni scrofolose complicate da tubercolosi.
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